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Religioni


Di Guido Dalla Casa
Scala dei tempi
  Le religioni più diffuse e riconosciute ufficialmente nel mondo sono quasi tutte “calate nella storia” cioè riconoscono profeti, o fondatori, o “ispirati da Dio”, storicamente vissuti, di solito negli ultimi 2-3000 anni. Di norma hanno istituzioni che  insegnano con precetti vari  una propria morale e un proprio modello di vita.
  Adesso paragoniamo questi tempi:
-       Esistenza della Vita sulla Terra: 3 miliardi di anni;
-       Esistenza della nostra antenata Lucy (un Australopiteco): 3 milioni di anni;
-       Profeti o fondatori di religioni istituzionalizzate: ultimi 2-3000 anni;
-       Materialismo diffuso (vissuto oggi come una religione): 2-300 anni.
  -----------------------------------------------------------------------------------------------------
  Ma forse abbiamo dimenticato qualcosa: la religione, o visione del mondo, presente da tempi lunghissimi senza troppo bisogno di rappresentanti o intermediari, cioè l’animismo. Se qualche cultura pensava anche al “Grande Spirito”, abbiamo una forma di panteismo. Chiameremo questa forma di pensiero Animismo-Panteismo, per comprendervi l’immanenza del Divino (o Mentale-Spirituale) nel mondo.
Tempi attuali
  Ora facciamo un salto fino a tempi modernissimi (gli ultimi decenni):
-       Il fisico tedesco Werner Heisenberg, con il suo famoso principio di indeterminazione (1927) e la successiva interpretazione di Copenhagen, ha introdotto inevitabilmente l’osservazione (cioè la mente) in tutti i fenomeni. Gli studi successivi hanno dovuto tenerne conto studiando entità sistemiche miste di mente-materia, ormai inscindibili;

-       Lo scienziato belga Ilya Prigogine (La Nuova Alleanza) ha trovato che nelle strutture complesse si manifestano fenomeni mentali (scelte nelle biforcazioni-instabilità). Gli studi successivi hanno confermato questa presenza di fenomeni mentali connaturati con la complessità dei sistemi. In altre parole: la Mente è ovunque (ricordo anche che tutti i viventi sono sistemi altamente complessi);

-       Per altra via, gli studi dello scienziato-filosofo inglese Rupert Sheldrake (La mente estesa, Le illusioni della scienza) hanno portato al concetto di “mente estesa”, simile all’idea di “mente” dei fisici quantistici;

-       Per quanto riguarda lo scienziato-antropologo-filosofo Gregory Bateson. In una conclusione di lunghi colloqui in California fra scienziati e filosofi, come riportata da Fritjof Capra (Verso una nuova saggezza) si afferma: “… E Gregory ammise che la Mente associata al Sistema Totale assomigliava molto all’idea di un Dio Immanente” (Panteismo);

-       Lo psicanalista junghiano e saggista James Hillmann (Il codice dell’anima) parla spesso di Anima del Mondo;

-       Lo scienziato italiano Stefano Mancuso e il tedesco Peter Wohlleben hanno dimostrato che anche le piante comunicano fra loro e provano emozioni.
La Mente estesa
  Ma cosa tiene insieme il Complesso degli esseri senzienti, che forse è anch’esso un Essere senziente? Forse la Mente Estesa di Sheldrake, o l’”Amore compassionevole verso tutti gli esseri senzienti”, che è il fondamento del Buddhismo Mahayana. Ho già sentito anche qui qualcosa di simile, perché forse la parola di Cristo era un tentativo di portare il Buddhismo in Occidente.
  Qualcuno insorge: Ma come? Il predatore “vuole bene” all’animale predato? Ecco la solita manìa dell’Occidente: pensare sempre all’individuo. Un esempio: verso la metà del secolo scorso furono abbandonati 19 caribù in un’isola deserta dell’Artide canadese, quasi inaccessibile dall’esterno ma molto ricca di licheni. Dopo una ventina di anni, qualcuno tornò: i caribù erano diventati 8000. Dopo altri 20 anni, tutti i caribù erano morti e l’isola non aveva più neanche i licheni. Se ci fosse stato qualche lupo, o orso bianco, o volpe artica, i caribù sarebbero ancora là. Forse qualche lupacchiotto “voleva bene” alla specie “caribù”, in realtà ne avrebbe “salvati” molti, mangiandone qualcuno, almeno nel tempo… La Mente estesa, cioè il Tutto, si autoregola, anche se non sapremo mai se sia o no cosciente, o abbia un altro tipo di coscienza…

La Fine del Mondo Secondo la Grandi Religioni

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Di Anticorpi.info

L'espressione Fine del Mondo è sempre stata usata per definire il giorno in cui la vita sulla Terra così come la conosciamo cesserà di esistere, assecondando una delle più evidenti ed elementari leggi della realtà materiale: quella della caducità.

Nel corso dei secoli il tema è stato sviscerato da filosofia e teosofia in relazione all'interpretazione del pensiero divino e/o dei destini ultimi dell'uomo e dell'universo (escatologia). Elementi al riguardo sono riscontrabili nei miti di tutte le culture. Nell'attualità il tema ricorre con estrema frequenza nella fiction fantastica ed ultimamente anche in campo scientifico. Ma soprattutto quello della Fine del Mondo è uno dei concetti cardine intorno a cui si imperniano moltissimi culti religiosi. In questo articolo cercheremo di farci un'idea di massima sul rapporto esistente tra le maggiori religioni della Storia ed il concetto di Fine del Mondo.

Zoroastrismo: la Frashokereti.
Lo Zoroastrismo (definito anche Mazdeismo) fu in un lontano passato la religione più diffusa dell'Asia. Fondato all'incirca nel VI secolo aC nell'antica Persia (attuale Iran) si diffuse in quasi tutta l'Asia centrale, dal Pakistan all'Arabia Saudita, per poi subire un forte ridimensionamento con l'affermazione della religione islamica (VII secolo).

