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Stop al fumo in auto con donne incinta e bimbi a bordo

Sigarette, è ufficiale: vietati pacchetti da 10, no fumo in auto con bimbi e donne incinte

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.agi.it/politica/notizie/stop_al_fumo_in_auto_con_donne_incinta_e_bimbi_a_bordo-201510122125-pol-rt10194

Immagini shock sui pacchetti di sigarette, divieto di vendita dei pacchetti da 10, divieto di fumo in auto con minori e donne in gravidanza. Il governo vara la stretta sul fumo di tabacco, in un decreto legislativo approvato oggi in Consiglio dei ministri fortemente voluto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. 





Il provvedimento prevede il divieto di vendita ai minori di sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica con presenza di nicotina e prodotti di nuova generazione; il divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza, e nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli Irccs pediatrici, nonche' nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia.

FOTO:http://www.fanpage.it/sigarette-e-ufficiale-vietati-pacchetti-da-10-no-fumo-in-auto-con-bimbi-e-donne-incinte/

Il 31 maggio è la Giornata mondiale senza tabacco


Di Lorenzo Brenna

Il rapporto tra l’uomo e il fumo ha origini antiche, alcune civiltà precolombiane lo utilizzavano per mettersi in contatto con le divinità, il fumo aveva dunque una funzione sacra. Oggi, chiaramente, questa accezione non esiste più sebbene i fumatori, probabilmente, considerino comunque sacre le sigarette.

Il fumo viene considerato dagli esperti alla stregua di una tossicodipendenza proprio perché genera assuefazione, eppure viene tollerato dai governi perché produce ingenti guadagni grazie ai monopoli di stato.

Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, indetta nel 2003 dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo della giornata è quello di contrastare un vizio al quale sono correlate circa sei milioni di morti annuali in tutto il mondo. Il fumo è infatti tra le principali cause di numerose patologie cronico-degenerative a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.
Il tema dell’edizione del 2015 è “Stop al mercato illecito dei prodotti del tabacco”, secondo i dati diffusi dall’Oms una sigaretta ogni dieci consumata nel mondo è illegale. Questi prodotti di contrabbando dal costo inferiore sarebbero maggiormente accessibili, in particolare alla parte della popolazione più giovane e a basso reddito.

Il commercio illecito dei prodotti del tabacco è dunque una piaga da combattere, sia perché compromette la salute pubblica (cosa che in effetti fa anche il commercio “lecito”), sia perché rappresenta unagrande fonte di reddito per i gruppi criminali.

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Per questo motivo l’Oms sottolinea l’importanza dell’adesione di tutti gli stati al Protocollo per eliminare il commercio illecito di prodotti del tabacco, documento già sottoscritto da 53 paesi e dall’Unione europea.

Il fumo fa ingrassare, soprattutto quello passivo



Il fumo, in particolare quello passivo, fa ingrassare. Uno studio della Brigham Young University di Salt Lake City smentisce la diffusa idea che fumare aiuti a rimanere magri.

''Chi vive con un fumatore, soprattutto se bambino, ha un maggiore rischio di problemi cardiovascolari e metabolici'', spiega Benjamin Bikman, autore della ricerca pubblicata  sull'American Journal of Physiology: Endocrinology and Metabolism

“La nostra ricerca – spiegano gli studiosi - mostra che tra lerisposte al fumo passivo del nostro organismo c'è l'alterazione della sensibilità all'insulina. Una volta che questa continua ad aumentare, si ingrassa”. 

Solo negli Usa metà della popolazione è esposta almeno una volta al giorno al fumo passivo e circa il 20% dei bambini vive con qualcuno che fuma in casa. Inoltre ogni giorno quasi 4mila adulti fumano la loro prima sigaretta e 1.000 diventano fumatori abituali.

In Italia il 25% della popolazione è esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 non sanno che provoca il cancro del polmone
I rischi riguardano in particolar modo i bambini. Secondo una ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, un bambino su 5 tra quanti accedono agli ambulatori per problemi respiratori, tosse o broncospasmo, ha problemi legati al fumo passivo. 

