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Piazza Della Loggia, Mattarella ricorda la strage del 1974


Di Salvatore Santoru

Il 28 maggio del 1974 Brescia fu interessata da un attacco terroristico, che fece otto caduti e centodue feriti.
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ricordato la tragedia sostenendo, tra l'altro, che la reazione dei cittadini della città lombarda era stata decisiva nel bloccare la 'catena eversiva' che minacciava la democrazia.

L'attacco avvenne nella centrale piazza della Loggia e fu legato al terrorismo di matrice neofascista e, inoltre, permangono ancora alcuni misteri sul triste evento e sugli intrecci che vi sarebbero stati.

La vicenda è da collocarsi nel contesto degli anni di piombo e della strategia della tensione che, in quegli anni, interessava violentemente l'Italia.

PER APPROFONDIRE- ARTICOLO SU BLASTING NEWS :

https://it.blastingnews.com/politica/2020/05/nel-1974-la-strage-di-piazza-della-loggia-mattarella-brescia-coraggiosa-oggi-come-ieri-003147059.html

Silvia Romano, l’annuncio di Conte: “È stata liberata”


Silvia Romano, l’annuncio di Conte: “È stata liberata”. Lei: “Sto bene, sono stata forte”. Fonti intelligence: “Domani alle 14 a Ciampino”

“Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”. Sono queste le prime parole di Silvia Romano, la volontaria di 25 anni rapita il 20 novembre 2018 da un commando di uomini armati nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri a ovest di Malindi, in Kenya. Ad annunciare la sua liberazione, avvenuta la notte scorsa, è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Silvia Romano è stata liberata! – ha scritto su Twitter il premier – Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”.
La giovane, originaria di Milano, lavorava per la onlus marchigiana Africa Milele che opera nella contea di Kilifi, in Kenya, dove seguiva un progetto di sostegno all’infanzia con i bambini di un orfanotrofio. La sua liberazione è avvenuta dopo un’operazione dell’Aise scattata la scorsa notte, diretta dal generale Luciano Carta, e condotta con la collaborazione dei servizi turchi e somali ed è scattata la scorsa notte. La volontaria si trova ora in sicurezza nel compound delle forze internazionali a Mogadiscio. Secondo fonti di intelligence riportate dall’agenzia AdnKronos, l’operazione per liberarla “è iniziata all’alba questa mattina” e la ragazza, domani “alle 14 atterrerà a Ciampino”. È stata liberata a “30 chilometri” dalla capitale somala, in “una zona in condizioni estreme a causa delle alluvioni”.

Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!

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Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook annuncia la sua liberazione: “Volevo darvi una buona notizia. Silvia Romano è libera. Lo Stato non lascia indietro nessuno”, scrive Di Maio che manda poi “un abbraccio alla sua famiglia” e “un grazie alla nostra intelligence, all’Aise in particolare, alla Farnesina e a tutti coloro che ci hanno lavorato”, scrive il ministro. E in una nota il presidente del CopasirRaffaele Volpi, scrive che Silvia “sta bene ed è in forma”, anche se è “provata ovviamente dallo stato di prigionia ma sta bene”. I complimenti, continua, “vanno al Generale Carta, agli uomini e donne dell’Aise che con il loro incessante lavoro, mai alla luce della ribalta, hanno permesso questo importantissimo risultato. Grazie ragazzi e ben tornata a casa Silvia”.

Carceri, la lista dei 456 boss mafiosi che hanno chiesto di uscire per il coronavirus


Carceri, la lista dei 456 boss mafiosi che hanno chiesto di uscire per il coronavirus: 225 sono detenuti definitivi

FATTO QUOTIDIANO

Il neo vicecapo del Dap Roberto Tartaglia ha inviato al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede una nota con la lista dei 456 boss mafiosi, ristretti al carcere duro, in regime “di alta sicurezza”, che hanno presentato istanza di scarcerazione per il coronavirus. Dei 456 boss che vorrebbero lasciare il carcere “225 sono detenuti definitivi“, come si legge nella relazione secondo l’agenzia Adnkronos, e “231 sono detenuti in attesa di primo giudizio, imputati, appellanti e ricorrenti”. Il Dap ha subito dato inizio “all’acquisizione dagli istituti penitenziari delle istanze presentate e alla conseguente attività di analisi finalizzata alla predisposizione di idonee misure organizzative”.


