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Fa discutere il titolo di Libero sul tempo: 'Fa freddo, allora il riscaldamento globale non esiste'



Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere un nuovo titolo di Libero, questa volta dedicata alle attuali temperature decisamente fredde che si stanno registrando in Italia. Più specificatamente, secondo la testata ciò sarebbe la prova del fatto che il riscaldamento globale non esisterebbe.

Inoltre, lo stesso direttore Vittorio Feltri ha decisamente criticato l'ormai notissima attivista ambientalista Greta Thunberg e il titolo e l'articolo di Libero è stato criticato da diverse testate, scientifiche e non.

Tra di esse, bisogna segnalare Wired e Focus e, inoltre, un articolo dell'accademico e scienziato Ugo Bardi sul Fatto Quotidiano sulla differenza tra meteo e clima ( affrontata anche da Marta Musso sul già citato post di Wired).

FOTO: https://www.nextquotidiano.it/perche-ce-global-warming-se-fa-freddo-libero/

Greta Thunberg e lo sciopero degli studenti per il clima

Il 15 marzo decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo parteciperanno al “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), una manifestazione organizzata per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Gli scioperi degli studenti per l’ambiente sono organizzati periodicamente (in alcuni casi ogni settimana), ma quello di domani dovrebbe essere uno dei più grandi, grazie al sostegno di diverse associazioni ambientaliste che hanno deciso di dare una mano per organizzare manifestazioni coordinate e in più paesi del mondo.
L’idea del “Venerdì per il futuro” è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco. Il 20 agosto del 2018, Thunberg decise di non presentarsi più a scuola fino al 9 settembre seguente, giorno delle elezioni politiche, chiedendo al governo di occuparsi più seriamente del cambiamento climatico, adottando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica (tra i principali gas serra). La protesta era nata in seguito a un’estate particolarmente calda in Svezia, che aveva portato a numerosi ed estesi incendi nel paese.
Invece di andare a scuola, ogni giorno Thunberg si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese a Stoccolma portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche, Thunberg tornò a scuola, assentandosi comunque di venerdì per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento.
La storia di Thunberg è stata ripresa da alcuni media locali e gradualmente ha superato i confini della Svezia, finendo su giornali e televisioni di mezzo mondo. Mese dopo mese, la sua protesta è diventata la fonte d’ispirazione per altri studenti, che in diversi paesi hanno iniziato a organizzare marce e manifestazioni sul clima, sempre di venerdì. Si stima che negli ultimi mesi ne siano state organizzate circa 300 in varie città del mondo, con la partecipazione di alcune decine di migliaia di studenti.
Thunberg è diventata ulteriormente famosa nell’autunno del 2018 in seguito alla sua partecipazione al TEDxStockholm, la serie di conferenze organizzate in modo indipendente dai più famosi TED, ma mantenendone la struttura e le regole per gli interventi. Ha spiegato di essere diventata consapevole del problema del riscaldamento globale quando aveva 8 anni, chiedendosi perché non fosse al centro delle politiche per il futuro del mondo e del dibattito sui media. Thunberg ha poi detto che ormai le prove scientifiche sul cambiamento climatico, e sulle responsabilità delle attività umane, sono incontrovertibili e che è necessario mobilitarsi e non perdere più tempo.
Nel dicembre del 2018, Thunberg ha partecipato alla COP24, la conferenza internazionale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite in Polonia. Sempre alla fine del 2018, ha parlato davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite. A inizio anno ha invece partecipato agli incontri del World Economic Forum di Davos (Svizzera), dove ha accusato politici e grandi aziende di essere consapevoli da tempo dei rischi del cambiamento climatico, ma di non avere fatto quasi nulla per calcolo politico o per non ridurre i profitti.


La rivista TIME ha inserito Thunberg nella sua lista dei 25 adolescenti più influenti per il 2018. La scorsa settimana, in occasione della Giornata internazionale della donna, Thunberg è stata nominata la donna più importante e influente del 2019 in Svezia. Diverse altre organizzazioni e associazioni hanno assegnato premi a Thunberg per il suo impegno, e per avere contribuito a mantenere l’attenzione su uno dei temi più importanti per il futuro delle nostre società.
La manifestazione di domani coinvolgerà decine di migliaia di studenti, e non solo, in tutto il mondo. Sul sito dell’iniziativa si può consultare una mappa per trovare le città e i luoghi dove saranno organizzate manifestazioni. In Italia gli studenti manifesteranno in circa 180 città ed è probabile che il numero aumenti nelle prossime ore. L’iniziativa è stata ampiamente ripresa e promossa dal quotidiano Repubblica, con la sua prima pagina di oggi dedicata allo sciopero degli studenti e un invito sul suo sito a partecipare e a mobilitarsi, anche se non si è più studenti.
Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato a conferma di quanto dicono, e hanno dimostrato, ormai da tempo i ricercatori: la Terra si sta scaldando, anche a causa dell’enorme quantità di anidride carbonica immessa ogni anno nell’atmosfera a causa delle attività umane. Gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi mai registrati nella storia, e 18 dei 19 più caldi si sono verificati a partire dal 2001.

