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AUGURI DI UNA BUONA, SERENA E FELICE PASQUA !




Auguri di una felice e serena Pasqua a tutti e tutte i follower del sito e delle pagine social di 'Informazione Consapevole.

Salvatore Santoru,
informazioneconsapevole.com/ .

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Salvatore Santoru,
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"Informazione Consapevole" augura Buona Pasqua e buone feste a tutti i suoi lettori e lettrici.

Salvatore Santoru
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BERLUSCONI SALVA 5 AGNELLI PER PASQUA

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Di Salvatore Santoru

Silvio Berlusconi ha salvato 5 agnelli per Pasqua.
La notizia è stata riportata su diverse testate(1) e postata da Michela Vittoria Brambilla su Facebook.
In passato si era molto parlato di una possibile scelta vegetariana per lo stesso Berlusconi, che aveva smentito(2).

NOTE:

(1)http://www.huffingtonpost.it/2017/04/09/silvio-berlusconi-pasqua-veg_a_22032195/

(2)http://www.ilgiornale.it/news/politica/berlusconi-vegatariano-mai-detto-cado-dalle-nuvole-1228847.html

La Resurrezione secondo Rudolf Steiner

Cristo risorto, dipinto dall'artista Lucia Merli

Di Silvia Buffo

Il filosofo Rudolf Steiner tenne una brillante conferenza a Dornach il 27 marzo 1921 per far luce sul vero concetto di Resurrezione, un concetto fuorviato da secoli, a partire dal Concilio di Costantinopoli, che segnò la “riduzione” dell’uomo a corpo e anima. Da qui si è andata edificando la conseguente “riduzione” della Pasqua a mera contemplazione dell'Uomo dei dolori, del Crocifisso. Il Crocifisso è l’espressione del passaggio verso il materialismo cristiano. A contribuire in maniera suggestiva e incrementandone la carica emotiva è la raffigurazione di tutta l’arte sacra, incentrata sul Chrestos, il corpo fisico, sofferente, disperdendone l’immagine vittoriosa del Christos, che vince la morte e si innalza vittorioso sulla sofferenza e sul dolore.

Il significato autentico della Pasqua secondo Steiner non può prescindere da una visione, sovrasensibile, immortale, eterna dell’uomo, il cui spirito si riveste soltanto della corporeità fisica umana. La concezione dell’esistenza fisica non ha fatto altro che orientare il corpo fisico alla morte che paradossalmente si è nutrito del concetto di nascita, la cui controparte non poteva essere che la fine fisica. Le forze della morte si radicalizzano modificando il pensiero e facendo subentrare la morte vera e propria, quella del pensiero.

Si può dire allora l'altro lato della nascita sia l’idea della morte sia che con la Pasqua si va corroborando tradendo il senso profondo del Cristianesimo antico. Esso partendo da una concezione orientale, trovò parola in Paolo, che ricordò come la morte di Gesù abbia costituito ogni forma di fede: «Se Cristo non fosse risorto sarebbe vana la nostra fede». In questo periodo Gesù Cristo è presentato come Buon Pastore, che veglia sui destini eterni dell’uomo, intrappolato nel torpore della sua esistenza temporale.

Alla spasmodica ricerca di Cristo da parte dei credenti Steiner risponde con le parole stesse del Vangelo: «Colui che cercate non è qui» e aggiunge «Dovete cercarlo nei mondi spirituali, non dovete più cercarlo nel mondo fisico-sensibile. Colui che voi cercate quale essere fisico-sensibile non è più nel mondo fisico-sensibile». Il materialismo occidentale ha travolto la saggezza dei primi secoli cristiani, all'epoca il materialismo non si era ancora del tutto radicato, e non a caso si compenetrava il Mistero del Golgota. Ma nel IV secolo divenendo il Cristianesimo religione di Stato si stravolse il senso della religione, anche con l'ausilio della patristica e della letteratura cristiana.


Steiner cerca di spiegare nella sua conferenza a Dornach come la concezione della sofferenza nei credenti sia generata proprio dal contatto insano con la materia:

L’uomo non deve lasciarsi stordire dall’immagine del Salvatore che muore sommerso dai dolori. Deve imparare che il dolore è connesso col fatto di essere legati all’esistenza materiale. Questo era uno dei principi fondamentali dell’antica sapienza, scaturito ancora dalle radici istintive del conoscere umano e che noi, ora, dobbiamo riconquistare mediante un conoscere cosciente. Secondo questo principio il dolore si origina dalla connessione con la materia, la sofferenza è generata dal fatto che l’uomo si unisce alla materia.