In occidente la figura del profeta Zarathustra è nota soprattutto grazie al filosofo Friedrich Nietzsche che vi incentrò la sua opera Così Parlò Zarathustra.

Lo Zoroastrismo è una religione dualistica. Il Dio della Luce: Ahura Mazda, è in perenne conflitto con il Dio delle Tenebre: Ahriman. Tutta la creazione, compresi gli dei minori e gli esseri umani, durante la loro esistenza attraverso le rispettive azioni si schierano con l'una o l'altra fazione.

All'alba dei tempi questo conflitto non esisteva; la Creazione era pura e primordiale. Tuttavia un giorno la sua componente materiale si corruppe, e cadde sotto il dominio di Ahriman. Da quel momento il regno materiale iniziò a corrompersi inesorabilmente.

Secondo lo Zoroastrismo nell'epoca della Fine dei Tempi (Frashokereti) moltissimi esseri umani si saranno lasciati irretire da tentazioni sempre più irresistibili, diventando egoisti, malvagi ed ingannevoli; la società si sarà dissolta, le famiglie si saranno divise nell'odio e gli schiavi si saranno ribellati ai nobili. La natura stessa inizierà a morire, il sole diventerà minuscolo ed un cielo plumbeo inonderà la terra con piogge maleodoranti. Colture ed alberi appassiranno. Una cometa chiamata Gochihr colpirà il pianeta e creerà un gigantesco fiume di lava che ogni essere umano sarà chiamato ad attraversare. Le persone buone attraverseranno il fiume senza subire danni, mentre i malvagi saranno inghiottiti dalla lava, tra mille agonie.

In questa visione è interessante notare le corrispondenze con la mitologia Hopi (la cometa Gochihr ricorda la Blue Star Kachina, di cui parleremo più avanti) e la teologia islamica, dato che l'immagine del percorso sul fiume di lava si ritrova nel Corano, con i dogmi del Ponte escatologico e del Bacino escatologico.

La profezia zoroastriana si conclude con Ahura Mazda che sconfigge Ahriman. Un'orda feroce di demoni dai lunghi capelli - "potenti ed infallibili in battaglia" giunge da Est per invadere ogni territorio. L'orda tuttavia viene affrontata e distrutta dall'esercito di santi guerrieri di Ahura Mazda, in un'ultima epica battaglia tra forze di opposta polarità. Al termine della battaglia la componente materiale - ritornata pura - diventa un paradiso in cui le creature salvate vivranno in eterno, conservando la loro individualità.

La battaglia finale tra forze contrarie riporta alla memoria l'Armageddon ebraico e l'epica battaglia profetizzata dal libro dell'Apocalisse cristiano. Inoltre molti primi cristiani gnostici - tra cui il giovane sant'Agostino - dovettero essere molto influenzati dal dualismo zoroastriano - vedendo in Cristo l'incarnazione dello spirito puro ed il mondo materiale come il regno del diavolo.

Tutte le anzidette religioni sostengono che Dio abbia già scritto l'ultimo capitolo della storia, il quale consisterà per l'appunto in un violento confronto tra il Bene e il Male, con il Bene che trionferà ed il mondo che si trasformerà in un luogo benedetto. Tali credenze sono note come apocalittismo ed oltre allo Zoroastrismo caratterizzano praticamente tutte le fedi di discendenza abramitica, tra cui Ebraismo, Cristianesimo ed Islam.

In alternativa alla cronologia lineare delle religioni apocalittiche, altri culti contemplano invece una visione basata un un concetto di ciclicità del Tempo e del Cosmo, con escatologie caratterizzate da decadenza, redenzione e rinascita. Ad iniziare dal culto politeistico che caratterizzò l'antico Egitto.

Teologia Egizia: Dissoluzione e Rigenerazione.
Gli inizi della religione egizia si perdono nella preistoria. Curiose sepolture risalenti al periodo predinastico (5000-4000 a.C.) implicano che all'epoca fosse assai diffusa la credenza in una qualche forma di vita subacquea.

Con l'inizio del periodo dinastico (3.000 a.C.) e l'unificazione delle numerose tribù, si sviluppò una forma strutturata di politeismo. Gli egiziani credevano che i fenomeni della natura fossero forze divine, così le rappresentarono, spesso con sembianze di animali, e le collocarono in un pantheon di divinità da adorare.

L'antica concezione cosmica egizia si concentrava sul concetto di Ma'at, termine che comprendeva diversi concetti tra cui 'verità', 'giustizia' ed 'ordine'. La Ma'at era una sorta di 'super-divinità' che rappresentava l'ordine fisso ed eterno dell'universo, sia nel cosmo che nella società umana. Esisteva fin dalla Creazione e senza di essa non sarebbe potuta esistere coesione nel mondo. Nella convinzione degli egizi la Ma'at era costantemente minacciata dalle forze del caos, per cui tutta la società - sia umana che divina - era tenuta a difenderla dai loro attacchi. Le persone cercavano di adempiere tale compito attraverso offerte e riti che propiziavano l'ordine e la normale successione dei cicli all'interno della Creazione.

Secondo quanto si evince da diverse fonti, la Fine del Mondo in Egitto era considerata una funesta possibilità, più che una certezza inevitabile; una possibilità da scongiurare a tutti i costi attraverso le pratiche religiose appena citate.

