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Il dottor Shibo Jiang su 'Nature'- Non autorizzare vaccini e farmaci per il COVID senza sufficienti garanzie di sicurezza


                                             VOCI DALL'ESTERO

Sulle pagine dell’autorevolissima rivista Nature, lo scienziato Shibo Jiang mette in guardia da una frettolosa approvazione di trattamenti e vaccini contro il Covid-19. Benché ci sia davvero una grande urgenza di controllare l’epidemia che sta mettendo a rischio la salute e le condizioni economiche dei popoli in tutto il mondo, autorizzare un vaccino o una cura saltando le rigorose procedure previste per l’approvazione dei farmaci potrebbe portare a rischi ed effetti molto controproducenti per il futuro.

Di Shibo Jiang, 16 marzo 2020

Dobbiamo sviluppare urgentemente misure per affrontare il nuovo coronavirus, ma la sicurezza viene sempre prima di tutto, afferma Shibo Jiang.

In tutto il mondo, vedo gli sforzi per sostenere programmi di “intervento rapido” volti a sviluppare vaccini e terapie contro il COVID-19. Diversi gruppi negli Stati Uniti e in Cina hanno già in programma di testare i vaccini in volontari umani sani. Non fraintendiamoci: è essenziale che lavoriamo nel modo più intenso e veloce possibile per sviluppare farmaci e vaccini che siano resi ampiamente disponibili in tutto il mondo. Ma è importante non prendere scorciatoie.

I vaccini per il morbillo, la parotite, la rosolia, la poliomielite, il vaiolo e l’influenza hanno una lunga storia di uso sicuro e sono stati sviluppati attraverso procedure in linea con i requisiti delle agenzie di regolamentazione.

Io stesso ho lavorato per sviluppare vaccini e trattamenti contro i coronavirus fin dal 2003, quando si è verificata la prima epidemia di sindrome respiratoria acuta grave (SARS). E la mia opinione è che i protocolli standard sono essenziali per la salvaguardia della salute. Prima di consentire l’uso di un vaccino per il COVID-19 nell’uomo, le autorità di regolazione dovrebbero valutarne la sicurezza nei confronti di una ampia serie di differenti ceppi virali e in più di un modello animale. Dovrebbero anche richiedere solide prove precliniche che i vaccini sperimentali prevengano l’infezione, anche se ciò probabilmente significherà aspettare settimane o addirittura mesi per rendere disponibili i modelli.

Si tratta di tempo ben speso. Il lavoro per il virus contro la SARS ha mostrato che si sono osservate risposte immunitarie preoccupanti nei furetti e nelle scimmie, ma non nei topi. Inoltre, alcuni frammenti di proteine ​​virali possono suscitare risposte immunitarie più potenti o meno rischiose rispetto ad altri, ed è sensato verificarlo negli studi su animali prima di sperimentarli sulle persone.

I governi sono comprensibilmente alla disperata ricerca di qualsiasi cosa possa prevenire le morti, le chiusure e le quarantene dovute al COVID-19. Ma per combattere questa malattia ci vuole un vaccino sicuro ed efficace. Il tasso di letalità della malattia è basso (3,4% secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, sebbene si tratti di numeri molto incerti), tuttavia i tassi di trasmissione sono elevati e il contagio è difficile da tracciare. Questo significa che molte persone – forse la maggior parte nelle zone ad alta diffusione – dovrebbero essere vaccinate per fermare il contagio e prevenire le morti. Al contrario, il virus Ebola ha un tasso di letalità molto elevato (in media intorno al 50%, ma che varia tra il 25% e il ​​90%), ma è meno contagioso, quindi la vaccinazione può essere più mirata.

Decenni fa, i vaccini sviluppati contro un altro coronavirus, un virus della peritonite infettiva felina, provocò un aumento del rischio dei gatti di sviluppare la malattia causata dal virus (T. Takano et al. J. Vet. Med. Sci. 81 , 911–915; 2019). Fenomeni simili sono stati osservati negli studi su animali condotti per altri virus, incluso il coronavirus che causa la SARS (YW Kam et al. Vaccine 25 , 729-740; 2007).

Le autorità regolatorie devono continuare a richiedere che gli sviluppatori dei vaccini verifichino le reazioni potenzialmente dannose negli studi su animali. Devono anche stare molto attenti a verificare la presenza di anticorpi contro qualsiasi coronavirus prima di arruolare volontari umani sani nei test sulla sicurezza del vaccino. I finanziatori devono fare molta attenzione a non incappare in novità pompate ad arte e sovvenzionare test davvero appropriati per lo sviluppo di farmaci e vaccini contro il coronavirus.