Nel documento emerge che attualmente sono 745 i detenuti sottoposti al regime del carcere duro e 9.069 detenuti appartenenti al circuito penitenziario dell’alta sicurezza. Di questi 273 detenuti “appartengono al sottocircuito alta sicurezza 1”, 80 detenuti “al sottocircuito alta sicurezza 2” e 8.716 detenuti appartengono al sottocircuito alta sicurezza 3.
Solo ieri il ministro della Giustizia aveva fatto sapere di essere al lavoro per “riportare in carcere i tanti detenuti mafiosi che, grazie al coronavirus, sono riusciti a ottenere i domiciliari”. Il Guardasigilli sta studiando con i suoi collaboratori un “vincolo normativo”, dal momento che la situazione di emergenza sanitaria è cambiata. Intanto oggi il centrodestra ha depositato una mozione di sfiducia in Senato contro il titolare di via Arenula: sotto la gestione delle carceri (dalle rivolte alle scarcerazioni), ma anche per il caso Di Matteo e la mancata nomina al Dap.

De Donno rompe il silenzio stampa e spiega il motivo della sua «scomparsa».



 Di David Puente 
https://www.open.online/
                                                
Dal 6 maggio 2020 era scomparso dai social il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova diventato noto al pubblico per la terapia sperimentale del plasma, scatenando polemiche e teorie di complotto tra i suoi fan.

Oggi, a distanza di due giorni, rompe il «silenzio stampa» pubblicando sulla sua pagina Facebook, riattivata per l’occasione, un breve comunicato e un video annuncio:
                                                
Dal 6 maggio 2020 era scomparso dai social il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova diventato noto al pubblico per la terapia sperimentale del plasma, scatenando polemiche e teorie di complotto tra i suoi fan.

