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Fa discutere tweet del senatore 5 Stelle Lannutti: 'Banche controllate dai Savi di Sion e dai Rothschild'. Scoppia la polemica


Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere un recente tweet pubblicato dal senatore dei 5 Stelle e e fondatore dell'Adusbef Elio Lannutti. Come riporta l'ANSA, Lannutti ha scritto sul social che "il Gruppo dei Savi di Sion" e Mayer Amschel Rothschild, l'abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale,portò alla creazione di un manifesto: "I Protocolli dei Savi di Sion".

Andando maggiormente nei dettagli e stando a quanto riporta Rai News, Lannutti ha twittato ciò citando un articolo pubblicato su Saper Link News e intitolato 'Le 13 famiglie che comandano il Mondo'. Tra gli altri, il tweet è stato decisamente criticato da diversi esponenti politici e dal sito legato alla comunità ebraica 'Moked'.

LORD JACOB ROTHSCHILD: 'L'ordine mondiale dominante sta crollando'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente Lord Jacob Rothschild ha sostenuto che l'attuale 'ordine mondiale' egemone rischia di crollare.
Più precisamente, stando ad un articolo pubblicato su Controinformazione.info(1) e ripreso su Sputnik News Italia, il banchiere ha parlato di ciò nell'ambito di un discorso indirizzato agli investitori del suo fondo RIT Capital Partners(2).

In tale discorso, egli ha parlato dell'attuale stato del sistema finanziario e dei problemi dell’ordine mondiale dominante. 
Più specificatamente, Lord Jacob ha parlato dei rischi della zona euro così come della politica monetaria della Federal Reserve e della situazione geopolitica in Medio Oriente.
Inoltre, lo stesso Rothschild ha parlato dell'ascesa globale del populismo.

NOTE:


I LEGAMI TRA MACRON E I POTERI FORTI, ecco tutto ciò che c'è da sapere

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Di Salvatore Santoru

Da diverso tempo alcuni ricercatori ed analisti politici sostengono che l'attuale presidente francese Emmanuel Macron sia stato e/o è sostenuto da parte di determinati 'poteri forti', sia francesi che internazionali.
Secondo alcuni esperti e/o analisti di controinformazione e stando a non pochi teorici della cospirazione, lo stesso leader di En Marche! sarebbe un 'politico di fiducia' delle 'élite mondialiste' che seguono l'agenda del cosiddetto 'Nuovo Ordine Mondiale'.

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Comizio di Macron al Louvre, La Nation

Andando maggiormente nello specifico, c'è da dire che queste teorie risultano alquanto interessanti ma assai più interessante è constatare il 'collegamento provato' che esiste tra il politico francese e alcune personalità e/o gruppi che sono considerati alquanto influenti in Francia e nel mondo.
Più precisamente, in questo caso non si tratta del solito e mero 'cospirazionismo' ma di informazioni esatte e la cui attendibilità è facilmente verificabile da chiunque.

                       I legami tra Macron e i Rothschild

I Rothschild sono una famiglia di banchieri particolarmente potente e influente, sia nei paesi occidentali che nel mondo(1). Secondo certa controinformazione e non poche teorie del complotto, tale 'dinastia finanziaria' sarebbe la più influente a livello globale e avrebbe anche un potere politico decisamente imponente. 
Su tale questione, c'è da dire che vere o false che siano queste teorie risulta comunque indubbio il fatto che gli stessi Rothschild siano una 'dinastia finanziaria' decisamente importante e potente a livello internazionale.


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Cronologia dell'ascesa politica ed economica di Macron, Pinterest

Per quanto riguarda i legami esistenti tra Macron e tale influente famiglia di banchieri, bisogna ricordare che lo stesso attuale presidente francese fu advisor proprio presso la banca d'affari Rothschild & Cie Banque(2). Su ciò, c'è da segnalare che fu proprio al futuro leader francese che fu affidata la responsabilità di una delle più importanti negoziazioni della banca nel 2010, quella tra Nestlé e la Pfizer(3).

Inoltre, non bisogna dimenticare che la candidatura di Macron e l'ascesa del partito En Marche! è stata sostenuta (e forse anche finanziata) dal banchiere David Rothschild(4).