La Cina sta promuovendo diversi vaccini contro il COVID-19, di diversi tipi, e ha annunciato programmi per avere entro aprile prodotti pronti per i test sull’uomo in persone sane o per l’uso in emergenza. La mia preoccupazione è che ciò potrebbe significare che un vaccino venga somministrato prima che la sua efficacia e sicurezza siano state valutate a fondo in modelli animali o studi clinici. E negli Stati Uniti, la società di biotecnologia Moderna di Norwood, nel Massachusetts, ha inviato un vaccino sperimentale a RNA messaggero al National Institute of Allergy and Infectiouse Disease (NIAID) di Bethesda, per testarlo in un trial clinico. La piattaforma per la realizzazione di vaccini a base di mRNA ha dimostrato di essere sicura nell’uomo, ma questo vaccino contro il COVID-19 no. Il NIAID sostiene che il rischio di ritardare l’avanzamento dei vaccini è molto più elevato del rischio di causare malattie in volontari sani, ma il mio timore è che gli sviluppatori di vaccini procederanno troppo in fretta se si abbassano gli standard.

Più di 100 trattamenti per il COVID-19 sono elencati nel registro pubblico degli studi clinici in Cina. La maggior parte di questi riguarda un farmaco che è già stato approvato per un’altra malattia. Questo significa che non agiscono specificatamente contro i coronavirus umani e che non sono stati testati su modelli animali per il COVID-19, anche se questo normalmente sarebbe richiesto dalle autorità di regolazione cinesi. Ma c’è di più: gli studi realizzati per ottenere l’approvazione del trattamento per altre malattie spesso non tengono conto delle interazioni con altri farmaci. Il potenziale di tossicità sinergica deve essere valutato prima che “vecchi” farmaci di questo tipo entrino nei regimi di trattamento per il COVID-19.

C’è poi un altro fattore da considerare: la possibilità che i coronavirus emergenti e riemergenti provochino epidemie future. Il virus che provoca il COVID-19 potrebbe benissimo mutare in modi che renderebbero inutili vaccini e antivirali che precedentemente si erano dimostrati efficaci. Pertanto, qualsiasi agenzia di regolamentazione che consideri i modi per accelerare i test sulle cure dovrebbe anche soppesare la probabilità che questi farmaci lavorino anche più ampiamente che contro questo particolare coronavirus.


TRADUZIONE DI RODODAK PER VOCI DALL'ESTERO.

Coronavirus, Remdesivir non funzionerebbe. Aveva fatto 'boom' in Borsa e anche Bill Gates ne sosteneva l'efficacia


Di Salvatore Santoru

Il remdesivir non funzionerebbe.
Come riportato dall'AGI(1), l'antivirale prodotto da Gilead Sciences aveva entusiasmato le Borse mondiali. 

Stando a quanto ha riportato il Financial Times, il medicinale non ha superato i test cruciali stando ad uno sperimentazione cinese.

Lo studio cinese è stato considerato incompleto da parte della Gilead Sciences, che ha segnalato i potenziali effetti positivi del medicinale sui pazienti affetti da Covid-19.

Il Financial Times ha citato la bozza di un documento dell'Oms, bozza che sarebbe stata pubblicata in modo accidentale(2).
Il farmaco era sostenuto anche da Bill Gates, che in un recentissimo post sul suo blog aveva ribadito la sua convinzione che fosse, almeno potenzialmente, il medicinale 'maggiormente efficace' nella lotta al Covid-19(3).

NOTE :


(1) https://www.agi.it/estero/news/2020-04-23/remdesivir-antivirale-usa-non-funziona-8422895/


(2) https://www.ft.com/content/0a4872d1-4cac-4040-846f-ce32daa09d99


(3) https://www.gatesnotes.com/Health/Pandemic-Innovation

Avigan, Giappone dà il via alla sperimentazione


Di Salvatore Santoru

Negli ultimi giorni si era parlato molto del discusso farmaco giapponese Avigan, noto anche come "Favipiravir"(1).
La stessa Agenzia Italiana del Farmaco(AIFA) aveva deciso di autorizzare la sperimentazione del medicinale e tale decisione è stata criticata da alcuni esponenti della comunità scientifica, i quali hanno ribadito che vi sono al momento poche prove sull'efficacia dell'Avigan ed esistono diversi effetti collaterali di esso.