Maltempo, bombe d’acqua e allagamenti nelle Marche e in Friuli. A Roma semafori in tilt

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BLITZ QUOTIDIANO

Settembre è arrivato e con sé ha portato anche la pioggia. Il maltempo si è abbattuto sull’Italia da Nord a Sud, nella giornata di sabato 1 settembre: problemi nelle Marche per bombe d’acqua che hanno colpito la costa, come anche in Friuli-Venezia Giulia dove ci sono stati allagamenti con interventi di Vigili del fuoco e Protezione civile.

Ma non solo: in provincia di La Spezia un fulmine ha abbattuto parzialmente il campanile di una chiesa, un altro a Roma ha colpito una centralina mandando in tilt i semafori del quartiere Monteverde. Tanta paura e danni a Napoli, dove alcuni voli in arrivo a Capodichino sono stati dirottati su altri scali. Un violento nubifragio si è abbattuto in serata a Verona e provincia causando allagamenti e gravi danni per la tracimazione di torrenti e fiumi.
Pesanti i disagi con piani terra, garage e sottopassi stradali allagati. A Bovolone un uomo era rimasto bloccato con la sua auto in un sottopasso ferroviario ma è riuscito a mettersi in salvo. Nelle Marche sono state colpite in particolare la zone di Fermo, con allagamenti e problemi per alcuni sottopassaggi inondati, e a Jesi colpita da una bomba d’acqua. Allagato il pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani, strade e quartieri alla base del centro storico, case, negozi e garage.
Forti piogge sul Friuli Venezia Giulia hanno provocato allagamenti nei comuni del litorale. La zona più colpita è stata quella di Lignano Sabbiadoro, dove i volontari della Protezione civile si sono dovuti coordinare con i Vigili del Fuoco. A Beverino, in provincia della Spezia, intorno alle tre di venerdì notte, un fulmine ha colpito e fatto parzialmente crollare il campanile della chiesa parrocchiale di San Cipriano. Per fortuna il tutto è avvenuto in un’ora in cui non c’era gente in strada; i calcinacci caduti non hanno provocato feriti ma solo danni alle vetture parcheggiate.
A Napoli i problemi ci sono stati soprattutto nella zona dell’aeroporto di Capodichino: prima una tromba d’aria, che ha anche scoperchiato una palazzina di San Pietro a Patierno, e poi un forte temporale nel pomeriggio hanno costretto a dirottare alcuni voli in arrivo. Grande paura, ma nessuna conseguenza, soprattutto per gli operai nello stabilimento dell’Atitech, dove si esegue la manutenzione degli aeromobili; il vento ha fatto volare la guaina di copertura del terrazzo di una palazzina nel parcheggio, in quel momento vuoto, dello stabilimento.
Altri frammenti hanno danneggiato alcune automobili parcheggiate davanti allo stabile. Le verifiche al palazzo non hanno evidenziato criticità e i vigili del fuoco, finito il loro lavoro, hanno dichiarato agibile l’edificio. Per alcuni minuti gli operai hanno visto volare di tutto sopra le loro teste. Impalcature abbattute, porte divelte e un container che spinto dalle folate ha sfondato una recinzione vicino all’hangar dove l’Atitech esegue le prove dei motori degli aeromobili.
Il vento ha anche fatto crollare un’impalcatura eretta dagli operai vicino a un aereo in manutenzione, fortunatamente senza danneggiarlo. La Protezione civile regionale ha emanato per oggi, domenica 2 settembre una nuova allerta di colore giallo in Campania, tra le 6 e le 18: si prevedono violenti temporali in diverse zone della regione e forte vento, fenomeni caratterizzati da un’incertezza previsionale e rapidità di evoluzione.
Semafori in tilt a Roma a causa di un fulmine che ha colpito una centralina a Monteverde. Allagamenti e disagi ad Alessandria e nel Torinese a causa dei forti temporali che si sono abbattuti nella notte. Chiuso un sottopasso, nella frazione Marengo.

