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L'eugenetica nazista e le sue origini negli USA, in Svizzera e Nord Europa



Di Andrea D’Onofrio *

Con la legge del luglio ’33 la Germania s’inseriva tuttavia in un
trend più ampio e generale di affermazione della legislazione eugenica
in quegli anni in vari paesi occidentali, con sistemi di governo
democratici o liberali, a partire dagli Stati Uniti, che svolsero un
ruolo pionieristico in tale campo.






 Una prima legge di divieto del
matrimonio a scopo eugenetico per epilettici, imbecilli e ritardati
mentali, era stata varata nel Connecticut già nel 1896. Un anno dopo,
nel 1897, venne presentata nel Michigan la prima proposta parlamentare,
bocciata per pochi voti, sulla sterilizzazione forzata a scopo
eugenetico di “criminali abituali” recidivi, nonché di internati
per epilessia o per “alienazione mentale”. Nel 1907 fu lo stato dell’Indiana
a varare la prima legge eugenetica sulla sterilizzazione forzata
di particolari categorie di persone ritenute “degenerate” (idioti,
imbecilli, rapitori recidivi, criminali). Questo tipo di legislazione,
che colpiva innanzi tutto soggetti reclusi negli istituti psichiatrici o
nelle carceri o anche ospiti di ospizi per i poveri, si diffuse ben presto
in altri stati della Federazione americana, come nella California,
nel 1909, che si distinse da quel momento in poi come stato degli
USA con la quota più alta di sterilizzazioni. Nel 1913 fu lo stesso
presidente Theodore Roosevelt a dare il suo appoggio a quelle misure
di eugenetica negativa che potevano impedire la diffusione di
soggetti “di valore inferiore” e in quello stesso anno veniva eletto
presidente Woodrow Wilson, che aveva firmato nel 1911, in qualità
di governatore, la legge sulla sterilizzazione nel New Jersey.
Nel 1917 la legislazione eugenetica sulla sterilizzazione era già
diffusa in quindici stati degli USA e nel corso dei successivi quindici
anni il numero sarebbe dovuto raddoppiare. Dopo la guerra, nel
1924, con l’approvazione dell’ Immigration Restriction Act, gli Stati
Uniti introdussero rigide leggi antiimmigratorie, ispirate a principi
di noti teorici razzisti e di eugenetica come Laughlin e Grant: limitando
l’ulteriore “invasione” di gruppi a “bassa qualità razziale”, come
“italiani, polacchi, ebrei, cinesi”, gli USA avrebbero dovuto impedire
il proprio “suicidio razziale”. Nel 1927 la Corte suprema degli
Stati Uniti dichiarò lecito, nel caso Buck vs. Bell in Virginia, il ricorso
alla sterilizzazione forzata per persone “degenerate”. Nel 1932
degli allora 48 stati della Federazione americana ben 41 avevano leggi
per il divieto di matrimonio a scopo eugenetico e 28 avevano introdotto
una legislazione sulla sterilizzazione forzata; in quegli stessi
anni la legislazione eugenetica era stata varata anche da alcuni parlamenti
locali del Canada e del Messico.
In Europa, invece, le prime sterilizzazioni forzate furono avviate
in cliniche psichiatriche della Svizzera già intorno al 1892, in
particolare a Burghölzli, nella clinica universitaria di psichiatria di Zurigo, sotto la direzione prima di Auguste Forel e poi di Eugen
Bleuler, presso il quale aveva lavorato come assistente, a partire dal
1899, Ernst Rüdin. Fu proprio la Svizzera, nel cantone di Vaud, nel
1928, la prima a varare in Europa un disciplinamento legislativo
sulla sterilizazione eugenetica. Successivamente tra la fine degli
anni Venti e la prima metà degli anni Trenta la legislazione sulla
sterilizzazione forzata si diffuse in particolare nei paesi dell’Europa
protestante, dove non era presente una certa resistenza degli ambienti
cattolici all’introduzione di misure di eugenetica negativa,
che si rafforzò ulteriormente nel 1930 in seguito all’enciclica Casti
connubii, con la quale Pio XI, nell’opporsi ad ogni intervento statale
antinatalista, condannava esplicitamente il ricorso alla sterilizzazione.
In questi anni dunque la legislazione eugenetica fu introdotta
in primo luogo in tutti i paesi dell’area scandinava, a partire
dalla Danimarca, nel 1929, in Norvegia e Svezia, nel 1934, in Finlandia,
nel 1935, e successivamente in nazioni come la Lettonia, nel
1937, e l’Islanda nel 1938.
Come si può dunque evincere da questo rapido accenno alla situazione
internazionale, l’introduzione della legge sulla sterilizzazione
in Germania nel luglio ’33 non rappresentava in alcun modo
un fenomeno isolato. Non a caso gli igienisti razziali tedeschi favorevoli
ad un’eugenetica qualitativa lamentavano un certo ritardo
della Germania in questo campo e nel perorare la loro causa citavano non di rado il modello statunitense. Da parte loro gli eugenisti
statunitensi commentarono entusiasticamente la legge tedesca
sui loro principali organi di stampa come un modello da seguire per
gli stessi Stati Uniti.

