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L'attuale caos globale e una possibile soluzione a ciò

Di Salvatore Santoru La situazione internazionale si sta facendo sempre più tesa. Come ricordato da diversi analisti, e recentemente ...




Di Salvatore Santoru

La situazione internazionale si sta facendo sempre più tesa.
Come ricordato da diversi analisti, e recentemente anche da Papa Francesco, c'è il fortissimo rischio di una nuova guerra su scala globale.

Le aree su cui si pensa che potrebbe iniziare la 3 guerra mondiale sono indubbiamente il Medio Oriente e l'Est Europa.


Difatti, la vicenda ucraina, il conflitto israelo/palestinese e l'avanzata dell' ISIS in Iraq e Siria rappresentano l'iceberg di una situazione fortemente tesa e caotica.

Tralasciando la descrizione particolare di tali eventi, già affrontata in diversi articoli in questo blog, e concentrandosi sulla visione d'insieme, c'è da notare che tale caos faccia comodo a certi gruppi di potere a livello mondiale.

Difatti, a beneficiare del caos dominante sono ovviamente i fabbricanti di armi globali e i gruppi di potere dominanti di stampo mondialista, i quali vedono negli squilibri internazionali una forte opportunità per l'avanzamento dei loro progetti di dominio e controllo globale.


L'obiettivo di tali oligarchie ( le quali vanno dall'alta finanza a influenti think thank come il CFR, il Bilderberg o la Trilateral ) è la creazione di un mondo senza radici né cultura, e interamente schiavo della dittatura del denaro e della conseguente mercificazione totalizzante e totalitaria della società, ovvero ciò che è conosciuto come Nuovo Ordine Mondiale.

Per arrivare a tale scopo, ogni mezzo ( anche il più brutale ) è considerato utilizzabile, e lo schema utilizzato dall'oligarchia globale si potrebbe semplificare agisca così: problema-reazione-soluzione.


Ciò di cui hanno bisogno ora tali oligarchie è un'altra guerra, un'ennesima carneficina per la loro "soluzione finale", presentata come la "panacea" di tutti i mali: un'unico governo mondiale centralizzato.

Precisamente l'obiettivo è la creazione di un nuovo tipo di essere umano, senza identità e senza nessuna radice, completamente modellato e manipolato, una sorta di "uomo-merce"  .


Detta così, ciò può sembrare una cosa assurda, ma riflettete un'attimo e guardatevi intorno, ci siamo quasi.

La più grande illusione che ci è stata propagandata è che a ciò non esiste alternativa, e che tutto quello che sta accadendo nel mondo è inevitabile o così deve andare.

Ciò non è assolutamente vero: noi come individui e popolo possiamo fare molto, se vogliamo.


Ciò di cui hanno paura tale oligarchie sono dei popoli informati e consapevoli che facciano valere i loro diritti, contro i loro progetti distopici di controllo globale, che ci vengono presentati come "utopie" nei media per manipolarci meglio.

Ci hanno inculcato l'idea che il processo di questa mondializzazione possa essere l'unica soluzione per la pace e la libertà nel mondo, ma non è così.


Riflettiamo un'attimo: da quando è iniziato tale processo, nel 1991, il mondo è continuamente attraversato da nuove guerre e tremende carneficine, e lo sarà ancora se il progetto di controllo globale non sarà fermato.


Odio chiama odio, violenza chiama violenza, guerra chiama guerra, e questo anche l'oligarchia dominante "mondialista" lo sa bene.

Ma tutto ciò può essere fermato.

Urge una forte presa di coscienza per ciò, una presa di coscienza che sarà da apripista a un consapevole Cambiamento, fondamentale per la costruzione di un mondo realmente migliore e libero.

Un Cambiamento basato sul risveglio di individui e popoli, pronti a riappropriarsi della loro identità e sovranità contro i progetti totalizzanti e totalitari dell'oligarchia mondialista.

Un Cambiamento basato sull'autodeterminazione e emancipazione di individui e popoli contro il loro assoggettamento programmato.


Una consapevole e decisa riposta ai progetti dei gruppi di potere mondialisti, basata sul rispetto e la valorizzazione dell'identità e quindi della diversità.

Perché un mondo realmente in pace e armonia non si realizza con l'omologazione ma con il rispetto e la tutela della diversità e differenza, ambientale o umana che sia.

La Natura è bella perché varia, così l'umanità, così l'Universo e tutto ciò che esiste.



L'ideologia mondialista, basata su un'estremo appiattimento e distruzione di ogni differenza, tende  invece a una forzata omologazione umana e alla distruzione di tutto ciò che si opponga.

Un'ideologia che si legittima attraverso guerre infinite, saccheggi e altre violenze non vale la pena di essere seguita, anche nel nome di chissà quale "futuro radioso" che ci hanno promesso.


Contro la sua dilagante furia d'odio, è necessario rispondere con la promozione di un'Ideale fondato sulla ricerca della pace e della libertà, per ogni individuo e popolo.

Un'Ideale basato sull'autodeterminazione individuale,popolare e sociale così come nazionale,internazionale e universale allo stesso tempo.


Un'Ideale basato sulla costruzione di un mondo migliore e sul rispetto tra individui, popoli e nazioni, e non sulla mera "disintegrazione totale" di essi per fare spazio a un mondo omogenizzato dominato degli interessi di una ristretta oligarchia, con la massa tenuta volutamente ignorante.

Perché è anche con la tutela e valorizzazione delle differenze che si realizza una reale unità, non con la centralizzazione e l'omologazione per creare una falsa "identità" unica e/o artificiale.

Per dirla in altre parole: la Natura è Una, ed è bella proprio perché è varia e fondata sull'armonia tra le diverse parti che la compongono, armonia che non può essere distrutta, pena lo squilibrio o un caos inarrestabile, con tutti gli effetti collaterali conseguenti.


Tale discorso vale ovviamente anche per l'umanità, che della Natura è parte, e come essa ( a livello ovviamente minore ) è fondata sulla diversità che ne garantisce l'equilibrio, e tale diversità oggi è attaccata e si vuole distruggerla, mentre tale diversità dovrebbe essere accettata, tutelata e valorizzata.


Forse già qualcosa sta cambiando: l'aria di Cambiamento e di voglia di autodeterminazione che arriva dalla Scozia, fa ben sperare per un presente migliore, basato sulla riappropriazione di individui e popoli della loro intrinseca dignità, libertà, identità e sovranità. 

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