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I misteri mitraici


Mithra è una divinità di origine indo-iranica che protegge i contratti. Negli inni vedici è collegato a Varuna, mentre nell'Avesta è associato ad Ahura Mazda di cui è considerato "l'occhio". Pertanto è una divinità della luce, dona fertilità al mondo a aiuta i suoi seguaci nella lotta contro il male. In seguito venne identificato col dio solare mesopotamico Shamash.
            A Roma venne introdotto nel 67 a.C. quando Pompeo portò in trionfo a Roma i prigionieri catturati in Cilicia. Con Aureliano il culto del sole divenne ufficiale e fu identificato con quello di Mithra (Sol invictus Mithras, deus invictus Mithras et Sol socius). Tracce del suo culto si hanno anche nella nostra provincia.

Nucleo narrativo
Mithra nasce dalla pietra e si copre di foglie di albero. Ad un diluvio segue una periodo di siccità e Mithra salva gli uomini donando loro acqua dalla pietra. Dopo aver cacciato un toro, lo trascina per le zampe in una grotta dove lo scanna con un coltello (tauroctonia). Dal sangue del toro nascono le spighe di grano, dal suo sperma piante  e animali che invano lo scorpione tenta di impedire col suo morso. Segue un patto tra Mithra e il sole quindi i due siedono a banchetto. Alla fine salgono sul carro solare dirigendosi verso il cielo.

Principali aspetti dottrinali

È difficile ricostruire l'insegnamento di questo mistero in quanto mancano le fonti scritte. Ci si deve riferire quindi esclusivamente alla ricostruzione sulla base dei reperti archeologici. Il mitraismo prevede una gerarchia culminante nel "tempo infinito" rappresentato con corpo umano fornito di ali, testa di leone e avvolto nelle spire di un serpente (a volte le spire avvolgono anche i segni zodiacali), mentre in mano tiene uno scettro, oppure delle chiavi, oppure il fulmine.
            Questo dio è stato poi identificato con Crono-Saturno. Da lui discende Juppiter (Ahura Mazda) che congiungendosi a Giunone da origine a vari altri dei. Al suo regno si oppone l'impero del male di Angra Mayniu (Arimane) e i suoi perfidi demoni. Tra i due si colloca Mithra che combatte il male e salva l'umanità portando le anime alla risurrezione: giudica gli uomini in base al loro comportamento e "salva" i buoni. Per questi elementi fu a lungo in conflitto frontale col cristianesimo. Il culto venne soppresso a Roma nel 394, dopo la vittoria di Teodosio su Eugenio.

Il culto misterico e i suoi gradi

L'iniziazione al mistero si apre con l'imposizione del segreto al futuro adepto che viene poi legato e bendato. Sarà il mistagogo a tagliare con una spada i lacci che tengono serrati i polsi del candidato che così viene "liberato". Seguono poi lustrazioni con l'acqua.
            Diventato confratello della comunità mitraica, l'iniziato può salire i sette gradi della gerarchia (corvo, ninfo, soldato, leone, persiano, corriere del sole, padre), a volte posti sotto la tutela di un pianeta. Alcuni di questi fanno parte degli inservienti, altri dei partecipanti, a capo del santuari mitriaco sta il pater patrum.
            I Mitrei sono costruzioni sotterranee che riproducono l'aspetto di una grotta (spaeleum, antrum) simbolo del cielo. ai lati sono sistemati due podii sui quali prendono posto gli inziati. Sul fondo sta la scena della tauroctonia e l'altare. Le vicende del dio sono esemplari per i fedeli che a loro volta creano comunione tra loro e col dio attraverso l'agape (banchetto sacro) in cui consumano carne e bevono vino. Ai lati di Mithra tauroctono sono raffigurati due dadofori, uno con la fiaccola alzata, l'altro rovesciata: sono insieme il simbolo della vicenda solare - mattino, mezzogiorno e sera nonché primavera, estate, autunno. La festa principale era quella del Natalis solis invicti, celebrata il 25 dicembre e diventata poi la festa cristiana del Natale.