Oggi, a distanza di due giorni, rompe il «silenzio stampa» pubblicando sulla sua pagina Facebook, riattivata per l’occasione, un breve comunicato e un video annuncio:
Carissimi, la vostra vicinanza in questi giorni, mi ha commosso. Vi posto un breve video, fatto d’impeto, per spegarVi il mio silenzio.
Io non cerco visibilità. Volevo visibilità per il plasma convalescente. Oggi una marea montante di ASST, città e regioni promuovono il nostro protocollo, identico o modificato nella forma ma non nella sostanza. Di questo ne sono orgoglioso, assieme ai miei Colleghi ricercatori. Molte Regioni stanno partendo con la istituzione di banche di plasma convalescente.
Continuate a sostenermi, sostenerci. Il nostro obiettivo oramai è a portata di mano. Non disperdiamo le energie.
Sempre vostro.
@docgiuseppededonno
E se vi sta a cuore il Centro di Ricerca Etico, come patrimonio di tutto il paese e non di una singola città, condvidete qesto post. Con la mia gratitudine infinita.
Promuoviamo la Scienza
nonsiamomammalucchi
vinciamonoi
Ecco quanto riportato nel video:
Cari amici, nei giorni scorsi la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di operare serenamente, soprattutto nell’ambito della sperimentazione del protocollo implementato insieme ai colleghi di Pavia, del San Matteo di Pavia. Per questo motivo ho reputato prudente chiudere i miei account social Instagram, Twitter e anche Facebook sia del mio profilo personale che della mia pagina istituzionale. Questo per lanciare un messaggio di calma, un messaggio di rasserenazione. Se ho parlato e sono intervenuto in pubblico l’ho fatto semplicemente per fare informazione e vedo però che l’informazione è stata recepita da alcuni come mezzo per azzuffarsi con chi la pensa diversamente.
I miei interventi sui mass media sono stati animati dal solo spirito divulgativo e da un auspicabile sereno e professionale confronto con i colleghi su un protocollo che, oggettivamente, ottiene risultati lusinghieri, incoraggianti, ancorché oggetto di ulteriori approfondimenti scientifici. Un protocollo che ci invidiano moltissimi, un protocollo che è stato preso come esempio da molti stati europei e americani. Io vi ringrazio per la vicinanza, vi ringrazio per l’attenzione, ma non sono disponibile in questo momento a risse televisive, a zuffe mediatiche, con questo o quel collega, atteso che essendo tutti noi medici lavoriamo per una causa unica che è la lotta al Coronavirus, a questo terribile virus che ha determinato questa maledetta pandemia che ha causato molti morti nel nostro paese, molti morti nel mondo. Gli occhi di questi morti non me li dimenticherò mai. E, a differenza di come può pensare qualcuno, non utilizzo mai i morti per farmi pubblicità, questa è una speculazione che non accetterò mai.
Noi non siamo mammalucchi, non siamo però neanche in gara tra di noi colleghi e, come già è stato dichiarato da ASST Mantova, lunedì un’importante rivista scientifica sottometterà il nostro lavoro, analizzerà i nostri risultati, ci dirà se il lavoro che abbiamo compiuto è un lavoro degno di essere pubblicato su riviste di elevato impact factor, cioè di riviste importanti, di riviste cioè che fanno letteratura. Fino ad allora cercherò di mantenere un profilo molto basso nell’attesa che arrivino questi importanti risultati che non sono soltanto risultati personali, ma sono risultati che riguardano tutta la nostra comunità, la comunità mantovana, la comunità italiana, la comunità del mondo. Moltissimi paesi, come vi dicevo prima, ci hanno preso per esempio, moltissimi altri ospedali hanno preso per esempio l’ospedale di Mantova e l’ospedale di Pavia, Crema e Cremona son partite anche loro, Milano è partita anch’essa arruolando pazienti, così stanno facendo la Valle d’Aosta e il Piemonte, così sta facendo la Toscana, così sta facendo la Puglia, così sta facendo la Calabria. Si sta manifestando quello che io speravo, che io auspicavo, che noi mantovani e pavesi auspicavamo, una marea montante di centri che sperimentano il plasma iperimmune dei pazienti convalescenti. Un momento di grandissima democrazia, un momento di grandissima solidarietà, dove i pazienti guariti aiutano i pazienti ancora ammalati.
Io vi ringrazio e ringrazio anche le istituzioni che in questi momenti ci sono stati molto vicino. Ringrazio in particolare il Presidente Mattarella, che ha dimostrato la sua vicinanza a noi. Ringrazio il Papa insieme ai suoi vescovi, e soprattutto il mio vescovo che ha speso per me parole meravigliose e ha speso per me riflessioni che mi hanno cambiato la vita. Ringrazio i miei parroci, Don Cristian in particolare, ringrazio il mio amatissimo Don Sandro che sebbene da lontano non perde mai occasione di manifestare l’amore che prova per me.
Ringrazio i Nas, perché anche loro hanno dimostrato la loro serietà, hanno fatto il loro lavoro e hanno permesso di verificare quanto sia serio il lavoro della sperimentazione che noi insieme ai colleghi di Pavia abbiamo messo in atto. E ringrazio i giornalisti, non tutti di questi, ma la maggior parte si è adoperata affinché la verità possa andare avanti.
Grazie a tutti voi che in queste giornate durissime mi siete stati vicino aprendo social alternativi alla mia pagina Facebook. Vi ringrazio, vi ringrazio e vi abbraccio, però state attenti. Voglio che questi social siano un momento di vicinanza e un momento di amore, non utilizziamoli per fare cose alternative che non sono nel mio obiettivo, che è quello di promuovere la scienza.
FONTE: https://www.open.online/2020/05/08/de-donno-rompe-il-silenzio-stampa-e-spiega-il-motivo-della-sua-scomparsa-sfumano-le-teorie-di-complotto/

Furto e danni Scuola primaria ‘Eugenio Montale’ di Scampia- COMUNICATO CNDDU


Con rammarico apprendiamo la notizia del saccheggio perpetrato a danno della scuola primaria
“Eugenio Montale” di Scampia, in cui, nella notte, sono stati rubati i dispositivi didattici digitali per
gli allievi.