Tuttavia un numero più limitato di fonti allude all'idea che il mondo - dopo molti cicli di rinnovamento sotto l'egida della Ma'at - sia comunque destinato a finire. Il ferale giorno viene descritto nei Testi di Coffin ed in forma più esplicita nel Libro dei Defunti, nelle cui pagine Atum (nella teologia eliopolitana creatore auto-generato ed incarnazione del sole che tramonta) profetizza che un giorno il mondo ordinato si dissolverà per ritornare allo stato primordiale, inerte, inabissato nelle acque del caos. Tutte le cose diverse dalla Ma'at cesseranno di esistere ad eccezione di Osiride, mitico sovrano inventore dell'agricoltura e della religione che la leggenda dipinge come civilizzatore e benefattore dell'umanità; una sorta di versione egizia del Nimrod babilonese. Osiride - divenuto dio del rinnovamento - sopravvivrà insieme alla Ma'at. I dettagli di questa prospettiva tuttavia non sono descritti con chiarezza, compreso il destino dei defunti, associati ad Osiride.

La profezia si conclude con una ventata di 'ottimismo', affermando che la dea creatrice ed il dio del rinnovamento riuniti insieme nelle acque primordiali costituiranno il potenziale per la manifestazione di una nuova creazione che sorgerà e si svilupperà come la precedente. Dunque ciclicità all'interno della Creazione, e ciclicità nel succedersi delle Creazioni.

Induismo: Creazione e Distruzione.
Il concetto di ciclicità è il fulcro della religione induista. La generalità degli studiosi ritiene che l'induismo affondi le proprie radici nel Vedismo, religione praticata dal misterioso popolo degli indoari che nell'antichità si stanziarono nella Valle dell'Indo.

La religione vedica si rifà ad una raccolta di testi, i Veda, tramandata per secoli oralmente dalle scuole brahmaniche e trascritta solo in epoca moderna. La datazione dei Veda è un argomento controverso e dibattuto; le edizioni 1998 e 2005 della Encyclopedia of Religion fanno riferimento ad un periodo compreso tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.

L'Induismo afferma che il tempo non sia affatto infinito, bensì ciclico. Un circuito chiuso all'interno del quale il cosmo è destinato a subire gli influssi di quattro grandi Ere che si susseguono sempre nel medesimo ordine: Satya Yuga, Treta Yuga, Dvapara Yuga, e Kali Yuga. Origine, evoluzione, declino e distruzione (purificazione). Gli Yuga possono essere paragonati alle stagioni che si susseguono in natura, con il processo infinito di rinascita, crescita, deperimento e morte che garantisce il funzionamento dell'ecosistema terrestre,

L'Induismo asserisce che lo schema cosmico sia governato da tre distinte divinità: Brahma, Vishnu e Shiva. Brahma è colui che provvede alla creazione di un nuovo cosmo, rinnovato e puro (Era dell'Oro), mentre Vishnu si occupa della conservazione della nuova creazione. Il lavoro di Shiva consiste invece nell'intervenire al momento opportuno per distruggere la creazione divenuta ormai obsoleta e corrotta (Kali Yuga), in modo che Brahma possa ricrearla da zero.

Come le religioni abramitiche, anche il mito induista prevede la figura di un avatar divino il quale giunge sulla Terra prima che abbia luogo la creazione del nuovo cosmo, per comminare la giusta punizione ai peccatori. Si tratta del signore Kalki, incarnazione di Vishnu.

Buddhismo: il Fuoco di Sette Soli.
I buddhisti ritengono che il cosmo attraversi un'infinita serie di grandi cicli denominati kalpa, i quali durerebbero da 10 a 15 miliardi di anni. Ogni kalpa inizia con un'Era dell'Oro nella quale vive l'incarnazione del Buddha e la maggior parte degli esseri umani è spiritualmente illuminata. Ma questo stato di illuminazione tende a scemare progressivamente, finché al termine del kalpa il mondo viene purificato dal fuoco in funzione di un nuovo inizio. Secondo un testo buddista del VII secolo dC, al termine del grande ciclo si manifestano sette soli i quali gradualmente riscaldano la Terra fino a farla diventare 'una massa di fiamme.'

Mitologia Sumera: L'Acqua Purificatrice.
Gli elementi contenuti nell'Epopea di Gilgamesh, forse il più antico poema epico della Storia nota, inducono a ritenere che anche il popolo dei sumeri coltivasse la credenza nella ciclicità della Creazione e Distruzione del mondo.

Durante il suo lungo viaggio Gilgamesh incontra un uomo immortale di nome Utnapishtim, sopravvissuto ad un diluvio che aveva causato la Fine del Mondo e successivamente trasformato in un dio a titolo di ricompensa per la misericordia dimostrata. Quel disastroso diluvio era stato scatenato da Enlil - re degli dei - contro un gruppo di divinità ribelli, con il risultato che anche l'umanità ne era stata travolta e distrutta. Avvertito in anticipo dal dio Ea, Utnapishtim aveva costruito una barca sulla quale aveva dato asilo agli animali ed ai propri familiari. Una volta salvo Utnapishtim era stato trasformato in dio, ed i suoi figli avevano ripopolato il mondo, avviando un nuovo ciclo.

Questa storia vi suona familiare? In effetti nell'Epopea di Gilgamesh riscontriamo il primo riferimento scritto ad un mito ricorrente in numerose antiche civiltà, alcune delle quali mai entrate in contatto tra loro; stiamo parlando della memoria ancestrale del Diluvio. La diffusione di questo 'mitologema' lascia supporre che in un remotissimo passato possa essersi realmente verificata un'inondazione di dimensioni apocalittiche, il cui ricordo si sia tramandato mediante miti e leggende, dapprima in forma orale e poi attraverso antichi poemi, testi sacri e trattati filosofici.

Teologia Talmudica: l'Ordine Nuovo.
Il testo sacro babilonese/ebraico Talmud esprime un pensiero escatologico accostabile a quello dello Zoroastrismo, con una visione lineare del tempo; un lento e progressivo sprofondamento nell'immoralità, un momento finale in cui ogni nodo giunge al pettine, e successivamente l'avvento di una definitiva Nuova Era di giustizia e verità.

