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Xylella: secondo l'ex ministro dell'agricoltura Adriana Poli Bortone le scie chimiche sarebbero la causa



http://www.quotidianodipuglia.it/regione/poli_bortone_amp_laquo_e_se_fossero_le_scie_chimiche_a_causare_la_xylella_amp_raquo/notizie/1798652.shtml

“Gli Usa confessano di usare scie chimiche sul territorio italiano. Se la notizia fosse confermata avremmo tutto il diritto di chiedere se la diffusione della xylella sul territorio pugliese e salentino in particolare non sia attribuibile anche a questo fenomeno".

A parlare è Adriana Poli Bortone, già sindaco di Lecce che esprime il proprio pensiero in una nota, attribuendo all'Europa la volontà di distruggere, nel tempo, la coltivazione del tabacco, poi della vita e ora dell'ulivo.

"Europa che, guarda caso - scrive Poli Bortone - proprio in coincidenza con la sciagura xylella concede alla Tunisia l'importazione di quantità esponenziali di olio, il Ministero dell'Agricoltura italiano fa un bel piano di eradicazione degli alberi (per fortuna bloccato dalla procura di Lecce), i terreni "infetti" vengono dichiarati inedificabili per 15 anni , i referendum sulle trivellazioni vengono pressoché eliminati".

"È fantapolitica pensare - conclude Poli Bortone - che il nostro territorio, per volontà di poteri forti sia destinato non più al turismo ed alla agricoltura identitaria, ma alla trivellazione "legalizzata"? Sarà fantapolitica, ma mi incomincia a sorgere il dubbio che xylella faccia rima con trivella".

FOTO:http://www.nextquotidiano.it

Haarp e Muos : passato, presente e futuro della guerra ambientale planetaria


Di Luca Tomberli
Haarp  viene messo in pensioneIl nuovo che avanza è il Muos. Lo annuncia il Pentagono con la solita malcelata tracotanza, tanto che potrebbe essere tradotta così: “cari” inferiori ogni resistenza è inutile, nonostante le vostre rimostranze abbiamo il diritto di decidere per voi, entro il 2017 il Muos sarà operativo. La Nato ha fatto valere il silenzio assenso, quindi contando sulle italiche debolezze ha imposto la costruzione in Sicilia di una delle basi operative del sistema Muos. Guarda caso in concomitanza con l’inizio dell’attività del Muos la Air Force ha annunciato che, entro l’estate, si appresta a smantellare Haarp.

Dopo aver pettinato tantissime nuvole e averle acconciate alla “veneziana”, Haarp viene messo a riposo. La sua storia è costellata da una serie di attività per controllare il clima e l’ambiente. Ma non è finita qui. Con l’aiuto dell’irrorazione chimica nei cieli, secondo fonti autorevoli, il programma di Haarp  ha raggiunto lo scopo per cui era stato progettato. Così ha affermato in Senato David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria. “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”


Haarp,dopo aver preso la “medaglietta” al valor militare viene messo da parte. Visti gli ingenti capitali occorsi per controllare la ionosfera, e sapendo che i militari rinunciano ad un’arma soltanto quando sono consapevoli di possederne un’altra più potente, si può ipotizzare che il progetto a stelle e strisce di realizzare l’arma finale sta prendendo altre strade ancora più redditizie. La futura guerra ambientale sarà combattuta tramite 4 satelliti geostazionari, più uno di scorta, e quattro stazioni terrestri posizionate in modo strategico alle Hawaii, in Virginia, in Italia e in Australia. Tutto ciò costituisce il sistema del Muos.  Le quattro stazioni radio garantiscono la copertura di tutto il pianeta. Si legge che l’obiettivo consiste nel portare la connessione digitale tra i mezzi militari, perlopiù droni,  presenti in qualsiasi luogo. In modo da formare un’ unità da guerra in grado di muoversi all’unisono come uno sciame di api nonostante distanze considerevoli.
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Il sistema terrestre del Muos riesce quanto meno a trasferire dati, gestire la rete globale e controllare i satelliti. Secondo alcuni il progetto Muos, visto che può lavorare alle frequenze caratteristiche dell’esperimento Haarp, estende a livello globale le stesse potenzialità di controllo del clima e ambientale sviluppate  dal progetto precedente. Alcuni giorni fa, secondo fonti dell’esercito statunitense, l’Artico è stata la sede prescelta di un esperimento di trasferimento di un grande quantitativo di dati, il cui esito positivo ha confermato la potenza di questa arma ambientale. Quindi il Muos è pronto per fare la sua parte nella guerra planetaria e le scie chimiche costituiscono l’elemento di continuità tra Haarp e il Muos. L’irrorazione chimica, rilasciando nell’aria metalli pesanti, rende conduttiva l’atmosfera che diviene così un ambiente favorevole alla trasmissione delle frequenze. Prima con Haarp e successivamente con il Muos  l’obiettivo dei militari rimane sempre lo stesso : dominare il pianeta e i suoi abitanti attraverso delle frequenze veicolate con l’ausilio delle scie chimiche. Quindi se vogliamo interrompere la guerra planetaria in atto che viene combattuta sulla nostra pelle, possiamo iniziare a smascherare l’irrorazione clandestina nei cieli.

La soia OGM si mangia l’ Amazzonia, l’ambiente da chi viene difeso?


Di Luca Tomberli
La soia per gli allevamenti è una delle principali cause della deforestazione dell’ Amazzonia. La foresta tropicale più estesa, il polmone  del pianeta, l’habitat naturale più grande per la biodiversità rischia di scomparire. Il WWF in occasione della giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno denuncia la scomparsa di un quinto della superficie della foresta amazzonica in 50 anni ( http://www.wwf.it/news/notizie/?8380 ).  In Brasile e in Bolivia le piantagioni di soia hanno contribuito in maniera decisiva a modificare l’ecosistema naturale. Il disboscamento, l’inquinamento del terreno e dei corsi d’acqua vengono barattati per produrre del mangime per animali.

