Follow by Email

Total Pageviews

ULTIMI ARTICOLI

Blog Archive

SITI E BLOG CONSIGLIATI(ITA-INTERNAZIONALI)

Followers su Blogger

Translate

La Scienza della Persuasione
Cosa ci rivela il cervello sul nostro potere di cambiare gli altri
€ 15

|Informazione Consapevole, L'Informazione Libera E Indipendente|
Visualizzazione post con etichetta occultismo. Mostra tutti i post

YOGA RUNICO: lo "Stádhagaldr"


Di Salvatore Santoru

Tra i diversi metodi di YOGA uno dei più curiosi e relativamente poco conosciuti è sicuramente quello "runico", denominato "Stádhagaldr"(1), noto anche come "ginnastica runica"(2).
Tale metodo consiste nell'assumere posizioni e nell'effettuare "gesti runici", dove la funzione delle rune diventa equivalente a quella dei "chakras"(3), ovvero i sette " centri energetici e/o divini" presenti nella struttura del corpo sottile secondo la tradizione spirituale orientale.
Così come diversi sistemi tradizionali e moderni Yogici, anche nel metodo "Stádhagaldr" si utilizza il controllo del respiro e la tecnica della visualizzazione, con la differenza che al posto dei tradizionali chakras vengono visualizzate le rune.
Stando a quanto riportato dall'edizione tedesca di "Wikipedia"(4), lo "Yoga Runico"  e/o "ginnastica runica" nacque in Germania negli anni 20 grazie ai due esoteristi Friedrich Bernhard Marby(5) e Siegfried Adolf Kummer(6) e in seguito venne diffuso da esponenti del "revival neopagano" come Karl Spiesberger(7) .
Durante il Terzo Reich pare che la tecnica dello "Yoga Runico" fosse stata utilizzata dalle SS(8).


NOTE:









