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Il turbamento dell’essere umano moderno , senza libri e senza tempo


Di Claudia Grazia Vismara
L’uomo dell’odierna società vive cercando continuamente il godimento in ogni attimo della propria esistenza e, inconsapevole, si presta ad una infinita serie di trasformazioni. Altera i sentimenti, frammenta la propria personalità in più immagini nebulose, a seconda degli accadimenti, trascinato da fugaci sensazioni. Di più, non si accorge di spianare la propria coscienza, vantando un equilibrio psicologico immerso nella più splendida, dolce e finta delle esistenze. L’essere passivo lo porta a non curarsi delle dinamiche che lo sovrastano. La televisione, mezzo che la collettività predilige per informarsi, conduce l’uomo verso un impoverimento cognitivo. Jean Baudrillard, filosofo francese, scriveva a ragione che “l’informazione, invece di trasformare la massa in energia, produce ancora più massa”.
Questa moltitudine di persone, oggi, ha perso il piacere della lettura, altrimenti non sarebbe così indifferente nei confronti del presente. L’uomo non riesce a precipitare nel concreto della realtà poiché gli viene a mancare uno strumento fondamentale che proprio i libri gli concedono: la riflessione. L’esistenza contemporanea non è radiosa e certamente è improntata sulla velocità; scrive Goethe “come massima disgrazia della nostra epoca, che non permette ad alcunché di pervenire a maturità, devo considerare il fatto che nell’istante prossimo si consuma quello precedente, si sprecano i giorni e si vive sempre alla giornata, senza combinare nulla”. Quando l’uomo è circondato solamente dalle tenebre, da solo, probabilmente in preda ad un’ansia apparentemente immotivata, non riesce a scorgere la luce ma in suo soccorso può giungere la letteratura. Sicuramente non è la chiave di volta per illuminare le esistenze per intero, né può cambiarle; tuttavia fornisce uno strumento valido per poterne scorgere i caratteri e la complessità.
L’essere umano, però, non è nato per leggere; non esiste un’area del cervello adibita alla lettura. Essa non è assolutamente un’attitudine per lui naturale, bensì una sua invenzione che risale a milioni di anni fa, più precisamente alla scrittura cuneiforme dei Sumeri. Lo spiega bene la neuroscienziata cognitivista Maryanne Wolf nel saggio “Proust e il Calamaro” dove, attraverso storia, psicologia e neuroscienza, mostra come il cervello ci abbia messo millenni per svilupparsi nel modo più idoneo per decifrare i segni, poi divenuti convenzionali, che possono essere un gioco o, se presi singolarmente, possono non servire a nulla. In realtà, in essi, ci può essere la vita.
L’uomo di questa società vive nell’indifferenza e nell’immediatezza, rimanendo ciò che è. Non arriva a dare alcuna spiegazione alla propria vita perché la consuma in quell’attimo. E’ spezzato e i suoi cocci sono sparsi tra cattivi pensieri e cattive azioni; non sa che, a livello spirituale, non può fare a meno della lettura. Quando ci immedesimiamo nei protagonisti dei libri, a volte ci sentiamo stimolati, altre volte afflitti, ma sicuramente più ricchi, perché non ritorniamo mai noi stessi. Realizziamo di essere dei singoli, ma non dei soli. Nel momento in cui questa consapevolezza emerge non siamo in alcun modo più prigionieri dei limiti del nostro tempo. Leggere ha una propria dimensione antropologica che aiuta a sviluppare una serie di attività mentali e cognitive, quali l’attenzione e la memoria. Ha inoltre una funzione terapeutica, perché tramite un buon libro