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Commemorazione vittime Ponte Morandi- COMUNICATO CNDDU


Il 14 agosto 2018 è una data tragicamente impressa nella memoria collettiva della Liguria, di
Genova e dell’intero Paese, in quanto, come è ormai noto, proprio due anni fa si è verificato il
crollo del Ponte Morandi, causando la morte di 43 morti e con ben 566 sfollati.
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani intende ricordare le
vittime innocenti del disastro del Ponte Morandi in quanto semplici cittadini, la cui vita è stata
spezzata proprio in un momento di normale routine e sbriciolata insieme alle macerie di un’opera
architettonica la cui manutenzione probabilmente non è stata curata a dovere.

Nell’agosto 2018 una poesia anonima postata su Facebook fece il giro del mondo dando vita a quel
sentimento di speranza e di vita che rianima una comunità nelle prove più difficili «Crolla un ponte,
Crolla una strada, Crollano i nervi di chi, Consapevolmente, Pensa: Avrei potuto essere li. Crolla
una città, Ora più isolata, Crolla la sua economia, Fragile ed insicura. Crolla la fede Nel cielo, Nel
destino, Nella vita. Crollano le braccia Di chi sta spalando, Crolla, pesante, Lo sconforto Sulle
nostre spalle. 

Tutto crolla, Tranne noi. Gente dura, Inospitale, Musoni e Testardi. Per chi non ci
conosce. Lavoratori, Camalli, Portuali, Carbonai. Artigiani, Banchieri, Capitani e Marinai.
Agricoltori sulle rocce. Superbi, Orgogliosi. Fieri. Insiste, Inutilmente, Il cielo Sulla nostra città.
Che da acqua, Fango, Macerie e Bombe, Ne è sempre uscita. E allora che cominci, Genova, Domani
sarai ancor più bella»; e poi arrivò il lock down a illuminare di tricolore il nuovo ponte, simbolo
dell’Italia più tenace e onesta.

Ora, che la nuova opera è stata inaugurata, rimangono i nomi di coloro che chiedono giustizia e
verità alla classe politica, alla magistratura, alle autorità competenti. Non solo parole ma fatti
concreti, tempi certi e brevi per arrivare alla conclusione degli accertamenti necessari, per
individuare cause e colpevoli di quanto è accaduto.

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

64° Anniversario della morte di Bertold Brecht- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani ricorda la figura del
poeta Bertold Brecht, scomparso 64 anni fa (14 agosto 1956). 

La delicatezza, l’incisività, la
denuncia, l’immediatezza erano le caratteristiche più salienti dell’arte di Brecht. I suoi versi
viaggiavano tra squarci lirici di “resistenza” e la crudeltà della quotidianità brutalizzata dalla
bestialità umana. In modo referenziale eppure elegiaco l’intellettuale ricostruisce il rapporto
dialetticamente tragico tra l’uomo e i suoi simili, tra la vita e la morte.

Lo stile di Brecht è molto attuale; gli ideali ai quali inneggia (la pace, la giustizia sociale,
l’uguaglianza tra gli uomini, la solidarietà) rimangono obiettivi e valori da perseguire ed insegnare
ai giovani “Nessuno o tutti – o tutto o niente. Non si può salvarsi da sé.” (Nessuno o tutti)
“Su in campo, contro i grandi ladri, ora, / e tutti quanti schiantateli e subito. / Vien da loro la tenebra
e l’inverno, / per loro è questa valle sempre in pianto.” (Nuovo coro finale dell’Opera da tre soldi)
Chi viene abbattuto, si alzi! / Chi è perduto, combatta! / Chi ha conosciuta la sua condizione, come
lo si potrà fermare? / Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani / e il mai diventa: oggi!”
(Lode della dialettica)
Leggere Brecht oggi è un po’ come analizzare l’uomo nelle sue pulsioni, da quelle più nobili a
quelle più esecrabili; in fin dei conti la lunga evoluzione dell’essere umano si è da sempre
accompagnata alla scoperta di un principio semplice e necessario: non può essere concesso tutto a
pochi o a uno solo. 

Brecht serve proprio a questo.
IL CNDDU propone di dedicare maggiore spazio nella scuola italiana ad autori come quello in
questione, che si prestano egregiamente all’elaborazione di percorsi pluridisciplinari e alla
veicolazione di messaggi umanitari e civili di forte impatto.

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Commemorazione Disastro Molare 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani intende commemorare le
111 vittime innocenti del disastro di Molare, avvenuto il 13 agosto del 1935, perché il tempo non
spazzi via la memoria di quanti ingiustamente morirono a causa delle speculazioni esercitate
spietatamente dall’uomo nei confronti dell’ecosistema.

Secondo lo studio di Domenico Tropeano, pubblicato nel testo Eventi alluvionali e frane nel
Bacino della Bormida, studio retrospettivo.Nel Bacino dell'Orba cadono 364 mm di pioggia in
meno di 8 ore. A (Loc.) Lavagnina la precipitazione è di 554 mm (182 in 2 ore), superando tutti gli
analoghi eventi…nell'Europa… da oltre due secoli, tuttavia la diga non resse in quanto mal
strutturata.