Il mistero del volo di Rudolf Hess e l'Inghilterra esoterica

Di Seyan
Il 10 maggio 1941, Rudolf Hess, l’uomo che aveva condiviso la prigione con Adolf Hitler, il seguace devoto che, insieme a Karl Haushofer e Bernhard Stempfle aveva aiutato il futuro Füher a stendere il Mein Kampf, un manifesto politico esoterico ed essoterico, infarcito soprattutto di folle aggressività espansionista, fece una cosa apparentemente sconvolgente: prese il volo con un Messerschmitt Bf 110 e raggiunse la Scozia.
Uno dei biografi di Hitler afferma che la notizia fece sul dittatore nazista “l’effetto di una bomba che avesse colpito il Berghof”.
All’apparente sconcerto di Hitler corrispose la sorpresa di Churchill che non si aspettava certo il suo arrivo.
A Norimberga l’accusa affermò che Hess aveva tentato una pace separata con l’Inghilterra per permettere alla Germania Hitleriana di attaccare la Russia stalinista, senza doversi coprire le spalle. Ovviamente, Hess venne descritto come individuo fortemente squilibrato e dalla mente labile.
Il 17 agosto del 1987, a 93 anni, si impiccò all’inferriata della finestra con un filo elettrico, unico recluso rimasto all’interno del carcere di Spandau.
L’evento è incredibile. Cinquantaquattro (54) carcerieri che controllano un solo individuo di 93 anni e questi riesce a suicidarsi!
Come si sia suicidato è indicato dal dottor Wolgang Spann, incaricato dalla famiglia di Hess di eseguire una seconda (e più veritiera) autopsia, il quale scrisse che “il segno lasciato sul collo dalla corda è totalmente orizzontale, mentre nel caso di un suicidio per impiccagione con la corda attaccata alla griglia di una finestra, il segno dovrebbe essere di forma triangolare, e correre dal basso verso l’alto”.
E’ necessario porsi, pertanto, alcune domande sul perché un uomo, dichiarato dagli alleati stessi labile di mente, a 93 anni fosse ancora prigioniero ad un’età in cui chiunque altro sarebbe stato graziato e perchè si decise di suicidarlo.
“II 17 di questo mese di agosto (1987) Rudolf Hess è morto, strangolandosi (ma come avrà fatto, da solo, così decrepito, novantatré anni, sorvegliato sempre, difficile crederlo). Dal 1941 dopo l’atterraggio in Scozia, vissuto sempre da prigioniero di Stato; Hess l’astrologo, Hess l’iniziato nero. Nel suo segreto spunta lo zoccolo satanico di Aleister Crowley, la Grande Bestia dell’Ordo Templi Orientis, che con la sua setta di occultisti e sessuomani voleva dare una mano a Hess per la pace separata anglo-tedesca desiderata da Hitler» (a pazienza dell’arrostito, Guido Ceronetti, Adelphi, pag. 350.
Solo nel 2017 i Britannici apriranno gli archivi che riguardano Hess, ma nel frattempo, seguendo semplici ragionamenti, scopriremo il perchè.
Rudolf Hess si paracadutò nei pressi del castello di Dungavel in Scozia, residenza del Commodoro dell’Aria, il Duca di Hamilton, Douglas Douglas-Hamilton, responsabile della Difesa Aerea della Scozia, lasciando il Bf 110 a schiantarsi al suolo. Venne catturato da un contadino e, presentatosi come Alfred Horn, chiese di poter incontrare il Duca.
Hess aveva conosciuto Douglas-Hamilton alle Olimpiadi di Berlino del 1936 e vi fu, evidentemente comunanza di interessi, visto che a questi Hess si rivolse per avere un colloqio con Winston Churchill ed i Reali inglesi.
Douglas-Hamilton era membro della massonica Speculative Society di Edinburgo.
LA SPECULATIVE SOCIETY
Fondata nel 1764, annovera tra i membri fondatori Sir Walter Scott e Robert Louis Stevenson. Reazionaria, l’accesso è precluso alle donne. coopta i suoi membri tra i più illustri frequentatori delle facoltà di Legge dell’Università di Edimburgo.
Uno degli associati più illustri, a parte il Principe Filippo di Galles, membro onorario, è William Douglas Cullen, Barone di Whitekirk, Lord Justice General e Lord President of the Court of Session della Scozia. Presiedeva la Pubblica Accusa nel massacro alla Scuola Elementare di Dunblane, il 13 marzo 1996 dove un folle, pedofilo e disoccupato, Thomas Hamilton uccise 16 bambini ed un insegnante.
Ciò che tuttora sembra misterioso è che Cullen avesse imposto, immediatamente esaudito dall’Esecutivo Scozzese, un segreto di stato di cento anni a coprire l’intera vicenda.
Ciò sembrerebbe dovuto ad una presunta lettera, concernente il folle massacratore, inviata da Lord George Robertson, Barone di Port Ellen al Segretario di Stato per la Scozia, a Forsyth (vedasi link) e la presunta affiliazione di Thomas Hamilton ai più alti gradi della Massoneria Scozzese.
Lord Robertson, Segretario Generale della Nato fino al 2004 ed ovviamente affiliato alla Speculative Society, membro del Gruppo Bilderberg, ha sempre respinto tali accuse. Resta il mistero della secretazione di tali atti e prove precessuali.
Nel 2005 Cullen si è ritirato e la poltrona di capo della Giustizia in Scozia è stata attribuita a Arthur Campbell Hamilton, attuale Lord Hamilton, erede indiretto di Douglas-Hamilton, essendo quest’ultimo morto senza lasciare figli diretti.
HESS
“A Norimberga egli (Hess) confidè al Dottor Douglas M. Kelley, psichiatra americano delle prigioni, che verso la fine del 1940 uno dei suoi astrologhi aveva letto nelle stelle che agli era predestinato a realizzare la pace. Riferì anche come il suo antico mentore, il Geoplolitiker di Monaco professor Haushofer, lo avesse visto, in sogno, andare per le sale coperte di arazzi dei castelli inglesi, apportatore della pace tra le due grandi nazioni nordiche.” (William L. Shirer, “Storia del Terzo Reich”, Einaudi ed.)
In quel mondo di adoratori della Teosofia, Antroposofia, Ariosofia, Astrologia, Geopolitica, Pangermanesimo quale quello dell’elite nazista, dove Adolf Hitler si era ed era stato convinto di essere l’Uomo della Provvidenza, guidato dalle “Voci interiori” dei “Superiori Sconosciuti” che rendevano il Führerprinzip faro infallibile,
Rudolf Hess -fanatico credente nella scienza astrologica- non poteva non credere di essere stato nominato dal Fato Germanico Araldo della Pace tra le Due Nazioni Ariane.
Vi fu un altro motivo per cui Hess scelse la Scozia ed è sempre di origine esoterica. In Scozia è nata la prima loggia massonica e la Massoneria di Rito Scozzese domina il mondo anglosassone.
Franklin Delano Roosevelt il Presidente Americano vincitore della II Guerra Mondiale, era Maestro del 33° grado del RItto Scozzese ed infarcì di simboli massonici il simbolo americano: la banconota da 1 dollaro.
Secondo David Icke, ne “Il Segreto più Nascosto”, la Scozia è il luogo ove ci sono il maggior numero di ingressi dall’interno della Terra all’esterno da dove emergono i rettiliani.
Vi è un altra aggiunta di natura esoterica. Sembra che Marthe Künzel, cofondatrice dell’O.T.O. germanico, fedele di Aleister Crowley fosse amica di Hess e che tramite lui avesse fatto conoscere ad Hitler il Liber Legis, il Libro di Thelema, scritto da Crowley e dettatogli dal nuovo Signore della Terra, Horus. “Vi è un’Operazione Magica della massima importanza: l’Inizio di un Nuovo Eone. Quando diviene necessario proferire una Parola, l’intero Pianeta deve essere bagnato di sangue. Prima che l’uomo sia pronto ad accettare la legge di THELEMA, deve essere combatutta la Grande Guerra. Questo Sacrificio cruento è il punto critico della Cerimonia Mondiale della Proclamazione di Horus, il Figlio Incoronato e Vincitore, a Signore dell’Eone”.
Malgrado Crowley ritenesse che la II Guerra Mondiale fosse il Sacrificio Cruento che introduceva l’Era di Horus, al termine dell’Eone di Cristo e che Hitler fosse suo “Fratello Nero”, non vi è alcuna prova che i due si fossero incontrati o che Hitler avesse effettivamente studiato il Liber Legis, anche se le sue Visioni sul Nuovo Ordine Mondiale sembrerebbero confermarlo.
L’OFFERTA DI PACE DI HESS VIENE RIFIUTATA
Il disappunto di Hess fu enorme quando si rese conto che l’unico funzionario con cui venne messo in contatto fu Ivone Kirkpatrick, del Foreign Office.
D’altro canto, le richieste poste per la pace erano ridicole ed eccessive, “(Hess) dichiarò che (…) le sue proposte dovevano essere prese in considerazione solo presupponendo che venissero negoziate con la Germania da un governo inglese diverso dall’attuale.”
Ma Hitler e Hess avevano fatto conto su due fatti: Winston Churchill era notoriamente un eminente framassone e legato a varie sette esoteriche. Inoltre contavano sullo scambio (apparentemente) allettante da gettare sul piatto: ad Hitler l’Europa, all’Inghilterra l’Impero. Un offerta succosa, Ma Churchill rifiutò.
L’IMPERO E’ PERSO
L’ex sottosegretario conservatore alla Difesa, Clarck così stigmatizzò il comportamenteo di Churchill in questo caso: “Nella primavera del 1941 la Gran Bretagna aveva recuperato la sua forza militare e non aveva ancora dato agli americani tutte le sue riserve auree. All’epoca, Hitler voleva coprirsi il fianco per attaccare l’Urss. A questo fine, il suo vice, Rudolf Hess, volò in Gran Bretagna con una proposta di pace. Churchill non volle parlare con lui. Questo fu il vero spartiacque: se la Gran Bretagna avesse firmato la pace, la flotta e gli Spitfires avrebbero potuto essere spostati a Singapore. Di conseguenza i giapponesi non avrebbero attaccato el’Impero in Estremo Oriente sarebbe durato. Churchill non attribuiva all’Impero la stessa importanza che dava alla sconfitta di Hitler. La guerra è andata avanti troppo e, quando abbiamo vinto, la Gran Bretagna era distrutta. Niente restava dei possedimenti oltremare: l’Impero era colpito a morte”.
Perché Winston Churchill non considerò neanche per un attimo le proposte di Hitler, pur sapendo che ciò sarebbe costato all’Inghilterra l’Impero e la leadership mondiale, che sarebbe passata agli Stati Uniti? La risposta di Giorgio Galli, autore di “Hitler e il Nazismo Magico” è, in proposito, decisiva. “Churchill aveva imparato che Hitler era un controiniziato. Churchill, quindi, essendo al corrente del retroterra esoterico-diabolico della controiniziazione di Hitler, temeva che dietro i fini negoziabili – mano libera in Europa e all’Est alla Germania e garanzia della continuità dell’Impero inglese –, che erano per lui probabilmente accettabili, ci fossero fini non negoziabili: l’impero del male”.
Vi erano altri fattori che portavano Churchill a diffidare di Hitler ed Hess.

Il Culto di Lam, Aleister Crowley e l’Operazione Amalantrah


Di Carlo Barbera

Lo scopo di questo articolo è quello di esaminare l’idea che il fenomeno UFO, iniziato “ufficialmente” nel 1947 con l’avvistamento di Kenneth Arnolds sulle Cascade Mountains, fu causato deliberatamente da una serie di operazioni magiche compiute da alcuni occultisti. Più di cinquant’anni dopo, il fenomeno UFO è ancora attivamente incoraggiato da alcune società iniziatiche al fine di utilizzare la conoscenza extraterrestre per guidare il corso dell’evoluzione umana.

L’Operazione Amalantrah

Il nome Aleister Crowley è sinonimo di società segrete ed operazioni magiche. Riverito nei circoli occultistici come maestro di Alta Magia e materie occulte, il suo nome ancora evoca veementi orrori nelle menti di alcuni, che vedono Crowley come la personificazione dell’Anticristo.

