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Gli occhi dell’anima


L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.
(Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare )

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FONTE: http://www.ilnodogordiano.it/?p=17733

L'AMORE UNISCE? CERTO, MA ANCHE L'ODIO SE SUBLIMATO E COSTRUTTIVO

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Di Salvatore Santoru

Nella nostra società ogni giorno ci si riempie la bocca di parole che riguardano l'amore e che considerano il provare indignazione,rabbia e odio come il più grande errore e pericolo dell'essere umano.
Niente di più falso, l'odio e la rabbia non sono di per sé sentimenti del tutto negativi ma possono essere costruttivi se sapientemente sublimati per migliorare se stessi e migliorare la società.
D'altronde è giusto e naturale essere indignati e odiare chi commette ingiustizie,i peggiori criminali e chiunque faccia del Male e così via... ciò che conta è che tali naturali sentimenti non bisogna farli dominare dentro di sé e vanno gestiti e non utilizzati a livelli negativi/distruttivi ma a scopo costruttivo per sé stessi e per gli altri.

Difatti, l'utilizzo costruttivo e la sublimazione dell'odio e della rabbia possono portare e portano spesso a un costruttivo cambiamento e miglioramento e servono ad avvicinare le persone molto di più delle retoriche mielose e fintobuoniste sull'amore che si sentono ogni giorno.
Almeno così funziona in un mondo imperfetto come il nostro e bisogna dire che le emozioni e le sensazioni di indignazione,rabbia e odio non vanno demonizzate a prescindere ma accettate,sublimate e superate per migliorare individualmente/socialmente e proseguire la strada verso il Vero Amore.

Non demonizziamo troppo l'odio,l'indignazione e la rabbia(personale,politica,culturale ecc)ma utilizziamoli costruttivamente in modo da sublimarli a fini positivi,di Bene e di Vero Amore.

Perché i Rapporti di Coppia finiscono spesso male ?



Le relazioni umane iniziano con euforia, eccitazione e gioia, ma quasi sempre le vediamo sfumare verso una reciproca indifferenza o addirittura verso rancori e separazione. Perché accade e come possiamo rimediare?




L'ego ha un morboso desiderio di avere ragione, di incolpare e di attaccare. Attorno a ciò ruotano tutte le sue relazioni. Quando saremo pronti ad abbandonare questi desideri dannosi per noi e per gli altri, ci apriremo alla comunicazione e alla comprensione: le basi per un rapporto di puro amore.

MONTAGGIO, RIPRESE E TESTO DI FAUNO LAMI


(TESTO ORIGINALE:"Perché i Rapporti Finiscono Sempre (Male)? Rapporti di Coppia con Marco Canestrari")


Lei perde la memoria, il marito 90enne le legge ogni giorno la loro storia d'amore



http://parliamodituttoinsieme.blogspot.it/2015/07/perde-la-memoria-ed-il-marito-le-legge.html

Ciao a tutti/e,
l'amore è una cosa meravigliosa. Quando si incontra la persona della propria vita è come vivere un sogno, un qualcosa di sublime che non si può toccare ma si sente solo con il cuore. Passano gli anni, i decenni, ma ciò che si ha dentro nei confronti dell'altra persona resta. L'essere umano invecchiando, forse a causa di demenze, dimentica tutto ciò che ha fatto nella sua vita ma gli resta dentro quel qualcosa che sente per quella determinata persona. 
Quel bello è il più bello che gli è capitato nella vita.

Come è successo a Phillys, una donna di 93 anni, che soffre di una demenza rara, che colpisce gli anziani, ma che ha un marito che è una persona rara: un uomo innamorato.

Phillys, purtroppo, non ricorda più nulla, i parenti sono stati costretti a ricoverarla in una casa di cura per anziani a Rochester che si trova a New York.
Purtroppo, l'anziana signora, che sta con il suo Jack da ben 70 anni, non ricorda nemmeno più la sua storia d'amore. Un danno per lei e per suo marito, una beffa ingiusta.

L'amore non può arrendersi a nessun ostacolo, anche se questo è troppo alto da superare.

Anche se Jack ha 90 anni, non può perdere la sua battaglia perché vorrebbe dire perdere se stesso. Sua moglie e lui sono un unico nucleo. 
Phillys nemmeno può arrendersi, forse chissà, se lo è sempre sentito che prima o poi avrebbe potuto perdere il suo uomo e ha scritto negli anni, dal primo giorno che si sono conosciuti, un diario. Un agenda che ha viaggiato nel tempo, tutta la loro storia, il primo incontro, il primo bacio, il matrimonio e tutte le cose che hanno vissute sono state scritte da lei. Lì, in quel diario!
Ogni mattina, si alza e va da sua moglie, le mette un braccio intorno al collo e gli legge la loro storia d'amore. Tutte le mattine. Lei sorride, sente che ciò che ascolta è un qualcosa che ha dentro e per un attimo ricorda, si emoziona e rivive la sua storia d'amore come se fosse la prima volta. Ed ogni volta che il marito legge lei si innamora di nuovo. 
E' come dire: se tornassi indietro te vorrei al mio fianco per sempre.

