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'Web occulto': un algoritmo guida ogni nostro click


Libertà di espressione e discussione: sono le condizioni-base per un vero spazio aperto secondo Jürgen Habermas, il padre del concetto di “sfera pubblica”.

Siamo sicuri che il web sia corretto nel dare più spazio a certe informazioni rispetto ad altre? 

Niente affatto, rivela Francesca Musiani, perché a governare il digitale – e quindi noi, opinione pubblica – è soltanto un sistema di algoritmi.

Secondo un giurista come Yochai Benkler, autore di studi sullo stato di salute democratica dei network, oggi viviamo in un “ordinamento globale” intrinseco alla Rete.





 Caratteristica centrale: la selezione decisiva delle informazioni più rilevanti non è più monopolio dei “gatekeepers” – giornalisti, bibliotecari, editori – ma è delegata agli utenti di Internet, editori essi stessi. Citandosi e raccomandandosi l’un l’altro in “nicchie conversazionali”, individui e gruppi selezionano l’informazione “di qualità” per gli algoritmi, i quali a loro volta la classificano e la ordinano per renderla disponibile attraverso i motori di ricerca. Così, l’ordinamento delle informazioni presenti sul web diventa una co-produzione degli utenti, inconsapevoli però della sintesi realizzata dagli algoritmi.

Proprio agli algoritmi, spiega Francesca Musiani in un saggio pubblicato sull’“Internet Policy Review” e sintetizzato da “Doppiozero”, deleghiamo l’integrazione delle nostre conversazioni on-line. Gli argomenti vengono percepiti dal pubblico come “consenso universale implicito”, ma «hanno la debolezza di un’informazione che non può essere fatta risalire a nessun individuo specificamente», e al tempo stesso «la forza di un dato che si basa su un vasto aggregato di opinioni» ...


I motori di ricerca costruiscono una gerarchia di visibilità dell’informazione, proponendola tra i primi risultati dell’indagine o dissimulandola tra gli ultimi. 

Decidendo, di fatto, “cosa dev’essere visto”, gli algoritmi di Google «possono scoraggiare o incoraggiare la discussione e la controversia», e di fatto contribuiscono a costruire l’agenda pubblica delle priorità politiche e sociali, selezionando gli interlocutori “che contano”.

In particolare, grazie al quasi-monopolio di Google nel settore della ricerca web, l’algoritmo PageRank che ne è alla base è stato ampiamente esaminato come il nuovo gatekeeper e “dittatore benevolo” della sfera pubblica digitale.

Secondo una ricetta che resta una sorta di segreto industriale, continua Musiani, quell’algoritmo-chiave comprende diversi criteri di misurazione, che valutano il grado di autorevolezza della fonte (secondo il numero di citazioni), l’ampiezza dell’audience (secondo il numero di visite o click), il livello di prossimità e di affinità (in base alle raccomandazioni) e la rapidità (dipendente dall’aggregazione dei risultati in real-time).

In quanto “master switch” di Internet, proprio PageRank «centralizza e organizza la circolazione dell’informazione nella Rete, e per ogni interrogazione fatta al motore di ricerca, arbitra su ciò che è importante e rilevante».

Milioni, miliardi di click: se siamo in cerca di informazioni siamo pilotati e manovrati, “governati” dall’intelligenza elettronica. Stessa storia per quanto riguarda l’e-commerce. Parla da solo il caso di Amazon, importante “prescrittore” che orienta il pubblico sulla base delle raccomandazioni dei clienti: lettori, ascoltatori, cinefili. Agli utenti registrati, il sito rivela quali sono gli altri acquisti fatti in passato da utenti che hanno acquisito lo stesso titolo.


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.libreidee.org/2013/11/web-occulto-un-algoritmo-guida-ogni-nostro-click

VISTO ANCHE SU https://crepanelmuro.blogspot.com/2019/08/web-occulto-un-algoritmo-guida-ogni.html

Il primo sito web in Italia ? È nato nel 1993 in Sardegna


Di Salvatore Santoru

Trent'anni fa, il 12 marzo del 1989, nasceva ufficialmente il World Wide Web. Durante quella storica giornata il fondatore dello stesso sistema, Tim Berners-Lee, lo descrisse e presentò ai suoi capi al CERN di Ginevra. In seguito, la nuova tecnologia si diffuse gradualmente e nacquero i primissimi siti web.