Il senso della contemplazione del dolore sta nel superamento terreno e sensibile e nella risurrezione dell’essere spirituale. Calzanti le parole di Rossella Alemanno che riprende per ricollegarsi al senso ultimo della Pasqua quelle di Steiner:

È necessario spingerci al di là di una concezione amputata della sua parte eterna e spirituale, che ci consegna l’immagine di un Cristo giudice, oppure dolente. E potremo farlo solo guardando al Mistero del Golgota con altri occhi, con uno sguardo che abbraccia l’intera evoluzione dell’umanità. «Noi abbiamo bisogno del Cristo quale Essere sovrasensibile, di natura extraterrena, che pur tuttavia è entrato nell’evoluzione terrestre. Dobbiamo conquistarci questo pensiero che è come il sole di tutte le rappresentazioni umane».


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.fanpage.it/la-resurrezione-secondo-rudolf-steiner-la-vera-sfida-al-materialismo/

FOTO:Cristo risorto, dipinto dall'artista Lucia Merli

Auguri di Buona Pasqua !




Auguri di una serena e felice Pasqua a tutte/i i lettori del blog !

Cose da sapere sulla Pasqua

Oggi, domenica 27 marzo, i cristiani festeggiano laPasqua, la più importante festa del cristianesimo, che ricorda la resurrezione di Gesù Cristo. 

Sebbene sia una festa religiosa, la Pasqua si è trasformata negli anni in una giornata di festa e riposo anche per i non credenti. Se il Natale -che celebra la nascita di Gesù – ha un’origine più intuitiva, quella della Pasqua è più incerta e discussa. La Pasqua si festeggia di domenica perché nei Vangeli è scritto che il sepolcro vuoto di Gesù Cristo fu scoperto il giorno successivo al sabato. La sua data cambia però di anno in anno per via del fatto che da quasi 1700 anni per calcolare il giorno esatto di festa si tiene conto del calendario lunare: per la Chiesa, la Pasqua si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, che può avvenire in diversi giorni del calendario solare (cioè quello che usiamo oggi).
Quindi la Pasqua è nata coi cristiani?
Non esattamente. Nei primi secoli molte comunità cristiane festeggiavano la Pasqua negli stessi giorni in cui veniva celebrata la Pesach, la cosiddetta “Pasqua ebraica”, che invece celebra la liberazione degli ebrei in Egitto. Secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù morì proprio in un giorno di Pesach, che gli ebrei celebrano durante il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Per rimediare alla sovrapposizione e porre l’accento sulla resurrezione anziché sulla morte di Gesù, nel 325 d.C. il Concilio di Nicea (la prima assemblea al mondo delle varie comunità cristiane) decise di festeggiare la Pasqua nella domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. A volte capita comunque che Pasqua e Pesach si festeggino quasi negli stessi giorni: come è successo nel 2015, in cui sono cadute rispettivamente il 5 e il 4 aprile. Quest’anno la Pesach inizierà invece il 23 aprile.
Chi la festeggia? 
Poiché la credenza nella resurrezione di Gesù è alla base di tutte le confessioni cristiane, la Pasqua viene rispettata anchedai mormoni o dagli ortodossi, per esempio, sebbene con qualche variazione. Gli ortodossi la festeggiano in una data diversa poiché seguono ancora il calendario giuliano, entrato in vigore nel 46 a.C. grazie a Giulio Cesare. Anche per gli ortodossi Pasqua cade la domenica che segue il giorno in cui si verifica la luna piena a partire dall’equinozio di primavera, che anche loro fissano nel 21 marzo. Il guaio è che quasi sempre il 21 marzo giuliano non corrisponde a quello gregoriano (cioè il calendario in uso nell’Occidente). Quest’anno la Pasqua ortodossa si festeggia l’1 maggio.
Cosa c’entrano le uova? E i conigli?
Durante la Pasqua i primi cristiani ricordavano il sangue di Gesù Cristo pitturando le uova di rosso e decorandole con croci o altri simboli (una tradizione che dura ancora oggi nei paesi ortodossi e cristiano-orientali). La simbologia dell’uovo per i primi cristiani era abbastanza evidente: dall’uovo nasce la vita che a sua volta veniva associata con la rinascita di Gesù e quindi con la Pasqua. Verso la fine dell’Ottocento, poi, i progressi tecnologici avevano oramai reso possibile unire la tradizione del cioccolato (introdotto in Europa da poco) a quello delle uova regalo pasquali. L’idea venne per la prima volta ai dirigenti della Cadbury, un’azienda dolciaria inglese che esiste tuttora, che nel 1875 crearono il primo uovo di cioccolato pasquale vuoto con all’interno una sorpresa.
Anche il coniglio, assieme all’uovo di cioccolato, è il simbolo più diffuso della Pasqua. Non è chiaro per quale motivo negli anni sia stato associato a una festività cristiana (nel Vangelo non c’è traccia di conigli, che non sono nemmeno stati adottati come simbolo dalle prime comunità cristiane). Piuttosto, sembra che il coniglio fosse considerato nell’antichità un simbolo di fertilità, e quindi legato all’arrivo della primavera e alle festività pagane ad essa collegate. Poiché Pasqua si festeggia tradizionalmente fra marzo e aprile, a un certo punto il coniglio è passato ad essere adottato anche come simbolo pasquale.