                                 Il legame con Jacques Attali

Jacques Attali è un noto economista, banchiere e saggista molto popolare nei 'circoli dell'establishment francese'(5). Andando nei particolari, diversi ricercatori della controinformazione sostengono che Attali sia un 'intellettuale di punta' dello stesso establishment e alcuni ritengono che il suo pensiero sia di stampo 'globalista'(6).

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Attali e Macron, Il Giornale

Comunque sia, non pochi opinionisti hanno ritenuto Attali  il vero 'deus ex machina' dell'attuale governo francese.
Per approfondire, c'è da segnalare che lo stesso economista ha affermato di essere stato colui che l'ha presentato "a Hollande per farlo lavorare all'Eliseo"(7).

                         Il legame con l'alta finanza

Durante la campagna presidenziale francese si era sostenuto che l'ascesa di En Marche! poteva essere stata sostenuta da parte di importanti personalità e/o gruppi operanti nel campo dell'alta finanza internazionale. Al giorno d'oggi non si sa se queste teorie siano vere ma, allo stesso tempo, è indubbio che l'attuale governo francese non dispiace a certi esponenti degli stessi 'poteri forti' finanziari.

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Lloyd Blankfein, Independent
Andando maggiormente nel particolare, non si può dimenticare che nel gennaio 2018 lo stesso presidente della Francia si rese artefice della promozione di una 'mini Davos' alla Reggia di Versailles. Più specificatamente, in quell'occasione Macron invitò ben 140 dirigenti di importanti banche e multinazionali, tra cui Lloyd Blankfein di Goldman Sachs e Jamie Dimon di JPMorgan(8).

                                                    CONCLUSIONE

Come già fatto intuire in precedenza, questo breve scritto si è basato sui dati e non sulle mere 'teorie della cospirazione'.Tenendo conto di ciò, si può concludere che effettivamente Macron è un leader alquanto 'benvoluto' da certi 'poteri forti' internazionali e che la sua agenda politica sia decisamente in linea con quella portata avanti dalla cosiddetta 'élite globalista'.

NOTE:

(1) "Storia dei Rothschild, la dinastia con più soldi di una banca (e tanto, tantissimo, potere)", https://www.informazioneconsapevole.com/2016/12/storia-dei-rothschild-la-dinastia-con.html

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Macron#Impiego_in_banca

(3) "Macron e i suoi affari alla Rothschild"http://www.repubblica.it/economia/2017/05/06/news/macron_e_i_suoi_affari_alla_rotschild-164703106/

(4) "Emmanuel Macron, il candidato che non ti aspetti", http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Emmanuel-Macron-il-presidente-fuori-dal-sistema-e85ea295-349f-46b4-b967-a598a3ce6572.html

(5) https://en.wikipedia.org/wiki/Jacques_Attali

(6) Su Attali si veda questo mio vecchio articolo(forse troppo 'cospirazionista', ma dotato di interessanti spunti per approfondire), https://www.informazioneconsapevole.com/2014/05/jacques-attali-e-il-nuovo-ordine.html

(7) "Jacques Attali, l'uomo ombra dietro la vittoria di Emmanuel Macron", http://www.ilgiornale.it/news/mondo/jacques-attali-luomo-ombra-dietro-vittoria-emmanuel-macron-1389323.html

(8) "En route to Davos, Macron makes Versailles the place to be", https://www.reuters.com/article/us-france-business-versailles/en-route-to-davos-macron-makes-versailles-the-place-to-be-idUSKBN1F81RS

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FOTO IN ALTO: Tagesspiegel

LE CONTROVERSE RELAZIONI DI MACRON CON I POTERI FORTI, DAI ROTHSCHILD AI PAESI DEL GOLFO



Immagine correlata

Di Salvatore Santoru

Diversi analisti e opinionisti hanno messo in evidenza i legami di Emmanuel Macron con i cosiddetti 'poteri forti' internazionali, dall'alta finanza occidentale ai paesi arabi.
Tra gli aspetti più citati, c'è quello del legame che il politico ebbe con il mondo delle banche e in particolare con quelleadei Rothschild, per cui lavorò nel 2008.
Inoltre, un'altro aspetto citato è quello delle relazioni che Macron ebbe e potrebbe avere con i paesi arabi del Golfo, come l'Arabia Saudita e il Qatar.
Come scritto da Fulvio Scaglione su Famiglia Cristiana(1): “Macron è stato ministro dell’Economia e dell’Industria tra il 2014 e il 2016 e in tale veste ha partecipato, nel 2015, alla visita ufficiale di Stato (la terza in quell’anno) che il premier Valls condusse in Arabia Saudita. Con loro c’erano 200 imprenditori francesi e il risultato fu la stipula di contratti per un valore di 10 miliardi di euro, vendita di un lotto di armi compresa”.

