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Le guerre culturali dell’Alt-Right


ASCESA E DECLINO DELL'ALT-RIGHT- II PARTE ( I parte qua )

Di Salvatore Santoru
L’alt right della ‘prima ondata’ ha saputo costruire una ‘narrazione’ che, partendo dai settori più ‘underground’, ha contribuito alla trasformazione della destra e dell’estrema destra statunitense nel suo complesso.
Come già accennato nella prima parte, un elemento fondamentale di tale narrazione ideologica è stato costituito dalla critica all’ideologia liberal del politically correct, considerata da diversi alt righters come un ‘pensiero unico’ derivante dal marxismo culturale.

L’origine della teoria del cultural marxism

Il tema del marxismo culturale è stato primariamente affrontato, a partire dagli anni novanta, da alcune personalità e organizzazioni relativamente influenti della destra cristiana, dell’estrema destra e della radical right statunitense.
Tra le personalità politiche che hanno parlato del ‘cultural marxism’ bisogna segnalare il noto commentatore ed ex candidato del GOP e del Reform Party, nonché cofondatore di ‘The American Conservative‘, Pat Buchanan(1).
Proprio Buchanan, già ex consigliere di Reagan così come di Nixon e Ford, può essere considerato come un precursore della ‘destra alternativa’ in quanto deciso sostenitore e animatore di una ‘nuova destra’ critica nei confronti del ‘mainstream conservatism’ e delle posizioni ufficiali del Repubblican Party(2).
Oltre a Buchanan, un altro autore paleocon che ha parlato del marxismo culturale è stato William S. Lind, creatore della teoria della ‘Fourth Generation Warfare’(3).
Lind, anch’egli per certi versi precursore dell’alt right, è un propugnatore del ‘conservatorismo culturale’ ed è stato anche direttore del Center for Cultural Conservatism, facente parte del network legato al think tank ‘Free Congress Research and Education Foundation’(4).
Lo stesso think tank è stato creato da Paul Weyrich, un importante esponente della destra cristiana e della ‘New Right‘ della seconda ondata(5).
Prima di proseguire, è utile fare una precisazione sul diverso utilizzo che viene fatto del termine ‘cultural marxism’ da parte delle diverse anime della destra e dell’estrema destra statunitense.
Difatti, nella concezione di “marxismo culturale” di diversi alt righters sono presenti anche richiami esplicitamente ‘razzialisti’ se non proprio razzisti e antisemiti, mentre essi non erano presenti o lo erano minimamente nell’originale concezione di stampo paleocon e conservatrice religiosa.
Inoltre, un evidente richiamo presente nella moderna concezione di ‘marxismo culturale’ è quella del ‘bolscevismo culturale’, un termine utilizzato durante il Terzo Reich per denunciare i movimenti artistici influenzati dal modernismo(6).

La Second New Right e la lotta all’establishment liberal

Come già accennato, Weyrich è stato legato alla seconda ondata della New Right. Tale movimento è stato fondamentale, da un punto di vista ideologico, per l’ascesa politica di Ronald Reagan e la conquista dell’egemonia culturale nel mondo conservatore degli anni ottanta(7).
Entrando maggiormente nei dettagli, la seconda fase della New Right era caratterizzata dall’unione di diverse istanze provenienti dall’area della destra nazionalista e conservatrice cristiana degli States e, inoltre, contribuì alla creazione di una ‘visione del mondo’ basata su un mix di nazionalconservatorismo, conservatorismo sociale e nativismo unito ad una graduale apertura verso il neoliberismo e il consumismo sfrenato (nella forma dell’edonismo reaganiano).
Oltre al già citato Free Congress, bisogna segnalare che negli anni che precedettero l’era reaganiana nacquero diversi think tank e organizzazioni legate alla ‘nuova destra’ come il Conservative Caucus, l’Eagle Forum e la più nota Heritage Foundation(8).
C’è da dire che tali gruppi e le personalità che gli animavano proponevano concezioni diverse ma, d’altro canto, essi erano uniti nell’obiettivo di contrastare il potere dell’establishment liberal(9).
Per specificare, la lotta nei confronti di tale establishment è stata una costante della New Right di prima e seconda ondata ed è l’obiettivo ufficiale dell’Alt-Right e specialmente dell’Alt-Lite, quest’ultima considerata a volte come la ‘Third New Right’(10).
Il tema dell’Alt-Lite, nota anche come Alt-Light’, sarà affrontato eventualmente in un futuro articolo e riguarda sinteticamente l’avanzata della ‘destra alternativa’ ispirata al ‘civic nationalism’, un tipo di ‘destra alternativa’ che è stata assai fondamentale nell’ambito dell’avanzata politica di Donald Trump.
Per chiarire, c’è anche da segnalare che da sempre negli Stati Uniti vi sono sono tre diversi modi di interpretare il nazionalismo, che vanno da un approccio civico e/o civile ad uno di stampo etnico e/o razziale, nonché all’approccio di stampo culturale(11).