FOTO:http://www.partecipiamo.it

PASQUA, FEDERALBERGHI: SARANNO 9,7 MILIONI GLI ITALIANI IN VACANZA



Saranno circa 9,7 milioni gli italiani (pari al 15,9% della popolazione) che si muoveranno fino a Pasquetta per un periodo di vacanza, segnando un +7,1% rispetto alla Pasqua del 2015. Sono le previsioni di Federalberghi. Le mete preferite, per il 91% degli italiani che rimarranno nel Bel Paese, saranno il mare (29%), le città d'arte maggiori e minori (28%) e la montagna (23%), i laghi (3%) e le località termali e del benessere (3% ). 






Per l'8% di chi andrà all'estero le grandi capitali europee assorbiranno il 73% della domanda, seguito dal 12% delle località marine e crociere. La permanenza media si attesterà sulle 3,5 notti con una spesa media pari a 332 euro con un dettaglio di 306 euro per chi resterà in Italia e di 639 euro per chi andrà all'estero, risultato che genererà un giro d'affari di circa 3,22 miliardi di euro (+4,5% rispetto al 2015). La struttura ricettiva preferita, inoltre, sarà per il 31,2% la casa di parenti o amici (rispetto al 32,4% del 2015), seguita dall'albergo (27,9% vs 26,9% del 2015), dalla casa di proprietà (13,4% vs 15% del 2015), dai B/B (8,3% vs 6,4% del 2015) e dall'appartamento in affitto (3,7% vs 4,2% del 2015). 

FONTE: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pasqua-9-milioni-di-italiani-in-vacanza-4fae703b-4838-42da-be79-0d646d4bbd6f.html

L’usanza di regalare uova

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Ma dove e quando nasce questa usanza di regalare uova?
La tradizione fa risalire l’usanza di considerare l’uovo come simbolo di rinascita e buon augurio in Occidente al 1176, un’usanza antica quindi tramandata dai persiani che, già cinquemila anni fa, festeggiavano così l’arrivo della primavera.
L’uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero: c’è quello dipinto,  intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta. Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un’origine radicata nel lontano passato.





Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita. Gli uccelli infatti si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati.  I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sulle le stagioni.  L’uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell’allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare.
Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.
Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba. Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.
L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.
Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. 
Primo-uovo-imperiale-Fabergé
Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.  Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.
Lo scambio delle uova è un rito che resiste ancora oggi.

Polemiche per l'autorizzazione del Comune di Como ala "Festa del Sacrificio" islamica in piazza a Muggiò

http://www.santalessandro.org

Di Salvatore Santoru

In questi giorni sono nate forti polemiche a seguito della decisione della giunta di centrosinistra di Como di autorizzare la "festa del sacrificio" a piazza D’Armi nella cittadina di Muggiò(1).

Esponenti della Lega Nord hanno duramente attaccato la giunta per la decisione per questioni politiche e religiose(2), e dal canto suo il sindaco Marcello Iantorno ha dichiarato che ha autorizzato la festa nel rispetto della regola dell'uguaglianza religiosa del Comune(3), e che comunque non ci saranno sgozzamenti in piazza, e la carne degli animali sarà acquistata nei negozi della città.





La "Festa del Sacrificio",Id al-adha(4), è una delle più importanti della religione islamica e ultimamente, come successo in scala molto maggiore per la Pasqua cristiana, sta iniziando a ricevere le attenzioni critiche da parte di alcuni movimenti animalisti e vegetariani/vegani,e nel settembre del 2014 un corteo pacifico di animalisti a Bhopal(India) è stato attaccato da alcuni fedeli(5).



