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Ecco cosa succede se al mattino mescoli limone, curcuma, miele e cannella: interessanti benefici

limone curcuma miele e cannella
* Limone curcuma miele e cannella – Succo di limone alla curcuma al mattino: un surplus di energia
Per un energico inizio di giornata non c’è niente di meglio del succo di limone alla curcuma. Ecco come preparare questo prezioso elisir
Hai una routine mattutina? Forse un pò di yoga, meditazione o jogging, seguito da una doccia e una sana colazione?Oggi vi presentiamo un grande elisir mattutino che si inserisce perfettamente in una routine già sana.

Probabilmente hai sentito che l’acqua tiepida con il limone migliora la tua digestione al mattino. Si può anche bere l’acqua con limone e con sale dell’Himalaya o miele. Ma hai anche sentito parlare del succo di limone con miele, cannella e – l’ingrediente più importante – la curcuma? In caso contrario, è giunto il momento.
Limone curcuma miele e cannella. I limoni hanno un sapore aspro e delizioso e apportano molti benefici per la salute. Secondo uno studio del 2015, i limoni hanno una grande quantità di metaboliti naturali. “Gli agrumi contengono antiossidanti che agiscono come anti-infiammatori e cancro inibitori, promuovono un sano sistema cardiovascolare, hanno un effetto neuroprotettivo e epatoprotettivo, etc.” Il limone, accoppiato con una delle spezie più sane, la curcuma, sono quasi imbattibili.
La curcuma  è una spezia giallo-arancio che fa parte della famiglia di zenzero. Originaria dell’Asia meridionale tropicale, la curcuma è stata a lungo un rimedio fondamentale nella medicina e nella cucina tradizionale asiatica. Negli ultimi anni, i benefici per la salute delle spezie sono stati riconosciuti anche nella medicina occidentale. Secondo uno studio del 2012 pubblicato sul Journal of Nephropathology, la curcuma può prevenire e curare vari tipi di cancro, obesità, diabete di tipo 2, iperlipidemia, ipertensione e molte altre malattie.Un ingrediente attivo nella curcuma, la curcumina, è stato al centro di numerosi studi scientifici.
La curcumina e la sua capacità di alleviare l’infiammazione. Secondo uno studio del Dipartimento di Odontoiatria dell’Università della California, a San Francisco, la curcumina ha potenti proprietà anti-infiammatorie. L’effetto antinfiammatorio è dovuto alla soppressione di diverse molecole che provocano l’infiammazione.
La curcumina e il suo potenziale anticancro. La curcumina può svolgere un ruolo importante nella prevenzione del cancro, secondo uno studio del 2014 pubblicato su BioMed Research International. Precedenti studi hanno già attribuito proprietà antiossidanti, antibatteriche e antitumorali alla curcurmina. In conclusione, lo studio ha riconosciuto che è una componente importante nella prevenzione del cancro.
Curcumina e le sue capacità terapeutiche. Secondo uno studio pubblicato nel Journal AAPS nel 2013, la curcumina ha un forte potenziale terapeutico in termini di un numero di malattie umane. Questi includono diversi tipi di cancro, malattie infiammatorie intestinali, sindrome del colon irritabile, l’artrite, psoriasi, infezione da H. pylori, il morbo di Alzheimer, sindrome coronarica acuta, aterosclerosi, diabete e infezioni respiratorie.
Come preparare il succo di limone alla curcuma. Ingredienti: limone curcuma miele e cannella: 1/2 limone, 1/4 – 1/2 cucchiaino di curcuma, 1/2 cucchiaino di miele biologico1/4 di cucchiaino di cannella e 1 tazza di acqua tiepida o latte.Preparazione: mescolare il succo di limone appena spremuto, la curcuma e il miele in una tazza di acqua tiepida o latte. Mescola bene gli ingredienti. Aggiungere poi la cannella e mescolare ancora. Bere quando il composto è ancora agitato in modo che la curcuma non si accumuli sul fondo della tazza.
Questa bevanda ti darà un apporto energetico consistente per affrontare la giornata al meglio. Inoltre limone e curcuma, abbinati ad altri ingredienti creano un ottimo antidepressivo naturale.
Traduzione di SalutEcoBio
* Questo articolo non si sostituisce in alcun modo al rapporto tra paziente e medico, esso ha una funzione divulgativa e non intende rappresentare una guida per automedicazione, diagnosi o cura. I suggerimenti e i consigli generali mirano esclusivamente a favorire nuove e migliori abitudini alimentari. ed uno stile di vita salutare. Le patologie e alcuni stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante. E’ sempre opportuno il parere del medico prima di intraprendere cambiamenti sostanziali nelle abitudini quotidiane.