possiamo colorare una giornata monocromatica; possiamo tirare il fiato, come se ci fossimo ristorati alla fresca sorgente di una roccia. La lettura nella sua esistenza originaria, “quel miracolo fecondo di comunicazione in seno alla solitudine”, è il valore aggiunto delle nostre esistenze. Ebbene, quando leggiamo una parola, essa passa, e con lei quella successiva; non si riduce ad un semplice suono ma esprime un senso spirituale, un concetto, che rimane nell’anima. Un tempo, attraverso i libri, riempivamo le nostre camere di una vita silenziosa e diversa, di un mistero nel quale piacevolmente ci smarrivamo e, insieme, ne eravamo conquistati. Vogliamo ancora queste occasioni fuggevoli mentre l’intera società ci costringe a correre?
L’ingannevole apparenza della realtà si può oltrepassare grazie alla lettura poiché “la nostra sapienza comincia dove finisce quella dell’autore”, scriveva Marcel Proust. L’obiettivo più raffinato della lettura è il superamento delle idee dell’autore per trovarne altre più autonome e indipendenti dal testo che le ha suscitate, perché ciò che leggiamo ci forma.
Se in passato riuscivamo a fare nostre le parole di un libro e ci arricchivamo di associazioni quasi impreviste che ci rendevano più intensi, più riflessivi, l’universo informatico dell’epoca odierna ha appiattito la creatività insita nel processo tortuoso della lettura; dosi massicce di informazioni compaiono infatti sugli schermi dinanzi ai nostri occhi e paralizzano in un istante i processi creativi della nostra mente. Se un barlume di creatività permane, arriva a costituirsi come esausto, incline alla dissipazione, quasi incomunicabile; l’uomo ha difficoltà a comunicare con il verbo quel che realmente prova. Si trova in perenne debito di tempo, incapace di vivere appieno il presente che gli viene sottratto sempre più velocemente. Dunque, sebbene l’uomo non si nato per leggere ma abbia sviluppato processi cognitivi per riuscire a farlo egregiamente, come può trovare la tranquillità per concentrarsi e dedicarsi alla lettura nell’epoca dell’imperante tempus fugit, dove la frenesia penetra capillarmente in ogni attività umana ed il ritmo della vita è funzionale al raggiungimento di valori imposti dalla società? In questo periodo di decadenza del sistema del progresso, una buona parte del popolo italiano appare completamente disinteressata a temi che abbiano una complessità leggermente superiore al semplice sopravvivere. E i libri continuano ad essere trattati con diffidenza.
Della lettura, di questa panacea per la coscienza, oggi è rimasta una magniloquente dittatura della cultura di massa. La parola viene moltiplicata tanto quanto svilita dai mass media e, in questo senso, il fracasso di parole che ci tormenta è un rumore di cui poco rimane. Parecchie personalità al vertice non hanno capito che ciò che da valore a un uomo non è la cultura, nel senso più basso con cui il termine viene oggi utilizzato – e snaturato – dall’ideologia del consumo, bensì il coraggio dietro ogni scelta che permette all’uomo di elevarsi sopra il momento e andare incontro alla libertà. Perciò la lettura è oggi più che mai una risorsa per resistere al pensiero unico di quel potere che ci pretende omologati; è necessario imparare a fermarsi nuovamente sulle parole, su quelle che hanno inciso il nostro animo e vi sono rimaste. Smuovere le masse attraverso il piacere della lettura, affinché escano dall’attuale inadeguatezza a scegliere.
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza“, conclude attuale ancora adesso Antonio Gramsci.

