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Germania, ritirato l'UFO nazista giocattolo: 'può essere storicamente fuorviante'. Ora viene venduto online anche a più di 1000 euro

Risultati immagini per revell haunebu

Di Salvatore Santoru

Recentemente una nota azienda tedesca di modellismo, la Revell, è stata costretta a ritirare dal mercato un gioco,'Haunebu II', in cui è presente il cosiddetto 'Ufo nazista' noto appunto come Haunebu.
Come riporta il Corriere Della Sera in un articolo di alcuni giorni fa(1), il gioco non è affatto piaciuto all'associazione tedesca per la protezione dell'infanzia (Dksb) e al Museo di storia militare di Dresda

Il fatto sarebbe che la stessa Revell si sarebbe dimenticata di specificare che tale Haunebu non sarebbe mai entrato in funzione, nonostante dei test effettuati nel 1943.
Inoltre, lo storico Jens Wehner dell'Mhm ha puntualizzato al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che durante quel tempo era tecnologicamente impossibile costruire qualkcosa del genere e che il gioco può essere utilizzato come strumento per creare dubbi su ciò che si sa oggi del nazionalsocialismo(2).

Dopo il ritiro dal mercato, il prezzo del gioco è salito alle stelle e su Ebay vi è anche un venditore che lo vende a più di 1000 euro.

NOTE:

(1) https://www.corriere.it/tecnologia/18_giugno_21/ufo-nazista-giocattolo-ritirato-negozi-fuorviante-d6fe40aa-7535-11e8-86c5-ff4dc15066b7.shtml

(2) http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/unternehmen/eklat-um-bausatz-revell-nimmt-nazi-ufo-aus-dem-verkauf-15646646.html

Il mistero degli UFO nazisti:2° Parte


LE FONTI
Per quanto riguarda le fonti storiche relative ai dischi volanti nazisti, riteniamo importante premettere che le notizie oggi circolanti sul soggetto giungono da rapporti giornalistici, interviste e testimoni oculari, tuttavia non esistono documenti ufficiali in grado di confermarne la veridicità. E senz'altro vero che i tedeschi svilupparono un programma di velivoli discoidali che continuò dopo la guerra in USA e URSS, grazie all'apporto degli scienziati tedeschi che dopo la resa trovò nuova linfa nelle nazioni vincitrici del conflitto.








 Il velivolo AVROCAR dell'USAF a cui lavorò Miethe dopo il 1945 è uno dei tanti indizi in tal senso. I documenti relativi ai progetti"Vril 7" "Haunebu" qui pubblicati non sono tuttavia confermati ufficialmente e sono stati inseriti solo per una più completa informazione. La probabilità che siano veritieri è allo stato attuale difficilmente appurabile. Per correttezza scientifica e di informazione riportiamo quanto scoperto dallo scrittore tedesco Michael Hesemann che afferma che questi documenti sono dei falsi moderni. Avendo fatto esaminare da un tecnico i caratteri di battitura delle lettere in essi riportati, avrebbe scoperto che la macchina da scrivere utilizzata sarebbe una "Gabriele", un modello tedesco entrato in produzione nel 1972 e che i disegni dei dischi volanti sarebbero stati ripresi dal libro "Space Gravity and Flying Saucers" di Leonard Cramp.




I Grandi Misteri del Nazismo Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere



D'altra parte bisogna anche aggiungere che il "Das Neue Zeitalter", di Monaco scrisse nel 1956: "Viktor Schauberger è stato l'inventore e lo scopritore di una nuova forma di energia, l'implosione che fa uso di aria e acqua, generando luce e movimento". Il "Tages Anzeiger" di Zurigo, riportò un'intervista del 18 novembre 1954 a George Klein, ingegnere impegnato nei test sui velivoli discoidali sperimentali all'epoca del Reich, che affermò di aver visto con i propri occhi un tale apparecchio raggiungere, durante il test, un'altezza di 30.000 piedi in tre minuti e viaggiare a centinaia di miglia all'ora. Il libro "Brighter than a Thousand Suns", la bibbia sulla storia dello sviluppo della bomba atomica, conferma queste notizie affermando che "velivoli a forma di disco volante con diametri di 16 metri furono fatti volare su Praga il 14 febbraio 1945 e raggiunsero in tre minuti un'altezza di quasi otto miglia. La loro velocità era 1250 miglia orarie, poi raddoppiata in ulteriori test". L'agente CIA, Virgil Arm-strong affermò: "scoprimmo che Hitler aveva un'arma segreta che oggi chiameremmo UFO o veicolo spaziale" aggiungendo nella descrizione le stesse caratteristiche menzionate sopra. Una delle affermazioni più interessanti è quella del colonnello Philip J. Corso, a capo della USArmy's Foreign Technology Division (Divisione Tecnologia Straniera) e membro del National Security Council del Presidente Eisenhower. Corso, che negli ultimi anni della sua vita (è morto nel 1998) è stato più volte in Italia per la divulgazione sul fenomeno UFO, ha rivestito un ruolo importante, all'inizio degli anni '60, nello studio retroingegneristico presso la divisione del Pentagono menzionata sopra, oltre che alla fine del secondo conflitto mondiale proprio in Italia. In un'intervista al "CNI News" del 5 luglio 1997, al giornalista Michael Lindmann che gli chiedeva se c'erano connessioni tra i dischi volanti (in particolare il caso del presunto UFO schiantatosi a Roswell nel Luglio 1947) e la tecnologia segreta nazista, Corso affermò: "Sì, è vero. Nel mio team c'erano scienziati tedeschi. Ebbi modo di parlare spesso di questo con Hermann Hoberth e Werner von Braun. Io facevo parte del Project Paperclip con il generale Trudeau. C'erano stati schianti dovunque ed i tedeschi avevano raccolto anch'essi del materiale. Ci stavano lavorando. Non riuscivano a risolvere i problemi dell'apparato propulsivo e fecero migliaia di esperimenti con i loro dischi volanti. Ne avevano uno che saliva a 12.000 piedi. Ma dove tutti, noi e loro, hanno fallito, è stato il sistema di guida". Per quanto riguarda Roswell, Corso scrisse in "The Day after RoswelU'"La forma così inusuale del disco ricordava le ali Horten che i nostri piloti avevano visto alla fine della guerra. Questo ci fece sospettare che i tedeschi si erano imbattuti in qualcosa che noi non conoscevamo ancora". Corso affermò che le sue conversazioni con von Braun e Willy Ley ad Alamogordo nei giorni successivi al crash di Roswell, confermarono l'accaduto e gli scienziati tedeschi parlarono di una storia nascosta profondamente dietro la faccenda dei "Piatti Volanti". Hermann Hoberth, il padre del razzo moderno, aggiunse toni curiosi alla faccenda affermando: "(...) non possiamo prenderci tutto il merito degli eccezionali risultati in alcuni campi scientifici. Noi siamo stati aiutati da esseri di altri mondi". Lo stesso Von Braun espresse francamente il suo parere sull'argomento e disse di non nutrire dubbi sul fatto che i meriti tecnologici tedeschi ebbero luogo grazie all'aiuto di esseri di altri mondi.