La disamina del WWF, pur essendo condivisibile, non mi sembra che colga il nocciolo del problema. Se non si ha il coraggio di analizzare in profondità le motivazioni di un tale scempio, si rimane ancorati ad una sensibilizzazione di maniera che convoglia le proteste in un vicolo cieco. Le diverse lotte ambientaliste che si alternano dagli anni ottanta non hanno modificato più di tanto l’indirizzo della società. Se si vuole capire il perché della “stagnazione della causa ambientalista” lo si può trovare nella collusione dei suoi dirigenti con il mondo economico finanziario. I membri direttivi del WWF sono stati implicati in grandi disastri ambientali. Ad esempio Luc Hoffmann, attuale vicepresidente emerito del WWF internazionale, nel 1970, era il proprietario dell’Icmesa di Seveso, quell’industria chimica che in seguito ad una esplosione rilasciò nell’ambiente una grande quantità di diossina.

Al momento  le associazioni ambientaliste che vanno per la maggiore stanno coprendo l’inquinamento ambientale più pericoloso, le scie chimiche, che sta modificando il pianeta attraverso operazioni di aerosol  che rilasciano nell’ambiente metalli pesanti e polimeri biocompatibili. Legambiente, il WWF e Green Peace  lanciano il grido di allarme sul riscaldamento globale dovuto all’ anidride carbonica e invece  preferiscono tacere sulla geoingegneria clandestina. Che sia una manovra diversiva? Bah! Visti i messaggi nascosti che lanciano nelle loro campagne, come riportato dal blog  Altrainformazione ( http://www.altrainformazione.it/wp/2010/10/06/wwf-una-storia-poco-nobile/ ), viene da  pensare che i gruppi dirigenziali, in barba ai buoni propositi degli iscritti, non lavorano per il bene comune.

Anche se è tutto collegato torniamo ad occuparci nello specifico del problema della deforestazione. La quasi totalità delle piantagioni di soia del continente americano sono ogm e gestite dalle multinazionali agrochimiche che si adoperano per non avere contrasti da parte della politica. Così, distruggendo le risorse del mondo, la Monsanto e sorelle  “creano” nuovi luoghi dove poter impiantare delle monocolture ogm.  Ciò si incastra perfettamente con gli interessi finanziari delle multinazionali del fast food, come Mc Donald’s, desiderose di trovare mangime a basso costo per alimentare quel bestiame che verrà trasformato in puzzolenti hamburger, ma soprattutto è in accordo con quell’idea di controllare l’umanità attraverso un cibo devitalizzato, che abbassa le nostre difese immunitarie e ci rende dipendenti dalle multinazionali farmaceutiche .



Così il primo livello di assoggettamento è servito. Non mi sembra che i membri direttivi delle associazioni ambientaliste più famose si adoperino per interrompere neanche il primo grado di quel circolo vizioso,  imposto  dalle multinazionali, che sta distruggendo il pianeta. Ci vogliono ben altre forze per liberare la terra da questi predatori. Le dobbiamo trovare dentro di noi.

Vandana Shiva sulla geoingegneria




Intervistata di Maria Heibel a Vandana Shiva
Vandana Shiva, leader internazionale del movimento contro gli OGM e la brevettazione dei semi, molto apprezzata dai movimenti ambientalisti, ma poco conosciuta, e forse non a caso, per le sue prese di posizione contro la geoingegneria. In un dibattito dominato dal tema del riscaldamento globale, che vede tramontare l’opzione di ridurre le emissioni, si affaccia con sempre più prepotenza l’opzione ingegneristica, opzione che in realtà viene sperimentata da oltre mezzo secolo all’insaputa dei più. Vandana Shiva pur non esprimendo dubbi in merito all’esistenza del problema riscaldamento globale afferma la sua secca opposizione alle pratiche geoingegneristiche definendole “the ultimate hybris, without any democratic control”.

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TRANSCRIPT DELL’INTERVISTA
M.H.: Innanzitutto, grazie mille per l’intervista. Lei è una donna incredibile, ha sempre tempo per tutti. E questo è fantastico.
Volevamo parlare un po’ di geo-ingegneria con lei.. E’ qualcosa che coinvolge tutto: cibo e acqua e di ciò che sta accadendo ora nel mondo in una situazione di cambiamento climatico, di un grande cambiamento e di un rischio di collasso ad ogni livello.
Ho visto l’intervista che ha avuto con Amy Goodman. Quindi, per prima cosa, qual é, secondo lei, attualmente, il ruolo della geo-ingegneria?
V.S.: Il ruolo della geo-ingegneria, in un mondo responsabile, in un mondo di prese di decisioni scientificamente illuminate e rispettose dell’ambiente, dovrebbe essere zero. Non c’è nessun ruolo per la geo-ingegneria!
Perché, quale cosa fa la geo-ingegneria, se non estendere il paradigma dell’ingegnerizzazione? E’ stata fatta geo-ingegneria su parti della Terra e su aspetti degli eco-sistemi e di organismi attraverso l’ingegneria genetica, la massiccia costruzione di dighe, la deviazione dei fiumi, questi sono stati tutti aspetti della geo-ingegneria al livello di posti particolari. Abbiamo riconosciuto due cose: una, il fatto che quando non si prende in considerazione il modo in cui i sistemi ecologici lavorano, poi si fa un danno.
Tutti sanno che, in realtà, il cambiamento climatico è un risultato di quel paradigma ingegneristico. Noi abbiamo avuto la possibilità di rimpiazzare le persone con combustibili fossili, avere livelli di industrializzazione sempre più alti, in agricoltura, nella produzione, senza pensare ai gas ad effetto serra che stavamo immettendo.
E il cambiamento climatico è veramente un prodotto dal paradigma dell’ingegneria, quando i combustibili fossili trainavano l’industrializzazione. Ora avere quello stesso approccio come soluzione significa non considerare seriamente ciò che Einstein disse: non puoi risolvere i problemi usando lo stesso atteggiamento mentale che lo ha creato. Quindi, l’idea dell’ingegneria è un’idea di dominio. A oggi il ruolo che noi dobbiamo giocare è un ruolo basato su un’umanità informata.