Un vero esempio per i giovani e non. Un invito ad amare liberamente la propria metà del cielo. Spesso, ai nostri giorni, lo abbiamo dimenticato o forse è solo paura, ma non si riesce più a donarsi per sempre e completamente.

Meglio dare tutto se stessi ad una persona che donarci solo un pò a tantissmi/e.
Loro sono un esempio difficile ma non impossibile da raggiungere, vale sempre la pena provarci, il primo passo è ragionare con il cuore.
A presto

I due grandi motori dell'Universo sono la Verità e l'Amore



Di Albert Pike *

La Forza dispone di un cervello e una legge.Le sue azioni producono risultati permanenti, e questo è il vero progresso.Queste sono sublimi conquiste.

Symbols - Truth

Il pensiero è una forza, e la filosofia dovrebbe essere un'energia, per trovare il suo scopo ed i suoi effetti nel miglioramento del genere umano.

I due grandi motori sono la Verità e l'Amore.

Quando queste due Forze sono combinate, guidate dall'Intelletto e regolate dal ruolo del Diritto e della Giustizia, e dalla combinazione di un movimento e sforzo sistematico, la grande rivoluzione preparata da secoli avrà inizio.

Albert Pike-Morals and Dogma

Traduzione e adattamento di Salvatore Santoru per http://informazioneconsapevole.blogspot.it/

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://gnosticwarrior.com/the-two-great-motors-are-truth-and-love.html