Nessun colpevole, malgrado le testimonianze e le perizie abbiano accertato diversamente, consegnò
la storia giudiziaria ai famigliari delle vittime del crollo della diga delle Officine Elettriche
Genovesi, ramo della potentissima Edison.
Sono passati ormai 85 anni e, indipendentemente dal tempo trascorso, i fatti storici rimangono
impressi tra le righe di qualche libro o nell’animo di chi, come l'artista giapponese Setsuko, ha
promosso e realizzato, il 13 agosto del 2015, una marcia silenziosa con i partecipanti uniti da
lenzuola bianche, colore della pace.

Dimenticate dalla stampa del regime fascista, come tutte quelle degli altri accadimenti drammatici
dell'epoca, oggi vogliamo ricordare le vittime innocenti del Molare, per rendere in qualche modo
giustizia a chi perse la vita a causa della trascuratezza e imperizia umana e invitare alla riflessione /
documentazione storico – ambientale i nostri docenti e studenti.

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Segnalazioni in merito alle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie 2020, COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in vista delle operazioni
di mobilità (utilizzazioni e assegnazioni provvisorie) e delle lettere giunte in merito, invita i
Governatori delle Regioni Meridionali, le associazioni sindacali ed il Ministro dell’Istruzione a
prendere atto delle problematiche reali esistenti (crescita curva dei contagi COVID 19) per il
personale fuori sede (“esiliati l. 107/2015; docenti di ruolo per molti anni in servizio lontani dalla
regione di provenienza) ed a concedere il riavvicinamento presso la propria residenza.
Ricordiamo da quanto emerge dalle segnalazioni e dai dati dei trasferimenti interprovinciali che le classi di
concorso più penalizzate sono: A046 – discipline giuridiche ed economiche; A045 – discipline economiche
ed aziendali e scuola primaria.

Troviamo molto significativa la testimonianza di una prof.ssa appartenente alla classe di concorso A046
residente in Calabria, la quale scrive:
(…) Lo faccio da docente “qualificata”, mi sia consentito dire, perché docente di diritto, vieppiù con lunga
esperienza maturata nella professione forense e quindi con l’approccio di chi conosce le difficoltà
burocratiche che si devono affrontare quotidianamente.
È noto il dramma dell’emigrazione forzata dei docenti, che dal sud del Paese, in forza di un perverso e tuttora
incomprensibile meccanismo introdotto con la famigerata L. 107/2015 sono stati “smistati e spediti” in ogni
dove d’Italia, per la gran parte a distanze di ben oltre 1000 km dalla propria casa e famiglia.
Docenti che da quel 2015 stanno tentando ogni anno di rientrare nella propria terra d’origine, senza tuttavia
riuscirci.
Docenti che, per la gran parte in avanzata età (prevalentemente ultracinquantenni), hanno dovuto
riorganizzare la propria vita e che, oltre al proprio lavoro, riversano in altri territori anche le proprie risorse
economiche, frutto di quel lavoro.
Orbene nel mese di settembre ormai prossimo l’anno scolastico dovrà necessariamente ripartire, con uno
scenario che - a distanza di ormai soli due mesi - non ci è dato ancora conoscere e, ancora peggio, non è dato
sapere a chi deve affrontare l’apertura delle scuole in tutta sicurezza.
Tra le tante problematiche, non può essere trascurata quella riguardante i docenti della Calabria che, al fine
di mantenere i rapporti con le proprie famiglie, dovranno continuare a fare la spola tra Sud e Nord con una
frequenza media di ogni 15 giorni, lasciando i propri figli, mariti e genitori.
Docenti che quindi dovranno sopportare ed affrontare viaggi, ovviamente in sicurezza, con tutte le croniche
difficoltà nei mezzi di trasporto e nei collegamenti, di cui la Calabria è purtroppo ancora oggi
drammaticamente carente, difficoltà che addirittura oggi risultano aggravate in conseguenza della Pandemia
Covid-19, che oltretutto ha determinato anche un incremento dei costi, già elevatissimi.
Ebbene credo che questo sia il momento appropriato per cogliere le opportunità che, nonostante tutto, questa
situazione di emergenza ci può offrire:
quella di sollecitare, a livello statale, incentivandolo, l’insegnamento delle discipline giuridiche-economiche
nelle scuole di ogni ordine, grado e indirizzo, affidandolo ai docenti più qualificati per lo scopo e che
pertanto hanno già acquisito quella specifica “formazione” oggi richiesta dalla L. 92/2019 per
l’insegnamento della c.d. “Educazione Civica”, quelli cioè della classe di concorso A046, che è oltretutto in
esubero nazionale, sicché a tutt’oggi molti di essi si trovano “parcheggiati” nelle aule docenti dei vari Istituti
d’Italia ed utilizzati all’occorrenza;
allo stesso tempo, quella di far rientrare nei territori di provenienza i docenti esodati e consentire, attraverso
un potenziamento degli organici, di far partire il nuovo a.s. avvalendosi, eventualmente anche per la
turnazione (che è un concreto scenario possibile), di tali risorse.