Lo spregevole gesto, già verificatosi in altri istituti scolastici come l’Onorato Fava di Napoli, ci
indigna profondamente perché la refurtiva costituiva patrimonio dei bambini di Scampia!
I bambini di Scampia non dovevano essere privati degli strumenti necessari per la tutela del loro
diritto all’istruzione, del diritto ad un futuro migliore: la scuola in contesti socio – economici
deprivati e contrassegnati dalla marcata presenza di associazioni criminali e dall’abbandono
scolastico costituisce l’unico avamposto di legalità, l’unica roccaforte di speranza.

Il CNDDU manifesta tutta la sua vicinanza al dirigente scolastico, ai docenti e soprattutto agli
allievi della scuola. Ci auguriamo che si possa intervenire al più presto per restituire i beni sottratti e
riparare le strutture danneggiate.

Prof.ssa Veronica Radice, CNNDU 

Prof. Romano Pesavento, Presidente CNDDU

De Donno: per alcuni colleghi sarebbe al momento irreperibile. Mistero dopo scomparsa da Fb


Di Salvatore Santoru

In queste ultime ore ha fatto discutere la scomparsa dei profili Facebook di Giuseppe De Donno, lo pneumologo noto per sostenere l'utilità della plasmaterapia contro il Covid-19(1).

Come riporta la Gazzetta di Mantova, pochi giorni fa lo stesso De Donno aveva anche aperto un secondo profilo Fb e ciò in quanto il primo aveva raggiunto il massimo limite consentito per le amicizie(2).

Tuttavia, anche del secondo profilo non si ha più traccia e ora, riporta sempre la Gazzetta di Mantova, anche i colleghi si starebbero domandando dove si troverebbe il medico.
Difatti, a detta di un primario del Poma, pare che lo stesso De Donno non si sia visto e abbia il telefono spento.
Inoltre, anche i messaggi inviati non arriverebbero a destinazione.

Oltre a ciò, anche un altro collega ha sostenuto che lo pneumologo non sia stato visto e ha detto che ciò 'sarebbe preoccupante'.

In tal modo, tale 'mistero' va ad aggiungersi alla stessa scomparsa dai social del medico, 'scomparsa' che sta facendo molto discutere in Rete.

Ovviamente bisognerà attendere gli sviluppi del caso e ciò che è certo, almeno sino ad ora, è che la causa della "scomparsa" è incerta e non vi sono indizi a favore o contro qualunque tesi si possa fare al riguardo.

NOTE :

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/05/de-donno-la-scomparsa-da-fb-e-il-mistero.html

(2) https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/06/news/il-social-doc-scomparso-da-fb-autocensura-per-protesta-o-oscurato-1.38812096

De Donno, scomparsi i profili Facebook dello pneumologo


Di Salvatore Santoru

Scomparsi i profili Facebook dello pneumologo Giuseppe De Donno.
Lo ha riportato recentemente la "Gazzetta di Mantova", che ha scritto che il fatto è avvenuto a seguito della partecipazione di De Donno ad una puntata di "Porta a Porta"(1).

De Donno è diventato ultimamente noto per il sostegno dato alla terapia del plasma, una cura che potrebbe avere efficacia contro il Coronavirus.

Attualmente, la stessa plasmaterapia sta venendo studiata dalla stessa comunità scientifica mondiale.

NOTA :

(1) https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/06/news/scomparsi-i-profili-facebook-dello-pneumologo-de-donno-1.38811099

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FOTO: https://www.tpi.it

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