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Gf Vip, l'ex marito della Marchesa: "Lei non è nobile"


Di Anna Rossi

Il caso della Marchesa D'Aragona - è nobile oppure no? - continua a far discutere fuori e dentro la casa del Gf Vip e ieri a Domenica Live sono venute fuori rivelazioni inaspettate.

Perché questa volta, oltre ai soliti attacchi e alle solite persone che l'hanno accusata di essere inventa una bella e buona stori sul suo titolo nobiliare, a parlare è il suo ex marito. L'uomo, nel salotto di Barbara D'Urso, ha spiegato che "quando stava con me non era assolutamente nobile". "Siamo stati insieme fino al 2007 - racconta l'uomo - e lei non mi ha mai detto nulla di tutto ciò. Lei lavorava in questo centro estetico, gestiva la sua immagine e vendeva creme".
L'uomo, quindi, mette alle strette la concorrente del Gf Vip e non ci gira troppo attorno nell'accusarla di aver mentito: "Prima di finire in tv non ha mai fatto così. Quello nobile dei due sono io. Sono barone da parte di padre".
Le parole dell'ex marito della Marchesa non hanno bisogno di tante spiegazioni. La concorrente del Gf sta prendendo tutti in giro?

Grande Fratello, Veronica Satti riceve sms in diretta da papà Bobby Solo

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Blitz Quotidiano

Un sms inviato in diretta e letto nello studio del Grande Fratello. Bobby Solo torna a cercare Veronica Satti, dopo anni di battaglie in tribunale, e le scrive: “Mi dispiace, per me meritavi di vincere”.

Questo il messaggio che il cantante ha inviato a Marco Doni, capostruttura Mediaset, affinché la figlia sapesse cosa provava.
La storia tra Veronica e Bobby Solo è minata ormai da tempo. Lui ha sempre provveduto economicamente alla figlia, che non vede da oltre 15 anni, ma lei ha sempre cercato un rapporto e un confronto col padre. I loro diverbi sono così finiti in tribunale e ormai da anni si parlano solo tra avvocati.
Durante la sua esperienza nella casa, però, Veronica ha più volte ribadito come già fato in passato di volere un rapporto padre-figlia con Bobby Solo e di non essere interessata ai suoi soldi, tanto che anche Cristiano Malgioglio aveva detto la sua, criticando la scelta del cantante di non vedere la giovane.
E così nelle ultime settimane la famiglia potrebbe riunirsi: Bobby Solo aveva già dichiarato di essere pronto a rivedere Veronica, ma poi le ha regalato una sorpresa inaspettata proprio durante la finale. Barbara D’Urso, la conduttrice, ha preso il telefono del capostruttura Marco Doni e ha dichiarato:
“Aspettate un attimo mi stanno facendo segni. Giuro che non era programmato. Questo non è il mio telefono, ma di Marco. E’ arrivato un sms da Bobby Solo”.
E dopo questa premessa, Veronica Satti è rimasta senza parole perché nessuno si aspettava nulla:
“Cara Veronica mi dispiace per me meritavi di vincere. Ti sei comportata più che bene. Per me hai vinto tu perché, resistendo a tutto quello stress e a quelle polemiche, ci siamo riavvicinati per comprenderci. Un bacio, tuo papà Roberto Satti, in arte Bobby Solo”.

Grande Fratello, la scelta drastica di Pier Silvio Berlusconi: "Si fa e basta"

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Libero

"Non esistono programmi esauriti, esistono programmi fatti male o fatti bene. E condotti in maniera intelligente. Quindi il Grande Fratello si fa. Aspetto le vostre proposte". E' con assoluta determinazione che Pier Silvio Berlusconi, qualche settimana fa, ha chiuso la polemica con lo staff Mediaset che voleva fermare il Grande Fratello 2018 a causa del rischio flop per inflazione da reality.

Dopo il GF Vip (quasi 5 milioni di spettatori e il 25,7% di share) e l'Isola dei Famosi (4,5 milioni e il 24%) in onda uno dopo l'altro su Canale 5, riporta il Corriere della Sera, un nuovo reality poteva essere un fallimento totale. Ma Berlusconi Jr non si è lasciato convincere. Anzi ha rilanciato con GF inteso come "reality permanente". E alla fine i numeri gli danno ragione visto che l'ultima puntata del Grande Fratello ha superato il 27% di share. 