Da altre ricerche emerge poi che almeno un bimbo su due già dal secondo anno di vita è abitualmente esposto al fumo passivo. Mentre dai dati Istat risulta che il 49% dei piccoli fino a 5 anni ha almeno un genitore che fuma, mentre un neonato su 5 ha la mamma fumatrice. 

Nel nostro Paese le persone che fumano sono 11,3 milioni, il 22 per cento della popolazione: 6,2 milioni di uomini, 25,4 per cento, e 5,1 milioni di donne, pari al 18,9 per cento. Gli ex fumatori sono 6,6 milioni, 4,6 milioni di uomini e 2 milioni di donne.

Fonte:http://www.informasalus.it/it/articoli/fumo-fa-ingrassare.php

I big del tabacco stanno producendo sigarette che danno sempre più assuefazione



Negli ultimi 50 anni le sigarette sarebbero diventate, secondo la denuncia di Substance.com, sempre più in grado di dare assuefazione e sempre più dannose. Per cercare di contrastare mezzo secolo di informazione negativa nei loro confronti, le multinazionali del tabacco stanno cercando di percorrere diverse strategie. 



Ogni anno spendono in pubblicità 12,5 miliardi di dollari e sono state aggiunte alle sigarette svariate sostanze chimiche, molte delle quali implicano rischi per la salute. Uno degli additivi è l’acido levulinico, comunemente utilizzato come precursore per i biocarburanti. 



Uno studio del 2005 del Massachusetts Department of Public Health ha dimostrato che questa sostanza riduce il pH delle sigarette e desensibilizza il tratto respiratorio, aumenta il fumo che viene inspirato in profondità nei polmoni e altera la mente dei fumatori sollecitando il legame tra nicotina e neuroni .



 Altri additivi sono lo zucchero, l’acetaldeide e il mentolo, poi c’è anche altro, come i filtri ventilati che rendono l’inalazione più facile. Ad ogni boccata, il fumo di sigaretta penetra più profondamente nei polmoni e si porta con sé altre sostanze chimiche che danno assuefazione che ad esempio non c’erano 50 anni fa. 



 Un altro studio del 2003 ha dimostrato che le società del tabacco progettano prodotti specifici per i target più vulnerabili all’ assuefazione, compresi bambini e adolescenti o le persone con condizioni di salute particolari, per esempio gli obesi. Malgrado ad esempio negli Usa la percentuale dei fumatori stia diminuendo, il fumo resta la causa più diffusa di malattie prevenibili.

Fonte:http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/sigarette_assuefazione.html

Le sigarette contengono veleni, la verità viene sempre più a galla


Di Graziano Fornaciari

Reynolds American, il colosso che produce le sigarette Camel,è passato dalle stelle alle stalle in poco meno di una settimana, e dopo aver annunciato un accordo da 25 miliardi di dollari per acquisire Lorillard, costituendo il secondo maggiore gruppo statunitense nel settore del tabacco, in grado di competere conAltria, il gruppo che con le Marlboro vale quasi la metà delle vendite di sigarette negli Stati Uniti.

La doccia fredda è arrivata in seguito ad una condanna che costringe la Reynolds American a pagare un risarcimento da 23,6 miliardi di dollari a Cynthia Robinson, la vedova di un fumatore morto a 36 anni per cancro ai polmoni nel 1996. La Corte Suprema respinse una class action contro la Reynolds nel 2006 da 145 miliardi di dollari perché la causa intentata era composta da casi molto diversi fra di loro.
Questa “bocciatura” ha aperto di fatto la strada ai singoli per rivalersi sul colosso americano, e Cynthia Robinson è una delle mille persone che lo ha fatto, creando un varco in questa diga costituita di menzogne. Il verdetto è stato modificato a causa delle nuove prove presentate, appurando che la società aveva cospirato per nascondere informazioni riguardanti i reali pericoli del fumo.
Il legale di Cynthia Robinson, ha commentato dicendo che l’industria del tabacco non può continuare a mentire agli americani e non solo, sulla dipendenza da questi prodotti e sui chimici mortali che usa nelle sigarette. Non si può continuare a nascondere la tossicità delle sigarette mettendo a rischio la salute dei cittadini, nella speranza che le altre cause intentate colgano lo stesso bersaglio.