La ‘culture war’ contro le istanze della New Left

La ‘Second New Right‘ era caratterizzata da un approccio nazionalista culturale e ‘civico’ e questi due aspetti erano presenti anche nella New Right di prima ondata, dove tuttavia permanevano alcuni influssi di matrice etnicista e/o razzialista.
Tale aspetto fu evidente nell’ambito della ‘strategia sudista’, elaborata negli anni sessanta da una parte dell’establishment del GOP e portata avanti da alcuni candidati di rilievo, tra cui anche Richard Nixon e Barry Goldwater(12). Lo stesso Goldwater era il candidato repubblicano di riferimento della ‘First New Right’ e la sua ‘piattaforma ideologica’ prevedeva un mix di populismo, nativismo e conservatorismo tradizionalista unito ad una decisa avversione nei confronti del comunismo e delle istanze portate avanti dalla New Left(13).
Nell’ambito dell’avversione nei confronti della ‘Nuova Sinistra’ portata avanti dalla First New Right rientrava, a volte, anche una certa opposizione nei confronti dei movimenti che combattevano contro la segregazione razziale, almeno tra i gruppi più estremi che supportavano l’agenda della ‘Nuova Destra’ (14).
D’altronde l’utilizzo del nazionalismo etnico e dell’identitarismo bianco, sia separatista che suprematista, è sempre stato un elemento importante di una parte della destra estrema statunitense ed è stato fondamentale anche nel contesto dell’avanzata dell’alt-right della prima ondata.
Tornando alla ‘guerra culturale’ contro la New Left, bisogna dire che sia la prima che la seconda New Right lottarono contro le diverse istanze portate avanti da essa.
Tra le notorie battaglie della Nuova Sinistra vi erano, come già detto, quelle relative ai diritti civili e sociali degli afroamericani così come quelle legate ai diritti civili delle donne, della comunità LGBT e di altre minoranze. Più precisamente, la lotta contro il ‘civil rights movement’ riguardò una parte radicale della First New Right e quella antifemminista e anti-LGBT la seconda(15).

Il marxismo culturale secondo l’Alt-Right

Le battaglie portate avanti dalla New Left hanno contribuito alla profonda trasformazione degli Stati Uniti D’America e, d’altronde, sono da ricollegarsi a quelle portate avanti dalla sinistra europea negli anni sessanta.
Dottrinalmente, i diversi movimenti e personalità legati alla ‘nuova sinistra radicale’ si rifacevano a diverse influenze ideologiche di matrice progressista ( nel senso storico del termine ), dal marxismo all’anarchismo passando al concetto di ‘radical democracy'(16). Essi, inoltre, univano l’analisi sulle contraddizioni della società occidentale del periodo ad una linea geopolitica di stampo antimperialista basata sul richiamo al pacifismo, una linea che negli USA era ed è condivisa dalla sinistra radical e dall’estrema sinistra ‘neo-comunista’, dalle organizzazioni anarchiche sostenitrici del socialismo libertario e dai libertarians.
A livello internazionale, un’influenza filosofica e dottrinaria estremamente fondamentale per la New Left e per il 68 fu costituita dalle tesi portate avanti dalla Scuola di Francoforte e dal post-strutturalismo(17).
Entrambe queste tesi, in modo comunque diverso, operavano una ‘rilettura’ del marxismo e lo attualizzano e ‘mescolano’ con influssi provenienti dal pensiero nietzschiano e da quello freudiano ma, d’altronde, anche da certo pensiero di matrice libertaria e socialista/comunista non necessariamente di stampo marxista.
Alcune di queste tesi, insieme alle teorie del noto psicoanalista Wilhelm Reich, vennero utilizzate per operare una ‘critica totale’ della società occidentale borghese e ciò, secondo i movimenti progressisti e ‘radical’ dell’epoca, al fine di ‘destrutturarla’ allo scopo di costruire una ‘nuova società’ di matrice presumibilmente egualitaria.
Nel complesso, c’è anche da dire che le tesi della sinistra radical statunitense del periodo miravano ad unire le diverse lotte di emancipazione portate avanti dai movimenti dei diritti civili e sociali.
In seguito, ci fu una vera e propria ‘normalizzazione’ delle tematiche citate e anche la sinistra e i media più ‘mainstream’ se ne fecero portavoci, pur se in modo a volte distorto dagli originali finalità e, almeno ufficialmente, tali tematiche entravano a far parte della visione del mondo veicolata dall’industria culturale e mediatica della società post-68.
Come già ricordato nel primo paragrafo, è negli anni novanta che la destra paleoconservatrice e cristiana iniziò a parlare di ‘cultural marxism’ e con tale termine essa descrisse l’egemonia culturale che la ‘nuova sinistra liberal’ ha o avrebbe conquistato nel campo della cultura e dell’accademia(18).
Tale egemonia, sempre secondo alcuni autori paleocon e della destra cristiana, sarebbe funzionale al ‘progetto globalista’ di distruzione degli Stati-nazione e della civiltà occidentale e ciò allo scopo di creare un ‘Nuovo Ordine Mondiale’, presumibilmente guidato dall’ONU e da altri gruppi di potere internazionali e ‘internazionalisti’(19).
L’Alt-Right odierna, nella sua versione ‘Lite’, vede più o meno il tema del ‘marxismo culturale’ nello stesso modo mentre quella più ‘hard’ e specialmente della prima ondata non disdegna di parlare, in modo attualizzato, di ‘complotto giudeo-massonico’.