In tal modo si darebbe una risposta a diverse esigenze:
quella di consentire agli studenti di poter iniziare e svolgere il nuovo a.s. con una innovativa modalità che sia
confacente alle esigenze di tutela della salute ed al contempo della istruzione e, in considerazione del numero
di alunni per classi, che dovrà essere necessariamente ridotto, aumentare il numero dei posti (organico di
fatto) che verranno destinati dai Dirigenti Scolastici alle assegnazioni provvisorie;
quella di arricchire l’istruzione degli studenti degli insegnamenti afferenti alla Cittadinanza e Costituzione, di
cui oggi quanto mai è emersa l’esigenza proprio in relazione alla pandemia in atto.

Quella di ricongiungere i docenti alle proprie famiglie, ricostituendo e rinsaldando quel vincolo di legami che
oggi più di ieri, a causa dei necessari limiti alle relazioni interpersonali, rappresenta il baluardo minimo della
socialità ed affettività;
ed infine quella di valorizzare sul territorio di provenienza le risorse umane ed economiche che tali docenti
rappresentano e impiegare in Calabria le risorse economiche dei docenti stessi, che altrimenti, obtorto collo,
resterebbero destinate al Nord.”

Il CNDDU considera urgente e non più derogabile la risoluzione di tali problematiche in modo vantaggioso,
in ordine a molteplici motivi più volte illustrati, per l’intero Paese; diversamente sarebbe apprezzabile fornire
i motivi che ostano l’appianamento di una questione da troppo tempo accantonata.

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

9,11,29,30 agosto 2020, Maratona digitale per la legalità. Uniti contro le mafie"- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare le figure del giudice
Antonio Scoppelliti, del dott. Paolo Giaccone, del commerciante del settore tessile Vincenzo Spinelli e
dell'imprenditore Libero Grassi, vittime della mafia, attraverso un’iniziativa denominata “Maratona digitale
per la legalità. Uniti contro le mafie”, che prevederà durante le date del 9,11,29,30 agosto 2020, da parte di
tutti coloro che intendano aderire, la possibilità di postare o inviare al CNDDU le proprie riflessioni in
merito alle tematiche proposte.

 Le considerazioni e i contributi, anche grafici, saranno raccolti in un e-book,
che verrà pubblicato sul sito e sarà dedicato alla memoria delle vittime e martiri per la legalità.
Antonio Scoppelliti fu assassinato il 9 agosto del 1991, mentre si ritirava dal mare con due colpi alla testa
sparati da fucili calibro 12 caricati a pallettoni. Si era occupato di vari maxi processi, di mafia e di terrorismo
(caso Moro, sequestro dell'Achille Lauro, Strage di Piazza Fontana e Strage del Rapido 904).
Paolo Giaccone, docente universitario e consulente per la medicina legale per il palazzo di giustizia, si rifiutò
di cambiare l’esame dattiloscopica di un'impronta digitale che incastrava un noto killer mafioso. Il suo
omicidio avvenne l’11 agosto 1982 mentre si recava all'istituto di medicina legale di Palermo.
Libero Grassi venne ammazzato da Cosa Nostra il 29 agosto 1991con quattro colpi di pistola mentre si reca a
piedi al lavoro. Il 14/02/1992 gli viene conferita la Medaglia d'oro al valor civile con la motivazione:
L'imprenditore siciliano, consapevole del grave rischio cui si esponeva, sfidava la mafia denunciando
pubblicamente richieste di estorsioni e collaborando con le competenti Autorità nell'individuazione dei
malviventi. Per tale non comune coraggio e per il costante impegno nell'opporsi al criminale ricatto rimaneva
vittima di un vile attentato. Splendido esempio di integrità morale e di elette virtù civiche, spinte sino
all'estremo sacrificio.”

Vincenzo Spinelli contrastò la logica del ricatto estorsivo mafioso e per questo fu ucciso dai sicari della
mafia il 30 agosto del 1991.
Eroi, martiri oppure semplici cittadini che hanno nobilitato i valori della cittadinanza attiva, della giustizia,
del senso civico e della legalità. Esempi da seguire per i nostri giovani.
L'importante è avere la coscienza di fare il proprio dovere (A. Scoppelliti).
Non avendo intenzione di pagare una tangente alla mafia, decisi di denunciarli(Libero Grassi)

Prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

Commemorazione di Rocco Chinnici e di Beppe Montana vittime della Mafia- COMUNICATO CNDDU


Commemorazione del magistrato Rocco Chinnici e del commissario Beppe Montana vittime della Mafia 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare alcuni eroici
esponenti della lotta alla mafia: il giovane commissario della squadra mobile sezione "Catturandi" Beppe
Montana (33 anni), ucciso, mentre ritornava da una gita in mare, dai colpi di una 357 Magnum e di una
calibro 38, in data 28 luglio 1985 a Porticello di Santa Flavia e il capo dellUfficio Istruzione di Palermo
Rocco Chinnici, assassinato giorno 29 luglio 1983, alle 8 del mattino, insieme al maresciallo dei carabinieri
Mario Trapassi, all'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e al portiere dello
stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi.