California, il caffè ora rischia: “È una sostanza cancerogena”

Risultati immagini per caffé california
Di Andrea Muratore
Nello Stato americano della California è in corso, negli ultimi mesi, un contenzioso mediatico e legale riguardante il caffè: in particolare, nei prossimi mesi è atteso un verdetto giudiziario che potrebbe portare il caffè ad essere incluso nella lista ufficiale delle sostanze cancerogene riconosciute tali dal governo di Sacramento sulla base del Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act del 1986, che nel momento della sua entrata in vigore ricevette l’approvazione di celebrità dello spettacolo come Jane Fonda.
Negli ultimi 30 anni, la lista è cresciuta arrivando fino a 900 sostanze chimiche, inclusa l’acrilammide che, secondo quanto segnalato dalla US Food and Drug Administration, è un sottoprodotto derivante dalla cottura ad alte temperature di numerosi prodotti alimentari fritti, arrostiti o tostati. L’allarme sull’acrilammide, negli Stati Uniti, è scattato dopo la scoperta di ingenti quantità della sostanza nelle patatine fritte di aziende come McDonald’s, ma l’American Cancer Society ha al tempo stesso lanciato l’allarme sulla sua possibile presenza nel caffè.

Chi porta avanti la campagna contro il caffè

Secondo quanto segnalato dal Daily Mail, il Council for Education and Research on Toxins (CERT), rappresentato dal Procuratore di Long Beach Raphael Metzger, è la principale organizzazione a portare avanti la battaglia per l’inserimento del caffè nella lista legata alla legge del 1986 e l’imposizione, nei luoghi ove la bevanda è venduta e distribuita, di avvisi sulla pericolosità della stessa simili a quelli presenti sui pacchetti di sigarette.
Strano che in uno Stato capace di votare a larga maggioranza per la liberalizzazione della cannabis il caffè arrivi a essere oggetto di una tale polemica: la causa portata avanti da Metzger contro i big dell’industria della caffeina americana, Starbucks in testa, per richiedere l’applicazione del Toxic Enforcement Act ha visto l’accusa prevalere nei primi due gradi di giudizio, ed è ora attesa al vaglio della Corte Suprema della California, come segnalato da Usa Today.

I dati scientifici difendono il caffè e la Who smorza l’allarme

Usa Today ha citato le dichiarazioni del rappresentante della difesa dell’industria del caffè, James Schurz, secondo il quale la correlazione tra l’assunzione reiterata della bevanda e l’insorgenza di fenomeni cancerogeni non è scientificamente dimostrata.
Le parole di Schurz si fondano, effettivamente, su studi che hanno certificato come sia l’acrilammide che il caffè stesso non possano essere ritenuti, direttamente, catalizzatori oncologici: come dichiarato all’Huffington Post da Stanley Omaye, professore di nutrizione e tossicologia all’Università del Nevada, “gli studi sugli animali hanno testimoniato che bisognerebbe bere 100 tazze di caffè al giorno per raggiungere una quantità pericolosa di acrilammide, il che è completamente assurdo”.
Il caffè risulterebbe dunque assolto dalla scienza, e sicuramente a tale verdetto, che potrebbe dissentire notevolmente o diametralmente dal giudizio californiano, ha contribuito la presa di posizione della World Health Organization, che nel 2016 ha smorzato gli allarmi sulla presunta pericolosità della connessione tra la bevanda e la produzione di acrilammide a seguito della tostatura dei chicchi di caffè. In attesa del verdetto del principale tribunale californiano, dunque, i dati concreti sembrano smorzare l’allarmismo sollevato dal Cert.