M.H.: Secondo me, la geo-ingegneria cominciò negli anni ’50 con i test atomici perché in quel periodo cominciarono a fare geo-ingegneria sull’atmosfera della Terra in senso globale, in senso più ampio.
Negli anni ’50 tanti progetti iniziarono ad organizzare la Terra in un modo nuovo, con una nuova idea di “ingegnerizzare” il pianeta intero. Col potere della bomba atomica gli scienziati cambiarono i propri pensieri, secondo me. Allora in questo periodo, anni cinquanta, anche le modificazioni del tempo iniziarono molto energeticamente. E’ una branca della geo-ingegneria e questa è la mappa del ETC-Group, in tutto il mondo la stanno facendo, e non si può fare modifiche locali senza cambiare l’intero sistema. So che in India, in Thailandia e Australia le modifiche del clima forse sono più discusse, il dibattito è più aperto che in Europa. Per esempio, in Italia fecero esperimenti di modifiche climatiche negli anni ’80 e la gente non lo sa.
Cosa pensi del ruolo della modifica artificiale del clima rispetto al cibo, all’acqua, all’intero sistema?
V.S.: La modifica del clima è una piccola parte della geo-ingegneria. Essa proprio adesso è la tracotanza (hybris) del dire: “Tutti questi cambiamenti climatici? Stiamo vivendo nell’Antropocene e ora gli esseri umani saranno i creatori del nostro futuro” che controllano interamente tutte le funzioni non solo del nostro pianeta, ma anche le relazioni con gli altri pianeti, perciò molte delle soluzioni proposte sono state di mettere riflettori nel cielo per mandare il Sole indietro. Così il Sole è un problema, anziché la base della vita.
Oppure mettere soluzioni inquinanti nell’atmosfera al fine di creare uno strato di rifiuti che impedisca al Sole di splendere. Ma l’instabilità climatica che è il risultato dell’effetto serra sarà solamente aggravata da questi interventi. Attualmente le modifiche del clima effettuate con un atteggiamento di chiusura mentale, per dire “Non otteniamo la pioggia, quindi facciamo precipitare pioggia artificialmente così l’agricoltura non patisce” è qualcosa che, per esempio, i Cinesi hanno fatto per le Olimpiadi.
Essi si assicurarono che non ci sarebbe stata pioggia durante le Olimpiadi. Questo è un livello di hybris più basso del maggiore progetto di Geo-ingegneria.
M.H.: Conosce questa mappa?
S.V.: Sì, certo che la conosco .
M.H.:E può vedere che l’ETC-Group ne ha pubblicata solo una parte, è solo una parte perché tutti i giorni qualcosa di nuovo salta fuori, in tutto il mondo lo stanno facendo. Quindi se si fa in in molti punti …
V.S.: Ma non è tanto il numero dei posti…
M.H.: Cosa significano per gli eventi meteorologici estremi, per esempio?
V.S.: La prima cosa è che crea più instabilità e ci stiamo impegnando a creare instabilità. Quindi noi dobbiamo intraprendere azioni che creano assicurazioni contro instabilità, invece che aggravare quest’ultima.
E’ come se stessi guidando una macchina e so che il precipizio è là. Io dovrei fare retromarcia e poi prendere un’altra direzione. Cosa sta facendo la geo-ingegneria è spingere il piede sull’acceleratore
Il precipizio è l’instabilità climatica, l’imprevedibilità del clima. E alla radice di ciò c’è la falsa idea che queste pazze piccole azioni potranno controllare a regolare il tempo atmosferico e il clima.
Ma la seconda causa più importante del perché la geo-ingegneria è così sbagliata è che è essa è la più alta espressione dell’irresponsabilità patriarcale. La patriarchia è basata sull’appropriazione dei diritti altrui e sul lasciare la responsabilità sugli altri.
In questo caso, gli scienziati che stanno facendo questi “giochi”, chi li finanzia, stanno facendo tutto questo senza avere alcun consenso per quei esperimenti,
nessun approvazione per quegli esperimenti, localmente o globalmente, e ancor peggio, senza pensare alle conseguenze e a cosa possano condurre e senza mai dovere assumersi responsabilità.
Allora, ciò è l’ultima espressione di tutte le tendenze distruttive della patriarchia.


M.H.: Sì, e si può prendere un nome come Edward Teller. Proviene dagli studi della bomba atomica. Ebbe l’idea di controllare il clima con la bomba atomica.
Propose uno scudo per la gestione delle radiazioni solari, così sono le stesse persone, la stessa struttura di potere che sta organizzando questo tipo di gestione del pianeta e dello spazio.
M.H.: Così, conosce le intenzioni del controllo … ?
V.S.: Beh, per qualcuno l’intenzione è sul serio far soffrire gli altri. E quindi branche della geo-ingegneria sono strettamente collegate con le attività militari.
Come alteri il clima cosicché puoi far piovere in una particolare zona; o no e lasciar soffrire l’agricoltura. Ma in altri casi, anche se non c’è un’intenzione militare di far male ad altri, c’è ignoranza.