Psicologia esoterica della coppia, dell'amore e della sessualità


Di Giuseppe Cosco

Oggi viviamo una conflittualità estrema tra il desiderio, l'ansia e la paura del rapporto con gli altri e una solitudine insopportabile, ma, sola via di scampo allo stress metropolitano e ai pericoli, che si celano nell'oscurità di una società disumanizzata. L'uomo e la donna vivono la tragedia della perdita della loro umanità isolandosi, sempre di più, in paradigmi di teoremi senza soluzione. La famiglia tende alla polverizzazione e la coppia, intesa come istituzione, si sfalda lungo il percorso.
Sulla donna, tra l'altro, pesa una lunga catena di secoli d'oppressione. Le Sacre Scritture sanciscono la sua inferiorità come persona e affermano in molti testi la mentalità patriarcale e sostanzialmente antifemminista di tutto il mondo orientale. "Nella vita sociale (ma anche in quella familiare la donna israelita è in genere una sottomessa: prima delle nozze è subordinata al padre, dopo il matrimonio chiama il marito suo bà al, cioè padrone..."(). La donna è stata sempre vista come inferiore all'uomo, quasi creatura malefica o, al meglio, di scarto o mal riuscita.
Figura di secondaria importanza, bestia o oggetto più che persona, così era considerata dalla Legge di Israele, a tal punto che l'Esodo sentenziava: "Non desidererai la casa del tuo prossimo, non desidererai la donna del tuo prossimo, il suo schiavo, la sua schiava, il suo bue, il suo asino e tutto ciò che è del tuo prossimo". La donna è, dunque, trattata da essere inferiore, bestia o, addirittura, cosa. San Tommaso affermò che: "La donna, sottomessa all'uomo come suo capo, non ha il diritto di sottrarsi alla sua autorità". Per Tertulliano la donna era la "porta dell'inferno" e Clemente d'Alessandria ammoniva: "Ogni donna dovrebbe essere oppressa dalla vergogna al solo pensiero di essere donna".
Nel medioevo "streghe ed eretici furono il capro espiatorio di una umanità irrequieta e instabile... gli uomini si accanivano contro la realtà dell'incubo per dimenticare l'incubo della realtà"(2). In fondo quella fu un'epoca con forti coloriture misogine. Fabio Troncarelli coglierà, di quei secoli inquieti, un messaggio: "La donna è un pericolo... La donna riscoperta dall'amor cortese è il simbolo dell'instabilità, della vana curiosità, della sensualità, del disordine"(3). La donna, che si ribella alle norme e alle consuetudini, che cessa di essere donna angelicata, a vantaggio di una sessualità troppo libera, fece paura all'uomo, che scaricò sulla figura femminile pulsioni distorte di attrazione e repulsione, amore e odio, attrazione e repulsione-timore e, finalmente, un antifemminismo esacerbato e infarcito di un misticismo malato.
Lo storico olandese J. Huizinga (1872-1945) riporta la violenta invettiva di Oddone da Cluny (c. 879-942) contro l’attrazione dei sensi e la bellezza del corpo femminile: "Se gli uomini vedessero quel che è sotto la pelle, così come si dice che possa vedere la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla vista delle donne. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umori e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ci ripugna di toccare il muco o lo sterco colla punta del dito, come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco?" (Cit. in J. Huizinga, L’autunno del Medioevo, Firenze 1961).
Solo "quando saremo più progrediti e la società umana sarà liberata dai vincoli delle idee ereditate dalle ore selvagge, l'uomo e la donna non si calunnieranno più a vicenda, non si tormenteranno come nemici, non avveleneranno il loro cuore per il possesso e la gioia di vivere, con la ignoranza dei valori liberi della loro coscienza"(4). L'universo-donna fu ulteriormente incompreso dalle teorie freudiane. Nel 1932, nella 33esima lezione sulla femminilità, della Introduzione alla psicoanalisi, Freud affermava:
"Nella vanità fisica della donna ha la sua parte anche l'effetto dell'invidia del pene, dal momento che essa deve tanto maggiormente stimare le sue attrattive in quanto tardivo risarcimento per l'originaria inferiorità sessuale. Al pudore, che è ritenuto una qualità squisitamente femminile... noi attribuiamo l'originaria intenzione di nascondere il difetto del genitale". Più oltre, il padre della psicanalisi aggiunge: "Che l'antico influsso della mancanza del pene non abbia, ancora, perduto la sua forza appare evidente nella diversa reazione della madre alla nascita di un figlio o di una figlia.
"Solo il rapporto con il figlio dà alla madre una soddisfazione illimitata...". Assolutamente antifemminista Freud riduce la donna ad uno scherzo della natura, sottomessa in tutto e per tutto all'uomo, detentore del potere fallico. Nei Tre saggi sulla teoria della sessualità il medico sottolinea la "natura maschile" della libido. La dottrina pansessualistica e fallocratica di Sigmund Freud ignorava una sessualità femminile.
Ignorava, ancora, il fondatore della psicoanalisi che la donna non è un uomo che è stato evirato, ella è il complemento dell'uomo. Anche sul piano fisico c'è una situazione analoga, perché fisicamente ciascun sesso sembra essere il complemento dell'altro. Ogni uomo ha nel proprio corpo le caratteristiche omologhe della donna. Allo stesso modo la donna ha gli omologhi dell'uomo, così come, ad esempio, la clitoride corrisponde al pene.
E' da osservare, ancora, che "come nel mondo visibile, cioè il mondo esteriore delle umane imperfezioni, così in ognuno di noi il corpo lunare fa la parte della femmina - ricettacolo di tutte le impressioni e di tutte le sensibilità che ci colpiscono, ci tormentano, ci conturbano,..."(5) e viceversa nella donna. L'istinto sessuale è, principalmente, il desiderio di fusione col polo sessuale opposto (un tentativo di "coniuncto oppositorum" proiettata all'esterno), e solo in parte l'urgenza di ridurre una tensione.
Il rapporto sessuale tra due persone è un linguaggio per comunicare cose, che non si possono dire altrimenti. Insoddisfacente è, in certe situazioni e bisogni, la parola e ciò fa dire a Hegel che in fondo "Tutto il linguaggio è un limite: il parlante è il punto intermedio tra il dicibile e l'indicibile, tra la parola e il silenzio"(6). Allora, unica possibilità di comunicare resta il linguaggio del corpo, che è il solo a rendere soddisfacenti certe sottili e complesse relazioni.
Ecco che una carezza, un abbraccio, lo stesso rapporto sessuale, assumono un'importanza straordinaria. Lowen sottolineò che la percezione dell'identità nasce dall'esperienza di contatto con il corpo. Ashley Montagu senza mezzi termini affermò che: "La semplice sensazione del tatto come stimolo è assolutamente necessaria per la sopravvivenza dell'organismo... è dimostrato inequivocabilmente che nessun organismo può sopravvivere a lungo senza stimolazione cutanea proveniente dall'esterno".
Quanta importanza si scopre nella fisicità della comunicazione tattile! E' stato detto, del resto, che ogni tragedia, in ultima analisi, non è altro che un fallimento della comunicazione. La sessualità, in fondo, è un atto di comunicazione, pieno di significato, in una relazione umana profondamente complessa. In questo contesto la donna non può più essere considerata un aborto di uomo o un oggetto, ella è uguale e complementare all'uomo.
L'amore può essere compreso solo in questa ottica, scrive Hegel: "...amore vero e proprio ha luogo solo fra viventi che sono uguali in potenza e che, quindi sono viventi l'uno per l'altro nel modo più completo e, per nessun lato l'uno è morto rispetto all'altro"(7). Questa è la sola condizione per poter dare sé stessi e fare dell'altro un essere che dà. L'amore non può, neppure, essere riconducibile esclusivamente al sesso come Sigmund Freud credeva.
Egli, infatti, riconobbe solo due istinti: quelli sessuali e gli istinti dell'Io. La psicoanalisi intende l'amore come la "specificazione e la sublimazione di una forza istintiva originaria che è la libido". Carl Gustav Jung, dissociatosi da Freud, ne criticò il concetto della libido, in quanto "il termine libido, secondo la concezione di Freud, indica un bisogno esclusivamente sessuale...". Jung per libido intese "l'energia psichica" che comprende, pure, le idee collettive, morali, religiose e magiche che vivono in un popolo.
La sessualità ha una grande importanza nella psicologia junghiana, come un'espressione essenziale, ma non l'unica dell'intera psiche. Riduttivamente Freud spiegò l'istinto sessuale come l'espressione di una tensione, che si produce chimicamente in un corpo. La tendenza dell'organismo è, secondo il padre della psicoanalisi, quella di ridurre l'eccitamento tramite l'atto sessuale e questo è "il principio del piacere".
Ma tutto ciò è assurdo perché, se il fine della soddisfazione sessuale è solamente la riduzione dell'eccitazione presente in un organismo, dovremmo concludere, ironicamente, con Erich Fromm (vedi di Fromm, citato più volte in questo articolo, i testi: "Avere o essere?", "Da avere a essere" e "L’arte di amare", Oscar Mondadori) che la "masturbazione dovrebbe essere la soddisfazione ideale". Freud non ha saputo riconoscere che lo stimolo sessuale è l'urgente necessità di fondersi con l'altro. Fondersi con l'altro è il desiderio di comunicare, di uscire dalla propria terribile solitudine, che è all'origine di ogni ansia.