UTILIZZARE IL CLIMA COME ARMA? IN QUESTI PAESI CI HANNO PROVATO

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Così il clima è un’arma
Di Umberto Rapetto 
– Molti i progetti che vedono l’ambiente come alleato o anche come bersaglio
1958: Project Argus. 1962: Project Starfish. 1968: SPS, ovvero Solar Power Satellite Project.1975: il razzo Saturn e il suo buco nella ionosfera.
L’elenco potrebbe continuare sino ai nostri giorni in uno stillicidio di spaventosi disegni dell’uomo a caccia dell’ambiente come alleato o bersaglio, della meteorologia a guisa di arsenale, del clima quale ingrediente strategico di ogni futuro campo di battaglia.
Estate del 1961, il 21 agosto a voler esser precisi: la gente dell’isola Hispaniola nei Carabi vede una nuvola bianca espandersi all’infinito, formare cerchi concentrici e dissolversi inspiegabilmente.
È il panico e molti pensano alla fine del mondo: è solo l’effetto del progetto “Storm-fury” mirato a contrastare gli uragani mediante l’immissione nell’aria di ioduro d’argento.
Una “inseminazione” in prossimità di un tornado ne modifica la traiettoria. Improvvisamente paesi mai fino ad allora colpiti da micidiali tifoni diventano bersaglio abituale degli “hurricane”:
Panama, Nicaragua, Honduras, Costa Rica…  Gli scienziati della guerra la chiamano “weather warfare”.
Dalle nostre parti c’è chi – come Andrea Aparo, tecnologo con un passato di fisico sperimentale e di ricercatore al Mit – precisa che alla parola guerra si può abbinare l’aggettivo “meteorologica” e non “climatica” e ricorda i perenni sforzi a utilizzare i processi naturali per danneggiare il nemico.
Poco distante – nel tempo e nello spazio – c’è l’utilizzazione di composti chimici a scopi meteorologici nei cieli della ex-Jugoslavia.
I professori Stefanovic e Purenovic dell’Università di Nis fanno puntuali riferimenti partendo dai fatti avvenuti nella località di Tuzla nel 1994 per arrivare alla drammatica serata del 5 aprile 1999 a Nis in cui “le nuvole cominciarono a contorcersi e sparirono dopo poco”.

Le bombe illuminanti modificavano il clima?

È la storia delle bombe illuminanti, utilizzate per agevolare i raid aerei e capaci di esplodere a oltre 2.500 metri di quota, rilasciare calore di oltre 3.000 gradi centigradi, modificare la stratificazione dell’atmosfera, creare forti venti, far salire le nuvole cariche d’acqua fino ad altezze dove la temperatura di decine di gradi sottozero trasforma la potenziale pioggia in ciclopica grandine…
Oleg Kalugin, alto funzionario del Kgb, nel 1994 racconta a un quotidiano londinese che l’ex Unione Sovietica stava approfondendo la possibilità di realizzare ordigni geofisici in grado di provocare terremoti e onde anomale oceaniche allo scopo di devastare il territorio statunitense.
Mitologia di una Guerra fredda che non vuole esser dimenticata? Leggende metropolitane da abbinarsi a quelle dei mangiatori di bambini?
E allora che dire delle attività sismiche anomale – rilevate addirittura in Iran – al verificarsi delle esplosioni sperimentali nei test nucleari sotterranei sovietici nel poligono di Semipalatinsk in Kazakhistan?
Nell’agosto 1996 alla Scuola di Guerra Aerea statunitense è stato presentato il libro bianco “Owning the weather in 2025”, ovvero essere padroni del clima entro il 2025.
Il documento parla di applicazioni militari riguardanti modifiche del tempo che creano “fenomeni atmosferici di piccola e media scala” che migliorano la posizione tattica delle proprie truppe degradando quella dell’avversario, innesco di violenti temporali inseminando le nubi per via aerea, generazione/dissipazione di nebbia con tecniche di energia diretta…
Undici anni dopo, a diciotto dal traguardo dell’US Air Force, potrebbe essere interessante conoscere quel che nel frattempo è stato combinato… 
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Maltempo, in arrivo freddo e piogge

Maltempo, in arrivo freddo e piogge

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/maltempo-in-arrivo-freddo-piogge-00001/

Una perturbazione atlantica interesserà da domani il nostro Paese con piogge e temporali, specie sulle aree a ridosso dell'Appennino settentrionale, accompagnate da venti forti e, da sabato 9 dicembre, da un brusco calo delle temperature. Lo rende noto la Protezione Civile che emana un avviso a partire dalle prime ore di domani, con venti forti, fino a burrasca, che interesseranno Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Marche, in estensione nel corso della mattinata a Umbria e Lazio, con possibili mareggiate sulle coste. Si prevedono inoltre precipitazioni diffuse, anche a carattere temporalesco, sulla Liguria nel settore di levante e sull'alta Toscana. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per domani allerta gialla sul settore di levante della Liguria, sui bacini meridionali dell'Emilia Romagna, sul nord della Toscana, sulla Marsica e sul bacino dell'Aterno in Abruzzo, sull'Umbria, sul Lazio e sulle aree dell'alto Volturno e del medio Sangro in Molise.

