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Il paradosso di Loschmidt


Il paradosso di Loschmidt, conosciuto anche come paradosso di reversibilità, afferma che non dovrebbe essere possibile un'evoluzione irreversibile di un sistema termodinamico verso una situazione di equilibrio se la dinamica a cui obbediscono i costituenti elementari del sistema stesso (atomi o molecole) è temporalmente simmetrica.
Ciò pone la simmetria rispetto alla direzione dello scorrere del tempo di (quasi) tutti i processi fisici elementari in contrasto con ogni tentativo di dedurre da essi la seconda legge della termodinamica, che descrive il comportamento dei sistemi macroscopici.
Il fatto che tanto le leggi della dinamica (che regolano il moto dei costituenti elementari microscopici dei sistemi termodinamici) che la seconda legge della termodinamica (che invece descrive la transizione all'equilibrio di un sistema termodinamico a livello macroscopico), pur essendo apparentemente in conflitto reciproco, sono entrambe ben verificate, porta al paradosso.
Questo paradosso nacque come critica alla formulazione del teorema H di Ludwig Boltzmann, che è stato un tentativo di spiegare attraverso la teoria cinetica l'aumento di entropia di un gas ideale sottoposto a trasformazioni irreversibili.
Johann Josef Loschmidt osservò nel 1876 che se c'è la transizione di un sistema dallo stato A allo stato B che porta ad una diminuzione costante di H (successivamente venne definita l'entropia come -H, per cui qui si sta discutendo di un aumento di entropia), poi è possibile definire una transizione dallo stato B allo stato A invertendo le velocità di tutte le molecole, in cui H deve aumentare.

Bibliografia

  • J. Loschmidt, Sitzungsber. Kais. Akad. Wiss. Wien, Math. Naturwiss. Classe 73, 128–142 (1876)


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Il paradosso del cervello di Boltzmann


Il cervello di Boltzmann è un’ipotetica entità consapevole di sé, nata a causa di fluttuazioni casuali da uno stato di caos.

Boltzmann ha anche avanzato l’ipotesi che l’universo conosciuto fosse nato da una fluttuazione casuale, ovvero nello stesso modo in cui potrebbero sorgere i cervelli di Boltzmann ma con un elevata e più rara possibilità.




Il concetto sorge dal bisogno di chiarire il perché osserviamo un alto grado di organizzazione nell’universo
Il secondo principio della termodinamica dichiara che l’entropia totale in un universo chiuso non diminuisce mai. Possiamo pensare che lo stato più probabile dell’universo sia quello ad entropia alta, e dunque senza ordine. 
Allora perché l’entropia osservata è così bassa?

Più in dettaglio, Boltzmann immaginò che una possibile soluzione fosse nascosta nel caso.

Con un’eternità a disposizione, anche da un sistema in equilibrio può di tanto in tanto saltare fuori dell’ordine. 
Il classico esempio che si pone in queste situazione è quelle della scimmia, dove essa premendo a caso dei tasti su un computer, e avendo abbastanza tempo a disposizione (infinito), può scrivere per puro caso la divina commedia o la saga di Twilight (no ok è impossibile che si possa partorire questo aborto, infatti non capisco come il nostro universo non sia già imploso dopo che l’autore finì di scriverlo), allora la disposizione in modo casuale di un insieme di atomi può, aspettando per l’eternità e tutte le infinite combinazioni, dare vita a una regione con le caratteristiche che osserviamo nel nostro universo.

Il punto adesso è che è molto più probabile che noi siamo questo ipotetico cervello solitario, piuttosto che un osservatore che vede intorno a sé un intero universo dotato di ordine e struttura qual è il nostro.

Boltzmann ha supposto che noi e il nostro mondo di entropia bassa siamo una fluttuazione casuale in un universo di entropia alta.
Più ordine crea, più rara è la fluttuazione.

Assumere che la bassa entropia del nostro universo è dovuta alla necessità di permettere la vita intelligente, si porta dietro una conseguenza piuttosto forte: dovremmo infatti trovarci in un universo corrispondente alla fluttuazione più piccola possibile che consenta lo sviluppo della vita

E la più piccola fluttuazione compatibile con la vita non è altro che un cervello di Boltzmann: nel mare dell’equilibrio termodinamico, per caso una fluttuazione raccoglie qualche grado di libertà dell’universo a formare un cervello cosciente con giusto quel minimo di apparati sensoriali per poter guardarsi intorno e giusto per quell’attimo sufficiente per arrivare a quel grado di consapevolezza e poi sparire nuovamente nel quieto e noioso bagno entropico.