Il globalismo visto dalla ‘destra alternativa’

Per aprire una parentesi, la già citata teoria del ‘New World Order’ è stata diffusa da una parte della destra statunitense (John Birch Society in primis) sin dagli anni sessanta ed essa descrive, in toni spesso apocalittici e non raramente influenzati dalla letteratura cospirazionista europea, la mondializzazione e il progetto per arrivare ad una governance globale così come il ruolo che vi hanno o avrebbero alcune importanti importanti ed influenti organizzazioni internazionali come la Trilateral e il Bilderberg(20).
Inoltre, nelle teorie del NWO si parla spesso di influenti ‘dinastie’ passate e presenti di banchieri e industriali come i Rothschild e i Rockefeller e, d’altronde, al giorno d’oggi uno dei nomi più gettonati è quello di George Soros, finanziere e fondatore dell’organizzazione ‘Open Society’.
Stando all’alt-right, ma anche a buona parte della destra sovranista e dei cospirazionisti, Soros sarebbe uno dei principali architetti del progetto globalista e/o mondialista e sarebbe il principale finanziatore dei gruppi che si rifanno al ‘moderno progressismo’ e che mirerebbero alla distruzione della civiltà occidentale e dei suoi valori tradizionali(21).
Nei fatti Soros, notoriamente seguace di Karl Popper, è sostenitore di una Weltanschauung liberal e ‘social-liberale’ e con la sua Open Society sostiene diverse ONG.
D’altronde, Soros è comunque noto per essere un esponente di spicco dell’alta finanza globale e per essere un deciso finanziatore del Democratic Party e di alcuni movimenti e partiti liberal e/o progressisti mondiali e, inoltre, il suo nome è legato alla controversa svalutazione della lira e della sterlina(22).
Oltre a ciò, Soros sostiene che gli States e l’Europa (occidentale come orientale) dovrebbero basarsi su una politica di maggiore accoglienza nei confronti dei migranti e dei rifugiati e, secondo i sovranisti e l’alt-right, tra le ONG da lui sostenute vi sarebbero anche quelle che si occupano direttamente del salvataggio e del trasporto in Europa degli stessi migranti e profughi, otre a quelle di cui si ha notizia certa(23).
Stando sempre ad una buona parte del’alt-right statunitense e alla destra sovranista e identitaria europea, la stessa immigrazione di massa che interessa i paesi europei e gli USA sarebbe legata al piano della ‘Grande Sostituzione’(24), che per l’Alt-Right più ‘hard’ sarebbe a sua volta parte del ‘progetto mondialista’ del ‘white genocide’(25).
In linea di massima, una buona parte della stessa ‘destra alternativa’ propone quindi una linea politica e geopolitica di stampo ‘antiglobalista’ e che promuova l’identitarismo e l’etnonazionalismo(26). Non è un caso che l’identitarismo europeo, a sua volta influenzato dalla ‘rilettura’ di alcune tesi della Nouvelle Droite(27), sia stato una fonte di ispirazione ideale ed ideologica dell’Alt-Right della prima ondata e che lo stesso Richard Spencer si dichiari prima di tutto un ‘identitarian’(28).

L’avanzata dell’Alt-Right e gli errori di una certa narrazione mediatica e della sinistra ‘mainstream’

L’Alt-Right ha sperimentato una rapida ascesa in pochi anni, passando dall’essere una sorta di ‘sottocultura’ quasi invisibile al diventare un’ideologia particolarmente influente negli States trumpiani. La nascita e la crescita di questo movimento radicale è stata accompagnata dagli errori, specialmente comunicativi, della sinistra e dei media mainstream.
Difatti, la narrazione della ‘destra alternativa’ è stata da una parte sia sottovalutata nei suoi aspetti critici ed estremi e, dall’altra, demonizzata e non analizzata a dovere.
Il fatto è che, secondo alcuni teorici, la ‘destra alternativa’ ha saputo prosperare nelle ‘falle’ causate dalle contraddizioni di una certa sinistra, specialmente nell’ambito delle identity politics.
La ‘sinistra sistemica’ statunitense, ma anche europea, si è distanziata dalle ‘istanze del popolo’ e ha preferito concentrarsi su una politica di stampo ‘identitario’ scollegata da un più ampio contesto di trasformazione sociale e politica ( questo al contrario della New Left ).
Praticamente, come ribadito da diversi opinionisti, la stessa ‘sinistra sistemica’ e l’apparato mediatico mainstream hanno usato e strumentalizzato le istanze libertarie e dei diritti civili per farne uno strumento di consolidamento del proprio potere e più in generale dell’establishment dominante in Occidente.
In tal modo, in una parte importante della società statunitense (ed europea) si è creata una percezione di essere stati ‘abbandonati’ o ‘traditi’ da chi doveva rappresentarli ed è cresciuto a dismisura il consenso, specie presso la classe media e lavoratrice, nei confronti del populismo neo-nazionalista e, specialmente tra i giovani di origine europea, nei confronti dell’alt-right.
Su ciò, c’è da dire che i propugnatori del populismo neo-nazionalista hanno saputo creare una narrazione incentrata sulla promozione, almeno strumentale e apparente, dei diritti sociali e allo stesso tempo critica nei confronti di quelli civili mentre l’alt-right ha saputo fare ricorso all’appello più marcatamente ‘identitarian’ ma ovviamente opposto rispetto alle politiche dell’identità di matrice progressista.
Tali tematiche sono indubbiamente da approfondire e ciò che risulta sicuro è che, negli ultimi anni, è indubbiamente mancata negli States (ma anche n Europa) una strategia politica incentrata sulla promozione dei diritti e doveri nella loro totalità (sociali e civili), e che sapesse tenere conto delle istanze individuali e collettive, senza venirne ‘risucchiata’.
2 – Continua
 2 – Le guerre culturali dell’Alt Right

NOTE :

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE.

LIBRO: NUOVO ORDINE MONDIALE, SEMPLICE TEORIA DELLA COSPIRAZIONE O ALTRO ?