Sicuramente maestro nel pubblicizzare se stesso e nelle sue posizioni anti-establishment, egli adottò il 666 come proprio numero magico ed abbracciò positivamente l’epiteto greco di “To Mega Therion”,  (La Grande Bestia), termine del resto che fu usato nella sua infanzia anche dalla madre membra come tutta la sua famiglia dei Plymouth Brethren, una setta inglese fondamentalista cristiana, per definire il figlio degenere, e poi dall’opinione pubblica e dall’ignorante e bigotta stampa Britannica che si scagliarono contro le sue idee ed i suoi comportamenti rivoluzionari, marchiandolo come “The wickedest man in the world”(L’uomo più vizioso del mondo).

Poeta, Autore, Mago, Yogi, Filosofo, Alpinista, utilizzatore di droghe e Satiro, la produzione magica, artistica e letteraria di Crowley fu straordinariamente prolifica e la sua esistenza assolutamente edonistica.

La sua eredità attrae tutt’oggi molti nuovi adepti ed alla sua immagine irriverente è rivolta ancora la fedeltà e la fede di molti.

Vi potete chiedere cosa abbia a che fare con gli extraterrestri un Mago Ermetico e membro di alto rango di diverse società iniziatiche (Massoneria, Golden Dawn, A.’.A.’., O.T.O.).

La risposta si trova in un disegno realizzato dallo stesso Crowley nel 1918. Esso mostra un’intelligenza aliena con cui egli entrò in contatto durante una serie di evocazioni magiche chiamate “Operazioni Amalantrah” e realizzate a New York durante tre mesi del 1918.

Crowley era solito abbozzare le sembianze degli esseri che incontrava durante le sue evocazioni per aggiungerle ai dettagliati diari scritti che compilava per tutte le sue operazioni magiche.

Le Operazioni Amalantrah furono parte di ciò che Crowley definì “La grande Opera”; la coltivazione volontaria della crescita spirituale. Secondo lui parte della Grande Opera implicava “l’instaurazione di contatti con intelligenze non umane” – in altre parole, con esseri che non erano di questo mondo – o ciò che noi oggi definiremmo extraterrestri.

Lo scopo delle invocazioni Amalantrah, per ammissione dello stesso Crowley, fu quello di aprire un portale interdimensionale che gli avrebbe permesso di accedere ad esseri di altre dimensioni. Uno degli esseri che venne attraverso questo portale, quello che Crowley descrisse nel suo disegno, fu chiamato LAM. Come si può notare, Lam è considerato dagli occultisti come un’entità generica piuttosto che un essere individuale. Il volto descritto nel disegno ha una sorprendente somiglianza con l’odierno e popolare concetto di Alieno Grigio.

L’immagine di Lam può certamente essere considerata genuina in quanto ha una storia verificabile. Effettivamente Crowley incluse il ritratto di Lam nella sua rappresentazione “Esibizione delle Anime Morte”, tenuta al Greenwich Village, a New York, nel 1919. Esso fu anche usato come illustrazione nel libro di H.P.Blavatsky “La Voce del Silenzio”, pubblicato nello stesso anno.

Sotto l’immagine Madame Blavatsky scrisse: “Lam è la parola Tibetana per Via o Sentiero, e LAMA è Colui che Va, il titolo specifico per gli Dei dell’Egitto, Colui che percorre il Sentiero, nella fraseologia Buddhista.”

Quando l’Operazione Amalantrah fu completata Crowley si assicurò di sigillare il portale che aveva usato per permettere l’accesso di Lam al nostro mondo.

Il disegno originale di Lam fu affidato, nel 1945, a Kenneth Grant, uno dei più brillanti studenti di Crowley e suo successore come Capo dell’OTO nello stesso anno. L’interesse di Grant per il fenomeno CETI (Contatto con Intelligenza Extraterrestre) è stato duraturo e la sua posizione come capo dell’O.T.O. lo ha reso in grado di perseguire e sviluppare questo interesse tra i membri della sua organizzazione.

Nel 1955 Grant annunciò la scoperta di un pianeta trans-plutonico chiamato Iside. Fu in questo tempo che stabilì un ordine chiamato Loggia Nu-Iside con lo scopo (tra gli altri) di contattare le più elevate intelligenze non umane.

La storia procede fino al 1980, quando Grant sostenne di aver ricevuto dei “messaggi” che lo portavano a concludere che il ritratto di Lam realizzato da Crowley poteva essere usato per fornire un punto focale per l’energia extraterrestre originariamente invocata nel 1918.

Non è chiaro perché a Grant servì così tanto tempo per realizzare ciò, quando è comune, nei circoli occultistici, utilizzare tali oggetti come punto di focalizzazione. Probabilmente la scala delle attività realizzate da Grant doveva essere aumentata per permettere al potenziale Lam di essere pienamente realizzato.

Per promuovere e regolare l’utilizzo del ritratto tra i membri della sua società Grant scrisse un testo chiamato “The Lam Statement”. Lo scopo di ciò era “regolarizzare il modo di rapporto e costruire una formula magica per stabilire una comunicazione con Lam”. Questo coincideva con la creazione di Grant di una seconda suddivisione dell’O.T.O., “Il Culto di Lam”. L’invocazione di Lam o degli esseri che noi conosciamo come Alieni Grigi fu così ufficialmente approvata dall’O.T.O.

Nonostante Crowley sia stato meticoloso nel sigillare il portale aperto nel 1918, le entità Lam hanno continuato e continuano ad entrare attraverso il portale da lui creato. Come è possibile ciò? Per rispondere a questa domanda dobbiamo esaminare le attività di due altri occultisti molto noti.

Le Operazioni Babalon

Due studenti non ufficiali di Crowley durante i suoi anni finali furono L.Ron Hubbard che più tardi fondò il movimento di Scientology ed il carismatico Jack Parson che fondò il “Jet Propulsion Laboratories”.

Entrambi studiarono estensivamente l’opera di Crowley, specialmente quella in relazione ai portali interdimensionali che il Maestro aveva creato usando la sua enorme conoscenza occulta.

Crowley era preoccupato dell’avventatezza della coppia nel trattare con energie così elevate. Avendo impiegato l’intera vita per dominare la sua interazione con le forze supernaturali li considerava troppo fiduciosi e privi di esperienza e dopo averli avvertiti, cessò definitivamente tutte le comunicazioni con loro. Nessuno dei due fu dissuaso dal fatto ed entrambi continuarono ad operare con il portale dormiente che Crowley aveva lasciato quasi 30 anni prima.