* Andrea D’Onofrio-Razza,Sangue e Solo pg 81-84

Il primo utilizzo dello Zyklon B si ebbe nel 1929 su individui messicani negli USA


Di Maurizio Blondet

Prodotto dalla ditta tedesca di disinfestazione DEGESCH, il famigerato «Zyklon» (acido cianidrico) era commercializzato in quattro versioni di diversa potenza.
Zyklon E era raccomandato per liberare ambienti da infestanti duri a morire, come gli scarafaggi. Zyklon D era il preparato più largamente usato per liberare ambienti chiusi (stive di navi, edifici in cemento con mobili nelle stanze) da pidocchi, topi e ratti.
A quanto pare, per gli esseri umani bastava la versione meno potente, il Zyklon B.






Ma sull'uomo non fu usato per la prima volta in Germania.
Fu usato dal 1929 negli Stati Uniti, dall'autorità sanitaria (US Public Healt Service) alla frontiera col Messico, per spidocchiare gli immigranti messicani che transitavano da Juarez a El Paso. (1)
In quello stesso 1929 la DEGESCH si divise il mercato mondiale con l'americana Cyanamid, da cui i sanitari americani comprarono il prodotto.





Le basi giuridiche per l'uso della sostanza erano state poste dal presidente Woodrow Wilson, che aveva varato la Immigration Law nel 1917.
Wilson era un «eugenista», influenzato dalla potente lobby degli eugenisti americani, che perseguivano la «sanità razziale» con argomenti medico-sociali.
La lobby riuscì a creare nell'opinione pubblica un tremendo allarmismo sulle possibili  malattie infettive che gli stranieri potevano portare.
Nello stesso 1917, l'allarme fu tradotto in una direttiva: il «Manual for the physical inspection of Aliens» (Manuale per l'ispezione fisica degli alieni).
Esso escludeva dall'immigrazione «imbecilli, idioti, deboli mentali, persone di inferiorità costituzionale psicopatica [categoria che comprendeva gli omosessuali], mendicanti, poligami, anarchici, persone affette da malattie contagiose, prostitute, qualunque alieno analfabeta oltre i 16 anni».






Il sindaco di El Paso, tale Tom Lea, chiese ed ottenne dal governo federale che nella sua città fosse allestito un campo di quarantena dove trattenere gli «alieni» per oltre 14 giorni.
Lo stesso Tom Lea era ossessionato dalla campagna degli eugenisti, al punto che portava mutande e maglie di seta, perché i medici allora dicevano che sulla seta i pidocchi (portatori del tifo) non si attaccavano.

