Follow by Email

ULTIMI ARTICOLI

Total Pageviews

BLOGROLL(ITA-INTERNAZIONALE)

ARCHIVIO BLOG

Followers su Blogger

Translate

La Scienza della Persuasione
Cosa ci rivela il cervello sul nostro potere di cambiare gli altri
€ 15

|Informazione Consapevole, L'Informazione Libera E Indipendente|
Visualizzazione post con etichetta amministrazione Trump. Mostra tutti i post

Usa, l'ex consigliere Flynn si dichiara colpevole: "Ho mentito all'Fbi"

Immagine correlata

Di Raffaello Binelli

L’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael Flynn, oggi si presenta davanti a un giudice federale a Washington per rispondere dell’accusa, già formalizzata, di aver mentito all’Fbi sul suo incontro con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti.

Lo si legge in un documento reso pubblico dall’ufficio di Robert Mueller, consigliere speciale che indaga sul Russiagate, ovvero i rapporti che alcuni membri della campagna elettorale di Trump e del governo del presidente hanno avuto con funzionari del Cremlino.
I media americani sostengono che Flynn - licenziato in tronco da Donald Trump - si dichiarerà colpevole. Flynn aveva mentito sia all’Fbi sotto giuramento che al vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, sostenendo di non aver avuto alcun contatto con il diplomatico russo Sergey Kislyak.
Il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Michael Mueller, in un dossier di due pagine accusa Flynn di aver mentito su colloqui avuti con alcuni membri del governo russo.
Alcuni giorni fa è emerso che i guai di Flynn non sono legati solo ai contatti con la Russia. A inguaiarlo sarebbero anche alcune consulenze con il governo turco e viaggi in Egitto ed Israele, come consulente di una joint venture per la costruzione di centrali nucleari. L'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale non avrebbe fatto menzione di queste missioni nella richiesta
di rinnovo della security clearance (nulla osta sicurezza) nel 2016. I viaggi risalgono al giugno del 2015 quando il generale a riposo, che era stato allontanato dall'amministrazione Obama nell'agosto dell'anno precedente, lavorava come consulente per due società di Washington, una che proponeva una partnership con i russi ed un'altra con la Cina, per costruire una ventina di centrali nucleari. Progetti che Flynn avrebbe continuato a seguire fino alla fine del 2016, quindi mentre era già impegnato prima nella campagna e poi nella squadra di transizione di Donald Trump. 

USA, stretta anti pedofilia: un 'bollino' sui documenti permetterà di riconoscere chi si è macchiato di reato contro i minori

Risultati immagini per philippines: a place to travel [book]

Di Salvatore Santoru

Negli USA è stata ha varata una legge che renderà più dura la lotta contro la pedofilia e il turismo sessuale minorile.

Come riporta l'ANSA(1) il Dipartimento di Stato  applicherà una sorta di 'bollino' sui documenti di chi ha commesso tale tipo di reato contro i minori e il retro del passaporto ospiterà una dicitura che segnalerà che l'individuo in questione è schedato secondo la legge statunitense.

NOTA:

(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/11/02/usa-stretta-sui-pedofili-bollino-sul-passaporto_49351cee-3601-415b-8359-81cb03e7cfdf.html

Casa Bianca, non solo lo stratega: ecco tutti gli addii di Trump


Risultati immagini per trump administration

Adnkronos

L’uscita di scena di Steve Bannon, l’alfiere della destra populista cui era stato affidato l’incarico di stratega – (e che, una volta licenziato, ha detto: “Preparatevi a Bannon il barbaro”) – è solo l’ultima di una serie di destituzioni e dimissioni eccellenti che caratterizzano la Casa Bianca di Donald Trump.
Ecco i principali episodi da inizio anno:
– 20 gennaio: appena insediato, Trump destituisce con effetto immediato tutti gli ambasciatori nomina politica, lasciando scoperte diverse sedi importanti.
– 30 gennaio: viene cacciata Sally Yates, il ministro della Giustizia facente funzioni che non voleva difendere il ‘travel ban’ di Trump.
– 13 gennaio: dopo solo 23 giorni di incarico, il Consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn si dimette per il suo coinvolgimento nel Russiagate.
– 9 maggio: Trump destituisce il direttore dell’Fbi, James Comey. Il successore, Christopher Wray, si è insediato il 2 agosto.
– 30 maggio: si dimette il direttore delle Comunicazioni della Casa Bianca Mike Dubke.
– 6 luglio: si dimette il direttore dell’Ufficio per l’etica del Governo, Walter Shaub.
– 20 luglio: si dimette Mark Corallo, portavoce del team legale che difende Trump per il Russiagate. L’avvocato Marc Kasowitz lascia la guida del team legale.
– 21 luglio: il portavoce di Trump, Sean Spicer, si dimette dopo che Anthony Scaramucci viene nominato al posto di Dubke.
– 25 luglio: si dimette l’assistente portavoce Michael Short.
– 28 luglio: il capo dello staff della Casa Bianca Reince Priebus viene sostituito da John kelly, fino ad allora segretario alal Sicurezza Interna.
– 31 luglio: Scaramucci viene destituito.
– 18 agosto: Steve Bannon lascia l’incarico di stratega della Casa Bianca.
Oltre al valzer di dimissioni, la Casa Bianca di Trump si segnala anche per l’alto numero di incarichi ancora vacanti: al momento il presidente ha fatto soltanto 271 nomine, di cui solo 124 hanno terminato l’iter della conferma da parte del Senato.
Degli incarichi importanti, per i quali serve la conferma del Senato, ne rimangono ancora 365 per i quali non è stato scelto alcun titolare.