Come recentemente è stato ricordato in una puntata di TGR Leonardo, il web italiano sorse ufficialmente nel 1993 in Sardegna. Andando maggiormente nei particolari, il primo sito web fu creato a Pula per volere del fisico Pietro Zanarini.




Tale sito web era (ed è) quello del 'CRS4', ovvero il Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna. Come riportato in un articolo di qualche anno fa pubblicato su Repubblica, nel 1989 Zanarini  era collega di building di Tim Berners Lee e la fondazione del centro di ricerca nacque anche grazie all'idea di alcuni esponenti della Regione Sardegna.

C'è da segnalare che lo stesso CRS4 ha anche degli altri primati legati al web: difatti contribuì alla creazione, nel 1994, del primo quotidiano online a livello europeo (L'Unione sarda) e a quella di uno dei primissimi Internet Service Provider (Video On Line).

L’invenzione del World Wide Web, 30 anni fa

Il World Wide Web – il sistema che permette di usufruire della gran parte dei contenuti disponibili su Internet – fu descritto ufficialmente per la prima volta il 12 marzo del 1989 dal suo inventore Tim Berners-Lee, in una sorta di memoria che presentò ai suoi capi al CERN di Ginevra.



 Il World Wide Web – o web – non è un sinonimo di internet (le app, per fare un esempio tra mille, non sono “web”) ma sarebbe poi diventato il principale servizio di internet, cambiando di fatto il mondo. In quel momento però era solo la descrizione di un sistema per gestire la grande mole di informazioni legata agli esperimenti scientifici al CERN tra i circa 17.000 scienziati che ci lavoravano. Il suo nome non era ancora World Wide Web – Berners-Lee ci arrivò successivamente – ma MESH.

La prima descrizione del sistema MESH da parte di Berners-Lee, nel 1989
Nel 1990, Time Berners-Lee e i suoi collaboratori pubblicarono la prima pagina web all’indirizzo http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html (è ancora lì, potete visitarla) e il primo server del web era ospitato sul computer di Berners-Lee, un NeXT (la società fondata da Steve Jobs dopo aver lasciato Apple) su cui fu appiccicata una grossa etichetta che diceva “non spegnete, è un server!”. La pagina era una descrizione del progetto che esemplificava e conteneva anche alcuni collegamenti ipertestuali per raggiungere altre pagine: i link, il sistema principale su cui ancora oggi si basa l’architettura della pagine web.
Le cose continuarono a svilupparsi rapidamente. Nel marzo del 1991 i software necessari per usare il sistema del World Wide Web (il primo browser, di fatto) furono disponibili anche per altre persone al CERN e nell’agosto di quell’anno Berners-Lee annunciò pubblicamente la sua invenzione. Nel dicembre del 1991 fu attivato il primo server del web negli Stati Uniti, nel centro di ricerca SLAC dell’università di Stanford. A lavorare al progetto furono poi invitate anche altre persone che non facevano parte del CERN, quando diventò chiaro che sarebbero servite molte mani in più per scrivere i codici che avrebbero permesso a migliaia di persone di usare il nuovo sistema. Nell’aprile 1993 il CERN disse che “la tecnologia WWW sarebbe diventata utilizzabile liberamente da tutti, senza bisogno di dover pagare alcuna tassa” al CERN. Alla fine del 1993 c’erano già almeno 500 server per il web, che generavano circa l’1 per cento del traffico di internet.
Berners-Lee oggi si occupa del World Wide Web Consortium (W3C), l’organizzazione non governativa con il compito di promuovere internet (di cui è fondatore e presidente) e della World Wide Web Foundation, l’associazione fondata nel 2009 con lo scopo di rendere internet aperto e accessibile ovunque nel mondo.

Nasce Periscope:nuova app di Twitter per trasmettere video in diretta con lo smartphone

frigo


Di Salvatore Santoru

Periscope è la nuova app di Twitter per trasmettere in streaming con il proprio smartphone.L'app è disponibile per il download sugli iPhone da qualche giorno e sta già facendo discutere molto, sopratutto per il modo in cui potrebbe cambiare il modo di comunicare attraverso i social network.

periscope

Per approfondire:http://www.ilpost.it/2015/03/30/periscope/

http://www.wired.it/internet/social-network/2015/03/30/primo-meme-periscope-frigoriferi/

Internet e la Mente Umana Collettiva, creata tecnologicamente


Di David Icke
Internet ci è stato “venduto” come una rivoluzione nello scambio di comunicazioni e informazioni. Una volta implementato, pero’,  possiamo vedere che le cose non stanno proprio così o del tutto così. Infatti vediamo che è un “sogno” per quelli che ci sorvegliano, un sogno creato da quelli che ci controllano.