Inoltre, come scritto da Giorgio Nigra sul "Primato Nazionale"(2) bisogna ricordare che "l’avvocato francese del Qatar, Jean-Pierre Mignard, è membro del comitato politico di En marche e che proprio Macron, quando lavorava per la banca Rothschild, ha seguito la negoziazione per vendere il gruppo editoriale Lagardère a Qatar Investment Authority, sussidiaria dei fondi sovrani dell’emirato del Qatar. Nell’aprile del 2016, inoltre, l’ambasciatore del Qatar in Francia così parlava dell’allora ministro: “Una personalità affabile, creativa e innovativa. Ho incontrato il ministro dell’Economia durante il lancio di Qadran, un circolo di cooperazione economica tra uomini d’affari di Qatar e Francia. Ho trovato in lui un uomo di vasta cultura e di conoscenza profonda degli argomenti trattati. L’avvenire, quindi, è suo e io auguro al ministro Macron tutti i successi al servizio del suo Paese e nel rafforzamento delle relazioni della Francia con i Paesi amici”.

NOTE:

(1)http://m.famigliacristiana.it/articolo/francia_71.htm


(2)http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/63006-63006/

Storia dei Rothschild, la dinastia con più soldi di una banca (e tanto, tantissimo, potere)

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È una dinastia. E le dinastie, si sa, sono legate alla storia del Paese in cui vivono o al settore in cui operano. Vale anche per la famiglia Rothschild, la ricca discendenza tedesco-giudaica che è alle origini del sistema bancario europeo. Nel diciannovesimo secolo la fortuna accumulata dai suoi componenti era la più consistente nel continente. E oggi la famiglia controlla un gruppo che è attivo in diversi settori, dalle assicurazioni alla consulenza finanziaria. Da quella famiglia, di base a Francoforte, nel tempo si sono separati diversi rami che si sono stabiliti nelle principali nazioni europee, a Francoforte, Londra, Parigi, Vienna e Napoli. In questo modo il loro sistema finanziario è diventato internazionale.
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Il primo Rotschild, il più furbo di tutti

Tutto comincia con il capostipite, Mayer Amschel Rothschild. Nato nel 1744 nel ghetto ebraico di Francoforte, Mayer decide di avviare il suo business a partire dal commercio di denaro e introduce pian piano anche i suoi cinque figli nei principali centri finanziari europei. Fornisce servizi finanziari a Wilhelm IX che controlla il territorio di Assia-Kassel nel 1785. I suoi affari crescono dopo la rivoluzione francese quando proprio da quelle zone arrivano i soldati mercenari richiesti dalla Gran Bretagna.
Anche quando l’Assia viene invasa da Napoleone, Mayer Rothschild riesce a trarne profitto. Nel 1798 il figlio Nathan viene spedito a Londra dove gestisce gli affari della famiglia e stabilisce la sua banca nella City. La stessa sorte tocca al fratello Jacob che viene mandato a Parigi. È l’inizio di quella ramificazione familiare che appare anche nello stemma della famiglia Rothschild: una mano che stringe in pugno 5 frecce quante sono le direzioni prese dai figli di Mayer. Quando muore, nel 1812, la sua famiglia ha già stabilito affari importanti in Europa.
Tutto procede secondo la strategia imposta dal capostipite: assoluta segretezza riguardo ai patrimoni e attenzione a mantenere la banca tra le mani dei componenti della famiglia. È anche per questo che Forbes ha definito Mayer Rothschild il settimo uomo d’affari più influente al mondo. La diversificazione introdotta nel suo business sin dall’inizio gli permette allo stesso tempo di vendere antiquariato e concedere prestiti e la rapida comunicazione con tutti i rami della rete bancaria che ha costruito getta le basi per il sistema finanziario moderno. Ai Rothschild dobbiamo ad esempio l’invenzione dei bond di stato che permettono agli investitori grandi e piccoli di comprare parte del debito sovrano tramite obbligazioni a tasso di interesse fisso.
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Waterloo e altri affari d’oro con la politica