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2017/08/19/casa-bianca-non-solo-stratega-ecco-tutti-gli-addii-trump_p3zfEau8gQSu381kDZDr8M.html

VISTO ANCHE SU http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/353557

Via libera a nonni e cugini: un giudice della Hawaii alleggerisce il Travel ban

Risultati immagini per travel ban


Un giudice delle Hawaii ha stabilito che le regole del travel ban imposto dall'amministrazione Trump sono troppo restrittive nel limitare le tipologie di parenti che possano avere il visto per venire a trovare i familiari negli Stati Uniti. "E' questione di buon senso che i nonni siano compresi fra i parenti stretti", ha dichiarato il giudice federale Derrick Watson, accogliendo un ricorso dello stato di Hawaii. Con la sua sentenza, il giudice ha imposto all'amministrazione americana di ampliare la casistica delle esenzioni al travel ban.
Il provvedimento giunge dopo che il mese scorso la Corte Suprema aveva dato parziale via libera all'applicazione del travel ban imposto contro i cittadini di sei paesi a maggioranza musulmana, in attesa di prendere una decisione definitiva. La corte chiariva tuttavia che le persone con un legame "bona fide" con persone o entità americane avevano diritto al visto. L'amministrazione Trump aveva allora diffuso linee guida per definire gli "stretti legami familiari" che davano diritto al visto. L'esclusione di vari parenti, fra cui i nonni, aveva sollevato proteste e molte ironie sul web.
Il giudice Watson ha invece stabilito che le esenzioni al travel ban devono comprendere anche nonni, cognati, zii, cugini e nipoti (di nonni e zii). La sentenza apre le porte dell'America anche ai rifugiati arrivati sulla base di un impegno da parte di un'agenzia di accoglienza certificata. Secondo il giudice tale impegno rientra pienamente negli standard di "bona fide" richiesti dalla Corte suprema.

FAKE NEWS! TRE SUPER-CRONISTI DELLA CNN SI DIMETTONO DOPO CHE IL NETWORK HA CANCELLATO E RITRATTATO IL LORO ARTICOLO SUL RUSSIAGATE

Risultati immagini per CNN fake news russiagate

Da www.rainews.it

Duro colpo per la Cnn: tre suoi giornalisti di punta si sono dimessi per un articolo pubblicato sul sito e poi ritrattato la scorsa settimana su presunti legami con il Cremlino di Anthony Scaramucci, membro italo-americano del team di transizione dell'amministrazione Trump. Si tratta dell'autore del servizio Thomas Frank (già candidato al premio Pulitzer), di Eric Lichtblau (ex New York Times e Pulitzer nel 2006) e di Lex Haris, a capo del nuovo team investigativo dell'emittente di Atlanta.   
Un capitolo umiliante per la Cnn, accusata costantemente dal presidente Trump di diffondere "fake news" contro la sua presidenza. Il pezzo incriminato citava una fonte anonima secondo cui la commissione Intelligence del Senato stava indagando sui rapporti di Scaramucci con un fondo di investimento russo legato a una banca controllata dal Cremlino.

Il pezzo pare non fosse stato controllato dallo staff legale e dal team di fact-checking dell'emittente prima della pubblicazione, aggirando quindi le procedure standard per la verifica dei fatti. In seguito dell'episodio, la Cnn avrebbe reso ancora più severi i controlli sulle notizie, soprattutto quelle legate al Russiagate.    

Secondo una fonte citata dal sito Polico, Scaramucci, avrebbe chiamato sia uno dei giornalisti che il capo della sede di Washington della Cnn, ipotizzando la possibilità di una querela se il lavoro non fosse stato ritrattato. Cosa che è poi accaduta venerdì, con le scuse del network televisivo.      
L'italoamericano Scaramucci, intanto, incassa la vittoria e con un tweet accetta le scuse della televisione: "Cnn ha fatto la cosa giusta. Scuse accettate. Tutti commettono errori. Andiamo avanti".       

Anthony Scaramucci, 53enne esperto di finanza di origini umbre, è un fidato consigliere del presidente Trump che lo aveva voluto nel team incaricato del passaggio di consegne con la presidenza Obama. Premiato quest'anno dalla National Italian American Foundation, Scaramucci è stato fondatore di SkyBridge Capital e co-conduttore di Wall Street Week in onda su Fox Business Network.