Un link per conoscere altri dettagli sulla religione misterica di mitra:

L’eterna dicotomia, il bene e il male

Di Pier Tulip
La dicotomia bene-male è trasversale a numerose antiche religioni. Anzi è probabile che a questa associazione si debba la prima e principale ragione della nascita di ogni religione.
L’elemento principale che può aver contribuito a generare le prime religioni è da ascriversi certamente al timore generato dal cielo con i suoi fenomeni meteorologici più eclatanti. La superstizione e l’ignoranza, associate alla paura, come ci dice Stazio (Tebaide, Libro III, 661: “primus in orbe Deos fecit timor”, “fu la paura la prima nel mondo a creare gli dèi”), e alla meraviglia, hanno contribuito alla generazione di religioni aventi principalmente lo scopo di creare un legame e un patto di protezione fra l’impotenza umana e la potenza dell’universo.
L’uomo, già dall’inizio dell’utilizzo dell’agricoltura per il suo sostentamento, ha associato ai due periodi principali dell’anno il concetto di bene e male: in estate con il sole alto e forte nel cielo crescono i raccolti mentre in inverno il sole non riscalda più, diminuiscono i giorni di luce e la terra non genera i suoi frutti.
Ben presto questi concetti fecero nascere negli uomini queste associazioni luce-bene, tenebre-male ed essi, nella loro impotenza nei confronti degli eventi naturali, crearono due dèi che ne erano responsabili: nell’antica religione persiana erano Ahura-Mazda e Hariman, nel mitraismo diventarono Cautes e Cautopates, in Egitto Osiride e Seth.
2015-04-30_125907Per gli antichi vi era, quindi, un legame inscindibile fra luce e bene e fra tenebre e male, e gli Egizi furono quelli che ne fecero l’elemento principale dalla loro teologia solare. Essi credevano infatti che l’alternasi del sole crescente e del sole calante fosse l’effetto dalla lotta fra Horus e Seth, l’uno portatore del bene l’altro simbolo del male. Vi è un dio speciale che si incontra in alcune case dell’Eternità, ovvero tombe della valle dei Re, “Quello che ha due facce” e queste facce sono quelle di Seth e di Horus, Seth rivolto a sinistra, Horus rivolto a destra, e nel XVII incantesimo del Libro del ritorno nel giorno o Libro dei morti leggiamo: “Egli è Horus con due teste, una (Horus) genera la verità, l’altra (Seth) la falsità: Egli dà falsità a chi la pratica, e verità a chi la detiene“.
Il fatto che un dio possieda il doppio volto di Horus e Seth è la conferma che essi rappresentano la stessa divinità in generale, ma anche che questa divinità si differenzia in due aspetti che si manifestano in modi e momenti diversi.

Qui ad Horus viene associata la verità e a Seth la falsità: si tratta comunque sempre dell’eterna dicotomia verità-luce, falsità-tenebre e quindi bene-male.

2015-04-30_125929Che questa lotta sia un elemento fondamentale per l’interpretazione del mito egizio ci viene confermata anche da un bassorilievo in arenaria conservato nel museo del Louvre: si tratta di un’opera del periodo copto in cui Horus, in uniforme romana, uccide un coccodrillo (V-VI sec. d.C.) che rappresnta Seth a cui fu anche eretto un tempio a Kom Ombo rappresentandolo in questa forma.
Antichi miti come l’assassinio di Abele da parte di Caino, o di Remo da parte di Romolo, ovvero di Osiride da parte di Seth, sono appunto allegorie di questa lotta fra bene e male.
2015-04-30_144447Il Mitraismo romano, derivato dall’antica religione persiana conservò, naturalmente, questa teologia ma la mise in secondo piano perché nel frattempo si era definitivamente affermata la consapevolezza della precessione degli equinozi che gli antichi non potevano spiegare se non con un dio che spostasse il cielo mentre il sole faceva il suo viaggio annuale.
In tutte le rappresentazioni della tauroctonia mitraica troviamo espresso questo concetto con la rappresentazione dei due dadofori, uno con la torcia accesa a rappresentare il giorno-luce-bene (Cautes), l’altro con la torcia spenta e abbassata (notte-tenebre-male, Cautopates), che, abbiamo già detto, corrispondono alle antiche divinità Ormuzd, o Ahura Mazda, e Ahriman.
2015-04-30_144522Lo stesso schema sarà utilizzato dal Cristianesimo per l’iconografia dell’Arcangelo Michele che uccide il demonio o di San Giorgio che uccide il drago, e, così come nel mitraismo ritroviamo la dicotomia bene-male, essa è presente anche nella maggioranza delle crocifissioni cristiane con la rappresentazione dei due ladroni, uno buono e l’altro cattivo.
Luce-tenebre, bene-male, vita-morte sono tutte dicotomie associate a giorno-notte e estate-inverno che cadenzano il ritmo della vita.
Fra di esse, una sola è una trasformazione irreversibile: vita-morte, e da sempre tutte le religioni hanno cercato di renderla reversibile: morte-risurrezione.

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