TITOLO ORIGINALE:"Psicologia esoterica della coppia"

“Amore e Psiche. Un’interpretazione nella psicologia del profondo” di Erich Neumann

Cosa accade a Psiche, che spinta dalle forze matriarcali ostili all’uomo si avvicina al letto munita di lampada e coltello per uccidere il presunto mostro, e che adesso riconosce essere Eros? …. Si tratta del risveglio di Psiche in quanto psiche, del fatale momento in cui la donna emerge per la prima volta dalle tenebre del suo inconscio e dalla severità del vincolo matriarcale e, incontrando l’uomo individual- mente, ama, cioè riconosce Eros…
La Psiche che si avvicina al giaciglio di Eros non è più la creatura languidamente irretita e stordita dal piacere che vive nell’oscuro paradiso del sesso e del desiderio; risvegliata dall’irruzione delle sorelle, Psiche diventa consapevole del pericolo in cui si trova, ed è ora con tutto lo spietato spirito del matriarcato che va a uccidere il mostro, l’uomo-belva che con queste nozze di morte l’ha strappata alla terra e l’ha rapita nelle tenebre. Ma al chiarore della luce nuovamente accesa, con la quale illumina l’inconscia oscurità della sua precedente esistenza, riconosce Eros. Psiche ama…
La Psiche che scopre il vero aspetto di Eros e infrange il tabù della sua invisibilità, non sta più di fronte al maschile come la vecchia Psiche ingenua e infantile, ma non è neanche soltanto afferrante e afferrata; essa è invece così mutata nella sua nuova femminilità, che perde il suo amante, anzi lo deve perdere In questa situazione amorosa di una femminilità che diventa cosciente attraverso l’incontro e il confronto, conoscenza, sofferenza e sacrificio costituiscono un’identità…
L’azione di Psiche provoca così tutte le sofferenze legate all’individuazione, nelle quali una persona ha esperienza di se stessa di fronte a un partner che è altro da lei e non soltanto a lei connesso. Psiche ferisce se stessa e ferisce Eros, e le loro simili ferite decretano la dissoluzione della loro originaria unione inconscia. Ma solo grazie a questo doppio ferimento sorge l’amore, il cui senso sta nell’unire nuovamente ciò che è stato separato; solo grazie ad esso sorge la possibilità di un incontro, condizione dell’amore tra due individualità…
(tratto da Erich Neumann, “Amore e Psiche. Un’interpretazione nella psicologia del profondo”, traduzione di Vittorio Tamaro, Astrolabio editore.)