Ma quanto rara sarà mai una tale fortuita fluttuazione?!?

Sicuramente molto più probabile della fluttuazione che invece crea un intero universo come il nostro capace di ospitare la vita.

La teoria di Boltzmann porta a un paradosso, nel quale l'assunto, assai scientifico, che possiamo fidarci di ciò che osserviamo porta alla conclusione che non possiamo fidarci di ciò che osserviamo ...



Per approfondire: 



VISTO ANCHE SU https://crepanelmuro.blogspot.com/2020/01/paradosso-del-cervello-di-boltzmann.html

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FOTO: https://medium.com

Il Principio di Località in fisica


In fisica, il principio di località afferma che oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l'uno sull'altro: un oggetto è influenzato direttamente solo dalle sue immediate vicinanze. A proposito di tale principio, Albert Einstein affermò quanto segue:
«La seguente idea caratterizza l'indipendenza relativa di oggetti molto lontani nello spazio (A e B): un'influenza esterna su A non ha un'influenza diretta su B; ciò è noto come il Principio di Azione Locale, che è usato regolarmente solo nella teoria di campo. Se questo assioma venisse ad essere completamente abolito, l'idea dell'esistenza di sistemi quasi-chiusi, e perciò la postulazione delle leggi che possono essere verificate empiricamente nel senso accettato, diverrebbe impossibile.»
(Albert Einstein, Quanten-Mechanik und Wirklichkeit, Dialectica 2:320-324, 1948)

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_localit%C3%A0

La Teoria del Caos


In matematica e fisica la teoria del caos è lo studio, attraverso modelli propri della fisica matematica, dei sistemi dinamici che esibiscono una sensibilità esponenziale rispetto alle condizioni iniziali.[1] I sistemi di questo tipo, pur governati da leggi deterministiche, sono in grado di esibire un'empirica casualità nell'evoluzione delle variabili dinamiche. Questo comportamento casuale è solo apparente, dato che si manifesta nel momento in cui si confronta l'andamento temporale asintotico di due sistemi con configurazioni iniziali arbitrariamente simili tra loro.[1]

Storia

La nascita vera e propria di questa teoria scientifica, come corpo di conoscenze esteso, si verifica però nel 1963, quando Edward Lorenz pubblica il suo articolo Deterministic Nonperiodic Flow, nel quale tratta del comportamento caotico in un sistema semplice e deterministico, con la formazione di un attrattore strano.Storicamente la nascita dello studio dei fenomeni caotici si ha con il problema dei tre corpi, un problema di dinamica della fisica matematica applicato alla meccanica celeste, affrontato in primis dai matematici Joseph-Louis Lagrange e Henri Poincaré.
Negli anni successivi numerose scoperte in questo ambito fatte da Mitchell J. Feigenbaum, che scoprì l'universalità di alcune costanti a partire da uno studio sull'applicazione logistica, lo portarono ad una teoria sullo sviluppo della turbolenza nei fluidi. Il matematico belga David Ruelle e il fisico olandese Floris Takens furono i pionieri della teoria degli attrattori strani.

Nota

  1. ^ Salta a:a b Ott Edward, Chaos in Dynamical Systems, Cambridge University Press, 2002, pp. 15-19.


L’ultima previsione di Hawking: Una Razza di Superumani artificiali conquisterà il Mondo