Entrambi i due autorevoli personaggi avevano inferto colpi mortali a Cosa Nostra; essi guardavano lontano
ed avevano inaugurato tecniche investigative e strategie d’indagine “olistiche”: comprendevano le
interrelazioni tra affari loschi e business d’alto rango. I colpevoli venivano inchiodati da una rete di indizi,
prove e testimonianze allineate con metodo e logica fuori dal comune. Divenne così evidente il rapporto
strettissimo tra malavita e classi dirigenti. Le banche andavano setacciate e monitorate; da lì una pista si
sarebbe creata ed avrebbe condotto ai grandi burattinai, che spesso sceglievano la via della latitanza e
scovarli in un territorio omertoso, in cui erano all’ordine del giorno le estorsioni, le minacce, il controllo
degli appalti, ma anche gli omicidi, la corruzione, le intimidazioni, non solo non era semplice ma
condannava a una fine terribile. Per la prima volta si utilizzò esplosivo nei confronti di un uomo dello Stato
(Rocco Chinnici): un tale gesto così feroce denotava la barbarie vendicativa dei boss, ma nel contempo
esprimeva quasi il desiderio di annientare completamente ogni traccia fisica di colui che avesse osato sfidare
un sistema potentissimo e intoccabile.
“La mafia è stata sempre reazione, conservazione, difesa e quindi accumulazione della ricchezza. Prima era
il feudo da difendere, ora sono i grandi appalti pubblici, i mercati più opulenti, i contrabbandi che percorrono
il mondo e amministrano migliaia di miliardi. La mafia è dunque tragica, forsennata, crudele vocazione alla
ricchezza. [...] La mafia stessa è un modo di fare politica mediante la violenza, è fatale quindi che cerchi una
complicità, un riscontro, una alleanza con la politica pura, cioè praticamente con il potere. Se lei mi vuole
chiedere come questo rapporto di complicità si concreti, con quali uomini del potere, con quali forme di
alleanza criminale, non posso certo scendere nel dettaglio. Sarebbe come riferire della intenzione o della
direzione di indagini” (Rocco Chinnici)
Chinnici intuì che i cugini Nino ed Ignazio Salvo, “i cugini Salemi”, con il controllo delle esattorie della
regione, attraverso la “Satris”, gestivano una quantità di denaro enorme da impiegare in attività illecite.
Aveva rapporti di amicizia e collaborazione con il commissario Boris Giuliano, il procuratore Gaetano
Costa, il magistrato Cesare Terranova e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, con il quale sostenne la
futura legge n. 646 /82 (chiamata "Rognoni-La Torre") che introduceva l’articolo 416 bis (delitto di
associazione a delinquere di stampo mafioso). Istituì il pool antimafia, circondandosi di magistrati
coraggiosi, determinati e capaci (Giovanni Falcone; Paolo Borsellino; Giuseppe Di Lello); lavorare in team
significò scambiare informazioni e deduzioni in gruppo, raggiungendo la sincronia e compiutezza
impareggiabili di un meccanismo da orologio di altissima precisione. Proprio per tale motivo doveva essere
eliminato.
Beppe Montana, amico, collaboratore di Boris Giuliano e del giudice Antonino Cassarà, contribuiva alle
indagini e arresti di personaggi latitanti altamente pericolosi (rapporto denominato come “Michele Greco +
161”; “Blitz di San Michele”, maxi retata che aveva portato in gabbia 600 mafiosi).
La motivazione della medaglia d’oro al valor civile racconta perfettamente quale fosse la tempra morale del
commissario: “Sprezzante dei pericoli cui si esponeva nell'operare contro la feroce organizzazione mafiosa,
svolgeva in prima persona e con spirito d'iniziativa non comune, un intenso e complesso lavoro investigativo
che portava all'identificazione e all'arresto di numerosi fuorilegge. Sorpreso in un agguato, veniva
mortalmente colpito da due assassini, decedendo all'istante. Testimonianza di attaccamento al dovere spinto
fino all'estremo sacrificio della vita”.
IL CNDDU propone come attività didattica afferente alla tematica in oggetto, l’utilizzazione del cooperative
learning per sviluppare e potenziare le capacità del singolo in rapporto al gruppo, al fine di rendere più
efficace il raggiungimento di un obiettivo comune; attraverso l’apporto delle qualità specifiche di ciascuno,
ispirandosi proprio alla compatta sinergia del pool antimafia, i team di studenti potrebbero realizzare una
serie di simulazioni / prodotti multimediali / ricerche relative ai successi dello Stato contro l’illegalità nelle
loro regioni.
“in ogni caso sono i giovani che dovranno prendere domani in pugno le sorti della società, ed è quindi giusto
che abbiano le idee chiare. Quando io parlo ai giovani della necessità di lottare la droga, praticamente indico
uno dei mezzi più potenti per combattere la mafia. In questo tempo storico infatti il mercato della droga
costituisce senza dubbio lo strumento di potere e guadagno più importante.