M.H.: C’è pure un interesse economico …
S.V.: Non in tutti i casi. C’è una specie di battaglione di scienziati dietro questo.
M.H.:Lei sa, petrolio e non terra (  libro di Vandana Shiva “Soil Not Oil”), cibo, acqua…
V.S.: Chi sta spingendo gli esperimenti ha un interesse economico. Chi li sta spingendo ha un interesse militare. I giocatori hanno meramente l’arroganza di dire “Io ho la soluzione”.
Ed è la combinazione di stupidità mischiata con l’arroganza dei piccoli giocatori e i diabolici progetti di chi controlla che rende la geo-ingegneria tossica.Perché se la comunità scientifica potesse solo riconoscere la sua responsabilità verso la società e il pianeta e dire “Io non farò parte dei vostri giochetti” … così fu creata la “Society for Social Responsibility in Science” , il gruppo cominciò a monitorare l’intero problema nucleare. Ed erano tutti scienziati.
Questo è un matrimonio tra scienziati stupidi e menti diaboliche, e noi abbiamo bisogno di scienziati con la responsabilità di diventare una forza di opposizione, di dire: “Questa non è scienza”. Così come ne abbiamo bisogno a proposito dell’ingegneria genetica.
Ed è quando la comunità di scienziati che veramente sa cos’è la scienza comincia a parlare di più e a organizzarsi meglio, ecco che gli stupidi scienziati dell’industria bio-tecnologica dovranno calmarsi.
La biotecnologia e la geo-ingegneria hanno lo stesso atteggiamento mentale dell’ingegneria: di potere, di controllo, di dominio della natura.

Teoria delle scie chimiche : durante una manifestazione attivista ha sostenuto di aver partecipato all'installazione di sostanze chimiche sugli aerei




Di Salvatore Santoru

Il 12 maggio 2014, nel corso di una manifestazione pacifista a Dresda, un'attivista che ha affermato di essere un'ex ingegnere spaziale ha sostenuto di aver partecipato all'installazione di dispositivi di irrorazione di sostanze chimiche sugli aerei, e inoltre ha affermato di essere stato licenziato pochi giorni dopo aver denunciato la situazione ai rappresentanti locali del partito dei Verdi ( " Alleanza 90 " ) .

Comunque la si pensi sulla questione dell'attendibilità della teoria delle cosiddette "scie chimiche" e di questo intervento, di seguito viene riportato integralmente a fini informativi:

Ecco la trascrizione del discorso * .

Ciao a tutti. È fantastico vedere così tanta gente. Lasciatemi dire questo riguardo la pace. Noi che qui stiamo dimostrando per la pace, siamo quelli che usano il proprio cervello, pensano con la propria mente, processano le informazioni e traggono le proprie conclusioni. Sono convinto che questa è la vera ragione del perché, noi come movimento di pace, veniamo continuamente screditati.
Io sono un ingegnere aerospaziale. Riparo aeroplani ecc. Lasciate che vi dica brevemente quello che ho fatto. Ho lavorato presso la speciale base aerea militare di Oberpfaffenhofen dove installavo i dispositivi di IRRORAZIONE sugli aerei che servono per spruzzare sostanze tossiche nel cielo.
Dopo di che sono andato dai rappresentati locali del partito dei Verdi con le prove di tutto ciò nelle mie mani. Gli dissi: “Guardate. Questi sono i fatti e queste sono le prove e sono pronto a testimoniare davanti ad una commissione investigativa”.
Tre giorni dopo, quello che è successo, è che il mio capo è venuto a trovarmi a casa mia e mi disse: “Mi dispiace ma devo licenziarti perché sto ricevendo enormi pressioni dall’alto che non posso più stare in piedi”.
Fondamentalmente non ho trovato nessun altro lavoro nel settore aerospaziale. Se volete saperne di più, dovete solo venire con me. Ho tutta la documentazione qui con me.
Ora torniamo al processo d’installazione. Noi spogliavamo l’aereo di tutto e montavamo le cisterne, installavamo il cablaggio ed i dispositivi d’irrorazione.
Io ero un lavoratore civile della base supervisionato dai militari. Quando il nostro lavoro era finito, ci dicevano che quello era un test condotto dall’Aeronautica e dall’Amministrazione Spaziale Tedesca.
Ciò significava che, mentre l’aereo con i dispositivi d’irrorazione sarebbe andato avanti, un secondo aereo sarebbe seguito alle sue spalle e avrebbe condotto le misurazioni. In pratica: “Vogliamo solo scoprire come le particelle si comportano e si propagano”.
Così, quando finivamo con le installazioni, dei militari venivano da noi e ci istruivano su come indossare vestiti protettivi e maschere per respirare, in quanto, stavano andando a riempire le cisterne con sostanze come: solfuro di alluminio e ossido di bario, insieme ad altamente tossici polimeri di nano particelle.
Questo è quanto.
Voglio solo dire che ci stiamo avviando verso una catastrofe ecologica e a quelli che non mi credono dico: per favore venite qui e vi mostrerò le foto che provano quello che dico. Sono disposto a testimoniare davanti a qualsiasi commissione investigativa. Grazie.