Nel corso del diciannovesimo secolo i cinque figli di Mayer ottengono tutti titoli nobiliari. Al cognome Rothschild cominciano ad accostare particelle come de o von per indicare l’appartenenza a una casata. Nonostante gli sforzi fatti dal capofamiglia per mantenere tutto entro i confini di sangue con matrimoni combinati, ben presto i suoi discendenti cominiciano a sposare le rappresentanti di altre famiglie aristocratiche europee. Ma gli affari procedono comunque bene. Nathan Rothchild sostiene il duca di Wellington e finanzia l’esercito inglese avviato verso una sicura disfatta durante le guerre napoleoniche. Scommette sulla vittoria inglese a Waterloo e così riesce a guadagnare miliardi. Molti degli affari portati avanti dagli eredi Rothschild si intrecciano infatti con la storia del continente. Come i prestiti concessi per l’industrializzazione europea e il coinvolgimento nella costruzione del canale di Suez. Investono anche nel settore minerario con la Rio Tinto e finanziano la costituzione della colonia africana di Rhodesia.

Un patto per il potere

I Rothschild hanno un ruolo anche nell’indipendenza del Brasile: la N M Rothschild & Sons, il ramo inglese della famiglia, fornisce i fondi necessari al Paese per ripagare la madrepatria portoghese in cambio dell’autonomia. Da Londra e Parigi arrivano invece i soldi richiesti dall’Impero giapponese per finanziare la guerra contro i Russi nel 1904. La fama dei Rothschild cresce in Europa e loro danno sfoggio delle loro ricchezze costruendo 41 palazzi e facendosi notare nel campo della filantropia.
In parecchi si chiedono come abbia fatto una famiglia a costruire quella fortuna dal nulla e a entrare negli affari politici più importanti delle varie epoche. Addirittura c’è chi ha avanzato l’ipotesi che i vari membri della famiglia Rothschild abbiano in realtà ordito un complotto per controllare il continente: secondo queste teorie cospiratorie, avrebbero addirittura favorito lo scoppio di conflitti per fare i loro interessi. D’altronde a Nathan Rothschild viene attribuita questa frase: «Non mi importa quale pupazzo sieda sul trono d’Inghilterra per governare sull’Impero nel quale non tramonta mai il sole. L’uomo che controlla i soldi britannici controlla l’impero britannico. E sono io a farlo».

L’accordo con i Rockfeller e i Rothschild di oggi

Durante la seconda guerra mondiale i membri austriaci della famiglia riescono a sfuggire all’olocausto. Molti di loro appoggiano la causa sionista e la costituzione di uno Stato per gli ebrei in Palestina. Con i soldi del barone Edmond James de Rothschild cominciano a essere acquistate le terre che oggi fanno parte dello Stato di Israele. Il ramo inglese della famiglia Rothchild è quello che ha avuto maggiore successo. Negli anni Ottanta i Rothschild guadagnano miliardi dalla privatizzazione dell’industria di stato decisa da Margaret Thatcher. Ma anche in Francia, dopo la nazionalizzazione della banca da parte di Mitterand, il barone David de Rothschild avvia un nuovo business che diventerà leader nel settore delle merge&acquisitions. Nonostante le tragedie che pure hanno colpito la famiglia, come il suicidio di Hon Amschel Rothschild, erede del ramo inglese nel 1996, i Rothschild continuano a credere nel motto che ha sempre contraddistinto la loro attività: Armonia, integrità, industria.
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Il Rothschild Group è oggi una multinazionale britannica di investimenti. Colui che attualmente controlla gli affari di famiglia, Jacob, quarto barone di Rothschild, ha una ricchezza stimata di 1,3 miliardi di dollari. La moglie, Lady Serena, è una delle principali donatrici del partito conservatore. Nel 2003 nel ramo inglese è finita anche la holding francese che oggi si chiama Rothschild &Co. A controllare tutto in maniera indiretta c’è la Rothschild Continuation Holdings AG con sede in Svizzera. Per quanto riguarda i possedimenti di tutta la famiglia nei vari Paesi, si stima che ammontino a 350 miliardi di dollari.
Nel 2012, Jacob Rothschild decide di legare la sua storia a quella di un’altra leggenda del business mondiale, David Rockefeller. La Rit Capital Partners, il fondo di investimenti della famiglia, acquista il 37% dell’asset di Rockfeller. Nello stesso anno Rothschild lancia una partnership con la banca privata franco-svizzera Edmond de Rothschild Group rafforzando così i legami familiari nella dinastia bancaria europea con quel ramo della famiglia rimasto ancora indipendente.