Al di là delle beghe politiche e religiose, forse sarebbe il caso di discutere maggiormente sull'eticità di tale festa e sull'obiettivo di superarne l'aspetto violento e di sfruttamento animale, così come si sta facendo da molto tempo per la Pasqua cristiana.

NOTE:
(1)http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Como%20citt%C3%A0/festa-del-sacrificio-islamico-insulti-e-minacce-al-sindaco_1140318_11/
(2)Idem
(3)http://www.ciaocomo.it/polemiche-sulla-festa-islamica-a-como-le-precisazioni-dellassessore-iantorno/
(4)https://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-adha
(5)http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/14_settembre_22/festa-sacrificio-fedeli-attaccano-corteo-pro-vegan-ee11ecf0-4272-11e4-8cfb-eb1ef2f383c6.shtml?refresh_ce-cp

Le celebrazioni della Pasqua nel mondo


Canti durante una messa di Pasqua a Seoul, in Corea del Sud. - Kim Hong-Ji, Reuters/Contrasto
Canti durante una messa di Pasqua a Seoul, in Corea del Sud. Kim Hong-Ji, Reuters/Contrasto

I bambini di Abra, in Libano, posano con le uova dipinte in occasione della festa di Pasqua. - Ali Hashisho, Reuters/Contrasto
I bambini di Abra, in Libano, posano con le uova dipinte in occasione della festa di Pasqua. Ali Hashisho, Reuters/Contrasto

Una donna prega in una chiesa di Lahore, in Pakistan. - Mohsin Raza, Reuters/Contrasto
Una donna prega in una chiesa di Lahore, in Pakistan. Mohsin Raza, Reuters/Contrasto

Papa Francesco il 3 aprile durante la celebrazione della Passione, il venerdì Santo. - Gabriel Bouys, Afp
Papa Francesco il 3 aprile durante la celebrazione della Passione, il venerdì Santo. Gabriel Bouys, Afp

Processione di Pasqua a Cospicua, vicino alla Valletta, Malta. - Darrin Zammit Lupi , Reuters/Contrasto
Processione di Pasqua a Cospicua, vicino alla Valletta, Malta. Darrin Zammit Lupi , Reuters/Contrasto.
Fonte:http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/05/foto-celebrazioni-pasqua-mondo

Simbologia della Pasqua


Fonte: Wikibooks
Traduzione di Anticorpi.info

La festa della Pasqua viene associata dall'odierna comunità cristiana al giorno della risurrezione di Yeshua (Gesù) il Messia. Tale tradizione si è così ben radicata da indurre a credere che abbia avuto inizio con la risurrezione del nostro Salvatore e che sia stata istituita dai Suoi apostoli nel primo secolo, in commemorazione di quell'evento.

Tuttavia, la celebrazione della Pasqua ha una storia molto più antica. 
L'archetipo della morte del figlio (sole) su una croce (la costellazione della Croce del Sud), e della sua resurrezione con cui sconfigge i poteri delle tenebre è un mito che si perde nelle spirali del tempo. Ancora prima che la ricorrenza fosse adottata dal popolo ebraico post-diluviano, molti miti religiosi annoveravano tra i loro connotati l'evento della resurrezione, come il culto del dio egizio Horus e quello del Sol Invictus, associato al dio persiano Mitra.

Nella cultura ebraica il mito risale al tempo in cui Cush - bis-nipote di Noè - sposò una donna chiamata Semiramis. Costoro ebbero un figlio che chiamarono Nimrod. Dopo la morte del padre, Nimrod sposò la sua propria madre e divenne sovrano.

La Bibbia parla di Nimrod in Genesi 10:8-10. Il popolo considerava Nimrod un vero e proprio dio umano, e Semiramis, sua moglie e madre, divenne la potente regina dell'antica Babilonia. Fu da essi che si sviluppò la religione misterica di Babilonia.

La Religione Misterica.
Nimrod fu assassinato a causa della sua violenza e iniquità e il suo corpo fu fatto a pezzi e sparso nei punti più lontani del regno. A quel punto sua moglie / madre disse alla gente di Babilonia che Nimrod fosse asceso al sole, e che da quel momento il suo nome sarebbe stato: Baal, cioè Dio Sole. Sotto l'influsso di Satana Semiramis creò una religione di cui lei stessa era la Divinità. 