Ascolti Tv, Grande Fratello battuto dal commissario Montalbano (in replica): oltre 6 milioni di spettatori

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Di Salvatore Santoru

Il commissario Montalbano sconfigge il Grande Fratello.
Come riporta 'Tv Zap'(1), la fiction di Rai1(tra l'altro in replica) ha conquistato ben 6 milioni e 385mila telespettatori e il 27.11% di share. 



Invece, il programma condotto da Barbara d’Urso si è fermato a 3 milioni 479mila telespettatori, conquistando il 20.95% di share.

NOTA:

(1) http://tvzap.kataweb.it/news/227353/ascolti-tv-la-replica-de-il-commissario-montalbano-batte-il-grande-fratello-con-oltre-6-3-milioni-di-telespettatori/

Grande Fratello, bufera sui post shock del concorrente Danilo. Ecco di che cosa si tratta

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Di Salvatore Santoru

Bufera sul trentunenne concorrente del GF Danilo Aquino.
 Andando maggiormente nello specifico, e stando a quanto riportato da diversi siti web tra cui il Sussidiario(1), il noto sito web di gossip BitchyF(2) ha reso noto che il giovane concorrente del Grande Fratello si sarebbe reso protagonista di alcuni commenti di stampo omofobo e razzista sui social.

Ora lo stesso Danilo potrebbe rischiare l'espulsione.

PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2018/04/grande-fratello-laccusa-choc-a-danilo-e-razzista-e-contro-i-gay-002515111.html .

NOTE:

(1) http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/4/18/Grande-Fratello-2018-Eliminato-Simone-Filippo-e-Valerio-in-nomination-Barbara-D-Urso/816900/

(2) https://www.bitchyf.it/omofobia-grande-fratello-danilo/

Mary Falconieri operata al seno per evitare il cancro, l’amato Giovanni Angiolini è al suo fianco

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Di Valeria Morini

Mary Falconieri ha subito un intervento che ha previsto l'asportazione del seno, come aveva annunciato giorni fa. La concorrente del Grande Fratello 2015 si è sottoposta a mastectomia totale delle ghiandole mammarie presso l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, un'operazione volta a prevenire il fortissimo rischio di contrarre un tumore a causa di una mutazione genetica. L'intervento è andato bene, come comunica su Facebook il fratello Luca Falconieri, che in un post mostra il compagno di Mary, Giovanni Angiolini, al suo capezzale con un mazzo di fiori. Il medico del GF, cui è legata da due anni, è stato al suo fianco in questo momento delicato. "Il coraggio di una leonessa e la forza dell'amore", scrive Luca, a testimoniare come tutto sia finito per il meglio.

Perché Mary Falconieri si è operata, la madre ha contratto un tumore

Mary aveva rivelato l'intenzione di sottoporsi all'operazione in tv, in una puntata di Pomeriggio 5 dei primi di settembre. La ex gieffina ha spiegato di aver preso questa difficile decisione per la sua predisposizione genetica al cancro, che ha già colpito numerose donne della sua famiglia tra cui la madre.

Ho una storia familiare critica. Mia madre si ammalò di tumore 10 anni fa, mia zia uguale così come sua figlia. Mamma è stata colpita quando aveva 35 anni, mia zia 37 e mia cugina 31. Sotto consiglio dei medici mi sono sottoposta al test genetico per capire se avessi questa predisposizione al tumore. Si tratta di una mutazione genetica del gene BRCA1 che colpisce il seno al 60% e le ovaie al 40%. Per questo motivo, benché io abbia solo 25 anni, ho deciso di sottopormi alla mastectomia totale bilaterale, che consiste nell'asportazione delle ghiandole mammarie per ridurre a zero la possibilità di contrarre questo tipo di cancro. In questo momento ho l’85% di possibilità di ammalarmi. Vedo mia madre soffrire tutti i giorni a causa degli interventi, della chemioterapia e della radioterapia ed è anche per questo che ho preso questa decisione.

Il precedente: il caso di Angelina Jolie

La mastectomia totale bilaterale è nota grazie a un altro personaggio del mondo dello spettacolo che ha deciso di sottoporsi allo stesso intervento. Si tratta di Angelina Jolie, che nel 2013 si è fatta asportare i seni a causa della medesima mutazione genetica, che ha causato la morte per cancro di tre membri della sua famiglia (la madre, la nonna e la zia). La Jolie si è successivamente sottoposta a un intervento di rimozione delle ovaie, sempre a scopo preventivo.

