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Allarme rientrato a Francoforte: riaperto il terminal dell'aeroporto

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Si è conclusa la parziale evacuazione dell'aeroporto di Francoforte, che era stato parzialmente sgomberato dalla polizia, nell'area A del terminal 1. Lo fa sapere via Twitter la polizia federale dell'aeroporto, che nel frattempo aveva fermato le operazioni di imbarco: "L'evacuazione del terminale è stata completata all'aeroporto di Francoforte. Le zone interessate hanno riaperto e le operazioni sono in corso. Grazie a tutti i passeggeri e allo staff dell'aeroporto per la loro comprensione ed il loro atteggiamento disciplinato"
Terminale evacuation at is completed. The affected areas are open and operations are in progress again. Thanks to all passengers and airport staff for their understanding and disciplined behavior!
Stando a quanto riportato da Frankfurter Allgemeine Zeitung on line l'allarme era scattato dopo che un uomo aveva evitato i controlli di sicurezza, rimanendo nell'area A senza permesso. Secondo il giornale, era necessario un controllo di sicurezza, e l'uomo, che era in compagnia di un bambino, avrebbe approfittato di una distrazione del controllore per accedere all'area degli imbarchi senza autorizzazione.
Non è la prima volta che quest'estate un aeroporto tedesco viene evacuato. Già lo scorso 28 luglio a Monaco di Baviera era stato sgomberato un terminal dell'aeroporto, a causa di una donna che aveva superato i controlli senza permesso. Almeno 200 voli furono cancellati in quel caso e 60 riportarono ritardo.

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Erich Fromm, “Avere o essere?”



“Avere o essere?”, insieme a “L’arte di amare”, è uno dei libri più noti dello psicoanalista e sociologo tedesco Erich Fromm, figura di spicco della cosiddetta Scuola di Francoforte. In questa sua opera Fromm definisce la differenza tra due modalità esistenziali contrapposte, quella dell’ essere e quella dell’avere. Partendo da una critica radicale all’attuale società moderna, alienata e spinta verso la catastrofe dal sistema economico e sociale capitalista, l’autore si richiama ad una lunga tradizione spirituale e filosofica per rilanciare l’urgenza della modalità esistenziale dell’essere, da lui definita come attività realmente produttiva e creativa che porta l’individuo a realizzarsi interiormente ed a creare una società emancipata e basata sui presupposti dell’umanesimo. L’Uomo contemporaneo, secondo Fromm, è falso, superficiale, attaccato a beni futili, ossessionato dall’accumulo, incapace di vivere relazioni amorose e sociali realmente sane ed autentiche, manipolato nei gusti e nelle opinioni, nevrotico, potenzialmente distruttivo nei confronti di se stesso e degli altri, è dominato insomma dalla modalità dell’avere. Essere significa accettare la proprietà solo quando è funzionale; l’autorevolezza e non l’ autorità; conoscenza come processo di autoaffermazione della ragione umana della quale l’ignoranza, il sapere di non sapere, è parte integrante; l’attività concepita non come generico “essere indaffarati”, ma come continuo processo di crescita, divenire, mutamento; individualismo piuttosto che egoismo; solidarietà e condivisione.



FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://blackblogger.altervista.org/erich-fromm-avere-o-essere/

Francoforte è la città più vivibile del mondo

Di Elisa Murgese
Non esistono città utopiche”, è il verdetto. “In tutto il mondo le città stanno fallendo nel compito di rispondere ai bisogni dei loro abitanti”. A dirlo è il nuovo rapporto Arcadis – Sustainable Cities Index 2015, che ha valutato sostenibilità evivibilità di quelle ha ritenuto le cinquanta più importanti e strategiche città al mondo. Un mix di opportunità per i cittadini e rispetto dell’ambiente che non premia l’Italia, capace di guadagnarsi solo una posizione in elenco, lontana dalla top ten. A Roma, infatti, tocca il posto 24 nella classifica generale. Meglio di noi fa Madrid (9), ma anche Boston (15) e Tokyo (23), solo per citarne alcune.
L’indice, elaborato dal Center for Economics and Business Research (Cebr), è calcolato in base a tre parametri: rispetto dell’ambiente, vantaggi economici e bisogni dei cittadini. Ogni città, quindi, ha valori diversi in base ai tre valori…
Francoforte “guida” la classifica generale, seguita da Londra e Copenhagen. Primo posto per Francoforte anche per quanto riguarda gli indici di “sostenibilità ambientale” e “possibilità economiche”, mentre diventa nona per la capacità di soddisfare i bisogni dei cittadini. Ed è proprio quest’ultimo parametro a segnalare Rotterdam come migliore città al mondo, grazie a un elevato tasso dialfabetizzazione e un buon equilibrio vita-lavoro. Sono invece due centri tedeschi (Francoforte e Berlino) a guidare la classifica eco friendly, premiati per la gestione dei rifiuti e i bassi livelli di inquinamento atmosferico.
Ma cosa manca a Roma – e in generale all’Italia – per conquistare posizioni più alte in classifica? Lo si può dedurre da un confronto con la prima classificata. Tra i punti forza di Francoforte, infatti, “il suo ruolo di centro finanziario e un lungo passato di sostenibilità ambientale – si legge sul report – che dal 1990 la impegna attivamente a ridurre le emissioni di CO2 del 10% ogni cinque anni”. Entro il 2050, “il 100% dell’energia di Francoforte sarà provenire da fonti rinnovabili (e locali), per una diminuzione del 95% delle emissioni di gas serra”. Una città capace di combinare non solo rispetto dell’ambiente, ma anche avanguardia tecnologica e leadership economica che si originano proprio nelle politiche green, standard che Arcadis non ha evidentemente trovato nelle principali città italiane…
Dando uno sguardo generale al rapporto la maggior parte delle città hanno risultati migliori per quanto riguarda indici di profitto economico e sostenibilità ambientale. Un trend che porta numerose big del pianeta a diventare sempre meno attrattive per i cittadini, ad esempio a causa del costo degli immobili, come succede a New York, Londra, Parigi e Tokyo. Altre megalopoli, come Hong Kong, mostrano uno squilibrio tra un forte sistema educativo e un pessimo bilanciamento tra qualità della vita e lavoro.
Ma cosa si nasconde dietro tre parametri secondo cui sono classificate le città mondiali? Per “bisogni del cittadino” si intende “qualità della vita”, ovvero educazione, salute, spazi verdi, trasporti. L’indice della sostenibilità ambientaleriguarda rischi per salute e inquinamento. Non ultimi, i “vantaggi economici” corrispondono a costo della vita, livello degli stipendi e importanza finanziaria della città a livello globale. Fattori che, con un’analisi incrociata, vanno a determinare la vivibilità o meno di ogni città per i suoi abitanti, oltre a tracciare “una road map per i settori che dovrebbe essere migliorati in futuro”, commenta Eugenie Birch, a capo della Wolrd Urban Campaign.

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