Così nel 1946 Hubbard e Parson iniziarono ciò che nei circoli occultistici è conosciuto come “Le Operazioni Babalon”.  L’intenzione era quella di usare la “magia sessuale” per creare un “figlio” nei reami spirituali. Essi avrebbero poi “richiamato” il bambino spirituale e lo avrebbero diretto nell’utero di una femmina volontaria (Marjorie Cameron che successivamente divenne moglie di Parson) in cui si sarebbe manifestato come “umano” dopo l’usuale periodo di nove mesi di gestazione. Nascendo, questo bambino avrebbe incarnato le forze di Babalon – la Donna Scarlatta della Rivelazione che nei circoli occultistici simboleggia l’alba dell’Eone di Horus, la nuova era.

Le Operazioni Babalon non solo riaprirono il portale, ma ne aumentarono l’intensità rendendolo altamente instabile. Esse furono ben documentate in diari dalla cui lettura molti desumono l’incapacità dei due a chiudere il portale che avevano riaperto e che sembrava essere sfuggito al loro controllo.

E’ interessante considerare la concomitanza tra la riapertura del portale interdimensionale da parte di Hubbard e Parson e l’onda di attività extraterrestre ed avvistamenti UFO che iniziarono con l’avvistamento di Kenneth Arnolds di nove “dischi volanti argentei” sulle Cascade Mountains nel Giugno del 1947 e l’incidente di Roswel, accaduto un mese dopo, e dove si suppone che alieni presumibilmente di tipo Grigio si siano schiantati in un disco volante. L’attività UFO è immutata da allora. Sebbene tale affermazione non è certa, potrebbe essere che questi visitatori extraterrestri stiano accedendo al nostro pianeta attraverso questo portale riaperto ed altamente instabile.

Interessante è anche il fatto che tutti questi avvenimenti, le Operazioni Amalantrah del 1918 e le Operazioni Babalon del 1946 come l’avvistamento di Arnolds e l’incidente di Roswell nel 1947 avvennero in America.

Il Culto di Lam

Il Culto di Lam, a tutt’oggi, continua ad incoraggiare i suoi membri ad invocare Lam.

Kenneth Grant ha dichiarato: "Lam è un Grande Antico il cui archetipo è riconoscibile nei racconti sugli occupanti degli UFO."  Il Lam (o Grigio) continua ad essere evocato dal Culto del Lam ed incoraggiato ad interagire con l’umanità al fine di favorire lo sviluppo spirituale del genere umano. Sul tema dell’invocazione a Lam, Grant dichiara: “Fissare gli occhi di questa entità è invitare un potente contatto. Si avverte un’immediata sensazione di leggerezza, di assenza di peso, e poi una sensazione di caduta… di essere risucchiati in un vortice…”. Queste esperienze sono molto simili alle testimonianze fornite dai contattati che hanno avuto incontri con Alieni Grigi.

Grant ha anche dichiarato:
- Lam è un collegamento tra il sistema solare di Sirio e quello di Andromeda
- Lam è la via d’accesso al Vuoto. Il suo numero, 71, è quello del “Nulla”, un’apparizione
- Lam è l’energia occulta portante le vibrazioni di Maat e può procedere da quell’eone futuro
- Lam, come un Grande Antico, il cui archetipo è riconoscibile nei racconti sugli occupanti degli UFO
 - "...e in ciò io sono come un bambino in un uovo" AL.II.49
- Lam è stato invocato per compiere il lavoro in atto stabilito da Aiwass; come un riflesso di Aiwass
- Lam come il trasmettitore ad AL delle vibrazioni di LA attraverso MA ovvero la chiave dell’Eone di Maat
- Crowley considerava Lam come l’anima di un defunto Lama di Lêng, tra la Cina ed il Tibet

Conclusioni

Lo Stargate o apertura stellare tra tempo e spazio, prodotta dalle Operazioni Amalantrah di Crowley crearono un portale attraverso il quale Lam ed altre influenze extra-cosmiche hanno potuto entrare nell’universo conosciuto. Sebbene lo stesso Crowley, al completamento delle operazioni, fu attento nel sigillare il portale, altre operazioni successive hanno riaperto il portale e lo hanno lasciato in uno stato che permette a qualsiasi essere extraterrestre di accedere al nostro mondo.

Che ciò sia vero o meno, è chiaro che molti nei circoli occultistici credono che sia questo il caso e che l’essere conosciuto come Lam sia in effetti un Grigio. E’ del resto ferma volontà di alcuni occultisti incoraggiare l’interazione dei Grigi con il genere umano, essendo convinti che essi detengono la chiave dell’evoluzione spirituale dell’umanità.

"La mia osservazione dell'Universo mi convince che ci sono esseri d'intelligenza e potere di gran lunga più elevati di qualsiasi cosa che  possiamo concepire come esseri umani; che essi non sono necessariamente basati sulle strutture cerebrali e nervose che conosciamo, e che la sola ed unica possibilità per il genere umano di avanzare nell'insieme è che gli individui prendano contatto con tali esseri." A. Crowley, 1944

Note 

Jet Propulsion Laboratories : Laboratorio Missilistico di Pasadena in California

Maat : La Dea Egiziana della Verità e della Giustizia. Il suo nome significa “misura” o “verità”. “Ma”, la Figlia.

Eone : termine gnostico per la Divinità Suprema, anche ciclo di tempo indicante un periodo di circa 2000 anni (nel culto di Crowley). L’attuale Eone è quello di Horus iniziato nel 1904. Esso succede all’Eone di Osiride, caratterizzato dal sorgere e tramontare di religioni quali il giudaismo ed il cristianesimo. Ancora precedente all’Eone di Osiride fu l’Eone di Iside, l’era pagana di cui molti elementi stanno riapparendo nell’Eone attuale, il prossimo Eone, per alcuni già in fase di manifestazione parallela a quella dell’attuale Eone di Horus, è l’Eone di Maat, l’Eone della Verità e della Giustizia.

Aiwass: un’Intelligenza preterumana con cui Crowley è stato in contatto in varie epoche della sua vita. Nel 1904, Aiwass comunicò il “Libro della Legge” che costituisce la base del culto di Crowley. 

AL : Letteralmente “Il”, Tutto, un termine che significa Dio, Grande, Onnipotente, Hadit (nel culto di Crowley) cioè il punto infinitamente piccolo eppure supremamente potente, che in unione con Nuit (LA) genera l’universo manifesto.

LA  : Letteralmente “Non”, Nulla, Nuit (nel culto di Crowley) lo spazio infinito e le infinite stelle in esso. E’ la circonferenza infinita che contiene il punto infinitamente piccolo

FONTE:http://www.arcadia93.org/coluicheva.html


Il simbolismo esoterico e occulto nel video "Blackstar" di David Bowie: dalla stella al Sole Nero



Di Salvatore Santoru

In questi ultimi giorni si sta parlando molto degli ultimi due video musicali,"Black Star" e "Lazarus",del grande cantante David Bowie,recentemente scomparso (1).
In queste canzoni, il tema trattato da Bowie è specificamente quello della morte e della rinascita/resurrezione, sopratutto da un punto di vista simbolico,metaforico ed esoterico.


Ciò non è un caso essendo stato Bowie un grande appassionato delle tematiche esoteriche ed occulte, dallo gnosticismo alla Cabala passando per la teosofia e il pensiero di Aleister Crowley, nonché alla fascinazione per gli aspetti occulti e più misteriosi del nazismo(2).