Semiramis affermò di essere stata concepita perfettamente. Che la Dea Luna durante una ovulazione l'avesse inviata sulla Terra in un gigantesco uovo di luna che atterrò nel fiume Eufrate durante la prima domenica di plenilunio dopo l'equinozio di primavera. Semiramis divenne così nota come Ishtar, che si pronuncia Easter, e il suo uovo divenne noto come l'uovo di Ishtar, cioè Easter Egg (uovo di Pasqua in lingua inglese - n.d.t.). Uno dei suoi titoli fu quello di Regina del Cielo, e due dei suoi simboli di fertilità erano il coniglio e l'uovo. Ben presto restò nuovamente incinta e disse che fossero stati i raggi del dio sole Baal (il Nimrod asceso), a costringerla a concepire.

Il nuovo figlio fu chiamato Tammuz (v. correlati) e venerato come il figlio del dio-sole Baal. Da adulto, nel corso di una battuta di caccia Tammuz fu ucciso da un cinghiale. La regina Ishtar allora affermò che Tammuz fosse asceso al padre, Baal, e che da quel giorno si sarebbero adorati entrambi sotto forma della candela dalla sacra fiamma, o come Padre, Figlio e Spirito.

Ishtar, venerata come la Madre di Dio e Regina del Cielo, proseguì a costruire la propria religione. La regina disse agli adoratori che quando Tammuz fu ucciso dal cinghiale, alcune gocce del suo sangue fossero cadute sul ceppo di una palma, e che dal ceppo si fosse sviluppata una palma nuova durante una sola notte. Tutto ciò rese la palma sacra,in quanto vivificata dal sangue di Tammuz.

Ishtar proclamò un lutto di 40 giorni da ripetersi ogni anno prima dell'anniversario della morte di Tammuz. Durante questo periodo nessuna carne doveva essere mangiata, tradizione traslata nella chiesa cattolica romana con il nome di QuaresimaDurante questo periodo gli adoratori di Baal e Tammuz erano chiamati a meditare sui misteri sacri, e segnarsi con il Tau, la croce di Tammuz (v. correlati). Inoltre mangiavano dolci sacri marcati con una "T". Ogni anno, la prima Domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio di primavera, era celebrata una festa. Era la Domenica di Ishtar ed i suoi simboli erano i conigli e le uova. Ishtar inoltre proclamò che poiché Tammuz era stato ucciso da un maiale, quella domenica doveva essere ucciso e poi mangiato un maiale.

Ishtar, (Semiramide, vedova di Nimrod, madre di Tammuz) fu rappresentata come la dea della fertilità di levante. La festa pagana originaria della Pasqua prevedeva orge che celebrassero il ritorno della vita attraverso la immacolata concezione con cui Ishtar procreò Tammuz. Gli adoratori della religione babilonese celebravano la concezione di Tammuz la prima Domenica dopo il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. Festeggiavano banchettando con i dolci di Ishtar, ubriacandosi, impegnandosi in orge nel tempio di Ishtar. Le donne celebravano la concezione di Tammuz concedendosi a chiunque nel tempio di Ishtar. L'uomo in cambio era obbligato a lasciar loro denaro.Bambini innocenti (gli odierni agnelli pasquali? - n.d.t.) erano sacrificati in onore di queste divinità, e il loro sangue era consumato dagli adoratori. I concepimenti avvenuti sotto Pasqua sarebbero diventati nuovi nati (le uova si sarebbero schiuse) entro il successivo 25 dicembre (nove mesi dopo), proprio il giorno in cui Tammuz era morto per rinascere sotto forma di parte del dio-sole.

Molti bambini sarebbero nati intorno al 25 dicembre dalle orge consumate in occasione della festa di Ishtar e molti di essi a loro volta sarebbero stati sacrificati nella seguente festa di Pasqua / Ishtar.

Geremia si scagliò contro tali pratiche e pronunciò la condanna di Dio verso chiunque le avesse seguite (Geremia 7:17-19, 44:19-29). Anche Ezechiele condanna i riti che si tenevano nel tempio di Ishtar, ed il 'pianto di Tammuz' descritto in Ezechiele 08:14 si riferisce alla Quaresima, cioè al processo di lutto nel simbolismo morte / resurrezione della Pasqua, cioè il pianto di Ishtar per la morte di suo figlio Tammuz, che tutte le donne erano obbligate ad emulare.

Simili riti di fertilità furono estesi ai processi agricoli al fine di propiziare una stagione di crescita prospera. Uova colorate venivano disseminate in primavera nei campi, nella speranza che infondessero fertilità. Queste uova venivano poi nascoste dagli 'spiriti maligni' nelle tane dei conigli, altro simbolo di fertilità.