Comunque sia, recentemente anche il governo giapponese ha dato il via alla sperimentare del medicinale.
Tale news è stata resa nota dalla Fujifilm Toyama Chemical, la multinazionale che produce il farmaco.

Intanto, nell'ambito di un'intervista al Corriere Della Sera(2), il General Manager della Fujifilm Toyama, Junji Okada, ha specificato che la sperimentazione durerà sino al giugno 2020 e dovrebbe coinvolgere più di cento persone contagiate dal Covid-19.

PER APPROFONDIRE, ARTICOLO SU BLASTING NEWS :

https://it.blastingnews.com/cronaca/2020/04/avigan-il-giappone-ha-deciso-di-avviare-la-sperimentazione-del-discusso-farmaco-003105605.html

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/avigan-contro-coronavirus-laifa-da-il.html

(2) https://www.corriere.it/economia/aziende/20_aprile_01/avigan-tutto-quello-che-c-sapere-farmaco-giapponese-fujifilm-72d6da20-73ed-11ea-b181-d5820c4838fa.shtml

Avigan, il colosso farmaceutico che lo produce contro le sperimentazioni: 'Siamo preoccupati'


Di Salvatore Santoru

Recentemente l'AIFA ha deciso di approvare la sperimentazione dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando molto in questi giorni(1).
Tale decisione non è stata molto apprezzata dal colosso farmaceutico che produce il medicinale, la Toyama Kagaku Kōgyō, consociata giapponese della Fujifilm Holdings.

Più specificatamente, stando a quanto riporta il Corriere e altre testate nazionali, in un'intervista all'agenzia giornalistica DIRE la rappresentante delle pubbliche relazioni del colosso farmaceutico, Chiaki Hasegawa, ha sostenuto che la sua società è molto sorpresa dalla decisione dell'AIFA(2).

Inoltre, la Hasegawa ha dichiarato che lo stesso colosso sarebbe molto preoccupato per l'avvio dei test e ciò per via del fatto che, sino ad ora, i test riguarderebbero la versione cinese del medicinale e non ci sarebbero studi su pazienti che non sono giapponesi.

In questi giorni l'Avigan sta facendo molto discutere e bisogna ricordare che tale farmaco, approvato nel 2014 in Giappone come antivirale, si è rivelato efficace su alcuni casi di Covid-19 in Cina e Giappone e dallo stesso paese nipponico era stato ritirato a seguito di determinati effetti collaterali(3).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-avigan-ne-farmaco.html

(2) https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_24/coronavirus-ultime-notizie-dall-italia-mondo-cf3baef8-6d94-11ea-9b88-27b94f5268fe.shtml

(3) https://www.ilcapoluogo.it/2020/03/23/coronavirus-e-avigan-problemi-sugli-effetti-collaterali/

Coronavirus, ecco perché l'approvazione dell'Avigan potrebbe essere una buona notizia


Di Salvatore Santoru

Recentemente l'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l'utilizzo dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando da alcuni giorni in Rete(1).
La decisione dell'AIFA è stata preceduta da alcune polemiche e, inoltre, è tutt'ora oggetto di pareri contrastanti.
In linea di massima, da una parte c'è chi sostiene che l'Avigan possa rappresentare "la cura" per il Covid-19 e dall'altra chi sostiene che la sua efficacia sarebbe una "bufala". 
Attualmente non esistono sufficienti prove sulla totale efficacia di tale farmaco, approvato come antivirale nel 2014(2), ma tuttavia i test effettuati in Cina e Giappone hanno dimostrato che tale medicinale può essere utile per certi casi di Coronavirus. 
Comunque sia e quale che sia la verità, la decisione dell'AIFA è tutto sommato positiva e sarebbe importante sperimentare l'Avigan allo scopo di appurarne la possibile utilità nella lotta contro l'attuale pandemia globale.
D'altronde, tenendo conto della gravità dell'attuale emergenza, è importante sperimentare le possibili utilità di alcuni medicinali ritenuti potenzialmente efficaci contro il Covid-19.
PER APPROFONDIRE:
NOTE:

Avigan contro Coronavirus, l'Aifa dà il via libera alla sperimentazione


Di Salvatore Santoru

Via libera alla sperimentazione dell'Avigan, il discusso farmaco giapponese di cui si sta parlando da pochi giorni in Rete e nei media(1).
Come riporta il Corriere Della Sera(2), la tematica è stata discussa dal Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmacoil ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che lo stesso direttore AifaNicola Magrini, ha comunicato che si sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca.