Spezzone di video dove compare la stella nera, https://vimeo.com(visto su http://www.federicadestasio.it/)

Dal punto di vista simbolico, risultano alquanto interessanti l'utilizzo della stella(3) e del Sole Nero nel video di "Blackstar", oltre agli altri simboli ed aspetti(ad esempio i teschi) presenti in esso.


Spezzone di video che inquadra il Sole Nero, http://www.rechargebiomedical.com/david-bowies-confessions-spiritual-beliefs-and-admonisions/

Entrambi i simboli richiamano il tema dell'alchemica "putrefazione"(4), ovvero della "morte iniziatica" che secondo l'esoterismo deve precedere alla "rinascita" e "resurrezione" interiore e/o spirituale.
Più specificamente, sia la stella che il Sole Nero sono legati alla fase primaria (nigredo) dell'alchimia, che metaforicamente si può far coincidere psicologicamente con gli stati d'animo più bassi, come la depressione e la dissociazione, ed inoltre simboleggia la "morte interiore".


Sol Niger, https://en.wikipedia.org

Ancora più precisamente, il Sole Nero fa riferimento al "Sol Niger"(5) alchemico e il suo simbolo è diventato molto noto nella cultura di massa per via del suo utilizzo,durante il 3 Reich, da parte delle SS nel castello di Wewelsburg(6).


Il simbolo dello "Schwarze Sonne" a Wewelsburg, http://www.faz.net
Com'è abbastanza ravvisabile, nei suoi due ultimi brani Bowie voleva simbolizzare e forse "esorcizzare" il tema della morte, sia dal punto vista personale che simbolico.

NOTE:
(1)http://www.panorama.it/musica/david-bowie-i-cinque-segni-premonitori-nellultimo-disco-blackstar/
(2)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/06/le-passioni-di-david-bowie-per-lo.html
(3)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/01/lalchemica-stella-nera-di-bowie.html
(4)http://www.esonet.it/News-file-article-sid-885.htmlhttp://laterzaattenzione.blogspot.it/2013/01/la-nigredo-conosciuta-anche-come-opera.html
(5)https://en.wikipedia.org/wiki/Suns_in_alchemyhttp://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/02/il-simbolismo-del-sole-nero.html
(6)https://it.wikipedia.org/wiki/Sole_Nero#Il_simbolo

 FOTO IN ALTO:http://www.spin.com

Solve et Coaugula: significato del noto concetto alchemico

Ma molto tempo prima della fisica quantica l'alchimia poneva in rilievo la sua più importante operazione: Solve et Coagula. Solve o solutio si riferisce alla rottura degli elementi e coagula si riferisce alla loro riunione insieme, nel processo di tramutare il metallo ordinario in oro o arrivando alla pietra Filosofale. Ma era un significato letterale. Come dato di fatto “solve” si riferiva alla dissolvenza delle posizioni forzate, stati negativi del corpo e della mente e dissolvere e far svanire cariche energetiche negative. “Coagula” si riferiva alla coagulazione degli elementi dispersi in un tutto integrato, rappresentando la nuova sintesi. Così nel significato più generale del temine Solve significa dissolvere, disperdere, diluire. Così il reale significato di queste tre parole (“Solve et Coagula”) è la formula che gli alchimisti usavano per effettuare quella trasformazione. Essa può essere descritta come un processo dove qualcosa viene decomposta dei suoi elementi producendo una energia che costringe la ricostituzione in una forma più pura. Lo stesso significato noi lo troviamo in termini ben conosciuti della scienza: analisi e sintesi. Noi prima decomponiamo qualcosa nelle sue parti e quindi costruiamo un tutto nuovo, migliore e più accettabile. Durante tale processo accade il rilascio dell'energia. Persino in alcuni particolari sistemi occulti noi troviamo questa realizzazione. Per esempio in Thelema Aleister Crowley parla della dualità di Nuit e Hadit. Nuit è la “dea dell'infinito spazio” (l'onda) e Hadit è il punto (la particella). Cosa ha a che fare tutto questo con il nostro lavoro, la Tecnologia Spirituale, terapia etc.?Beh, noi non siamo capaci di lavorare con un'onda, dobbiamo trasformarla in una particella. Noi non possiamo lavorare con qualche problema indefinito, per esempio una paura. Noi lo compiamo dopo averla osservata e “misurata”. Noi chiediamo al nostro paziente qual è il luogo della tua paura? Forma? Dimensione? Età? Colore? Livello di coscienza etc. Facendolo per esempio con qualche paura noi possiamo vedere che l'onda infinita e senza forma cambia in una “particella” del tutto concreta, il che è qualcosa con cui noi siamo capaci di operare. Chiedere al paziente i particolari del problema è la fase del coagula. Dopo di esso, applicando un metodo adeguato, noi disperdiamo liberamente la sua carica energetica (solve) e di nuovo arriviamo alla fine del processo con la “nuova particella”, un qualche stato che è positivo e desiderabile.
Arelena

FONTE:http://www.labirintostellare.org/content/solve-et-coaugula

FOTO:http://therealchange360.blogspot.it

Esorcismi in Italia, è boom. E aumentano le pratiche esoteriche: “10 milioni ricorrono a maghi dell’occulto”

Diminuisce la fede ma aumentano le domande di chi chiede aiuto per sconfiggere le (presunte) possessioni del demonio. La notizia arriva dal convegno nazionale dell’associazione Internazionale Esorcisti. “Le richieste sono aumentate in maniera significativa” ha affermato Valter Cascioli, psichiatra e portavoce del Aie. Tuttavia, gli italiani che si sentono posseduti dal demonio non si rivolgono alle autorità religiose, ma a pratiche esoteriche.





Cascioli ha lanciato l’allarme soprattutto ai giovani: “In base a recenti statistiche è emerso che sono quasi dieci milioni gliitaliani che ricorrono, o lo hanno fatto almeno una volta, a maghi e ad operatori dell’occulto”. Il motivo: affievolimento della fede e anche superficialità nel rapportarsi con gli eventi. “La nostra società – continua lo psichiatra – lascia adito all’occultismo che passano anche attraverso pratiche surrettizie”.