UNA STORIA CONFUSA
Alla fine della guerra, USA e Unione Sovietica cercarono di accaparrarsi i migliori cervelli nazisti. I servizi segreti americani chiamarono questa operazione col nome di "Paperclip" (Operazione Graffetta - Il nome derivava dal fatto che le cartelle personali degli scienziati scelti per essere trasferiti negli Stati Uniti si distinguevano dalle altre mediante graffette che univano i loro progetti scientifici ai regolari forni di immigrazione) che trasferì in America illegalmente - a causa delle leggi immigrazione sugli ufficiali nazisti - almeno 1600 scienziati e i loro congiunti. Grazie alle tecnologie tedesche basate su idee come il Vril, l'acqua vivente, l'energia vitale, e le macchine volanti discoidali, USA e URSS poterono dare il via alla corsa verso il programma spaziale che portò l'Uomo sulla Luna nel 1969. Le teorie della fisica ariana accettavano una visione naturale del cosmo e della misteriosa essenza che lo circonda, la life-force, mentre i servizi segreti americani, inglesi e russi rapirono gli scienziati nazisti e li convinsero ad applicare le loro invenzioni e scoperte nei nuovi programmi studiati dai vincitori sulla base di quanto avevano fatto i tedeschi sino ad allora. Ma nel loro pragmatismo si occuparono esclusivamente delle realizzazioni belliche, trascurando volontariamente le implicazioni metafisiche dell'essenza della cultura volkisch, cioè il legame cosmico uomo-ambiente. I progetti sperimentali russi e americani degli anni '50-'70 portano l'inconfondibile marchio di fabbrica tedesco, cioè il loro aspetto simile all'originale nazista. Alcuni progetti sono realizzazioni pressoché identiche di velivoli sperimentali nazisti. A questo punto possiamo concludere questa rassegna storica ricordando che gli avvistamenti di dischi volanti iniziarono ad attrarre l'opinione pubblica da quando il pilota americano Kenneth Arnold avvistò i primi UFO nel 1947, oggetti che nel suo disegno esplicativo sono identici ai progetti della serie "HO /X" dei fratelli Horten, i quali, negli anni '30 e '40, realizzarono vari velivoli sperimentali (la componente terrestre del fenomeno ufologico va certamente tenuta in debito conto, volutamente confusa da chi ne gestisce occultamente le informazioni, all'interno di un fenomeno più ampio di cui sfugge ancora l'origine. N.d.R.). Gli avvistamenti UFO degli anni '50-'70 sono virtualmente simili ai progetti degli Haunebu nazisti e successivi. Marco Dolcetta, politologo e giornalista RAI, autore dell'interessantissima opera video " Nazismo Eso­terico" con rari filmati d'epoca anche sul soggetto dei dischi volanti nazisti, ci ha confermato che il motore ad aspirazione di Schauberger e i successivi funzionano perfettamente. Egli stesso ha sottoposto ad esperti e scienziati il progetto ricevendone un giudizio positivo. Trattandosi di energia pulita e disponibile in quantità illimitate, uno sfruttamento industriale provocherebbe tali ripercussioni sull'economia mondiale che i servizi segreti alleati evitarono allora ed evitano a tutt'oggi di rendere note tali tecnologie e sperimentazioni. Per conoscere la risposta finale, dobbiamo attendere la totale declassificazione del materiale relativo a questi eventi. Tuttavia, è necessario tenere presente che per il caso "Roswell" e più in generale il fenomeno UFO esistono sezioni nei servizi segreti inglesi e statunitensi (nome in codice "voliera", in quanto ogni agente ha il nome di un volatile) che hanno il compito di diffondere false informazioni e confondere l'opinione pubblica con messaggi e interpretazioni fuorvianti da varie fonti. Ciò è una conseguenza della natura compromettente dei motori per i velivoli discoidali studiati dai nazisti e successivamente perfezionati in USA, sfruttanti energia naturale e pulita. Un sistema in grado di cambiare completamente l'economia mondiale. Affermare che la fenomenologia UFO ha solo matrice esogena alla nostra realtà conviene a chi vuole continuare a tenere nell'ombra tecnologie rivoluzionarie già pronte da 50 anni, figlie dirette di quel nazismo che, sebbene ideatore di una catastrofe tra le più orribili della storia, trovò nell'applicazione tecnologica di concetti antichi e allo stesso tempo alternativi, i segreti di una positiva trasformazione delle fonti energetiche, oggi in mano ad altre potenze e in grado, se applicate, di poter dare i loro frutti ancora oggi.