L’erede designato

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La verità sul reale patrimonio dei Rothchild e sui loro orientamenti politici, però, è ancora difficile da scoprire: il rampollo Nat Philip Rothschild è stato associato addirittura a Saif al Islam, l’erede designato di Gheddafi. La storia della famiglia ha suscitato la curiosità di molti e alcuni dei suoi nomi più famosi sono finiti addirittura in sceneggiature cinematografiche.

FONTE:http://smartmoney.startupitalia.eu/storie/57914-20161204-banche-rothschild-storia

Il caso:Karl Marx era parente dei Rothschild



Di Salvatore Santoru

Come riportato da Wikipedia e altri diversi siti web, il celebre filosofo Karl Marx era imparentato con la celebre dinastia Rothschild, tramite il nonno Barent Cohen (la foto genealogica di sopra ricostruisce bene la storia ).

Ovviamente ciò di per sé non significa molto, ma tale notizia indubbiamente può dare adito alle tesi di chi sostiene che Marx facesse gli interessi, o fosse finanziato, dai Rothschild e altri potenti che formavano la cosiddetta "oligarchia capitalista" del periodo.

Su questo punto, è interessante la rottura che Marx ebbe con l'anarchico Michael Bakunin durante la Prima Internazionale, dove il pensatore slavo lo accusò di essere in combutta con i Rothschild e affermò , usando una terminologia abbastanza antisemita, che il comunismo era legato all'alta finanza e faceva comodo ad essa.

I Rothschild erano coinvolti nel traffico degli schiavi


Di Francesca Paci
http://www.lastampa.it/

Tra le centinaia di raccoglitori di documenti catalogati T71 e impilati sugli scaffali dell'Archivio Nazionale, nel verdeggiante quartiere londinese di Kwe, ce n'è uno che la famiglia Rothschild avrebbe preferito rimanesse nella polvere per altri 170 anni.
Tra le centinaia di raccoglitori di documenti catalogati T71 e impilati sugli scaffali dell’Archivio Nazionale, nel verdeggiante quartiere londinese di Kew, ce n’e’ uno che la famiglia Rothschild  avrebbe preferito rimanesse nella polvere per altri 170 anni.