Dion Fortune: dalla psicanalisi all'occultismo



Di Luciano Pirrotta

In Dion Fortune sono sempre esistite in coesistenza due facce: la colloquiale scrittrice di pubblicazioni divulgative piena di prudenza nel guidare i suoi lettori nei primi passi sulla via dell'occulto, la sciava il posto, nella vita interiore, alla ricercatrice inquieta sulle tracce di oscure tradizioni stregoniche immerse nella notte dei tempi. Uno dei suoi principi fondamentali fu: il sapere occulto non è terreno riservato solo ai grandi ingegni o ad individui eccezionali cui è destinato per elezione divina. tutti ne possono godere, ed è giusto che ne godano, nella misura in cui lo sviluppo spirituale e la maturità intellettiva di ciascuno lo consentano.
Dion Fortune
Una celebre fotografia di Dion Fortune.
Se poche donne hanno occupato con autorevolezza qualche spazio nella storia della ricerca esoterica, ancor meno sono rimaste in auge presso i posteri all'indomani della loro scomparsa. Vi sono però due eccezioni significative: Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la dinamica animatrice della Società Teosofica, e Dion Fortune (pseudonimo di Violet Mary Firth, 1891-1946) l'eclettica studiosa di Misteri fondatrice anch'essa di una scuola mistico-magica, la meno nota "Fraternity (poi Society) of the Inner Light". In realtà ciò che lega queste due donne dalla spiccata personalità, non è soltanto la sorprendente continuità cronologica delle loro vite terrene ma una profonda consonanza di idee scaturite da interessi comuni.






