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Malesia, l’incredibile ritorno al potere di Mahathir Mohamad a 92 anni

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Di Mauro Indelicato
Una storia curiosa all’interno di un contesto altrettanto curioso: è quella andata in scena in Malesia nella giornata di domenica, giorno delle elezioni generali in cui il paese asiatico ha rinnovato il proprio parlamento. Il risultato delle consultazioni ha dato vita ad una quasi surreale serie di colpi di scena, all’interno dei quali è possibile scorgere un incredibile intreccio di elementi di continuità e di discontinuità. In primo luogo, dopo 61 anni di dominio quasi incontrastato, perde la coalizione conservatrice al potere; a vincere per la prima volta sono le forze di opposizione ma, ed ecco il secondo colpo di scena, a guidarle è lo stesso leader che ha fondato il partito uscito clamorosamente sconfitto dalle elezioni. Ad aggiungere ulteriore curiosità a questo intreccio proveniente dal sud est asiatico, è il fatto che tale leader è stato già primo ministro dal 1981 al 2003 e che, proprio pochi giorni fa, ha compiuto 92 anni. Mahathir Mohamad, questo il nome del nuovo – vecchio premier, è diventato dunque il capo di governo più anziano al mondo.

Il lungo “regno” di Mahathir Mohamad

Quando ha compiuto 18 anni, il primo ministro malese viveva sotto l’occupazione giapponese durante la seconda guerra mondiale. Finito il conflitto, Mahathir Mohamad è stato tra i protagonisti della stagione che nel 1957 ha portato all’indipendenza della Malesia dalla Gran Bretagna contribuendo, tra le altre cose, a fondare quel Fronte Nazionale al potere fino alle votazioni di domenica scorsa. Nell’ottobre del 1999 Mahathir Mohamad fa la sua piccola ma importante comparsa a livello internazionale: assieme ai suoi ministri, si aggira nella griglia di partenza del Gran premio di Formula 1 organizzato per la prima volta nel suo paese, mostrando con orgoglio le strutture tecnologiche appena inaugurate. Diventa forse questa l’immagine più emblematica del suo “regno” come primo ministro, iniziato nel 1981 ed in cui ha puntato molto su investimenti infrastrutturali volti a modernizzare la Malesia.
Tra gli anni 90 e 2000 il paese diventa una delle “tigri asiatiche” più rampanti in economia: non solo l’autodromo di Sepang che ospita importanti eventi sportivi, ma anche le torri Petronas di Kuala Lumpur ed il nuovo aeroporto della capitale sono simboli di un paese che cerca di ritagliarsi un ruolo importante nel sud est asiatico. Petrolio e gas hanno alimentato le speranze malesi ed i programmi di governo di Mahathir Mohamad: i proventi sono stati investiti in opere infrastrutturali, ma anche in sussidi per la popolazione ed in un sistema di protezione sociale volto a tutelare i cittadini di origine malese, che costituisce il 67% del totale a fronte di un 24% invece di origine cinese. Una crescita economica e d’immagine importante, che non ha però mancato di creare anche disuguaglianze e tensioni sociali ed etniche.Nel 2003 Mahathir Mohamad ha deciso di lasciare la politica: a 77 anni, ha preferito ritirarsi a vita privata lasciando spazio al suo delfino ed erede politico, ossia Najib Razak, divenuto vice primo ministro nel 2004 e primo ministro nel 2009.

Il clamoroso ritorno al potere

Nel corso di questi 15 anni, anche se non più sulla scena politica, Mahathir Mohamad è comunque rimasto un perno importante nello scacchiere del paese e nella considerazione dell’opinione pubblica. Il potere del suo delfino sembrava non essere in discussione, fino a quando però nel 2015 uno scandalo non travolge sia Razak che il suo partito: in particolare, a seguito di alcune inchieste è emerso forte il sospetto che circa tre miliardi di Dollari siano stati dirottati dalla 1Malaysia Development Berhad, società di sviluppo gestita dal governo, direttamente sui conti bancari privati dello stesso Razak. Circostanza questa non ancora appurata del tutto dalle indagini, ma che ha messo in cattiva luce il primo ministro ed il suo partito. Sulla scia di questo scandalo, Mahathir Mohamad ha quindi deciso di tornare in politica nonostante avesse superato i 90 anni di età: esce dal partito che lui stesso ha contribuito a fondare, costituendo una coalizione con liste dell’opposizione chiamata “Alleanza per la speranza”.
Lo scandalo scoppiato nel 2015 ha indubbiamente fatto breccia nell’opinione pubblica, ma nessuno prima di domenica pensava realmente che il partito al potere dall’indipendenza del paese potesse perdere. Invece così è stato: la coalizione guidata da Mahathir Mohamad ha ottenuto 121 seggi su 222, dando all’ex premier la possibilità di tornare leader di governo dopo 15 anni. Il giuramento dinnanzi a Re Muhammad V è già avvenuto e dunque, con i suoi 92 anni, Mahathir Mohamad ha iniziato a detenere il record di capo di governo più anziano al mondo.
Nel suo discorso di insediamento, ha promesso luce sullo scandalo della 1Malaysia Development Berhad, innalzamento dei salari minimi e mantenimento dei programmi di sviluppo del paese, in parte figli anche delle sue politiche. I 92 anni non sembrano scoraggiarlo, anche se ha promesso una staffetta con gli altri leader dell’oramai ex opposizione nel 2020.  
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