5 alternative più efficaci del caffè per svegliarsi la mattina

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Svegliarsi al mattino può essere per molti una vera e propria sfida quotidiana e spesso, per cercare di porre rimedio a quella sensazione di stanchezza che non ci abbandona nel corso della mattinata, finiamo col bere troppo caffè

Occorre sapere però che esistono tante alternative naturali al caffé, capaci di rendere più gradevole l’inizio di giornata e senza spiacevoli effetti collaterali per la salute. Ecco le cinque alternative più efficaci, si tratta di capire quali siano le più adatte alle proprie esigenze e come introdurle nella propria routine mattiniera.
1. Succo d’arancia. Più efficace del caffè non solo ai fini del risveglio ma anche per migliorare ed incrementare reattività e concentrazione, grazie alla presenza di flavonoidi. Lo conferma persino una ricerca condotta dall’ Università di Reading, nel Regno Unito, pubblicata sulla rivista scientifica European Journal of Nutrition.
2. Non saltare mai la colazione. Oltre ad un bicchiere di succo d’arancia è consigliabile assumere al mattino anche un frutto, dello yogurt con cereali integrali e un cucchiaino di miele. Ci servirà ad affrontare la mattinata con più energie e a dare la giusta sveglia al cervello.
3. Una mela al giorno leva il sonno di torno! Il fruttosio contenuto nella mela, lo zucchero “buono” della frutta, contribuisce a fornire le energie per affrontare con grinta la mattinata. Inoltre riduce i fattori di rischio legati a ictus ed infarto e ha un efficace potere idratante sull’intero organismo.
4. Cioccolato fondente. Considerato il cibo degli dei, è sicuramente un ottimo modo per cominciare la giornata e non solo per via della sua indiscutibile bontà. Il cioccolato infatti, grazie alla teobromina e alla caffeina in esso contenute, aiuta a migliorare la concentrazione e la memoria.
5. Bevande naturali energizzanti. Esiste tutto un mondo di bevande naturali dall’elevato potere energizzante che sono un’ottima alternativa al caffè come ginseng siberiano, yerba mate, acqua di cocco ma anche un semplice frullato di banane con mandorle o un decotto a base di zenzero, curcuma e limone.