Il fumo da dipendenza e ci avvelena per foraggiare le multinazionali le quali fanno profitto sulla nostra pelle privandoci della salute, illudendoci poi di donarci la soluzione.
 I numeri di smettere-di-fumare.it sono impietosi e ci parlano di 1 miliardo di fumatori che fumano circa 6 miliardi di sigarette all’anno.
Le industrie del tabacco sono sempre alla ricerca di nuovi mercati, e dal 1970 il consumo di tabacco nel terzo mondo è cresciuto del 67%, ma il nuovo obiettivo dei produttori di sigarette rimane il mercato cinese, dove 300 milioni di fumatori consuma 1880 miliardi di sigarette all’anno, un dato in costante aumento.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette sono la causa del 20% delle morti nei Paesi sviluppati, oltre ad essere causa del 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare, il 20-25% degli malanni cardiovascolari. Sono numeri da Olocausto, il fumo è la principale causa di mortalità, e ogni anno nel mondo perdono la vita circa 3.000.000 di persona a causa del fumo.
Ma cosa ci sarà dentro le sigarette per essere “demonizzate” in questo modo? Ce lo spiega focus.it, dicendo che delle circa 4 mila sostanze presenti in questi prodotti, 400 sono tossiche e almeno 40 notoriamente cancerogene. Inoltre, ogni sigaretta contiene in media 0,8 mg di nicotina, una sostanza che genera dipendenza il cui compito è quello di mantenere sempre attiva l’assunzione di questi veleni.
Ma andiamo a vedere un elenco, sempre secondo focus.it, di ingredienti tossici presenti in ogni pacchetto di sigarette:
Benzene
È un componente naturale del petrolio ed è comunemente usato in pesticidi e carburanti. È un noto cangerogeno collegato a un più alto rischio di leucemia negli esseri umani, ma anche ad anemia, danni genetici, danneggiamento dei tessuti ossei e complicazioni per le donne in gravidanza.
Formaldeide
Questo potente battericida, usato anche per preservare i tessuti durante i processi di imbalsamazione (ma anche per molti prodotti per la casa, dai materiali da costruzione ai deodoranti per ambiente) è il principale responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente che possono colpire un fumatore o chi vi si trovi accanto.
Catrame
È il cocktail di agenti chimici prodotto dalla combustione del tabacco, un residuo marrone e appiccicoso che si attacca su denti, dita e polmoni dei fumatori.
Arsenico
È un veleno contenuto nei topicidi che si accumula nel corpo del fumatore danneggiando cuore e vasi sanguigni e interferendo con la capacità del nostro organismo di riparare i danni al DNA. Oltre ad essere cancerogeno, danneggia il sistema nervoso e quello digestivo.
Cadmio
Il metallo utilizzato per confezionare le batterie entra nel nostro organismo attraverso il fumo di sigaretta e danneggia i reni e il rivestimento delle arterie.
Cromo
Utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Funziona inoltre da “cavallo di Troia” permettendo ad altre sostanze cancerogene di aderire con più facilità al DNA e danneggiarlo.
Cianuro di idrogeno
Danneggia cuore e vasi sanguigni, e mette ko le ciglia che proteggono le vie respiratorie consentendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.
Monossido di carbonio
È un gas incolore e inodore che costituisce il 3-5% dei prodotti della combustione delle sigarette, in grado di diminuire quantità di ossigeno trasferita nel sangue privando i tessuti della loro linfa vitale.
Ammoniaca
Si usa anche per pulire i bagni, e converte la nicotina in un gas rendendola più facilmente assorbibile da polmoni e sangue e aumentando il suo effetto da dipendenza.
Per queste multinazionali del tabacco e non solo, siamo solo contenitori nei quali sversare la loro merda così da renderci dipendenti da sostanze che hanno l’intento di creare effetti evidenti che minano la nostra salute, e una infinità di effetti collaterali per mantenerci costantemente ammalati e nello stesso tempo agire da untori.
È ora di dire basta, è il momento di alzarci in piedi, perché subire passivamente questo genocidio non è degno della dignità e del lignaggio umano.