Nel solo 1917 gli agenti del Public Health Service spidochiarono 127.123 messicani direttamente sul ponte di Santa Fe, il punto di transito da Juarez.
Non solo gli emigranti: anche gli abitanti di Chihuahuita, il quartiere messicano di El Paso, furono sottoposti al «bagno profilattico»: consistente nella rapatura a zero, nell'incinerazione dei loro vestiti, e nella loro immersione in un bagno di kerosene ed aceto.
Ciò, nonostante l'ispezione di 5 mila case a Chihuahuita avesse portato alla scoperta di due soli casi di tifo, uno di tbc e uno di morbillo.
Nel 1916, un bagno disinfettante del genere ordinato da Lea sui detenuti di El Paso (quasi tutti messicani) era finito in tragedia.
I detenuti avevano avuto l'ordine di denudarsi, e di gettare i loro abiti in una cisterna riempita di una mistura di benzina, creosoto e formaldeide.
Poi, essi stessi furono obbligati a prendere un bagno in una mistura di benzina, aceto e carbone vegetale.
Alle 15.30 del 15 marzo, l'accensione di un fiammifero provocò un incendio nel carcere saturo di benzina.
Il giornale The El Paso Herald contò 50 «detenuti dai cui corpi nudi si levavano fumi»; alcuni erano ancora chiusi nelle loro celle.
Il morti furono 27.
Nel gennaio 1917, 200 donne messicane s'erano ribellate all'orrendo bagno obbligatorio, innescando una rivolta che costrinse a mandare l'esercito ai due lati del confine.
Probabilmente per questi  precedenti, l'adozione del Zyklon B apparve più sicura.
Si tratta, spiegava The El Paso Herald in un articolo del 1920, «di gas cianidrico, il più potente veleno conosciuto, più letale dei gas usati nei campi di battaglia europei (1914-18)».
Unito ad acido solforico, il Zyklon B era usato specificamente per fumigare gli abiti degli immigrati.
Ovviamente, la sostanza è mortale quando messa a contatto della pelle, in concentrazione di 50 parti per milione.

Quanti messicani morirono dopo essersi rivestiti?
Non si sa.
David Dorado Romo, lo storico che ha rievocato questa vicenda (2), ammette: «Ho solo racconti orali sugli effetti del trattamento. I parenti e discendenti dei messicani immigrati parlano di morti strane, di nascite difettose, di tumori. Ma nessun documento ufficiale, e ciò è incredibile».
C'è olocausto e olocausto.
C'è «memoria» obbligatoria e smemoratezza coltivata.
Ci sono colpe collettive inestinguibili, e felici auto-assoluzioni.
Eppure, l'esperimento americano in corpore vili ispirò l'uso del Zyklon B nei lager dei Reich.
Un direttore della tedesca DEGESCH, Gerhard Peters, propose l'uso del preparato nelle camere di disinfestazione (Desinfektionskammers) dei campi di concentramento.
Il suo articolo apparve su una rivista specializzata, «Anzeiger fuer Schadlingskunde»: Peters lo illustrò con foto delle camere di fumigazione allestite ad El Paso per volontà del sindaco Lea.
En passant, Peters fu processato a Norimberga e condannato a cinque anni.
Fece ricorso, e nel 1955 fu dichiarato non colpevole.
Il Zyklon B non impedì che nel 1918 una tremenda epidemia si propagasse tra Messico ed USA, ma al contrario.

La «spagnola», il cui primo caso fu rilevato nella contea di Haskell in Kansas, raggiunse il Texas e ad El Paso fece strage di messicani, almeno 10 mila.
Gli americani, naturalmente, pensarono che fossero gli immigrati ad importare il male: e intensificarono i «bagni preventivi», con acido solforico e cianidrico.