Di Tyler Durden


L’ultima previsione del fisico Stephen Hawking prima di morire, sette mesi fa, fu che la razza umana si sarebbe divisa : esseri  “superumani” ricchi e geneticamente modificati che dominavano esseri “non migliorati”.
Hawking, che è morto a marzo, ha lasciato  una raccolta di saggi e di articoli su quelle che chiamava  “le grandi domande“, che servivano per preparare un libro che verrà pubblicato martedì prossimo. Con delle Brevi Risposte alle grandi domande, H. immagina che le persone benestanti presto avranno la possibilità di scegliere se modificare il proprio e il DNA o quello dei loro figli per creare degli esseri super-umani con  una memoria maggiorata, con una maggior resistenza alle malattie, con più intelligenza e longevità. –The Times
“Sono certo che nel corso di questo secolo si scoprirà come modificare sia l’intelligenza che gli istinti come l’aggressività”, ha scritto Hawking. “Probabilmente ci saranno leggi  contro l’ingegneria genetica per gli esseri umani, ma qualcuno non riuscirà a resistere alla tentazione di migliorare le proprie caratteristiche, come la memoria, la resistenza alle malattie e la durata della vita.”
“Una volta che questi super-umani appariranno”, ha aggiunto Hawking, “ci saranno grossi problemi politici con gli esseri umani non migliorati, perché non saranno più in grado di competere e, forse, moriranno o diventeranno ininfluenti. Invece, nascerà una razza-che-si-auto-progetterà e che continuerà a migliorarsi a un ritmo sempre crescente.
Hawking faceva riferimento a certe tecniche di manipolazione del DNA come il Crispr, una tecnologia nota già da sei anni che consente agli scienziati di manipolare i geni scartando quelli dannosi o aggiungendone altri nuovi.
La tecnologia Crispr è già in uso, ad esempio al Great Ormond Street Hospital for Childrendi Londra si utilizzano tecniche di editing genico per trattare una forma  di leucemia che altrimenti sarebbe incurabile.
Molti scienziati adorano  questa idea
“Probabilmente gli umani sono arrivati ad un momento critico”, ha detto Chris Rapley,  professore di Scienze del clima  dell’University College di Londra. “Siamo andati oltre, influenzando il pianeta a livello di paesaggio, interferendo con il suo stesso metabolismo su scala globale e tutte le indicazioni dicono che le possibilità del cervello umano, sia individuale che collettivo, non ci permettono di continuare ad affrontare questa sfida. Su questa base il futuro sembra disperatamente cupo. ”
Forse gli scienziati ingegnerizzano geneticamente un sistema circolatorio che ci permetterà di sopravvivere in un ambiente  con poco ossigeno  come sarà quello della terra quando il fitoplancton si sarà estinto?

TRADUZIONE PER comedonchisciotte.org  di Bosque Primario.

Carlo Rovelli parla del mistero del tempo a Di Martedì- VIDEO


Di Salvatore Santoru

Carlo Rovelli è uno dei più importanti e innovatori fisici dell'Italia odierna.
Nel video vi è un'estratto della sua intervista al giornalista Giovanni Floris per il programma di La7 "Di Martedì", nella puntata del 2 giugno 2015.


Premio Nobel per la Fisica a Thorne, Barish e Weiss per la scoperta delle onde gravitazionali



Di Antonio Lo Campo

«Le onde gravitazionali? L’individuazione e la successiva conferma sono del febbraio dello scorso anno, ma me l’aspettavo almeno due anni dopo... Ma ero certo che ne avremmo dato conferma prima o poi: abbiamo iniziato a lavorarci alla fine degli anni settanta». Così ci disse Kip Thorne, uno dei tre fisici ai quali questa mattina è stato assegnato il Nobel per la Fisica, nel corso di un recente incontro, per un suo «tour» in Italia.  

Che la scoperta delle onde gravitazionali fosse una delle più importanti da sempre, lo conferma anche l’assegnazione dei Premi Nobel per la Fisica di quest’anno. Sono le «vibrazioni» o «increspature» dello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell’universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all’universo. E i Nobel assegnati questa mattina a Stoccolma riguardano una collaborazione internazionale che vede protagonista anche l’Italia, che con l’antenna dell’esperimento VIRGO che si trova in Toscana, ha fornito conferme importanti sulla scoperta annunciata Ll’Accademia delle scienze svedese ha riconosciuto il merito agli scopritori di quelle onde gravitazionali così importanti che rappresentano anche una ulteriore conferma di quanto previsto dalle teorie di Albert Einstein. E i premiati sono Kip Thorne, Rainer Weiss e Barry Barish, protagonisti di LIGO, proprio una delle due grandi collaborazioni internazionali assieme a VIRGO per la scoperta delle onde gravitazionali.  