Io dico che la vera ragione per cui Internet è stato proposto e reso accessibile  è per creare una mente umana collettiva, generata tecnologicamente… a cui tutte le menti, via pc, sono collegate. Quando vi concentrate molto su qualcosa, fate una comunicazione energetica con quel “qualcosa”,: c’è un campo di comunicazione che si crea da quel  focus- concentrazione.
Tanto piu’ le persone sono dipendenti per esempio dal cellulare o da internet, tanto piu’ fanno una comunicazione con internet, anche se non ne sono  consapevoli. Così ogni volta che si va in internet, c’è uno scambio energetico e non solo di informazione. L’idea quindi è di avere internet per generare tecnologicamente una SUBREALTA’, al livello dell’atmosfera in cui viviamo ed interagiamo.
Intorno a noi NON c’è il vuoto, ma un mare di energia e di elettromagnetismo. Non è una coincidenza il fatto che, negli ultimi 50 anni e nella nostra atmosfera,  abbiano aumentato  di milioni di volte, il livello di radiazione, generato tecnologicamente. Stanno facendo un esperimento con l’ esistenza umana, il cui risultato è ignoto. E’ un esperimento con la vita umana.
Ma per coloro che sono profondamente nell’ombra e per i quali tutto questo è stato generato, non è un esperimento: sanno quello che stanno facendo e sanno che il risultato è quello che è stato progettato.
E in questo incredibile aumento di radiazioni, in questa zuppa in cui siamo immersi, vogliono un network tecnologico che chiamano “la rete intelligente” , la “smart grid”. Tutta la tecnologia che ha il nome preceduto da SMART, è pensata per essere connessa a questa rete “smart” e possibilmente ad una “smart grid globale”. Così avrete telefoni smart, tv smart, contatori smart, che sono stati progettati per essere in ogni casa e azienda (funzionano generando un campo di radiazioni attraverso il quale viene comunicata la informazione da casa, cosi possono sapere quante persone sono nella  vostra casa e in quali stanze sono). E’ uno strumento di sorveglianza incredibile.
Cio’ che cosi spesso viene taciuto, è che tale sistema è a doppio senso:  essi possono avere informazioni dal vostro ufficio o casa (verso i loro punti  centrali per analizzare le info), ma, con gli stessi mezzi, possono anche mandare delle informazioni  in ritorno. Quindi avere wifi, piu’ un apparecchio SMART, significa essere molto irradiati. Se questi campi wi-fi possono trasmettere informazioni all’interno del range di frequenza dell’attività del cervello umano, allora possono anche inserire pensieri e credi nelle nostre teste.
Il cervello del resto funziona in modo elettrico. Quindi ecco anche il perché stanno mettendo microchip nelle persone: perché possano essere delle interfacce computerizzate con il cervello. Questo è il tema del film TRANSCENDENCE  .