 Nella sola Palermo c'è un
fatturato di droga di almeno quattrocento milioni al giorno, a Roma e Milano addirittura di tre o quattro
miliardi. Siamo in presenza di una immane ricchezza criminale che è rivolta soprattutto contro i giovani,
contro la vita, la coscienza, la salute dei giovani. Il rifiuto della droga costituisce l'arma più potente dei
giovani contro la mafia.” (Rocco Chinnici)

Prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

22 luglio. Commemorazione vittime Strage di Gioia Tauro- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare le vittime della
Strage ferroviaria di Gioia Tauro (Cacicia Rita, 35 anni, di Bagheria (PA), insegnante presso una struttura
per sordomuti di Palermo; Fassari Rosa, 68 anni, di Catania, casalinga; Gangemi Andrea, 40 anni, di Napoli,
funzionario di Banca; Mazzocchio Nicoletta, 70 anni, di Casteltermini (AG), casalinga; Palumbo Letizia
Concetta, 48 anni, di Casteltermini (AG), sarta; Vassallo Adriana Maria, 49 anni, di Agrigento, insegnante),
avvenuta il 22 luglio 1978 a causa di una bomba esplosa alle ore 17:08, che fece deragliare la Freccia del
Sud. Sono gli anni della tensione e della contestazione sociale. Catanzaro, grazie ad un accordo politico tra
l’on. Giacomo Mancini e l’on. Riccardo Misasi, viene preferita Reggio Calabria come città capoluogo della
Calabria. Esplode la protesta violenta e incontrollata nelle strade reggine. Frange armate di estrema destra
diventano protagoniste di una stagione di delirio incomprensibile. Il pentito Giacomo Lauro rivelò, molti
anni dopo, in un interrogatorio (16 giugno 1993; 11 novembre 1994), che gli autori della strage erano legati
ai movimenti Avanguardia nazionale e Comitato d’Azione per Reggio capoluogo. Attualmente per i morti di
Gioia Tauro nessuno nessuna giustizia è stata fatta.
Il CNDDU in tale occasione considera rispettoso proporre, per la commemorazione delle persone comuni tra
le vittime, eventuali intitolazioni di luoghi scolastici in cui far rivivere il ricordo di un periodo drammatico e
fosco i cui effetti hanno avuto conseguenze anche su chi aveva solo la sfortuna di trovarsi all’ora sbagliata
nel posto sbagliato. Ecco dove possono condurre l’odio e la mancanza dialogo. È importante chiarire la
pericolosità del concetto di estremismo, qualsiasi risvolto assuma; estremismo e rispetto dell’opinione altrui
sono inconciliabili. Alcune strategie didattiche (peer education; debate; role playing; outdoor training; brain
storming) possono fornire uno stimolo adeguato ai fini della comprensione del fenomeno.
“Il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono
tali.” (Tiziano Terzani)

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Commemorazione eccidio di piazza Tasso- COMUNICATO CNDDU


Commemorazione eccidio di piazza Tasso a Firenze 2020

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in ricordo delle vittime
dell’eccidio di piazza Tasso a Firenze, avvenuto in data 17 luglio 1944, in cui persero la vita Ivo
Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri, invita le
autorità a promuovere l’intitolazione di una scuola primaria proprio al più piccolo deceduto nella
strage.
Ricordiamo che tale carneficina fu perpetrata delle milizie della Repubblica Sociale Italiana,
guidate da Giuseppe Bernasconi, uomo di fiducia del comandante delle SS italiane Mario Carità, le
quali aprirono inaspettatamente il fuoco sulle persone presenti nella piazza.
Il CNDDU ritiene importante intitolare oggi una scuola primaria a Ivo Poli perché rappresenti nella
sua innocenza e purezza il simbolo di tutti i bambini caduti in conflitti iniqui e nel contempo
tramandi il ricordo dell’atrocità compiuta ai danni di creature incolpevoli. Ivo non è andato a
scuola, non ha potuto frequentarla; la sua vita è stata stroncata da pretestuose ideologie, che celano
soltanto l’istinto bestiale di sopraffazione tenacemente insito nell’uomo.
Naturalmente non basta attribuire un nome o una targa per rendere giustizia; ma la scuola che è la
dimensione più giusta per chi sta crescendo rimane il luogo più idoneo per vivificare il ricordo e la
storia di Ivo alle nuove generazioni.
“Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che
per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, a
riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona
umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole.”
(Preambolo Statuto dell’ONU)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Proposte per Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni personale docente- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in considerazione delle
forti criticità rilevabili a livello strutturale e logistico presenti nella quasi totalità degli edifici
scolastici italiani e dello stato di emergenza nazionale che è stato prorogato dal Governo fino al 31
ottobre, invita caldamente il Ministero dell’Istruzione ad accogliere le domande di assegnazione provvisoria
e utilizzazione da parte del personale docente che lo richiedesse in ordine alle seguenti motivazioni:
1) Grave rischio per la salute del personale docente in vista di scenari imponderabili connessi
all’evoluzione della pandemia in autunno;
2) Incertezza circa le misure di prevenzione Covid19 rese disponibili allo stato attuale per le scuole (ad
esempio: mancanza di rilevazione temperatura in ingresso scolastico; sanificazione dei locali
difficoltosa);
3) Elevata probabilità di “Culpa in organizzando” per i dirigenti scolastici (art. 18 D. Lgs 81/08);
4) Imprevedibilità del comportamento degli studenti, soprattutto negli istituti scolastici più
problematici;
5) Penalizzazione dei docenti fuorisede dovuta alla crescita degli affitti e del costo vita;
6) Riduzione dei vettori che permettano ai docenti di raggiungere i propri affetti (eliminazione di treni,
autobus a lunga e breve percorrenza in alcuni collegamenti tra Nord e Sud)
7) Anzianità del personale scolastico bloccato ormai da cinque anni nelle zone del Nord Italia (i dati
relativi alla mobilità sono stati catastrofici per talune classi di concorso, registrando in alcuni casi
valori quasi nulli nei trasferimenti interprovinciali verso il Sud, come ad esempio: A046 – discipline
giuridiche ed economiche; A045 – discipline economiche ed aziendali; scienze primarie.
In alternativa a quanto richiesto, si propone di autorizzare il lavoro in modalità smart working per i docenti
fuorisede fino al termine dello stato di emergenza.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Commemorazione vittime strage di Nizza- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare le sei vittime
italiane della strage terroristica di Nizza (Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset, Angelo
D'Agostino, Mario Casati e l'italoamericano Nicolas Leslie) del 14 luglio 2016.
Il terrorismo di matrice fondamentalista islamista su scala internazionale si è manifestato in tutta la sua
virulenza nei primi vent’anni del XXI secolo, portando devastazione, disorientamento, panico, instabilità
politica e tanto dolore per vittime e familiari dei caduti.