NOTE:
1) Alexander Cockburn, «Zyklon B on the US border», Counterpunch, 23 giugno 2007.
http://www.counterpunch.org/2007/06/23/zyklon-b-on-the-us-border/
2) David Dorado Romo,  «Ringside Seat to a Revolution: An underground history of El Paso and Juárez: 1893-1923»(
http://www.amazon.it/Ringside-Seat-Revolution-Underground-1893-1923/dp/0938317911)Cinco Puntos Press, El Paso.



Il caso:la controversa proposta di Peter Singer per ridurre i costi della sanità: "Sopprimiamo i bambini disabili"



Di Salvatore Santoru

Peter Singer è un professore australiano di origine ebraica che insegna Etica all'università di Princeton ed è considerato uno dei filosofi di area "progressista" più importanti degli ultimi anni, idolo di buona parte della sinistra liberal e radicale statunitense e europea.


http://www.filosofico.net/petersinger.htm

Singer, che è stato definito dal New Yorker come "il più influente filosofo attualmente in vita" è famoso per essere stato uno dei primi attivisti ad aver dato vita alla corrente "antispecista" all'interno del movimento animalista, corrente che ispirata a quella dell'antirazzismo, mette in discussione le differenze tra esseri umani e animali, e si basa sul contrasto della supremazia umana, per la realizzazione di un mondo dove tra gli esseri umani e gli altri animali vi sia un rapporto basato sull'uguaglianza.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antispecismo

Oltre a queste tesi di stampo libertario, Singer è famoso per alcune discutibili prese di posizione sui temi etici, in quanto considera la vita degna di essere vissuta solo se non attraversata dal dolore o dalla sofferenza fisica e psichica.

http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Singer#I_quattro_assiomi_del_suo_pensiero

Partendo da queste considerazioni abbastanza condivisibili, Singer però arriva a sostenere l'infanticidio dei bambini disabili, in quanto conveniente prima di tutto in termini economici oltre che "umanitari".
Per queste sue prese di posizioni,l'intellettuale è stato duramente criticato, tra gli altri, dal noto scrittore ebreo "cacciatore di nazisti" e sopravvissuto all'Olocausto Simon Wiesenthal, che organizzò un boicotaggio contro di lui dichiarando che “è inaccettabile un professore di morale che giustifica l’uccisione di nuovi nati handicappati”.

http://www.il-cortile.it/etica-generale/bioetica/2485-parla-peter-singer-guru-dell-aborto-eugenetico-e-dell-infanticidio.html

In una recente conversazione con il giornalista investigativo Aaron Klein, Singer è tornato a parlare di queste tesi, tra l'altro usando per i bambini disabili il pronome neutro "it"(usato per indicare le cose e gli animali in inglese), sostenendo che esse avranno la meglio con l'Obamacare, e affermando che stanno già avendo successo.

http://www.articolotre.com/2015/05/il-filosofo-peter-singer-sopprimiamo-i-bambini-disabili-per-contenere-i-costi-della-sanita/

Inoltre ha detto che:

«Se un bambino nasce con una massiccia emorragia cerebrale significa che resterà così gravemente disabile che in caso di sopravvivenza non sarà mai in grado nemmeno di riconoscere sua madre, non sarà in grado di interagire con nessun altro essere umano, se ne starà semplicemente sdraiato lì sul letto e potrà essere nutrito, ma questo è quel che avverrà, i dottori staccheranno il respiratore che tiene in vita il bambino. Non so se essi siano influenzati dalla necessità di ridurre i costi. Probabilmente sono influenzati semplicemente dal fatto che per i genitori quello sarà un fardello terribile, e per il figlio non ci sarà alcuna qualità della vita. Quindi stiamo già compiendo dei passi che portano alla terminazione consapevole e intenzionale della vita dei bambini gravemente disabili » .