Il modo piu’ potente per fare programmazione mentale, è inserire le informazioni nel subconscio , perché la mente conscia le filtrerà come percezioni  della persona stessa. Quando perciò vedete tutti questi film, uno dopo l’altro, che promuovono la società orwelliana in corso, certamente si sta dipingendo la viziosità violenta dello stato di polizia, ma si sta anche rappresentando una forza esterna, che sta cercando di prendere il sopravvento sulla vita umana e il pianeta.
Film come HUNGER GAMES, TRASCENDENCE, EQUILIBRIUM, dipingono tutti questo tipo di società, anche se ci sono livelli piu’ profondi, vero, ma ad un certo livello stanno  anche rendendo queste cose, questo tipo di società, famigliari a chi le guarda, ovvero alle persone. E’ una sorta di preparazione per il programma previsto, che quindi sarà molto piu’ probabilmente accettato, che messo in discussione o respinto.
In questa ultima settimana sto avendo una serie intensa di flash e intuizioni, che sto usando per il prossimo evento che sto preparando per Wembley, nel’ottobre 2014  e che chiamerò  “Awakening” (RISVEGLIO).
La gente parla e discute e si chiede, alla luce della cospirazione  di cui sempre più persone stanno diventando consapevoli: “ Quindi che facciamo?”  beh… l’umanità è finita in questa situazione perché è stata portata in un sonno profondo che si è tradotto in COMA. Spesso la manipolazione e programmazione sono stati cosi radicali, che coloro che ne sono stati sottoposti, le stanno sostenendo essi stessi mentre stanno condannando coloro che la mettono in discussione e la osteggiano.
Se il punto di base è il COMA in cui l’umanità è stata indotta con la manipolazione, allora non c’è soluzione, se non quella che le persone devono uscire dal coma. Non si tratta quindi un clichè spirituale, ma del fatto che  dobbiamo risvegliarci. Quando la gente dice e chiede: “che possiamo fare?” , la risposta è “dobbiamo risvegliarci al nostre Sé Superiore” e non saprete che significa fintanto che non sarete risvegliati a quel livello del Sé, che è osservare questo mondo  da un punto di maggiore comprensione di ciò che sta accadendo, anziché esservi chiusi dentro attraverso una percezione  inchiodata ai 5 sensi, i livelli inferiori della percezione.
Senza l’apertura della mente ad una maggiore coscienza, le persone restano parte del problema. La consapevolezza che “essi” stiano facendo come viene suggerito nel film TRASCRENDENCE , ossia che le persone vengano indotte in un coma perché così accettano tutto questo schifo , questo tipo di consapevolezza è la soluzione del problema  e da questo tutto giunge, partendo da qui puoi non venirne colpito.
Questo sistema deve avere dei terminali  computer, esseri senza consapevolezza e pensiero, per perpetuare il suo progetto. Non esserlo è interrompere il loro programma.  Quindi stiamo raggiungendo il punto in cui la biforcazione diventa estremamente evidente.  Andare da una parte ci farebbe in poco tempo dei semplici contenitori, schivi di un incubo generato tecnologicamente, oppure.. prendiamo un’altra strada e cerchiamo di diventare quel che le macchine non potranno mai diventare, ovvero consci al livello della Consapevolezza Infinita.
 L’illusione che è stata gettata su di noi è questa: siamo stati indotti a credere che l’umanità sia in evoluzione e che stia diventando più’ consapevole e più’ intelligente, grazie a tutta questa tecnologia. Vogliono spostarci molto velocemente… ecco perchè avete la illusione del progresso, del progresso umano attraverso questa tecnologia, ma tutto ciò non lo è affatto.  Anzi è l’opposto. Ci fa tornare indietro e lo fa perché sta intervenendo  tra l’essere umano,  i suoi 5 sensi e la Coscienza Infinita.
Traduzione di Cristina Bassi

Outernet : l'internet del futuro gratuito e satellitare


Di Francesca Mancuso

 http://www.nextme.it

Fondata dal direttore del Media Development Investment Fund (MDIF) Syed Karim, Outernet si propone di utilizzare, una volta reperiti i fondi necessari, una rete di piccoli satelliti per trasmettere i dati internet selezionati - audio, video , testo e applicazioni - a qualsiasi dispositivo Wi-Fi abilitato, compresi gli smartphone, in qualsiasi parte del mondo senza alcun costo. Nessun altro canale informativo potrebbe consentire una tale varietà di contenuti o trasmissioni su scala mondiale .

Niente piani tariffari, compagnie telefoniche e contratti. I costosi piani dati degli operatori di telecomunicazioni non saranno più un ostacolo per l'accesso alle informazioni. Che ci si trovi a New York o nel bel mezzo del deserto di Atacama, sarà possibile navigare utilizzando la rete Outernet. Abbracciando la fiorente industria spaziale, Outernet vuole portare la rete Wi-Fi ai confini della Terra. Chiunque con un dispositivo in grado di ricevere tale segnale, potrà collegarsi ad internet.

Tutti i componenti necessari per la Outernet sono stati convalidati da vari progetti satellitari governativi, da università e dagli esperti del settore. Outernet porterà queste tecnologie fornendo una standardizzazione che prima non esisteva e dando vita ad una innovativa piattaforma di distribuzione globale dei media.

“Siamo entusiasti di incubare un progetto così rivoluzionario,” ha detto il CEO di MDIF Harlan Mandel. “Outernet consentirà di bypassare la censura, garantire la privacy e offrire l'accesso al mondo delle informazioni a tutti, compresi coloro che oggi sono oltre la portata geografica di internet o non possono permetterselo”.