I morti della strage di Nizza devono essere ricordati in quanto cittadini innocui, la cui vita è stata spezzata
proprio in un momento di spensieratezza a causa dell’odio e delle incomprensioni tra gli esseri umani,
determinati molte volte da biechi interessi economici, Il cui effetto, in nome dell’interesse di pochi,
comporta il sacrificio di innocenti inconsapevoli.
Oggi abbiamo il compito di valorizzare la pace, la solidarietà, il rispetto tra i popoli attraverso la funzione
educativa e formativa della scuola; le testimonianze dirette e indirette dei protagonisti involontari di tali
vicende possono aiutare i giovani a sensibilizzarsi rispetto a tematiche così ricche di implicazioni di ampio
respiro. Pertanto la trasmissione di fatti sicuramente di contenuto tragico può e deve lasciare una traccia
nel percorso evolutivo di ciascun studente.

«L'Europa sta pagando un prezzo molto alto in questa escalation del terrore globale che non conosce confini
e che ha dichiarato, in tutto il mondo, guerra ai principi di libertà, democrazia, dialogo, tolleranza e amicizia
tra i popoli.
Piangendo i nostri morti e uniti al cordoglio per tutte le vittime del terrorismo, ribadiamo con forza che la
violenza oscurantista del fondamentalismo di matrice islamica, come ogni forma di terrorismo, non ci piega.

L'odio e la furia brutale, che non si ferma nemmeno davanti ai bambini, ci spingono ancor di più a difendere
i nostri valori e a rifiutare ogni forma di violenza». (Sergio Mattarella, Discorso omaggio alle vittime della
strage, 20 luglio 2016)

Prof. Romano Pesavento
CNDDU

Commemorazione eccidio di Cibeno- COMUNICATO CNDDU


Commemorazione eccidio di Cibeno. Una proposta didattica per ricordare le vittime




Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende commemorare l’eccidio
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende commemorare l’eccidio consumatosi presso il poligono di tiro di Cibeno, frazione vicino a Carpi, il 12 luglio 1944. Sessantasette
furono le vittime, con età compresa dai 16 ai 64 anni, erano tutti internati politici del campo di
concentramento di Fossoli.

Alcune fonti sostengono che la strage fu realizzata probabilmente in seguito all’uccisione, il 25 giugno, di sei
soldati tedeschi a Genova. Nella città ligure apparvero sui muri il 6 luglio alcuni manifesti che avrebbero
preannunciato la strage.
Il 24 maggio 1945 nel Duomo di Milano fu celebrata la messa in onore dei morti davanti ad un’opinione
pubblica unita, commossa e compatta nella condanna.

Guccini nel brano musicale Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) del 1966 scriveva “Io chiedo come
può un uomo uccidere un suo fratello”: la frase può essere citata anche in tale contesto, vista la crudeltà con
cui hanno agito le SS.
La giustizia non riuscì mai ad essere applicata nei confronti dei colpevoli: processi insabbiati; fascicoli
occultati e tanta negligenza intenzionale o meno nonostante la strage fosse stata definita «l'atto più efferato
commesso nell'Italia occupata dalle SS su persone internate in un campo di concentramento».
Purtroppo il tragico episodio non ha oggi lo spazio e l’attenzione che meriterebbe sui media nazionali.

Il CNDDU propone di dar vita ad un progetto nazionale “Enciclopedia digitale nazionale” in cui ogni
comunità educativa potrebbe apportare il suo apporto per descrivere i principali fatti storici che hanno
coinvolto il territorio di riferimento e i progetti realizzati. È importante lo scambio di conoscenze tra giovani
provenienti da zone diverse del Paese. I contributi (video, manifesti, ricerche, articoli, etc.) potrebbero
costituire nel corso degli anni una sorta di memoria storica generazionale con cui tramandare ai posteri le
metodologie didattiche sviluppate e le innovazioni apportate per preservare il ricordo e la consapevolezza di
quanto è avvenuto. Per tal motivo l’eccidio di Cibeno potrebbe trovare giusta rilevanza in tale programma.
“La verità, sia essa uggiosa, grigia, borghese, o grottesca, od inutile, è pur sempre la preziosa e cara e
bellissima verità” (Carlo Emilio Gadda)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Proposte CNDDU su assegnazione e utilizzazione 2020 - 2021


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende, in considerazione
dell’intenzione espressa da parte del Governo di prorogare lo stato di emergenza dal 31 luglio al 31 dicembre
e della crescita della curva di contagio, desumibile dai dati resi disponibili dalla protezione civile, riproporre
alcuni nodi concettuali di cogente importanza non solo per il mondo della scuola, ma per tutto il Paese, sui
quali erano state evidenziate alcune possibilità di sviluppo in più occasioni.

