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Cosa sta succedendo in Siria?

Di Salvatore Santoru Dopo la repressione delle proteste da parte delle truppe di Assad a Hama,che secondo fonti dell'opposizion...


Di Salvatore Santoru

Dopo la repressione delle proteste da parte delle truppe di Assad a Hama,che secondo fonti dell'opposizione  ha causato 142 morti,la questione siriana è giunta a un bivio:Londra  e Berlino non escludono  l'intervento militare,così come l'asse USA-Francia-Italia,e dunque si prospetta una nuova guerra imperiale con la "benedizione" dell'ONU come avvenuto per la Libia. Stando ai notiziari mainstream da una parte c'è il solito cattivo dittatore,il "nuovo Hitler" di turno che massacra il suo popolo e dall'altra pacifici e innocenti critici del tiranno che non aspettano altro che i "liberatori" con le loro bombe li salvino in cambio dell'adozione della "democrazia" e della "libertà" made in USA, più  la costruzione di qualche base militare magari .   Naturalmente le cose stanno diversamente da come vengono presentate alla cosiddetta " opinione pubblica "  e le semplificazioni in questi casi servono a poco,se non alla propaganda guerrafondaia che ha funzionato alla perfezione nel caso libico.

Chi sono gli oppositori del regime siriano?

Iniziamo subito col dire che il regime  degli Assad,sia padre che figlio,si è caratterizzato da sempre per la sua ferocia repressiva e il pugno di ferro contro i dissidenti e le voci critiche(cose abbastanza risapute tra l'altro).
Esso è stato ed è una sorta di  "stato di polizia" permanente dove la politica è dominata dal monopolio del partito Baath e di pochi altri movimenti e partiti vicini ad esso,in campo religioso è dominato dagli aluiti ,minoranza  sciita a cui appartiene la dinastia Assad,mentre la popolazione è in maggioranza sunnita.Ci sono state e ci sono giustamente numerose voci critiche di opposizione al regime degli Assad ,molto differenti sia nell'ideologia ,sia negli interessi e negli obbiettivi:si va da liberali,comunisti,anarchici,democratici  e così via  agli stessi dissidenti baathisti e ai nasseriani,a  frange delle classi meno abbienti e parti del ceto medio,vari intellettuali e artisti sino ai gruppi di ispirazione religiosa.Come si è appena visto ci sono molte tendenze e differenti modi di pensare nella galassia dell'opposizione siriana.Comunque,come sempre non è tutto oro quel che luccica,e nella galassia dell'opposizione siriana si annidano anche movimenti tutt'altro che inclini a ideali democratici e   libertari,come i fondamentalisti islamici.

Lo spettro del fondamentalismo islamico 

Mentre la libertà politica è abbastanza limitata,la libertà di religione,di culto,durante il regime degli Assad è stata sempre un cardine di esso:minoranze cristiane, islamiche sciite e altre  sono sempre state tollerate a differenza di molti altri paesi del Medio Oriente.Per questi e altri motivi Assad,così come Gheddafi,è odiato dal network fondamentalista islamico,che in Siria si manifesta politicamente sopratutto con i Fratelli Musulmani(divisi tra correnti più aperte e laiche e altre più fondamentaliste e intolleranti)e i salafiti,questi ultimi decisamente schierati nelle frange più estremiste del radicalismo islamico.Questo spettro del fondamentalismo islamico è decisamente da non sottovalutare,cosa che fanno per ovvi motivi molti paesi occidentali,tanto bravi a insegnare odio e diffondere propaganda  antislamica  in patria e a creare e finanziare gruppi estremisti  e terroristi nei paesi arabi.Non solo:c'è da ricordare che molti gruppi che fanno riferimento all'ideologia islamista sono finanziati dall'Arabia Saudita o meglio dalla dinastia degli Al Saud,che come è risaputo è la quinta colonna dell'imperialismo statunitense dell'area nonchè fornitore maggiore del petrolio alle compagnie dello Zio Sam.Certamente ci sono molti tipi di islamismo politico e di gruppi islamici diversi da quelli appena citati,ma il pericolo della conquista della Siria da parte del fondamentalismo islamico non è per nulla da sottovalutare.

I Neocolonialisti vogliono la Siria

Un altro pericolo,oltre al già citato fondamentalismo islamico,è rappresentato dal desiderio neocolonialista delle potenze occidentali di conquistare la Siria:infatti Francia,di cui la Siria è un'ex colonia,Gran Bretagna,USA hanno intenzione di mettere gli  artigli su quel paese dall'importanza strategica e geopolitica tutt'altro che relativa nello scacchiere mediorientale e internazionale.Così come successo per la Libia,l'imperialismo  pensa di cavarsela con la solita propaganda della "protezione dei civili" e con il beneplacito dell'ONU.Un'altro elemento importante per gli imperialisti  è la "protezione" di Israele: con la Siria eliminata dal gioco verrebbe meno quello che è considerato il maggior nemico dell'area per lo stato israeliano .Non solo:come ben si sa la Siria è il paese più vicino politicamente all'Iran e agli Hezbollah libanesi,e senza di essa USA e "alleati" avrebbero la strada spianata nel'accerchiare l'Iran.

Cosa succederà

La rivolta siriana dura ormai da sei  mesi.Inizialmente collegata al fenomeno della cosiddetta "primavera araba" con il tempo è andata diversificandosi e andando a perdere il suo intento originario,anche grazie all'infiltrazione e alla strumentalizzazione di essa da parte di gruppi fondamentalisti islamici. Ora le potenze occidentali hanno intenzione di spingere verso un'intervento militare(in tal caso tenteranno  di mettere fine alla guerra in Libia con la divisione del territorio e il petrolio saldamente nelle mani delle loro compagnie)sia diretto oppure usando il loro "agente" mediorientale,cioè lo stato di Israele. Non è improbabile comunque anche un tentativo estremo di conciliazione con il regime degli Assad (stato canaglia amico-nemico da sempre molto ambiguo per l'Occidente) . Invece per il popolo siriano la migliore ipotesi sarebbe il rifiuto di qualunque coinvolgimento militare e politico da parte dell'Occidente e il riconoscimento dei suoi diritti e delle sue libertà,e se possibile la fine del regime degli Assad ,o un  forte cambiamento  politico e sociale , orientato verso  maggiore democrazia e libertà reale.

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