L'amore come legge universale


Di Paolo Franceschetti

1. Premessa. 2. L'amore sentimentale e l'attrazione sessuale negli esseri umani. 3. L'amore non sentimentale e l'attrazione. 4. L'amore come la forza più potente dell'universo.


1. Premessa.

Dante e molti esoteristi, filosofi, religiosi, fanno spesso riferimento ad una legge dell’amore che guiderebbe l’universo.
Il gruppo segreto cui Dante apparteneva era denominato “Fedeli d’Amore” non perché il loro fine fosse quello di concentrarsi sull’amore per la donna, come ci hanno spesso raccontato a scuola, ma quello di dedicarsi alla legge universale dell’amore/attrazione.

L’amore, quindi, è attrazione, forza vitale che porta a creare qualcosa o qualcuno. E’ stato chiamato “amore” perché la parola è composta da a (alfa privativo) e morte; l’amore quindi è la vita, il contrario della morte che è invece distruzione, annientamento.


E’ dall’amore infatti che nasce una vita nuova; mentre dall’odio non nasce nulla, e nei rari casi in cui da questo nasca una vita, questa sarà problematica e difficile.
Lo si trova negli astri ma anche nelle piante, nei sassi, in ogni cosa che ci circonda.
E’ in questo senso che si parla di Dio come “amore”; nel senso che l’universo, essendo nato da un atto creativo, vitale, è da intendersi come un atto di amore.

Vediamo quindi di spiegare in parole semplici questa legge che “muove il sole e l’altre stelle”.

Il sole e le altre stelle si muovono attraendosi reciprocamente e formando un moto circolare che porta gli astri a muoversi secondo regole precise, da millenni studiate da astrologi prima e da astronomi poi. E’ l’attrazione reciproca tra questi astri che evita l’allontanamento di essi nello spazio.
Oltre all’attrazione agisce il meccanismo della repulsione, nel senso che i corpi celesti hanno anche una forza repulsiva e respingente. Nell’armonia tra le due forze gli astri rimangono a una distanza equilibrata, e si muovono secondo un moto circolare.
Se prevalesse una sola delle due forze, gli astri si attirerebbero come magneti; o si allontanerebbero definitivamente nello spazio.

Questa regola che vale per gli astri vale in realtà per qualsiasi essere vivente, pianta o animale o essere umano e anche per le cose che noi consideriamo inanimate.

2. L’amore sentimentale e l’attrazione sessuale negli esseri umani.

Anche l’amore tra esseri umani è basato sull’ “attrazione” e sulla “repulsione”.

L’attrazione si basa o sulla complementarietà (l’altro ha lati completamente opposti, che si integrano con i miei) o sull’affinità (l’altro mi piace perché è simile a me).

La repulsione si basa sugli stessi identici meccanismi: affinità (due persone egocentriche, o megalomani, o che non ascoltano l’altro, tenderanno a respingersi a vicenda) o complementarietà (il passivo attira la persona attiva; il sadico il masochista, ecc.).

Un rapporto armonico è spesso fatto di due persone che si attraggono per alcuni aspetti ma si respingono per altri, cercando di mantenere equilibrio tra le varie componenti e le giuste distanze.
Quando prevale uno dei due aspetti il rapporto diventa ipersoffocante o iperdistruttivo.

L’attrazione esiste sia tra poli opposti, sia tra poli identici. Una persona che non ha sviluppato a fondo certe qualità, le cercherà nell’altro; il masochista attrarrà il sadico; il pigro attirerà la persona iperattiva, ecc.  
L’attrazione tra persone simili nasce invece quando le proprie componenti hanno raggiunto una certa armonia, e quindi l’anima ha bisogno di confrontarsi con un’altra persona simile, non sentendo più il bisogno di sviluppare se stessa tramite il rapporto con una persona di carattere opposto.
In pratica si può affermare che, quando siamo in disequilibrio, l’altro è lo specchio della nostra vita segreta, come dice il famoso psicanalista Peter Schellenbaum.
Quando invece siamo in equilibrio, l’altro è lo specchio della nostra vita esteriore e interiore.

A questo punto, nell’essere umano, occorre distinguere l’amore sentimentale dall’attrazione in senso stretto.
L’amore è il sentimento che porta a volere il bene dell’altro; l’attrazione è quel sentimento che ci spinge verso l’altro, ma per fini egoistici e spesso non benefici.