Sino ad ora la possibilità dell'utilizzo dell'Avigan è stato oggetto di pareri contrastanti, come spiegato in un recente articolo che ho scritto per questo sito(3).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-avigan-ne-farmaco.html

(2) https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_marzo_23/avigan-via-sperimentazione-17ada1f4-6d19-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml

(3) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-il-farmaco-giapponese.html

Coronavirus, Avigan né farmaco miracoloso né propriamente bufala: ecco perché


Di Salvatore Santoru

In queste ultime ore si sta parlando abbastanza della possibile utilità di un farmaco giapponese, Avigan, nell'ambito della lotta mondiale contro il Coronavirus.

A tal riguardo vi sono pareri contrastanti e in Italia l'argomento è diventato virale a seguito di un video realizzato da un giovane che si trova in Giappone, l'imprenditore e farmacista romano Cristiano Aresu(1).

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha deciso di avviare la sperimentazione del medicinale e, inoltre, tra i pareri critici si è anche avuto quello del noto virologo Roberto Burioni(2).

In linea di massima, c'è chi sostiene che tale farmaco sarebbe una sorta di medicinale 'miracoloso' e invece chi parla dell'ennesima bufala.

Stando alle notizie e ai dati che si hanno ora, invece, si potrebbe anche sostenere che l'utilizzo dell'Avigan non sarebbe né una 'panacea' ma allo stesso tempo nemmeno una bufala vera e propria.

Difatti, è stato riportato su diversi media internazionali che il farmaco sta venendo studiato ed è stato recentemente sperimentato in Cina e, inoltre, da febbraio 2020 viene utilizzato in Giappone.

Oltre a ciò, la sua possibile efficacia sarebbe stata sostenuta anche da un funzionario del ministero cinese della Scienze e della Tecnologia cinese, Zhang Xinmin, ma ridimensionata da una fonte anonima del ministero della Sanità giapponese.

A quanto risulterebbe, stando alla stessa fonte giapponese, l'Avigan potrebbe essere efficace nel trattamento di alcuni casi di Covid-19 moderati mentre non lo sarebbe in quelli gravi.

Se le cose stessero così, si potrebbe sostenere che l'Avigan non è propriamente un "farmaco miracoloso" e che, allo stesso tempo, i suoi possibili benefici non sarebbero una "bufala" ma risulterebbero comunque limitati.

PER APPROFONDIRE:

NOTE:



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Avigan contro Coronavirus, Burioni non approva: 'Scemenze'


Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore si sta parlando molto dell'utilizzo di un farmaco giapponese, Avigan, nell'ambito della battaglia contro il Coronavirus.
Recentemente il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha annunciato, in una diretta Facebook, il suo sostegno all'avvio della sperimentazione del medicinale(1).

L'efficacia del farmaco antivirale è stata sostenuta anche da un giovane italiano che si trova in Giappone, Cristiano Aresu, e a tal riguardo vi sono diversi pareri(2).
Tra i critici e gli scettici dell'efficacia del farmaco ad essi vi è Roberto Burioni, il noto virologo dell'Università Vita-Salute San Raffaele(3).

Più precisamente, su Twitter lo stesso Burioni ha sostenuto che le notizie divulgate sull'Avigan sarebbero 'scemenze' e si tratterebbe di una nuova bufala.

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-zaia-annuncia-la.html

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-cina-raccomanda-avigan.html

(3) https://video.ilsecoloxix.it/italia/arriva-l-avigan-presunto-farmaco-contro-il-coronavirus-burioni-scemenze-zaia-lo-sperimentiamo-in-veneto/59057/59037

Coronavirus, Zaia annuncia la sperimentazione dell'Avigan in Veneto


Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore si sta parlando molto del possibile utilizzo di un farmaco giapponese, Avigan, nella lotta contro il Coronavirus.
Lo stesso medicinale viene utilizzato in Giappone da febbraio 2020 e, da alcuni giorni, sta venendo sperimentato in Cina e sulla sua efficacia vi sono diversi pareri.

In Italia la tematica è diventata virale a seguito della diffusione di un discusso video realizzato da in Giappone da un giovane farmacista italiano, Cristiano Aresu, dove si sostiene che il farmaco possa servire come cura contro il Covid-19.

Intanto, riporta Il Gazzettino, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha annunciato, in una diretta Facebook, il suo sostegno alla sperimentazione del medicinale(1).
Zaia ha anche affermato che il farmaco è stato approvato dall'AIFA e che, inoltre, si augura che al più presto avvenga la sua possibile sperimentazione.