Il conformismo del cosiddetto "anticonformismo"

Di Marco Acernese
Oggi il conformismo ha il piercing, e i suoi adepti sono chiamati anticonformisti. Probabilmente Gaber ci avrebbe scherzato su; quel che è certo è che il circo dei finti emancipati, con tanto di fachiri, pagliacci e donne cannone, dobbiamo sorbircelo noi.
Nell’epoca del relativismo etico, tutto è, appunto, relativo. Relativo, per la precisione, a ciò che impartisce l’industria monopolistica del marketing, politico e commerciale.
Al tipico signore americano pacioccone e sedentario fu fatto credere, negli anni ’50, che, per essere virile quanto il cowboy della Marlboro, dovesse abbandonarsi alla mollezza del fumo; alla moglie di detto signore fu indicata la sigaretta come unica via di emancipazione. 
Ai figli della coppia fu poi spiegato che per diventare adulti avrebbero dovuto anch’essi prendere a fumare, o quantomeno a bere. Giammai a studiare. Sembra di vedere uno di quei moderni quadretti familiari affissi su Facebook in bella vista, eppure il raggiro collettivo che sfrutta la necessità di accettazione sociale, oggi veicolato dal miraggio velleitario di distinzione dalla massa, va avanti da decenni. 
Chi bela fuori dal gregge insomma, bela comunque. Per cui non può che annichilirsi all’interno di un altro insieme di pecore, magari ancora più vasto e rumoroso di quello di partenza. L’illusione di pensare fuori dal coro è però dolce e persuasiva. E’ adatta, cioè, a imbonire qualche credulone; e siccome i creduloni sono tanti, nascono le mode.

Il conformismo ha il piercing, dicevamo. 
IMMAGINI E FOTO DI PIERCING ESTREMI
Ce l’hanno, in realtà, anche i membri di numerose tribù che vivono e prosperano a contatto con la natura.
 A differenza degli appartenenti a tali agglomerati umani però, l’uomo occidentale ha dovuto ingegnarsi per sopravvivere a secoli di guerre e sovraffollamento. Sarebbe stato auspicabile quindi che ciò avesse condotto a un progresso non solo tecnologico, ma anche culturale. E tuttavia l’oscena arte delle botteghe dell’orrore è esercitata con crescente frequenza e discutibile maestria, per la gioia di una pletora d’ignavi asserviti al credo del taglia e cuci corporale. Scavare nella propria carne al fine di applicarvi un corpo estraneo diviene familiare. 
Piercing e tatuaggi fanno da apripista alle applicazioni tecnologiche biocompatibili prossime venture sul mercato. Ciò che un tempo evocava incubi grotteschi degni di “eXistenZ” di David Cronenberg, oggi, filtrato da metallo reso estetico e da evocative quanto banali citazioni marchiate con il fuoco, desta giubilo e desiderio. Induce all’incirca la stessa gioia che suscita l’andare a un concerto. 

Peccato però che anche in questo caso qualche artista, per quanto valido, nel mare dell’anticonformismo conformista, ceda alla tentazione di sguazzarci. Franco Battiato si esibirà tra qualche giorno a Roma. Il prezzo dei biglietti va dai trenta agli ottanta euro. L’intero ricavato sarà devoluto in meditazione.