Questa ritualità penetrò il Cristianesimo nel secondo secolo. Il simbolismo deriva dalla morte di Tammuz (o Dumuzi) il Venerdì seguita dalla sua risurrezione di Domenica, poi "cristianizzata" nella storia della morte e risurrezione di Gesù il Messia.

Infiltrazione nella Chiesa.
Nel suo Le Due Babilonie, Alexander Hislop (ministro della Chiesa di Scozia vissuto nel 19° secolo - n.d.t.) afferma che: "Il sistema babilonese si basava sulla verità che il Sole - o Baal - fosse l'unico Dio. Quando Tammuz fu adorato come Dio incarnato, la cosa implicò che Tammuz stesso fosse considerato l'incarnazione del Sole" (p .96). Collegata al culto di Tammuz vi era la 'Quaresima', indispensabile preliminare di 40 giorni della grande commemorazione annuale della morte e resurrezione di Tammuz, celebrata da pianti alternati a risate di gioia. Tali pratiche erano osservate in Palestina ed Assiria nel mese di giugno (chiamato il 'mese di Tammuz'); erano osservate in Egitto verso la metà di maggio ed in Gran Bretagna nel mese di aprile. Per conciliare queste pratiche pagane al cristianesimo nominale, Roma, perseguendo la sua solita politica, adottò una serie di misure affinché le feste cristiane e pagane si fondessero, e da un complicato ma abile adeguamento del calendario fece in modo che questa tradizione, come tante altre, confluisse nel cristianesimo." (ibid., p.105 )

The New Catholic Encyclopedia chiosa: "Dal momento che la maggior parte dei primi cristiani erano ebrei convertiti, è comprensibile che la morte e risurrezione di Cristo nel calendario cristiano dovesse avere luogo nei giorni che coincidevano con la principale festa ebraica, cioè la Pasqua, celebrata il 14° giorno del mese di Nisan, cioè al primo plenilunio dopo l'equinozio di Primavera "(ibid., McGraw Hill, NY, 1967; pp 1062-3).

Lo storico Eusebio, di epoca costantiniana, scrisse che: "quando si pose la questione relativa alla sacra ricorrenza della Pasqua, si convenne universalmente che fosse utile farla coincidere con una ricorrenza bella e desiderabile, attraverso cui ricevessimo la speranza della immortalità, e celebrata di comune accordo con le stesse modalità." (Vita Const., Lib. Iii., 18-20)

Non esiste un solo passo nella Bibbia in cui si faccia riferimento alle usanze connesse con la Pasqua. Non c'è un solo passo in cui Dio comandi o incoraggi ad osservare una commemorazione della morte del Messia. Piuttosto, ci è comandato di osservare la Pasqua il 15 Nisan che celebra la nostra liberazione dal peccato! Sebbene gli emblemi della Pasqua ci rammentino la sofferenza e la morte del nostro Salvatore, e il prezzo che ha pagato per noi, la Pasqua è una celebrazione della vittoria della liberazione e della salvezza che ricevemmo attraverso il Messia - non è la celebrazione della sua stessa morte! C'è una differenza netta e chiara tra i due concetti. Dio non vuole che noi commemoriamo, dunque, la morte di Suo Figlio. (...)

Fonte e articolo completo:http://en.wikibooks.org/wiki/Hebrew_Roots/Neglected_Commandments/Idolatry/Easter

Traduzione a cura di Anticorpi.info

http://www.anticorpi.info/2014/04/simbologia-della-pasqua.html

Per una Pasqua consapevole e senza agnello


Di Salvatore Santoru

Anche quest'anno migliaia di agnelli sono stati macellati senza pietà in attesa della Pasqua .
L'associazione " Animal Equality " ha realizzato recentemente un documentario in cui vengono mostrate le tremende condizioni di tortura e sofferenza a cui sono sottoposti questi animali .




Secondo la credenza , il sacrificio dell' agnello ( simbolo di Gesù ) servirebbe per redimere gli esseri umani dai loro peccati . Ma questa credenza non ha nessun serio fondamento , perlomeno non nel cristianesimo .

Difatti il sacrificio dell'agnello è parte della  festa ebraica Pesach , e da lì è stato ripreso dalla Chiesa Cattolica .

I sacrifici  animali erano pratica comune nel periodo sopratutto per i seguaci delle religioni pagane e delle tradizioni popolari , e quindi la Chiesa Cattolica per garantire maggior consenso ha ripreso certe tradizioni facendole proprie .

Ma non v'è traccia di giustificazione di tutto questo nel cristianesimo .