PER APPROFONDIRE:

https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-cina-raccomanda-avigan.html

https://www.informazioneconsapevole.com/2020/03/coronavirus-il-farmaco-giapponese.html

NOTA:

(1) https://www.ilgazzettino.it/nordest/primopiano/coronavirus_avigan_favipiravir_burioni_sperimentazione_veneto-5126349.html

Clorochina, il farmaco che Trump vuole usare contro il coronavirus


Di Caterina Galloni

Negli USA via libera all’utilizzo della clorochina sui pazienti affetti da Covid-19. La Food and Drugs Administration ha approvato il farmaco suggerito in precedenza anche da Elon Musk e Donald Trump, entrambi avevano affermato che la clorochina ha “un enorme potenziale”.
Che cos’è la clorochina e perché Musk e Trump pensano che sia promettente?
Questa la storia della clorochina che da farmaco per il trattamento degli attacchi acuti di malaria e altre parassitosi, in particolare le amebiasi extra, nel giro di pochi giorni si è trasformato in cui una cura per la pandemia.
La clorochina è un farmaco antivirale che ha curato e prevenuto la malaria dagli anni ’40. È oggetto di almeno tre studi clinici registrati presso la National Library of Medicine degli Stati Uniti.
Un articolo pubblicato il 16 marzo sulla rivista Bioscience Trends ipotizza che la clorochina sia stata usata come “trattamento innovativo” per i pazienti cinesi. Da allora il farmaco è stato aggiunto alle linee guida per il trattamento del Covid-19 in Corea del Sud, Belgio e Cina.
In Italia il farmaco è utilizzato sui pazienti affetti da Covid-19 con ottimi risultati per 3 casi su 4.
Poiché la clorochina è già approvata dalla FDA per il trattamento della malaria, non è necessario sottoporsi ai tradizionali cicli di test di sicurezza come accade per un nuovo farmaco prima che possa essere immesso sul mercato, scrive inverse.com.
Analoghi studi effettuati da un ricercatore francese, Didier Raoult, direttore dell’Istituto ospedaliero universitario “Méditerranée Infection” di Marsiglia, pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Antimicrobial Agents, confermano l’efficacia del farmaco.
Il 75% dei pazienti trattati con il Plaquenil, uno dei farmaci a base di idrossiclorochina, dopo sei giorni presenta una carica virale negativa. Gregory Poland, professore di medicina e malattie infettive alla Mayo Clinc, invita alla cautela:”Fino a quando non saranno pubblicati studi clinici randomizzati, non possiamo essere certi della sua efficacia”.
Quando Inverse ha chiesto a Poland perché la clorochina sia tornata alla ribalta ha dato una semplice risposta:”Ritengo sia a causa del panico”.
Fonte: inverse.com.