Nel trattato talmudico di Avodah Zarah, a pagina 9A, si afferma che il mondo come lo conosciamo esisterà soltanto per seimila anni o fino al sesto millennio del calendario ebraico. Secondo una serie di calcoli effettuati da esperti biblisti, la fine del sesto millennio ebraico corrisponderebbe all'anno 2240 dell'attuale calendario cristiano.

Uno dei saggi del Talmud afferma che giungerà un tempo in cui eventi tumultuosi rovesceranno il vecchio ordine mondiale, creando un ordine nuovo nel quale Dio sarà universalmente riconosciuto come il governante di ogni cosa e persona. "Lasciate la fine dei giorni venire" - scrive il saggio - "anche se io non vivrò abbastanza per vederli giungere, quando il mondo sarà colmo di ogni possibile conflitto e sofferenza."

Nel trattato talmudico Sanhedrin si trova una lunga dissertazione sugli eventi che condurranno al ritorno del Messia, ad esempio:
"Quando vedrete una generazione sprofondare sempre più in basso, attendete [il Messia], dal momento che è scritto: "Tu salverai il popolo afflitto." Quando vedrete una generazione sopraffatta da molte tribolazioni, come se fosse un fiume debordante, attendetelo, perché è scritto "quando i nemici arriveranno debordanti, lo Spirito del Signore innalzerà uno stendardo contro di loro" (...) "ed il Redentore verrà a Sion." (...)
"Il figlio di Davide giungerà soltanto in una generazione che sia del tutto pia o del tutto malvagia."
Rabbì Johanan
Antico Testamento: la Battaglia di Armageddon.
La visione dell'Antico Testamento ricalca l'apocalittismo talmudico e di conseguenza quella dello Zoroastrismo. Anche la Bibbia ebraica profetizza infatti l'avvento del Messia (l'Unto dal Signore) nel Tempo della Fine, noto anche come Fine dei Giorni, espressione che ricorre spesso nella Tanakh (bibbia ebraica).

Sappiamo che la religione ebraica non riconosca a Gesù il ruolo di Messia, ma solo quello di profeta; gli ebrei in effetti sono ancora in attesa dell'avvento del Messia predetto dalle Sacre Scritture.

Secondo i profeti biblici il Messia giungerà non prima che abbia luogo la risoluzione di alcune condizioni sospensive, ovverosia: la liberazione definitiva del popolo ebraico dalla cattività iniziata durante l'esilio babilonese; lo stanziamento del popolo ebraico nella Terra di Israele; e la costruzione della nuova Casa di Davide e del Terzo Tempio di Gerusalemme. Ad oggi tali eventi non sono accaduti, benché ultimamente sembra che ogni condizione sia in via di risoluzione.

Solo dopo il verificarsi di questi eventi Dio creerà un reggente scelto dalla Casa di Davide (colui che per gli ebrei sarà il vero Messia), destinato a guidare il popolo ebraico ed il mondo intero verso la Fine del Mondo così come lo conosciamo, e la nascita di un'eterna Era di giustizia e pace (Era messianica).

Secondo i libri di Isaia, Geremia ed Ezechiele, una volta che il popolo ebraico si sarà stanziato nella Terra Promessa, il Messia ricomporrà le originarie suddivisioni tribali tra i giudei di Israele. Durante questo tempo un certo Gog - sovrano del regno di Magog - attaccherà Israele. Allo stato attuale nessuno ha identificato con certezza nell'attuale mappa geo-politica a quale paese sia assimilabile il regno di Magog descritto dai profeti; talune fonti lo associano alla Russia.

Magog affronterà i giudei in un'epica battaglia che mieterà innumerevoli vittime in entrambe gli schieramenti, ma alla fine Dio interverrà per salvare i giudei. Questa grande battaglia è definita la Battaglia di Armageddon. Il nome Armageddon deriverebbe dall'ebraico הר מגידו, cioè Har Məgiddô (monte di Megiddo); Nell'antichità Megiddo fu un'importante città-stato collocata in una posizione strategica all'ingresso del passo della catena del Monte Carmelo. Il sito fu abitato dal 7000 a.C. al 500 a.C. e fu teatro di importanti battaglie.

Dopo aver annientato questo nemico finale, Dio cancellerà ogni forma di malvagità dall'esistenza umana ed il mondo diventerà perfetto. Dal settimo millennio in avanti regnerà un'Era di santità, tranquillità, vita spirituale e pace universale. Una nuova Era denominata dagli ebrei 'Olam Ha-Ba (Mondo Futuro), in cui tutte le persone entreranno in rapporto diretto con Dio.

Cristianesimo: il Sacro Segreto di Dio.
La visione apocalittica della teologia cristiana riprende in gran parte gli elementi escatologici contenuti nell'Antico Testamento, adattandoli però alla convinzione che il Messia descritto dai profeti ebraici sia già giunto a salvare l'umanità, come testimoniato dai Vangeli.

Fu l'apostolo Giovanni a descrivere la Fine dei Tempi nel libro dell'Apocalisse, Il sostantivo greco apokàlypsis significa letteralmente 'scoprimento, svelamento' e nella Bibbia è spesso usato a proposito di rivelazioni di natura spirituale o inerenti la volontà ed propositi di Dio, che avranno luogo alla Fine dei Tempi.