Clima, allarme dell’Onu: la concentrazione di anidride carbonica batte nuovi record nel 2016



La concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera è aumentata nel 2016 a livelli record: lo ha reso noto l’Organizzazione Meteorologica mondiale, nel suo aggiornamento annuale sull’impatto dei gas ad effetto serra. 

La notizia, che lascia prevedere - mette in guardia l’agenzia Onu- «un innalzamento pericoloso della temperatura», precede di appena qualche giorno l’inizio della Conferenza Onu sul cambiamento climatico, che si terrà dal 6 al 17 novembre nella città tedesca di Bonn. 

Nel 2016, la concentrazione atmosferica di CO2, il principale gas ad effetto serra di lunga durata, ha raggiunto le 403,3 parti per milione, sopra le 400 raggiunte nel 2015. Le cause, si legge nel bollettino, sono dovute a «una combinazione di attività umane e a una forte presenza di El Nino».  

Uragano Ophelia riporta l’estate in Italia: temperature oltre i 25 gradi

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Uragano Ophelia riporta l’estate in Italia: temperature oltre i 25 gradi. Una vera e propria ottobrata, come annunciato dai meteorologi, che porterà sole e caldo sul Paese almeno fino al 20 ottobre, soprattutto con le correnti di aria calda in arrivo dall’Atlantico insieme all’uragano Ophelia.
In particolare sabato dovrebbe arrivare sulle Azzorre e sabato sera sull’Irlanda. Secondo il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara, la traiettoria di Ophelia richiamerà venti molto caldi dal Nord Africa sull’Europa, con temperature in gran parte sopra la media del periodo, se non addirittura quasi estive.
“Il super anticiclone – spiega . interesserà in pieno anche l’Italia, portando tempo stabile e soleggiato fatta eccezione per qualche nebbia o nube bassa durante le ore più fredde su Valpadana, Liguria e versanti tirrenici. Le temperature saranno inoltre in costante aumento, portandosi ben oltre le medie del periodo”.
In particolare nel fine settimana le massime, precisa, “raggiungeranno diffusamente i 24-25 gradi, ma con punte anche superiori su tirreniche e Isole Maggiori, su valori dunque da inizio settembre. Farà caldo anche in montagna, con valori prossimi ai 18-20 gradi fin verso i 1000-1500m e zero termico diurno oltre i 4000m, come in piena estate. Attenzione alle marcate escursioni termiche con la notte, quando le temperature minime potranno comunque scendere sotto i 12-13 gradi sulle aree interne specie del Centronord”.
La situazione di “stallo anticiclonico”, conclude l’esperto di 3bmeteo.com, “terrà lontane le piovose perturbazioni autunnali dall’Italia per almeno altri 7-8 giorni, prolungando la fase mediamente siccitosa e oltremodo calda (rispetto al periodo), che negli ultimi anni sta diventando sempre più preponderante salvo rare eccezioni, come lo scorso settembre”.
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Previsioni Meteo Settembre: irrompe subito l’autunno, temperature in picchiata tra Sabato e Lunedì. Attenzione al maltempo