Di Salvatore Santoru

Nel 2014 ho fatto un piccolo 'libro'/ebook sulla controversa teoria del Nuovo Ordine Mondiale(NWO)già affrontata in questo blog varie volte.
Tale teoria è oggetto di contesa tra chi la ritiene valida(spesso teorici del complotto o sostenitori della controinformazione geopolitica) e scettici.
In linea di massima c'è da dire che spesso e volentieri le teorie di chi sostiene l'esistenza del NWO si presentano assai estremizzate e spesso sono angoscianti, ma comunque c'è un fondo di verità in esse ed è costituito dall'agenda della cosiddetta 'elite globalista' che da diverso tempo ha cercato e cerca di costruire uno stato e una governance globale e per la diffusione della sua agenda politica si è servita e si serve di importante lobby e think thank come il Bilderberg,la Trilateral Commission o il CFR ma anche di conferenze assai meno nascoste come quella di Davos e organizzazioni come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale.
In tale ebook vi è una raccolta di articoli del blog sul tema che propendono verso la teoria cospirativa e si accenna anche agli aspetti misteriosi e "occulti", come quello del 'Boehmian Grove'.
Comunque sia, un'assai breve ebook di 56 pagine consigliato per gli appassionati al tema o semplicemente per i curiosi e che risulta interessante integrare con altre fonti più ampie per farsi un'idea il più imparziale possibile su questo controverso tema.


  • Salvatore Santoru: 'NWO,Nuovo Ordine Mondiale Alle Porte?: Realtà,semplice teoria della cospirazione,mere fantasticherie o altro ?', (56 pagine,2014,autoproduzione).

Buona Lettura...

BILDERBERG, semplice meeting esclusivo o agenda del cosiddetto NWO ? :VIDEO


Di Salvatore Santoru

Il Bilderberg è un semplice meting esclusivo o è propedeutico all'agenda del cosiddetto "NWO" ?
Da tempo nel web si dibatte tra i sostenitori della teoria della cospirazione e gli scettici su quale sia la reale rilevanza dell'ormai notissimo club "elitario".

MUSICA UTILIZZATA NEL VIDEO: Two Steps from Hell-Strength of a Thousand Men(https://www.youtube.com/watch?v=qwJj2EpC8vg)

http://www.nwo.it

BILDERBERG, SEMPLICE MEETING ESCLUSIVO O "AGENDA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE" ?


Di Salvatore Santoru
La tematica del Bilderberg è una delle più discusse all'interno del web, specialmente nell'ambito di quei siti e blog che si occupano di controinformazione politica/geopolitica e di teorie della cospirazione.
Secondo i sostenitori del cospirazionismo, l'annuale incontro del Bilderberg sarebbe propedeutico per portare avanti l'agenda del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale", un progetto di "governo unico sovranazionale" che determinati poteri forti e/o occulti starebbero portando avanti mentre secondo i più scettici quello del Bilderberg si tratterebbe di un semplice meeting privato e/o esclusivo tra alcune delle più note personalità politiche ed economiche.
Quale che sia la verità, non si può non segnalare che effettivamente quello del Bilderberg è un meeting privato e/o esclusivo tra alcune influenti personalità globali e allo stesso tempo esso sembra seguire determinate strategie politiche ispirate a quella che viene chiamata, a torto o a ragione, come la cosiddetta "ideologia mondialista".

La differenza tra un positivo "Nuovo Ordine Mondiale" e il progetto del cosiddetto "NWO"



Di Salvatore Santoru

L'idea di "Nuovo Ordine Mondiale" e/0 "Nuovo Mondo" è stata ed è una costante dell'umanità da secoli e secoli.
Solitamente, l'ideale della creazione di un mondo più libero,evoluto e armonioso è stata diffusa tramite la spiritualità, la filosofia,le religioni e gli ideali politici di rinnovamento sociale e culturale.
Praticamente si può dire che tale ideale rappresenti la migliore utopia e speranza verso cui gli individui, i popoli e l'umanità aspirano.

Purtroppo, d'altro canto spesso e volentieri tale nobile idea è stata distorta a scopi di potere e dominio da parte di regimi ideologici,politici e religiosi.
In tal senso, l'obiettivo del cosiddetto "Nwo" si può rintracciare oltre a quello del moderno "mondialismo", nel dominio coercitivo della Chiesa Cattolica e delle potenze coloniali nei secoli passati così come in tempi più recenti nei progetti del nazifascismo e del socialcomunismo e recentemente nella politica imperialista(specialmente quella a guida neocons) degli USA e in quelli ben più sinistri dell'islamismo radicale.

In parole povere il "NWO" è, a differenza dell'utopia del "Nuovo Mondo", un'agenda politica di dominio politicamente centralizzato del mondo, fondato su una precisa visione ideologica e guidato preferibilmente dagli adepti più potenti di essa o da specifici gruppi e/o oligarchie di potere.

In sostanza, il "NWO" oggi è il processo di unificazione coercitiva del mondo tramite l'utilizzo del potere finanziario/economico e di conseguenza politico, processo che mira a alla creazione graduale di uno stato e possibilmente un mercato globale.

Per chiarirsi, di per sé non c'è nulla di male nella creazione di uno stato e di un mercato globale unico, ma il problema è che il progetto attuale risulta alquanto ricco di contraddizioni e problematiche e sopratutto si fonda su mezzi ben poco etici, come le guerre imperialiste e l'utilizzo strumentale delle crisi economiche.

In poche parole, la strategia del divide et impera(2).