La Fortune fu per qualche tempo affiliata alla Società Teosofica e questo può spiegare certe enunciazioni di lei perfettamente in sintonia con la teorica di tale scuola; ma paiono esservi anche motivazioni più profonde che, pur nella diversità delle vicende biografiche, portano la seconda a ripercorrere e spesso a delineare meglio quanto già sperimentato dalla prima.
Violet Mary Firth nasce a Llandudno, una località dello Yorkshire già teatro di insediamenti nordici. Nelle sue stesse vene scorre sangue norvegese riconoscibile nel fisico atletico caratterizzato da quella tipica bellezza che contraddistingue le stirpi scandinave. Rimasta presto orfana, viene accolta presso una famiglia rigidamente osservante della Scienza Cristiana i cui principi lasceranno un segno indelebile sul suo carattere. Durante l'adolescenza si manifestano intanto doti medianiche e di sensitiva che fanno di lei una piccola celebrità del contado inducendola ad approfondire con lo studio quanto SI andava evidenziando come predisposizione naturale. All'età di vent'anni circa, mentre lavora in un istituto privato d'istruzione, vive l'esperienza traumatica che segna una vera e propria svolta nella sua vita: la datrice di lavoro, una certa signora Warden, manipola le personalità dei suoi dipendenti mediante tecniche orientali oscillanti fra l'ipnosi e la magia nera. Anche
la giovane Violet viene obbligata dalla odiosa direttrice a compiere atti che le aborrono finche un giorno, espressa la volontà di andarsene, si trova a subire da parte della donna un autentico attacco psichico che la ridurrà in penose condizioni psico-fisiche per ben tre anni. Sarà proprio questo evento ad indurre l'inesperta ragazza di provincia a studiare sistematicamente l'origine di certi disturbi nervosi uniti a stati di prostrazione, ambedue piuttosto diffusi nella casistica clinica delle malattie mentali.
Inizia così a frequentare i corsi di psicologia e psicoanalisi all'università di Londra fino a divenire, nel 1912, psicoterapeuta alla East London Clinic. L'influsso di Freud, Jung e Adler si sposa durante questi anni ad un effettivo contatto con sodalizi occulti: l'iscrizione alla Società Teosofica coincide con l'incontro dei primi "maestri" d'iniziazione, i misteriosi "Jesus" e "Radoczi", mentre una filosofia sincretistica in cui confluiscono dà una parte le teorie freudiane sul sesso e quelle junghiane sull'inconscio collettivo, dall' altra gli assiomi reincarnazionistici della Blavatsky e le formule meditative orientali, comincia a prendere forma, aggregando un primo nucleo della più vasta concezione che costituirà la base d'insegnamento della futura Inner Light.
In realtà la vivace intelligenza della Firth, dietro l'apparente oscillazione fra polo psicoanalitico e polarità magica, mostra l'insofferenza per gli angusti limiti delle due scuole: si rende conto che la spiegazione freud-junghiana con il suo ibrido naturalismo positivistico da cui emerge qua e là uno spiritualismo che fa di Dio stesso un archetipo, non è sufficiente a dare conto di certi fenomeni più profondi esperiti dall'uomo.
Si accorge ugualmente altresì, pur accettando la visione teleologica della teosofia condita dalla zuccherosa immagine di un mondo in perpetua evoluzione verso un traguardo finale raggiungibile indistintamente da tutti, delle incrostazioni che affliggono l'universo esoterico, popolato da una folla sterminata di imbroglioni, di mitomani, di falsi sapienti.
Ella sente vivamente l'esigenza di unificare in una superiore sintesi ciò che di valido è stato raggiunto nei rispettivi campi, ma soprattutto anela ad una nuova collocazione della donna nell'ambito esoterico, cristallizzato nella concezione occidentale che vede in essa il ricettacolo di forze passivo-caotiche se non infero-demoniache.
Deo non fortuna
Emblema recante il motto "Deo non fortuna"; fu questo il "nome magico" attribuito alla giovane Violet Mary Firth
e che poi, semplificato in Dion Fortune, divenne lo pseudonimo che rese celebre l'occultista inglese.
La chiave di volta di tale ricerca sembra giungere nel 1919 dall'incontro con la filiazione diretta della famosa società "Golden Dawn": accolta nella sezione dell ' "Alpha et Omega" presieduta dall'occultista J. W. Brodie Innes, la Firth riceve il suo nome magico "Deo Non Fortuna" che, semplificato, diverrà il suo costante pseudonimo. L'anno seguente passa direttamente sotto la direzione della vedova di Mac Gregor Mathers[1] che dopo la morte del marito rappresentava la più alta autorità in ordine agli insegnamenti iniziatici impartiti dall'"Alba d'Oro". Il rapporto, rivelatosi tempestoso anche se estremamente fecondo, culminerà nell'espulsione della Fortune dal gruppo e in un autentico duello magico fra le due donne (conclusosi peraltro con esiti incerti)[2].
Uscita dalla gloriosa scuola ormai avviata ad un lento declino la tenace fanciulla, che aveva dato vita nel 1922 (prima dello scontro con la rivale) alla "Fraternità della Luce Interiore" dedicherà al potenziamento della propria creatura, alternando alla collaborazione con riviste specializzate (fra cui la Occult Review) l'attività di scrittrice a tempo pieno. Dalla sua penna uscirà così nel corso degli anni seguenti, fino alla morte, una serie saggi, racconti, romanzi (in cui la casistica magica funge da denominatore comune) di valore diverso.
Due opere soprattutto si sollevano però al di sopra della restante produzione, assicurandole un posto di tutto riguardo nella storia della tradizione occulta occidentale: il volume Psychic Self-Defence, uscito nel 1930, in cui l'autrice con ampie indicazioni pratiche riporta una serie di esperienze occorsele nell'area dell'hinterland occultistico, e lo studio teorico The Mystical Qabalah (del 1935), che pur essendo lontano dall'interpretazione ortodossa della filosofia esoterica dell'ebraismo, costituisce una più lucide introduzioni all'impiego del sistema cabalistico adottato dalla "Golden Dawn".
Leggendo i libri della Fortune, sia il lettore ferrato in materia, che l'esordiente ai primi passi, hanno sensazione curiosa: eccetto per "La Cabala Mistica", la facilità della scrittura, il tono discorsivo, la banalità sensazionalistica con la quale certi fatti vengono riportati, danno l'impressione di avere a che fare una delle tante espressioni di ciarpame magico pullulanti nel settore. Tale sensazione però si scontra continuamente (specie in chi conosce bene i domini di certe discipline) con la constatazione della quantità di informazioni esatte fornite dalla studiosa in merito alle questioni trattate.
È piuttosto difficile ad esempio, nonostante le conclamate affermazioni di aver detto molto più del consentito, trovare in un qualunque testo di magia ragguagli completi circa l'operatività dei rituali. Al massimo si concedono accenni, frammenti spesso interpolati da volute falsificazioni, senza peraltro menzionare le debite salvaguardie da prendere prima di iniziare un cerimoniale occulto.
Nella maggior parte dei casi occorre notevole tempo e disponibilità di opere, uniti ad una congrua dimestichezza con la materia, per riuscire ad orientarsi in una congerie tanto caotica di dati. La Fortune invece conduce il discorso su toni colloquiali, quasi una massaia un po' svanita che spieghi ad un'amica come confezionare il dolce domenicale divagando poi intorno ai problemi della famiglia o sull'ultima furfanteria compiuta dal gatto di casa; ma ecco poi, improvvisamente, condensarsi in poche, semplici frasi, la spiegazione di un argomento complesso. Ciò che altri hanno esposto con termini altisonanti, fra mille oscurità atte ad accrescere l'atmosfera di segreto, viene messo, per quanto sia possibile, alla portata di tutti; soprattutto mediante consigli pratici: cosa fare in caso di attacco psichico, quali sono i segni attraverso cui riconoscerlo e i metodi di difesa, quale la condotta migliore da adottare di fronte a episodi di infestazione, stregoneria, vampirismo[3]. "Gli esercizi che vengono compiuti da un ginnasta allenato, sono interamente al di là delle finalità dell'uomo comune; nondimeno gli stessi esercizi con i quali il ginnasta si allena, non portati però allo stesso estremo livello, rendono l'uomo comune forte e in forma quando li pratica regolarmente"[4].
Con questa esemplificazione quasi puerile la Fortune esprime uno dei suoi principi fondamentali: il sapere occulto non è terreno riservato solo a grandi ingegni o ad individui eccezionali cui è destinato per elezione divina. Tutti ne possono godere, ed è giusto che ne godano, nella misura in cui lo sviluppo spirituale e la maturità intellettiva di ciascuno lo consentano.
Con altrettanta franchezza scevra da orpelli moralistici, che pur affliggono tanta produzione del genere, ella affronterà il tema della "magia nera": "La tecnica della magia nera non differisce in nulla da quella della magia bianca; applica gli stessi principi, usa i medesimi metodi; lo stesso addestramento è necessario nella concentrazione; la differenza sta nell'atteggiamento dell'operatore, nel simbolismo impiegato, e nei poteri contattati per tali motivi".
Certamente alcune sue affermazioni appaiono troppo rozze ai palati raffinati e il suo pensiero non è esente da contraddizioni. Così quando afferma che l'uomo non viene cambiato dalla morte o che la personalità del singolo rimane inalterata allorché il corpo si disfa; o quando riaffiora il sostrato teosofico, che la rende certa di un processo evolutivo spiritualizzante, alla fine del quale l'anima, libera dal ciclo delle reincarnazioni continuerebbe la sua esistenza come essenza disincarnata con una mente umana.
In realtà è opportuno scindere le istruzioni operative che costellano i suoi testi, la cui efficacia è quasi sempre ottimale, dalle elucubrazioni teoriche infarcite di considerazioni personali che spesso fanno loro da cornice.
Tali antinomie derivano per lo più dagli influssi discordanti subiti dalla scrittrice nel corso della vita: le massime rigoristiche della Scienza Cristiana, alla luce delle quali l'adolescente Violet crebbe nella famiglia adottiva, potevano convivere solo a prezzo di gravi compromessi con il misticismo orientaleggiante della Società Teosofica, ed ancora più difficile diventava conciliare l'ammirazione che la Fortune nutrì durante tutta la vita per Madame Blavatsky, con l'attrazione irresistibile, mista a riverente rispetto, per la figura sulfurea di Aleister Crowley, anche lui transfuga dalla Golden Dawen[5].
Può accadere così che mentre in Psychic Self-Defence ella sostenga essere il sistema di Abramelin l'unico metodo valido "per invocare i demoni senza rimanerne invasati"[6], si trovi poi a chiedere delucidazioni alla "Grande Bestia" (con cui tenne una fitta corrispondenza) circa le procedure evocative in un sacrificio cerimoniale di sangue.
La spiegazione più plausibile di certi aspetti antitetici, è che di questa donna straordinaria siano sempre esistite, in coesistenza, due facce. La colloquiale scrittrice di pubblicazioni divulgative piena di prudenza nel guidare i suoi lettori nei primi passi sulla via dell'occulto, lasciava il posto, nella vita interiore, alla ricercatrice inquieta sulle tracce di oscure tradizioni stregoniche immerse nella notte dei tempi.
La profonda conoscenza delle tecniche di proiezione del "corpo astrale" (che ella chiamava "viaggio nella visione dello spirito"), l'uso di simboli specifici qualitattwa e sub-tattwa per indurre una sorta di autoipnosi[7], l'impiego del sesso magicamente controllato volto al risveglio della polarità femminile sotto l' aspetto distruttivo dell'eros sabbatico, la avvicinano del resto alle più torbide propaggini del buddismo tantrico e ai pericolosi esperimenti di Crowley.
D'altra parte, alcune teorie sulla funzionalità degli stati di shock conseguenti profonde delusioni al fine di provocare vortici di energia attingenti al terreno dei territori inconsci, assomigliano troppo alle ipotesi di Austin Osman Spare in merito ai cosiddetti "atavismi risorgenti", per non gettare una luce ancora più sinistra sul percorso di ricerca battuto da questa studiosa sui generis[8].
Forse proprio durante un itinerario lungo tali sentieri liminali, si generò la causa della sua immatura scomparsa, avvenuta, in circostanze poco chiare, e ancora più sorprendente per una donna sana e forte come lei, all'età di cinquantacinque anni.
 

