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Il calcio come "oppio dei popoli" moderno



Di Guillaume Faye


In questo periodo di "Mondiali" sembra che nemmeno una guerra nucleare possa distrarre il pubblico così affascinato dalle partite di calcio che si giocano in Brasile.
Ogni notte in città, le strade sono vuote e si può sentire le urla degli spettatori incollati allo spettacolo di 22 ragazzi inseguendo una palla. Nei caffè, non c'è una conversazione che  non si concentra sul calcio.
La passione popolare per lo sport è antica, risalente ai primi del Novecento, ma è dagli anni '60 che il calcio è cambiato in natura, diventando un'alienazione collettiva. E 'vero che "l'interesse per il calcio" può essere un modo di socialità,stimolante la conversazione. Ma, come questione di dibattito, è piuttosto scarsa.Stiamo parlando di che cosa? Parliamo di calcio perché non c'è niente da dire.
Il calcio ha ben poco a che fare con lo sport, è diventato il primo spettacolo internazionale e un business globale opaco. Il sociologo e il  politologo del calcio Pascal Boniface ha sottolineato che il risultato di una squadra "nazionale" potrebbe influire sulla morale di una nazione e quindi, per esempio, sulla sua salute economica. E 'stato colpito da una certa scena surreale girata con compiacenza: François Hollande che ha invitato un centinaio di persone in una sala dell'Eliseo dotata di uno schermo gigante per non so che match tra la Francia e l'altra squadra con studiosi impegnati a commentare sul gioco. Lo scopo di questo esercizio era ovviamente quello di verificare la sua popolarità. 
Il calcio ha questa caratteristica di abbattere le preoccupazioni collettive. Nessun'altra attività combina questa insignificanza. Possiamo parlare di stupore collettivo soprattutto quando le figuraedi supporto vengono analizzate La metà dei "tifosi" non è caratterizzata infatti, dopo tutte le indagini sociologiche, da un' alto livello di originalità o intelligenza. Per la prova, basta guardare i gruppi di fan urlanti che si muovono per le strade, sventolando come tanti feticci le bandiere del loro club o la bandiera  della "nazionale".Quando non si scontrano negli stadi, spesso si scontrano anche fuori, a volte fatalmente.
Traduzione e adattamento di Salvatore Santoru

Le origini del calcio moderno, concepito allo scopo di distrarre le masse e dividerle


Di Maurizio Spezia

In questo articolo non vogliamo approfondire più di tanto anche perchè sarebbe un lavoro molto lungo e complicato e rischieremmo di annoiarvi. Cercheremo solo di darvi gli spunti per riflettere su cosa è il mondo del calcio, perchè è stato creato così e come mai riscuote tanto successo. Andiamo per ordine: La Football Association, la più antica e famosa federazione calcistica della storia sportiva mondiale, fu fondata da una dozzina di massoni nella Freemasons’ Tavern in Great Queen Street a Londra il 26 ottobre 1863. Il calcio, per come lo conosciamo, nacque quel giorno. (Fonte) Il Prince Edoardo fu Presidente della Football Association e fu Gran Maestro della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e Primo Gran Principale del Supremo Gran Capitolo dell’Arco Reale massonico d’Inghilterra. (Fonte) A chi non ha la volontà di cercare e approfondire offriamo questo video.



Fonte:http://www.losai.eu/football-association-fondata-dalla-massoneria/

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/06/le-origini-del-calcio-concepito-allo.html