Spiega Harlan che Outernet è la versione moderna di radio a onde corte che “utilizza le tecnologie più avanzate per risolvere un problema sociale profondo”. Ancora oggi, più di 3 miliardi di persone sono escluse dalle reti globali di comunicazione per motivi economici, geografici o giuridici. Outernet spera di dare a tutti, democraticamente, la stessa possibilità di accedere a notizie e informazioni digitali.

L'internet del futuro potrebbe essere vicino.

L'informazione libera e la sua importanza


Di Tommaso Genetti


Oggi ci sono tanti blog di controinformazione: essi rappresentano l’antidoto alla manipolazione dell’informazione, manipolazione che veicola forme e contenuti. Informazione libera e consapevole quella portata avanti da tanti blog di controinformazione; informazione libera e consapevole che mira a “svegliare” tanti cittadini assopiti nel “torpore” grazie all’opera di “mistificazione” dei tanti media del sistema. Informazione diretta e immediata che ha come temi il diritto all’abitare, la lotta per i beni comuni, uno sviluppo sostenibile delle città e della società tutta, la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico e tanto altro ancora. Una controinformazione che ha come fine quello di colpire al cuore il sistema-società dominante , un sistema-società che promuove il mito dell’informazione insieme a tanti altri miti della “società dell’immagine”. Manipolazione dell’informazione, censura, silenzio su tanti concetti, eventi e manifestazioni, spettacolarizzazione delle notizie, spettacolarizzazione dei drammi e delle tragedie umane: questo e tanto altro promuove l’informazione generalista con i suoi giornalisti schiavi del sistema. Invece la controinformazione porta avanti la notizia “proibita”, la notizia “scomoda”, “quello che gli altri non dicono”, tutto ciò con coscienza critica, con giudizio imparziale, con analisi razionale e non veicolata da alcun soggetto. Una controinformazione che mira a destabilizzare, controinformazione che mira a dare un’inforrmazione libera da qualsiasi condizionamento, da qualsiasi ingerenza, un’informazione alternativa che ha come scopo quello di “resistere” allo strapotere dell’informazione di stato, dell’informazione dei “poteri forti” e delle lobbies. La controinformazione si batte contro la “fabbrica del consenso” che mira a distrarre i cittadini dai veri problemi con uno spettacolo mirabolante e illusorio, uno spettacolo da teatro, da pantomima, uno spettacolo ben disegnato e strutturato nelle sue innumerevoli sfaccettature. Informazione indipendente quella portata avanti da tanti blog di controinformazione, informazione indipendente dal messaggio della politica tutta che “ha fallito” negli ultimi venti anni e anche prima .

Secondo la BBC e' in atto il piu' grande attacco informatico della storia di internet


La notizia è questa: i server di Spamhaus, un servizio internazionale di filtraggio spam, sarebbe sotto un attacco Ddos (Distributed Denial of Service) da parte del Web host olandese Cyberbunker, accusato di essere il covo ideale per gli spammer. In segno di rappresaglia, gli attaccanti starebbero intasando la Rete con una bomba virtuale da 300 Gigabit al secondo lanciata dai loro server. 
L'offensiva più grave nella storia di Internet, come lo definiscono Bbc e New York Times, in realtà ha avuto origine il 18 marzo scorso, evolvendo nel tempo fino a colpire i Domain Name System (Dns) che gestiscono il traffico globale. 

Secondo la Bbc, l'attacco Ddos starebbe creando problemi a molti utenti di grandi servizi Web come Netflix. Tuttavia, è improbabile che tutta Internet (che è una rete di reti) possa finire in ginocchio a causa di una lite virtuale nata su alcuni server europei. Per adesso, l'osservatorio in tempo reale di Akamai parla di un numero di attacchi informatici sopra la media in Europa e Usa, ma le prove dettagliate su cosa è successo a Spamhaus parlano di un attacco che è iniziato e si è concluso la settimana scorsa. 

Informazioni più dettagliate sull'attacco sono contenute nel report rilasciato da CloudFlare - un servizio di assistenza server – e risalgono a mercoledì 20 marzo. Infatti, il 19 marzo Spamhaus chiede il loro aiuto perché a partire dal fine settimana precedente riscontra rallentamenti e disservizi. L'attacco più violento si manifesta proprio il 20 marzo, quando è registrato un Ddos della portata massima di 118 Gbps. In media l'attacco si attestava intorno ai 47 Gbps: quanto bastava per mettere a dura prova la capacità dei server. 