Fonte e articolo completo: http://gossip.fanpage.it/mary-falconieri-operata-al-seno-per-evitare-il-cancro-l-amato-giovanni-angiolini-e-al-suo-fianco/

La cibernetica per il controllo delle masse


Di Cristoforo Barbato
Marchi elettronici di identificazione, microchip sperimentati sugli animali da allevamento, nasconderebbero, in realtà, un sistema di sorveglianza globale degli esseri umani, un Grande Fratello che potrebbe presto spiarci dall’interno. Diverse compagnie internazionali – non è fantascienza ma notizia ufficiale – stanno consultando gli scienziati sulla possibilità di sviluppare microchip atti ad essere impiantati nel personale delle aziende per quantificarne la puntualità e gli spostamenti. La tecnologia, già testata su animali e volontari umani, consentirà alle ditte di seguire, passo per passo, il loro staff all’interno e fuori dagli uffici.
 Il Prof. Kevin Warwick dell’Università di Reading, Gran Bretagna, uno dei maggiori esperti in cibernetica, è stato contattato da rappresentanti di due importanti compagnie di software, una britannica e una americana, la Blackbaud Inc., considerata il gigante del software. Grandi quanto un chicco di riso i biochip impiantabili della nuova generazione sarebbero in grado di registrare i pensieri e sensazioni di un individuo. Warwick è balzato agli onori della cronaca nel 1998, quando si fece impiantare chirurgicamente un micro-trasmettitore nell’avambraccio, mediante il quale dimostrò come un computer potesse seguire ogni suo movimento, usando dei detectors disseminati nell’edificio in cui lavorava. “Il potenziale per le aziende è ovvio, potranno sapere in ogni momento dove si trovano e con chi sono i loro impiegati”. 



Warwick ammette che molti saranno scioccati all’idea: “capisco che si tratta di spingersi ai limiti di ciò che una società libera può tollerare ma, tutto sommato, in molte aziende si utilizzano già distintivi magnetici di riconoscimento e credo che questo sia solo il gradino successivo”. 
La ricerca si basa su precedenti esperimenti condotti da colossi delle telecomunicazioni, come la AT&T. La prima applicazione pratica di tale tecnologia, tuttavia, si avrà sugli animali da compagnia e non sugli umani. Difatti, secondo le nuove leggi governative sul cosiddetto “passaporto per animali” – che dal 2001 ha rimpiazzato il vecchio sistema della quarantena – è obbligatorio infatti inserire un microchip sottocutaneo nei cani e nei gatti per poter sempre identificarne il proprietario.
Diversi rappresentanti delle forze di Polizia Britanniche e degli Stati Uniti si sono dimostrati interessati alla tecnologia degli impianti. A parere di Warwick, accettare di sottoporsi a questa operazione potrebbe divenire condizione essenziale per ottenere la libertà vigilata oppure il rilascio di un porto d’armi. 
Stando ai risultati di ricerche da lui condotte insieme ad un’équipe di studiosi inglesi, si tratta di giungere alla realizzazione di un microprocessore capace di trasmettere “sensazioni” da una persona all’altra. Il chip consentirebbe in futuro di poter comunicare attraverso la sola forza del pensiero. “Adesso – ha dichiarato Warwick – avviamo la sperimentazione e ci accontentiamo di piccoli risultati. Ma il mio obiettivo a lungo termine, alla base del progetto, è riuscire a far parlare due individui solo con il pensiero”.



Per quanto apparentemente uscite da una sceneggiatura cinematografica, tali tecnologie non solo sono reali e impiegabili, ma già disponibili da diversi anni, e nelle mani di multinazionali come la IBM, la British Telecom, la Texas Instruments, la Hughes, solo per citarne alcune. 
I chip in questione, veri e propri marchi elettronici d’identificazione, a livello ufficiale, verrebbero impiegati esclusivamente per controllare o identificare specie d’allevamento, uccelli, pesci e perfino animali domestici. Grandi quanto un chicco di riso i biochip impiantabili della nuova generazione sarebbero in grado di registrare i pensieri e sensazioni di un individuo .
La loro applicazione prevederebbe in realtà la “sperimentazione” anche sugli esseri umani che, secondo numerosi ricercatori e giornalisti, sarebbe stata messa in atto già da alcuni anni e le cui finalità nasconderebbero una oscura minaccia. Tali congegni – microprocessori passivi grandi quanto un chicco di riso – possono essere impiantati sotto pelle grazie ad una siringa ipodermica ad aria compressa.