Il Nobel può essere assegnato solo a singoli ricercatori e non a organizzazioni di ricerca. Ma a «vedere» le onde gravitazionali sono state in effetti le due grandi collaborazioni internazionali LIGO E VIRGO, ma Kip Thorne, Rainer Weiss e Barry Barish sono stati tra i grandi protagonisti. Kip Thorne, in particolare, era noto al pubblico per essere stato il consulente scientifico del film «Interstellar», film di fantascienza di Christopher Nolan, con viaggi nello spazio tempo basati su vere e proprie teorie scientifiche. Thorne, 77 anni, è un fisico teorico statunitense che ha fondato il progetto LIGO nel 1984: si occupa di fisica della gravitazione e astrofisica. Professore di fisica teorica al CalTech ha compiuto studi su buchi neri, stelle di neutroni e i cunicoli spazio temporali protagonisti proprio in «Interstellar». Rainer Wess è un fisico tedesco di 85 anni, anch’egli specializzato in fisica della gravitazione, che ha fondato LIGO assieme a Thorne. 

IL PIU’ GRANDE MISTERO DEL MONDO? E' IL TEMPO - LO SPIEGA CARLO ROVELLI NEL LIBRO “L’ORDINE DEL TEMPO”

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CARLO ROVELLI - L ORDINE DEL TEMPOCARLO ROVELLI - L ORDINE DEL TEMPO
Pubblichiamo un’anticipazione del libro di Carlo Rovelli «L’ordine del tempo» (che uscirà per Adelphi giovedì 25 maggio). Si tratta del capitolo introduttivo intitolato «Forse il mistero più grande è il tempo», e già dalle prime parole fa capire che questo viaggio lungo 208 pagine sarà affascinante, misterioso (non solo per chi non ha studiato fisica) ma soprattutto coinvolgente, perché racconta ciò di cui ogni uomo ha esperienza in ogni attimo della sua vita: il tempo

Mi fermo e non faccio nulla. Non succede nulla. Non penso nulla. Ascolto lo scorrere del tempo. Questo è il tempo. Familiare e intimo. La sua rapina ci porta. Il precipitare di secondi, ore, anni ci lancia verso la vita, poi ci trascina verso il niente... Lo abitiamo come i pesci l’acqua. Il nostro essere è essere nel tempo.
CARLO ROVELLICARLO ROVELLI

La sua nenia ci nutre, ci apre il mondo, ci turba, ci spaventa, ci culla. L’universo dipana il suo divenire trascinato dal tempo, secondo l’ordine del tempo. La mitologia indù rappresenta il fiume cosmico nell’immagine divina di S´iva che danza: la sua danza regge lo scorrere dell’universo, è il fluire del tempo. Cosa c’è di più universale e evidente di questo scorrere?

Eppure le cose sono più complicate. La realtà è spesso diversa da come appare: la Terra sembra piatta, invece è una sfera; il sole sembra roteare nel cielo, invece siamo noi a girare. Anche la struttura del tempo non è quella che sembra: è diversa da questo uniforme scorrere universale. L'ho scoperto sui libri di fisica, all'università, con stupore. Il tempo funziona diversamente da come ci appare.
SCORRERE DEL TEMPOSCORRERE DEL TEMPO

Su quegli stessi libri ho anche scoperto che come davvero funziona il tempo non lo sappiamo ancora. La natura del tempo resta il mistero forse più grande. Strani fili lo legano agli altri grandi misteri aperti: la natura della mente, l' origine dell' universo, il destino dei buchi neri, il funzionamento della vita. Qualcosa di essenziale continua a riportare alla natura del tempo.

La meraviglia è la sorgente del nostro desiderio di conoscere, e scoprire che il tempo non è come pensavamo, apre mille domande. La natura del tempo è stata al centro del mio lavoro di ricerca in fisica teorica per tutta la mia vita. Nelle pagine che seguono, racconto quello che abbiamo capito del tempo, le strade che stiamo seguendo per cercare di capire meglio, quello che ancora non capiamo e quello che mi sembra di intravedere.

IL TEMPOIL TEMPO
Perché ricordiamo il passato e non il futuro? Siamo noi a esistere nel tempo o il tempo esiste in noi? Cosa significa davvero che il tempo «scorre»? Cosa lega il tempo alla nostra natura di soggetti? Cosa ascolto, quando ascolto lo scorrere del tempo? Il libro è diviso in tre parti ineguali. Nella prima, riassumo quello che ha compreso del tempo la fisica moderna. È come tenere fra le mani un fiocco di neve: man mano che lo studiamo ci si scioglie fra le dita fino a sparire.