UNA BASE NAZISTA IN ANTARTIDE?
Le idee di Horbiger e la. "Teorìa del Mondo di Ghiaccio" portarono ad un rinnovato interesse per le spedizioni in Antartide. I tedeschi vi erano già stati nel 1873 con il piroscafo "Groenland" per conto della Società Tedesca per le Ricerche Polari e in altre quattro spedizioni, l'ultima delle quali fu organizzata nel 1925 con la nave per rilevazioni "Meteor". Hitler considerò l'Antartide una posizione privilegiata per una base permanente e autorizzò una spesa di oltre un milione di marchi per convertire il mercantile "Schwabenland" in nave attrezzata per missioni polari, con la possibilità di lanciare due idrovolanti Dornier Wal dalla sovrastruttura di poppa che fu costruita a tal scopo. Come capitano fu scelto Alfred Ritscher per la sua esperienza di viaggi in regioni polari.
La "MS Schwabenland" lasciò il porto di Amburgo il 17 Dicembre 1938 raggiungendo la costa del continente antartico il 19 gennaio 1939.I due idrovolanti fotografarono la superficie ghiacciata con apparecchiature ad alta definizione sommando non meno di 11.000 scatti. Lanciarono migliaia di aste metalliche con lo swastika nazista che si conficcarono nel ghiaccio annettendo così la zona al Reich tedesco col nome "Neu Schwabenland" (Nuova Svevia), nonostante una spedizione norvegese avesse già esplorato e maldestramente cartografato la stessa area nel 1931 denominandola "Terra della Regina Maud". La nave"Schwabenland" tornò ad Amburgo nell'aprile del 1939 e subito il capitano Ritscher progettò una nuova missione che non potè realizzarsi a causa degli eventi connessi con la guerra. Fino a qui si tratta di storia documentata e non abbiamo altri documenti ufficiali tedeschi che ci autorizzino ad andare oltre, vi sono tuttavia alcuni indizi che potrebbero suggerire una serie di missioni successive. Il primo indizio riguarda la presenza di navi corsare tedesche nei mari meridionali, come la "Komet", l' "Atlantis" e la "Penguin" (affondata dall'HMS Cornwall nel 1941). Queste avevano il compito di pattugliare le zone australi a latitudini insolitamente vicine al continente antartico. Gli inglesi, da parte loro, avevano organizzato un punto d'ascolto sull'isola di "Deception" (nome in codice "Operazione Tabarin") per tenere sotto controllo le scorrerie della navi tedesche. È quantomeno strano che il Reich operasse in mari così ostili e lontani, dove non c'erano rotte commerciali a parte Capo Horn e la punta estrema del Sud America. Si sa, inoltre, che la spedizioneSchwabenland imbarcava civili e militari, tra cui biologi, botanici ed esperti di idrografia che erano stati preparati dalla Società Tedesca per le Ricerche Polari con corsi specialistici tenuti anche dall'Ammiraglio Statunitense Richard E. Byrd, veterano delle imprese polari, che fu ad Amburgo nel novembre 1938 per una serie di conferenze.
