Orwell e lo Stato moderno

ott 1, 2012 0 comments

Di Paolo Amighetti
http://roadliberty.blogspot.it
Il famoso romanzo di George Orwell 1984 è ambientato entro i confini di un superstato totalitario denominato Oceania. La vicenda si svolge a Londra, capitale della provincia di Pista Prima. [1] Sin dalle prime righe l'autore ci illustra lo scenario desolante del centro urbano, tappezzato di colossali manifesti sui quali campeggia il volto «d'un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi, ma non sgradevoli».

Una scritta ricorre su ogni muro: «Il Grande Fratello vi guarda». Le strade della Londra orwelliana sono sporche, gli edifici decadenti. Molti quartieri sono devastati dai bombardamenti e ricoperti di polvere di calcestruzzo; l'aria, colma di smog e di odori sgradevoli, è irrespirabile. Il protagonista del romanzo, Winston Smith, conduce una vita squallida scandita dai ritmi del lavoro mattutino e pomeridiano. Abita in una piccola camera al settimo piano degli «Appartamenti della Vittoria», fatiscenti alloggi di proprietà dello Stato.
Non appena Winston varca l'ingresso domestico, volta istintivamente le spalle al teleschermo che troneggia nella stanza. L'apparecchio, ai nostri occhi, appare subito come il simbolo del regime di Oceania. La sua invadenza e la sua perfezione tecnica sono sottolineate sin dalle prime pagine: «Il teleschermo riceveva e trasmetteva simultaneamente. Qualsiasi suono che Winston avesse prodotto, al di sopra d'un sommesso bisbiglio, sarebbe stato colto; per tutto il tempo, inoltre, in cui egli fosse rimasto nel campo visivo comandato dalla placca di metallo, avrebbe potuto essere, oltre che udito, anche veduto». Il protagonista è attanagliato dalla paura di lasciarsi sfuggire un qualunque gesto che possa smascherare la sua intima repressione per questo assurdo stato di cose. Se fosse scoperto diverrebbe preda della Psicopolizia, terribile organo di difesa dello Stato che punisce non tanto i criminali comuni, quanto i cosiddetti «psicocriminali»: coloro che rifiutano di aderire all'ideologia dominante.
Gli occhi del regime, mai stanchi di osservare e indagare, sono sempre aperti e puntati sui cittadini. Per il dissidente sono previste le più tremende punizioni e, quasi sempre, di chi è stato catturato dalla Psicopolizia si perdono le tracce e il ricordo. Il lettore scoprirà presto che «l'unica cosa che funziona per davvero in Oceania è la Psicopolizia». L'onnipotenza della polizia segreta accomuna l'immaginario regime orwelliano a parecchie dittature moderne.

Hitler istituì in Germania la cosiddetta Gestapo. In Unione Sovietica le forze dell'ordine incaricate di difendere con la violenza lo status quo ebbero diversi nomi: i bolscevichi crearono durante la guerra civile russa la Čeka, sostituita prima dal GPU, poi dall'NKVD e dal KGB. La vita dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca era monitorata e controllata dagli agenti della Stasi. Durante il Ventennio fascista l'Italia fu sorvegliata dall'occhio dell'OVRA mussoliniana. Nella Romania socialista c'era la Securitate, nell'Albania popolare la Sigurimi. Tuttora in Cina, Iran, Corea del Nord esistono simili organizzazioni grazie alle quali questi regimi controllano e puniscono ferocemente i dissidenti. Ciò che differenzia la Psicopolizia orwelliana dalle sue controparti reali è il controllo totale del pensiero, e non solo degli atti, di ogni individuo. Anche gli agenti cinesi, sovietici, tedeschi e nordcoreani esercitarono o esercitano tecniche di lavaggio del cervello sui prigionieri politici [2]: Orwell nel descrivere gli orrori della Psicopolizia si ispirò probabilmente alle pratiche dei nazisti e dei bolscevichi.

In Oceania esistono quattro ministeri, che amministrano gli affari interni ed esterni. I loro nomi sono bizzarri: «Ministero dell'Amore», «Ministero della Pace», «Ministero dell'Abbondanza», «Ministero della Verità». Essi si occupano rispettivamente, a dispetto dei nomi, della tortura e rieducazione dei cittadini meno ortodossi, della guerra, della collettivizzazione dei beni e della falsificazione dei documenti e delle fotografie a scopi politici. [3] Winston lavora al Ministero della Verità, e quotidianamente svolge accurate modifiche a foto compromettenti e scomode testimonianze scritte. Il controllo del passato, la manipolazione delle fonti e dei documenti, la pianificazione del futuro sono tratti che fanno assomigliare il regime di Oceania all'URSS staliniana e alla Corea del Nord di Kim Il- Sung e Kim Jong-Il. È noto il caso di una foto che ritraeva Lenin su un palco, ai piedi del quale c'erano Trotsky e Kamenev. Stalin, una volta al potere, ordinò di eliminare dalla memoria collettiva i rivoluzionari che si erano opposti alla sua ascesa: di conseguenza la fotografia venne ritoccata e le due figure invise al regime scomparvero dall'immagine. Allo stesso modo, dopo la destalinizzazione la figura del dittatore georgiano venne rimossa dalle scene dei film di propaganda. Per chi è sottomesso all'autorità di un regime totalitario il passato è mutevole: può essere trasformato ogniqualvolta faccia comodo alla casta per poi venire nuovamente modificato per rafforzare il potere del potente di turno. Lo Stato pretende così di cancellare la realtà e di modellarla: così, ufficialmente, alcuni fatti non si sono mai verificati e alcune persone non sono mai esistite. Pratiche di questo genere vengono sistematicamente messe in atto dal regime nordcoreano. Le menzogne si accavallano alle bugie e in questa nebbia riuscire a conoscere il vero passato diventa impresa impossibile. [4]

