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Come perdere peso con i succhi agli agrumi

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succhi agli agrumi possono apportare al nostro organismo numerosi benefici, soprattutto per quanto riguarda la vitamina C contenuta nella maggior parte di essi. I succhi a base di agrumi ci permettono inoltre di perdere quegli odiosi chili di troppo che abbiamo messo su durante le vacanze.
Ma in che modo i succhi a base di agrumi ci aiuterebbero a perdere peso? Quali sono i migliori succhi agli agrumi che possiamo prepararci per dimagrire? Quali sono i benefici? Ci sono effetti collaterali oppure no? Andiamo a vedere insieme quali sono le risposte a tutte queste domande.

Quali sono gli agrumi che ci fanno perdere peso? Che proprietà hanno?

Prima di occuparci nel dettaglio dei succhi a base di agrumi che ci aiutano a perdere peso, è il caso di capire quali siano gli agrumi che usiamo in questi casi e, soprattutto, quali siano le rispettive proprietà.
Tra questi agrumi, abbiamo quindi i seguenti:
  • Il lime, famoso per il suo bassissimo contenuto calorico, è ricco di flavonoidi che aiutano l’organismo a stimolare le funzioni della digestione;
  • Il pompelmo, come il lime ha pochissime calorie, è ricco di sostanze nutritive quali il ferro, le fibre, l’acido folico ed il calcio. Grazie ai suoi principi attivi il pompelmo ci aiuta a bruciare i grassi in eccesso e a prevenire la stitichezza e altri problemi connessi alla digestione;
  • L’arancia, famosa per l’elevato contenuto di vitamina C e di pectina che serve principalmente a diminuire i livelli del colesterolo nel sangue. L’arancia è anche un ottimo antiossidante naturale e contribuisce al miglioramento della circolazione;
  • Il mandarino, come l’arancia, è una potente fonte di vitamina C, dalle proprietà antiossidanti che promuove la perdita di peso.

Quali sono i succhi che ci permettono di dimagrire?

Con gli agrumi di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente possiamo creare dei gustosissimi succhi che favoriranno l’apporto delle sostanze contenute nei succhi e, soprattutto, ci consentiranno di dimagrire in modo sano.
Tra i migliori succhi di agrumi che promuovono la perdita dei chili in eccesso, ricordiamo sicuramente i seguenti:
  • Puoi realizzare un buonissimo succo al lime se mescoli insieme al suo succo e a quello del limone la granatina e l’acqua e, dopo aver frullato il tutto puoi aggiungere delle ciliege per decorare il bicchiere;
  • Dopo aver sbucciato e tolto i semi di un pompelmo, puoi aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e un ciuffo di crescione, per poi andare a frullare tutto e se preferisci puoi rinfrescare la bibita con del ghiaccio;
  • Unire del succo d’arancia con il succo di mirtillo e di limone per ottenere un buonissimo succo di agrumi a base di arancia;
  • Prepara un infuso di tè verde e, una volta raffreddato, frullalo con il mandarino, incorporando bene gli ingredienti.

Cavoli, capperi e spezie: la dieta degli antichi Romani per combattere malattie, vecchiaia e nemici

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Di Andrea Cionci

«Ecco quattro valletti accorrere danzando a suon di musica e togliere il coperchio.  
Ciò fatto, vediamo lì dentro capponi e pancette, e in mezzo, a far da Pegaso, una lepre fornita d’ali. 




Li seguiva un’alzata, dov’era deposto un cinghiale di prima grandezza e con tanto di berretto, dalle cui zanne pendevano due canestrini intrecciati di palme, uno pieno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Intorno, poi, dei cinghialetti di pasta dura, come appesi alle mammelle, stavano ad indicare che si trattava di una femmina». 

E’ un passo dalla famosa Cena di Trimalcione, dal «Satyricon» di Petronio e descrive il pantagruelico banchetto del liberto romano. Tuttavia, fra gli eccessi alimentari dei ricchi e la frugalità del popolo, che consumava soprattutto pane, olive, formaggio, verdure, frutta secca, vi era un abisso e per questo motivo abbiamo chiesto ad alcuni noti dietologi ed esperti di nutrizione, di individuare buone e cattive abitudini a tavola dei nostri antichi progenitori.  