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Di Peppe Caridi
Previsioni Meteo Settembre – Altra giornata di super caldo oggi, come ampiamente previsto, nelle Regioni centrali e al Sud: abbiamo +38°C a Sciacca, Caltagirone, Carbonia e Sestu, +37°C a Caltanissetta, Alatri, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Iglesias, +36°C a Roma, Frosinone, Tarquinia, Cervaro, Agrigento e Alghero, +35°C a Firenze, Caserta, Grosseto, Tivoli, Trapani e Oristano. Esattamente come previsto, si stanno verificando anche locali forti temporali al Centro/Sud, seppur molto isolati e localizzati tra Basilicata meridionale e Calabria settentrionale, quasi esclusivamente sul Pollino. Sono caduti nel pomeriggio 21mm di pioggia a Morano Calabro, 9mm a Torano Castello e San Severino Lucano, 7mm a Bisignano, 5mm a Castrovillari e Luzzi.
Nei prossimi giorni avremo un clima ancora prevalentemente anticiclonico, mite e soleggiato su gran parte d’Italia, con una recrudescenza del caldo tra Giovedì 31 AgostoVenerdì 1 Settembre e soprattutto Sabato 2 al Sud, quando in Sicilia e Calabria le temperature raggiungeranno per l’ennesima volta punte di +40°C. Stavolta, però, sarà una risalita pre-frontale rispetto a un vero affondo di maltempo che gradualmente, nel weekend, colpirà tutto il Paese facendo crollare le temperature di oltre 10°C, in alcuni casi fino a 15°C soprattutto al Centro/Nord. Arriverà l’autunno, con temperature decisamente fresche da Domenica al Centro/Nord, e da Lunedì anche al Sud. Sarà un vero e proprio crollo termico, con valori che piomberanno immediatamente sotto le medie del periodo.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.meteoweb.eu/foto/previsioni-meteo-settembre-irrompe-subito-lautunno-temperature-in-picchiata-tra-sabato-e-lunedi-attenzione-al-maltempo/id/957189/#1

Caldo record, 52 gradi percepiti a Caserta, 51 a Ferrara

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Di Gianni Carotenuto

L'Italia nella morsa del caldo. Sembra una frase fatta, lo sarà anche, ma l'afa eccezionale che sta colpendo in queste ore la penisola ha fatto schizzare le temperature, almeno quelle percepite, a quote mai viste.
È Grazzanise, località in provincia di Caserta ad avere la poco invidiabile palma di città più calda d'Italia: 52 i gradi percepiti, uno in più di Ferrara e tre in più di Ginosa di Puglia e Guidonia, "fermi" a quota 49. Ma è tutta l'Italia a soffrire questa ondata di caldo eccezionale.

L'afa di questi giorni è una delle più gravi dal 1830, quando cominciarono le rilevazioni delle temperature. Oggi a Grazzanise si è arrivati a 52 gradi percepiti. Paradossalmente una buona notizia per i cittadini del Comune del casertano, dopo i 55 percepiti ieri.
Ma il caldo è esteso anche al Nord Italia, tanto che a Ferrara si è arrivati a 51 gradi, con la città estense tallonata da Marina di Ginosa in Puglia e la cittadina laziale di Guidonia, entrambe a quota 49 gradi. Tuttavia, la sensazione di caldo opprimente tormenta anche gli abitanti di Capo Carbonara in Sardegna e Frosinone, dove si percepiscono 47 gradi.
Per quanto riguarda le città capoluogo, la più calda in assoluto è Bologna con 45 gradi avvertiti. Seguono Napoli (43), Roma (42) e Firenze (41), mentre chiudono questa poco invidiata classifica Milano e Torino con 40 gradi percepiti.
Si tratta di un'ondata di caldo con pochi precedenti. Dal 1830 a oggi, soltanto tre volte si sono registrate a inizio agosto temperature così alte tra percepite ed effettive: 1983, 2003 e 2013. Secondo le stime degli esperti, la giornata più calda sarà venerdì 4 agosto.
Secondo il meteorologo e climatologo Luca Lombroso dell'Università di Modena e Reggio Emilia, "poco importa anche se saranno battuti o meno i record, la sostanza è - chiarisce - che l'ondata di caldo in corso è, semmai ce ne fosse bisogno, l'ennesima conferma che non siamo di fronte a una situazione eccezionale ma a una 'nuova normalità' con cui dovremo fare i conti a seguito dei cambiamenti climatici", le parole del professore.

Trump affida il dossier sul clima a Ivanka. Ma l'incontro slitta. Da Xi a Macron pressing sugli Usa