L'US Air Force è pronta a smantellare HAARP : il suo lavoro è stato completato e ora sono già oltre


Di Massimo Rodolfi
La notizia che l’Aviazione Americana si prepara a smantellare Haarp entro l’estate prossima, è stata data dall’Anchorage Daily News, un quotidiano on-line attivo in Alaska, il 14 maggio scorso.
“FAIRBANKS — The U.S. Air Force gave official notice to Congress Wednesday that it intends to dismantle the $300 million High Frequency Active Auroral Research Program in Gakona this summer.” Ossia: “Fairbanks — L’Aviazione degli Stati Uniti ha dato notizia ufficiale al Congresso mercoledì che intende smantellare il programma da 300 milioni di dollari High Frequency Active Auroral Research Program (Haarp) a Gakona quest’estate.” Così inizia l’articolo che ci mette al corrente della vicenda.
Il quotidiano ci informa anche che lo shutdown di Haarp, inizierà dopo un ultimo esperimento che si terrà verso la metà di giugno. In realtà l’ADN, non fa altro che informarci di un’audizione tenutasi presso il Senato americano, durante la quale, è stata particolarmente significativa una risposta data da David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria.
Questi, rispondendo alle domande della senatrice Lisa Murkowski, ha testualmente affermato: “We’re moving on to other ways of managing the ionosphere, which the HAARP was really designed to do, to inject energy into the ionosphere to be able to actually control it. But that work has been completed.” Ossia: “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”
Considerando che, anche in Italia, c’è un gran dispendio di energie e risorse, per tentare di dimostrare che le scie chimiche non esistono e che la geoingegneria è solo un probabile, futuro progetto, secondo sedicenti scienziati nostrani,bisogna dire che questa semplice frase dice molto di più di qualsiasi cazzata il Cicap possa inventare, pubblicandola magari anche su Le Scienze.
Capite? La U.S. Air Force è già oltre Haarp. Per un quarto di secolo si sono divertiti, con questi mezzi, a iniettare energia nella ionosfera, per poterla controllare, ma ormai la controllano già. Il lavoro è già stato completato!! Hanno fatto la malora già con quello che avevano, ma adesso hanno ben altro. Complimenti!
E noi possiamo stare tranquilli, perché tanto le scie chimiche non esistono e la geoingegneria non è applicata. Certo che devono pensare che siamo proprio stupidi, e magari hanno anche ragione, visto che in pratica ci dicono che loro controllano l’atmosfera, che vuol dire che ne fanno quello che vogliono, ma al tempo stesso ci raccontano che noi che denunciamo questo fenomeno diciamo bufale. Mah… e c’è chi ci crede.
Non credo che personalmente starò più tranquillo, anche perché osservo il cielo da tanti anni, ed è peggiorato progressivamente, per arrivare al delirio quotidiano. Ormai non passa giorno che non ci porti la sua massiccia irrorazione. Inoltre, in tutti questi anni, ho fatto ormai eseguire un numero sufficiente di analisi di tutto quello che ci è ricaduto, e ricade, continuamente sulla testa, per poter credere alle menzogne che, personaggi compiacenti,rinnegati della scienzagiornalisti e politici senza scrupoli ci raccontano, coperti dal segreto militare. Stiamo respirando un sacco di schifezze!
Stanno modificando il clima, usandolo come arma, stanno modificando geneticamente il pianeta e gli esseri che lo popolano, stanno manipolando le coscienze umane, con l’intenzione di ridurci ad appendici di un processo produttivo governato da oscuri interessi. Ma chi sono? Che cosa vogliono? Ma soprattutto: perché non ce ne liberiamo e restituiamo il mondo alla sua naturalezza?
Per farlo dobbiamo essere una maggioranza consapevole, in grado di far inceppare questo meccanismo perversoche chiamano sviluppo, e dobbiamo fare tutto questo pacificamente, nonostante i nostri carnefici usino qualsiasi forma di violenza nei confronti delle popolazioni mondiali, ma è ora, il mondo ha bisogno di amore e altruismo, perché l’odio e l’egoismo lo stanno distruggendo.

La geoingegneria, la modificazione del clima e le teorie su HAARP e scie chimiche


Di Salvatore Santoru

Con il termine geoingegneria, stando a Wikipedia, si intenderebbe comunemente e non correttamente l'ingegneria climatica e l'applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull'ambiente fisico.

Un esempio di applicazione di essa è il "cloud selling", una tecnica che consiste nel modificare la quantità e il tipo di precipitazione tramite la dispersione nell'atmosfera di sostanze chimiche.

La modificazione intenzionale del clima è considerata fondamentale per sconfiggere i cambiamenti climatici ma secondo alcune teorie, spesso di stampo 'cospirazionista', essa potrebbe avere effetti collaterali e, inoltre, nascondere altri fini.


In generale, tali considerazioni rientrano nella teoria delle cosiddette "chemtrails" o scie chimiche, che secondo tali teorie si differenzierebbero dalle scie di condensa in quanto la loro permanenza in cielo sarebbe più lunga e spesso tenderebbero ad incrociarsi tra loro a forma di " X " o " # ", creando dei veri e propri reticolati .




La teoria delle scie chimiche ha dato avvio ad un ampio dibattito, specialmente in rete, tra i suoi critici e i sostenitori.

Per i critici e/o scettici le scie chimiche non sarebbero altro che delle normali scie di condensa, mentre per i sostenitori e/o i cospirazionisti vi è differenza tra le due forme di scie ed essi ritengono che esse siano collegate al progetto HAARP, un programma di ricerca del Dipartimento della Difesa statunitense coordinato dalla Marina e dall'Aviazione  che ha la sua base nell'omonimo impianto militare con sede in Alaska .

Risultato immagini per haarp system"

Lo scopo di HAARP sarebbe quello di studiare le proprietà di risonanza della Terra e dell'atmosfera ma, a detta di alcuni critici del progetto, potrebbe essere usato anche come arma militare e per modificare le condizioni climatiche .

Il fisico Bernard Eastlund, considerato autore del brevetto su cui si baserebbe lo stesso progetto, avrebbe affermato che HAARP ha la capacità, tra le altre, di modificare il clima e neutralizzare i satelliti stando ad un articolo del 2008 pubblicato nel mensile "Popular Science".