Il libro descrive in ordine progressivo una serie di visioni, giungendo infine a quella culminante, cioè lo svelamento del sacro segreto di Dio. La struttura di questo libro evangelico sembra imperniato sul numero sette. L'apertura dei sette sigilli porta allo squillo delle sette trombe, e al fenomeno delle sette piaghe. Ci sono poi sette candelabri, sette stelle, sette tuoni e molte altre cose in gruppi di sette. Il numero sette nella Bibbia rappresenta completezza, e difatti il libro dell'Apocalisse tratta proprio del completamento dell'opera divina, culminante con lo svelamento del sacro segreto di Dio così come descritto in Apocalisse 10,7:
"ma che nei giorni della voce del settimo angelo, quand’egli sonerebbe, si compirebbe il segreto di Dio, secondo ch’Egli ha annunziato ai suoi servitori, i profeti."
Come si diceva, nella visione cristiana la prima venuta di Gesù è l'evento escatologico che segna la fine dell'Antico Eone - cioè del mondo del peccato trionfante, della separazione ostile da Dio, della condanna e della morte - e l'inaugurazione del Nuovo Eone in cui sono all'opera le potenze della grazia, del perdono e della vita. In particolare la morte e risurrezione di Cristo segnarono la vittoria decisiva sulle potenze di Satana, sebbene le conseguenze di tale vittoria non potranno essere manifeste prima dell'avvento del Regno finale. Il tempo che intercorre tra la vittoria potenziale di Cristo (la sua morte e risurrezione, avvenute 2000 anni fa) e la sua manifestazione gloriosa (il secondo avvento) è un tempo di attesa, di penitenza e di lotta.

La vittoria finale secondo i Vangeli sarà sancita dopo un'epica battaglia tra Dio e le forze di Satana. Prima che tutto ciò abbia luogo - tuttavia - è profetizzato che accadano vari eventi orribili, tra cui un terremoto e scrosci di grandine di fuoco che incendieranno un terzo degli alberi sulla Terra. Inoltre gran parte delle acque dei mari si trasformeranno in sangue.

Secondo Tessalonicesi 4:16-18 in un momento imprecisato durante questi tempi di patimento avrà luogo il Rapimento di tutti coloro che si saranno dimostrati puri e fedeli.
"Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi che saremo rimasti verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria;  e così saremo sempre con il Signore. Incoraggiatevi dunque gli uni gli altri con queste parole."
Un'interpretazione proposta dal clero protestante del XIX secolo, asserisce che quando tornerà Cristo, tutti i veri credenti cristiani, vivi e morti, saranno sollevati per incontrarlo in cielo, e quindi risparmiati dai 'giorni malvagi' che condurranno alla Fine dei Tempi.

La battaglia finale contro le forze sataniche vedrà Gesù scendere dai cieli a cavallo, a capo di un esercito di cavalieri bardati di bianco, ed affrontare un esercito guidato dall'Anticristo, temibile e bestiale avatar di Satana. Alla fine le forze malvagie soccomberanno e la Bestia sarà gettata in un lago di fuoco, mentre Satana verrà scagliato in un pozzo senza fondo.

I vivi ed i morti buoni e giusti vivranno poi con Gesù in una nuova Gerusalemme Celeste per 1.000 anni, mentre quelli malvagi ed iniqui saranno giudicati e puniti.

E' da capire se quei mille anni vogliano esprimere indeterminatezza o se tale visione profetica preveda un preciso limite cronologico anche per l'Era edenica; in tal caso si tratterebbe di un possibile punto di contatto con la visione induista.

Islam: il Giorno del Giudizio.
A proposito di giudizi finali, l'escatologia islamica è molto incentrata sul concetto di risurrezione nel profetizzato Giorno del Giudizio, il quale avrà luogo alla Fine dei Tempi.

L'Islam non indica una data precisa in cui potrebbe aver luogo la Fine dei Tempi, né le modalità con cui l'evento accadrà. Solo Allah conosce il momento e le modalità esatte. Il Profeta Maometto invece indicò alcuni segni maggiori e minori che precorreranno quel momento: l'apparizione di segni dal cielo, l'incremento dell'omosessualità tra la gente, un grande terremoto e l'apertura di una faglia sulla Terra che allungherà la durata del giorno.

Il Giorno del Giudizio è invece descritto con dovizia di particolari.

Secondo il dogma del Supplizio della Tomba ogni essere umano, una volta morto ed inumato con il capo rivolto verso la Kaʿba alla Mecca, riceve la visita di due angeli che lo interrogano circa la sua fede e, in caso essa non sia quella islamica gli infliggono un tormento fisico e spirituale che dura fino alla Fine del Mondo. Nell'ultimo giorno - il Giorno del Giudizio - Allah gli comminerà la condanna definitiva.

Il giudizio di ogni individuo, sia esso vivo o morto, avrà luogo secondo quanto dettato dal dogma della Bilancia: le azioni buone e quelle malvagie di ognuno saranno scritte su fogli sottilissimi, e poi il peso delle due pile di carta sarà confrontato mediante una bilancia. La maggiore pesantezza di una pila rispetto all'altra determinerà la misura in cui il verdetto divino si avvicinerà ad un castigo infernale, piuttosto che ad una gratificazione paradisiaca.

Mitologia Norrena: la Battaglia di Ragnarok.
Nell'escatologia islamica è dunque tutto molto definitivo. Nei miti dei popoli nordici - invece - ecco ritornare la chiara allusione ad una visione ciclica del tempo e del cosmo. In effetti la mitologia norrena - cioè l'insieme dei miti appartenenti alla religione precristiana dei popoli scandinavi - è da ritenersi un ramo della mitologia germanica, la quale affonda le radici proprio nei miti indoeuropei.

La mitologia norrena ha come culmine escatologico il Ragnarok - il 'crepuscolo degli dei' - la battaglia finale delle potenze della luce e dell'ordine contro quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l'intero mondo verrà completamente distrutto e rigenerato.

A differenza di ogni altra voce di questa lista, secondo i miti scandinavi la Fine del Mondo non giungerà nel corso di tempi di diffusa corruzione ed immoralità. Il mito norreno attribuisce un ruolo del tutto marginale all'umanità, la quale subisce passivamente ed incolpevolmente le catastrofiche contingenze proprio come un nido di formiche subisce il passaggio di una mandria di bisonti.