Pensiamo comunemente il tempo come qualcosa di semplice, fondamentale, che scorre uniforme, incurante di tutto, dal passato verso il futuro, misurato dagli orologi. Nel corso del tempo si succedono in ordine gli avvenimenti dell' universo: passati, presenti, futuri; il passato è fissato, il futuro aperto

IL PREMIO NOBEL DELLA FISICA 2016 AI TRE SCOPRITORI DEL 'VOLTO ESOTICO' DELLA MATERIA

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Di Salvatore Santoru

 Il Nobel per la Fisica 2016 è stato vinto da David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz,i tre fisici che hanno scoperto il 'volto' esotico della materia.
Come riportato dall'ANSA(1),con tale "volto esotico della materia" si intende "dei passaggi che avvengono da uno stato all'altro della materia in condizioni inusuali", e che  "Questi studi hanno aperto le porte alla ricerca di nuovi materiali e in particolare di quelli per la superconduttività ad alta temperatura."

NOTE:

(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/10/04/nobel-fisica-per-volto-esotico-materia_6a8e83c4-8838-4742-a245-1c1b5693eb24.html

SCIENZA: DAI BUCHI NERI SI PUO' FUGGIRE, AVEVA RAGIONE HAWKING

Guarda la versione ingrandita di Buchi neri, qualcosa sfugge: aveva ragione Stephen Hawking
Buchi neri, qualcosa sfugge: aveva ragione Stephen Hawking. I buchi neri potrebbero non essere poi così neri: ricreati artificialmente in laboratorio emettono una forma di radiazione prevista 40 anni fa dal teorico Stephen Hawking.

 A dimostrarlo per la prima volta potrebbe essere l’esperimento realizzato da Jeff Steinhauer, dell’Istituto di Tecnologia di Haifa in Israele, pubblicato su Nature Physics.
Per definizione i buchi neri sono degli oggetti con una forza di gravità talmente grande a cui nulla può sfuggire, dei pozzi ‘eterni’ e senza fondo in cui tutto scompare. Ma secondo una teoria elaborata più di 40 anni fa da Hawking i buchi neri non sarebbero ‘immortali’ ma perderebbero piccole quantità di energia sotto forma di radiazioni, tanto da ‘evaporare’ in miliardi di anni.
La teoria del fisico britannico si basa sulla possibilità che vicino ai confini dei buchi neri (il cosiddetto orizzonte degli eventi) si creino ‘fluttuazioni’ di energia che portano alla formazione dal nulla di coppie di particelle (una con energia positiva e l’altra negativa). Quella con energia positiva riuscirebbe sistematicamente a sfuggire all’attrazione del buco nero con il risultato finale che il ‘mostro’ perderebbe gradualmente energia (avendo inghiottito solo quella negativa).
L’idea proposta da Hawking comporterebbe quindi che i buchi neri non sarebbero poi così neri ma emetterebbero una piccola quantità di energia. Radiazioni di questo tipo non se ne sono finora mai viste ma l’esperimento di Steinhauer potrebbe averne per la prima volta dimostrato l’esistenza.
Per farlo il ricercatore ha raffreddando un gas quasi allo zero assoluto (un condensato di Bose-Einstein) ricreando così alcune delle caratteristiche della regione di confine dei buchi neri. L’esperimento è stato fatto usando onde acustiche e fornisce una dimostrazione dell’esistenza delle radiazioni intuite da Hawking ma non fornisce ancora nessuna certezza a sostegno della teoria che i buchi neri evaporino nel tempo.

La fisica prepara il terreno agli eredi dell’acceleratore Lhc: 450 esperti riuniti a Roma


Di Peppe Caridi
Il più grande acceleratore del mondo, Lhc, è pronto ad affrontare una delle pagine più straordinarie della fisica e ha davanti a sé quasi 20 anni di scoperte, eppure è già ora di pensare al suo successore.