IL FRUMENTO DI OGGI E IL GRANO DELL’ANTICHITA’  
Secondo la dottoressa Debora Rasio, medico oncologo e ricercatore spesso presente nei programmi televisivi, l’alimentazione media dei Romani – non certo quella delle classi abbienti - era prevalentemente vegetariana, prediligendo il consumo di verdure, cereali, frutta ai quali si affiancavano latticini e uova e, più sporadicamente, pesce e carne.  

Era una nutrizione più sana rispetto a quella attuale, principalmente perché le materie prime non erano così trasformate. Ad esempio, il frumento che consumiamo oggi è profondamente diverso dal grano antico essendo stato modificato geneticamente nei laboratori dell’ENEA nei primi Anni 70 attraverso l’uso di radiazioni ionizzanti che hanno dato vita a un nuovo grano duro mutato, detto “Creso”.  

Esso è di taglia più piccola (misura in altezza 70-80 cm contro i 150-180 dei grani duri fino ad allora coltivati) è resistente alle malattie e all’allettamento - il piegamento della pianta fino a terra – e quindi con un’elevata produttività.  

Dal Creso sono successivamente derivate numerosissime varietà coltivate in tutto il mondo. Si ritiene non sia un caso che, parallelamente alla diffusione del consumo di varianti di grano con profilo proteico modificato, si è assistito ad un preoccupante aumento di reazioni avverse al glutine: dalla celiachia, all’allergia, alla cosiddetta «sensibilità al glutine».  

Il Creso, pur essendo modificato geneticamente, non è considerato OGM e con esso in tutta Italia vengono prodotti pasta, pane pizza e dolci. I Romani non avevano questo problema e consumavano, oltre al grano, altri cereali come farro e orzo.  

Banco di cibi romani. Natale di Roma, Gruppo Storico romano  

IL DOLCE PER IL PALATO DEGLI ANTICHI E I BENEFICI DEL DIGIUNO  
Un’altra buona abitudine era la completezza dei sapori: nel pasto dei Romani vi era sempre la presenza di qualcosa di dolce, come la frutta secca, ad esempio. Questo sapore ricorreva anche nella preparazione delle carni. In tal modo il soddisfacimento del palato, a fine pasto, era più completo.  

Il sepolcro del fornaio Eurisace a Roma  

«C’è anche da dire – spiega la dottoressa Rasio - che gli antichi mangiavano meno rispetto a noi, circa tre pasti al giorno (uno importante e due frugali) rispetto ai cinque/sei che oggi vengono spesso consumati e che comportano un aumentato apporto calorico e l’aumento di peso. Un’altra ottima abitudine era quella di cenare presto, seguendo un’alimentazione circadiana che rispetta i ritmi biologici. Anche noi dovremmo mangiare finche c’è il sole - consiglia la dottoressa Rasio - In questo modo si dorme meglio». 

Mangiare in un arco ristretto di tempo è, anch’esso, una forma di digiuno che si è rivelata benefica per la salute, non a caso i medici dell’epoca prescrivevano ai ricchi questa pratica di astinenza a correzione dei loro abusi alimentari. I benefici del digiunare sono documentati: si può farlo in vari modi, per uno o più giorni, assumendo brodi vegetali o acqua d’orzo. 

CAVOLI CONTRO RADICALI LIBERI ED EFFETTI DELL’ALCOL  
Un vero alimento toccasana era il cavolo (brassica) fortemente consumato e consigliato. «I Romani avevano capito – spiega la dottoressa Rasio - che si trattava di una verdura speciale, come tutte le crucifere. Esse sono particolarmente ricche di micronutrienti e aiutano a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi; possiedono un alto contenuto di sali minerali, fibre e vitamina C; hanno la capacità di attivare degli enzimi a livello epatico fondamentali per la detossificazione. Per questo, i Romani erano soliti iniziare i banchetti con insalate di cavolo crudo: avevano notato che consentiva di sopportare meglio gli effetti dell’alcool». 