L'aria della Terra diventerà velenosa, il sole e la luna spariranno ed i morti risorgeranno dalle loro tombe. Dopodiché avrà inizio la battaglia finale tra gli dei nordici contro i giganti del fuoco e del ghiaccio, capitanati da Loki, dio dell'astuzia e degli inganni. Odino sarà ucciso dal lupo gigante Fenrir ma sarà vendicato da suo figlio; Thor ucciderà il serpente Jormungandr per poi restare ucciso a propria volta; il demone Surtur inonderà di fuoco tutti e nove i reami, seminando ovunque morte e distruzione. Alla fine due esseri umani avranno il compito di inaugurare una nuova Era ripopolando la Terra sotto la supervisione delle poche divinità sopravvissute al massacro.

Hopi: la Blue Star Kachina.
Secondo la mitologia dei nativi americani hopi, la Blue Star Kachina o Saquasohuh, è uno spirito che apparendo sotto forma di una devastante stella blu annuncerà l'avvento del nuovo mondo.

Questo sistema di credenze si basa su una serie di presupposti incredibilmente assimilabili alle teorie sul multi-verso esposte dalla moderna fisica quantistica; contempla l'esistenza di un certo numero di mondi, ognuno dei quali finisce per essere distrutto quando l'umanità diventa troppo corrotta. I soli Hopi sopravvivono alla catastrofe, trasferendosi di volta in volta in un nuovo mondo 'vergine.'

Attualmente dovremmo trovarci nel mondo numero 4, ma a quanto pare saremmo già condannati. Il pianeta sarà presto coperto da fiumi di pietra, serpenti di ferro e da un'enorme ragnatela intessuta da un ragno gigante. Dopodiché l'acqua dei mari diventerà nera, ed a quel punto la Kackina sotto forma di gigantesca stella blu si schianterà sul pianeta distruggendolo completamente. Ci chiediamo se la Blue Star Kachina - dato il suo colore - sia in qualche modo assimilabile ad un'altra stella blu il cui simbolismo ricorre in diverse dottrine esoteriche, e la quale si scoprì essere misteriosamente nota all'antica tribù africana dei Dogon; ci riferiamo a Sirio, la stella fiammeggiante.

Concludendo.
Se ci si limita ad esaminare la loro concezione circa la Fine del Mondo, molte delle religioni esistite e tuttora esistenti sono suddivisibili in due grandi categorie: quelle convinte che il mondo finirà solo per poter rinnovarsi, svilupparsi e poi finire nuovamente in un processo destinato a ripetersi per sempre, e quelle che non prevedono un 'dopo', che cioè intendono alla lettera la parola 'Fine.' Secondo queste ultime la nostra Storia è come una sorta di rappresentazione lineare, già scritta, e destinata ad essere 'messa in scena' in un'unica ed irripetibile occasione. Di conseguenza quando il sipario calerà, tutti i segreti saranno svelati e qualcosa di realmente inedito accadrà.

A cura di Anticorpi.info

Link alle fonti:
http://io9.gizmodo.com/the-6-least-pleasant-religious-apocalypses-1668285342
http://channel.nationalgeographic.com/the-story-of-god-with-morgan-freeman/articles/how-the-worlds-religions-view-apocalypticism/
http://www.innsmouthfreepress.com/blog/apocalypse-week-10-ways-to-end-the-world-in-mythology/
https://it.wikipedia.org/wiki/Fine_del_mondo
https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Egyptian_religion
https://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia_ebraica
https://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia_(Bibbia)#Nuovo_Testamento
https://it.wikipedia.org/wiki/Ragnar%C7%ABk

L'IPOCRISIA DI CERTA MODA "ANTIRELIGIOSA A SENSO UNICO, SEMPRE CRITICA VERSO I CRISTIANI MA SOTTOMESSA ALL'ISLAM

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Di Salvatore Santoru

Siamo abituati ogni giorno a sentire dure critiche verso la religione cristiana e bestemmie di tutti i tipi, da parte di giovani e non che si considerano "antireligiosi".

Tutto ciò è più o meno una norma in questa società e (quasi) nessuno si scandalizza per la critica al cristianesimo o anche per le bestemmie, ma quando si tratta dell'Islam(e a volte anche altre religioni) la situazione cambia completamente verso.

Così, si vede la situazione grottesca di individui e militanti politici che dopo che bestemmiano tutti i santi,sostengono che i fedeli cristiani siano tutti degli "imbecilli ignoranti" e altre cose del genere, improvvisamente a qualunque critica di alcune norme non edificanti dell'Islam vanno sull'attenti e vanno a sostenere che bisogna rispettare sempre la religione e incominciano a dare patenti gratuite e totalmente decontestualizzate di "islamofobia" e "razzismo"(come se l'Islam fosse una "razza" XD).

Insomma, il cristianesimo sarebbe rappresentato dall'Inquisizione,dalle Crociate e dalle discriminazioni(misogine,omofobe ecc) mentre l'Islam è di per sé solo una religione di pace,amore e libertà e il terrorismo islamista o i crimini dei regimi islamisti non sono colpa di interpretazioni estremiste e distorte dell'Islam ma "ovviamente" del solito "uomo occidentale,bianco e cristiano".

Questi atteggiamenti di ipocrisia e strisciante doppio standard, spesso dettati o dal dogmatismo ideologico o dalla paura(a proposito di islamofobia), stanno giustamente iniziando ad entrare in crisi e ci sarebbe bisogno che si arrivi a una situazione di equilibrio in cui sia lecito criticare gli aspetti critici di qualunque religione senza intenti d'odio(quindi né islamofobia e nemmeno cristianofobia et similia) e quindi rispettando le stesse persone che seguono queste religioni, senza sottomettersi al loro giudizio.