Psicologia politica: come distrarre la massa dai veri problemi


Di Barbara Collevecchio
Miss Italia,  Calderoli?  insulti, boutade, interminabili botta e risposta e indignazioni on line? Temi importanti o abili strategie mediatiche e politiche per  distrarre l’attenzione?
Le tecniche di manipolazione psicologica sociale hanno dei padri fondatori e lunga storia.Gustave Le Bon etnologo e psicologo (fu uno dei fondatori della “Psicologia sociale”) fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle e controllarle. Per questa ragione le sue opere vennero lette e attentamente studiate dai dittatori totalitari del novecento, i quali basarono il proprio potere sulla capacità di controllare e manipolare le masse. Tema centrale di Le Bon è : “Nell’anima collettiva, le attitudini intellettuali degli uomini, e di conseguenza le loro individualità, si annullano. L’eterogeneo si dissolve nell’omogeneo e i caratteri inconsci predominano”.
Dopo Le Bon un guru della propaganda fu Bernays, nipote di Freud: inizialmente, Bernays studiò l’opera di Gustave Le Bon, “Psicologia delle folle”, pubblicata nel 1895. Opera di riferimento per molti uomini politici, fu meticolosamenete studiata anche da Lenin, Stalin, Hitler, e Mussolini. La relazione con Freud era costantemente al centro del suo pensiero e del suo lavoro di consulente. Nella sostanza, la sua convinzione era che una manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse, svolge un ruolo importante in una società democratica. Nasceva così il concetto – caro appunto alla propaganda in chiave politica – secondo cui chi è in grado di padroneggiare questo dispositivo sociale può costituire un potere invisibile capace di dirigere una nazione:
«Coloro che hanno in mano questo meccanismo [...] costituiscono [...] il vero potere esecutivo del paese. Noi siamo dominati, la nostra mente plasmata, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite, da gente di cui non abbiamo mai sentito parlare. [...] Sono loro che manovrano i fili…».
Nel 1933 Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che lo stava intervistando, come il libro Crystallizing Public Opinion che Bernays aveva pubblicato nel 1923 fosse stato utilizzato per le campagne politiche dei nazional-socialisti. 
Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media. Tra queste spicca la numero uno: La strategia della distrazione. “L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.”
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.

Video:Le 10 regole per il controllo sociale (Noam Chomsky)



L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

Guerrafondai

Di Salvatore Santoru


Il Senato approva il rifinanziamento alle "missioni" militari ,con il beneplacito della cosiddetta "maggioranza" e della cosiddetta "opposizione" ,cioè l'asse PDL-PD-Lega Nord(contrari l'Italia dei Valori e i Radicali).La notizia passa in secondo piano(ovvio)per fare posto al solito teatrino su processo sì,processo no.Intanto il PD si dichiara,tramite il "leader minimo" Bersani,colpito dalla "macchina del fango" per via delle recenti inchieste su suoi membri,dimostrandosi incoerente:contro la "maggioranza" e Berlusconi oggi giorno grida agli scandali,alla corruzione e a problemi giudiziari del premier e dei membri del partito della (falsa)libertà.Insomma,la solita strategia della distrazione per sviare dai problemi reali.Per finire c'è da ricordare che per dire no  alla guerra non basta chiamare in causa l'articolo 11 della Costituzione(come ha fatto Di Pietro)ma usare un minimo di buon senso,e ricordarsi che la guerra è morte,distruzione e continua violenza il più delle volte senza senso.

Strategia della distrazione per l'utimo round



Di Salvatore Santoru

"L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione
 del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti."

In Italia la strategia della distrazione  è una costante degli ultimi 17 anni,cioè dall'avvento del berlusconismo.Il magnate mediatico di Arcore quando entrò nel 1994 in politica ,rivoluzionò a suo modo la politica dello Stivale,adeguandola agli standard del capitalismo mediatico "made in USA".
Da allora sono passati 17 anni di teatrino politico tragicomico ,battibecchi a base di slogan  tra  "maggioranza" e "opposizione",governi di centrosinistra e di centrodestra apparentemente opposti ma che in realtà hanno perseguito e raggiunto  gli stessi obbiettivi:svendere  le risorse pubbliche(tramite le classiche privatizzazioni all'amatriciana nostrane) adeguandosi ai diktat neoliberisti e "distrarre" le masse sui reali problemi economici e politici del paese.

Berlusconismo ultimo round

Ora Berlusconi e il suo movimento si trovano all'ultimo round:il Cavaliere è stato abbandonato da coloro che ne hanno sostenuto l'entrata in politica,cioè una discreta parte dei  poteri forti italiani e internazionali,l'elitè politica statunitense e una parte della  finanza internazionale e nazionale,  e da essi ora è contrastato con forza.I recenti attacchi da parte del Financial Times,dell'Economist  e di altri giornali e riviste voci della finanza angloamericana,insieme alle critiche di Confindustria e delle altre lobby industriali,ne sono una piccola dimostrazione.Non solo:Berlusconi   è anche attaccato da una  parte della massoneria italiana e internazionale,e l'alta borghesia italiana  da un pò di tempo ha imparato a detestarlo.Praticamente i poteri che hanno appoggiato (in parte) il fondatore di Mediaset nella sua discesa nel campo politico,vale a dire una discreta  parte della grande industria,della finanza e della massoneria italiana e non,ora gli si rivolgono contro insieme ai suoi tradizionali nemici:la magistratura(o buona parte di essa),e l'alta borghesia,la massoneria e la finanza che guardano al suo storico avversario De Benedetti ,compagno di cappuccio,squadra e compasso ai tempi della P2.