Facendo alcune piccole considerazioni, al di là delle discussioni etiche e filosofiche che si possano fare, c'è da constatare che il linguaggio molto sobrio e "razionalizzato" di Singer e dei seguaci della cosiddetta eugenetica terapeutica, effettivamente non sono poi così dissimili da quelli classici usati nel Novecento, compresi il caso estremo del famigerato programma "Aktion T4" della Germania nazionalsocialista, programma dove in modo molto meno moderno e assai cinico si sono applicate in modo estremo alcune di queste idee e che fu visto molto positivamente da insospettabili idoli della sinistra "progressista" di ieri e di oggi, come George Bernard Shaw.

https://www.youtube.com/watch?v=hQvsf2MUKRQ

Ora, pur comprendendo le motivazioni logiche che stanno alla base del discorso di Singer (che è giusto non demonizzare troppo, come si fa spesso), non si può non rilevare come sostanzialmente la base di tali idee sotto sotto non è del tutto dissimile, perlomeno a livello di ragionamento e discorso, da quella degli eugenetisti vecchia scuola o degli stessi nazisti, ovvero la ricerca dell'efficienza a tutti i costi e il bisogno ( visto come "umanitario" ) di assicurare una drastica soluzione per tutte quelle vite, vuoi per questioni di salute, vuoi per questioni economiche, sociali e culturali, considerate non degne di essere vissute.

La Seconda guerra mondiale non fu proprio una guerra contro il "Male Assoluto" ma più un conflitto tra interessi economici, militari e politici



Di Salvatore Santoru

Nella versione comunemente accettata, i motivi che portarono allo scatenarsi della Seconda Guerra Mondiale sono stati considerati quasi tutti riconducibili alla "megalomania", vera o presunta, di Hitler, dei suoi gerarchi e dei suoi seguaci.

Stando ad essa, l'inizio del conflitto è stato causato esclusivamente dalla pianificazione della guerra totale da parte dei nazisti, basata sullo sterminio di chi non era o non la pensava come loro, e a fine guerra essi avrebbero imposto la supremazia della "razza ariana", ovvero, secondo la versione più comune, delle persone bionde e con gli occhi azzurri, mentre il resto sarebbe stato schiavizzato e/o eliminato, forse ad eccezione di alcuni esponenti dello stesso establishment nazista, dove vi erano persone con queste caratteristiche non propriamente "ariane" (inteso nella concezione comune e abbastanza erronea di "biondi con gli occhi azzurri") , a partire dal capo delle SS Heinrich Himmler, probabilmente avente qualche origine mongola, e dallo stesso Hitler, che (ironia della sorte ) secondo recenti esami sul Dna aveva pure origini ebraiche e berbere

(notizia ovviamente da prendere con le pinze quest'ultima, ma comunque degna di interesse).


Quindi la guerra, causata esclusivamente dall'espansionismo tedesco verso l'Europa dell'Est e dai piani hitleriani sarebbe stata uno scontro tra il "Male Assoluto" e le forze del "Bene" che avrebbero alla fine trionfato liberando l'Europa e il mondo e assicurando decenni di pace,l ibertà e prosperità.

Tale spiegazione risulta per certi versi troppo semplicistica, e se è doveroso ricordare l'ovvia responsabilità dell'espansionismo e della bellicosità del regime hitleriano, c'è da dire che il secondo conflitto mondiale fu semmai più un mero scontro tra diversi interessi di potere delle grandi potenze che una guerra del "Bene contro il Male".


Risulta chiaro che non si trattò, comunque, di una mera guerra per la libertà o i diritti umani o civili.
Difatti, per dire, tra gli Alleati vi era anche l'URSS di Stalin, che si era già macchiata di diverse repressioni e sotto cui in Ucraina avvenne a tragedia causata dalle carestie dell'Holodomor, e senza dimenticare la repressione e le morti nei Gulag.


Inoltre bisogna ricordare che l'uso dell'eugenetica e dell'eutanasia forzata, pratica molto utilizzata dai nazisti prima e dopo la Shoah, venne praticato sin dal 1899 negli USA, e tutti i programmi basati su ciò furono finanziati dalla Fondazione Rockefeller.