Camomilla: storia e usi più o meno conosciuti


La camomilla é una delle bevande piú indicate per depurare l’organismo dopo i sostanziosi pranzi e cene natalizie. Il suo nome scientifico é “Matricaria Chamomilla” e cresce spontaneamente prevalentemente in primavera/estate ,soprattutto in Europa ed Asia. Il nome deriva dal greco“chamáimēlon”, composta a sua volta da 2 parole: “chamái”, che significa "del terreno" e“mḗlon” che significa "mela", per l'odore che somiglia a quello della mela renetta.
Nonostante il suo aspetto gracile e delicato, é un fiore che riesce a sopravvivere anche a temperature molto basse. Il fiore ricorda moltissimo quello delle margherite comuni, solo un po’ piú piccolo e con qualche petalo in piú. Una volta raccolti i fiori, si lasciano seccare per poi essere conservati per il lungo periodo invernale.
Quasi tutti sanno che la camomilla aiuta a conciliare il sonno (ma attenzione a non lasciarla in infusione per piú di 5 minuti, altrimenti otterrete l’effetto contrario!) ma questo fiore ha molte altre proprietá. Uno studio britannico ha dimostrato che bere 5 tazze al giorno di camomilla puó aiutare infatti a ridurre lo stress, a rilassare, a digerire e calmare i dolori di stomaco, nonché alleviare sintomi della bronchite o del raffreddore, curandoli con “fumenti” alla camomilla e bicarbonato. In effetti, analizzando piú da vicino questo fiore dal profumo meraviglioso, possiamo scoprire che e ricco di vitamine e minerali, importantissimi per il nostro organismo: fosforo, oli essenziali (di colore blu, grazie ad una sostanza chiamata “camaluzene”, in essa contenuto), rame, zinco, ferro e potassio. Contiene inoltre l’8% di flavonoidi, potentissimi antiossidanti molto preziosi per la nostra salute. 
La camomilla non é solo usata come rimedio per i malanni, ma é usata in moltissimi altri contesti e preparazioni. Liquori, saponi naturali, ricette di cucina (un tempo si usava mettere fiori di camomilla sopra il pane con l’aglio per facilitarne la digestione) ed addirittura veniva anche insolitamente utilizzata come tabacco da pipa. Mettere un sacchetto di camomilla negli armadi, dicono aiuti a tenere lontante le tarme dai vestiti e sembra essere anche usata come “cura” in caso di piante ammalate o indebolite: piantare un cespuglio di camomilla vicino alla pianta malata, l'aiuterà a riprendersi  dopo pochi giorni.

L'ingrediente segreto del vino




http://www.focus.it/scienza/scienze/lingrediente-segreto-del-vino

Le differenze di sapore di vini ottenuti dalle stesse uve, ma in regioni diverse, dipendono in buona misura dal contributo dei microbi locali e non solo - come creduto finora - dalle condizioni del suolo, dal tipo di clima e dalle pratiche agricole del viticoltore.







Lo dimostra uno studio dell'Università di Auckland (Nuova Zelanda), pubblicato su Scientific Reports. Precedenti ricerche dello stesso gruppo avevano individuato la presenza di differenti varietà di un ceppo di lievito coinvolto nel processo di fermentazione, il Saccharomyces cerevisiae, nelle diverse regioni del Paese a forte tradizione vinicola. Ma ancora non era chiaro se e in che modo queste contribuissero all'aroma del vino prodotto.
LA PROVA DEL NOVE. Così i ricercatori hanno isolato sei diversi ceppi di Saccharomyces cerevisiae da sei diverse regioni vinicole neozelandesi, ne hanno sequenziato il DNA per studiarne le differenze, e li hanno utilizzati per far fermentare lo stesso vitigno di Sauvignon Blanc, che era stato in precedenza sterilizzato per escludere la presenza di altri microbi.

LA GEOGRAFIA CONTA. Quindi hanno analizzato le concentrazioni di 39 diversi composti chimici, determinanti per il sapore del vino finale, che il Saccharomyces cerevisiae genera come prodotti di scarto mentre trasforma in alcol gli zuccheri dell'uva. Tra questi, 29 variano a seconda della regione di provenienza del lievito: la prova che i microbi del suolo in cui il vitigno cresce sono determinanti nel plasmare il terroir (lo stretto rapporto che lega un prodotto alle caratteristiche del microclima e del suolo in cui ha origine) del vino.

CONTRIBUTO IMPORTANTE. Questo apporto spiegherebbe, in parte, il caratteristico 10% di differenza di sapore nei vini prodotti dagli stessi vitigni e con gli stessi metodi, ma in regioni diverse. Le diversità genetiche dei lieviti coinvolti nella fermentazione determinano, inoltre, differenze nel modo in cui il raccolto cresce e si sviluppa. E con esse, anche una serie di altri fattori, come i tempi della vendemmia o di maturazione dei vini nelle botti, che saranno determinanti nella costruzione dell'aroma finale.