LE SPEZIE: DEPURANO, SGONFIANO E COMBATTONO INFEZIONI  
L’uso delle spezie era anche molto più diffuso rispetto alle nostre abitudini, con rosmarino, alloro, prezzemolo, origano, aglio, basilico, salvia, chiodi di garofano, cumino, paprika, peperoncino, zafferano, cannella e noce moscata: contengono proprietà antiossidanti, sali minerali, vitamine e sono efficaci per la cura e la prevenzione di tante malattie diverse. Inoltre, depurano, disintossicano, sgonfiano e riducono il rischio di infezioni.  

Triclinium di Porta Marina. Museo Nazionale dell’Alto Medio Evo  

FONDAMENTALE LA CONVIVIALITÀ MA PERICOLOSI GLI ECCESS I  
Il professor Nicola Sorrentino, specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, anche lui volto noto della tv, pone l’accento su altri particolari: «La convivialità dei Romani era un aspetto che oggi andrebbe rivalutato. Viviamo in un mondo frenetico e dedichiamo troppo poco tempo ai pasti, mentre il piacere di condividere il tempo per la nutrizione insieme agli altri, è uno degli elementi fondamentali della “dieta mediterranea”, tanto da essere stata posta alla base della “nuova piramide alimentare” proposta dall’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca degli Alimenti e della Nutrizione)». 

Grazie al mangiare insieme si rafforza il fondamento culturale delle relazioni interpersonali, a garanzia dell’identità e della continuità sociale e culturale sia delle comunità, sia degli individui che le compongono. 

I BANCHETTI  
«Un’abitudine perniciosa – continua il prof. Sorrentino - era invece quella di provocare il vomito durante i banchetti più fastosi. Oggi, questa pratica rimane appannaggio soprattutto di persone affette da patologie psicologico-alimentari come anoressia e bulimia, ma continua ad essere estremamente dannosa. Molte le complicanze: deficit di vitamina B12, di folati e ferro, squilibri idroelettrolitici, squilibri del metabolismo acido-base, complicanze esofago-gastro-intestinali, erosione dei denti».  

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IL CASO DI JILL WHITHAM, LA DONNA CHE HA PERSO 88 CHILI CON LA DIETA 'WEIGHT WATCHERS'

Di Elisabetta Rossi

Quando Jill Whitham, 36enne di Heworth (York, Inghilterra), ha sposato il marito Jack, pesava più di 152 chili.
Sapeva di essere sovrappeso, certo, ma non riusciva a rendersi conto di quanto. E poi, un giorno "sono andata ad un incontro del gruppo locale di Weight Watchers - che sensibilizzano ad un'alimentazione e ad uno stile di vita più sani, ndr - e ho capito che dovevo fare qualcosa. Ho deciso di mettermi a dieta".
"Anche mio marito era sovrappeso - racconta Jill al Sun - e ho cominciato a pensare a come sarebbe stato il nostro futuro insieme. Sapevo che andando avanti così avremmo finito per ucciderci. Era arrivato il momento di cambiare". Jill ha iniziato a seguire la dieta Weight Watchers: spesso al mattino saltava la colazione e ha rinunciato - definitivamente - a cioccolato, patatine, frittelle e - per un periodo - anche ai formaggi. Oggi la sua alimentazione consiste in porridge, frutta e insalata. Anche il marito, Jack, ha - in parte - seguito Jill nella drastica dieta: da 114 chili adesso ne pesa 82.
Jill è diventata un'icona per coloro che vogliono seguire la dieta Weight Watchers: "Dispenso consigli e condivido la mia esperienza. Mi sento molto utile". E poi: "Nonostante soffra di ipotiroidismo e mi avessero detto che mi sarebbe stato impossibile scendere sotto i 90 chili, adesso ne peso 63 e ho dimostrato ai medici che si sbagliavano. Sono la prova che chiunque può cambiare la propria vita, se davvero lo vuole".
"La mia vita adesso non ha niente a che fare con la mia vecchia vita - conclude Jill -. Mi sto allenando per la maratona locale, ho più energia del sole".