Ambasciatore Usa in Cina si dimette in polemica con Trump. Lo strappo dopo l'uscita dall'accordo di Parigi

Risultati immagini per david rank
Il più alto in grado tra i diplomatici americani presso l'ambasciata Usa a Pechino si è dimesso riferendo a colleghi che lascia il servizio diplomatico in seguito a disaccordi con le politiche dell'amministrazione Trump


Lo riferiscono media negli Stati Uniti. Fonti informate hanno riferito che David Rank - fino ad ora alla guida della missione americana in Cina in attesa dell'arrivo del nuovo ambasciatore nominato dal presidente Trump, il governatore dell'Iowa Terry Branstad la cui nomina è stata confermata dal Senato il mese scorso - ha annunciato il ritiro in un incontro con i dipendenti dell'ambasciata citando l'uscita degli Usa dall'accordo di Parigi sul clima come una ragione. Da parte sua il Dipartimento di Stato ha confermato il ritiro di Rank affermando che è stata una "decisione personale".
Secondo i media Usa, Rank ha spiegato di non essere in grado, come "genitore, patriota e cristiano", di notificare formalmente a Pechino la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dagli accordi sul clima di Parigi.

Russiagate, nuovi sospetti su Kushner: per l’Fbi avrebbe informazioni rilevanti

Risultati immagini per джаред кушнер

Di Francesco Semprini

I sospetti stanno prendendo la forma delle prove. Il personaggio misterioso che si celerebbe dietro la regia del Russiagate, quello considerato «molto vicino» al presidente Donald Trump, quello che avrebbe ordito la trama della «connection» pericolosa tra Mosca e Washington, sarebbe proprio Jared Kushner.



Ovvero il genero dell’attuale inquilino della Casa Bianca, nonché marito della primogenita Trump, consigliera particolare del 45 esimo presidente degli Stati Uniti. Il suo nome era circolato nei giorni scorsi come quello del sospettato numero uno, o «persona di interesse», nella vicenda delle presunte interferenze russe sulle elezioni americane. Nella serata di giovedì è stata la Nbc a confermare la sua identità citando fonti ufficiali. Ennesimo colpo di scena in una vicenda tanto intricata e fosca quanto possibile fonte di problemi per l’attuale inquilino della Casa Bianca, nei confronti del quale qualcuno invoca la messa in stato di accusa, ovvero l’«impeachment». E che lo coglie proprio mentre è impegnato a ricercare tra i partner internazionali quella credibilità che stenta a incassare in patria.
Proprio intorno a Kushner si starebbe infatti stringendo il cerchio delle indagini dell’Fbi che da mesi investiga sulla vicenda, inchiesta che non è al momento di natura penale. Gli inquirenti ritengono che Kushner abbia informazioni rilevanti per l’inchiesta, ma ciò non vuol dire che è sospettato di nessuna tipologia di crimine. Fonti informate sottolineano inoltre che il ruolo del marito di Ivanka è collocato in una categoria diversa rispetto a Paul Manafort e Mike Flynn, entrambi coinvolti nelle indagini. Secondo il New York Times, l’intelligence Usa venne a sapere la scorsa estate che dirigenti russi studiavano il modo di influenzare Trump attraverso Paul Manafort, all’epoca presidente della campagna elettorale, e Michael Flynn, all’epoca consigliere di Politica estera e poi consigliere per la Sicurezza nazionale, costretto alle dimissioni nell’ambito del Russiagate. Il generale, stretto collaboratore del presidente e uomo chiave dello scandalo sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni Usa, è pronto a invocare il Quinto emendamento della Costituzione a tutela della sua posizione. La Commissione Intelligence del Senato si appresta così ad emettere due nuovi mandati chiedendo all’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn di consegnare documenti relativi ai suoi contatti con rappresentanti russi.  

Nello specifico l’interesse dell’Fbi è rivolto ad alcuni contatti che Kushner avrebbe avuto in dicembre con l’ambasciatore russo negli Usa, Sergey Kysliak, ma anche con un banchiere di Mosca. Uno degli avvocati del genero di Trump, Jamie Gorelick, ha sottolineato che il suo cliente «si era già offerto volontariamente di riferire al Congresso tutte le informazioni in suo possesso sugli incontri in questione». Sembra intanto che sia stata fissata al 1 giugno l’audizione dell’ex direttore del Bureau James Comey, licenziato dal presidente americano perché ritenuto inadeguato a gestire l’inchiesta. Secondo Comey la motivazione del siluramento è il suo diniego alle sollecitazione di Trump a chiudere quanto prima l’indagine su Flynn. L’ex capo del Bureau era stato invitato a testimoniare al Congresso nelle scorse ore, l’udienza è stata poi rinviata in quanto lui stesso ha ritenuto opportuno dover sentire prima il procuratore speciale, Robert Mueller. che il dipartimento di Giustizia ha nominato per prendere il timone dell’inchiesta sul Russiagate. Intanto il presidente della commissione vigilanza della Camera (dove è in corso un altro filone dell’inchiesta sui contatti con i russi), il repubblicano Jason Chaffetz, ha chiesto all’Fbi di produrre documenti circa i contatti tra lo stesso Comey, la Casa Bianca e il dipartimento di Giustizia, compreso il materiale che va indietro nel tempo sino al 2013 e quindi all’amministrazione Obama. 

