La difesa del liberalismo di Kishore Jayabalan:"Liberale significa responsabile"

apr 17, 2015 0 comments

Intervista di Marta Moriconi a Kishore Jayabalan (Acton Institute Rome)

La cultura libertaria sembra essere oggi l'unica alternativa ai due moralismi contrapposti: quello cattolico e quello gay. Alain De Benoist ne fa al contrario una critica radicale. Per lui il liberalismo economico (di destra) e il liberalismo culturale e sociale (di sinistra) sono destinati a ricongiungersi. Bisogna del resto farla finita col il mito del '68”! Non è dal '68 ma dal capitalismo liberale che proviene l'idea di una libertà irresponsabile e senza limiti. Come risponde? 

“Non credo che il liberalismo proponga una libertà irresponsabile e senza limiti almeno se leggiamo i liberali classici come John Locke e Adam Smith. Loro hanno proposto un liberalismo che è fondamentalmente morale ma forse in modo diverso da quella che allora era la cosiddetta morale classica o tradizionale. Hanno riformulato i principi e le virtù morali per supportare una società commerciale che è molto diversa da una società feudale, l'alternativa a quell'epoca. Il liberalismo culturale e sociale è spesso una critica del liberalismo economico derivato dal pensiero di Jean-Jacques Rousseau, Karl Marx, e altri. Non è che la generazione del '68 ha chiesto a gran voce un libero mercato; anzi, la rivoluzione era contro il liberalismo borghese di Locke e Smith e voleva costruire una società post-moderna, cioè senza la responsabilità e i limiti naturali, la formalità della società liberale. Direi anche che il liberalismo ha creato le distinzioni tra il pubblico e il privato, tra lo Stato e la società civile. È il post-modernismo che vuole distruggere queste distinzioni e rendere uguale la sfera personale e quella politica”.

Il capitalismo è legato dalle sue origini a un modello antropologico, quello dell'homo œconomicus, che si crede cerchi sempre di massimizzare il suo miglior interesse materiale. Da qui la legittimazione dell'egoismo. E quindi il gender per De Benoist non è che una conseguenza di questo pensiero trasferita in ambito sessuale.

Senz'altro, il capitalismo ha proposto un nuovo modello e ha voluto cambiare i rapporti tra i signori e i servi della società feudale. Invece di considerare la tradizione come la norma, possiamo sperimentare e seguire l’interesse materiale personale ma che può arrecare benefici anche al benessere altrui. Ecco perché i concetti di innovazione e di concorrenza sono così importanti. Il liberalismo sicuramente ha cambiato come percepiamo i rapporti familiari e matrimoniali basati sulla tradizione. La famiglia "nucleare" è ben diversa dalla famiglia di tribù; la prima non era legata alla terra ancestrale e poteva godere della libertà personale e della mobilità sociale. Ma il matrimonio liberale è fondato sull'integrità contrattuale degli sposi e non sul liberismo sessuale che distrugge il concetto del matrimonio, come vediamo chiaramente oggi. Essere liberale significa essere responsabile delle proprie scelte, non evitare le conseguenze di tali scelte”. 

E come ribatte a questa osservazione: "Oggi l'immaginario simbolico è sempre più colonizzato dai soli valori mercantili non è per colpa dei “gauchistes”, ma del capitalismo liberale che, per estendersi, ha bisogno di distruggere metodicamente tutto ciò che può fungere da ostacolo all'egoismo".

Dipende da cosa intende per "valori mercantili". Se un giovane imprenditore vuole creare una nuova impresa, chi glielo impedisce? Tutti gli ostacoli sono le tasse, le regolazioni, la burocrazia dello Stato, l'egoismo del potente, sia politico sia economico. Sono i "progressisti" che impediscono il progresso economico e liberale. Purtroppo tanti capitalisti collaborano con i progressisti per impedire la concorrenza, come predicava Smith. La gente comune non ha l'opportunità economica perché mancano lo stato di diritto e il concetto della concorrenza aperta, "fair play", nell'Europa attuale”.

Un sistema è neutro e non ha colpe, quindi per molti non si può imputare una colpa a quello capitalistico. Ma davvero un sistema è neutro? Mi faccia un esempio? 

“Il capitalismo è neutro in senso che è uno strumento che può portare il bene o il male alla gente. Gli economisti parlano sempre dei "valori esogeni" che provengono dall’esterno del mercato. È una semplificazione, però. Come una scienza umana, l'economia riflette i valori delle persone che agiscono nel mercato. Ovviamente una società commerciale ha valori diversi da una società feudale, come ho già detto, e esiste una tendenza morale del capitalismo che possiamo e dobbiamo giudicare come soggetti morali. Faccio l’esempio della prostituzione e della pornografia, che costituisce una parte del commercio sessuale. Un soggetto morale deve distinguere tra il commercio di cose e il commercio di persone che non sono la stessa cosa. Sono le norme sociali che guidano il commercio ma il commercio riempie un vuoto morale. La scuola post-moderna ha negato il concetto della natura umana in favore della scelta esistenziale senza impegni o responsabilità da qui derivano concetti come genere e confusione sessuale. È possibile che questo vuoto morale sia una conseguenza del liberalismo in senso che il progresso scientifico e tecnologico ha reso la fede in un Dio provvidenziale superflua. Il problema più grave quindi sarebbe di volere una società cristiana senza credere in Dio Trino che mi sembra la situazione di Prof. De Benoist. Attaccare la libertà umana per la nostra follia non è la strada giusta in mio parere”.


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