Gli animali torturati dalle multinazionali del tabacco per “scoprire” gli effetti del fumo

Gli animali torturati dalle multinazionali del tabacco per "scoprire" gli effetti del fumo

Il vizio del fumo è umano. L'hanno inventato gli uomini, una pessima abitudine che danneggia gravemente se stessi e chi ci sta attorno. Sono le persone ad aver inventato sigarette, sigari, pipe e quant'altro. Certo, non il tabacco, ma l'idea di fumarlo non è certo venuta ad altri esseri.
E allora fa rabbia scoprire che un fattore devastante come il fumo, i cui effetti sono oramai conosciuti a tutti, venga testato preventivamente sui nostri amici a quattro zampe. Per assicurarsi quanto possa far male, come se, in fondo, già non si sapesse.
Sono state le grandi multinazionali del tabacco ad ammettere l'esistenza dei test sugli animali. La prima è stata la British American Tobacco, che pure ha spiegato come preferisca "non testare i prodotti sugli animali" e attualmente non lo faccia "di routine". Ovvero, il fumo viene fatto inalare agli animali, per lo più roditori da laboratorio, soltanto quando "non vi è valida alternativa". "Nessuno dei nostri laboratori dispone delle attrezzature per lavorare con animali vivi", spiegano inoltre i responsabili della BAT "pertanto i test su animali vengono affidati ad organizzazioni di ricerca esterne” L'intento è quello di "soddisfare i requisiti legali e normativi o le aspettative di salute pubblica".
Ma anche la Philip Morris ha ammesso di utilizzare cavie animali per testare quanto le sigarette possano far male ai consumatori. Ugualmente alla BAT, viene riferito come i test vengano effettuati soltanto come ultima possibilità.  Sul proprio sito, la Philip Morris scrive che "la maggior parte della nostra attività di ricerca mediante animali da laboratorio  è mirata all’analisi dei meccanismi tramite i quali si sviluppano le patologie associate al tabacco." 
"Capire tali meccanismi", prosegue il testo, "è fondamentale per lo sviluppo e la conferma della validità di prodotti a base di tabacco a rischio potenzialmente ridotto."
"In rari casi svolgiamo ricerche su animali anche quando apportiamo modifiche ai prodotti, ad esempio aggiungendo determinati additivi al tabacco, per capire se tali modifiche siano accettabili e non aumentino la tossicità propria del fumo di tabacco."
Inoltre, test sugli animali vengono effettuati anche "nell’ ambito delle nostre ricerche volte a individuare sostanze potenzialmente interessanti dal punto di vista terapeutico nella pianta del tabacco. Tali test sono svolti secondo protocolli farmaceutici standard, per determinare la sicurezza e l’efficacia di tali sostanze." La Philip Morris, che utilizza i propri laboratori per compiere gli esperimenti, conferma comunque che continuerà "a cercare modi per utilizzare alternative ai test sugli animali, quando possibile."
Per ora, però, assicurano di non poter far altrimenti. E dunque, negli Stati Uniti e in Ue, laddove cioè è consentito, ogni giorno, migliaia di animali, dai roditori ai primati, sono costretti a vere e proprie torture quantomeno inutili, poiché, appunto, gli effetti della nicotina li conoscono tutti. I trattamenti più terribili sono riservati ai cani, per lo più beagle, e alle scimmie.
I beagle sono considerati idonei poiché presentano un sistema cardiocircolatorio molto simile a quello dell'uomo: i cani vengono bloccati e viene loro bucata la trachea. Attraverso i fori viene inserita dunque una cannuccia dalla quale sono costretti ad inalare fumo di sigarette concentrato. Una tecnica utilizzata anche per le scimmie, alle quali la nicotina viene inoltre fatta ingerire spalmata sulla pelle, mentre si trovano, ovviamente, rinchiuse in gabbie minuscole che non permettono loro neanche di muoversi. Spesso, inoltre, il fumo viene fatto aspirare ad animali gravidi con l'unico scopo di studiare l'effetto della nicotina sul feto.
In questo tremendo spaccato, vi è un'ultima scoperta, che rende il tutto ancora più inaccettabile. L'alternativa alla sperimentazione animale per il tabacco esiste. Si tratta di macchine elettroniche che "fumano" le sigarette e ne analizzano la presenza e i livelli di sostanze dannose. Testate secondo gli standard internazionali, se utilizzate con più frequenza permetterebbero agli animali di non subire torture, ripetiamolo, inutili.