Note

[1] Un rapido profilo di quest'ultimo è tracciato nell'articolo di J. Sabellicus in Abstracta, n. 4, aprile 1986, contenente anche degli utili ragguagli sulla "Golden Dawn".
[2] Un resoconto dei motivi del disaccordo e delle modalità di combattimento fra le due magiste, unitamente ad altre notizie curiose, è contenuto nel saggio di F. king, Magia rituale, Mediterranee, 1979, pp. 175-187; 195-198.
[3] Con quest'ultimo termine la Fortune non intende la suzione di sangue della vittima da parte dei vari epigoni del conte Dracula, bensì l'assorbimento di energia psichico-vitale compiuta da alcuni individui dotati di forte personalità consciamente o inconsciamente malevola, a spese di altri più fragili emotivamente, che cadrebbero cosi preda di stati di spossamento fisico, prostrazione morale, esaurimento nervoso, fino a stadi irreversibili di patologia mentale.
[4] Il presente brano e il successivo sulla "magia nera" sono entrambi tratti da Applied Magic, una raccolta di saggi inedita in Italia, pubblicata da The Aquarian Press, Wellingborough, Northamptonshire, 1981, pp. 5 e 50. La traduzione è di chi scrive.
[5] È nota la particolare avversione dimostrata sempre da Crowley per la Blavatsky, che in più di un'occasione egli additò come la vera artefice dei delitti attribuiti al fantomatico "Jack lo Squartatore". Per un esame sistematico della vita e l'opera del mago si rimanda alla biografia stesa dal suo esecutore letterario: J. Symmonds, La Grande Bestia, Mediterranee, 1972. Un efficace compendio è fornito da J. Sabellicus in Abstracta n. 1, gennaio 1986.
[6] Cfr. pag. 153 dell'edizione italiana. Del grimoire di Abramelin, uno dei manuali operativi più affidabili ben conosciuto da tutti i cultori di scienze occulte, sono disponibili in italiano due edizioni: la prima, de1 1980, basata sulla collazione delle tre copie manoscritte ancora esistenti, introdotta e annotata da chi scrive per l'Ed. Atanor, col titolo La Magia Sacra di Abramelin il Mago; la seconda, de1 1981, riproducente la trascrizione inglese effettuata da Mac Gregor Mathers dell'unica copia a sua conoscenza (Biblioteca dell'Arsenale di Parigi), pubblicata dalle Ed. Mediterranee nel secondo volume di Magia della Cabala.
[7] Sull'impiego dei tattwa e sub-tattwa quali supporti per la concentrazione, si vedano S.L. Mac Gregor Mathers, Proiezione Astrale, Magia e Alchimia, Mediterranee, 1980, il nostro La Scienza Alchemica "attraverso" la Porta Ermetica di Roma in Atti e Memorie dell'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria, Roma, 1982, n. 3, pp. 145-152.
[8] Per la figura di A.O. Spare si rimanda al nostro articolo su Abstracta n. 6, giugno-luglio 1986.
 

Nota bibliografica

Le due maggiori opere di Dion Fortune sono state entrambe edite in italiano: La Cabala Mistica, Astrolabio, 1973; Difesa Psichica, Siad, 1978. Un'antologia contenente un suo racconto è stata pubblicata dalle Ed. Mediterranee: P. Haining, Maghi e Magia, 1977. In lingua inglese la maggior parte dei saggi sono stati ripubblicati da The Aquarian Press. La stessa casa editrice ha annunciato la prossima uscita di una sua biografia contenente notizie inedite, dal titolo Priestess, The Life and Magic of Dion Fortune di Alan Richardson, che sulla scorta di nuovi dati ha anticipato la data di nascita della magista al 6 dicembre 1890. Per quanto riguarda la saggistica in lingua italiana su di lei, a parte brevi cenni nelle varie Storie della Magia e nel citato testo di F. King, l'unico contributo interessante è stato fornito da K. Grant, che le ha dedicato il decimo capitolo de Il Risveglio della Magia, Astrolabio, 1973.

Le stelle di Aleister Crowley

Di Vivianne Crowley
Se qualcuno vi chiedesse, “Che cosa hanno in comune Aleister Crowley, Gerald Gardner, Dion Fortune, Doreen Valiente, Kenneth Grant, e Margot Adler?”. Probabilmente rispondereste che sono tutti autori, o che sono stati tutti molto importanti nel revival del paganesimo e dell’occulto.




 Un’ altra risposta potrebbe essere che tutti citano le parole di Carl Gustav Jung nelle loro opere. Perché Jung e perché sembra essere così importante per loro?
Aleister Crowley (1875–1947) nacque nello stesso anno di Jung e visse anch’egli le stesse Guerre Mondiali e gli stessi cambiamenti nella cultura e nella società occidentale. Da Thelema alla psicologia analitica il passo può sembrare molto lungo, ma Crowley fu uno dei primi lettori di Jung. Nel 1919, vi furono due libri che lo aiutarono a scrivere “un trattato formidabile di quarantacinquemila parole”. Questi furono Il Ramo d’Oro di Sir James Frazer e La Psicologia dell’Inconscio di Carl Jung. (Crowley, 1979 ed., p. 809).
Cosa attirava il grande mago verso il lavoro di Jung ? Crowley non era un grande sostenitore della psicanalisi, ma alla fine del 1916 scriveva nell’edizione americana di Vanity Fair:
Non c’è da sorprendersi nel sapere che il dottor Jung di Zurigo abbia rifiutato alcune delle conclusioni di Freud. Al posto di associare la volontà al sesso, ha associato il sesso alla volontà. Così, del tutto inconsciamente, ha spianato la strada per un ritorno della vecchia idea magica secondo cui la volontà è un aspetto dinamico del sé. Ogni individuo, a seconda degli iniziati, ha un proprio scopo definito, e assume forme umane, con i suoi privilegi e penalità, in modo da perseguire quello scopo. Questa verità è espressa in  linguaggio magico dalla frase “ogni uomo e ogni donna è una stella”… (Crowley, 1916)

Cercando il centroaleister-crowley-poet

Per Crowley, il lavoro di Jung porta alle sue stesse conclusioni – che ognuno di noi ha uno scopo in questa incarnazione. Crowley si espresse nei termini di cercare il proprio Vero sé, o Vera Volontà. Nel linguaggio di Jung, questo obiettivo interiore è “l’individuazione” e il risultato finale è quello di trovare il “sè”.
Ho chiamato questa totalità che trascende la coscienza: il “sè”. L’obiettivo del processo di individuazione è la sintesi del sé. (Jung, 1940, pp. 164, para. 278)
Per Jung il sé è il sé più profondo:
… una coscienza che non è più imprigionata nel piccolo mondo ultrasensibile dell’ego, ma che partecipa liberamente di interessi obiettivi nel vasto mondo. …portando l’individuo in un’assoluta, indissolubile e vincolante comunione con il mondo in senso largo.
(Jung, 1916/1928/1934, pp. 178, para. 275)
Questo non è l ‘Io’ quotidiano che vediamo nello specchio tutte le mattine. Non è il prodotto di questa incarnazione, sebbene questa incarnazione contribuisca. Piuttosto è il ‘sé’ che l’insegnamento induista chiama ‘atman’, il nostro nucleo più profondo e duraturo.
Il processo di realizzazione del sé implica uno spostamento del centro di coscienza da quello dell’ego a quello del sé. Questo si ottiene aprendo se stessi verso quelle parti della psiche che sono nascoste e sconosciute. Incominciamo a sentire questa coscienza più vasta nel mondo del sonno e del sogno. Possiamo accedervi anche attraverso la meditazione, la visualizzazione, il lavoro sui sentieri e il rituale.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.athame.it/le-stelle-di-aleister-crowley/