 Gli scienziati della British Telecom sono impegnati nello sviluppo di un nuovo progetto tecnologico pronto per l’impiego e la distribuzione nel 2025. L’incisione sugli individui del codice a barre, contenente, secondo alcuni, il numero 666, rientrerebbe in un nuovo programma per la sicurezza nelle contrattazioni commerciali elettroniche Il microchip, da tecnologia futuristica, verrà impiantato sugli umani nel cranio e sarà in grado di registrare pensieri, esperienze e sensazioni del soggetto. Il suo nome? Soul Catcher 2025 (Acchiappa Anima del 2025). L’impianto, secondo Winter, consentirà agli scienziati di registrare la vita delle persone e di “riascoltare” le loro esperienze tramite un computer. 



Il progetto è condotto dai Laboratori Martelsham Heath della B.T. presso Ipswich, Gran Bretagna, località nota come sede di installazioni elettroniche top-secret degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Il Soul Catcher 2025 consiste in un chip neurale che, posto dietro gli occhi di una persona ne archivierà ogni pensiero, un po’ come la scatola nera di un aereo memorizza tutti i dati di volo. Le implicazioni etiche sono molto profonde, poiché le registrazioni dell’intera vita di una persona potrebbero venire riascoltate e rivissute, anche dopo la sua morte. Tutto potrebbe venire trasmesso ad un altro individuo o persino ad un neonato.
Sappiamo del coinvolgimento della Hughes e della Texas Instruments. Esiste una somiglianza sconcertante tra questi impianti e le descrizioni di quelli rimossi chirurgicamente da addotti nei casi di presunti rapimenti alieni (abductions). Il Soul Catcher della B.T. ha un più sinistro e preoccupante cugino: l’impianto a microcircuito neurale 2020 della IBM. 



Un documento della Intelli-Connection, Divisione Sicurezza della IBM, intitolato “Eyes only: Project Group 7A” e classificato come livello 9 di segretezza, relativo all’impianto, è trapelato rivelandone le recenti sperimentazioni. Sviluppato come ausilio per il “controllo del crimine”, l’apparato è stato testato in diverse prigioni federali del Massachusetts, della California e del Texas, nonché in alcune case di cura private, in barba ai divieti delle leggi federali. Gli impianti testati sui detenuti diventavano una sorta di “registratori parlanti” di tutti i loro movimenti. Il dipartimento di correzione della California ne sta già esplorando l’impiego su larga scala. Quando gli impianti vengono puntati sulla frequenza di 116 MHz, la natura aggressiva di alcuni individui si riduce notevolmente. Nel rapporto si menziona un caso di aggressione al personale del carcere da parte di due soggetti messi “fuori combattimento” mediante gli impianti. Per restare in tema di sistemi di stoccaggio, alcuni scienziati stanno studiando la possibilità di costruire microcircuiti a livello bio-molecolare, sulla scorta degli ultimi sviluppi della biogenetica. Se il progetto avesse successo, le dimensioni dei microchip in questione sarebbero minuscole e capaci di memorizzare miliardi di dati, evitando così il problema fisico dell’archiviazione informazioni. Sarebbe solo necessario impiantare il 5% della popolazione, percentuale che corrisponde pressappoco al numero di leader politici e militari, individui facoltosi e professionisti illustri nelle varie discipline che influenzano la restante parte degli individui del pianeta.
In un simile contesto si inserisce una clamorosa notizia, apparsa anche sulla stampa italiana: un nuovo progetto per la sicurezza del commercio elettronico, che, secondo qualcuno, nasconderebbe un programma segreto per la schedatura elettronica non solo dei criminali, ma forse di tutta la popolazione terrestre. Prevederebbe l’incisione di un tatuaggio di un codice a barre su ciascuno di noi, un marchio di identità, che permetterà di effettuare acquisti ed altre operazioni di pagamento in rete. Realizzato con inchiostro invisibile, ma rilevabile dai lettori di codici a barre, il tatuaggio è stato ideato da Thomas W. Heeter di Houston, Texas. Il brevetto, regolarmente registrato all’US Patent & Trademark Office, risale al Settembre 1996, un mese dopo l’uscita del film “L’esercito delle 12 scimmie” dove il protagonista Bruce Willis aveva un codice a barre tatuato sul collo a scopo identificativo. 