Vincono le lobby, tornano gli aiuti europei al tabacco



Di Francesco de Augustinis

Il parlamento europeo ha votato oggi in favore della reintroduzione degli aiuti comunitari in favore dei coltivatori di tabacco. Una decisione in controtendenza con la politica europea degli ultimi anni, che ha sollevato aspre critiche dai tanti gruppi europei per la tutela della salute, mentre ha riscosso grande approvazione da aziende, sindacati e politici che ruotano attorno al mondo dell'agricoltura in Europa e in Italia. Una vicenda che per molti ha dimostrato ancora una volta il potere delle lobby nei palazzi di Bruxelles e Strasburgo.

«Le proposte della commissione agricoltura votate dal parlamento europeo permettono nuovamente ai singoli Stati nazionali di poter favorire gli aiuti accoppiati anche per il tabacco», spiega Ivan Nardone, responsabile del settore tabacco per la Confederazione italiana agricoltori (Cia), commentando la decisione ampiamente attesa dalla filiera italiana. «Di fatto viene cancellata la lista che prevedeva l'esclusione del tabacco tra le coltivazioni per cui i singoli stati potevano decidere di erogare i fondi», ha detto. «Adesso su base nazionale discuteremo su come riuscire a dedicare più fondi a questo settore, che fa largo uso di manodopera».

Gli aiuti accoppiati in sostanza sono contributi erogati alle aziende per ettaro coltivato. Per anni il comparto del tabacco ha potuto prosperare grazie al sostegno di questi fondi, particolarmente alti in Italia, principale produttore europeo dopo la Grecia e decimo al mondo, dietro a colossi come la Cina, gli Stati Uniti, il Brasile e l’India.

Gli aiuti comunitari erano stati esclusi dall'Europa nel 2011 con l'introduzione della nuova Pac (la Politica agricola comunitaria), quando il tabacco era finito in una lista di prodotti non meritevoli di aiuti. Di fatto gli emendamenti approvati oggi in sede comunitaria fanno decadere gli effetti della lista, stravolgendo la politica di Bruxelles su questo tema e segnando una grande vittoria per l'agricoltura italiana e - secondo un’opinione piuttosto condivisa - per le lobby europee del settore.

«Il buon lavoro della politica, a livello nazionale e comunitario, ha consentito di invertire un assetto in principio fortemente penalizzante per il settore», ha detto il ministro dell'Agricoltuira italiano Mario Catania. «Nel corso dei negoziati e nell'ambito del percorso parlamentare, abbiamo ottenuto dei risultati fondamentali», ha detto.

Di diverso avviso l’associazione no profit European Public Health & Agriculture Consortium (Ephac), che a caldo ha commentato duramente l'approvazione del parlamento europeo. «Non c'è spazio per il tabacco nella prossima Pac europea 2014-2020», ha scritto la Ong in una nota. «Con questa mossa, il parlamento europeo vuole regalare i soldi dei contribuenti europei a delle coltivazioni tossiche che provocano ogni anno quasi 700mila morti solo in Europa. Il voto di oggi aiuta poco a raddrizzare il ruolo cruciale che dovrebbe avere l'Ue nel settore agricolo e nella tutela della salute pubblica».