Gli scienziati della Schwabenland scoprirono una profonda fossa oceanica di probabile origine vulcanica che scorreva sotto i ghiacci del continente antartico, in una zona tra il sud America e l'Africa, correndo come un meridiano fino alla Nuova Zelanda e oltre. Dai rapporti del capitano Ritscher apprendiamo che gli scienziati riscontrarono la presenza di laghi d'acqua calda generati da correnti termico-vulcaniche che avevano sciolto il ghiaccio sovrastante creando enormi caverne, alcune lunghe fino a cinquanta chilometri, che giungevano sino al mare aperto. Queste zone più calde avrebbero fornito la copertura ideale per la costruzione di un'eventuale base permanente, che sarebbe sorta, dunque, sotto i ghiacci e quindi con una spesa logistica molto bassa. Tuttavia, ciò che fa pendere l'ago della bilancia verso una probabile base nazista in Antartide è la famosa spedizione "Operazione High Jump" mediante cui gli USA invasero il continente antartico immediatamente dopo la guerra, il 31 dicembre 1946. Le tensioni tra Stati Uniti e Russia erano già molto forti e si stava entrando nella guerra fredda, motivo per cui un'operazione del genere sarebbe stata assolutamente da evitare se non motivata da ragioni urgentissime. Furono mobilitati ben 4600 membri del personale militare, 6 elicotteri, 6 Martin PBM Flying Boat, 2 navi appoggio per idrovolanti, 15 altri aerei, 13 navi di sostegno e una portaerei, la "USS Philippine Sea". Una spedizione incredibilmente costosa che non può essere giustificata da una semplice ricognizione o esplorazione, smentendo lo stesso Ammiraglio Nimitz che, enumerando gli scopi della missione, affermò che lo scopo consisteva nella ricerca di siti per possibili basi permanenti. Fatto interessante, con il corpo di spedizione ritroviamo l'Ammiraglio Byrd, che aveva addestrato i nazisti all'esplorazione dei poli. Intervistato dalla stampa internazionale, più volte Byrd disse che gli USA dovevano prepararsi a difendersi da attacchi portati da dischi volanti dalla eccezionale velocità in grado di volare da polo a polo. Bisogna tener presente, inoltre, che alle stime ufficiali degli USA dopo la vittoria sulla Germania mancarono all'appello 54 U-Boot tedeschi di cui non si è mai più saputo nulla. Undici di questi potrebbero essere stati affondati da mine, ma degli altri si sono perse le tracce. Pare che lo stesso Ammiraglio tedesco Karl Doenitz abbia affermato nel 1943 che la flotta sottomarina tedesca era stata ricostituita in un'altra parte del mondo, nella terra di Shangrila, (un altro nome di Shambalha - N.d.R.) in una fortezza imprendibile. Inoltre, molto presto cominciarono a diffondersi voci di dischi volanti avvistati dalla marina argentina, inglese, brasiliana e cilena di stanza nelle regioni antartiche. si tratta di dichiarazioni ufficiali che sono attualmente registrate e documentate dal dopo­guerra sino ai primi anni '60. Arriviamo alla domanda cruciale: Esiste o esisteva una base segreta nazista in Antartide? Non possiamo affermarlo con certezza, ma gli indizi faticosamente raccolti propendono verso il sì. I nazisti avevano le conoscenze geografiche e la tecnologia necessaria e gli U-Boot avrebbero potuto trasportare materiale meccanico per le attrezzature necessarie e anche motori per la costruzione dei velivoli discoidali, già in avanzata preparazione ma la cui sperimentazione in Germania non riuscì ad essere ultimata.