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La riunione prevista oggi dei consiglieri di Donald Trump per definire la posizione americana sull'accordo sul clima di Parigi è slittata a data da destinarsi. I consiglieri, tra cui spicca Ivanka Trump, si sarebbero dovuti incontrare per risolvere la disputa interna all'amministrazione sul restare o meno nell'accordo. L'incontro doveva gettare le basi per la decisione definitiva di Trump, che ha assicurato che annuncerà prima del G7.
Nelle ultime ore si è intensificato il pressing internazionale su Trump per convincerlo a non abbandonare l'intesa di Cop21. Il neopresidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a Trump, durante la telefonata di congratulazioni che il tycoon gli ha fatto ieri, di non abbandonare l'accordo di Parigi sul clima. Lo ha riferito il portavoce del presidente eletto francese alla Cnn. Macron ha ricevuto anche la telefonata del presidente cinese Xi Jinping, che si è impegnato a difendere gli accordi sulla lotta ai cambiamenti climatici presi durante la Conferenza di Parigi. Cina e Francia, ha detto Xi, secondo una nota riportata dal ministero degli Esteri di Pechino, "dovrebbero difendere i risultati relativi alla governance globale, incluso l'accordo di Parigi". A questi appelli si aggiungono le parole dell'ex presidente americano Barack Obama, che da Milano ha ribadito l'importanza dell'accordo sul clima raggiunto nel dicembre 2015 a Parigi e ratificato da 72 Paesi.
Il tycoon aveva promesso di rinegoziare l'accordo e sarebbe propenso perfino ad abbandonarlo, ma l'amministrazione è divisa. Un ruolo di primo piano nella decisione sul clima è stato affidato a Ivanka, che oggi avrebbe dovuto riunirsi con gli altri consiglieri della Casa Bianca per tracciare infine una linea. La primogenita del presidente - sottolineano i media Usa - si è impegnata a effettuare una verifica per assicurarsi di avere la maggior quantità di informazioni possibile prima che una decisione definitiva venga presa.
Un ritiro degli Usa dall'accordo sul clima metterebbe gravemente a repentaglio gli sforzi globali per limitare le emissioni di gas a effetto serra, responsabili dei cambiamenti climatici, secondo la maggior parte esperti. Gli Stati Uniti sono il secondo più grande produttore di anidride carbonica (Co2) nel mondo, dopo la Cina. Durante la sua campagna elettorale, Trump ha definito il cambiamento climatico "una bufala" perpetrata da parte di Pechino e ha promesso di annullare l'accordo di Parigi, una volta presidente.
Ad oggi, però, siamo fermi alle dichiarazioni. Secondo il responsabile ambientale del Dipartimento di Stato, David Balton, "per quanto riguarda gli Usa, la questione dell'accordo di Parigi è ancora in discussione all'interno del governo". "Il nostro presidente ha detto che aveva intenzione di prendere una decisione nelle prossime settimane, ma non questa settimana", ha precisato.

GLI USA SI UNIFORMANO ALLA CINA E RATIFICANO ACCORDO DI PARIGI SUL CLIMA

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http://www.askanews.it/top-10/usa-si-uniformano-alla-cina-e-ratificano-accordo-di-parigi-sul-clima_711889011.htm

Gli Stati Uniti si sono aggiunti alla Cina e hanno annunciato la ratifica dell'accordo di Parigi sul clima, raggiunto a dicembre al termine della COP21. L'annuncio è avvenuto durante un incontro a margine del G20 di Hangzhou, nell'est della Cina. Il presidente Barack Obama e il suo omologo cinese Xi Jinping, alla guida dei due Paesi che più inquinano al mondo, hanno consegnato insieme al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon i documenti per la ratifica di questo trattato, che mira a contenere il riscaldamento climatico. (fonte AFP) Fco MAZ

FOTO:http://www.lastampa.it

Clima impazzito: allarme siccità in Italia ,nel Nordovest oltre il 60% di piogge in meno

Sembra un paradosso, ma non lo è. Quello del 2015-2016verrà probabilmente ricordato in futuro come “l’inverno della siccità”. Se il clima secco solitamente caratterizza i mesi estivi, infatti, questa volta pare essere il tratto distintivo dei mesi invernali. Il 2015 in Italia non soltanto è stato l’anno più caldo della storia insieme al 2014, ma addirittura il più secco in assoluto. E nel 2016, per ora, nulla pare cambiare. Il gravissimo deficit di piogge ha costretto numerosi comuni, nel mese di gennaio 2016, a emettere provvedimenti che limitano i consumi idrici. Si tratta, naturalmente, di provvedimenti che generalmente vedono la luce nel periodo estivo, non in quello invernale. 

Italia in ginocchio per la siccità. Allarme per laghi, fiumi e montagne

Si chiede, insomma, di limitare il consumo di acqua per le più comuni attività quotidiane. In Sardegna, per esempio, dal 22 gennaio, in ben 15 comuni nella zona tra Nuoro e Sassari è stata imposta una contrazione di ben il 40% nella fornitura idrica dalle 18.00 di sera alle 6.00 del mattino successivo. Situazione drammatica non soltanto nell’isola, ma anche in quasi tutto il Nord Italia. Le amministrazioni locali stano correndo ai ripari ripristinando condotte e invasi in disuso da 15 anni. In Piemonte sono all’ordine del giorno le raccomandazioni contro gli sprechi nelle province di Vercelli, Biella e Cuneo. La provincia di Belluno, in Veneto, soffre delle maggiori difficoltà: in alcune località si sta facendo ricorso al rifornimento dei bacini con le autobotti. Alla fine dello scorso anno, a tal proposito, Cortina ha simbolicamente chiuso tutte le fontane pubbliche. In Lombardia la Regione ha diffuso l’allarmante notizia che la quantità di acqua presente nei laghi è inferiore di oltre il 50% rispetto ai livelli medi stagionali. Il Po, a Cremona, scorre 7,10 metri al di sotto dello zero idrometrico.