Poiché le caratteristiche organolettiche del vino sono fondamentali per determinarne il valore, il prossimo passo sarà studiare se e in quale misura altri lieviti, funghi e batteri contribuiscano a plasmarne il "carattere".

(FOTO:http://www.ideegreen.it)

Mirtilli: un aiuto naturale per superare i traumi psicologici

Di  Claudio Schirru
Superare brutti ricordi ed esperienze traumatiche grazie ai mirtilli. Questo il suggerimento che arriva dal convegno Experimental Biology di Boston, dove i ricercatori dell’Università della Louisiana hanno evidenziato le proprietà benefiche per il morale di questo piccolo quanto prezioso frutto di bosco.
Lo studio condotto dai ricercatori statunitensi ha voluto verificare il possibile aiuto da parte dei mirtilli nel trattamento di una condizione che affligge circa l’8% della popolazione mondiale: il disturbo da stress post traumatico, in inglese nota come PTSD (Post Traumatic Stress Disorder).
Durante lo studio alcuni topi sono stati posti di fronte a una particolare fonte di stress, rappresentata da un gatto. Durante il mese seguente i roditori sono stati divisi in tre gruppi, due con problemi di PTSD e un terzo non affetto: il primo gruppo è stato nutrito per un mese con l’integrazione di mirtilli, gli altri due con una normale dieta controllata.
Il primo gruppo avrebbe mostrato reazioni migliori in seguito a un successivo nuovo incontro con il gatto, merito secondo i ricercatori della stimolazione, da parte degli antiossidanti contenuti nei mirtilli, dei livelli di serotonina o anche noto come ormone del buonumore. Positivo in merito ai risultati dello studio il giudizio espresso da Graziano Pinna, esperto della University of Illinois di Chicago:
Benché preliminare, lo studio è interessante perché indica una via alternativa agli antidepressivi nella terapia del disturbo post traumatico. Oggi è di vitale importanza la ricerca di nuovi farmaci o supplementi per facilitare, velocizzare e soprattutto mantenere nel tempo i vantaggi terapeutici ottenuti con la psicoterapia.
Fonte: http://www.greenstyle.it/mirtilli-un-aiuto-naturale-per-superare-i-traumi-psicologici-145796.html

