Di Salvatore Santoru
Che sia il G8, il G20, l'Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti "black bloc", e ogni volta si sente la stessa storia: automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via.
Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti nelle primavere arabe, e solitamente compaiono nei "riots", ad esempio in quelli delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi, e tattiche simili si sono viste nelle proteste di Ferguson e Baltimora delle comunità afroamericane.
Molti di questi eventi sembra che abbino qualcosa in comune e, avanzando un'ipotesi "complottista", bisogna segnalare che sia primavere arabe, proteste di Ferguson e Baltimora e molti altri "riots" in giro per il mondo sono stati parzialmente finanziati da organizzazioni che riconducono a George Soros, che è anche tra gli ideatori di Otpor! e delle cosiddette "rivoluzioni colorate", tramite la "Open Society Institute" che presiede.
D'altronde, c'è anche da dire che il principale sito internet della galassia "antagonista" e "no global" (da una cui frazione inoritaria derivano i black bloc) mondiale è il portale "Indymedia", che per la sua creazione sarebbe stato in piccola parte finanziato dalla Open Society di Soros con ben 70mila dollari.
Si veda:
E oltre:

Ovviamente ciò non sta a significare che dietro i black bloc ci sia per forza di cose la "mano di Soros" o che forme di attivismo e progetti variegati come Indymedia siano "funzionali" ai disegni, veri o presunti, dello stesso finanziere come invece ritengono certe tesi complottiste di destra ed estrema destra, specialmente statunitense.
Detto ciò risulta anche interessante il fatto che Soros sia critico, come black bloc e i movimenti altermondialisti, verso l'economia di libero mercato e il sistema capitalista basato sulla proprietà privata e sostenga, almeno ufficialmente, la creazione di un nuovo ordine internazionale basato sulla limitazione delle sovranità nazionali e la concessione di maggiori poteri per l'ONU, ente in cui avrebbe diversi "agganci" diretti o indiretti, tra cui quello del noto economista progressista e socialista Jeffrey Sachs, che da anni sostiene obiettivi nobili come la redistribuzione della ricchezza tra tutte le nazioni del mondo per mettere "fine della povertà" entro il 2015, ed inoltre è un'ente che è visto molto benevolmente dai "no global".
Utilizzando sempre un poco di dietrologia, si potrebbe dire che è comunque assai interessante il fatto che che durante le riunioni di gruppi come il "Council o Foreign Relations" ( finanziato anche questo da Soros, http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Council_on_Foreign_Relations ), della Trilaterale o del Bilderberg i black bloc pare non si siano visti e non così raramente l'area politica più vicina ad essi ritiene che questi eventi non siano così importanti, o comunque il tema non merita di essere troppo analizzato in quanto è un argomento spesso affrontato quasi esclusivamente dai seguaci di una certa controinformazione che confina nel complottismo, dai cospirazionisti stessi o da movimenti e partiti di destra radicale e così via.
Un punto controverso su black bloc e "antagonisti" più vicini ad essi è la giustificazione dell'azione di distruzione di automobili e vetrine di negozi, in quanto ritenuti simbolo di proprietà privata e in qualche modo espressione del "capitalismo" da essi combattuto, e per il resto la messa a ferro e fuoco della città viene considerata di primaria importanza in quanto l'ordine sarebbe associato, stando a certe interpretazioni molto radicaleggianti, ad una sorta di "fascismo" o comunque di "conservatorismo morale" riconducibile alla "civiltà borghese" odiata, mentre il caos insurrezionale ad un nichilismo "rivoluzionario" necessario per la creazione di un ipotetico ordine fondato sull'abolizione del capitalismo, del sistema della proprietà privata e delle sovranità nazionali.
Tenendo conto che specie, in questo frangente storico, la limitazione delle sovranità nazionali e del sistema della proprietà privata è un tema controverso e complesso che vede sostenitori sia dal basso che dall'alto per così dire, c'è da dire che è più che legittimo porsi qualche dubbio anche sugli ipotetici retroscena che potrebbero esserci dietro il fenomeno dei black bloc, sue possibili strumentalizzazioni (come la storia recente insegna) e così via.
Certamente tutto non deve essere ricondotto a una sorta di "complotto", di Soros o di chi altri, ma perlomeno una seria discussione in merito alle cause, all'analisi e al giudizio del fenomeno meriterebbe di essere presa in discussione.