IL DISCORSO DI TRUMP SULL'ISLAM IN ARABIA DIMOSTRA CHE IL GOVERNO TRUMP NON INCITA ALL'ISLAMOFOBIA, COME ERA STATO SOSTENUTO DA DIVERSI MEDIA MAINSTREAM

Risultati immagini per TRUMP ISLAM SAUDI

Di Salvatore Santoru

In diversi media mainstream si era espressa la preoccupazione che il governo Trump avrebbe dato avvio a un clima di islamofobia generale negli USA e nel mondo.
Secondo questi media mainstream il cosiddetto "Muslimban" e le forti parole utilizzate da Trump o da membri della sua amministrazione erano la prova della preparazione di un clima di islamofobia,se non di un "complotto" antislamico, che lo stesso governo Trump stava preparando.
Si è parlato molto addirittura del fatto che Trump al governo avrebbe ordinato la persecuzione degli islamici e si sarebbe comportato come Hitler nei confronti degli ebrei e tutto ciò sino ad ora si è dimostrato più che altro propaganda e spesso utilizzo strumentale di fake news.

Il recente discorso di Trump in Arabia Saudita(1) dimostra che questo clima di preoccupazione si è rivelato alquanto infondato.
Difatti, Trump ha rifiutato il concetto di "guerra di religione" e si può ben dire che non c'è stata e non ci sarà nessuna persecuzione da parte di Trump e del suo governo nei confronti degli islamici in quanto tali, mentre ovviamente vi sono degli aspetti critici come quelli relativi al cosiddetto "Muslimban".

NOTA:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/05/il-discorso-di-trump-in-arabia.html

Russiagate, indagato alto funzionario Usa: "È Jared Kushner, il genero di Trump"

Risultati immagini per russiagate kushner hd

Di Giovanni Neve

Gli inquirenti avrebbero individuato un alto funzionario della Casa Bianca come "persona di interesse" nell'indagine dell'Fbi sul Russiagate.
La notizia bomba del Washington Post ha scatenato una ridda di voci sul fatto che si tratti di Jared Kushner, genero e consigliere del presidente Donald Trump. L'indiscrezione è rimbalzata sui social media ma nessuna autorevole testata giornalistica l'ha confermata.
L'Indipendent ha rilanciato il post di una reporter del New York Magazine, Yashar Ali. "È Jared Kushner - ha twittato il giornalista - mi è stato confermato da quattro persone. Non sto speculando". Il Washington Post si è limitato a ricordare come ad avere contatti con il Cremlino siano stati, oltre a Kushner, anche il segretario di Stato Rex Tillerson e il ministro della Giustizia, Jeff Sessions. Solo "uno di questi tre lavora alla Casa Bianca", ha dunque osservato, sempre su Twitter, l'analista legale della Nbc, Ari Melber, deducendo che si tratti di Kushner. Se è il genero di Trump ad essere indagato, ha osservato lo stratega democratico Zac Petkanas, "diventa una questione enorme" il fatto che abbia suggerito al presidente di licenziare il capo dell'Fbi, James Comey, che guidava l'indagine sul Russiagate. Il mese scorso il New York Times aveva riportato le preoccupazioni del capo stratega della Casa Bianca, Steve Bannon, sul fatto che Kushner potesse essere indagato.
Comey ha accettato di testimoniare sul "suo ruolo nello sviluppo della valutazione della comunità dell'intelligence sulle interferenze della Russia nelle elezioni del 2016", in una riunione aperta, di fronte alla Commissione intelligence del Senato. Il presidente della Commissione, Richard Burr, ha spiegato che la data della audizione è ancora da definire, ma ha auspicato aperrtamente che questa testimonianza possa chiarire agli americani "gli eventi recenti riportati con largo spazio sui media". La prossima riunione della Commissione è stata fissata il 29 maggio. Comey aveva declinato l'invito a testimoniare di fronte alla Commissione giustizia del Senato che gli aveva chiesto di partecipare a una audizione dedicata alle circostanze del suo allontanamento dall'incarico da parte di Trump e dei suoi rapporti con i funzionari delle amministrazioni Trump e Clinton in relazione alle inchieste sul Russiagate e sul Mailgate in cui invece era coinvolta Hillary Clinton.