Scartabellando i fogli color seppia con nome e prezzo dei «negri» compilati a mano dai tanto scrupolosi quanto privi di scrupoli mercanti di schiavi delle ex colonie britanniche, Nick Draper, ex banchiere passato dalla JP Morgan all’University College, si e’ imbattutto nel contratto T71/122, un atto d’acquisto del valore di 3.000 sterline firmato nientepopodimenoche da Nathan Mayer Rothschild, patriarca della leggendaria dinastia tedesca finanziatrice, tra l’altro, del duca di Wellington nella battaglia di Waterloo, ma soprattutto paladina dei diritti civili e della campagna per l’abolizione della schiavitu’. Della vicenda, rivelata ieri dal quotidiano britannico Financial Times, non c’e’ nessuna menzione nelle dettagliate biografie dei Rothschild  ne’ in quelle altrettanto voluminose dei Freshfields, uno dei principali studi legali internazionali e fiore all’occhiello della City, il cui fondatore, sir James William, risulta ora fosse dedito allo stesso bieco commercio di Nathan Mayer. Ma carta canta. E quella ingiallita degli Archivi Nazionali, osserva lo storico Niall Ferguson, autore del saggio «The World’s Banker: The History of the House of Rothschild», dimostra quanto la tratta di essseri umani fosse «parte integrante dell’economia britannica del 1830». Sebbene la storia del traffico degli schiavi sia stata parzialmente scritta grazie a rivelazioni come questa e successive complicate compensazioni, resta un tema caldo negli Stati Uniti dove la memoria del commercio degli esseri umani importato dagli inglesi nel XVIII secolo e’ tornata alla ribalta con l’attuale first Lady Michelle Obama che ha nell’albero genealogico un trisavolo «venduto» a un coltivatore di riso della Carolina.
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Negli ultimi anni diversi gruppi direttamente coinvolti in passato in questi commerci hanno fatto ammenda. Nel 2005 la JP Morgan, dopo essersi ufficialmente scusata per il passato poco glorioso, ha istituito un fondo di cinque milioni di dollari per gli studenti neri della Louisiana. La Royal Bank of Scotland, informata dal Financial Times di un remoto legame con i «negrieri», ha acconsentito ad aggiornare i propri archivi. Ma mancano ancora molti tasselli. I documenti scovati da Nick Draper descrivono in modo minuzioso l’accordo tra Nathan Mayer Rothschild, affiancato dal fratello, il barone James, e Lord James O’Bryen. I due Rothschild  avevano dato in garanzia a O’Bryen 88 schiavi per il debito di 3.000 sterline contratto da un intermediario nell’acquisto della sua proprieta’ ad Antigua. Quando il compratore fece bancarotta la Gran Bretagna si era ormai lasciata alle spalle quel traffico poco onorevole e Nathan Mayer richiese la somma prevista come risarcimento per la garanzia cancellata. Una sgradevole sopresa per quanti conoscevano la biografia del banchiere che piu’ di ogni altro si era speso per l’abolizione della schiavitu’, nel 1831. Raccontano le cronache che un anno prima della messa al bando del mercato della vergogna, Nathan Mayer Rothschild  si adoperò per procurare al governo di Sua Maesta’ un prestito di 15 milioni di sterline, tre quarti del totale necessario a riscattare il popolo dei senza diritti. Come conciliare il dottor Jekyll che cancella la macchia dalla coscienza inglese e mister Hyde che nel frattempo incassa la compensazione? La famiglia fa quadrato replicando che «Nathan Mayer Rothschild  è stato un noto e prominente attivista dell’uguaglianza e delle liberta’ civili. A fronte del suo background queste insinuazioni appaiono inconsistenti». Anche la Freshfields Bruckhaus Deringer, chiamata a rispondere delle medesime accuse a carico del capostipite James Williams vira sul suo impegno a fianco della Church Missionary Society. Ma la scoperta, giudicata «estremamente importante» dal direttore del Wilberforce Institute for Study of Slavery and Emancipation dell’universita’ di Hull, segna un passo avanti nella liberazione dei torti dimenticati dai raccoglitori polverosi della Storia.


http://www.storiainrete.com/2172/stampa-italiana-2/il-financial-times-i-rothschild-finanziavano-lo-schiavismo/

PER APPROFONDIRE:
http://www.ft.com/cms/s/0/7c0f5014-628c-11de-b1c9-00144feabdc0.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/28/dai-rothschild-ai-freshfields-cosi-banchieri-della.html


Lord Rothschild avverte gli investitori: “Situazione più pericolosa dalla Seconda Guerra Mondiale”