Il mistero degli UFO nazisti:1° parte


Littérature ufologique et dérives conspirationnistes (1/2)


L'apparato bellico tedesco risentì particolarmente delle idee ariosofiche che si manifestarono scientificamente attraverso la cosiddetta fisica ariana, il concetto secondo cui la razza influenzava la validità e le qualità di un ricercatore. Teorie ancora oggi controverse come la Terra Cava vennero addirittura insegnate all'università, mentre le idee di Nikola Tesla, una delle menti più geniali del secolo scorso, furono salutate come una conferma dell'esistenza e dello sfruttamento dell'energia cosmica Vril. In questo articolo ci occuperemo di un argomento avvincente, le armi segrete di Hitler che solcarono i cieli e provocarono i primi avvistamenti di dischi volanti nei cieli d'Europa. Nonostante i limiti della fisica ariana, che portò alla fuga di cervelli all'estero, gli scienziati tedeschi utilizzarono concezioni assolutamente all'avanguardia, scoprendo effetti sconosciuti fino ad allora, a volte sconfinanti nella metafisica.








Uno dei principali creatori di progetti di questo tipo fu l'austriaco Viktor Schauberger (1885-1958) che realizzò un motore ad aspirazione basandosi su una teoria che nasceva dall'osservazione del comportamento dell'acqua nel fiume presso la sua abitazione. Schauberger descrisse l'acqua come un essere vivo, possedente una sorta di energia o forza vitale. Questa energia si manifesterebbe in una inversione del moto all'interno del corso del fiume in particolari condizioni di temperature notturne. Schauberger brevettò l'idea che lo rese ricco applicandola al trasporto dei tronchi sul fiume e, sfruttando la misteriosa energia, e la sua intuizione riuscì a portare a valle il legname in quantità notevolmente superiori rispetto al sistema in uso fino ad allora. Hitler venne a conoscenza del progetto e, affascinato dalle teorie naturali sulla forza cosmica Vril,invitò lo scienziato a Norimberga dove finanziò le sue ricerche con dieci milioni di Reichsmark. Schauberger affermava che il mondo della natura era il suo maestro e che i fiumi e le foreste gli avevano suggerito che l'aspirazione, il vortice e non l'espulsione o l'esplosione (come nei motori a scoppio) sono il mezzo migliore per produrre energia. Mentre aria e acqua usano un moto di aspirazione per creare ordine e crescita con produzione di temperature fredde, l'uomo usa metodi distruttivi, con motori che creano il caos e il calore. Secondo lo scienziato, le centrali idroelettriche con acqua spinta a pressione su pale rotanti creerebbero un moto distruttivo, generando acqua morta. Pertanto, elaborò una turbina ad aspirazione in grado di mantenere l'energia vitale dell'acqua (acqua viva). La sua teoria si concretizzò nel progetto di un aeromobile che non bruciava carburante, creando una zona a bassa pressione a livello atomico che sviluppava quella che chiamò energia di gravitazione diamagnetica. Studiando le possibilità del moto colloidale dell'acqua, nel 1941 applicò un motore d'avviamento d'aereo su una macchina basata su tale concezione. Il motore elettrico, serviva per far girare le pale di una turbina all'interno di un cilindro di un metro e mezzo di diametro, al cui centro, era fissato un cono vuoto con base aperta. Il cilindro fu riempito con acqua vivente, o caricata di energia vitale, e la turbina fu messa in moto raggiungendo velocità straordinarie nelle pareti interne del cilindro ed esternamente al cono. Il risultato fu un tornado in miniatura che fu incanalato in una turbina più piccola collegata ad un rotore sulla sommità del cono. L'apparato di levitazione ad acqua funzionava, ma soltanto con una turbina che sfruttava semplicemente acqua e aria.




I Segreti Perduti della Tecnologia Nazista



I PRIMI DISCHI VOLANTI
Le idee di Schauberger vennero riprese da un gruppo di scienziati, tra cui Rudolf Schriever, che era capitano della Luftwaffe e pilota-collaudatoré oltre che progettista di aerei sperimentali. La rivista "Der Spiegel" nel numero del 30 marzo 1950 riportò un'intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che, nei pressi di Praga, nei primi anni '40 vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come "dischi volanti". In questo impianto lavoravano scienziati come Klaus Habermohl, l'ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e Walther Miete (il quale aveva fatto parte del progetto V-2, ma che poi si era occupato di progetti a disco) i quali seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di velivolo discoidale. Schriever, dopo una serie di prove e di progetti (la serie Flugelrad - Ruota Volante), era giunto alla conclusione che un sistema di pale rotanti come quelle di un elicottero, con una cabina di pilotaggio centrale, avrebbe assicurato la necessaria stabilità giroscopica. Schriever utilizzò i più recenti studi della BMW sui nuovi motori a turbina e insieme alla casa tedesca concentrò i suoi sforzi progettuali in un impianto nei dintorni di Praga. Il primo risultato fu il "Mark ll", un disco del diametro di circa sei metri e alto due, con un pilota singolo. Sull'asse ruotavano sedici pale larghe e vicine le une alle altre che dal basso si poteva vedere una superficie quasi continua ed era dotato di un turboreattore BMW che soffiava aria anche sulle pale. Si trattava di un apparecchio dimostrativo che venne seguito dal Flugelrad Mark II i cui problemi legati alla qualità dei materiali disponibili, causarono il decesso di alcuni collaudatori.