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gb-straordinaria-trasformazione-jill-ho-perso-88-chili-1294572.html

Secondo studio dell'università di Harvard dieta ipocalorica migliore rispetto a una senza grassi



Di Salvatore Santoru

Secondo quanto riportato dall'Huffington Post(1) e da altri quotidiani, uno studio condotto dall'università di Harvard ha concluso che è migliore una dieta ipocalorica piuttosto che una povera di grassi.I risultati della ricerca , che è stata pubblicata originariamente su Lancet Diabetes & Endocrinology(2), vanno controcorrente rispetto all'opinione maggiormente condivisa che la dieta senza grassi sia quella migliore per perdere peso.










Secondo quanto scritto sull'Huff Post i ricercatori "hanno esaminato attentamente i dati di 68.128 pazienti, che sono stati suddivisi in due gruppi: uno è stato sottoposto a una dieta povera di carboidrati, l'altro a una povera di grassi. Poi sono state analizzate le differenze di variazioni di peso tra i membri dei due gruppi", e "dopo un anno, è risultato che i pazienti che si sono sottoposti una dieta a basso contenuto di carboidrati hanno perso circa un chilo e mezzo in più di quelli che, invece, hanno seguito un'alimentazione povera di grassi."
NOTE:

Perdere peso: non è solo una questione di carboidrati e grassi

dieta

Di Marco Cicirello

Volete perdere peso corporeo? Almeno all’inizio del vostro percorso di dimagrimento, una dieta povera di grassi può essere migliore di una che limita i carboidrati, suggerisce uno studio americano.

Lo studio

Per testare gli effetti del taglio dei grassi o dei carboidrati, i ricercatori hanno studiato 19 adulti obesi due volte, riducendo ogni volta l’apporto calorico di circa il 30% e sottoponendoli tutti a una routine di esercizi identici.




Durante una seduta, hanno ridotto le calorie abbassando la percentuale di carboidrati, e durante l’altra hanno tagliato un numero simile di calorie, riducendo i grassi. Eliminare i grassi per sei giorni ha portato a circa 89 grammi quotidiani di perdita di grasso corporeo, rispetto ai 53 grammi al giorno persi con i carboidrati.
I nostri dati e il nostro modello suggeriscono che il corpo non si preoccupa che le calorie di grasso siano state tagliate“, ha detto Kevin Hall, ricercatore presso il National Institutes of Health. “Ha solo continuato a bruciare la stessa quantità di grasso come faceva prima, il che ha portato a uno squilibrio sostanziale tra grassi ingeriti e bruciati, e quindi la perdita di grasso corporeo“.
Ma, quando i ricercatori hanno calcolato l’impatto a lungo termine dei due approcci, hanno stimato che le differenze nella perdita di grasso potrebbero diminuire nel tempo.

I rischi dell’obesità

A livello globale, 1,9 miliardi di adulti sono in sovrappeso o obesi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obesità aumenta il rischio di malattie cardiache, diabete, disturbi articolari e alcuni tumori.
Precedenti ricerche hanno trovato che le persone obese spesso hanno difficoltà a eliminare i chili in eccesso o mantenere il peso. Cambiare stile di vita, come a seguito di una dieta sana ed esercizio regolare, può spesso aiutare a breve termine, ma non si riescono a produrre risultati duraturi.

Il ruolo dell’insulina

Per questo studio, Hall e colleghi hanno testato una credenza popolare che spinge molte persone a provare diete povere di carboidrati – riducendo alimenti come pasta, pane bianco e zuccheri per contenere le scorte di insulina, che a sua volta limita la capacità del corpo di accumulare grasso. Con meno insulina, il corpo può bruciare anche le riserve di grasso esistenti per l’energia e perdere peso.
Dieci uomini e nove donne sono state ricoverate in ospedale due volte per soggiorni di due settimane, che comprendevano cinque giorni per stabilire una dieta di riferimento prima di iniziare l’esperimento per limitare le calorie, riducendo il grasso o i carboidrati. Oltre a piatti pronti, tanti esercizi su un tapis roulant per un’ora al giorno.