 Per questo sono riuniti a Roma fino a domani 450 fisici di tutto il mondo per condividere e confrontare idee, dati e conoscenze. Non c’è da stupirsi, ha osservato il presidente dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni: anche quando al Cern aveva cominciato a funzionare il predecessore dell’Lhc, il Lep (Large Electron Positron) già si gettavano le basi per realizzare quello che 15 anni dopo sarebbe diventato il più grande acceleratore del mondo. “Oggi stiamo pensando a quello che potremmo fare quando Lhc avrà finito la sua vita scientifica, fra il 2035 e il 2037“.
acceleratore LhcNell’incontro di Roma si discute del Future Circular Collider (Fcc), ma non è l’unico progetto sul tappeto. In Giappone, per esempio, si pensa a un acceleratore lineare e anche la Cina fa sentire la sua presenza. Per la direttrice del Cern, Fabiola Gianotti, “è bellissimo vedere questi grande interesse da parte di tutti. Stiamo discutendo e un po’ di rivalità nel mondo della ricerca è sempre utile perché ci spinge a fare sempre meglio“. Uno dei desideri di Fabiola Gianottiè “poter dare un contributo al futuro di questa disciplina, per capire quale direzione prendere nel futuro”. Questo è particolarmente importante, ha rilevato Ferroni, perché “la fisica ha bisogno di una visione a lungo termine e di una lunga programmazione: fin da adesso dobbiamo sapere che cosa ci sarà fra 20 anni“. Gli elementi per prendere una decisione, comunque, ci saranno soltanto fra il 2019 e il 2020, quando Lhc avrà preso abbastanza dati da indicare una strada precisa, che permetta di orientare le scelte future. Parallelamente sul fronte della tecnologia si metteranno sul tappeto i progressi fatti, in primo luogo quelli relativi alle ricerche sui magneti superconduttori. Uno dei grandi salti attesi, ha detto ancora Ferroni, potrà riguardare la superconduttività ad alta temperatura.

Fisica, scoperte le onde gravitazionali ipotizzate da Einstein



http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Fisica-scoperte-le-onde-gravitazionali-ipotizzate-da-Einstein-97e0c80a-143f-491e-b0bf-cdcabd127a4c.html

Le onde gravitazionali sono tra noi. Come Einstein aveva visto e previsto 100 anni fa, prima con gli occhi della mente e poi nella perfezione della teoria della relatività generale. Lo spazio ed il tempo sono, in realtà, come un mare percorso da onde.







Le onde gravitazionali sarebbero state rilevate lo scorso 14 settembre e la causa sarebbe da imputare alla collisione di due enormi buchi neri. Il primo segnale è stato registrato dalle antenne dello strumento Ligo ed analizzato fra Europa e Stati Uniti dalle collaborazioni Ligo e Virgo - l'interferometro installato a Cascina vicino Pisa - alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). La ricerca ha coinvolto più di 250 fisici ed ingegneri appartenenti a 19 diversi gruppi di ricerca europei.

FOTO:http://www.diregiovani.it

Il fisico Ronald Mallett e il progetto della costruzione della macchina del tempo




Un professore di fisica sta costruendo una 'macchina del tempo' per ricevere messaggi dal futuro.

Uno dei misteri probabilmente più grandi, su cui l’uomo e la scienza si sono interrogati da sempre. Sarebbe possibile viaggiare nel tempo? Cosa accadrebbe se si riuscisse a tornare nel passato e cambiare le cose? Cambierebbe il presente o si creerebbe una realtà alternativa? La maggior parte degli scienziati, non crede che il viaggio nel tempo sia possibile, mentre altri, iniziano a considerarlo.










Ma quello che ha intenzione di fare un professore di fisica dell’Università del Connecticut è a dir poco straordinario.Ronald Mallett, vuole costruire una “macchina del tempo”, non propriamente per muoversi nello spazio-tempo, ma per ricevere messaggi dal futuro.

La macchina del tempo

Mallett ritiene che la teoria della relatività sia la chiave per riuscire nel suo intento. “Sono un fisico teorico, come Einstein”, dice il professore autore del libro Time Traveler: A Scientist's Personal Mission to Make Time Travel a Reality (Viaggiatore del Tempo: la missione personale di uno scienziato per fare del viaggio nel tempo una realtà)...
   

La specie di Radio Temporale, avrà un costo stimato di 250.000 dollari, e potrebbe aprire le porte ad una vasta rete di dati inviata indietro nel tempo, di cui potrebbe beneficiare la gente del presente. “Utilizzando un fascio di luce laser sono stato in grado di dimostrare matematicamente che è possibile torcere lo spazio-tempo”, precisa il fisico.     