 
Per Lord Rothschild, preservare la ricchezza è “diventato sempre più difficile di recente dal momento che “siamo di fronte a una situazione geopolitica pericolosa che mai abbiamo affrontato dalla seconda guerra mondiale“. Inoltre Lord Rothschild riassume il suo pensiero brevemente parlando dello svilimento globale delle valute fiat, della deludente crescita (alla luce del massiccio stimolo monetario), e dellle estreme valutazioni del mercato azionario. Come ha osservato la Rothschild Wealth Management lo scorso anno, “le azioni non sono ben supportate dalle valutazioni attuali, mentre la politica monetaria è limitata da elevati livelli di debito e tassi di interesse che sono già prossimi allo zero”.
“La nostra politica è stata chiaramente espressa nel corso degli anni. In poche parole conservare il capitale degli azionisti; la realizzazione di questa politica arriva in un momento di accentuati rischio, complessità e incertezza. Il contesto economico e geopolitico diventa quindi sempre più difficile da prevedere.
L’economia mondiale è cresciuta ad un tasso deludente e irregolare nel 2014, dopo sei anni di stimoli monetari e tassi di interesse straordinariamente bassi.
Le valutazioni del mercato azionario, tuttavia, sono quasi le più alte di tutti i tempi, con le azioni che beneficiano di quantitative easing.
Non sorprende che il valore della carta moneta sia stato svilito da paesi che hanno cercato di competere e generare la crescita abbassando il valore delle loro valute – l’euro e lo yen si sono deprezzati di oltre il 12% rispetto al dollaro USA nel corso dell’anno e la sterlina del 5,9%.
In aggiunta a questo difficile contesto economico, ci troviamo di fronte una situazione geopolitica pericolosa che mai abbiamo affrontato dalla seconda guerra mondiale : il caos e l’estremismo in Medio Oriente, l’aggressione e l’espansione russa, e un’Europa indebolita minacciata da tassi di disoccupazione orrendi, causati dall’incapacità di affrontare le riforme strutturali in molti dei paesi che fanno parte dell’Unione europea” . 
I commenti di Lord Rothschild sembrano confermare le preoccupazioni che la Rothschild Wealth Management aveva evidenziato l’anno scorso: probabile maggiore confusione e depressione possibile:
La RWM aveva identificato quattro diversi possibili scenari:Per ogni scenario, la posizione della bolla mostra la combinazione di crescita e di inflazione che si aspettano di vedere nei prossimi 1-3 anni.
La dimensione della bolla mostra le probabilità che questo scenario si verifichi – ovviamente è soggettivo, ed è destinato solo per illustrare il loro pensiero.
La crescita è espressa in relazione al potenziale per ogni paese. Ad esempio, un tasso di crescita del 4% sarebbe basso per la Cina ma molto alto per l’Europa. Allo stesso modo, l’inflazione si riferisce all’ obiettivo di inflazione individuale di un paese.
Gli analisti affermano di aver regolato le dimensioni delle bolle per riflettere le loro aspettative di un continuo miglioramento delle condizioni dell’economia mondiale nel 2014.
La tabella riassume i rendimenti attesi delle principali classi di attività in ciascuno dei quattro scenari principali.
“Anche se riteniamo che lo scenario “depressione” sia il meno probabile, il suo impatto sarebbe così dirompente che deve essere considerato all’interno della nostra strategia di investimento. In particolare, le azioni non sono ben supportate dalle valutazioni attuali, mentre la politica monetaria è limitata da elevati livelli di debito e tassi di interesse che sono già prossimi allo zero”.
E torniamo a Lord Rothschild per concludere:

A chi giova il conflitto israelo-palestinese?



Di Salvatore Santoru


In questi giorni il conflitto israelo-palestinese è tornato a infuocare lo scacchiere mediorientale.
Sul versante dell'informazione come sempre si assiste ai continui battibecchi tra una parte (filopalestinese) e l'altra (filoisraeliana), con relativi utilizzi di propaganda da ambo le parti.

Sono molto pochi quelli che cercano di andare al di là di ciò, per inquadrare e vedere meglio la situazione da un punto di vista più ampio.


Credo che per comprendere meglio gli eventi attuali bisogna un minimo conoscere anche le radici storiche di essi, e capire quali siano gli interessi in gioco di entrambi gli schieramenti o di chi li sostiene.


Sostanzialmente, lo stato ebraico può contare su un fortissimo appoggio da parte degli Stati Uniti D'America e della NATO, mentre Hamas e altre fazioni dell'islamismo palestinese sui paesi arabi, come le monarchie del Golfo.

Interessante su questo punto è il fatto che molti degli stessi paesi che finanziano e sostengono Hamas, sono in ottimi rapporti d'affari con gli stessi USA, che sono l'alleato più importante e influente di Israele.


Senza queste interferenze esterne sicuramente la situazione sarebbe diversa e migliore, e il raggiungimento della pace risulterebbe molto più semplice.

In fin dei conti, da questo conflitto ci perdono entrambi i popoli, mentre chi ci guadagna sono ovviamente i grandi fabbricanti di armi ( sopratutto statunitensi ), e le grandi lobby di potere.

Esemplare è il caso della cosiddetta "lobby sionista" negli States, la quale ha avuto una considerevole influenza nell'orientare la recente politica estera statunitense nel Medio Oriente e tutt'ora ha una notevole influenza nel paese.


Con questa lobby si fa riferimento a organizzazioni come l'AIPAC, il Washington Institute for Near East Policy o i famigerati neocons, le cui priorità sono la difesa e il sostegno incondizionato a Israele prima di tutto.

Dall'altra parte ci sono, come già detto, i vari paesi arabi che finanziano l'islamismo politico ( Hamas e altri gruppi), che negli ultimi tempi sta raccogliendo sempre più consensi, grazie anche all'impotenza e alla corruzione dell'ANP.