Gli emendamenti votati oggi a Strasburgo aumentano anche dal 5 al 15 per cento il massimale degli aiuti, mettendo dunque nelle mani dei singoli stati la possibilità di far lievitare notevolmente gli aiuti. La nuova normativa, approvata dal parlamento, dovrà adesso passare al vaglio della Commissione europea e del Consiglio europeo, dove incontrerà la contrapposizione di diversi Paesi, ma se giungesse in porto la sua applicazione potrebbe significare in Italia una disponibilità finanziaria per i produttori fino a quattro volte superiore. La novità potrebbe essere vitale per il comparto, che senza gli aiuti ha vissuto negli ultimi anni un periodo di profonda contrazione.

La decisione odierna rappresenta una clamorosa marcia indietro nella politica Ue sul tabacco. «La ragione di questo cambio di rotta è che i parlamentari europei vengono eletti. E le lobby del tabacco in Europa sono molto forti. Non possono non farci i conti», ha commentato senza mezzi termini un esponente delle associazioni di categoria coinvolta nelle trattative, che ha chiesto di mantenere l'anonimato.

L'unico dato di fatto è che il radicale cambio di rotta sul tabacco deciso dal parlamento europeo ha visto in commissione prima e in parlamento poi una larga convergenza tra i maggiori gruppi politici, che ha fatto insorgere molti movimenti anti-tabagismo. Secondo Florence Berteletti-Kemp, direttrice dell'organizzazione Smoke Free Partnership - anch'essa con sede a Bruxelles - la lobby del tabacco sarebbe tra le più forti in sede europea, con «una spesa di oltre 5 milioni di euro l'anno e almeno un centinaio di lobbisti impiegati a tempo pieno a Bruxelles».

La proposta di reintroduzione di aiuti al tabacco nasce dalla Commissione agricoltura e sviluppo rurale del parlamento europeo, presieduta dal parlamentare italiano Paolo De Castro. Non è un segreto la vicinanza di De Castro - già ministro dell'Agricoltura in Italia - agli agricoltori del tabacco italiano, che puntualmente accolgono il politico come un importante punto di riferimento in occasione dei vari incontri e convegni di filiera.

Il mondo del tabacco sta vivendo un periodo particolarmente delicato, con diverse partite aperte anche in sede comunitaria, dove gli equilibri e i giochi di pressione saranno fondamentali per decretarne il futuro. Insieme al boom delle sigarette elettroniche, i produttori di tabacco devono fronteggiare in questi mesi lo spauracchio della Direttiva tabacco, che vorrebbe in particolare l'introduzione del famigerato “pacchetto generico” per tutte le sigarette. In Italia, un'alzata di scudi ha visto finora la direttiva incassare il mese scorso un doppio parere negativo sia alla Camera dei deputati che al Senato, motivato con la considerazione che il pacchetto generico favorirebbe la contraffazione. Ma la partita è ancora aperta e tutta da giocare, in particolare nelle sedi europee.

I produttori italiani guardano a Bruxelles anche sul fronte degli aiuti comunitari per l'agricoltura “verde”, che potrebbero essere una nuova miniera d'oro da cui attingere. Alcune regioni come l'Umbria già da anni elargiscono grandi quote dei fondi comunitari del Piano di sviluppo rurale al tabacco, coltivazione che fa larghissimo uso di pesticidi, grazie a dei “disciplinari” piuttosto morbidi che stabiliscono le condizioni per accedere ai fondi.

A livello nazionale è lo stesso ministro Catania a difendere l'uso dei fondi comunitari per l'agricoltura verde proprio per il comparto del tabacco. «Sono convinto», ha detto Catania in un comunicato ministeriale, «che a dover diventare un elemento fondamentale per gli equilibri economici del settore debbano essere i Programmi di sviluppo rurale, per i quali sono previsti 20 miliardi di euro, tra risorse comunitarie e nazionali, nel prossimo periodo di programmazione. La sfida è quella di ottenere più agilità e facilità per sviluppare misure specifiche per il settore».

Fonte:http://www.linkiesta.it/lobby-tabacco-parlamento-europeo#ixzz2NRDXhGmf

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