Ma la tempesta si placa subito dopo: CloudFlare riesce a dirottare l'attacco e frammentarlo su altri server e il 22 marzo - dopo un ultimo ritorno di fiamma - lo stato di Spamhaus torna nella norma. Da quel giorno, il servizio di monitoraggio non riporta più alcuna notizia su altri eventuali attacchi. Come se non bastasse, l'account Twitter di Spamhaus ( @spamhaus) è silente dal 5 marzo. Nessuna comunicazione di servizio o Sos, neppure in occasione dell'attacco documentato del 20 marzo. 

Il flusso di aggiornamenti da CloudFlare riprende il 27 marzo, con un post che rivela le nuove dimensioni dell'attacco. Dopo l'ultimo Ddos contro Spamhaus, la strategia degli attaccanti cambia e il bersaglio diventano gli Internet Exchanges (Ixs), i centri di smistamento del traffico Internet. Quindi nel mirino sarebbero finite strutture come London Internet Exchange (Linx), Amsterdam Internet Exchange (Ams-Ix), Frankfurt Internet Exchange (De-Cix) e Hong Kong Internet Exchange (Hkix). 

Uno dei più colpiti sarebbe stato il Linx, che il 23 marzo ha subito un dimezzamento della sua capacità standard (1,5 Tbps) per almeno 60 minuti. Il servizio sarebbe stato rallentato anche a causa di alcune falle nella sicurezza di cui, però, non è ancora ben chiara la natura. Ecco spiegato il rallentamento riscontrato da alcuni degli utenti Internet nei giorni passati. Forse non sarà l'apocalisse di Internet, ma in ogni caso è stato un attacco di cui ci ricorderemo tutti.


L’allarme di Tim Berners Lee: “Sul web la minaccia del controllo". Elezioni online? Ci arriveremo.”



Tim Berners Lee è uno dei padri fondatori del World Wide Web, l’invenzione del secolo che se da un lato ci offre una notevole libertà d’informazione e intrattenimento dall’altro intacca fortemente la nostra privacy. Nulla è gratis e niente accade per caso. Ma stavolta l’allarme di Lee, secondo quanto riportato da Repubblica.it , è più forte e specifico.


Di Alessandro Longo
Internet è sotto minaccia, da più fronti: governi, operatori telefonici, che vogliono controllarla, manipolarla, e così chiudere la libertà dei cittadini. Parola di Tim Berners Lee, l'uomo che a inizi anni '90 ha creato il web e uno dei principali innovatori del nostro tempo.
"Tanti attori stanno maturando il potere di spiare i cittadini attraverso internet e purtroppo questi se ne accorgono solo quando, di colpo, un regime li disconnette dalla rete".
Per non arrivare a porsi il problema quando è troppo tardi, "l'indipendenza della stampa è sacra, come deve essere quella di internet".
E' un discorso sui massimi sistemi quello che il guru del web ha fatto oggi a Trento, durante gli Ict Days organizzati dalla Provincia di Trento e Trentino Network, all'interno del nuovo quartiere smart city Le Albere, che sarà inaugurato a giugno.
Tim Berners Lee, nato 57 anni fa a Londra, ha anche ricevuto nel 2004 il titolo di Knight Commander of the British Empire dalla regina Elisabetta II per i meriti scientifici, e ora insegna al Mit di Boston. Oggi a Trento non ha affidato solo allarmi, alla platea, ma anche uno sprone a combattere per la libertà del web. Per non perdere di vista un futuro in cui, anche grazie alla collaborazione costruita sul web e su nuova tecnologie, potrà prendere forma una società più aperta e con meno barriere.
"La collaborazione è uno dei principali motivi per cui ho creato il web. E adesso andiamo verso un futuro in cui tutte le interazioni con il governo saranno online. Ma non solo questo. E' importante che i dati delle pubbliche amministrazioni siano online. Ma anche che i nostri dati personali siano accessibili sul web: tutto quello che le aziende e il governo sanno di noi, i nostri gusti, le nostre abitudini, i nostri dati sanitari. Sempre più dobbiamo essere messi in grado di scaricarli, farne una copia e magari condividerli".
berners_leeTim Berners Lee vede un futuro in cui, grazie all'accessibilità dei dati, "potremo sapere meglio la situazione della nostra comunità. Se sta diventando più in salute o no". "Una rivoluzione abilitata dall'internet delle cose e dei sensori".
A proposito, Tim ha mostrato al polso un braccialetto che misura e raccoglie tutti i dati della sua attività fisica. "L'abbondanza dei dati, pubblici o personali, e la loro apertura sul web daranno nuovi poteri ai cittadini".
L'altra previsione per il futuro è che "ci saranno sempre più pixel, sempre più economici, ovunque. Schermi più grandi che riempiranno le stanze, per videoconferenze che simuleranno l'effetto presenza delle persone".
La combinazione tra accessibilità dei dati e tecnologie di videochiamata farà sì che la collaborazione tra cittadini potrà raggiungere nuovi livelli.
"Potremo scegliere la comunità globale dove partecipare. In fondo ho creato il web per facilitare la creatività di gruppo. Scienziati, economisti potranno sempre più facilmente collaborare, mettendo insieme le proprie idee per risolvere i problemi più gravi dell'umanità. Il riscaldamento globale è una di quelle emergenze che richiede molta condivisione e partecipazione da parte di tutti quelli che possono aiutare".
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La speranza è nella nascita di "nuovi sistemi di governo in cui persone affini, anche lontane e di diversa cultura possano collaborare. Internet abbatte le barriere". 
Tim Berners Lee però non si fa illusioni. Sa che questa potenzialità del web ha, come contro altare, grosse minacce. "I governi possono spiare i cittadini sul web. Gli operatori possono violare la neutralità della rete spingendo i pacchetti di dati nelle direzioni volute, a favore di specifici servizi o contenuti e a danno di altri".
La soluzione? Il web ha in sé anche un possibile antidoto ai propri veleni: ancora una volta, la collaborazione tra individui animati dagli stessi ideali può mettere pressione sui governi, le istituzioni e gli operatori telefonici perché si evitino derive che restringono le libertà dei cittadini.
"In futuro, il solo posto in cui si prenderanno decisioni politiche sarà il web", si augura Tim Berners Lee.