Obiettivamente, c'è anche da dire che tale progetto,nonostante sembrerebbe in procinto di realizzarsi, in realtà stia fallendo e piano piano sta crescendo una presa di coscienza globale che invece mira alla creazione di un nuovo mondo, coscienza globale "basata sulla consapevolezza di essere parte integrante di un mondo sempre più interconesso e al contempo sull'armoniosa conciliazione di questo dato di fatto con il rispetto e la valorizzazione delle proprie specificità"(1) e sul desiderio della creazione di un mondo fondato su una reale unità ideale al di là dell'esistenza o meno di divisioni nazionali e di altro tipo, contrariamente al progetto di centralizzazione del NWO che vorrebbe forzatamente unire politicamente(e non) il mondo per uniformarlo a determinate visioni ideologiche(o di altro tipo).

Ora come ora, sembra che due possibilità possano attenderci nel futuro: o quella del "NWO" già descritto o quella dell'evoluzione positiva della società che vada verso il superamento delle ingiustizie e delle problematiche passate, e che porti alla creazione di un mondo finalmente più libero,pacifico e armonioso e in questo senso realmente nuovo.

PS:come si può ben notare, nell'articolo è stato usato in modo diverso il termine "Nuovo Ordine Mondiale" e il suo acronimo "NWO"(in italiano "NOM") per distinguere il generico ideale di un "nuovo mondo" da quello che viene chiamato, a torto o a ragione,il cosiddetto progetto del NWO.

NOTE:
(1)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/01/il-fallimento-del-vecchio-nazionalismo.html
(2)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/09/divide-et-impera.html

Massoneria, Chiesa Cattolica, New Age, NWO, e il vero messaggio cristiano, e delle altre grandi religioni



Di Paolo Franceschetti
http://paolofranceschetti.blogspot.it

1. Premessa.

Scrivo questo articolo per precisare alcuni concetti, a seguito delle polemiche che su alcuni siti o sulla mia pagina facebook hanno suscitato alcuni miei articoli, che sono stati in gran parte mal compresi.
Le sciocchezze che leggo ogni tanto sono le seguenti (le cito in ordine di grandezza della stronzata):
- Io, nei miei articoli, sosterrei che la massoneria detiene la verità su Cristo e che un giorno essa la rivelerà al mondo, svelando il vero messaggio di Cristo.
- La massoneria vuole il NWO, quindi il NWO è satanico; siccome poi io aderisco ad un’organizzazione buddhista che appoggia l’ONU e il NWO, non solo sono satanisti tutti i seguaci di questa organizzazione, ma ovviamente lo sono anche io.
- Nel concetto di NWO rientra anche l’idea di una religione unica universale; inevitabilmente, per qualcuno, religione unica universale significa religione satanica

Allora facciamo un po’ di chiarezza non solo sul “reale messaggio di Cristo” ma anche sui rapporti tra NWO e massoneria, tra New Age, NWO, massoneria e cristianesimo, premettendo fin da subito i risultati cui perverremo in questo articolo:
- Il vero messaggio di Cristo è stato già divulgato da secoli, ed esso è ben presente non solo a molti cristiani o cattolici (non alla maggioranza purtroppo) ma anche alla massoneria; ma è un messaggio che è ben conosciuto da sempre e che anche oggi è sotto gli occhi di tutti.
- Il NWO non è perseguito solo dalla massoneria, ma anche dalla Chiesa cattolica e dalle principali confessioni cristiane; in questo quindi l’organizzazione cui aderisco non differisce in nulla dalla Chiesa cattolica, dalla massoneria, o anche solo da tutti quegli atei che appoggiano partiti che poi, in ultima analisi, vogliono lo sfascio dell’Italia e dell’Europa.
- Per religione unica universale non deve necessariamente intendersi una religione “satanica” ma anche cristiana, nel senso che andrò a spiegare.


2. Il messaggio cristiano, induista, buddhista e musulmano.

2.1. Il vero messaggio di Cristo.
Chiariamo subito due punti.
Non ho mai detto che il vero messaggio di Cristo verrà rivelato dalla massoneria, ma casomai che la massoneria ne detiene il segreto; il punto però è che questo segreto è detenuto anche dalla Chiesa cattolica e dalle altre confessioni cristiane.
L’altro punto è che tale messaggio non ha bisogno di essere rivelato, perché è già sotto gli occhi di tutti da secoli, lo è da quando Cristo in Palestina ha diffuso il suo messaggio, ed è un messaggio che è sempre stato chiaro e sotto gli occhi di tutti.
Per comprenderlo non c’è bisogno di complicate esegesi bibliche, di ascoltare interminabili discorsi o leggere lunghe encicliche, ma è sufficiente prendere uno qualsiasi dei Vangeli, anche apocrifi o gnostici, per leggere quello che, come disse espressamente Cristo, era un “comandamento nuovo”: “amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi” e “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Il suo messaggio è l’amore quindi. Un amore che sarà tanto new age, come dicono alcuni miei contatti facebook o i detrattori di tutto ciò che non è etichettabile entro una religione organizzata, ma che, come contenuto, è un messaggio molto chiaro: amore per se stessi, prima di tutto; e poi amore per gli altri, per il diverso, anche, paradossalmente, per il delinquente o per il proprio nemico (ama il tuo nemico, benedite coloro che vi maledicono; Mt, 44).
Che l’amore non sia un concetto new age, lo dimostra a tacer d’altro il fatto che la prima enciclica di Benedetto XVI si intitolasse proprio “Dio è amore”; l’enciclica comincia con “Dio è amore, chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4,16)

Tale messaggio è identico al messaggio di fondo e agli insegnamenti dell’induismo e del buddhismo.