Come preparare un tè a regola d’arte



Di Stefania Rossini
Conosco Elena ad un suo evento: la  vedo dietro a brocche e foglie secche. Curiosa come sono non ho potuto far altro che avvicinarmi e chiedere cosa stesse preparando: lei gentile e con molta passione mi porta come un fiume in piena nel meraviglioso mondo del tè.
Prima di quel giorno il tè per me era quello in bustina che acquistavo al supermercato senza nemmeno farci troppo caso. Da quel giorno però non è più così…
Profumi, foglie attorcigliate e arrotolate, colori e sapori ora come non mai li noto e li apprezzo. E voglio portarvi anche voi nell’incredibile mondo del tè: ho deciso di farlo nel modo migliore, attraverso le parole di Elena!
1 – Elena ci racconti un pò di te?
Sono una donna non più giovane che dopo anni di varie esperienze lavorative, non sempre soddisfacenti ma soprattutto precarie vista la situazione nel mondo del lavoro e del commercio, ho deciso che era giunta l’ora di inseguire un sogno e cercare di migliorare la mia vita. Ho ripreso un hobby abbandonato a causa del poco tempo libero che mi lasciava il mio ultimo lavoro: cucire è una mia grande passione e oggi a distanza di un anno mi ha portata a creare una piccola collezione di capi unici interamente fatti a mano da me, con tessuti che avevo raccolto negli anni  durante i miei viaggi… oggi è un lavoro che mi porta qua e là nei mercati e nelle fiere handmade.
Un’ altra mia grande passione è il tè. Da idea a progetto: oggi ho finalmente una piccola azienda, importo tè in foglia dalla Cina e lo vendo on line tramite T. E preziosi tè dalla Cina.
tè-foglia
2- Come ti sei avvicinata al tè?
Mi sono avvicinata al tè durante i miei viaggi in Oriente. Ho iniziato a bere tè in foglia e ad appassionarmi sempre di più a questa bevanda. Il rito del tè mi ha da sempre affascinato, mi sono poi documentata e durante un mio viaggio a Pechino ho finalmente avuto il piacere di conoscere le tradizioni millenarie , le lavorazioni, mille sapori e colori. In Cina nasce la pianta del Tè Camelia Sinesis e ancora oggi la Cina è il maggiore produttore al mondo di tè. I tè più preziosi al mondo non solo si producono in Cina ma spesso non vengono neppure esportati in Europa.
Da oltre 10 anni io ho sostituito l’acqua con il tè , ovviamente questi tè in foglia e puri, e quando finivo le mie scorte recuperate nei viaggi non riuscivo a trovare questi tè particolari nemmeno nei negozi specializzati.
3- Ci racconti le tipologie di tè che proponi?
Ho selezionato sei tipi di tè uno per ciascuna categoria, molto diversi tra loro come sapori e storie. Sono questi:
BIANCO white Peony
GIALLO huo shan huang ya
VERDE dragon well
VERDE Jasmine dragon pearl
OOLONG  tie guan yin
NERO  bai lin gong fu
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4- La raccolta , l’essicazione che ruolo hanno nel prodotto finale?
Come ho già detto tutti i tipi di tè vengono da un unica pianta, una Camelia, sono poi i terreni, le condizioni atmosferiche, le differenti raccolte e infine le lavorazioni che differenziano le categorie dei tè in foglia.
La mia selezione di tè proviene da varie regioni della Cina, i raccolti avvengono a mano in quanto le categorie dei tè si diversificano dal periodo in cui vengono raccolti, per esempio il tè bianco è il primo raccolto quando mani esperte raccolgono solo le gemme prima che la primavera le schiuda. Ecco perche è un tè costoso, talmente prezioso che viene semplicemente essicato senza subire altre lavorazione e questo permette di mantenere inalterate le ottime qualità della pianta del tè.
Il tè giallo e verde sono successivi raccolti primaverili e dopo l’essicatura al sole subiscono una leggera ossidatura che dà il colore giallo e verde alle foglie e le caratteristiche del sapore.
Il tè verde al gelsomino viene ottenuto aggiungendo alle foglie fresche raccolte fiori di gelsomino che dopo qualche giorno, quando le foglie hanno preso tutto il profumo dei fiori questi vengono tolti e il tutto si arrotola formando perle di tè, da qui il nome Jasmine dragon pearl.
Oolong invece è sempre un tè verde leggermente fermentato che oltre a dare un sapore molto particolare aumenta il grado di caffeina.
Nero è l’ultimo della categoria: dopo il raccolto, l’essicatura e la fermentazione viene infine tostato. E’ tra tutti il tè più forte come gusto e naturalmente il più carico di caffeina.
In pratica più lavorazioni subiscono i tè maggiormente si caricano di sapori a discapito però delle ottime proprietà che la pianta del tè ci regala, e ovviamente aumentando la caffeina, da tè energizzanti come nel caso dei tè bianchi, gialli e verdi si passa a tè eccitanti.
tè-verde
5- Come preparare un tè a regola d’arte?
Per preparare un ottimo tè non serve molto, io consiglio di utilizzare acqua a basso contenuto calcareo poichè quest’ultimo purtroppo altera il sapore. La temperatura non deve mai superare i 95 gradi, quindi non bollite mai! Meglio utilizzare un bollitore, una teiera o un filtro capiente, va bene anche un colino ma non utilizzate i filtri a pallina poichè le foglie hanno bisogno di spazio per aprirsi e rilasciare tutto l’aroma.
Per una tazza di tè da 200 ml si consiglia 2/ 3 gr di tè, infusioni brevi soprattutto per i tè verdi, massimo 2 minuti per la prima infusione.
Questi tè che io amo definire preziosi in quanto sono di ottima qualità si possono, anzi  si devono, utilizzare più volte. Sarebbe uno spreco buttarli alla prima infusione, si consigliano 4 /5 infusioni aumentando i tempi per ogni seduta.
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6 Che differenza c’è tra in tè in bustine che tutti conosciamo ed il tè che proponi?
Ho parlato molto di tè in foglia, per allontanare ogni dubbio dal tè in bustina.
Ovviamente il tè in bustina è comodo ma pochi sanno che all’interno di queste vi sono polveri di scarti di tè senza nessuna categoria e spesso provenienza. Pare che anche le bustine stesse siano trattate con sbiancanti chimici che a contatto con l’acqua calda si sprigionano.
La qualità del tè sta nella foglia: tanto è più integra più significa che è non è stata manipolata ma solo essicata e tostata. I migliori tè son puri e quindi senza aggiunta di aromi di dubbia provenienza
7- Quali sono i benefici del tè? Insomma perchè dovremmo berlo?
Ben sapendo che ad altri più esperti  è meglio lasciare il compito di descrivere gli effetti sulla salute di questa  antica bevanda, è giusto però ricordare alcune tra le principali proprietà della pianta del tè riconosciute oggi dalla comunità scientifica internazionale oltre che dalla Medicina tradizionale Cinese.
Molti sono i benefici del tè e proprio per questo rimane ancora oggi la bevanda più bevuta al mondo dopo l acqua: ha proprietà di antinvecchiamento poichè combatte il normale processo di ossidazione dei tessuti umani causato dai radicali liberi; ha la capacità di aumentare la velocità del metabolismo e quindi la velocità con cui il corpo riesce a bruciare i grassi e ha una effettiva proprietà idratante, bevendo del tè si beve più acqua fondamentale per il buon funzionamento e l’equilibrio di tutto l organismo .
Il tè aiuta a rendere questo gesto essenziale (bere acqua) piu gradevole e piacevole. “Quando bevi il tè …stai bevendo le nuvole “ cit  Thic Nhat Hahn.
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8 Dove possiamo trovare io tuoi tè?
www.nuvoledite.it è il sito dove si possono trovare maggiori informazioni. T.E preziosi tè dalla Cina è anche su facebook
Oltre alla vendita on line, mi piacerebbe fare piccole riunioni dove posso fornire la possibilità di far conoscere il mondo fantastico del tè con le sue sfumature di colori e sapori. Un viaggio da una terra lontana…