La manipolazione spirituale dei mass media




Di Paolo Franceschetti *



Partiamo dal presupposto che la TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze.

Se la TV comincia a mandare in onda notizie di rumeni che uccidono italiani, dopo poco tempo si diffonderà un odio diffuso verso i rumeni.
Se la TV presenta Forza Nuova come un covo di fascisti, nazisti, violenti e privi di cervello, la gente si sarà fatta quell’idea, anche se mediamente le persone iscritte a Forza Nuova sono maggiormente impegnate nel sociale rispetto al resto della popolazione e si occupano di temi importantissimi dal punto di vista sociale.
Come ha ben evidenziato Solange, Al Qaeda non esiste più dal 2002, ma per il 99 per cento della popolazione esiste ancora, e Osama Bin Laden il cattivo è stato ucciso di recente dai buoni americani.
Per il 99 per cento della popolazione europea gli islamici sono intolleranti e guerrafondai, e vogliono la guerra santa contro gli infedeli.
Anche se questa affermazione è spesso in palese contrasto con la realtà che viviamo quotidianamente, ove si incontrano arabi – che hanno pizzerie, kebaberie, o negozi vari – gentili, rispettosi, sereni, spesso generosi, la gente continua ad avere questa idea.
Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”.


Talvolta la TV è un modello positivo.

Quando ero giovane, vivendo in una famiglia conflittuale dove le idee venivano in genere espresse con una certa violenza verbale, avevo preso a modello di comportamento familiare i vari telefilm come “I Robinson” o “Genitori in blue jeans”. Decisi che avrei imparato a discutere come facevano nei telefilm dei Robinson, e quindi quando il mio fratellino, di quindici anni più piccolo, faceva una sciocchezza, anziché insultarlo gli dicevo con calma ciò che pensavo.

Guardando telefilm come “RIS” o come “La piovra”, un giovane laureato può decidere di entrare in polizia o in magistratura.



La TV, insomma, propone modelli di comportamento, propone fini, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

La manipolazione spirituale dei mass media


Se un regista facesse un film sulla vita di Buddha, di Maometto, di Krishna, se si affrontasse l’aspetto della meditazione nella vita di ogni giorno, il giorno dopo la proiezione del film migliaia di persone andrebbero a cercare un centro buddista, islamico o di Yoga per approfondire gli aspetti spirituali della vita.

Se il protagonista di un film o telefilm (siano essi i membri dell’A-Team, i protagonisti di X-Files, o il papà del telefilm Casa Keaton) trovasse la forza interiore per risolvere i suoi problemi in una qualunque religione, migliaia di persone si interesserebbero a quella religione per vedere se davvero sia possibile attingere la stessa forza.

Se un film narrasse di una persona nevrotica che trova la calma e la serenità non con una psicoterapia o con l’amore, ma grazie a sessioni di meditazione, il giorno dopo ci sarebbe un sovraffollamento di persone che andrebbero a cercare insegnanti di discipline spirituali.

Anche i film più belli e con un contenuto apparentemente profondo come “L’attimo fuggente” con Robin Williams, “Big Kahuna” e altri, sono solo apparentemente profondi ma in realtà funzionali ad una mancanza di spiritualità; ne “L’attimo fuggente” infatti il protagonista dice “siamo vermi, e prima o poi non esisteremo più”; nel discorso sulla vita del film “Big Kahuna” (bello, indubbiamente, anche se un po’ retorico) il succo del discorso è “prendi la vita come viene, tanto non puoi farci nulla” e “non prendertela se non sai che fare con la tua vita” e “le tue scelte sono scommesse”.

Uno dei pochi film con il titolo espressamente dedicato alla felicità (“La ricerca della felicità”, che narra la storia vera dell’industriale Chris Gardner) è incentrato, in buona sostanza, sul modo di diventare straricchi quando si è poveri.


Straordinariamente poi la Chiesa cattolica, che in questi anni è intervenuta spesso in materia morale, dicendo cosa un film può dire e cosa non può dire, lo ha fatto intromettendosi su aspetti del tutto marginali, e assolutamente non spirituali. Le critiche della Chiesa si sono appuntate sull’eccessiva sessualità nei film, sul fatto che un film fosse favorevole o meno all’omosessualità, ma non sulla totale assenza di valori spirituali nelle opere in circolazione.

Il discorso è identico quando dai film e telefilm si passa a talk show, o programmi di intrattenimento vari.

Documentari e programmi di intrattenimento si occupano degli usi e costumi di paesi e città, delle tradizioni culinarie delle varie regioni, parlando di videogiochi, di moda, di auto, moto, gossip, sentimenti, ecc. Abbiamo programmi in cui la gente si fidanza, si lascia, litiga, fa sesso, parla di problemi personali, gare di vario tipo, giochi, addirittura programmi con cui si realizzano a comando desideri; ma nessun programma parla mai di Dio, dell’anima, di discipline spirituali, Yoga, meditazione, mantra, cristalloterapia; banditi quasi del tutto gli argomenti del vegetarianesimo o della dieta vegana.