Su Hamas bisogna dire che secondo alcuni storici, tra cui gli israeliani Avner Cohen e Zeev Sternhell, la stessa organizzazione islamista sarebbe stata foraggiata e fondata dai servizi segreti israeliani (Mossad) per destabilizzare il movimento di dissidenza palestinese e spingerlo verso l'islamismo radicale.


In un articolo del Wall Street Journal del 2009, dove tra l'altro si citano le tesi di Cohen, è anche scritto che "invece di frenare gli islamisti Israele per anni li ha tollerati e in alcuni casi sostenuti come contrappeso ai nazionalisti laici ".

Guardando meglio la situazione verrebbe da dire che è in atto la solita strategia del "dividi et impera" : mentre palestinesi e israeliani si odiano e si fronteggiano a vicenda, c'è chi ci lucra sopra.

I palestinesi vengono privati della terra e diventano bersagli della politica espansionista e guerrafondaia del governo israeliano, ed inoltre vengono strumentalizzati dalle fazioni dell'islamismo radicale che si perpetuano e acquistano sempre più consenso in suddette situazioni.

Gli israeliani subiscono attentati e vengono strumentalizzati dalla propaganda più oltranzista sionista che li incita a pretendere sempre più terre.
Inoltre per giustificare anche le politiche più dure del governo israeliano, viene fatto, come affermato più volte dallo scrittore statunitense di origine ebraica Norman Finkelstein, ampio ricorso strumentale al ricordo della Shoah, usato per tenere gli israeliani e gli ebrei in uno stato di continua paura e tensione, e in questo modo anche per legittimare moralmente azioni che difficilmente sarebbero giustificate.

Si può dire che i due popoli, in diverso modo, siano entrambi vittime della situazione.

Facendo delle considerazioni storiche, bisogna ricordare che la costruzione di Israele era stata praticamente già "pianificata" nel 1917 grazie alla "dichiarazione Balfour", con cui il ministro degli esteri  inglese Arthour Balthur rassicurava al referente del movimento sionista Lord Rothschild che la Gran Bretagna era pronta a sostenere la creazione di uno stato ebraico in Palestina.


Bisogna anche ricordare che il principale finanziatore del movimento sionista ottocentesco fu Edmond James de Rothschild, e che furono ancora gli stessi Rothschild e altri potenti magnati dell'alta finanza e della grande industria che diedero il via all'acquisto di molti terreni in Palestina.

D'altronde il capostipite della stessa influente e potente dinastia finanziaria di origine ebraica, Mayer Amschel, è noto per aver detto che :"La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere".

Inoltre inizialmente lo stesso movimento sionista era eterogeneo, e non sempre aveva quell'anelito espansionista che contraddistingue il "sionismo reale", e a tal proposito si potrebbe ipotizzare che la diffusione del sionismo più estremista e lo stesso caos mediorientale e israelo-palestinese facciano comodo ai potentati finanziari,industriali e militari internazionali, i quali hanno tutto da guadagnarci.

Essendo inoltre la nostra società basata sul potere del denaro, è chiaro che ad avvantaggiarsi di tutto questo siano maggiormente i banchieri o i più potenti industriali.

Non a caso sempre Mayer Amschel Rothschild disse : "Permettetemi di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi".

Avanzando un'ipotesi "complottista", si potrebbe credere che l'attuale situazione faccia comodo a certe potenti élite di potere che spingono verso la costruzione del nuovo ordine mondiale.


Inoltre si potrebbe pensare che questa situazione,insieme a quella siriana, potrebbe facilmente degenerare in una nuova guerra su scala mondiale. 


Da tempo nell'informazione alternativa si parla di un carteggio avvenuto nel 1871 tra Albert Pike , un generale e avvocato statunitense nonchè gran maestro massone di grado 33º del Rito Scozzese Antico ed Accettato e Giuseppe Mazzini , il rivoluzionario italiano appartenente alla società segreta " Carboneria ", dove si parla della pianificazione di tre guerre mondiali , utili per l'instaurazione del " Nuovo Ordine Mondiale " , e dove la III guerra mondiale è descritta così:

"La Terza Guerra Mondiale dovrà essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d'Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico ".


Comunque sia, l'unica cosa che sembra certa è che a perderci in questo conflitto sono entrambi i popoli a vantaggio degli interessi delle grandi potenze e di certi gruppi di potere mondiali e non.

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