In tal senso spesso si ha una concezione distorta dell’amore. Lo si confonde infatti con l’attrazione, dimenticando che l’attrazione può scattare anche in casi in cui l’amore (inteso nel senso sentimentale) non esiste affatto: ad esempio, chi ha tendenze distruttive tenderà ad essere attratto da persone che lo aiuteranno nel processo di autodistruzione; oppure due persone di polo opposto possono attrarsi solo per la loro diversità.
Anche se viene scambiata per amore, l’attrazione che una persona sadica prova per quella masochista, o quella che una persona profondamente egoista e distruttiva può provare per una persona piena di amore e costruttiva, è invece di natura diversa; le due componenti opposte infatti si attrarranno, ma solo una delle due sarà spinta dall’amore, l’altra invece sarà spinta dalla sua mancanza: con dei risultati spesso distruttivi per la persona spinta dall’amore.
In tal senso, più che di amore (inteso in senso sentimentale) qui sarebbe corretto parlare di attrazione.
Quanto all’innamoramento, almeno in una fase iniziale, l’impulso a conoscersi e frequentarsi tra due persone complementari non dovrebbe chiamarsi amore, ma solo attrazione, per essere poi l’amore sviluppato dopo.

3. L’amore non sentimentale e l’attrazione.

Ogni cosa, animale, essere vivente nell’universo attrae e respinge, quindi, secondo regole precise.
L’attrazione che esiste tra astri, o tra particelle atomiche, è possibile studiarla in modo scientifico e segue regole matematiche.
L’attrazione che esiste tra animali, o tra uomini, o tra uomini e animali, è stata studiata dalle scienze psicologiche, comportamentali e sociali.
Di recente la legge dell’attrazione, da un punto di vista diverso, ma sostanzialmente confermando le teorie delle varie branche della psicologia, ha spiegato che ciascuno di noi attrae la sua realtà con i propri pensieri (come del resto la psicologia cognitiva insegna, anche in altro modo e da altra visuale).
Teniamo conto che ciò che la psicologia afferma di aver scoperto come conquista scientifica, in realtà in magia ed esoterismo è conosciuto da sempre.

Riassumendo sinteticamente, il nucleo centrale della cosiddetta legge dell’attrazione – e dell’esoterismo in genere – è questo: ciò che distingue l’attrazione (studiabile matematicamente) tra oggetti inanimati ed esseri animati sono i pensieri.
Un sasso non può modificare il corso della sua esistenza, come non può farlo un tavolo o una nuvola; tali oggetti attireranno altri oggetti ed eventi in base a regole matematiche e prevedibili.
La persona invece può attrarre eventi, cose e persone a suo piacimento, perché ha il potere di modificare il suo pensiero.
Cambiando quindi i nostri pensieri e i nostri sentimenti, possiamo dirigere la nostra vita e cambiarne il corso, ove non ci piaccia quello attuale.

Questa regola è ben conosciuta da coloro che, nel mondo, detengono il vero potere; non a caso è stata creata una società in cui la maggior parte delle persone ha idee omologate alla massa, non pensa con la propria testa ma con quella del telegiornale/giornalista/opinionista/politico di riferimento, ed è assimilabile a un robot con comportamenti prevedibili sia nel medio che nel lungo periodo. La maggior parte delle persone mira infatti a trovare un qualsiasi lavoro (non un lavoro che lo appassioni), un partner (che mantiene anche dopo anni, pur quando sente di non amarlo più), una casa di proprietà, un’auto e una pensione.
La massa viene quindi messa nelle condizioni di non pensare e di non evolversi per mancanza di tempo, per poter assicurare a chi comanda il mantenimento del potere stesso.

In realtà noi siamo, tramite i pensieri, i co-creatori della nostra realtà. E’ in questo senso che teorie esoteriche, mistiche, e new age, parlano di una “divinità dell’essere umano”.

Perché noi possiamo creare, e cambiare la vita nostra e quella altrui, cambiando i nostri pensieri. I sassi e gli astri – almeno allo stato delle nostre conoscenze e per quello che sappiamo – pare di no.


A questo punto sorge inevitabile la domanda. Ma se ciascuno crea la propria realtà, cosa dire di coloro che vengono uccisi da una bomba? Cosa dire delle vittime dell’11 settembre o di un terremoto?

Il punto è che oltre dalla nostra volontà, la nostra vita è influenzata anche da cose, situazioni, eventi, esterni a noi, che però funzionano sempre secondo il meccanismo dell’attrazione, tanto è vero che è possibile studiare e prevedere anche tali fenomeni.

Per capirlo è sufficiente por mente a un fenomeno banale. Sappiamo che la luna influenza le maree, quindi è in grado di influenzare l’acqua sul nostro pianeta. Non c’è da stupirsi quindi che la luna influenzi anche il nostro corpo, che è costituito per l’80% da acqua. E se il nostro corpo è influenzato dalla luna, e gli astri si influenzano reciprocamente, ci vuole poco a capire che non c’è nulla di strano in ciò che afferma l’astrologia, ovverosia che i pianeti influenzino la nostra vita.