NUOVO PROGRAMMA
Da Praga, gli scienziati furono spostati a Breslavia, in Polonia, per attuare un programma di produzione di velivoli a disco finanziato dalle SS di Himmler. Programma trasferito dal centro di ricerca di Peenemuende, dove furono in seguito costruite le rivoluzionarie VI e V2. Secondo alcune voci non confermate, la misteriosa "società Vril", nel 1934, avrebbe costruito un prototipo legato alla forza cosmica con un principio naturale di levitazione secondo le idee di Schauberger, che proprio in quell'anno discusse le sue teorie con Hitler.
Il velivolo sarebbe stato denominato"Vril 1", anche se alcuni autori ipotizzano che tale nome era, in realtà, un diverso appellativo del prototipo sviluppato da Miethe e Schriever a Breslavia. Il "Vril 1" sarebbe, infatti, il famoso "Haunebu" che sfruttava un motore di nuova concezione progettato sulle idee Schauberger, ma realizzato dai tecnici della "società Vril". In questo caso, data la scarsità di testimonianze, siamo propensi a credere che il velivolo Vril fosse davvero l''Haunebu di Miethe, ma anche questo nome presenta un aspetto insolito. Haunebu è anch'esso un nome occulto, legato all'albero del karma germanico e alle teorie ariosofiche sull'origine polare della razza ariana. L:'Haunebu", "Mark 7" era differente dal progetto di Schriever. Non aveva pale rotanti, ma era un semplice disco di 9 metri con superficie liscia e abitacolo centrale a cupola trasparente. Ai lati della cupola vi erano propulsori a pistoni. L'Haunebu "Mark //" impiegò, invece, motori a reazione che sfruttavano l'effetto Coanda, scoperto da Henry Coanda nel 1910, secondo il quale nei fluidi e nei gas l'energia di spinta si sviluppa in combinazione su una superficie, aumentando considerevolmente la spinta in avanti. L'Haunebu poteva decollare anche in modalità S.T.O.L. (Short Take off and Landing)cioè verticalmente, inclinando l'ugello del motore a reazione verso il terreno, concetto oggi impiegato dai moderni Harrier. Il capitano SS, Hans Cohler, sviluppò un dispositivo negli anni '20-'30 che convettiva l'energia gravitazionale magnetica in energia elettromagnetica sotto forma di corrente elettrica. Nel documento British Intelligence Objectives Sub-Committee final report N° 1043ITEM N° 31, dal titolo "The Invention of Hans Cohler, Relating to a New Source of Power" (ovvero "l'Invenzione di Hans Cohler relativo all'invenzione „ di una nuova fonte di energia"), recentemente declassificato (il rapporto ufficiale tedesco è stato distrutto nei bombardamenti del 1945), l'invenzione di Cohler sembra essere il "dispositivo centrale del progetto" Haunebu. A bordo del disco il generatore Cohler era accoppiato ad un generatore di banda Graaf e ad una dinamo sferica a vortice di Marconi (una sfera gigante di mercurio in rotazione) che produceva un campo elettro-gravitazionale attorno al disco che in tal modo si sollevava da terra. Il sistema era chiamato "Thule Tachyonator"in onore della società segreta da cui era nato il Partito Nazionalsocialista. A questi dispositivi lavoravano i tecnici tedeschi nelle fabbriche Siemens e AEG. Verso la fine del conflitto, quando l'Armata Rossa si stava avvicinando pericolosamente alle aree dei test, gli scienziati del Reich dovettero spostare più volte gli impianti, distruggendo ogni prova e progetto che non potevano portarsi dietro, al fine di evitare che cadessero in mani nemiche. Intanto la ricerca andava avanti con le sovvenzioni delle SS che fornivano ogni aiuto necessario in termini tecnici e di finanziamenti, in quanto i progetti Wunder Wqffen (Super Armi) avevano la priorità assoluta. Con l'Haunebu "Mark IV" si assiste alla prima forma lenticolare (cioè formata da due piatti, il superiore rovesciato e a contatto con l'altro) come si è soliti vedere nelle foto di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Il 14 febbraio 1945, nei cicli di Praga venne effettuato il primo collaudo del "Mark V" che raggiunse i 12.000 metri di altezza in meno di tre minuti, fatto confermato dalle testimonianze riportate nell'articolo. Il 17 aprile 1945 Miethe potè avvertire Hitler che la V-7 era stata testata con successo. Si trattava di un velivolo supersonico con 12 motori turbogetto BMW. Durante il primo test raggiunse i 78.000 piedi (23.700 metri) e 80.000 nel secondo. Nel suo rapporto, Miethe affermò che la V-7 faceva uso di una forma di energia non convenzionale. Tuttavia, queste tecnologie furono sviluppate in una fase bellica troppo avanzata, in quanto pochi giorni dopo l'Armata Rossa sarebbe entrata a Berlino costringendo la Germania alla resa. Pertanto i progetti di velivoli discoidali, seppur rivoluzionari, rimasero incompleti e allo stato sperimentale, non raggiungendo mai lo stadio industriale e di conseguenza non portarono ad un capovolgimento della situazione, come invece Hitler aveva sperato.