Paolo Barnard anticipa Trump e fa un appello sul coronavirus


Di Riccardo Donat-Cattin

Paolo Barnard è tornato a parlare, con una serie di tweet e un video da 3 minuti su youtube, con in mano una mail stampata ricevuta dal Dr Wayne A. Marasco della Harvard Medical School in cui si legge di uno studio clinico francese non randomizzato che fornisce la speranza che un farmaco anti-malaria, molto conosciuto ed economico, l’idrossiclorochina, possa avere effetti decisi contro il coronavirus sars-cov2. “Questo farmaco – dice Barnard leggendo la mail – è già disponibile in quantità di massa e ve l’ho dato perché potrebbe fornire un aiuto in tempo reale per i pazienti lombardi infettati, quelli a rischio infezione, e per tutto il personale sanitario in Lombardia”. La mail è indirizzata a Barnard, al professor Giorgio Palù e Cristina Parolin, uno preside e l’altra professoressa ordinaria dell’università di Padova. “Sottolineo – continua Barnard – che alle dosi descritte nello studio francese questo farmaco riduce anche il viral shading, cioè quando il virus va in giro nel corpo o dal corpo va in giro nell’ambiente, quindi sostanzialmente riduce anche la contagiosità delle persone. È molto importante. Ultimo punto: associato all’antibiotico azitromicina ha dato risultati ancor più sorprendenti.”
Barnard fa appello ai suoi lettori di retwittare il messaggio alle proprie autorità sanitario: “È un messaggio estremamente importante e di grande autorevolezza scientifica.” Noi rigiriamo l’invito. Lo studio francese del prof. Didier Raoult è ripreso da alcune testate in questi giorni, ed è anche analizzato in un articolo di qualche ora fa su comedonchisciotte.org.
Nei giorni seguenti pubblica due precisazioni, che riportiamo:
NON PRENDETE FISCHI PER FIASCHI. Molti confondono il trattamento con CLOROCHINA, screditato da un mese, con ciò che ho postato da Harvard e dallo studio francese, che è L’IDROSSICLOROCHINA + AZITROMICINA, la quale è parte della terapia promettente.
PER CHI MI HA DIVULGATO: non fatevi intimidire da chi vi risponde che in Italia l’IDROSSICLOROCHINA + AZITROMICINA sono già usati da settimane come nel promettente protocollo francese. IMPOSSIBILE, quel preciso protocollo è uscito 4 gg fa, ed è ESCLUSIVO francese. Insistete. PB
Barnard torna così per pochi minuti nelle vesti di giornalista, anticipandoci, sempre grazie alle informazioni ricevute dal Dr. Marasco, che gli Stati Uniti stanno lavorando per rendere queste cure operative a livello nazionale il più presto possibile: “Questa è adesso politica sanitaria americana in questi minuti mentre vi sto parlando” dice Barnard nel video. 72 ore dopo il presidente Trump con un tweet annuncia che idrossiclorochina e azitromicina presi insieme hanno una chance reale di essere una delle più grandi svolte nella storia della medicina, dimostrando ancora una volta che giornalisti che sanno fare il loro mestiere in giro ce ne sarebbero.
Barnard aveva riattivato il suo profilo twitter già il 14 marzo,  sempre in tema coronavirus, sostenendo che il ceppo virale tedesco sia arrivato in Lombardia mutato, e che questo spiegherebbe il maggior numero di vittime virus. È per verificare questa tesi che Barnard ha ricevuto le informazioni dal dr. Marasco nei giorni successivi, dai quali trae le sue conclusioni, pubblicate nei tweet del 20 marzo. Qui il testo dei tweet in sequenza:
ATTENZIONE: Ho sottoposto la mia tesi sull’abnorme caso SARS-CoV2 della Lombardia a una delle massime autorità mondiali, il Dr Wayne A. Marasco, Department of Cancer Immunology and AIDS, Dana-Farber Cancer Institute; Department of Medicine, Harvard Medical School, USA).
La mia tesi è che sia la contagiosità, ma soprattutto l’orribile fatality rate del ceppo lombardo siano dovute al fatto che il ceppo (strain) arrivato in Lombardia si sia mutato in un’aggressivo “assortant strain”, e non sia quindi lo stesso SARS-CoV2 di UE US o SKorea.
La risposta del Dr Wayne Marasco conferma che mutazioni CoV2 sono già avvenute in Cina. Quindi NON SCARTA la mia ipotesi, anche se per ora non ha conferme. Ma auspica che vengano fatti in Italia questi “CRITICI ED ESSENZIALI ACCERTAMENTI MOLECOLARI” (sulle mutazioni)
IL PUNTO: Che un’autorità mondiale su SARS-CoV2 abbia accettato l’ipotesi TEORICA che il virus lombardo possa essere anomalo, e che auspichi accertamenti “essenziali” in merito, DEVE allertare i nostri esperti ANCHE su questa tesi inquietante. Escluderla è da irresponsabili.
In un’intervista al Sole24Ore dell’11 marzo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, accenna la questione dei ceppi virali:
«Per ora le informazioni relative ai ceppi isolati confermano una significativa “vicinanza” genetica tra il virus che ha circolato in Cina, quello tedesco e quello che sta causando i casi in Lombardia – conclude Pregliasco. Probabilmente quando avremo a disposizione un numero maggiore di sequenziamenti genetici virali da valutare potremmo capire meglio se ci sono state mutazioni in grado di rendere un ceppo più o meno aggressivo, ma per ora ogni valutazione è prematura»
 Un successivo tweet di barnard riporta un articolo dell’Huffington Post nel quale la virologa Maria Rita Gismondo sostiene dubbi che vanno nella direzione di Barnard.
“In Lombardia c’è qualcosa che non comprendiamo. Si sono superati i morti della Cina in un’area infinitesimamente più piccola e in un tempo minore”. “Sta succedendo qualcosa di strano – avverte Gismondo – In Lombardia c’è un’aggressività che non si spiega. Le ipotesi possono essere tutte valide”, precisa, ma “una è che il virus sia forse mutato”.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO:  https://comedonchisciotte.org/paolo-bardard-anticipa-trump-e-fa-un-appello-sul-coronavirus/

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