Si profila per il nuovo a.s. imminente una prospettiva incerta: probabile sdoppiamento delle classi; ritorno
alla DaD quasi sicuro; responsabilità immani per i dirigenti scolastici; richiesta di mobilità inevasa da parte
di quasi tutti i docenti della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche e di un numero
cospicuo di educatori della scuola primaria (“esiliati” l. 107/2015), i quali, nell’eventualità dovessero
ammalarsi in servizio, potrebbero costituire motivo di contenzioso giuridico di non lieve entità in quanto
personale fuorisede soggetto a spostamenti continui necessari per il ricongiungimento familiare.
Dobbiamo necessariamente ribadire quanto dovrebbe pesare il fattore anagrafico, tra i più elevati, per
lavoratori esposti ai rischi della vicinanza con studenti giovanissimi e dell’utilizzo quotidiano con diversi
vettori affollati, sulla cui sicurezza si delineano margini di dubbio sostanziali, considerando l’abbassamento
della guardia sulle norme anticovid 19 riscontrabile in ogni area del Paese.

Il segretario generale del CNDDU, prof. Avv. Alessio Parente, in merito al completo stallo in fase di
mobilità della classe A046 – discipline giuridiche ed economiche e visto l’avvio della disciplina Educazione
civica per l’a.s. 2019/2020, ha avanzato la seguente proposta per consentire l’assegnazione provvisoria-
utilizzazione presso scuole di ogni ordine e grado ove verrà attivata tale materia. Alcune basi giuridiche a
sostegno dell’iniziativa sono: - l’art. 2 co. 4 l.n. 92 del 20 agosto 2019 prevede che l’insegnamento
dell’Educazione civica avvenga da parte di docenti abilitati nella classe di concorso A-46; - il DPR 19/2016
individua quale unica classe di abilitazione per l’insegnamento delle discipline economiche e giuridiche, la
classe A-46; - l’art.7 comma 4 del CCNI; - l’art.2 comma 3 del CCNI.
Come intervenire sulle operazioni di assegnazione e utilizzazione del 2020/2021?
ASPETTO PRATICO
Inserire nell’applicativo della domanda online una casella specifica
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole secondarie di secondo grado
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole secondarie di primo grado
[ ] dichiara di essere disponibile all’accettazione di incarichi di insegnamento per la disciplina Educazione
civica presso scuole primarie

ASPETTO REGOLAMENTARE
L’intervento a livello di bando non risulta, a parere del C.N.D.D.U. necessario, essendo la normativa vigente
particolarmente chiara. Nonostante ciò, è possibile introdurre nel corrispondente bando un testo tipo
“per l’anno scolastico 2020/2021, il docente in possesso dell’abilitazione per l’insegnamento delle discipline
giuridiche ed economiche, può presentare istanza di assegnazione provvisoria/utilizzazione presso le scuole
primarie e secondarie di primo e secondo grado per l’insegnamento Educazione civica”
Rischi in caso di mancata attuazione della proposta
- Danno erariale
1) Diretto, derivante dagli incarichi per l’insegnamento dell’Educazione civica conferiti dai Dirigenti a
docenti non abilitati sulla classe A-46, sulla base di un’interpretazione latu sensu della normativa;
2) Indiretto, derivante dai contenziosi iniziati dai docenti della classe a-46.
- Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro e, in particolare, di quelle relative alla prevenzione dai rischi
di diffusione di epidemie.
1) La condotta consistente nell’obbligare il docente della classe A-46 a spostarsi periodicamente dalla
regione di residenza a un’altra regione, laddove risultino, proprio nella regione di residenza, vacanti e
disponibili i posti relativi all’insegnamento di Educazione civica, è valutabile in sede di responsabilità
amministrativa, civile e contabile, senza escludere l’ipotesi di responsabilità penali eventualmente connesse.
Il CNDDU precisa che tali osservazioni – proposte operative sono state presentate ai referenti del Ministero
dell’Istruzione.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Commemorazione giudice Vittorio Occorsio- COMUNICATO CNDDU


Il 10 luglio 1976 veniva assassinato, proprio mentre si recava al lavoro con la sua Fiat 125 special, il
sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Vittorio Occorsio; trentadue colpi di
mitra sparati dal neofascista Pierluigi Concutelli, appartenente al Movimento Politico Ordine Nuovo e alla
loggia Camea (tessera n 4070) ne hanno fermato l’operato. Il magistrato aveva colto, attraverso le sue
indagini, lo stretto legame esistente tra massoneria (loggia massonica segreta P2), sequestri e apparati deviati
del Sifar; si era, inoltre, occupato del processo della strage di Piazza Fontana.