FONTE:http://digilander.libero.it/TSCSS/ufo.htm

http://www.altrogiornale.org/news.php?item.223

http://www.thule-italia.net/dossier/nazismo8.html

Foto da http://www.conspiracywatch.info

IL LANDIG GROUP: L’ORGANIZZAZIONE OCCULTISTA E NEÖ-VOLKISH FONDATA DALL’EX MEMBRO DELLE SS WILHELM LANDIG NEL 1950



 Di Salvatore Santoru

Il “Landig Group”, noto anche come Circolo e/o Loggia di Vienna, fu un’organizzazione di stampo occultista e neo-völkisch sorta nel 1950 per volere dell’ex membro delle SS Wilhelm Landig e di  Erich Halik (Claude Schweikhart) e Rudolf J. Mund.
L’organizzazione si basava sull’utilizzo dell’occultismo,specialmente di stampo teosofico, unito a una ripresa del misticismo völkisch e ad altre correnti culturali diffuse durante il Terzo Reich.
Wilhelm Landig
Tra le credenze del gruppo ci sono da segnalare quella su un’ipotetica forma di energia vitale simbolizzata dal “Sole Nero”(Shwarze Sonne), quella relativa alla “cosmogonia glaciale” di Hanns Hörbiger, quella legata al mito di Atlantide e/o Thule e alle teorie sulla preistoria di Herman Wirth e diverse altre, tra cui quella relativa agli UFO nazisti.
C’è anche da segnalare che tra le idee diffuse dal circolo, ci sono quelle relative all’esistenza di un’ipotetica “isola blu” nella regione artica, considerata come punto di origine di una “nuova era” fondata sulla rinascita della vita tradizionale, idea ripresa da “Rivolta Contro il Mondo Moderno” dell’esoterista Julius Evola, e la teoria secondo cui i dischi volanti diffusi nel periodo erano in realtà armi segrete naziste lanciate da una base sotterranea in Antartide, da cui i nazisti rifugiatisi lì avrebbero preparato la conquista del mondo.

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