Perchè vogliono cacciare Berlusconi?

Ci sono vari motivi per i quali le lobby politico/finanziarie e i vari poteri forti vogliono cacciare Berlusconi,ne elenco
 brevemente 2.1 Dà fastidio ai loro interessi:il signor B è sceso in politica principalmente  per fare i suoi interessi .Ciò poteva andare  bene per i poteri forti e le varie lobby,ma a lungo andare gli interessi del primo arrivavano a scontrarsi con quelli dei secondi e da lì la rottura.2 La sua politica estera:Berlusconi ha tentato anche in politica estera di seguire il suo spirito imprenditoriale ed "egoistico" e ha stretto o saldato amicizie con chi gli sembrava più conveniente per gli affari,e anche in questo caso gli interessi personali di Berlusconi si sono scontrati con i poteri forti e le elitè politico/finanziarie sopratutto anglostatunitensi:maggiormente ha dato fastidio ai poteri forti e alle lobby atlantiste   il consolidamento dei rapporti di Berlusconi con Gheddafi,Putin,Lukashenko,malvisti all'Occidente o con quei leader politici sostenuti dagli USA(un pò come lui)lasciati al loro destino,come Mubarak e Ben Alì.


Strategia della distrazione

Come sanno tutti gli italiani più o meno informati da anni,Berlusconi è un uomo assai corrotto e i suoi governi sono stati caratterizzati dall'aumento del clientelismo, della corruzione,del degrado morale e così via.Le recenti campagne scandalistiche(ultima ma non meno importante quella del "bunga bunga")non hanno aggiunto niente di nuovo a quello che già si sapeva,tranne ulteriore gossip da vendere all'italiano medio.Questi scandali,creati o meno ad arte,fanno parte della strategia di distrazione,e sono vere e proprie armi di distrazione di massa.In poche parole il gioco funziona così:fare indignare il cittadino per questi scandali,mentre intanto nei palazzi si decidono questioni più importanti e scandalose che passano in secondo piano rispetto al tormentone del momento.Così invece di parlare delle guerre imperialiste e dei costi esorbitanti di esse,dei reali contenuti delle varie manovre finanziarie(ultima quella varata da Tremonti)degli attacchi speculativi e della fregatura dei tagli a senso unico che le lobby e  organismi internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale,vogliono imporre,la politica italiana  si riduce  a puntate di pseudo soap-opere, con la divisione degli schieramenti in gruppi di tifosi per questa o quella squadra:Berlusconi  e i tipi come lui contro la magistratura e i giustizialisti.Naturalmente questi due schieramenti e/o rispettive sette,fanno parte della stessa medaglia,poichè se  da un lato sono in disaccordo,su un punto(quello più importante)arrivano a convergere(perlomeno quando stanno al governo):attuare politiche in linea con i diktat neoliberisti,"depredare" le risorse pubbliche e  la gente, e così via.

Il postberlusconismo

Dopo che il periodo del berlusconismo sarà finito non è detto che ci saranno miglioramenti senza se e senza 
ma,come invece affermano i fautori dell'antiberlusconismo radicale("Meglio tutti che Berlusconi").Anzi,per il momento la situazione è tutt'altro che rosea.Tra i  nuovi aspiranti idoli dell'antiberlusconismo troviamo  Gianfranco  Fini, un tempo convinto berlusconiano, che auspica un nuovo governo di centodestra che si rifaccia alle ricette di Mario Draghi(da poco guida della Banca Centrale Europea)che anche Cossiga(non certo un santo,anzi)definì come un 'affarista senza scrupoli,quel Mario Draghi coinvolto nella stagione delle svendite e sostenitore di tagli(unilaterali) e privatizzazioni selvagge.Ci sono rischi tutt'altro che innocui per la stagione postberlusconiana:un berlusconismo senza Berlusconi,in poche parole cambiare tutto per non cambiare niente,un governo "tecnocratico" con Draghi e company a fare da "menti" o una deriva autoritaria.Certamente sarebbe ora che finisse il periodo storico noto come berlusconismo,e si può ben concordare nel non volere più il  magnate di Arcore come presidente,ma ci sono mezzi e mezzi,e il fine non deve sempre giustificare i mezzi,come invece diceva Macchiavelli.Sarebbe ora che il popolo non si facesse più fregare sia  da un Berlusconi qualunque,sia da altri strani personaggi che cavalcano il malcontento per i loro interessi,e che finalmente facesse valere i suoi diritti che in una democrazia(vera)gli spettano.

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