Tisana al rosmarino e salvia: ricetta e proprietà

Rosmarino e salvia sono due piante aromatiche molto apprezzate sia in cucina che tra i rimedi naturali. Utilizzate per gustosi piatti o contro alcune tipologie di malesseri, entrambe possono essere utilizzate per ottenere una benefica tisana curativa.
Possibile inoltre combinarle insieme per realizzare una tisana al rosmarino e salviain grado di fornire un supporto nella cura di alcuni disturbi e assicurare un effetto tonicizzante per l’organismo. Un ottimo rimedio naturale, efficace e facile da preparare.

Proprietà curative

Il rosmarino e la salvia sono due soluzioni naturali molto apprezzate, sia sotto forma di tisana che di lozione, crema o pomata e tintura madre.
L’apporto del rosmarino fornisce a questa tisana proprietà curative benefiche per levie aeree, grazie soprattutto alla presenza dell’olio essenziale noto comeeucaliptolo. In più favorisce la rimozione delle tossine dal fegato, aiuta a prevenire i danni alla memoria e contribuisce a tenere sotto controllo il diabete.
Benefici alle vie respiratorie offerti anche dalla salvia, che contribuisce anche con il miglioramento dell’attività digestiva e la cura del mal di stomaco. Il loro utilizzo combinato viene inoltre indicato come tonico ed energizzante.