Montagne senza neve. Preoccupazione per l'agricoltura

Se la situazione per quanto riguarda fiumi e laghi è drammatica, non va meglio in montagna. La pochissima neve caduta sull’arco alpino si tradurrà in minor quantità di acqua disponibile durante il periodo estivo in tutta la Pianura Padana. Preoccupazione alle stelle anche per gli agricoltori. Coldiretti parla di una prospettiva drammatica. Basti pensare, per esempio, che in Toscana, ad Agnano Pisano, ci sono già le pere mature sugli alberi; piante di susine in fiore nella Versilia. Eventi che, mediamente, accadono a fine marzo, non in pieno gennaio. A Massa, addirittura, stanno maturando i pomodori. Risultato, questo, della siccità unita alle temperature eccezionalmente elevate. Se il trend proseguirà in questa direzione, durante la prossima estate potremmo trovarci di fronte alla terribile questione: destinare l’acqua all’agricoltura, ai consumi domestici o alla produzione di energia?

Montagne senza neve. Preoccupazione per l'agricoltura

Dicembre 2015: il mese più secco della storia

Intanto, i dati che arrivano dagli esperti del Centro Epson Meteo-Meteo.it parlano chiaro. “Il dicembre 2015 ha spazzato via qualsiasi record negativo riguardo le precipitazioni- afferma il meteorologoSimone Abelli-. I dati definitivi, infatti, lo fanno salire al primo posto come mese di dicembre più siccitoso della storia recente, almeno a partire dalla metà del secolo scorso. Si parla di un deficit di piogge a livello nazionale di ben il -91%. In altri termini, meno del 10% del quantitativo normale”. Non a caso, possiamo parlare di un “dicembre anticiclonico”, ossia un dicembre caratterizzato dal prepotente dominio di un’area di alta pressione che ha attanagliato per tutto il mese gran parte dell’Europa centro-meridionale. I valori sono risultati particolarmente elevati (mediamente di 1030 hPa) proprio intorno all’Italia. “Nel cuore del nostro continente- prosegue Abelli- l’anomalia termica ha raggiunto i 5 gradi sopra la norma”. Una situazione che ha contributo a mantenere lo zero termico sulle Alpi a quote tutt’altro che invernali: mediamente, un chilometro sopra i livelli normali, ma talvolta con punte addirittura oltre i 3000 metri. Una situazione che, inoltre, ha prodotto diversi record storici: il 28 dicembre, nella stazione del Monte Cimone, si registravano 12,6 gradi: 14 in più rispetto alla norma! Grave, l’abbiamo detto, la situazione di fiumi e laghi. Per questi ultimi, si sono registrate portate quasi dimezzate rispetto alla norma. In particolare, rispetto alla media del periodo che va dal 1946 al 2014, il Lago Maggiore risulta avere una portata del 40% in meno, il Lago di Garda del 61% in meno e il Lago di Como del 42% in meno. Anche il riempimento (volume invaso) si attesta sui minimi storici: il Lago Maggiore risulta al 17%, il Lago di Garda al 33% e il Lago di Como all’11%. Rispetto all’anno precedente, l’altezza idrometrica in alcuni casi è addirittura di oltre un metro inferiore: Lago Maggiore -140cm, Lago di Garda -58,3 cm, Lago di Como -81,1 cm. “ Naturalmente, nel generale contesto di clima mite e assenza di precipitazioni- prosegue l’esperto del Centro Epson Meteo- la situazione della neve sui monti e i livelli di laghi e fiumi è risultata preoccupante anche per l’altrettanto pesante eredità lasciata dal mese di novembre”. E, attualmente, nulla sembra migliorare.