Ovviamente è anche bandito qualsiasi programma di approfondimento sulle varie religioni del mondo.


Anche per quanto riguarda la carta stampata il discorso è identico.

I personaggi principali dei romanzi più famosi sono pervasi da una totale assenza di spiritualità.

Romanzi e/o racconti dal contenuto spirituale sono relegati ai margini della letteratura, pubblicati da editori semi-sconosciuti o di nicchia, e oggetto di una pubblicità fatta solo col passa parola. Penso a romanzi molto belli come “Il lama delle cinque saggezze”, ad opere monumentali come il Vangelo di Maria Valtorta, o libri stupendi come “Memorie di un esseno” di Daniel Givaudan, fino a romanzi più semplici, ma comunque godibili, come “Il Budda, Geoff e io” pubblicato da Esperia.

Libri biografici che possono cambiare la vita di una persona, come “Bagliori di un’infanzia dorata” di Osho, “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda o “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh, che pure hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, restano sconosciuti ai più; mentre quasi tutti, prima o poi, hanno letto una biografia di Berlusconi, della famiglia Agnelli, di Hitler, di Mussolini, Garibaldi, Mazzini, quando non di giocatori di calcio o inutili personaggi della TV.

Ovviamente da queste biografie, vengono omesse tutte le parti strettamente esoteriche, così ad esempio dalla biografia di Hitler viene sempre taciuta l’influenza che ebbe su di lui il personaggio di Crowley.

Quotidiani, settimanali e mensili vari, seguono il modello di ispirazione televisivo. Le riviste abbondano di consigli dietetici (dieta della pasta, dieta della pizza, dieta solo proteine, diete solo uva, solo pesche, solo albicocche, dieta a punti) ma mai viene approfondito il discorso vegetariano e vegano da un’ottica spirituale; abbondano i consigli per aumentare il numero di orgasmi maschili e femminili, le lettere al direttore che parlano delle corna che vengono messe al partner, ma mai che si faccia un discorso spirituale, religioso, meditativo.
In particolare, lo Yoga viene sempre e solo presentato come una disciplina per stare bene e in forma, in sostanza come una variante dell’idromassaggio o della sauna, ma mai si precisa che lo Yoga è la scienza della meditazione per chi vuole trovare Dio. Yoga significa infatti unione, e in particolare unione con Dio.


Analogo discorso vale per la musica di largo consumo, dove i contenuti spirituali, se si fa eccezione per alcune perle rare come Battiato, sono del tutto assenti. Il solo settore i cui testi sono intrisi di spiritualità sono quelli di autori metal come gli Iron Maiden, ma si tratta di un settore di nicchia e per giunta demonizzato come satanico.

Chi non si piega, come Rino Gaetano, De Andrè, Michael Jackson, Luigi Tenco, viene ucciso; chi azzarda troppo con i suoi testi, come Jovanotti o Roberto Vecchioni (checol suo lamento di un cavaliere dell’ordine di rosacroce prova a criticare il sistema rosacrociano e che in molti testi accenna comunque a contenuti spirituali) riceve una bella denuncia o subisce un incidente, per rientrare nei ranghi, magari vincendo anche Sanremo.


Gli obiettivi della manipolazione spirituale



Questa manipolazione spirituale ha due obiettivi, uno mediato e uno immediato.



Il motivo immediato è evitare che la gente si faccia domande, che effettui ricerchespirituali, che indaghi il motivo per cui l’uomo è sulla terra e si addentri nei misteri dell’anima.