HAARP è stato avviato nel 1993 e le prime segnalazioni delle cosiddette "scie chimiche" risalgono al 1996 , mentre la prima protesta contro di esse sarebbe avvenuta nel 1998 ad Espanola ( Ontario ).

I critici e/o scettici fanno sapere che i primi a parlare di "scie chimiche" e a crearne la teoria sono stati  Richard Finke e Larry Wayne Harris, quest'ultimo membro dell'organizzazione neonazista e separatista/suprematista bianca "Aryan Nations".

Tornando ad HAARP, c'è da segnalare che nel 1999 il Parlamento Europeo ha prodotto un famoso e controverso rapporto  sugli eventuali pericoli derivati dal suo uso .


Tra le altre cose, la commissione per la protezione dell'ambiente, della sanità pubblica e della tutela dei consumatori considera che  :


" il sistema militare USA di manipolazione ionosferica, HAARP, con base in Alaska - che è solo una parte dello sviluppo e dell'impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna - un esempio della più grave minaccia militare emergente per l'ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare; invita inoltre la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad esercitare pressioni sui governi degli Stati Uniti, della Russia e di qualsiasi altro Stato impegnati in tali attività affinché vi pongano fine e si giunga ad una convenzione globale contro questo tipo di armi "


Sulla "manipolazione climatica" esiste anche un manuale della NATO ( di cui ha parlato il blogger, giornalista e fotografo Gianni Lannes, il quale sostiene la teoria), e che è possibile scaricare qui .



Inoltre, l'ex militare  della NATO Fabio Mini ha dichiarato che la manipolazione climatica esiste e anche che sarebbe in corso una vera e propria "guerra ambientale", mentre secondo un articolo di Barbara H Peterson del 2010 nel presunto progetto sarebbe coinvolta anche la nota multinazionale Monsanto.




Recentemente l'emittente televisiva sarda "Videolina" aveva fatto un servizio, tendenzialmente favorevole alla teoria delle scie chimiche, sulla questione.



Oltre a ciò, c'è da segnalare un documentario interessante prodotto da History Channel e intitolato "La Guerra del Clima".


Ex marine condannato a 30 giorni in psichiatria per dei post su facebook

Di Laura Caselli

Nonostante questa storia possa sembrare una scopiazzatura del famoso romanzo Orwelliano 1984, quella che segue non è la trama di un nuovo film di fantascenza, ma è una storia vera.

Virginia, Stati Uniti: Lo scorso 16 Agosto, l’ex marine 26enne Brandon J. Raub è stato ammanettato e trascinato in una clinica psichiatrica per aver postato su Facebook alcune frasi.

Ma cosa può aver detto di così tremendo? In breve Brandon ha accusato il governo americano di essere l’unico responsabile degli attacchi terroristici dell’11 Settembre; ha affermato che il paese è governato da un gruppo di malvagi cabalisti e ha più volte scritto che nel cielo vengono rilasciate sostanze dannose, come il bario.




In rete leggiamo che degli agenti del l’FBI, insieme ai Servizi Segreti Americani e alle autorità locali di polizia, hanno fatto irruzione in casa sua per interrogarlo ma, poichè Brandon si sarebbe rifiutato di collaborare e avrebbe fatto troppe domande, alla fine per lui sono scattate le manette.

    “Attualmente mi trovo in un reparto psichiatrico dell’ospedale John Randolph contro la mia volontà.”
    [intervista telefonica del Times-Dispatch]

Fortunatamente il giudice del tribunale di Chesterfield ha ordinato, qualche giorno fa,  che il veterano Marine venisse dimesso dall’ospedale psichiatrico poichè non vi è motivo di prolungare la custodia di emergenza (leggi “Trattamento Sanitario Obbligatorio”).

24 Agosto: Brandon torna a casa e scrive su facebook: “Pillole o non-pillole, rimango un guerriero”.


        Lo psicoreato non comporta la morte: lo psicoreato è la morte.
        [ George Orwell, 1984]

       
Fonte: LoSai.eu

http://www.informarexresistere.fr/2012/09/07/condannato-a-30-giorni-in-psichiatria-per-dei-post-su-facebook/

Geoingegneria e manipolazione climatica: chi controlla il tempo che fa?

Che il clima stia cambiando sotto ai nostri occhi è ormai accettato da tutti, ma siamo solo noi gli artefici di questo cambiamento?
Geoingegneria Di Andrea Degl'Innocenti
Estati torride di terra secca e assetata, primavere scosse da nubifragi e alluvioni. Che il clima stia cambiando sotto ai nostri occhi è ormai accettato da tutti. Il dibattito si è spostato su altri aspetti della questione: il cambiamento è solo frutto del nostro stile di vita, conseguenza inevitabile dell'inquinamento atmosferico? Oppure esistono altri fattori, che non siamo in grado di controllare? Quanto influiscono sul meteo i sempre più numerosi esperimenti di manipolazione climatica? E a che scopo vengono effettuati? Per combattere il surriscaldamento globale oppure per accelerarlo?
La questione, in rete, è annosa e rischia di dividere in categorie contrapposte chi invece sta dalla stessa parte. Da un lato gli ambientalisti, concentrati sulla lotta all'inquinamento, sulla riduzione delle emissioni nocive, sul cambiamento degli stili di vita; dall'altro i cosiddetti “complottisti”, convinti invece che ogni azione intrapresa in tal senso sia destinata a fallire miseramente, non andando a colpire i veri artefici del crimine climatico.
Comunque la si voglia mettere, entrambi i ragionamenti partono da presupposti solidi. 1. È dimostrato scientificamente che l'inquinamento causato dalla produzione industriale e dai nostri stili di vita ha un impatto determinante nei cambiamenti del clima; 2. Esistono numerosi esperimenti che studiano come modificare artificiosamente il clima, causare pioggia o siccità, innescare tornado e nubifragi.
Di seguito ci avventureremo sul terreno accidentato della manipolazione climatica, partendo dai fatti più evidenti per spingerci oltre, a gettare uno sguardo su alcune teorie più articolate, difficili da dimostrare ma non per questo meno degne di essere approfondite o prese in considerazione. Partendo dal presupposto che non esiste alcun conflitto ex ante fra chi predica un passaggio a stili di vita più sostenibili e chi vuole indagare i tentativi di condizionare la vita sul pianeta.
Qualche tempo fa il prestigioso quotidiano britannico The Guardian pubblicava sul proprio sito internet la mappa qui sotto.