Per sapere esattamente cosa fare e cosa cambiare della nostra vita, quindi, occorre un mix di conoscenze, che devono poi essere applicate in modo non solo rigoroso, ma anche intelligente e razionale. L’astrologia non è altro che il tentativo di studiare le cause esterne che influenzano la nostra vita, da combinare con uno studio delle cause interne.

In conclusione, come ho spiegato nel mio libro sulle religioni, tenendo presente questi concetti, è facile capire perché la magia funziona, ma funziona anche la legge dell’attrazione, e anche l’invocazione a una divinità o ad un santo.
Spesso, invocando e chiedendo, si attrae l’evento; il devoto a San Gennaro lo attribuirà a lui; l’induista a Krishna, il buddista della Soka Gakkai al Daimoku… e il punto è che hanno ragione tutti quanti.
Ciò che accomuna questo tipo di pratiche è l’esercizio della volontà, che viene a focalizzarsi su un oggetto ben preciso, fino ad attrarlo a sé.
E’ facile capire allora perché, più l’invocazione, il pensiero, la pratica, sono svolte con amore, e maggiori sono le possibilità di successo.
Si capisce anche perché la legge dell’attrazione è chiamata anche legge dell’amore; perché l’essere umano riesce ad attrarre, e a creare, solo le cose che ama veramente.


4. L’amore come la forza più potente dell’universo.

A questo punto del nostro percorso, però, si può fare un ulteriore passaggio logico e si può arrivare a capire perché ciò che può influenzare la nostra vita più di ogni altra cosa è l’amore.
Gli astri, in fondo, non possiamo dominarli. Sapere in anticipo che ci capiterà una cosa o un’altra non fa molta differenza per coloro che vivono momento per momento.
Ma conoscere le regole dell’amore e dell’attrazione invece può cambiare molte cose, perché solo amando qualcosa o qualcuno si può ottenere quella cosa o aiutare quella persona.
Solo amando il proprio lavoro lo si porterà a termine, spesso contro tutte le difficoltà e i pericoli, e ci si sentirà realizzati a fine lavoro.
E solo capendo che bisogna trovare l’amore dentro se stessi, si riesce a guarire dalla maggior parte dei malesseri che ci affliggono.

Ed è per questo che si sente dire che l’amore è la forza più potente dell’universo. Chi ha potuto vedere la grinta che riesce a tirare fuori una madre che deve difendere il proprio bambino, o un cane il proprio padrone, capisce al volo cosa intendo; ma anche chi ha potuto provare l’esperienza del cambiare la propria vita per amore, trasferendosi in altri continenti, cambiando lavoro e vita, magari con difficoltà enormi, capisce.

L'amore non è un Bisogno



" L'amore non è un bisogno, ma un traboccare... L'amore è un lusso. E abbondanza. Significa possedere cosi tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza "

Osho

Fonte:http://www.marcocanestrari.com/2015/03/lamore-non-e-un-bisogno.html

La Metafisica del Sesso: l'uguaglianza spirituale fra uomo e donna e la sacralizzazione del sesso secondo Evola


Oggi il sesso è vissuto con una non naturalezza del desiderio e con delle perversioni soprattutto perché mancano punti di riferimento superiore.Si arriva all’orgasmo, che comunque è un momento di crisi, di rottura senza sapere nemmeno perché e privandolo del suo spirito originario.

Anche la repressione sessuale intesa come moralismo ha poco senso come fine a se stessa: quello che ci vuole, come in tutte le cose, è equilibrio.
Per Evola questa repressione significa uno sconvolgimento della virilità olimpica e della femminilità demetrica.
Un esempio su come intendere il sesso nel voyeurismo comune è la nudità anatomica che è contemplata, mentre nelle cerimonie iniziatiche sovrasta su questa forma quella della nudità spirituale.

In ogni caso, Evola non fa una trattazione dal punto di vista fisico, e nemmeno psichico (secondo il quale un uomo si può sentire donna e viceversa), ma dal punto di vista metafisico.


Sesso significa “diviso”, quindi c’è qualcosa che va riunito, e la sessuologia ha poco o nulla a che fare col sesso in senso assoluto, tanto che determinati aspetti dell’eros, quello vero, sono divenuti latenti nell’uomo di oggi che intende il sesso come esclusiva esperienza sessuale fisica.