Diete a confronto

In un certo senso, lo studio ha prestato credito alle credenze popolari sulle diete low-carb. Il taglio dei carboidrati ha effettivamente diminuito la produzione di insulina. Inoltre, ha condotto a un aumento della ripartizione di grassi immagazzinati che possono essere utilizzati per produrre energia, processo noto come ossidazione dei grassi. Al contrario, la dieta povera di grassi non ha cambiato significativamente la produzione di insulina e l’ossidazione dei grassi.
È difficile dire come questi risultati possano tradursi in perdita di peso nel mondo reale, visto quanto strettamente controllate siano l’assunzione di cibo e la produzione di energia per i partecipanti allo studio. Ma i risultati non offrono solide prove che le diete a basso contenuto di carboidrati non siano superiori per la perdita di grasso, osserva in un editoriale Susan Roberts, una ricercatrice di nutrizione presso la Tufts University.
Fondamentalmente ciò che i risultati dicono è che il bilancio energetico complessivo è il fattore più importante”, ha detto via e-mail la Roberts.
Per rispondere a questa domanda, sono necessarie ulteriori ricerche che esplorino come il consumo di grassi, carboidrati e proteine influenzi quante calorie si assumono.

Altro che dieta e palestra, basta prendere il bus

Altro che dieta e palestra, basta prendere il bus

In città chi si muove rinunciando ad auto e moto ne guadagna in salute. Almeno secondo il progetto di ricerca europeo PASTAPhysical Activity through Sustainable Transport Approaches. Che, prendendo come test le città di Anversa, Barcellona, Londra, Örebro, Roma, Vienna e Zurigo, punta a certificare che l’uso di biciclette, metro e bus permette di fare esercizio fisico, abbassare i livelli di inquinamento, essere meno esposti ad incidenti stradali. In poche parole: stare in forma. Un supporto scientifico al progetto dell’Unione Europea arriva anche dallo studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Che sottolinea come l’uso dei mezzi pubblici incida sul fisico e sul peso ben più di mortificanti diete o sfiancanti lezioni in palestra. Le donne e gli uomini che si recano al lavoro a piedi, o utilizzando bici e tram, infatti, pesano circa 3 kg in meno rispetto a chi si sposta in auto.

Fonte:http://www.west-info.eu/it/altro-che-dieta-e-palestra-basta-prendere-il-bus/

Documentario: Crudo e Semplice - fermare e guarire il diabete senza farmaci e insulina



246 milioni di persone nel mondo soffrono di diabete eppure una soluzione semplice e naturale esiste. Crudo & Semplice è uno dei film più entusiasmanti e coraggianti che io abbia mai visto!Colin T. Campbell, autore del bestseller mondiale The China Study

Un esperimento unico al mondo per guarire il diabete: una malattia sempre più diffusa, anche tra i bambini, a causa di scorrette abitudini alimentari. con una dieta naturale basata su cibo biologico, frutta e verdure crude, è possibile prevenire e ridurre il diabete.
Sei pazienti accettano la sfida di smettere di mangiare carne, latticini, zucchero, carboidrati, caffè, cibi confezionati e persino gli abituali cibi cotti, pur di disintossicarsi.
Bandita quindi ogni forma di dipendenza, niente alcool né sigarette, i protagonisti si avventurano per 30 giorni verso una radicale disintossicazione, riuscendo a ridurre così il tasso di zuccheri nel sangue e il bisogno di iniezioni di insulina.
Il film accompagna in maniera toccante i protagonisti lungo il percorso verso la guarigione, mostrandone le trasformazioni fisiche e psicologiche che il loro nuovo stile di vita, più sano e gioioso, ha reso possibile.




Fonti:http://ildocumento.it/alimentazione/crudo-e-semplice.html

http://www.macrolibrarsi.it/video/__fermare-e-guarire-il-diabete-crudo-semplice-dvd.php

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