Come si prepara

Preparare una tisana al rosmarino e salvia è come detto semplice e richiede poco tempo. Occorre innanzitutto procurarsi gli ingredienti, che sono:
  • Un rametto di rosmarino o in alternativa un cucchiaio di aghi o foglie;
  • 2 o 3 foglioline di salvia;
  • Una tazza d’acqua.
Una volta a disposizione gli ingredienti versare la tazza d’acqua in un pentolino e inserire al suo interno le foglie di rosmarino e salvia. Mettere sul fuoco fino aebollizione, poi lasciare riposare circa 5 minuti il tutto a fuoco spento.
A questo punto sarà necessario soltanto filtrare la tisana e lasciare raffreddare fino a che abbia raggiunto una temperatura tale da renderla bevibile. Possibile eventualmente dolcificarla, in ogni caso solo dopo che sia divenuta bevibile, con del miele o con zucchero di canna.
Possibile in alternativa portare l’acqua a ebollizione e inserire solo a quel punto le foglie di rosmarino e salvia. Tenere in infusione per 10 minuti e procedere come descritto sopra al filtraggio e raffreddamento.

Tisana al tarassaco: proprietà e benefici

Tisana al tarassaco per il benessere e la salute del corpo. A partire dalla nota pianta officinale è possibile realizzare un infuso dalle proprietà curative e benefiche. Viene utilizzato a questo scopo il Taraxacum officinalae, conosciuto anche come “dente di leone” o “stella gialla”.
Il tarassaco è caratterizzato da un piccolo fusto alto tra i 3 e i 9 centimetri, alla cui sommità si trova unfiore di colore giallo-arancio. Una delle caratteristiche di quest’ultimo è il chiudersi al tramonto salvo poi riaprirsi di nuovo al sorgere del Sole. Trascorsa la fase dell’inflorescenza al posto dei petali viene generata una sfera bianca composta da un alto numero di acheni. Le sue foglie sono lunghe, dalla forma lanceolata e con un bordo esterno dentato.
Molto apprezzato per le sue proprietà curative già dall’epoca medioevale, il tarassaco è molto diffuso in Italia, dove è possibile trovarlo nei campi, nei prati, ai bordi delle strade e nelle zone alpine, a un’altitudine massima di circa 2.000 metri.
Tarassaco

Principi attivi e nutrienti

Il tarassaco contiene molte sostanze benefiche che possono risultare benefiche per l’equilibrio naturale dell’organismo. Tra queste si trovano ad esempio flavonoidi, acido ascorbico, calcio oltre alle vitamine A, B, C e D.
Nel tarassaco sono presenti anche acidi fenolici, triterpeni come il sitosterolo, tarasserolo e il tarassolo, inulina, pectina, sali di potassio e lattoni sesquiterpenici come gli eudesmanolidi e il germacranolide.
Tarassaco, soffio

Proprietà e benefici naturali

Consumare una tisana al tarassaco assicura alcune proprietà e benefici naturali. Tra questi l’azione diuretica assicurata dalla pianta officinale grazie al suo contenuto di potassio. Combatte inoltre laritenzione idrica, aiuta a purificare le vie urinarie e stimola la produzione di secrezioni biliari.
Un altro effetto benefico fornito dalla tisana al tarassaco è la rimozione dal fegatodella quantità dicolesterolo in eccesso, aiutandone così la disintossicazione.Azione disintossicante e decongestionante della quale risultano beneficiare anche ireni.
L’azione di controllo del livello di colesterolo nel fegato risulta infine molto utile nell’ottica della prevenzione di malattie cardiovascolari come l’ictus e l’infarto.
Da evitare anche in caso di occlusione delle vie biliari o reazioni allergiche ai latino sesquiterpenici, mentre sono registrate interazioni con farmaci FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), paracetamolo eacido acetilsalicilico (aspirina).