Il motivo mediato è la creazione di una massa di persone schiave del sistema e docili al volere di chi comanda.
La creazione di una popolazione dotata di una forte spiritualità infatti provocherebbeil collasso del sistema capitalistico, e il potere non avrebbe più armi per rendere schiavo il cittadino.
Osho, Krishnamurti, Gurdjieff, Tolle, Evola, De Mello, Sai Baba, Yogananda, Aivanhov, Steiner, Guenon, Padre Pio, erano giganti dell’umanità e totalmente inattaccabili dal sistema in cui viviamo; e persone che ragionino seguendo le loro linee di pensiero non sarebbero più pecore, ma esseri pensanti.

Un libro come “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI, idoneo a far odiare anche al cattolico più incallito la figura di Cristo, viene venduto negli autogrill, unitamente ai libri di Paolo Brosio; libri come il Vangelo di Maria Valtorta o “Memorie di un esseno”, idonei a far innamorare della figura di Cristo chi ancora non la conoscesse, sono quasi sconosciuti ai più.

Stesso discorso vale per testi come “Le religioni del mondo” di Huston Smith.


Infine, controcorrente rispetto alle cose che ho sempre sostenuto fino ad oggi, pensoche la vera ragione per cui i media non parlano mai del dibattito secolare tra Chiesa e Massoneria, non sia quello di nascondere la trama di poteri occulti che governa ilmondo. Infatti la maggior parte delle persone affiliate alla massoneria è inconsapevole di quanto avviene ai piani alti, come la maggior parte dei cattolici ignora tutto ciò che riguarda lo IOR, i rapporti con la massoneria, i Templari, i Cavalieri di Malta, ecc., e continuerebbe ad ignorare il sistema di potere occulto checi governa anche se nei media si parlasse più spesso di massoneria e società segrete.

Credo invece che la ragione dell’occultamento di queste problematiche sia quella di evitare che la gente si faccia domande di tipo spirituale; la lotta tra Chiesa e Massoneria nei secoli (compresa la lotta tra Chiesa e Templari, e prima ancora tra seguaci delle dottrine paoline e giovanniti) è in realtà una lotta spirituale, che aveva – ed ha ancora oggi – come obiettivo le coscienze dei popoli, e il sistematico appiattimento di ogni aspetto spirituale nella vita delle persone.

Chiunque inizi a interessarsi dello scontro titanico e secolare tra Templari, Rosacroce, Massoneria, e Chiesa cattolica, finisce inevitabilmente prima o poi per sviluppare un proprio percorso spirituale, ed è quello il vero obiettivo di chi non parla mai di queste tematiche.

Infatti chiunque voglia capire e approfondire la figura di cristo con uno spirito di ricerca libero da dogmi, prima o poi deve studiare la storia della chiesa; dopodichè inevitabilmente deve passare allo studio della massoneria e successivamente, e necessariamente, deve approfondire templari e rosacroce. A quel punto finisce in una sorta di vortice che porta ad approfondire ebraismo, islamismo, e a chiedersi il senso di tutto ciò, e a capire l’origine del caos sociale in cui ci troviamo.


Gli effetti di questa manipolazione in particolare sono i seguenti.


Innanzitutto il cittadino ignorante è docile al sistema. Infatti la persona con una forte spiritualità non è controllabile e manipolabile. I maestri spirituali di ogni tempo spesso hanno avuto grandi ricchezze, ma in linea di massima erano e sono insensibili al concetto di ricchezza o povertà. Si fanno la galera piuttosto che aderire alle richieste del sistema (qui il mio pensiero corre al primo presidente della Soka Gakkai, che preferì morire in carcere piuttosto che accettare le richieste di chi voleva che il suo movimento si piegasse al potere allora dominante; ai primi cristianiche preferivano morire piuttosto che cambiare religione; ai catari che si fecero sterminare piuttosto che obbedire al papa 