La mappa mondiale della geoingegneria realizzata da ETC Group
Si tratta di una mappa mondiale della geoingegneria prodotta dall'ETC Group, un'organizzazione internazionale che si batte per l'ambiente, la sostenibilità e i diritti umani. La geoingegneria consiste appunto nell'applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull'ambiente fisico, dall'atmosfera, agli oceani, alla biosfera, crisosfera, idrosfera, litosfera.
Allegato alla mappa vi è un interessantissimo documento che elenca - suddividendoli geograficamente paese per paese e nominando le istituzioni, gli enti e le multinazionali coinvolte - tutti gli esperimenti sul clima effettuati nel corso degli anni. Secondo tale dossier i primi esperimenti si sono svolti sul finire degli anni Quaranta in Honduras ad opera della United Fruit Company, oggi Chiquita, che ai tempi esercitava un potere enorme su una larga fetta dell'America del Sud.
Il documento si compone in tutto di 115 pagine piene di dati certificati che attestano un proliferare di esperimenti su come modificare il clima terrestre, per vari scopi. I più frequenti sono quelli riguardanti l'aumento o la diminuzione delle piogge; solo l'Italia ne conte ben sette differenti, dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Gli ultimi sono quelli del progetto Climagri, all'interno del quale sono stati realizzati test di riduzione della pioggia.
Il documento dimostra in maniera inequivocabile che sono in corso, da ormai più di sessant'anni, studi ed esperimenti su come manipolare il clima terrestre, condotti dai governi di tutto il mondo con il contributo di imprese private, istituti, multinazionali. Fin qui parliamo di dati di fatto incontestabili. Ci sono invece alcune domande a cui non è possibile rispondere in maniera altrettanto lineare: quali capacità di manipolazione climatica sono state raggiunte negli anni attraverso lo sviluppo della tecnica? Quanto questi esperimenti influiscono sui cambiamenti climatici? Con quali scopi vengono effettuati?
Il perché non sia possibile fornire risposte certe lo si intuisce: mancanza di documentazioni, reticenza da parte dei media e della classe politica ad affrontare apertamente queste tematiche, oscurantismo e tentativi di nascondere i veri scopi delle operazioni in questione. Ciò che possiamo fare è presentare le varie teorie, vagliare le ipotesi ed usare il buon senso per provare a rispondere – ovviamente non in via definitiva – ai tanti interrogativi che ci affollano la mente quando ci addentriamo in questioni così delicate.
LO SVILUPPO DELLA TECNICA
Partiamo con lo stato dell'arte. Secondo la scienza e la ricerca ufficiali la capacità umana di influire sul clima è minima. D'altra parte è ipotizzabile che molti esperimenti sul clima si svolgano all'interno di operazioni segrete finanziate dai governi e gestite dai servizi d'intelligence; che dunque i loro risultati non vengano divulgati pubblicamente né acquisiti all'interno del sapere scientifico condiviso. Alcuni dati sembrano dimostrare che la capacità di manipolazione climatica va molto oltre la posizione ufficiale della comunità scientifica.
Un recente articolo del Daily Mail riporta che un'equipe di scienziati assoldati segretamente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, sono stati in grado di generare 50 potenti temporali ad Abu Dhabi. Già nell'aprile 2007 il governo cinese annunciava fiero di aver provocato la prima nevicata artificiale sulla città di Nagqu. È dimostrato che si possono generare artificialmente tornado anche di grandi dimensioni, di cui si sta persino provando a trarre energia pulita.
D'altronde basta tornare con la mente agli esperimenti del prof. Pier Luigi Ighina per rendersi conto che condizionare il meteo non è cosa poi così fantascientifica. Davanti alle telecamere di Report, in una puntata di qualche anno fa, lo scienziato scomparso nel 2004, collaboratore in gioventù di Guglielmo Marconi, mostrava come addensare o disperdere le nuvole tramite uno strumento da lui realizzato: un'elica coperta di polvere di alluminio che a seconda del senso di rotazione si caricava positivamente o negativamente ed aveva effetti opposti sulle nubi, ora attirandole, ora respingendole.