La Rivoluzione Politica Nascerà dal Web


Di Michele Ainis

Quella che stiamo vivendo non è una crisi passeggera dei partiti. E' un cambiamento epocale. Perché siamo entrati nell'era in cui i cittadini non possono più venire ignorati tra un turno elettorale e l'altro. Grazie alla Rete

Ci avete fatto caso? Da un giorno all'altro la politica è sparita dalla scena. La discussione è tutta sui politici: quanto siano onesti, come possiamo dimezzarne il numero, e perché poi guadagnano come Paperone, perché i più giovani restano sempre fuori dalla porta. Loro, i vecchi, reagiscono con l'istinto del camaleonte, promettendo tagli, e ovviamente primarie a tutto spiano. Sui contenuti, sui programmi, nemmeno una parola; o altrimenti parole vuote, logore come un vestito troppo usato. Ma invece è questa la novità che si staglia all'orizzonte: nei prossimi anni il programma di governo lo scriveranno i cittadini. Su un'agenda elettronica, anziché su un foglio di quaderno. E vincerà chi saprà utilizzare al meglio la potenza della Rete.

Il successo elettorale del MoVimento 5 Stelle è tutto in questi termini. Non solo facce fresche: soprattutto un link aperto sulle istanze delle comunità locali, fino ad annullare la separazione fra società politica e società civile. Si chiama democrazia digitale, definizione coniata fin dagli anni Ottanta. Ma negli ultimi tempi le esperienze si moltiplicano, insieme ai suoi protagonisti. Per esempio "Se non ora quando?", la manifestazione delle donne convocata con un tam tam su Internet, che il 13 febbraio 2011 ha riempito le piazze con un milione di persone. E all'estero, la primavera araba. Il movimento Occupy Wall Street. Gli Indignados in Spagna. La rete dei dissidenti in Russia. La campagna elettorale di Obama, che dal Web attinge a piene mani. O i Piraten in Germania: a maggio hanno toccato l'8 per cento alle elezioni, con un manifesto che propone di attivare il sistema politico in open source. I nostri leader politici si tengono alla larga dai fermenti della Rete. Pensano che basti esporre la fronte corrucciata del Gran Capo sul sito del partito. O magari credono d'essere à la page postando una fotografia su Twitter, come ha fatto Casini durante il vertice di marzo con Monti, Alfano e Bersani. Probabilmente nessuno gli ha spiegato che i primi esperimenti di democrazia digitale si consumarono a Santa Monica nel lontano 1989. Che nel '94, ad Amsterdam, è nata la prima città digitale, con una rete civica consultata 130 mila volte in occasione delle amministrative. Che da allora in poi le applicazioni sono state innumerevoli, come d'altronde le esperienze di democrazia diretta, figlia legittima di quella digitale: le consensus conference, i town meeting del New England, le assemblee pubbliche che governano l'85 per cento delle municipalità svizzere, il Dialogo con la Città di Perth (Australia), le giurie civiche a Berlino. Non sanno che il voto elettronico si va diffondendo in tutto il mondo, come ha documentato "l'Espresso" la scorsa settimana: in Estonia, per esempio, un cittadino su quattro vota su Internet. Infine non conoscono strumenti come il voto cumulativo, in uso nella municipalità di Amburgo, e rilanciato per l'appunto dai Piraten: un sistema elettorale in cui ciascuno ha una pluralità di voti che può concentrare su un unico cognome oppure distribuire fra vari candidati. Scegliendo, insieme al partito, l'alleanza di governo.