Il partito inventato da Orwell somiglia alle tentacolari e gigantesche burocrazie dei regimi comunisti totalitari come l'URSS, la Cina di Mao o la Corea del Nord. Esso è suddiviso in due parti, il partito interno e quello esterno. Nel primo lavora l'élite governativa, composta da individui dotati di privilegi speciali rispetto agli altri cittadini; nel secondo una quantità molto maggiore di impiegati e funzionari di minore importanza. Essi vivono in genere di stenti e conducono un'esistenza piatta e squallida. Winston fa parte del partito esterno. Egli non è nemmeno a conoscenza di ciò che accade nel partito interno, dove comanda la misteriosa figura del Grande Fratello. La stragrande maggioranza degli abitanti di Oceania non ha incarichi nell'organizzazione governativa. Un importante pensatore elitista, Gaetano Mosca, sosteneva che più un Paese è vasto, più l'oligarchia al potere è ristretta: i funzionari del partito interno sono meno del 2% della popolazione dell'immensa Oceania (che ingloba le Americhe, l'Australia, il Sudafrica e la Gran Bretagna). I prolet, facilmente riconducibili alle masse proletarie delle quali anche Lenin non si fidava, ammontano all'85% della popolazione totale e vivono ignari come animali di tutto ciò che li circonda. La loro miseria è ancora più nera di quella di Winston e la loro esistenza non arreca danno alcuno al potere del partito. Non sono monitorati con la stessa perfetta accuratezza con cui sono osservati gli altri abitanti: la loro totale mancanza di intelletto e volontà li rende inoffensivi.

Lo Stato orwelliano si fa carico della crescita e dell'educazione dei suoi sudditi sin dalla nascita e accompagna tutta la sua esistenza, fino alla morte. In Oceania i giovani vengono inquadrati nell'organizzazione delle "Spie", indottrinati secondo le rigide norme del partito e addestrati a condannare e denunciare le forme più lievi di eterodossia dei genitori e di chiunque altro. Anche questo è un tratto comune a tante dittature, alle quali Orwell si ispirò per la stesura del suo capolavoro. In Germania fu istituita la Hitlerjugend, la gioventù hitleriana; in URSS i bambini e i ragazzi entravano a far parte del «movimento dei Pionieri» e nel Komsomol; il fascismo irreggimentò la gioventù nell'Opera Nazionale Balilla e poi nella Gioventù Italiana del Littorio.

Simili organizzazioni sono presenti in Corea del Nord, Cina e Vietnam. Dopo il lavoro, i cittadini di Oceania sono «invitati» a prendere parte alle riunioni di partito e delle leghe impegnate nell'abolizione dell'eterodossia: facile accostare tali iniziative all'Opera Nazionale del Dopolavoro vigente nell'Italia fascista e ad analoghe istituzioni presenti nei regimi comunisti. Per il partito di Oceania è infatti fondamentale controllare anche il tempo libero di ogni cittadino, al fine di sorvegliarne ogni aspetto dell'esistenza.

Non devono esistere svaghi che il partito ritenga sconvenienti, o poco devoti all'ideologia. Il controllo assoluto attuato dal regime orwelliano, ingigantito ed estremizzato dall'immaginazione di un grande narratore, affonda le sue radici nella progressiva radicalizzazione dello statalismo europeo, che ha portato nella prima metà del XX secolo alla nascita del totalitarismo.


Note

1. Il nome «Pista Prima» ha sostituito il toponimo «Inghilterra» in un momento imprecisato della rivoluzione precedente alla nascita della dittatura di Oceania.

2. Per approfondimenti in merito al sistema concentrazionario nordcoreano, russo e cinese, si veda Courtois, Werth, Panné, Paczowski, Bartosek, Margolin, Il libro nero del comunismo (Milano, Mondadori 1998). In merito alla DDR e alla repressione comunista in Europa, si veda Courtois, Gauck, Jakovlev, Malia, Laar, Cvetkov, Ognjanov, Šarlanov, Rusan, Neubert, Yannakakis, Baillet, Il libro nero del comunismo europeo (Milano, Mondadori 2006).

3. Per inciso, il «Ministero della Difesa» ai giorni nostri si occupa della guerra preventiva, che oggi si chiama «missione di pace».

4. Accostare l'Italia alla Corea del Nord è un po' azzardato, ma anche da noi lo Stato offre alle masse una versione distorta dei fatti storici: che dire della mitizzazione del Risorgimento e della Resistenza?

Fonte:http://roadliberty.blogspot.it/2012/10/orwell-e-lo-stato-moderno.html

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