La storia di Ronald Mallett

Ronald Mallett, originario del Bronx, New York, è il più grande di 4 fratelli. Nel 1955, quando aveva 10 anni perse suo padre a causa di un infarto, evento che portò la sua famiglia alla povertà estrema. Successivamente, con gravi problemi economici, decisero di trasferirsi ad Altoona, Pennsylvania, per essere più vicini ai nonni materni. Fu proprio qui che un giorno in un negozio, il giovane fisico fu attratto dal libro di H.G. Wells, “La macchina del tempo”, che lo ispirò ad intraprendere questa avventura. “Volevo tornare indietro nel tempo e salvare la vita di mio padre”, dice Mallett. Anche se per il momento questo non sarà possibile, speriamo che il professore di fisica riesca nella missione di creare una radio in grado di captare i messaggi dal futuro.


I suoi lavori scientifici sono stati pubblicati anni fa ma a 69 anni, il fisico teorico Ron Mallett va ancora a lavorare ogni giorno per costruire la sua macchina del tempo basata sulla sua più elegante equazione:
All'altra estremità della equazione, secondo lui, c'è suo padre...
www.bloomberg.com


FONTE:http://crepanelmuro.blogspot.it/2015/11/costruiro-una-macchina-del-tempo-per.html

PER APPROFONDIRE:http://it.ibtimes.com/realizzare-i-viaggi-nel-tempo-il-fisico-che-vuole-farlo-salvare-suo-padre-1423877

http://www.nanopress.it/tecnologia/2015/11/03/ronald-mallett-luomo-che-lavora-alla-macchina-del-tempo/98309/

FOTO:https://www.youtube.com/watch?v=jMFcrEwYGDA

Le Nubi di Magellano "dipinte" da Planck

the_magellanic_clouds_and_an_interstellar_filament



Se nella sua Notte Stellata Van Gogh avesse deciso di rappresentare le Nubi di Magellano (due galassie "vicine" alla Via Lattea visibili ad occhio nudo dall'emisfero sud), le avrebbe probabilmente dipinte così.






Autore del "quadro" celeste che vedete è invece il telescopio dell'ESA Planck, che dal 2009 al 2013 ha scandagliato il cielo a caccia della radiazione cosmica di fondo a microonde, la traccia residua del Big Bang (una sorta di fossile della luce primigenia dell'Universo).  

LEGENDA. Nella sua ricerca, l'osservatorio ha individuato anche le emissioni luminose rilasciate dalla polvere interstellare che permea la nostra galassia e le sue vicine di casa celesti, tracciandone la distribuzione con particolare accuratezza. I colori caldi indicano aree con alte quantità di polveri; il blu e l'azzurro, le zone meno dense di residui.

PROTAGONISTA. Nell'immagine che vedete, la Grande Nube di Magellano, a 160 mila anni luce da noi, è identificabile con quell'ammasso di arancione e rosso quasi al centro del riquadro. La Piccola Nube di Magellano, a 200 mila anni luce dalla Terra, è quella macchia triangolare in basso a sinistra.

La nube gialla, arancione e rossa nella parte alta dell'immagine (e nel lungo filamento giallo che attraversa l'immagine in diagonale) rappresenta invece la polvere interstellare della Costellazione del Camaleonte, una regione di intensa formazione stellare della Via Lattea, a circa 300 anni luce dalla Terra.

PICCOLE. Con rispettivamente 10 e 7 miliardi di volte la massa del Sole, la Grande e la Piccola Nube di Magellano sono classificate come galassie nane. La Via Lattea e Andromeda, per fare un confronto, accolgono ciascuna diverse centinaia di miliardi di volte la massa del Sole.

FOTO:Le Nubi di Magellano e le loro polveri interstellari secondo Planck.|ESA AND THE PLANCK COLLABORATION

Il fisico Henry Stapp e la spiegazione scientifica dell'anima



Esiste l'anima? Fino a qualche decennio fa, questa domanda era lecita solo nell'ambito di una riflessione teologica. Oggi, invece, entra a pieno diritto nelle domande fondamentali della fisica teorica. Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley, non vuole dimostrare l'esistenza dell'anima, ma che essa si inserisce all'interno delle leggi della fisica.