La sessualità è solo una mera forma, ed incompleta, del vero amore, ma già da questa si capisce che c’è qualcosa di più che la eleva e la completa. E, per inciso, l’eccitazione erotica fisica di massa odierna corrisponde ad un’eccitazione psichica che credo si ricolleghi al permanente stato di attaccamento al desiderio dell’uomo, che crea sempre più finti ed inutili bisogni.

Ad influenzare la concezione erotica dell’uomo v’è anche la teoria darwinistica, e il fatto che si veda il sesso come un prolungamento degli istinti animali. Invece, dice Evola, è esattamente il contrario: è la sessualità animale che è una regressione e decadimento dell’amore umano (un esempio visibile è il calore animale che è periodico, a differenza dell’uomo che può sempre desiderare e amare).
Nell’uomo, l’amore fisico è una parte (inferiore) dell’Amore vero, ed è della stessa natura. Nel caso specifico è uno stato mentale e fisico in cui tutto si abolisce e si infiamma.
In un certo senso la crisi dell’amplesso, epurata dall’ orgasmo sessuale, racchiude una dimensione trascendentale.
Questo amplesso può portare ad una “frattura” dell’essere non in senso negativo né terreno o sensibile, bensì come riscoperta delle profondità dell’essere (e “momento folgorativo dell’unità”).

In questo senso, l’amore affettivo e sociale non è una forma ampliata dell’amore, ma è una forma attenuata e riflessa.

Evola dice anche che nell’uomo l’istinto alla riproduzione è inesistente e che la conoscenza della natura procreativa l’uomo la acquisisce a posteriori, ed è solo un possibile effetto del fuoco sessuale.
Questo sembra non collimare con Diotima sul punto che vede il desiderio riproduttivo dell’uomo come desiderio di immortalità; in realtà, il desiderio riproduttivo è desiderio d’immortalità, ed è assolutamente secondario e senza fini trascendentali (come desiderio terreno significa anche non accettazione e non preparazione alla morte) e quindi relegato al piano materiale e non metafisico.
Su questo è chiaro: gli uomini quasi sacrificano se stessi pur di generare, ma non generano che un altro uomo mortale.
Più importante è per Evola l’impulso di due persone di sesso diverso all’unione; questa attrazione è inversamente proporzionale con la potenza della moltiplicazione (esseri inferiori si riproducono molto più in fretta e in quantità dell’uomo), tanto da far dire ad Evola che non c’è nessun legame tra amore e procreazione.

Eros, però, non significa piacere né tantomeno orgasmo. Esso è determinato dalla polarità dei sessi, ed è una questione di fluidi e di magnetismo (“trovarsi da soli assieme, uomo e donna, anche se non intervengono contatti è come se fossero avvenuti”).
Nelle forme sacralizzate dell’amore alle forme naturali fra due sessi (non-contatto, contatto, penetrazione) se ne aggiungono altre.

Nell’uomo assoluto e nella donna assoluta vi sono comunque già in esse delle parti di donna nel primo e di uomo nella seconda, e la vera attrazione c’è quando queste sono complementari. D’altronde anche la persona stessa è una maschera: fatta di una parte esteriore (maschio o femmina) e di una interiore.
Se è vero che è l’uomo sociale che ha creato socialmente la donna inferiore, ed è pertanto giusta una parità di diritti sociali, e dal punto di vista metafisico i due sessi sono uguali, c’è però da considerare la differenza di polarità, che permane tra uomo e donna (e anche se uno si sente donna e una si sente uomo) e la qualità del fluido rispettivo non ne è intaccata.

Evola spiega anche che la forza profonda dell’eros non deve fissarsi (in senso alchemico) nel piano intermedio delle forze psichiche, perché è ancora un piano individuale, ma fissarsi nel terzo piano più profondo dell’essere.
Sembra anche che il mito dell’androgino alluda al raggiungimento dell’unità dalla dualità dei sessi, che non vuol dire sessi di persone diverse, ma polarità femminile e maschile all’interno di una stessa persona e una liberazione della sua anima.

Amare è desiderare la bellezza. Ma se si guarda alla scala dell’amore e si ama una donna, significa comunque amare una piccola parte della Bellezza pura.
Pur non essendo quello amore puro, si riesce anche in questo caso ad amare una parte di eternità.
Poros è pienezza dell’essere e Penia privazione dell’essere, mancanza. Evola dice materia, ma in sostanza anche la materia è mancanza: mancanza di immortalità.

L’amore puro non può essere raggiunto attraverso un desiderio non puro, perché un desiderio non puro è ancora mescolanza di qualcosa: e la pienezza dell’amore non accetta mescolanza perché in questa mescolanza v’è ancora privazione di qualcosa.
Secondo Evola, dunque, il desiderio di generazione in realtà è brama di immortalità che conferisce solo nuova mortalità.

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