In secondo luogo si fornisce “più potere a chi sta al potere”. La conoscenza è potere, e tenere milioni di persone all’oscuro delle verità spirituali più importanti equivale ad avere un maggior controllo su di loro. Le persone che ricoprono posizioni di vertice nella società, infatti, sono a conoscenza di concetti e dominano informazioni completamente sconosciute ai più. Mentre nei mass media si relega l’esoterismo a una questione da mago Otelma o da mago Silvan, i grandi della terra sono spesso esperti di esoterismo, dotati quindi di una forte spiritualità. Una spiritualità negativa, nera, satanica direbbe qualcuno da un’ottica cattolicocentrica, ma comunque una spiritualità che li rende diversi dalla maggior parte delle persone. E’ noto che tutti i presidenti degli USA sono stati e sono massoni; Berlusconi, come dice Gioele Magaldi nel suo sito Grande oriente democratico, non solo è un esperto di esoterismo, ma ha fondato addirittura una sua massoneria; Hitler faceva parte e si avvaleva della società Thule e aveva come consigliere Aleister Crowley ; in linea di massima sono massoni e praticano e studiano discipline esoteriche la maggior parte delle persone del mondo della politica e dello spettacolo (anche un soggetto come Borghezio infatti è stato definito un esperto di Cabala).



Infine, si rende impossibile alle masse la comprensione dei meccanismi dei principali avvenimenti della storia e della politica. La totale ignoranza sul significato del termine “spiritualità” ed “esoterismo” rende impossibile capire perché avvengono certe guerre, perché si fanno determinate scelte politiche, e il motivo di alcuni accadimenti di natura politica.



Conclusioni


La manipolazione spirituale è molto difficile da smascherare per una serie di motivi.

La manipolazione relativa al Mostro di Firenze, in fondo, può essere smascherata semplicemente facendo ricerche o indagini anche personali.

Alla manipolazione riguardante le guerre scatenate per fini sbagliati, ci si può arrivare talvolta anche con la sola logica, e sicuramente con documenti ufficiali.

Una manipolazione così grande ed evidente come quella spirituale, invece, non può essere percepita facilmente perché occorre in primo luogo essere dotati di una visione spirituale della vita, quale che essa sia; e poi occorre analizzare molto bene il sistema dei mass media.

La maggior parte delle persone ha della religione un’immagine solo formale. Per rimanere in Italia, una parte dei cittadini si definisce cattolica o cristiana solo perché va a messa la domenica, e qualcuno vi si definisce solo perché ci va a Pasqua e Natale, e rispetta il principio del non uccidere e non rubare.