RUSSIAGATE, IL WASHINGTON POST ACCUSA: 'ALTO FUNZIONARIO DELLA CASA BIANCA COINVOLTO'

Risultati immagini per trump putin

Di Salvatore Santoru

Secondo il Washington Post l'Fbi starebbe indagando su un attuale stretto consigliere del presidente Donald Trump.
Sino ad ora le indagini sulle ipotizzate ingerenze russe e tra i contatti tra membri dell'amministrazione Trump e la Russia,avevano riguardato solamente ex membri dello staff della campagna elettorale.

NOTA:

(1)http://www.ilgiornale.it/news/mondo/russiagate-trump-coinvolto-alto-funzionario-casa-bianca-1399368.html

PER APPROFONDIRE:http://www.lastampa.it/2017/05/19/esteri/russiagate-alto-funzionario-della-casa-bianca-coinvolto-nellinchiesta-BsUb3pH4owlA2y5IqIupTM/pagina.html

USA,BUFERA SULL'AMMINISTRAZIONE TRUMP: DAL CASO COMEY AL RUSSIAGATE

Risultati immagini per TRUMP  YOUTUBE

Di Salvatore Santoru

Nelle ultime settimane l'amministrazione Trump è stata ed è al centro di una forte 'bufera mediatica' e politica.
Da una parte si è avuto il caso Comey, quando Trump ha decise di licenziare l'ex capo dell'FBI(1).
L'ultimo caso riguarda il tema del Russiagate e l'accusa che viene fatta al presidente di aver chiesto di fermare le indagini(2).

Quest'ultima accusa potrebbe costare anche l'accusa di impeachment allo stesso Trump, ovvero la messa in stato d'accusa del presidente USA.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/05/la-casa-bianca-licenzia-james-comey-da.html

(2)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/05/russiagate-bufera-su-trump-chiese-di.html

La Casa Bianca licenzia James Comey da capo dell'Fbi

Risultati immagini per JAMES COMEY


Di Giovanni Corato

Donald Trump ha licenziato a sorpresa James Comey, il direttore dell'Fbi nominato da Barack Obama e il cui mandato scadeva nel 2023.
L'annuncio è arrivato stasera dalla Casa Bianca: "Il presidenteha informato il direttore dell'Fbi James Comey che il suo incarico è concluso e pertanto è rimosso dalla carica", ha spiegato ai giornalisti il portavoce Sean Spicer, "Il presidente Trump ha agito in base alle chiare raccomandazioni sia del vice ministro della Giustizia Rod Rosenstein che del ministro Jeff Session".
Al momento non sono chiare le ragioni del licenziamento, azione che tra l'altro non ha precedenti nella storia degli Stati Uniti
Comey, che sta indagando sul Russiagate e le connessioni tra fonti russe e membri dello staff di Trump, è stato al centro di polemiche feroci da parte dei democratici quando il 28 ottobre 2016, a pochi giorni dalle presidenziali dell'8 novembre scorso annunciò che erano state trovate nuove mail riconducibili al candidato democratico Hillary Clinton, salvo poi rivelare, poco prima del voto che non erano penalmente rilevanti.
"L'Fbi e una delle nostre più acclamate e rispettate istituzioni e oggi segniamo un nuovo inizio per il nostro gioiello della corona delle agenzie di sicurezza", ha detto invece Trump, mentre la Casa Bianca assicura che la ricerca per un sostituto inizierà subito.

Sicurezza, il piano dell'amministrazione Trump: no a pc e tablet sui voli dall'Ue



Risultati immagini per pc tablet USA

Divieto di pc e tablet a bordo per i voli dall’Europa agli Usa


Di Luca Romano

Scordatevi tablet e pc in volo se partite per gli Stati Uniti: saranno vietati a bordo degli aerei.
Sarebbe questa l'idea del Dipartmento della Sicurezza degli Usa da applicare su tutti i collegamenti aerei tra gli Stati Uniti e l'Europa. Il provvedimento, come riporta il Corriere, dovrebbe riguardare i vettori che partono dall'Ue. Washington starebbe valutando l'ipotesi di allargare in un secondo momento il bando anche alla Gran Bretagna. Il divieto dovrebbe essere annunciato a breve. In questo caso il nuovo divieto riguarderebbe anche le compagnie americane e la mancanza di un accordo con United, Delta Air Lines e American Airlines ha ritardato l'annuncio della Casa Bianca. In questo momento Washington preferisce frenare:" Non abbiamo ancora preso una decisione sull’estendere o meno il divieto di imbarcarsi con i dispositivi elettronici", afferma un funzionario del Dipartimento americano della Sicurezza domestica. "Tuttavia stiamo continuamente valutando le direttive basate sui dati di intelligence e apporteremo i cambiamenti quando necessario per far viaggiare in sicurezza le persone", ha aggiunto. Gli esperti di tecnologia comunque non sono d'accordo con la nuova linea Usa. L'impatto sarebbe comunque forte sul mercato dei voli per le vacanze estive, inoltre troppi dispositivi alimentati con batterie agli ioni di litio in stiva rischiano di avere conseguenze pericolose sulla sicurezza del volo con rischio incendi.