Quando parliamo di anima, siamo nel campo della metafisica o della fisica?
Prima dell'avvento della "fisica quantistica", tutto ciò che travalicava i confini del visibile, era tema di ricerca della metafisica, ovvero quella disciplina che indaga sulle cose "al di là" della fisica. Oggi, invece, all'indomani della scoperta del bizzarro mondo dei quanti, ciò che non è visibile e che non è determinabile è diventato oggetto di studio della fisica. Più recentemente, alcuni studiosi hanno cominciato a inquadrare pionieristicamente questioni come la coscienza umana, l'immortalità dell'anima e la vita dopo la morte, come oggetti di studio all'interno della fisica teorica.
Tra questi c'è Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley che ha lavorato con alcuni padri fondatori della meccanica quantistica, secondo il quale avere fede nell'anima non è ascientifico. Con la parola "anima", lo scienziato si riferisce ad una dimensione della persona umana indipendente dal cervello o dal resto del corpo che può sopravvivere alla morte. "I forti dubbi circa la sopravvivenza della personalità oltre la morte, basate esclusivamente con la convinzione che sia incompatibile con le leggi della fisica, sono infondati", scrive Stapp nell'articolo "Compatibility of Contemporary Physical Theory With Personality Survival". Stapp ha collaborato alla stesura dell'Interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, l'interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi. Essa si ispira fondamentalmente ai lavori svolti nella capitale danese da Niels Bohr e da Werner Karl Heisenberg attorno al 1927, ricevendo una formulazione meglio definita a partire dagli anni cinquanta.
Stapp1Stapp spiega che i fondatori della teoria quantistica sostanzialmente hanno costretto gli scienziati a dividere il mondo in due parti: al di sopra del taglio, vi è la matematica classica con la quale è possibile descrivere i processi fisici empiricamente osservati; sotto il taglio, vi è la matematica quantistica che descrive un regno completamente al di fuori del determinismo fisico.
"In generale, si è compreso che lo stato evoluto del sistema sotto il taglio non può essere abbinato a nessuna descrizione classica delle proprietà visibili all'osservatore", scrive Stapp. Dunque, come fanno gli scienziati ad osservare l'invisibile? Scelgono particolari proprietà del sistema quantistico, sviluppando un modello per vedere i suoi effetti sui processi fisici "sopra il taglio". La chiave è la scelta dello sperimentatore. Il problema è che quando si lavora su un sistema quantistico, la scelta dell'osservatore ha dimostrato di influenzare l'andamento, con effetti visibili nel sistema al di sopra del taglio.
Stapp cita l'analogia pensata da Bohr per spiegare la curiosa interazione tra lo scienziato e i risultati del suo esperimento: "È come un cieco con un bastone: quando il bastone viene tenuto debolmente, il confine tra la persona e il mondo corrisponde al divario tra la mano e il bastone; ma se il bastone viene tenuto saldamente, esso diviene parte del soggetto: la persona sente che egli stesso può estendersi fino alla punta del bastone". Dunque, il mondo fisico e il mondo mentale sono collegati in modo dinamico. La spiegazione quantistica su come la mente e il cervello possono essere separati, ma collegati con le leggi della fisica, "è una rivelazione benvenuta", scrive Stapp. Essa risolve un problema che ha afflitto la scienza e la filosofia per secoli, con la scienza che vedeva la necessità di equiparare la mente con il cervello, e la filosofia-teologia, incaricatasi di considerare la mente come qualcosa di indipendente dal cervello.
La teoria fisica classica può solo eludere il problema, e i fisici classici possono solo lavorare per etichettare questa intuizione come un prodotto della confusione umana. La scienza, continua Stapp, dovrebbe invece riconoscere gli effetti della coscienza come un problema della fisica. Inoltre, tale prospettiva, secondo Stapp è indispensabile a conservare la moralità umana, spiegando alle persone di essere qualcosa di più che semplici macchine fatte di sangue e carne. In un altro articolo, intitolato "Attention, Intention, and Will in Quantum Physics", Stapp scriveva:
"È opinione ormai ampiamente diffusa nelle persone la visione scientifica secondo la quale ogni essere umano è fondamentalmente un robot meccanico, prospettiva che rischia di avere un impatto significativo e corrosivo sul tessuto morale della società".

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