Anzi , molti esponenti del primo cristianesimo e cattolicesimo erano strenuamente vegetariani , in un periodo in cui esserlo era veramente impopolare .

Già Sant' Agostino , nella sua opera " Sulla Morale della Chiesa Cattolica " fece notare che "innumerevoli sono i cristiani che si astengono sia dalla carne sia dal vino" .

San Girolamo disse :

« Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali [...]. Gesù Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l'inizio. Pertanto ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali. »

Un brano delle " Omelie Clementine " attribuito a San Pietro afferma

« Mangiare carne è innaturale quanto la pagana adorazione dei demoni. Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado qualche verdura » .

Alcuni tra i primi ordini religiosi come i Certosini e i Frati Minimi  predicavano la totale astinenza da tutti i cibi di grasso , compreso il pesce .

Inoltre secondo gli insegnamenti cristiani qualunque sacrificio animale è proibito , compreso quello dell'agnello .

Gesù Cristo venne ucciso proprio il giorno precedente la Pasqua ebraica , dove per tradizione viene immolato l'agnello , e da lì la ripresa di questa pratica che però effettivamente nel cristianesimo non ha nessuna base .

Secondo il Nuovo Testamento l'agnello simboleggia Gesù Cristo , che per chi crede si è già sacrificato una volta per l'umanità ,  e che non avrebbe bisogno di ulteriori sacrifici tantomeno in suo nome  , ma solo che il suo messaggio sia ascoltato .



Per chi crede e non , una vera Pasqua cristiana e consapevole  dovrebbe essere celebrata senza spargimento alcuno di sangue .

Buona Pasqua


Auguro a tutti i lettori e le lettrici di questo blog una serena e felice Pasqua

Rompere il silenzio, per degli innocenti


"Immagino che tutti ormai abbiano provveduto a fare la spesa per il pranzo pasquale: Alea jacta est! Quest'anno ancora l'agnello sarà il re delle tavole italiane. Da cotto però.
Da fonti non ancora precisate sembrerebbe che Papa Francesco abbia chiesto di non mangiare agnello o capretto a Pasqua...
Intanto non è una novità, visto che Benedetto XVI fece lo stesso nel 2010 affermando: “Gesu’ non mangiò agnello all’ultima cena”.
In ogni caso si sta verificando una piccola tendenza al calo del consumo di carne di questi cuccioli e non posso che rallegrarmene, anche se la strada di una vera consapevolezza è ancora lunga"
Catherine
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Perché a Pasqua si mangia l'agnello?


La tradizione di consumare l'agnello per Pasqua deriva dalla Pesach o Pasqua ebraica.
Infatti l'agnello fa parte dell'origine di questa festività. In particolare si fa riferimento a quando Dio annunciò al popolo di Israele che lui lo avrebbe liberato dalla schiavitù in Egitto dicendo "In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame". Ordinando, così, al popolo d'Israele di marcare le loro porte con del sangue d'agnello in modo che lui fosse in grado riconoscere chi colpire col suo castigo e chi no.
Inoltre in passato esisteva un comandamento riguardo la Pasqua ebraica che diceva di fare l'offerta dell'agnello il giorno 14 del mese ebraico di Nisan e di consumare quella stessa notte il sacrificio di Pesach.
(fonte:www.sapere.it)


Pasqua. Una strage


Vediamo cosa pensavano alcuni personaggi illustri, vegetariani, sulla crudeltà verso gli animali:
Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto...
- Leonardo da Vinci (1452-1519) ...


La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
- M. K. “Mahatma” Gandhi (1869-1948)

Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.
- Albert Einstein

Il problema degli animali non è “Possono ragionare?”, nè “Possono parlare?”, ma “Possono soffrire?”.
- Jeremy Bentham

La carne, il sangue, i visceri, tutto ciò che ha palpitato e vissuto gli ripugnavano… poiché alla bestia duole morire come all'uomo, e gli dispiaceva digerire agonie…
- Marguerite Yourcenar, “L’opera al nero


Con quale affetto, con quale pensiero o argomento il primo tra gli uomini ardì insanguinarsi la bocca, avvicinarsi alle labbra la carne dell’animale morto, ponendosi di fronte i piatti, le vivande e il cibo di corpi uccisi, le membra che poco prima belavano, muggivano, si muovevano e vedevano? Come poterono sopportare gli occhi di scorgere l’uccisione di animali scannati, scorticati e smembrati? E l’odorato come soffrì l’odore? E il gusto come non inorridì per la lordura delle piaghe altrui e il sangue e il marcio delle ferite mortali?
- Plutarco (46-120 d.C.)