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/divieto-pc-e-tablet-bordo-i-voli-dall-europa-agli-usa-1395007.html

Tutti gli uomini di Trump per la cyber security

Risultati immagini per CYBER SECURITY TRUMP
 Il presidente americano Donald Trump ha finora guardato largamente al di fuori delle istituzioni per costruire il suo team di cyber security, ma alcuni componenti chiave hanno maturato esperienze in precedenti amministrazioni o nel mondo militare. Ne è venuta fuori una squadra che combina esperienze governative con quelle nel settore privato.
Di questo variegato collettivo fanno parte diversi nomi. Il primo è quello di Thomas Bossert, assistente per la sicurezza interna e l’antiterrorismo (incarico precedentemente ricoperto da Lisa Monaco). In questo ruolo, Bossert è il funzionario senior della Casa Bianca in materia di cyber security. In precedenza è stato fellow del think tank Atlantic Council e deputy Homeland Security advisor del presidente repubblicano George W. Bush. In passato si è detto sostenitore di un rafforzamento dei poteri presidenziali in tema di guerra cibernetica.
Rob Joyce, già a capo delle operazioni cyber della National security agency (Nsa) è invece stato scelto come coordinatore della sicurezza informatica dell’amministrazione Trump. Joyce è stato per più di 25 anni nell’Nsa, dove ha ricoperto diversi incarichi. Ha conseguito una laurea in Ingegneria elettrica e informatica alla Clarkson University nel 1989 e un Master in Ingegneria elettrotecnica presso la Johns Hopkins University nel 1993.
L’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, è a capo di un gruppo di lavoro che sta affrontando il problema del cyber spionaggio nel settore privato. Per farlo, sta preparando un Libro bianco da presentare nelle prossime settimane al presidente, contenente una serie di punti dell’attuale assetto che sarebbe opportuno revisionare. Tra gli obiettivi di questa task force ci sono il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese, e il miglioramento della postura di difesa informatica del governo federale. Il lavoro svolto è destinato con molta probabilità a contribuire alla redazione dell’ordine esecutivo sulla cyber security annunciato da Trump.
Non è chiaro però quale ruolo svolgerà Giuliani dopo che questa fase preliminare di studio sarà terminata. L’ex primo cittadino della Grande Mela offre da tempo col suo studio legale del quale è Ceo, Giuliani Partners, consulenza nel campo della sicurezza cibernetica.
L’incarico di coordinatore della sicurezza delle reti nel Consiglio per la sicurezza nazionale è andato a Joshua Steinman (un compito svolto da Michael Daniel nell’amministrazione Obama). Steinman è un dirigente della società ThinAir ed è anche un ufficiale di riserva della Marina Usa. Ha lavorato nella Silicon Valley per il Dipartimento della Difesa.
Il genero e consigliere del presidente, Jared Kushner, è a capo del nuovo Office of American Innovation. Assieme agli altri advisor per la tecnologia della White House sta lavorando per modernizzare i sistemi IT federali, ritirare i sistemi obsoleti e spostarsi su servizi condivisi.
Il neozelandese Chris Liddell è direttore delle iniziative strategiche e guida il neonato think tank Strategic Development Group della Casa Bianca. Già chief financial officer di Microsoft, Liddell dovrà supervisionare una serie di task force per concentrarsi sul miglioramento sistematico delle prestazioni del governo in diversi campi, compresa la cyber security.
Infine, Reed Cordish è assistente del presidente per le iniziative intergovernative e tecnologiche. Non ha un’esperienza governativa, in quanto il suo background è nei settori immobiliare e dell’intrattenimento. Secondo i media d’oltreoceano, Cordish si concentrerà sulla modernizzazione del modo in cui le varie agenzie condividono informazioni sulla sicurezza informatica.
Questo mix di competenze, sottolinea la National Law Review, “riflette il desiderio di Trump di portare più esperienze imprenditoriali nel governo”. L’intento sarebbe quello di “costruire un approccio collaborativo”, seguendo il percorso già intrapreso dall’amministrazione democratica di Barack Obama. Secondo la testata specializzata, la strategia della Casa Bianca, che negli scorsi mesi ha organizzato un incontro ad hoc presso la Trump Tower, “starebbe incontrando il favore dell’industria tecnologica, più intenzionata a ridurre preliminarmente il rischio di cyber attacchi con misure pratiche piuttosto che subire multe e pene costose – oltre che danni ingenti – a seguito di violazioni informatiche subite”.
(Fonte: Cyber Affairs)

USA, IL SEGRETARIO DELLA GIUSTIZIA CONTRO ASSANGE: 'IL SUO ARRESTO E' UNA PRIORITA' DEL GOVERNO'