 Il Coordinamento Nazionale
dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende soffersi sull’importanza di tale figura nella società
attuale, in quanto sulla medaglia d’oro al valor civile conferitagli post mortem si legge: “Si distingueva per
l'eccezionale coraggio nella sua attività di Pubblico Ministero, rappresentando l'espressione vivente del
fondamentale principio secondo il quale il giudice è soggetto soltanto alla Legge, principio che Egli, come
magistrato, applicava con assoluta imparzialità a garanzia delle istituzioni democratiche. Cadeva vittima di
un vile attentato con cui, nell'Uomo, si è voluto deliberatamente colpire la stessa funzione giurisdizionale che
non conosce altro indirizzo politico che quello fissato dalla Costituzione. Roma, 10 luglio 1976.”

Alla moralità, all’intransigenza, alla dedizione nei confronti della democrazia, qualità che animavano
Occorsio e uomini come lui, dobbiamo tutti noi moltissimo. È difficile immaginare cosa sarebbe successo se
alcuni fedeli servitori dello Stato non si fossero opposti, spesso operando in desolata solitudine, a
macchinazioni complesse e spaventose, il cui obiettivo era sicuramente sovvertire la compagine statale.
Personaggi del calibro di Occorsio insegnano che alcuni ruoli all’interno della società sono basilari per
garantirne l’assetto e la legalità; molte volte invece si assiste a campagne denigratorie che sminuiscono
alcune professioni per intaccarne la credibilità: magistrati, docenti, medici, etc. Una “mala educazione”
produce ignoranza, sfiducia, manipolazione e lassismo. La scuola ha il dovere di preservare il ricordo e
l’esempio dei grandi onde respingere eventuali attacchi sferrati al cuore delle istituzioni proprio quando i
giovani smarriscono la propria consapevolezza civica.

Il CNDDU ritiene fondamentale sperimentare all’interno dell’insegnamento dell’Educazione civica rivolta
alle scuole secondarie di II grado, attraverso gruppi di studio, un’analisi approfondita relativa ai periodi
storici in questione attraverso la metodologia del debate e del role playing con l’intento di far conoscere
personaggi ed episodi fondamentali del nostro Paese.
“Nella nostra Repubblica democratica non c’è posto per chi vuole riportarci al fascismo. I Movimenti del
tipo di Ordine Nuovo devono essere messi fuorilegge. D’altro canto gli stessi dirigenti di questa
organizzazione sapevano di essersi messi contro la legge; non si spiegherebbe diversamente il motivo per cui
hanno agito in clandestinità…. Possiamo ammettere che il regime democratico venga criticato ma non
possiamo consentire che vive un partito che vuole abbattere la democrazia. La violenza che fu tipica del
fascismo è stata ripresa da Ordine Nuovo come metodo di lotta politica e abbiamo episodi di teppismo, di
pestaggi e di devastazioni come risulta dai rapporti della polizia.” (Vittorio Occorsio)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Commemorazione Giorgio Ambrosoli. Proposte didattiche- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende evidenziare la figura di Giorgio
Ambrosoli, ucciso con tre colpi di pistola 357 la sera dell’11 luglio 1979 da un killer (William Joseph Aricò),
assoldato da Michele Sindona, per una cifra pari a 25.000 dollari. Ambrosoli stava curando la liquidazione
della Banca Privata Italiana del mandante del suo assassinio.

La vicenda finanziaria era molto intricata e coinvolgeva una parte importate della finanza italiana, del mondo
politico, della mafia e del Vaticano: crack del Banco ambrosiano di Roberto Calvi; loggia massonica deviata
P2 di Licio Gelli; IOR di Paul Marcinkus sono infatti gli “ingredienti” più salienti di un periodo storico
enigmatico e cupo della nostra storia.

Ambrosoli era un avvocato, nonché commissario liquidatore. Nello svolgere il proprio compito si è imbattuto
in dinamiche perverse, alle quali non volle cedere, che lo hanno condotto alla morte. Il suo nome si colloca
decisamente tra i personaggi coscienziosi, retti, perseveranti, coraggiosi che hanno contribuito a far
affermare i valori della democrazia e della giustizia; e induce ad una riflessione: la solitudine è nemica delle
grandi lotte contro forze eversive ed è stata troppo spesso la condizione “naturale” di quanti abbiano voluto
mantenere la propria integrità, difendendo interessi collettivi.
“Cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria. [...] Lo sapevo prima di accettarlo e quindi
non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese.” (Giorgio
Ambrosoli)
L’ “eroe borghese” è stato definito dal giornalista Corrado Stajano e dalle documentazioni, interviste e
articoli se ne possono dedurre il carisma pacato, la forza morale e l’alto senso dello Stato.
“… Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai
tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto (…). 

Abbiano
coscienza dei lori doveri verso sé stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il Paese, si
chiami Italia o si chiami Europa” (Giorgio Ambrosoli, lettera-testamento, datata 25 Febbraio 1975, che
l’avvocato Giorgio Ambrosoli, scrisse alla moglie Anna Lorenza)
Il CNDDU invita gli istituti scolastici di secondo grado a realizzare percorsi tematici, nell’ambito
dell’Educazione civica, interconnessi con l’educazione finanziaria che accompagnino gli studenti, anche
mediante la conoscenza della storia di Ambrosoli, a sviluppare o simulare modelli etici diversi da quelli
proposti solitamente dal settore finanziario.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

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