Il messaggio centrale del buddhismo è la pace e la compassione per tutti gli esseri viventi, animali e piante comprese.

Ma anche il messaggio centrale dell’induismo è identico. La Bhagavad Gita dice che l’uomo deve ispirarsi a saggezza, amore, comprensione, gentilezza, tolleranza. Tra l’altro un parallelo tra la religione cristiana e quella induista porterebbe facilmente a concludere per la quasi uguaglianza delle due religioni; anche l’induismo infatti contempla un Dio che fa scendere sulla terra i suoi figli (BG, 4, 7-8) e Krishna (il cui nome ha una curiosa assonanza con Cristo) è il figlio di Dio, con la differenza che qui è chiamato Visnu.

Il discorso si complica un po’ per la religione ebraica e musulmana, perché i principali testi di riferimento di questa religione si prestano ad interpretazioni contraddittorie; il Corano unisce sure in cui si parla dell’amore di Allah per tutti e della compassione per tutti gli esseri, a sure in cui sembra incitare alla violenza, inesistenti in testi induisti e buddhisti, o nel Vangelo; a ben guardare, però, incita sempre alla lotta come “difesa” e non come “offesa” (lo stesso concetto di “guerra santa” è identico a quello della “guerra giusta” di matrice cristiana occidentale).
In realtà l’Islam ha una tradizione di tolleranza e di pace superiore a quella di altre religioni (i regni arabi dell’Europa erano tra i più tolleranti in assoluto con le altre confessioni), ben riassunta nella sura 5,48: “A ognuno di voi abbiamo assegnato un rito e una via, ma se Dio avesse voluto avrebbe fatto di noi un’unica comunità e se non l’ha fatto è per mettervi alla prova in quel che vi ha donato. Fate a casa nelle cose buone, tutti ritornerete a Dio ed egli vi informerà su ciò di cui discordate”.
Se poi ogni tanto qualche arabo in nome di Allah uccide un occidentale (come nel recente fatto di Londra), ammesso e non concesso che non si tratti di un false flag, questo non è diverso dal serial killer che in nome di Cristo sgozza le prostitute, o dall’occidentale che va a portare la democrazia altrove a suon di cannoni.

Anche l’Antico Testamento si presta a interpretazioni contrastanti mischiando espressioni di amore (“la tua bontà è grande fino ai cieli”, Sal. 57,11) ad espressioni di odio (“un Dio geloso e vendicatore è il Signore, pieno di sdegno; il signore si vendica degli avversari…”, Naum, 1, 2).
Tralasciamo quindi il discorso dell’ebraismo per concentrarci sulle altre religioni, anche se, per capire come tutto sia relativo, sarebbe sufficiente leggere i libri sulla Cabala di Yehuda Berg, per capire come tutto dipenda, in ultima analisi, dell’interpretazione dell’uomo e non ci vuole molto a capire che larghi settori dell’ebraismo praticano una religione di amore con concetti identici.

2.2. La meta finale, per il cristiano, per il buddhista, per l’induista e per l’islamico.

Le varie religioni non sono altro che strade diverse per raggiungere un’unica vetta: il ricongiungimento con Dio.

Per i cristiani, e secondo quello che è il messaggio di Cristo (anche questo non equivocabile, essendo presente nel Vangelo), per unirsi a Dio occorre imitare Cristo, in tal modo ricongiungendosi al Padre. Trovare Dio è fare la volontà di Dio ed essere in unione con Dio.

Lo stesso discorso vale per l’induismo ove, nella Bhagavad Gita, Brahma dice: “Colui che, colmo di fede e amore, diviene completamente assorto in me, io lo considero più di ogni altri in sintonia con il mio pensiero che conduce alla perfezione” (6,47).

Per il buddhismo il discorso è un po’ più complicato perché nel buddhismo tradizionale, hinayana e theravada, non si parla mai di Dio. A tal proposito però credo che il concetto di Dio del buddhista possa essere ben riassunto nella parabola ove un monaco chiede a Buddha “perché non parli mai di Dio?”; e lui rispose “sono troppo impegnato a viverlo”.
In un altro racconto sulla vita di Buddha, tre uomini andarono da Buddha chiedendogli se esisteva Dio. Certo che esiste, rispose Buddha al primo, che se ne andò contento. No, non esiste, rispose al secondo. Al terzo non rispose nulla, al ché l’uomo si sedette accanto a lui e rimase in silenzio con lui per ore; a un certo punto si alzò e disse “grazie”. Un monaco chiese allora “ma perché hai dato tre risposte diverse?”; e Buddha rispose “perché i primi due volevano sentirsi dire quello che ho detto, non avrebbero percepito una risposta diversa, e la loro comprensione del problema di Dio sarebbe stata solo intellettuale; il terzo invece voleva percepire Dio, e io gliel’ho fatto sentire”.
In altre tradizioni buddhiste ci si avvicina leggermente di più a quello che è il concetto di Dio occidentale; in particolare nel Sutra del Loto che al capitolo 16 dice: “Io sono il padre di questo mondo. Io non mi estinguo. La lunghezza della vita è senza misura ed esisto da sempre”, affermando il concetto che il Buddha compare in epoche diverse, e presso popoli diversi, sempre adeguando i suoi costumi e il suo insegnamento al tempo e al luogo in cui compare.