 Fondazione Rockefeller (a cui certamente comunque non devono essere attribuite responsabilità non sue, come l'utilizzo brutale dell'eugenetica fatto dai nazisti o da altri, sia chiaro) che pare sostenne, tra l'altro, economicamente anche l'Aktion T4 nazista, tanto che il famigerato criminale di guerra Joseph Mengele fu inizialmente largamente finanziato (come riportato su Wikipedia) dalla stessa, visto che in quel periodo, sulla scia del "darwinismo sociale" e culturale che imperava, tutto ciò era considerato "normale", e disabili, "matti" o individui non adeguati socialmente erano considerati una "resistenza al progresso" del mondo, tanto che com'è noto i sostenitori più accaniti di tali pratiche erano inizialmente anche eminenti personalità ritenute progressiste e "democratiche", tra cui George Bernard Shaw ( che, a quanto pare, sostenne anche la politica eugenetica nazista ).


Oltre a ciò, la discriminazione verso i gay era largamente praticata all'epoca, in quanto venivano considerati o "degenerati" o afflitti da "pazzia", e a riguardo "paradossalmente" per certi casi, rispetto ad altri paesi occidentali dell'epoca, erano più tollerati proprio nella  stessa Germania nazionalsocialista degli inizi, tanto che anche alcuni importanti esponenti del primo movimento nazista lo erano, a partire dal noto Ernst Röhm e altri membri delle SA, o dai componenti del movimento giovanile  Wandervogel, che costituì oltre al naturismo, una delle basi del movimento nazionalsocialista.


C' anche da dire, a riguardo, che a volte vi fu anche l'utilizzo di una propaganda omofoba nell'ambito della campagna ideologica contro l'avanzata di Hitler e del movimento ed in seguito regime nazionalsocialista e, a ta riguardo, sono molto interessanti gli studi dello storico, gay e di sinistra, Giovanni Dall'Orto.

Poi, la discriminazione verso i Rom era ugualmente considerata "normalità" in quel periodo e anche più in là, basti pensare che nella "civilissima" e "progressista" Svezia l'eugenetica contro di essi finì ufficialmente solo nel 1975.



Anche l'antisemitismo era assai diffuso all'epoca, e secondo "Jewish Voice", gli storici nascoscero l'antiebraismo di Roosvelt e Truman, e lo stesso Churchill a quanto pare non aveva molta simpatia per gli ebrei.
D'altronde, secondo diversi storici non fu mai fatto niente per evitare le persecuzioni degli ebrei in Germania nonostante fossero ben conosciute oltreoceano, tanto che vi furono diverse campagne di boicottaggio contro la Germania sin da subito, e praticamente già diverse organizzazioni ebraiche statunitensi e mondiali avevano dichiarato boicottaggi e "guerra" economica alla Germania nel 1933.



Il razzismo, la discriminazione verso i disabili e le minoranze e altro che viene identificato con il nazismo, non furono invenzioni o caratteristiche esclusive e principali dello stesso, ma erano semmai considerate "normalità" al periodo.

Ciò non significa certo minimizzare i tremendi crimini nazisti, ma portare la questione su un lato diverso, piuttosto del solito e ormai obsoleto paradigma che identificava la Seconda guerra mondiale come una semplice lotta per salvaguardare la "libertà", la "democrazia" e i "diritti umani", quando in realtà, ed è il caso di ribadirlo, si trattò semmai di un conflitto tra meri interessi economici, militari e politici.

L'élite crede che gli esseri umani siano una piaga per il pianeta

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Alcune citazioni di membri dell'élite sul tema della depopolazione.
Il principe Filippo, marito della regina Elisabetta II e co-fondatore del World Wildlife Fund:
"Se potessi reincarnarmi, vorrei ritornare come un virus mortale per diminuire il livello della popolazione".