Tutti gli aldilà del mondo

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Di Matteo Trevisani
Dallo sviluppo del pensiero magico in poi, quando la coscienza dell’essere umano ancora galleggiava a fatica nel mare dell’istinto, i popoli hanno sempre cercato di immaginarsi e di codificare una vita dopo la morte: una narrazione che riuscisse a riempire quella vertigine insondabile e insensata. Immaginare una vita dopo la morte implicava però immaginare anche un luogo in cui le anime potessero abitare, un’organizzazione spaziale che riflettesse alla perfezione la credenza della cultura che l’aveva prodotta. fig-1Di riflesso, l’aldilà riempiva di senso e scopo la vita sulla terra, facendo di questa un banco di prova per quello che sarebbe venuto dopo. Il regno dei morti si popola così di oggetti ed esseri del mondo visibile, di stanze, cammini, sentieri, formule magiche ed esami che l’anima avrebbe dovuto superare per accedere al suo riposo eterno. L’oltretomba inizia ad occupare un preciso luogo (spesso a ovest, associato al tramonto del sole) e svolge una precisa funzione nell’economia cosmografica dell’intero universo. Il regno dei morti diventa dunque un riflesso del regno dei vivi: i suoi abitanti sviluppano un ruolo di mutua dipendenza con quelli che rimangono sulla Terra.
Guillaume Duprat riunisce in L’altro mondo. Storia illustrata dell’aldilà (Ippocampo edizioni) i disegni e le spiegazioni di questi aldilà immaginifici, la testimonianza senza tempo del tenero desiderio umano di conoscere l’inconoscibile. I primi a inventare una “tanato-topografia” sono stati gli egizi, ponendo prima le anime dei faraoni tra le stelle e poi le altre nelle profondità della terra, come affermano le molte versioni del Libro egiziano dei morti. La bibbia ebraica, col suo Sheol semisferico, rievoca le descrizioni dell’aldilà mesopotamico retto dal dio Marduk, che sarà l’archetipo per le successive visioni cristiane e islamiche. Prima di Dante e dei suoi tre regni infatti, i cristiani avevano avuto diverse concezioni spaziali di come fosse l’oltretomba: la resurrezione del Cristo è il modello escatologico da seguire ma, per esempio, l’aldilà descritto da Gregorio di Nissa riprende il modello sferico greco e il suo Ade sotterraneo, mentre quello del nestoriano Cosma si ispira a un’interpretazione letterale dei testi sacri, proponendo un universo a forma di tabernacolo.
fig-3Oltre che alle grandi religioni storiche Duprat si spinge a disegnare gli universi delle tradizioni autoctone, come la Foresta degli spiriti congolese, i Mondi paralleli della Guyana o i 99 cieli dei Buriati, in Mongolia, in cui si mescolano elementi dello sciamanesimo e del buddhismo tibetano. Le cosmologie delle tradizioni autoctone e sciamaniche sono permeabili: solo quando entrano in contatto con le grandi religioni inseriscono nella loro visione l’idea di un paradiso, o di un inferno. L’evolversi della raffigurazione di ciò che succede dopo la morte è la rappresentazione stessa di come l’uomo guarda sé stesso, i suoi limiti e il mondo che abita.
Nel testo, in ordine: I tre regni di Dante esposti nella Divina Commedia; il Moksha dei Purana induisti; la macchina per riciclare le anime, una credenza in uso in Ciad; il mondo dei morti della tribù canadese degli Ojibwa, la Terra dei fantasmi; i cieli Buriati che mescolano sciamanesimo e buddhismo mongolo tibetano; l’ascensione di Maometto.

Quel senso del sacro perduto che danneggia noi e l'Islam

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Di Francesco Alberoni
Fino a pochi decenni fa la classe intellettuale europea era convinta che la religione fosse in rapido declino, forse in via di estinzione.
Molti partecipavano alle cerimonie funebri, qualche volta ai battesimi, ma nella vita personale avevano abbandonato la frequentazione della chiesa, l'abitudine di pregare e non insegnavano i principi religiosi ai loro figli. Mai e poi mai avrebbero pensato di dover fronteggiare una rinascita religiosa impressionante come quella del mondo islamico a causa del proprio ateismo.
L'intellettuale occidentale non riusciva nemmeno a capire la distanza che c'era fra la sua mentalità e la loro. Perché nell'islam la religione permea ogni istante della vita di qualsiasi credente. Basta pensare che per il musulmano ortodosso anche il muoversi di una foglia, lo stormire del vento, il battito del suo cuore, e perfino il suo più fugace pensiero sono voluti e creati da Dio. In realtà le èlite culturali europee nel secolo scorso si erano avvicinate all'islam nella forma del sufismo che dava poca importanza alla legge (sharia) e parlava alla mistica e al cuore. È dal mondo sufi infatti che ci sono arrivati sublimi capolavori come il Masnavi.
Ma in questi ultimi decenni gli europei non hanno incontrato i sufi, ma gli islamisti, un movimento integralista che negli ultimi trent'anni ha dilagato in Asia ed in Africa e che pratica una forma di islam scritturalista con una sharia primitiva e sanguinaria. Esso ha scatenato una guerra di religione contro l'occidente che continua in Irak, in Siria e in Africa. Ma forse sta incominciando una nuova fase storica. Grazie alla pace fra gli Usa e la Russia l'occidente, finalmente unito, può sconfiggere l'islamismo armato, frenare la marea migratoria nordafricana e indebolire i centri wahabiti annidati nelle moschee. Se la minaccia islamista verrà respinta, diventerà di nuovo possibile il dialogo con le correnti islamiche moderate. Ed io mi auguro che un giorno in Europa si possa rinnovare l'incontro culturale con le grandi correnti della poesia islamica e riscoprire il senso della trascendenza e del mistero divino che entrambi abbiamo perduto.

La religione come via della libertà e come strumento di controllo sociale e oppressione



Di Salvatore Santoru

La religione ha o può avere una duplice e opposta funzione: quella di essere uno strumento di libertà così come di controllo sociale e oppressione.
Secoli e secoli di dominio di regimi ispirati a precetti e dogmi religiosi hanno dimostrato ampiamente questo secondo aspetto e a cosa conduce o può condurre l'utilizzo ideologico e politico della religione, un'aspetto che ancora oggi purtroppo non è finito.