Ma l'arma totale della nuova democrazia che avanza in Rete è il referendum: rapido, continuo, senza formalità procedurali né limiti d'oggetto. Se n'è accorto perfino un governo algido come quello in carica, con la consultazione on line sul valore legale della laurea o con l'impegno a sottoporre ai cittadini i nuovi progetti d'infrastrutture nazionali, dopo gli scontri in Val di Susa sulla Tav. Il modello è la legge Barnier, vigente in Francia dal 1995. Tuttavia i modelli in circolo sono almeno tre: la teledemocrazia, caldeggiata già da Clinton; le comunità virtuali, che s'aggregano in Rete; la democrazia elettronica deliberativa, dove ogni decisione è preceduta da un'ampia discussione. Hanno in comune l'ambizione di sfatare la celebre sentenza di Rousseau: lui diceva che ogni elettore è libero durante le elezioni e per il resto della vita torna schiavo. E in conclusione negano il ruolo dei partiti, o meglio li trasformano in luoghi di raccolta delle proposte soggette a referendum. Un terremoto.

Fonte:http://espresso.repubblica.it/dettaglio/politica-e-web-e-rivoluzione/2183915

http://eccocosavedo.blogspot.it/2013/02/la-rivoluzione-politica-nascera-dal-web.html

YouTube sperimenterà la sottoscrizione dei canali a pagamento?



Di Martina Oliva
http://www.geekissimo.com

Stando a quanto riportato da alcune fonti anonime ritenute affidabili Google ha per YouTube un nuovo progetto in cantiere che prevede la sperimentazione, a partire dalla prossima primavera, della sottoscrizione a pagamento per i singoli canali, una probabilità questa che era già stata accennata lo scorso anno dal CEO Salar Kamangar.

Al momento non è ancora chiaro quali tipologie di video potrebbero far parte dell’iniziativa ma stando ai primi rumors dovrebbe trattarsi di eventi live, tutorial e clip contenenti suggerimenti sul mondo finanziario e tra le prime realtà coinvolte nel progetto potrebbero figurare canali quali Machinima, Maker Studios e Fullscreen che attualmente contano milioni di iscritti e di visualizzaioni.

La mossa in questione, qualora effettiva, andrebbe a configurarsi come il tentativo, da parte di big G, di sottrarre quote di mercato alla tradizionale TV.
Applicare un modello di sottoscrizione a pagamento per i singoli canali su YouTube starebbe anche a significare mettere nelle mani degli utenti e, ancor di più, delle realtà che pubblicano i filmati un valido strumento mediante il quale generare profitti.

Sempre stando a quanto riportato dalle fonti i test verranno effettuati inizialmente, a partire dalla presentazione della novità probabilmente fissata in occasione dell’evento Digital Content New Fronts in programma per il mese di aprile, solo da 25 produttori di contenuti e le tariffe richieste agli utenti dovrebbero essere comprese tra 1 e 5 dollari al mese.

Relativamente alla ripartizione degli introiti potrebbe essere confermata la formula 45%-55% già adottata per le inserzioni pubblicitarie su YouTube.

Naturalmente il successo o l’insuccesso dell’adozione di un modello di business di questo tipo dipenderà, in primis, dagli utenti, molti dei quali, specie i più longevi, saranno sicuramente spiazzati dalle rinnovate modalità di visualizzazione che sin dagli albori sono sempre state completamente gratuite.

Fonte:http://www.geekissimo.com/2013/01/30/youtube-sperimentera-sottoscrizione-canali-pagamento/

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