Risultati immagini per assange jeff sessions

Di Salvatore Santoru

L’arresto del fondatore di Wikileaks Julian Assange sarebbe una “priorità” per l’amministrazione Trump. 
Come riportato dal "Fatto Quotidiano"(1) ciò è stato dichiarato dal segretario alla Giustizia Jeff Sessions, "il cui dipartimento sta preparando gli atti di accusa contro Assange e altri membri dell’organizzazione che nel 2010 ha divulgato migliaia di documenti diplomatici e militari americani top secret". 
Sessions ha dichiarato che “Cercheremo di mettere in prigione certe persone”, ha detto Sessions in conferenza stampa, spiegando che “è una vicenda che supera tutto ciò che conosco. Abbiamo dei professionisti che sono nella sicurezza Usa da anni e che sono scioccati dal numero di fughe di documenti, di cui alcune molto gravi”.

NOTE:

(1)http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/21/wikileaks-trump-vuole-arrestare-il-fondatore-julian-assange-e-una-priorita/3534738/

L'ira di Putin contro Trump: "Attacco in Siria è un'aggressione premeditata". Mosca sospende l'intesa con gli Usa su sicurezza aerea

Risultati immagini per putin trump syria
Di Giulia Belardelli
L'attacco americano in Siria è il più grande scossone alle relazioni internazionali impresso dal presidente Donald Trump dal giorno della sua elezione. Gli effetti si vedono subito, accompagnati dalle immagini che documentano il lancio di 59 missili cruise verso la base aerea siriana da cui si presume sia partito l'attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Le ripercussioni sulle relazioni con la Russia sono potenzialmente enormi. Lo dimostra la rapidità con cui Mosca ha annunciato la sospensione dell'accordo con gli americani per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza nello spazio aereo siriano: se prima russi e americani potevano "convivere" in Siria in nome della comune lotta all'Isis, ora questo non è più sufficiente. Poco importa se Washington ha informato Mosca del raid tramite i canali esistenti, come confermato stamattina dal Cremlino.
Le posizioni si arroccano. Mosca si stringe a Damasco, denunciando "un grave atto di aggressione contro un nostro alleato". L'Europa è compatta al fianco di Trump: Francia e Germania attribuiscono tutta la responsabilità dell'attacco americano al regime siriano, e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha assicurato che "l'Ue collaborerà con gli Usa per mettere fine alle atrocità in Siria". Più prudente la posizione dell'Alto commissario Federica Mogherini: "L'Unione europea ritiene che non può esserci nessuna soluzione militare al conflitto, e ribadisce il sostegno ai colloqui di Ginevra per raggiungere una soluzione politica".
L'attacco mortale sferrato dagli Usa è irresponsabile e miopeBashar al Assad
Il ministero della Difesa russo, citato dall'agenzia Tass, ha annunciato piani per il rafforzamento delle difese aeree siriane per proteggere le infrastrutture del Paese dopo il raid Usa. "Chiediamo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di tenere una riunione di emergenza per discutere la situazione attuale", ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo. "Questo passo di Washington arreca un danno notevole ai rapporti russo-americani, che si trovano già adesso in uno stato deplorevole", ha dichiarato il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, commentando l'attacco americano in Siria. "La cosa più importante secondo Putin - ha aggiunto Peskov - è che questo passo non ci avvicina all'obiettivo finale della lotta contro il terrorismo internazionale e crea invece un ostacolo serio alla creazione di una coalizione internazionale per lottare contro di esso in modo efficace".
Secondo Mosca, Trump ha usato le armi chimiche come "un pretesto" per mostrare la sua forza. Gli Stati Uniti avevano preso la decisione di attaccare la Siria già prima della strage con armi chimiche di Idlib, sostiene il ministero degli Esteri russo. "È chiaro a qualsiasi esperto che la decisione di colpire è stata presa da Washington prima degli eventi di Idlib, che sono stati utilizzati semplicemente come scusa per una dimostrazione di forza", ha detto il ministero in un comunicato.
È un'aggressione contro uno Stato sovrano, su pretesti inventatiIl Cremlino
La Russia avanza poi dubbi sull'efficacia dell'operazione militare americana, sottolineando come "solo 23 missili lanciati dai due cacciatorpediniere Ross e Porter della Marina degli Stati Uniti al largo dell'isola di Creta hanno colpito la base dell'aviazione militare siriana in provincia di Homs. Non è chiaro dove siano finiti gli altri 36".