Evidente la corrispondenza con l’omonimo codice a barre del tipo più comune (EAN). 



Secondo alcuni, il codice conterrebbe una componente satanica con il numero 666 riconoscibile nei tre gruppi di barre. Le barre sono associate a cifre, che si aggiungono alle 13 cifre funzionali. Ognuna di esse ha il valore sei, sicché formano la cifra 666, sovrimposta ad ogni codice a barre.



 Questo codice universale, operativo dal 1977, venne approvato dall’ONU nel 1972. Tali iniziative non rappresentano casi isolati.   La Global Monetary, a proposito dell’offerta di denaro per la sperimentazione, ha fornito le seguenti motivazioni: “Sappiamo che il pubblico ha una certa diffidenza verso l’idea di farsi impiantare strumenti elettronici, per cui abbiamo pensato di offrire un sostanzioso incentivo fin quando questa pratica non avrà ottenuto il consenso del pubblico.”

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Comunque sia, lo sviluppo e l’impiego di microchip e impianti elettronici rientra nei programmi segreti inerenti le operazioni di Mind Control da più di trent’anni condotti sull’uomo all’insaputa dell’opinione pubblica. Ricerche, la cui esistenza ancora oggi, nonostante dichiarazioni e testimonianze, costituiscono un argomento ostico da affrontare pubblicamente per le autorità governative e l’establishment politico militare. Quanto finora esposto purtroppo non costituisce la sceneggiatura di una spy-story, ma la prova concreta della realizzazione di un’oscura trama, tessuta segretamente a scapito dell’intera umanità e finalizzata al “controllo” diretto e totale di ogni singolo individuo. 



Un programma, la cui regia va individuata in quel Governo Ombra i cui membri, con ogni mezzo e attraverso diversi e sofisticati sistemi, promuovono l’insediamento di un Nuovo Ordine Mondiale, tanto caldeggiato, ma che in realtà mira solo alla totale sottomissione del genere umano. 

Il Grande Fratello Usa : ecco come Prism spia il mondo

Di Ella Baffoni

Prima la rivelazione che l’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) aveva raccolto i tabulati dei telefoni dei giornalisti dell’ Associated Press. Poi lo scoop del Guardian sulla raccolta degli stessi meta-dati in modo massivo presso uno dei maggiori operatori telefonici, Verizon.

Ora le rivelazioni del Washington Post sul monitoraggio dei server di nove giganti della rete: Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, e forse Dropbox. Tempistica curiosa che deve aver incendiato il viaggio del presidente Obama verso la California dove è programmato l’incontro con il premier cinese Xi Jinping. Ironia della sorte (ma è solo una coincidenza?) sul tavolo c’è anche la discussione sulla cybersicurezza, punto di attrito tra i due Paesi.

L’ultimo scoop si chiama «Prism», un programma usato dall’intelligence per estrarre dalla rete «audio, video, fotografie, e-mail, documenti, password e username e tracciare nel tempo l’attività degli americani sulla rete», anche focalizzandosi sul traffico estero che spesso utilizza i server statunitensi. Prism sarebbe, secondo l’autorevole quotidiano Usa, la fonte principale delle informative fornite ogni mattina al presidente degli Stati Uniti, che l’avrebbero citato 1.447 volte solo nel 2012. In più, sostiene il Guardian, i servizi inglesi, il Government Communications Head Quarter (Gchq), avrebbero avuto accesso a Prism almeno dal giugno 2010 producendo ben 197 dossier nel 2012. 


In sostanza, sarebbero nella disponibilità dell’intelligence tutti i dati e i contenuti che viaggiano online in Occidente. Altri meta-dati verrebbero raccolti, scrive il Wall Street Journal, anche tra gli utenti di AT&T - 107,3 milioni di clienti per i cellulari e 31,2 per la telefonia fissa - e Sprint - 55 milioni di utenti - oltre ai 121,1 milioni di Verizon, ai quali si aggiungono i dati di tutti gli acquisti tramite carte di credito. I provider smentiscono, uno dopo l’altro.

Il più deciso è Facebook: Joe Sullivan, capo della sicurezza, sostiene che «nessun governo ha accesso diretto ai server di Facebook. Quando ci arriva una richiesta, la valutiamo attentamente e forniamo informazioni solo se previsto dalla legge». Steve Dowling, di Apple, sostiene di non aver mai sentito parlare di Prism. Google «si preoccupa seriamente della sicurezza dei dati degli utenti» e sostiene di non avere una «back door» da cui il governo possa accedere ai dati privati degli utenti; informazioni personali vengono fornite solo dietro precise richieste a norma di legge.