Un’altra si vanta di essere atea e di non credere in nulla.
Si può dire quindi che il 99 per cento delle persone non ha una vita spirituale e non sa neanche cosa essa sia.
Ai propri figli quindi non insegna il significato della vita e della morte, perché non lo conosce lui stesso; non insegna a dare una lettura spirituale ai gesti quotidiani, perché non ne è capace e non sa neanche cosa significhi una cosa del genere.
Con gli amici discute sempre e solo di calcio, auto, vacanze, lavoro, e quando si entra in discorsi socialmente impegnati, al massimo si toccano sentimenti, politica e giustizia.
Non potendo accorgersi quindi dell’assoluta assenza di contenuti spirituali in ciò chevede o legge, senza saperlo forma le sue idee, le sue aspirazioni e i suoi comportamenti, su ciò che sente in TV o nei mass media.
Nessuno ci insegna, fin da piccoli, la verità molto banale che il parametro di realizzazione dell’individuo deve essere la felicità individuale, non gli aspetti materiali della vita, e soprattutto nessuno ci insegna come realizzare questa felicità senza tali aspetti materiali.
La totale assenza di valori spirituali dalla vita quotidiana di tutti fa sì che non si percepisca il reale problema di fondo della politica, cioè che una società completamente priva di parametri spirituali nelle proprie scelte è destinata al fallimento.
In fondo, la crisi che è in atto e i disastri che stanno per arrivare sono unicamente ilrisultato della totale assenza di spiritualità nella cultura occidentale; una spiritualità che anche la Chiesa cattolica ha ridotto a dilemmi come “aborto sì o no”, “crocifisso nelle scuole sì o no”, “nudo nei film sì o no”, contribuendo a sopprimere tutto ciò che nell’uomo è più importante (l’anima) per esaltare (male e mortificandola) la parte corporale.
Questo, secondo un disegno ben preciso da parte dell’élite dominante, il cui fine è chiaro solo a chi ragiona in termini spirituali e colloca gli eventi – singoli e collettivi – in una dimensione globale e millenaria: trasformare le masse in una comunità di zombie, il cui unico fine sia avere un auto di grossa cilindrata e una bella casa, cheprediliga certi lavori a discapito di altri, che vesta in modo giusto, si comporti in modo giusto, mangi cibi giusti, il cui unico svago sia uscire a cena fuori mangiando in una serata quello che potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana, docili al sistema perché con la minaccia di perdere il lavoro e la casa, saranno costretti a subire umiliazioni, ordini demenziali, commettere infrazioni,illeciti penali; una moltitudine di schiavi del sistema che lavori sei giorni su sette, affinché il settimo giorno questa moltitudine possa uscire dalle città ammassata come in un formicaio, per invadere supermercati d’inverno e spiagge d’estate, affinché in età pensionabile possano dire “l’ho fatto per i miei figli”, e successivamente i figli possano dire la stessa cosa, in una ruota senza fine in cui mai nessuno possa dire a se stesso “questo l’ho fatto per me stesso” o anche “l’ho fatto per l’umanità”.
Il risultato è altresì una schiera di intellettuali che hanno biblioteche di migliaia di volumi, che conoscono la letteratura, la storia, la filosofia, la psicologia, che conoscono complessi saggi di psicologia delle folle, che hanno letto Marx, Freud, Eco, ma che, se gli domandi "perchè viviamo e moriamo?, esiste Dio?", non sanno rispondere, ma non sanno rispondere neanche alla più banale domanda: "qual è la cosa più importante da insegnare ad un figlio, e che come prima cosa dobbiamo imparare noi stessi?"

* Estratto di un'articolo pubblicato il 9/7/2012 

Divergent: un film da guardare con la testa


Di Cristiano Puglisi
Una società rigidamente strutturata in classi in base al carattere delle persone, dove gli Intrepidi si occupano della sicurezza, gli altruisti o Abneganti del sociale e della cosa pubblica, i Pacifici dei lavori umili, gli Eruditi della scienza e della tecnica e i Trasparenti della giustizia.
Non e’ il nostro mondo quotidiano, anche se tanto ci assomiglia, ma quello della Chicago futuristica del film “Divergent”, uscito nelle sale in questi giorni e tratto dall’omonimo e distopico romanzo della scrittrice Veronica Roth.

Un film interessante perché contiene una feroce critica della società attuale, del nuovo ordine mondiale  in cui viviamo dove, come nella trama, se non ci si fa inquadrare, a prescindere dalla luminosità delle proprie doti, e non si trova una funzione prestabilita si diventa Esclusi, la sesta e meno desiderabile delle fazioni. Quella, per intenderci, degli emarginati.
Che la storia sia del resto molto più che un semplice successo per teenager o una ben riuscita copia dell’omologo “Hunger Games”, lo si evince anche dalla trama, che si svolge attorno alle vicende della giovane protagonista Tris Prior.
Vicende che hanno luogo sullo scenario di un colpo di Stato: gli Eruditi tecnocrati cercano infatti di strappare il Governo ai politici Abneganti, tra cui i genitori della protagonista, screditandoli mediaticamente per presunti episodi di corruzione (suona familiare vero?) e utilizzando la milizia degli Intrepidi abilmente manipolata attraverso un programma di controllo mentale.
E’ il tema, se vogliamo, della tecnocrazia e del potere economico che cercano di spodestare la politica con metodi a volte anche “poco ortodossi”. Tema senz’altro di scottante attualità per chi, come i cittadini europei, vive nell’incubo costante dello “spread” e della “troika”. Ma anche questo può essere un buon motivo per pagare il biglietto e godersi lo spettacolo. Senza spegnere la testa.

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