In questo senso, le religioni sono state e/o vengono tutt'ora impiegate come mezzi di sopraffazione,di divisione,di controllo sociale e di distruzione della libertà individuale dei suoi appartenenti,costretti spesso a vivere in uno stato di "terrore" a causa della rigidità delle norme imposte dal proprio credo e clero, o di eliminazione e discriminazione degli individui non conformi a tali norme, bollati come "eretici" e/o "infedeli".
Le diverse "guerre sante" vecchie o nuove,così come la strutturazione di una mentalità dogmatica e settaria acriticamente seguace dei precetti imposti dal poteri clericali di turno, sono la dimostrazione lampante di tutto ciò e rappresentano il vero e proprio "lato oscuro" delle religioni.
Un "lato oscuro" fatto di limitazioni radicali e demonizzazione delle libertà e delle stesse espressioni individuali,oppressione e ricatti morali,violenza psicologica diretta o indiretta e addestramento a un'obbedienza forzata così come a una subdola accettazione di privilegi e eccessive attribuzioni di potere alle varie caste clericali o ai diktat dei vari regimi politici che si richiamano formalmente a tali precetti.

D'altro canto, c'è comunque da ricordare la funzione positiva che ha e che può avere la religione, sia quella libera che anche quella organizzata.

Difatti, l'adozione di una determinata fede da una parte serve o può servire per offrire alcune risposte a diverse "domande esistenziali"  così come ad aumentare il proprio benessere interiore e dall'altra serve come creazione di un collante sociale e legittimazione di rapporti basati sulla solidarietà e l'onestà.
Inoltre, non bisogna dimenticare il ruolo che anche storicamente l'adesione a una determinata fede religiosa ha avuto come strada per la libertà, si pensi solamente ai dissidenti cristiani,ma anche buddhisti e di altre fedi, nei paesi basati sul "socialismo reale", paesi che erano basati sulla distruzione della libertà religiosa e la loro sostituzione con una religione "laica" fondata sull'ideologia e il culto del Capo, così come tutte le altre forme di totalitarismi ideologici del Novecento e non.

Per finire, ciò che è possibile auspicare è la graduale messa in discussione di tutti i dogmi religiosi e di quelle strutture di potere che immeritatamente(spesso con l'utilizzo della forza o altri metodi coercitivi) si basano su di essi, e d'altro canto la riscoperta e/o la tutela dei valori positivi su cui si fondano le migliori religioni e in tal modo preparare la strada per una società sempre di più basata sulla libertà religiosa e senza fuorvianti dogmatismi e fanatismi(siano essi religiosi che eventualmente antireligiosi).

FOTO:http://www.kerala.me

I 10 comandamenti degli atei

Il percorso dei comandamenti è sempre accidentato. La prima volta fu necessario che Mosé, in rappresentanza di tutto il popolo ebraico, salisse su una montagna e ricevesse delle pesanti tavole in pietra incise da Dio in persona. La seconda fu poco dopo, quando Mosé dovette ritornare sulla montagna, perché, in un attacco d’ira, aveva distrutto le tavole appena ricevute.
La terza, invece, è avvenuta poco tempo fa: non c’entrano né Mosé, né (udite udite) Dio, non serve salire nessuna montagna e non c’è alcun bisogno di incidere le leggi su pesanti lastroni di pietra. Sono i dieci comandamenti per atei, scritti da uomini per gli uomini e scelti, in un contest, da altri uomini, con un premio di ben 10mila dollari (che i fortunati vincitori dovranno spartirsi).
Si tratta di un progetto in crowdsourcing, il Re-think prize: chi voleva riscrivere i comandamenti doveva inviare la sua versione al sito Atheist Mind Humanist Heart (AMHH), dove una giuria di 13 persone (come Gesù + apostoli, per restare in tema), avrebbe scelto i migliori con criteri insindacabili (tra i giudici, come si segnala qui, c’è anche Adam Savageche, per chi non lo sapesse, è un conduttore televisivo americano piuttosto celebre).
Ebbene, visto che siamo affezionati alle liste, ecco i nuovi dieci comandamenti, decisi tra 2.800 proposte, da un’umanità che ha scelto di restare senza Dio:
  1. Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove
  2. Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità
  3. Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura
  4. Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo
  5. Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato
  6. Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse
  7. Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista
  8. Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni
  9. Non esiste un modo giusto di vivere
  10. Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato
Nella sostanza, i nuovi comandamenti sono molto più ampi e, per conseguenza, anche più vaghi. Tutto sommato, con i vecchi precetti biblici c’era più chiarezza: bastava rispettare la domenica (o il sabato), non dire bugie, non uccidere, non rubare, evitare di impelagarsi con le donne altrui, occuparsi dei genitori, non dire bestemmie, evitare altri idoli, e si era a posto.
Adesso è tutto un po’ più difficile: manca un giudice supremo e ognuno deve regolarsi un po’ da sé, tenendo presente varie cose: rispettare gli altri, in generale, è bene, anche se non esistono ancora. Per tutto ciò che si fa occorre assumersi la responsabilità – e questo più che un comandamento sembra una ovvietà, almeno per chi ha già compiuto 18 anni. Dio può esserci, ma non è necessario; l’importante è che sul proprio corpo decida l’individuo (e questo è un argomento spinosissimo, ma così spinoso che non vogliamo nemmeno toccarlo); è consigliabile tenere presente il punto di vista altrui.
Bene: precetti buoni, ma fumosi. Saranno comandamenti, ma tanto indefiniti che sembrano le leggi italiane: senza decreti attuativi, non possono funzionare. Ma guardiamo il lato positivo: almeno, alla faccia di Benigni, un passo in più si è fatto.

Mappa delle religioni del mondo



Una interessante mappa delle religioni nel mondo aggiornata al 2002, trovata su mapsorama, fonte Enciclopaedia Britannica.


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