Nell’Islam il fedele deve cercare l’unione con Dio; la stessa parola Islam viene tradotta con un termine simile allo Yoga, unione con Dio. E Dio ha rivelato la verità del monoteismo per bocca di Abramo, i dieci comandamenti tramite Mosè, e la regola dell’amare gli altri come noi stessi per bocca di Gesù (Smith, pag. 308).

In tutto questo è facile vedere che la New Age, sia pure con le dovute distinzioni, in genere tende a introdurre il concetto di amore universale. E a me sfugge tuttora in cosa alcuni “cristiani” vedano questo come una cosa negativa.

2.3. Gli strumenti per lunione con Dio nelle varie religioni: preghiera, meditazione, mantra.

Apparentemente le tre religioni, identiche nel messaggio di fondo, sono diverse nello strumento con cui l’uomo può raggiungere l’unione con Dio.
L’induismo infatti usa lo yoga (che non a caso significa unione, e precisamente unione con Dio) e/o i mantra.
Il cristiano usa la preghiera, come l’islamico.
Il buddhista usa la meditazione.

Anche qui la differenza tra le tre religioni è solo apparente.
Intanto anche nella tradizione cristiana esistono “esercizi spirituali” come quelli di Ignazio di Loyola, o quelli che praticava Teresa D’Avila, che sono nient’altro che forme di meditazione. Inoltre alcune preghiere sono anche, in realtà, dei veri e propri mantra, specie quelli recitati in latino e in greco (ad esempio il Kyrie eleison). Alcune preghiere quindi sono sia modi di rivolgersi a Dio, sia allo stesso tempo dei mantra.

I mantra induisti e/o buddhisti sono anche, quasi sempre, preghiere con un significato specifico. Nam Myoho Renge Kyo, ad esempio, significa “mi uniformo al ritmo dell’universo”; mentre il famosissimo Om Namah Shivaya significa “mi affido a te, o Dio”; il famoso OM è il suono primordiale da cui l’universo ha tratto la vita, il suono della creazione (che ricorda la parte della Genesi che dice “in principio era il verbo, e il verbo era Dio e il verbo era presso Dio); il mantra Hare Krishna significa “sia lode a Krishna”, e così via.

Il karma yoga induista, invece, che mira a trovare l’unione con Dio nelle piccole attività quotidiane e nel lavoro, ha molti punti in contatto con la meditazione zen e la tecnica della presenza mentale, ma guardando la cosa con lenti meno miopi del normale, si vedrà come queste tecniche hanno molto in comune con il concetto del lavoro come mezzo per servire Dio che è proprio di Escrivà de Belaguer.

Il Corano altro non è che la somma di regole per mettere in pratica gli insegnamenti di Abramo, Mosè e Gesù, tramite i cosiddetti 5 pilastri, che consistono in: preghiera, pellegrinaggio, professione di fede, carità, e osservanza del Ramadan.

Il problema delle religioni non è il messaggio ma il messaggero; e non è la tecnica, ma il fine verso cui la tecnica viene diretta.
Il samurai che aderisce al buddhismo zen non ha capito nulla del buddhismo e utilizza un mezzo nato per un fine, per scopi completamente diversi; stesso discorso vale per chi aderisce all’Opus Dei per fini di potere, e per tutti quei cattolici che in nome di Cristo appoggiano guerre, fomentano odi, divisioni e intolleranza.
Scopo di tutte le religioni è trovare la strada che conduce a Dio e permettere l’unione dell’uomo con il divino; le strade poi sono anche simili nei loro approcci. Purtroppo ciò che varia è l’interpretazione che l’uomo ha dato a questa “unione” e a queste “strade”, che vengono utilizzate come mezzo di divisione anziché di unione, perseguendo in questo modo un fine completamente opposto rispetto all’idea di chi le ha create, e dimenticandosi che Dio, qualunque sia il concetto che si abbia di lui, è il creatore anche del nostro nemico, e che noi siamo una goccia d’acqua nell’oceano rispetto all’immensità della creazione, e che ergerci ad arbitri del giusto e dell’ingiusto, di ciò che è satanico e di ciò che è divino, arrivando al punto di uccidere chi la pensa diversamente da noi, e di scatenare una guerra o una campagna di odio sol perché un “islamico” ha tagliato la testa a un militare, significa – questo sì – elevarci a Dio ed avere la presunzione di sapere cosa è giusto e cosa non è giusto.

Il discorso relativo all’unità delle religioni era invece ben presente a Templari e Rosacroce, che infatti avevano molti contatti e scambi culturali e di altro tipo con i Sufi.
E non a caso secondo alcuni ricercatori i Rosacroce (quelli veri, bianchi, e cristiani in senso autentico) oggi si sono sciolti e si sono trasferiti in Oriente; perché per il vero rosacroce, come per il vero sufi, come per il vero yogi, non c’è differenza di fine tra religione e religione.
Solo per fare alcuni esempi:
Paramahansa Yogananada era uno yogi indiano, ma ha scritto diversi libri sul cristianesimo, e in particolare un commentario al Vangelo in quattro volumi; mentre il suo allievo Swami Kriyananda ha scritto “La rivelazione del Cristo” dove commenta i vari passi del Vangelo;
Gabriele Mandel era un sufi, e ha scritto libri su Buddha, sull’Islam, sul sufismo e sull’induismo, per toccare anche temi di ebraismo.
Massimo Scaligero ha scritto “Dallo Yoga alla Rosacroce” che ben riassume già nel titolo il pensiero e la visione di un rosacroce occidentale.
René Guénon, massone che veniva dalla tradizione occidentale, si convertì all’islamismo.
Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia, rosacroce e quindi mistico cristiano, scrisse “Da Gesù a Cristo”, ma anche “Buddha”, dove affermava che il Buddha fosse il precursore del Cristo.