Sta di fatto che lo scandalo è rovente se il New York Times scrive che sulla privacy e la sicurezza dei dati «l’amministrazione ha ormai perso ogni credibilità. Obama sta dimostrando la verità lapalissiana che l’esecutivo utilizzerà ogni potere di cui dispone e probabilmente ne abuserà. Anche per questo abbiamo a lungo sostenuto che è stato un azzardo approvare il Patriot Act, nel culmine della paura provocata dall’11 settembre 2001. Ora lo scandalo mina la fiducia in Obama persino tra i suoi più tenaci sostenitori». 


Che il Prism sia una realtà lo conferma lo stesso presidente Obama. «Non potete avere il 100 per cento di sicurezza e quindi il 100 per cento di privacy e nessun problema», ha detto il presidente, rispondendo alle polemiche divampate sulla stampa. «Nessuno - ha aggiunto - sta ascoltando le vostre telefonate. Questo non è l’obiettivo di questo programma», in primo piano c’è la sicurezza e la lotta al terrorismo: i dati raccolti servono a questo.

A questo proposito James Clapper, direttore dell’intelligence americana, disapprova che la notizia sia venuta a galla: «Le informazioni raccolte sono importanti e preziose e vengono usate per proteggere la nazione». Prism, ricorda, è autorizzato da una legge recentemente riconfermata dal Congresso Usa, e la raccolta e la conservazione delle informazioni «incidentalmente acquisite» è minimo nei confronti dei cittadini americani.

Non degli altri. Dove finirà questa enorme mole di dati? Per il Wall Street Journal la Nsa ha già molti punti di raccolta, silos informatici. Il più recente, in costruzione in Utah, costerà 1,2 miliardi di dollari e verrà utilizzato per stoccare meta-dati misurati in zettabyte: pari a mille exabyte, ogni exabyte raccoglie un miliardo di gigabyte.


Fonte:http://www.unita.it/mondo/grande-fratello-usa-obama-spiati-telefonate-prism-spia-mondo-usa-guardain-scandalo-washington-casa-1.504781

La televisione del futuro potrà "spiarvi" mentre la guardate


New York - Immaginate di essere seduti sul divano di casa vostra con il vostro o la vostra partner e intavolare una discussione: improvvisamente compare in televisione una pubblicità per una consulenza matrimoniale. Oppure immaginate di star facendo sollevamento pesi ed avere un film di sottofondo e, di punto in bianco, vedete comparire sullo schermo annunci pubblicitari su come tenersi in forma, o sulla dieta da seguire.

Nel passato queste sarebbero state tutte coincidenze, ma nel futuro non lo saranno più, grazie all'idea avuta dal marchio Verizon, il quale, secondo il sito Slate, sarà in grado di spiare tutti i vostri gesti grazie a una particolare tecnologia.

Questo marchio inglese ha brevettato, di fatto, un sistema in grado di capire l'esatta tipologia di pubblicità che ogni persona vuole vedere. Usando una combinazione di immagini e attraverso sensori posizionati nelle case dei suoi clienti, riuscirà a capire cosa state facendo mentre guardate la televisione. Tali sensori riusciranno anche a capire come siete fatti fisicamente, il timbro vovale. Potrà addirittura individuare se ci sono drink in casa o quadri attaccati al muro.

Praticamente la vostra televisione di casa sarà in grado di capirvi e di seguire ogni vostra singola mossa. Opererà più o meno come Google con i suoi utenti di Gmail, ovvero mandando precise informazioni a seconda dei dati che vengono rilevati. L'unica differenza è che in questo caso sarà la televisione a farlo e tramite immagini, che si può dire, vi guarderanno mentre voi guarderete loro. Una tecnologia da vero Grande Fratello, che ovviamente inquieta.

Naturalmente questo è solo un brevetto quindi non c'è ancora bisogno di iniziare a guardare la TV con sospetto, per ora. Simili brevetti devono venire registrati prima e poi essere messi in pratica. Ma questo non cambia il fatto di come la tecnologia stia sempre più invadendo la nostra vita privata.

Fonte:http://www.wallstreetitalia.com/article/1469305/curiosita/la-televisione-che-vi-spia-mentre-voi-la-guardate.aspx

http://www.ecplanet.com/node/3662

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