Ighina, le cui teorie non sono mai state riconosciute dalla comunità scientifica, sosteneva anche di aver inventato un macchinario capace evitare i terremoti: una sorta di grande valvola attraverso la quale trova sfogo l'energia racchiusa nel sottosuolo. In fatto di condizionamento atmosferico Ighina non è certo l'unico esempio di scienziato fuori dal coro. Ancor prima di lui furono in molti a studiare i comportamenti dell'energia e della sua trasmissione. Nikola Tesla, nell'ultimo periodo della sua vita, stava lavorando ad un metodo di trasmissione dell'energia senza fili detto teleforce, ribattezzato dai media statunitensi “raggio della pace” o “raggio della morte” per via delle sue potenzialità distruttrici. Alla sua morte molti dei documenti dello scienziato furono sequestrati dalle autorità governative statunitensi e bollate come top secret.
Riprendendo gli studi di Tesla, negli anni Ottanta il fisico texano Bernard J. Eastlund, del MIT di Boston, registrò una serie di brevetti, di cui il primo chiamato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”. I suoi brevetti furono in seguito segretati e infine utilizzati per lo sviluppo del laboratorio Haarp, High Frequency Active Auroral Research Program, che ha lo scopo dichiarato di studiare l'effetto delle onde elettromagnetiche sulle comunicazioni, ma che secondo alcune teorie viene utilizzato per intervenire artificialmente sul clima.
Così un rapporto della Duma, il parlamento russo: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”.
QUALE INCIDENZA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI?
Scie chimiche
C'è chi sostiene che sostanze in grado di modificare il clima vengano già comunemente immesse nell'atmosfera sotto forma di scie chimiche.
È verosimile che lo sviluppo della tecnica sia giunto al punto di poter condizionare in maniera sensibile il clima. Resta da rispondere alle altre domande. Innanzitutto, queste eventuali tecniche vengono utilizzate? E a quali scopi? La risposta a queste domanda è oltremodo complessa. Navigando in rete è facile imbattersi in teorie che vedono la mano dell'uomo dietro a qualsiasi evento climatico estremo occorso negli ultimi anni. Tali teorie, per quanto affascinanti, sono spesso prive di prove concrete e arrivano a negare l'eventualità (evidente) che una catastrofe possa essere anche generata da cause naturali.
D'altra parte esistono trattati e documenti che dimostrano che sono in atto tentativi, più o meno concreti, di intervenire sul clima. Nel gennaio 2002 Italia e Stati Uniti firmarono un accordo chiamato “Cooperazione Italia-Usa su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici”. Il progetto aveva l'obiettivo dichiarato di sviluppare tecnologie per le energie rinnovabili, ma all'interno del rapporto si leggeva che fra gli scopi vi era la “esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione” e la “progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2”.
Più recentemente due ingegneri dell'Università di Harvard hanno annunciato l'intenzione di immettere solfati nell'atmosfera attraverso dei palloni aerostatici: una sorta di spray che sarebbe in grado di riflettere parte dei raggi solari, diminuendo così la temperatura del pianeta. L'esperimento si svolgerebbe per adesso soltanto su aree ristrette, ma i due non negano l'ipotesi di un futuro uso più esteso del metodo.
D'altronde c'è chi sostiene che sostanze in grado di modificare il clima vengano già comunemente immesse nell'atmosfera. Secondo una teoria molto diffusa in rete, miliardi di nanoparticelle verrebbero quotidianamente diffuse attraverso le cosiddette scie chimiche, scie di pulviscoli bianche e persistenti rilasciate in cielo da aerei non segnalati. Senza addentrarci nei dettagli della teoria, facilmente rintracciabile sul web, è curioso notare che una recente scoperta proveniente ancora da Harvard sembrerebbe confermare alcune intuizioni dei teorici delle chemtrails.
Secondo l'articolo del Daily Mail, che riporta i risultati dello studio, l'atmosfera sarebbe cosparsa in quantità diversa di “particelle atmosferiche della dimensione di una frazione di capello umano [che] potrebbero influire sul cambiamento climatico”. L'articolo non spiega da dove provengano tali particelle: potrebbero ad esempio essere frutto delle combustioni prodotte da inceneritori, automobili, ecc. D'altronde non si può escludere l'eventualità che siano state rilasciate appositamente nell'atmosfera per manipolare artificialmente il clima.
A QUALE SCOPO?
Sui motivi che spingono fondazioni, multinazionali, governi ad investire nella ricerca sulla manipolazione del clima il web è prodigo di spiegazioni, ma avaro di dati certi e credibili. La versione ufficiale fornita dagli enti coinvolti vuole, quasi in tutti i casi, che le ricerche sul clima siano effettuate per combattere il surriscaldamento globale o studiare i possibili scenari futuri.
Ma è pur vero che in passato esperimenti climatici sono stati effettuati per ben altri scopi. Bellici ad esempio. Alcuni documenti dei servizi segreti ormai desecretati testimoniano come negli anni della guerra in Vietnam gli Stati Uniti, nella cosiddetta Operazione Popeye, tentarono di prolungare la stagione monsonica sul Laos caricando le nuvole di ioduro d'argento.
Potrebbero poi sussistere motivazioni economiche. Sebbene si opponga ad ogni teoria cospirazionistica, Naomi Klein nel suo Shock Economy descrive minuziosamente come le multinazionali più potenti del pianeta traggano profitti enormi dai cataclismi ambientali, dai disastri, persino dal surriscaldamento globale. “Date le temperature bollenti, sia climatiche sia politiche, – scrive la giornalista canadese – i futuri disastri non avranno bisogno di cospirazioni segrete. Tutto lascia pensare che, se le cose restano come sono ora, i disastri continueranno a presentarsi con intensità sempre più feroce. La generazione dei disastri, dunque, può essere lasciata alla mano invisibile del mercato. Questa è un'area in cui il mercato funziona davvero”.
Esiste un'altra infinità di teorie, più o meno originali e fantasiose, sui motivi che stanno alla base della manipolazione climatica. Ciò che è importante ricordare è che seppure tali esperimenti fossero condotti in buona fede con lo scopo di limitare i mutamenti climatici, mettere le mani sul clima è di per sé un gioco rischioso e dalle conseguenze imprevedibili. Come avverte uno studio condotto da un team di scienziati di varie nazioni e riportato sul sito della European Geosciences Union, “una soluzione geoingegneristica ai cambiamenti climatici potrebbe causare una notevole riduzione delle piogge e avere effetti indesiderati per la Terra ed il genere umano”.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/clima/geoingegneria_manipolazione_climatica.html

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