Caro Leonardo “quel tempo” non è ancora arrivato. Mi dispiace deluderti ma l’uomo ancora oggi si ciba di animali. Anzi, la nostra specie per soddisfare il “bisogno” globale pratica vere e proprie stragi. E, purtroppo, caro Plutarco l’uomo contemporaneo non si è allontanato molto dal tuo “primo tra gli uomini” .


Credo che il tempo per una mutazione delle coscienze sia ancora molto lontano. Finché la violenza e la crudeltà imperano la nostra specie rimarrà ferma ad uno stadio primitivo.
(fonte:informarexresistere.fr)


Gesù non mangiò agnello all’ultima cena”. Al di là della religione, un invito a riflettere


Si avvicina la Pasqua, festa di rinascita ma non per gli animali: anche quest’anno saranno molte centinaia di migliaia gli agnelli e i capretti sgozzati in pochi giorni per una discutibile e crudele tradizione.
La LAV ha accolto con grandissima gioia le parole di Papa Benedetto XVI che ieri sera, durante l’omelia dopo la lavanda dei piedi, ha detto che Gesù non ha mangiato l’agnello nell’ultima cena e che non seguì la tradizione della Pasqua ebraica ma quella della Pasqua degli Esseni, che erano vegetariani. Il Santo Padre ha anche affermato che Gesù è stato il vero Agnello immolato per il bene di tutti.


Per fermare la “strage degli agnelli”, quindi, la LAV Sicilia ha scritto oggi una lettera appello a tutti i 18 Vescovi delle Diocesi dell’Isola; qui di seguito il testo:

Eminenza Illustrissima, fra qualche giorno arriverà la Santa Pasqua, giorno in cui festeggeremo la resurrezione di Gesù Cristo. Per noi fedeli, tale evento dona un significato ancor più grande alla Vita in tutte le sue magnifiche espressioni. La Natura stessa in questo periodo sembra gioirne, portando a fiore le piante e rendendo madri le creature di nostro Signore

Le stesse creature che San Francesco ci ha insegnato a considerare come nostri Fratelli minori. Come lui, altri grandi uomini della Chiesa ci hanno insegnato ad amare e rispettare il Creato e la Vita: per San Tommaso d’Aquino era “evidente che se un uomo mostra una pietosa compassione per gli animali, ancor più egli è disposto a comportarsi pietosamente verso i propri simili”. Anche Papa Pio XII, si rifece ancora a tale principio: “Ogni impulso di uccidere gli animali senza giustificazione, ogni maltrattamento e ogni crudeltà verso di loro vanno senz’altro condannati. Anche perchè tale comportamento esercita una nefasta influenza sull’animo dell’uomo e lo rende abietto”.

San Basilio vescovo di Cesarea scriveva: “O Dio, rafforza in noi il senso di fratellanza con tutte le cose viventi, con i nostri piccoli fratelli a cui hai dato questa terra come rifugio assieme a noi. Possiamo noi renderci conto che essi non vivono soltanto per noi, ma per se stessi e per Te, e che essi amano la dolcezza della vita tanto quanto noi, e Ti servono meglio nel luogo in cui sono che noi nel nostro”. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II, ancora vivo nel ricordo di tutti, nell’udienza pubblica del 10 gennaio 1990, riferendosi agli animali ebbe a dire che “anche loro derivano da un Soffio Divino”; commentando alcuni salmi del Libro della Genesi, il Pontefice ha parlato dell’azione creatrice dello Spirito divino spiegando che gli animali sono frutto di tale azione. Tali insegnamenti ci invitano ad amare e rispettare tutte le creature di Dio cercando di vivere in armonia con esse.

L’amore per la Vita che Gesù Cristo e tanti uomini della Chiesa dopo di Lui ci hanno insegnato stridono, però, con la tradizione che giustifica la costante mattanza della domenica di Pasqua. Anche quest’anno, infatti, si stima che almeno 7.000.000 di agnelli e capretti troveranno la morte per questa ricorrenza. La nostra preghiera oggi si rivolge a Lei, perché con le Sue parole possa invitare i fedeli a rinunciare alla carne e scegliere di imbandire le tavole della domenica di Pasqua con i cibi della terra in modo da festeggiare la Vita con la Vita. Una Sua parola, una riflessione su questo tema ci riempirebbe di gioia e di felicità.
(fonte:stampalibera.com)

Fonte:http://crepanelmuro.blogspot.it/2013/03/rompere-il-silenzio-per-degli-innocenti.html

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