In altre parole, i più grandi pensatori e mistici di tutti i tempi hanno trasceso il problema della singola religione, per fare un discorso unitario, vestendo di volta in volta i panni del cattolico, dell’induista o del buddhista, solo pro forma e per accontentare l’esigenza di etichetta che è propria delle persone meno evolute.
Ricordo un po’ di anni fa a tal proposito un discorso di Carpeoro che all’epoca non capii, e che comprenderò anni più tardi; parlando di Yogananda, che era un rosacroce, mi disse che anche Giovanni XXIII era un rosacroce, e al mio stupore mi disse: “Di che ti stupisci? A quei livelli di conoscenza spirituale e di elevazione dello spirito, la differenza tra musulmano, induista, cristiano, svanisce. Se esiste una verità, quella verità è unica e vale per tutti, e se esiste un Dio è il Dio di tutti, e per le persone più elevate queste differenze non esistono; ecco perché Templari e musulmani convivevano pacificamente”.

3. NWO, New Age e religione unica mondiale.

Il messaggio di fondo di tutte le religioni, quindi, è identico: l’amore.
Da questo punto di vista allora, l’idea di una religione unica mondiale non è un male in sé. Perché religione unica mondiale non significa una religione che adori un Dio unico, con regole uguali per tutti, ove chi dissenta viene punito o, peggio, una religione ove tutto è permesso compreso l’omicidio. Significa invece un mondo dove regni l’amore e la concordia, e si permetta a tutti di professare la religione che crede, con gli strumenti che crede e che meglio si adattano ai suoi usi e costumi, ove però ci sia accordo sui fondamenti che uniscono tutte le religioni: l’amore, la pace, la fratellanza.
Va poi sottolineato con grande chiarezza che l’idea di strade diverse per un’unica meta, il ricongiungimento con Dio, non è tipica della New Age, come i fondamentalisti cattolici vorrebbero affermare.
Al contrario, è un’idea presente anche in tutte le religioni principali, musulmana, buddhista, e induista.
Nell’induismo abbiamo il concetto di Sanaatan Dharma, cioè di verità immortale unica per tutti gli esseri viventi e tutte le religioni.
Nel Sutra del Loto buddhista si dice espressamente come la storia di Buddha e della sua illuminazione sia solo un espediente per adattarsi alla mentalità dell’epoca e al luogo in cui quella dottrina nacque, ma che la verità è una sola e superiore alle singole religioni.
Nel Corano c’è la sura citata prima, la 5,48, che dice espressamente che, se Dio avesse voluto, avrebbe creato una sorta di religione unica.
In sostanza gli unici che contrastano ferocemente il concetto di religione unica sono i cattolici, per una loro personale interpretazione dei Vangeli che invece, a leggerli attentamente, si prestano a una lettura assolutamente diversa.

Anche l’idea di un mondo unito, senza guerre, senza discriminazioni, in cui non esistano paesi poveri e paesi ricchi, ma ci sia un unico stato, è, di per sé, affascinante.
L’idea di un’unione europea, ad esempio, di una moneta unica, ecc., è bellissima, quasi utopistica.
Il problema ancora una volta non è l’idea in sé, ma la sua applicazione.
I primi rosacroce, coi loro manifesti del 1614, o in altre opere rosacrociane, come “La città del Sole” di Campanella, avevano l’idea di un mondo unito, sì, ma un mondo di pace e armonia; purtroppo la segretezza delle prima confraternite rosacrociane e templari ha fatto sì che al loro interno potessero prevalere le componenti nere, quelle cioè che non esitano e non hanno esitato a ricorrere alle guerre, all’omicidio, alle stragi, ai genocidi, pur di arrivare all’obiettivo finale del NWO.

Il problema del NWO, quindi, non è il NWO in se stesso, come il problema dell’Unione Europea non sta nell’unione in sé; il problema sta invece nella sua applicazione, nel fatto che non si esita a gettare sul lastrico milioni di famiglie pur di arrivare al risultato (“l’Europa ha bisogno di crisi”, dice Monti nella famosa intervista), nel fatto che pur di uniformare il mondo si stanno uniformando usi e costumi, a scapito delle tradizioni locali, e massacrando le popolazioni più povere e indifese nel silenzio complice dell’ONU e dei mezzi di informazione.

Quanto alla Chiesa cattolica – questo è bene sottolinearlo ai tanti fondamentalisti cristiani che leggeranno questo mio articolo prendendolo per fuffa new age e satanica – è dichiaratamente a favore del NWO, come ha detto espressamente papa Ratzinger in un discorso che troverete nel video alla fine di questo articolo.

Occorre inoltre considerare che la corsa sfrenata al NWO non può ormai essere fermata perché è in corsa da secoli, ed è troppo tardi ormai per opporsi, come è impossibile tornare indietro dall’Unione Europea.
La soluzione è un’altra, ed è nella pace, nell’amore, nella concordia. Prima la gente capirà questo concetto, prima il mondo cambierà.
A quel punto, poca differenza ci sarà tra uno stato unico a livello mondiale, o tanti stati che comunque coopereranno tra loro in armonia e serenità.

Titolo originale:"Massoneria, Chiesa Cattolica, New Age, NWO, e il vero messaggio cristiano"

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