IL 2015 È STATO L'ANNO PIÙ CALDO DI SEMPRE



http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Clima-il-2015-e-di-gran-lunga-lo-anno-piu-caldo-mai-registrato-nella-era-moderna-sul-nostro-pianeta-Due-gli-studi-della-National-Oceanic-and-Atmospheric-Administration-e-della-Nasa-74073f23-e03c-4c98-8c2a-ad75c56f4331.html

Il 2015 è stato di gran lunga il più caldo mai registrato nell'era moderna sul nostro pianeta. Lo avevamo immaginato ripensando alla corsa all'acquisto dei condizionatori avvenuta durante l'estate scorsa e alle giornate primaverili di dicembre che hanno spinto a fiorire diverse piante. Ora la conferma la leggiamo in due report separati redatti dagli scienziati americani della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) e della Nasa, secondo cui le temperature globali hanno raggiunto nuovi massimi per il secondo anno di fila a causa dei fenomeni meteorologici associati a El Nino. Il report della Noaa, l'agenzia federale che si occupa di meteorologia, ha rilevato che "la media del 2015 in mare e su Terra è stata di 1.62 gradi fahrenheit (0,90 centigradi) al di sopra della media del XX secolo" che corrisponde alla "temperatura più alta mai registrata dal 1880". "Dal 1997", si legge nel documento, "16 dei successivi 18 anni sono stati più caldi di quell'anno, all'epoca il più caldo di sempre". Solo lo scorso anno sono stati 10 i mesi che hanno raggiunto temperature mai rilevate negli stessi mesi degli anni precedenti. L'impennata è stata un fenomeno globale, con un caldo fuori dall'ordinario un po' ovunque: in centro America come nella parte settentrionale del Sud America, e così in Europa, Asia e persino in gran parte della Siberia centro-orientale. Negli stati meridionali e orientali dell'Africa la canicola è stata più rovente che mai, e così in molte aree del Pacifico nordorientale ed equatoriale toccate da El Niño. In una nota, Charles Bolden, dell'agenzia spaziale americana ha spiegato che "il cambiamento climatico è una sfida per la nostra generazione e il lavoro vitale della Nasa su questa questione importante colpisce ogni persona sulla Terra". Bolden, nello stesso documento, lancia un allarme ai governanti degli stati del pianeta: "L'annuncio odierno non solo sottolinea l'importanza del programma di osservazione della Terra da parte della Nasa ma rappresenta anche un dato cruciale che dovrebbe colpire i legislatori: ora è tempo di agire sul clima". Secondo la Nasa, la temperatura della superficie del nostro pianeta è cresciuta di circa un grado Celsius dalla fine della parte conclusiva del 19esimo secolo, un rialzo ampiamente dovuto all'aumento del diossido di carbonio e di altre emissioni create dall'uomo e finite nell'atmosfera. Gran parte delle temperature più calde, continua la Nasa, sono state registrate negli ultimi 35 anni dove si sono verificati i 15 dei 16 anni più caldi avuti dal 2001.

FOTO:Il Sole visto dal Solar Dynamics Observatory della Nasa (NASA/SDO)

Clima, c’è qualcosa che non torna: le emissioni di CO2 sono in calo nonostante lo sviluppo economico

Di Peppe Caridi
Le emissioni di anidride carbonica (CO2), principale fattore scatenante del cambiamento climatico, per la prima volta nel 2015 sono in calo in presenza di una crescita economica globale. Lo afferma uno studio diffuso oggi presso la conferenza sulclimaCOP21, in corso a Parigi. La scoperta “sorprendente” è stata pubblicata mentre le 195 nazioni riunite a Parigi entrano nella fase finale dei negoziati Onu per un accordo.
Principalmente sono i cambiamenti avvenuti in Cina, il paese che emette più gas serra al mondo, ad aver prodotto questo risultato: un calo dello 0,6 per cento nelle emissioni globali da energia prodotta da fossili, secondo quanto riferisce il giornale Nature Climate Change.
LaPresse/MaxPPP
LaPresse/MaxPPP
Il calo avviene in un momento di crescita economica globale, prevista al 3,1 per cento, dopo un’espansione del 3,4 per cento dello scorso anno. “Diversamente dai periodi passati in cui c’è stata poco o nessun aumento dei gas serra, negli ultimi due anni c’è stata una sostanziale crescita”, ha spiegato la rivista.
I precedenti periodi di declino delle emissioni sono stati temporanei e sono venuti in momenti di rallentamento economico, in particolare nel 2009 quando si era nel mezzo della crisi economica globale.
Sganciare le emissioni dalla dinamica della crescita economica è considerata una delle chiavi per affrontare il problema del riscaldamento globale.
Lo studio è stato realizzato da 70 scienziati, guidati da Corinne Le Quere del Tyndall Centre for Climate Research all’Università di East Anglia, Inghilterra.

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