John P. Holdren, consigliere scientifico di Barack Obama

"Un programma di sterilizzazione delle donne, dopo il secondo o il terzo figlio, potrebbe essere più facile da eseguire che la sterilizzazione dei maschi, anche se risulta diffusa, già oggi, l’operazione maschile di vasectomia".



Ted Turner, fondatore della CNN

"Una popolazione mondiale complessiva compresa fra 250 e 300 milioni di persone, un calo del 95% rispetto ai livelli attuali, sarebbe l'ideale".



Jacques Cousteau, militare e regista francese

" Al fine di stabilizzare la popolazione mondiale, dobbiamo eliminare 350.000 persone al giorno. E 'una cosa orribile da dire così, ma è altrettanto male per non dirlo ".




Paul Ehrlich, ex consigliere scientifico del presidente George W. Bush e autore di "The Population Bomb":

"A nostro avviso, la soluzione fondamentale è quello di ridurre la portata delle attività umane, tra cui la dimensione della popolazione, mantenendo la sua capacità di consumare le risorse entro la capacità di carico che la Terra ha".
Bill Maher, opinionista e attore statunitense :
"Io sono a favore dell'aborto, io sono a favore del suicidio assistito, sono per favorire il suicidio in sé ... Il  pianeta è troppo affollato e dobbiamo promuovere la morte".
Ezekiel Emanuel, ex consigliere di salute del presidente Obama e uno degli architetti dell' Obamacare :
"La società sarebbe meglio se la gente non cercasse di vivere oltre i 75 anni"
"E 'inefficiente sprecare risorse mediche a coloro che non possono avere una elevata qualità della vita".
Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood 
"Tutti i nostri problemi sono il risultato di un eccesso di allevamento tra la classe operaia"
"La cosa più misericordiosa che una grande famiglia può fare per uno dei suoi figli, è quello di ucciderlo".
Nina Fedoroff, consigliere di Hillary Clinton:
"Dobbiamo continuare a diminuire il tasso di crescita della popolazione mondiale; il pianeta non può sostenere molte più persone".
David Brower, primo direttore esecutivo del Sierra Club:
"Fare figli dovrebbe essere un reato punibile contro la società, a meno che i genitori non abbiano una licenza governativa. 
Tutti i potenziali genitori dovrebbero essere tenuti ad utilizzare sostanze chimiche contraccettive e il governo dovrebbe fornire antidoti ai cittadini scelti per la gravidanza ".
Thomas Ferguson, ex funzionario dell'Ufficio del Dipartimento di Stato degli affari Popolazione:
"Dobbiamo ridurre i livelli di popolazione. Tutti i governi possono farlo in modo pulito, come facciamo noi (negli Stati Uniti), o avere il tipo di problemi disastrosi che hanno in posti come El Salvador, Iran o Beirut.
La popolazione è un problema politico. Una volta che la popolazione è fuori controllo, richiede un governo autoritario, anche il fascismo, per ridurla ... ".
Mikhail Gorbaciov:
"Dobbiamo parlare con maggiore chiarezza sulla sessualità, la contraccezione, l'aborto, le questioni di controllo della popolazione, perché la crisi ecologica è una crisi della popolazione. Se siamo in grado di ridurre la popolazione del 90%, ci saranno ancora abbastanza persone per causare gravi danni ecologici ".
Alberto Giubilini della Monash University di Melbourne e Francesca Minerva, Università di Melbourne, in un articolo pubblicato sul Journal of Medical Ethics
" Noi proponiamo di chiamare 'aborto post-nascita', invece di 'infanticidio', per sottolineare che lo stato morale dell'individuo ucciso è paragonabile a quello di un feto ... invece di confrontarlo con un bambino.
Quindi, diciamo che l'uccisione di un neonato potrebbe essere eticamente ammissibile in circostanze in cui sarebbe come un aborto.
Tali circostanze includono i casi in cui il neonato ha il potenziale per avere una vita decente, ma il benessere della famiglia è in pericolo ".

Traduzione e adattamento di Salvatore Santoru


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