Trump rimuove Steven Bannon dal team sulla sicurezza nazionale

Risultati immagini per BANNON HD
Il consigliere della Casa Bianca Steve Bannon è stato rimosso dal consiglio per sicurezza nazionale. Lo ha deciso il presidente americano Donald Trump che ha lasciato tuttavia a Bannon l’incarico di suo stratega. A gennaio Trump aveva deciso, con una scelta inusuale, di inserire nel National Security Council Bannon, guru dell’alt-right ed ex responsabile del sito news di destra Breitbart, considerato uno degli artefici della vittoria del miliardario alle presidenziali.
La scelta era stata molto criticata dai repubblicani e dai democratici: temevano che Bannon, ex capo della campagna elettorale di Trump, potesse politicizzare le decisioni sulla sicurezza nazionale. A sollevare il problema a gennaio era stato un gruppo di cinque parlamentari democratici della Camera, sostenendo che si trattava di una scelta “pericolosa” per gli Stati Uniti.
A247pau/int5

Ivanka Trump nello staff del padre. Ma non percepirà lo stipendio

Risultati immagini per Ivanka Trump
Di Sara Gentile
Ivanka Trump diventerà un funzionario della Casa Bianca. La figlia del presidente degli Stati Uniti sarà assunta nel ruolo di assistente del padre, ma non percepirà stipendio, così come avviene per il marito Jared Kushner, consigliere esperto del tycoon. L’annuncio l’ha fatto la stessa Ivanka, che già ha un suo ufficio alla Casa Bianca. «Il mio è un ruolo senza precedenti – ha detto in una dichiarazione – sarà soggetto alle regole che valgono per tutti i dipendenti federali».

Ivanka Trump sarà assistente “speciale” presidente

Secondo il New York Times, il titolo di Ivanka sarà quello di “assistente speciale del presidente”, mentre il marito Jared Kushner è un “senior adviser”. La decisione è stata presa per porre fine alle preoccupazioni di tipo etico sollevate da più parti, dopo l’annuncio arrivato la scorsa settimana di un ufficio alla Casa Bianca tutto per lei , con tanto di telefoni e computer governativi. E, soprattutto, con il nulla osta della sicurezza per accedere alle informazioni classificate, anche quelle top secret.  Il tutto, almeno fino ad ora, senza che ricoprisse alcun incarico ufficiale. Ora l’annuncio. Ma c’è chi continua a sollevare polemiche e accusa il presidente Usa di violare la legge anti-nepotismo del 1967. E tutto ciò nonostate l’incarico sia senza stipendio.

I DAZI DI TRUMP? SONO STATI DECISI DURANTE L'ERA OBAMA

Risultati immagini per donald trump with kkk
Di Salvatore Santoru
Sta facendo discutere la proposta del governo statunitense di introdurre dazi su alcuni marchi europei.
Secondo quanto riportano diversi media internazionali, tra le cause di tale proposta vi sarebbe anche una sorta di "vendetta" statunitense nell'ambito della disputa tra USA e Unione Europea sulla questione delle carni statunitensi trattate con ormoni.
La proposta dei dazi ha fatto molto discutere negli USA e nel mondo e sulla questione è intervenuta anche Facebook, che ha annunciato che: «Protezionismo è mezzo disastro».

I dazi di Trump, voluti dal governo Obama ?

Sulla questione dei dazi, c'è da segnalare che stando ad un articolo d'approfondimento di Emanuele Rossi su "Formiche"(1) già durante l'era Obama e più precisamente nel 2015 era stata votata una legge dal Congresso (su spinta repubblicana) "che permette di attaccare per rappresaglia prodotti che hanno come massimo valore di 100 milioni – e questo è rivelatore che la volontà di ri-bilanciare americana non è una novità assoluta introdotta da Trump."
Inoltre, secondo un articolo di Mario Sechi su Il Foglio(2),citato anche da "Gli Occhi Della Guerra(3): “La notizia è una non notizia e se proprio vogliamo cercarne una, di notizia, è il riflesso pavloviano dei levrieri da tastiera democratica nell’azzannare l’amministrazione Trump anche quando l’origine del problema – se di problema si tratta – è da un’altra parte."
Continua Sechi: "La lista dei prodotti oggetto della contesa non è uscita dopo una riunione alla Casa Bianca tra Steve Bannon e Kellyanne Conway, ma era stata depositata nell’atto del 26 dicembre scorso. […] Questa lista è un aggiornamento di una serie di prodotti europei che erano soggetti a tassazione rafforzata già nel 1999 e sottoposti a regime speciale di importazione, in tutto o in parte, fino al 2011. Presidenze Bush, Clinton e toh! sempre Obama“.
NOTE:

LA GUERRA DELL' AMERICA DI TRUMP CONTRO IL TERRORISMO ISLAMISTA

Risultati immagini per trump fight isis

Di Salvatore Santoru
Il recente summit anti-ISIS di Washington e le dichiarazioni rilasciate da Trump o dal suo staff fanno capire che l'America dell'era Trump non ha intenzione di rimandare ancora la lotta e la vittoria nei confronti del terrorismo di matrice islamista radicale.
Ciò potrebbe anche rappresentare una novità nell'ambito della recente politica estera statunitense, visto che sia sotto l'amministrazione Bush che parzialmente sotto Obama la cosiddetta "guerra al terrorismo" si è rivelata troppo spesso una mera politica estera di stampo imperialista e di relativo poco contrasto al proliferare dello stesso terrorismo.
NOTE: