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Giornata della Biodiversità 2019, nel mondo un milione di piante e animali a rischio estinzione


Di Salvatore Santoru

Si celebra oggi, 22 maggio 2019, la Giornata Mondiale della Biodiversità
Tale giornata serve a ricordare l'importanza della diversità biologica e a porre l'attenzione sulle tante specie vegetali e animali a rischio o in via di estinzione.

Come riporta il Fatto Quotidiano, nel mondo vi sono almeno un milione di piante e animali a rischio, principalmente a causa dei cambiamenti climatici.

Scoperta in Cile una pianta-camaleonte che imita le altre piante!

Di Valerio Guiggi
Il mimetismo è un fenomeno che nel mondo animale è ben conosciuto e molto strutturato. Il rapporto tra preda e predatore è così stretto che, tra le strategie di difesa, molti animali, dagli insetti ai mammiferi (pensiamo ai camaleonti) devono trovare il modo di non farsi vedere, così da riuscire ad evitare di essere mangiati e da perpetuare la presenza della specie nel nostro pianeta. Se, però, nel mondo animale questa cosa è diffusa, lo è molto meno nel mondo vegetale.

Infatti le piante hanno meccanismi diversi per perpetuare la sopravvivenza: pensando, per esempio, ad un tubero come la patata, se un animale mangiasse la pianta c’è sotto il tubero che è pronto a farla ricrescere. Le radici, in generale, sono un ottimo metodo per evitare che la pianta scompaia, mentre altre piante (gli alberi) sono alte e impossibili da mangiare, per gli animali. Ma a queste strategie se ne affianca una davvero unica che caratterizza una pianta che cresce solo in Cile, che è in grado di imitare l’aspetto delle altre piante proprio come un camaleonte fa con i colori.
La Boquilia trifoliata è una pianta rampicante che sfrutta il tronco degli alberi per salire più in alto possibile e avere accesso ai raggi del sole che aiutano la sopravvivenza. La particolarità di questa pianta sono le foglie: a seconda dell’albero su cui si arrampica, queste cambiano la loro forma, il colore, l’orientamento e addirittura le venature, per assomigliare il più possibile alle foglie della pianta che la circonda; in questo modo gli animali la scambiano direttamente per l’albero, ed evitano di mangiarla.
Le foglie possono avere, dalla varietà più piccola alla più grande, addirittura una differenza di 10 volte, e questo è importantissimo per la sopravvivenza, visto che non si tratta di una pianta particolarmente resistente (altrimenti si sarebbe diffusa, quantomeno nel sudamerica, e non sarebbe stata limitata solamente ad alcune zone del Cile). Addirittura, se la pianta di base ha le spine, anche su questa possono nascere delle spine, così da assomigliare ancora di più all’altro albero.
Quello che non è chiaro, ad oggi, è come sia possibile che una pianta possa conoscere così bene quella su cui si arrampica tanto da imitarla in tutto e per tutto. Le piante, lo sappiamo, hanno una serie di sensori che riescono, per esempio, a sapere vicino a quale altra pianta si trovano, ma da una cosa del genere a sapere precisamente le caratteristiche delle foglie c’è una bella differenza; al momento, i ricercatori cercano di saperne di più, ma questa pianta che è stata scoperta solamente nel 2014 è uno dei più grandi misteri della botanica odierna, che gli scienziati sperano di poter risolvere al più presto, cercando anche di capire se altre piante abbiano capacità simili.

Benefici e proprietà della Piantaggine: a cosa serve e come utilizzarla

La piantaggine
La maggior parte delle persone la vede come un’erbaccia persistente che spunta nei giardini, nei prati o dalle crepe dei marciapiedi. In realtà lapiantaggine è una delle piante medicinali più potenti che la natura ci abbia mai regalato.


In quelle folte foglie verdi, nei piccoli germogli e nel gambo si nasconde un potenziale nutritivo straordinario che potrebbe aiutare le persone in situazioni difficili come cicli mestruali dolorosi, acne e dolori articolari.
Ci sarà un motivo se la piantaggine è stata per secoli una delle piante più utilizzate in ambito curativo?

La Piantaggine è ottima se applicata sulle ferite

In passato la piantaggine era molto utilizzata come astringente su ferite e punture d’insetto. Basta semplicemente masticare o frantumare le foglie in modo da ottenere una poltiglia efficace nell’assorbire il veleno delle punture e nel prevenire infezioni e cicatrici.

La Piantaggine aiuta il tuo sistema digestivo

Se ha dei problemi digestivi cronici causati da antibiotici, allergie alimentari o altro, la piantaggine potrebbe essere un’efficace soluzione. Numerose testimonianze hanno confermato come le foglie e i semi di questa pianta aiutino a ridurre l’infiammazione e a riparare i danni subiti nel rivestimento intestinale.
I semi possono essere utilizzati anche per mantenere pulito tutto l’apparato digerente, mentre l’estratto ricavato dalle foglie è l’ideale per riequilibrare i processi digestivi.

La Piantaggine aiuta in caso di raffreddore e congestione delle vie respiratorie

Essendo ricca di silicio, la piantaggine è una pianta dalle ottime proprietà espettoranti. Questo significa che ci aiuterà a liberare le vie respiratorie dal muco in caso di raffreddore, tosse e altri disturbi respiratori.
David Hoffmann, nel suo libro “Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine” (Erboristeria medica: La scienza e la pratica della medicina erboristica) spiega:

“La piantaggine agisce come un delicato espettorante poiché lenisce le membrane infiammate e doloranti, ecco perché è l’ideale in caso tosse e lievi bronchiti.”

La Piantaggine aiuta nel curare le emorroidi

Le stesse proprietà astringenti che rendono la piantaggine un ottimo rimedio per guarire le ferite, la rendono efficace anche in caso di emorroidi. La pianta, sotto forma di lozione o pomata, andrà applicata sulle emorroidi in modo da interrompere il flusso di sangue.
Sempre Hoffmann nel suo libro afferma:
“La piantaggine è sicuramente tra i grandi protagonisti dell’attuale Fitoterapia occidentale. Essa viene usata sotto forma di lozione, unguento, pomata o crema contro tagli e lividi. Può anche essere applicata per via topica in caso di emorroidi e ulcerazioni della pelle.”

La Piantaggine aiuta a combattere tutte le malattie del sistema circolatorio e non solo…

Secondo il “The American Materia Medica, Therapeutics and Pharmacognosy” scritto dal Dr. Finley Ellingwood nel 1919:
“La piantaggine è efficace contro quasi tutte le malattie del sangue, numerose malattie ghiandolari, avvelenamento da mercurio, disturbi intestinali, disturbi legati al sesso femminile, ferite, morsi ed eruzioni cutanee.”
“La Piantaggine è quasi una panacea per il nostro corpo! Considerando tutti problemi causati dal ciclo mestruale, tutti i problemi digestivi, tutte le affezioni dermatologiche e tutti i problemi articolari…possiamo facilmente comprendere l’incredibile raggio d’azione di questa pianta.”

Zenzero: ecco perché è così prezioso per la nostra salute


Di Caterina Lenti
Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe), conosciuto anche con il nome inglese Ginger, è una pianta erbacea perenne, alta circa 90cm e appartenente alla famiglia delle Zingiberacee.



Tante sono le sue proprietà benefiche: è antitumorale, contrastando il tumore del colon-retto; facilita la digestione, combatte la nausea, specie quella gravidica, il mal d’auto e il mal di mare.  Utile anche contro la gastrite e le ulcere intestinali, è un valido rimedio naturale contro l’Helicobacter pylori, combatte la diarrea e aiuta l’eliminazione dei gas intestinali. Ma le sue proprietà non sono finite: esso, infatti, è un valido aiuto contro tosse, catarro e raffreddore, ha proprietà antinfiammatorie, allevia il mal di testa.
ZENZERO 3Inoltre abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, diminuisce la pressione sanguigna, evita la formazione di coaguli nelle arterie. Rinfrescante e stimolante, lo zenzero combatte l’alitosi e sembra che masticarne un pezzetto contrasti le vertigini.Essendo una “spezia calda”, lo zenzero è in grado di stimolare il metabolismo, accelerando il consumo dei grassi accumulati in eccesso , depura l’organismo dalle scorie e dalle tossine, attenua i bruciori di stomaco, aiuta la produzione della flora batterica benefica,
ZENZERODimagrante e depurativo, lo zenzero è in grado di smorzare il senso di fame grazie alla sua azione termogenica. L’olio essenziale di zenzero è consigliato in caso di dolori reumatici e dolori muscolari dovuti a strappi, distorsioni e cadute,evitando l’insorgenza di gonfiori grazie alle virtù analgesiche e antinevralgiche.
ZENZEROCome consumarlo? Fresco, può essere grattugiato, ad esempio, sopra un’insalata; può essere tagliato a listarelle o fettine e, aggiunto cotto o crudo a varie preparazioni è un ingrediente tipico di molte zuppe e salse. Ottimo per fare tisane e decotti, sia nei dolci che nelle bevande si sposa benissimo con miele e agrumi, in particolare col limone.

Il simbolismo dell'Acacia nella Massoneria



Il simbolismo dell'acacia si perde nella notte dei tempi e questo dimostra, anche in termini antropologici, come sia naturale, cioè connaturato nell'animo umano, questo atteggiamento di "simpatia" nei confronti della pianta, capace di stimolare nel nostro inconscio particolari sensazioni e suggestioni. E così, troviamo riferimenti all'albero dell'acacia nelle antichissime iscrizioni sacre sulle tavolette di argilla scoperte a Nippur in Babilonia. Nell'Antico Testamento, nel libro dell'Esodo, si legge che: "Besalcel fece l'Arca di legno di acacia, lunga due cubiti e mezzo, larga e alta un cubito e mezzo. La ricoprì d'oro puro di dentro e di fuori e le fece intorno una corona d'ora". E più avanti: "Preparò due stanghe di legno di acacia e le ricoprì d'oro e le fece passare negli anelli ai lati dell'Arca, per poterla portare". Ed ancora: "Fece pure la mensa di legno di acacia, lunga due cubiti, larga un cubito e alta un cubito e mezzo; la ricoprì di oro puro e le fece un bordo d'oro all'intorno... Fece anche le stanghe di legno di acacia per portare la mensa e le ricoprì d'oro". Va ricordato inoltre che, secondo la leggenda, il roveto ardente attraverso il quale Dio si presentò a Mosè, era un'acacia. Appare chiaro così il valore sacro che, già migliaia di anni fa', gli Ebrei attribuivano al legno di acacia ("shittah" nella loro lingua), legno incorruttibile, l'unico degno di contenere le Tavole della Legge, ossia il patto fra Dio e l'uomo, e con il quale era pure costruito il Tabernacolo e l'Altare. Va osservato in proposito che il Libro dell'Esodo racconta l'uscita degli Ebrei dall'Egitto e questo ci fa dedurre che la particolare considerazione del legno dell'acacia era stata ereditata dalle ancora più antiche tradizioni della civiltà dei Faraoni. Gli antichi Egizi, infatti, tributavano all'acacia onori divini ed un esempio emblematico lo si ritrova nel culto di Osiride. Nel mito osirideo Iside, sorella-sposa di Osiride, ricerca il corpo dell'amato sposo che era stato ucciso dal fratello Seth e quindi fatto in pezzi. Ritrovate le membra disperse le ricompone in una bara di legno d'acacia facendolo così rivivere. Questo mito è particolarmente vicino alla simbologia del 3° Grado Massonico nel cui rituale di iniziazione ha, appunto, un posto predominante il ramoscello di acacia, simbolo di resurrezione. Infatti la morte iniziatica non rappresenta il disfacimento dell'essere ma una trasformazione che conduce alla Luce, così come il ramoscello di acacia che germogliando dal disfacimento organico della terra si innalza verde e rigoglioso rifiorendo con i suoi profumati fiori gialli ("le grandi ciocche dell'acacia" per usare le parole di Giovanni Pascoli), simbolo di luce.





Va ricordato che il nome stesso "acacia" è di origine egizia e lo ritroviamo identico nel greco antico e in numerose lingue, fino alla nostra. Per riferire ancora dell'importanza dell'acacia nella tradizione massonica va ricordata la leggenda secondo la quale, dal tronco dell'albero dell'acacia, si irradiano tre rami: uno di fico, uno di quercia ed uno di acacia, che rappresentano rispettivamente la Massoneria Egizia (il fico), la Massoneria Svedese (la quercia) e la Massoneria Scozzese (l'acacia), quest'ultima, pertanto, come più diretta e immutata trasmissione del messaggio iniziatico. Va anche ricordato che i fuochi sacri venivano fatti con il legno di acacia e di acacia erano fatte le pire sulle quali, nell'antichità, venivano cremati i cadaveri dei re e dei sacerdoti. Questa tradizione è rimasta saldamente radicata nella tradizione massonica.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.massoneriascozzese.it/simbologia_e_mito/il_simbolo_dell_acacia.pdf

Il simbolismo dell'Acacia



http://www.mitiemisteri.it/simboli_massonici_simbologia_massonica/simbologia_e_significato_acacia.html

Considerata sacra presso gli egizi e gli arabi, l'acacia simboleggia la speranza e la continuazione della vita significato simbologia acacia dopo la morte, ergendosi così a emblema della persistenza dell'energia indistruttibile della vita. Possiamo affermare con certezza che l’albero di Acacia è il simbolo del mondo vegetale più rappresentativo e significativo della Massoneria e, in tale contesto, rappresenta l’idea di immortalità. L'origine di questo simbolo, che frequentemente vediamo come distintivo sul bavero del vestito dei Liberi Muratori risale al mito di Hiram, l'architetto del Tempio di Gerusalemme. Infatti, dopo la sua morte, i suoi aguzzini seppellirono il corpo inumato e, nel luogo della sua sepoltura, germogliò una piantina di acacia, rivelandone quindi la presenza. Ma questo episodio è diventato anche simbolo della rinascita ad una vita nuova e rinnovata. L’origine del nome Acacia si può far derivare dal termine greco a-kakon riferito all’innocenza, o meglio, all’assenza di forze maligne.

I benefici dei semi di Chia



Di Salvatore Santoru

I semi di Chia, nota anche come "Salvia Hispanica", presentano diversi benefici, a partire dall' altissimo contenuto di Vitamine e Sali minerali, e quindi risultano come integratori alimentari naturali.
 Inoltre sono considerati benefici a livello dell’apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Chi soffre di pressione alta potrebbe trovare giovamento aggiungendo i semi di Chia alla sua alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna.

 Sono anche adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l’organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù. Non contenenendo assolutamente glutine la loro assunzione è quindi possibile e consigliata anche a chi soffre di celiachia.



semi di chia

Lapacho : l’albero miracoloso dell’Amazzonia

Gli indigeni sudamericani e gli Incas lo usavano da migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenterie, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore. Utile in presenza di funghi, micosi, candidodisi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes, nel diabete.
Possiamo dire il Lapacho è una delle migliori piante per la purificazione dell’organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.
Le caratteristiche antibiotiche, antisettiche, antinfiammatorie e depurative hanno reso il Lapacho famoso in tutto il mondo, in quanto esso è in grado di curare persino le infezioni micotiche, gli eczemi, la psoriasi, l’ulcera gastrica e duodenale, l’asma e le cistiti recidivanti.
La forza del Lapacho sembra risiedere nell’azione combinata dei tantissimi princìpi attivi che lo compongono. In particolare gli Antrachinoni e i Naftochinoni hanno dimostrato di avere spiccate proprietà antivirali, funghicide, battericide, antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali.
Trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l’artrite) e una moltitudine di altri disturbi. Il Lapacho stimola le cellule del sistema immunitario note come macrofagi che svolgono un molo primario nella resistenza contro la Candida a fianco dei linfociti T e B.Depuratore del sangue e del sistema linfatico, contribuisce inoltre a regolarizzare il sistema immunitario anche in caso di terapie antitumorali prolungate.
Il Lapacholo (principio attivo contenuto nel Lapacho) è ancora oggi studiato per le sue proprietà anticancro (una sua caratteristica importantissima è quella di interferire con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule tumorali, impedendo così la respirazione cellulare) e nella cura della malaria, nonché per le sue capacità immunostimolanti e ricostituenti.
Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Il Lapacho rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico, delle allergie e delle affezioni micotiche.Il problema delle micosi oltre ad essere collegato a persone con sindromi allergiche, riguarda anche quelle persone affette da immunodeficienze, diabete mellito, oppure persone che hanno subito trattamenti con farmaci immunosoppressori (antibiotici e glucosteroidi) e anche donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.
La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; E quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica. Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilire le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.
Un valido aiuto per
CANDIDOSI,
DISBIOSI INTESTINALE,
INTOLLERANZE ALIMENTARI E ALLERGIE
MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO (PREVENZIONE INFLUENZA)
AUMENTO DIFESE IMMUNITARIE
Indicazioni
• Utile per contrastare i processi di invecchiamento cellulare e gli effetti dannosi sulle strutture cellulari cutanee indotti dai radicali liberi.• Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, ecc• Infezioni parassitarie, quali malaria
• Infezioni della bocca, naso e gola
• Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi,dissenteria, ulcere peptiche
• Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
• Gastrite, ulcera gastrica
• Ferite e ulcere
• Anemia
• Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
• Artrite
• Dolori in generale
• Arteriosclerosi
• Debolezza cardiaca
• Asma e bronchite
• Ipertensione
Per leggere gli studi scientifici sulle incredibili proprietà del Lapacho consulta l’archivio della Libreria Nazionale Americana di Medicina http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=lapacho

Intossicazioni alimentari: dal Carrubo l'alternativa naturale agli antibiotici



carrubo

Un estratto di foglie di Carrubo, pianta spontanea sempreverde diffusa prevalentemente nel bacino del Mediterraneo, possiede proprietà antibatteriche efficaci nel trattamento delle intossicazioni alimentari anche gravi come quelle provocate dalla listeria. Lo rivela un recente studio italiano condotto in team dalla dottoressa Valentina Coroneo, del Dipartimento di Scienze Ambientali, Agrarie e Biotecnologie Agroalimentari dell’Università di Cagliari.

Pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry (della ACS), la ricerca ha mostrato che il carrubo possiede la capacità di combattere le infezioni batteriche, come quelle derivanti da intossicazioni alimentari tipo la listeriosi.

Fino ad oggi il trattamento tradizionale contro gli effetti della listeria, il batterio responsabile dell'intossicazione alimentare, è basato sui tradizionali antibiotici, che tuttavia rendono l'agente patogeno sempre più resistente alle cure.

Fonte:http://www.informasalus.it/it/articoli/intossicazioni-alimentari-carrubo.php

http://www.cybermed.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=42262&lang=it

Medicina proibita


Da Ecosas.com

Come abbiamo visto nel documentario Plantas que curan, plantas prohibidas, l’Unione Europea, in pieno stile statunitense, si è dimenticata dei suoi cittadini. È dominata da lobbies impresariali e, siccome le piante e i rimedi naturali della nonna non sono redditizi per queste persone (tra l’altro anche perché troppo efficaci), l’UE ha disposto un regolamento affinché cose tanto semplici come coltivare, vendere o realizzare prodotti derivati da piante medicinali sia illegale. A meno che non abbiamo a disposizione milioni di euro per presentare gli studi e le interminabili scartoffie richieste e, con un po’ di fortuna, entro qualche anno ottenere che la nostra pianta sia qualificata come “sicura”, sebbene in molti casi si tratti di piante già utilizzate da migliaia di anni i cui benefici ottenuti dall’utilizzo sono noti a tutti.

Di recente il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea hanno ratificato il Regolamento 1924/2006/CE, in cui, molto ingiustamente, una persona che produce piante medicinali viene equiparata ai laboratori farmaceutici multinazionali.

Sicuramente hanno tenuto conto solo del punto di vista dei grandi laboratori, così i piccoli produttori ed erboristi sono rimasti tagliati fuori. L’applicazione di questo regolamento, in pratica, rende illegale vendere piante medicinali, preparati, pomate e quasi tutto ciò che abbia a che fare con la Medicina Naturale. Infatti, i requisiti richiesti affinché un produttore possa immettere sul mercato il proprio prodotto sono tanto sproporzionati, che non credo esista qualcuno che rispetti tutte le condizioni per poterlo fare, e dubito che possa riscattare l’investimento attraverso la vendita dello stesso.

Da più di un decennio l’Unione Europea si occupa di regolamentare e controllare quasi tutto in materia di Salute: piante, integratori alimentari e alimenti in sé, a quanto dicono per “europeizzare” il diritto alla salute. Ma, nella pratica, solo le grandi multinazionali sono in grado di far fronte alle assurde richieste imposte. Tutto questo va a beneficio di giganti come Danone o Nestlé nel settore alimentare e, in quello farmaceutico, di Bayer, Novartis e molte altre. Infatti, se l’unica scelta possibile è la pastiglia, ditemi voi ...

Hanno già stilato vari regolamenti, codici e altri strumenti con i quali colpiscono il diritto di scelta dei cittadini, limitando, inoltre, i professionisti del settore, poiché riducono l’offerta di trattamenti, pregiudicando i piccoli produttori a vantaggio delle multinazionali.

Tutto questo, evidentemente, per “proteggere il consumatore”, ed è questo l’obiettivo con cui è stata creata l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, o EFSA nel suo acronimo inglese (European Food Secutity Agency), con le nuove regolamentazioni. Sono stati presentati a questo ente 44.000 rapporti affinché fossero stabilite le proprietà benefiche di piante o alimenti naturali. La Commissione ha ridotto questo numero a 4.637 a causa delle ripetizioni, perché sembra che diversi stati dell’Unione abbiano inviato rapporti su una stessa pianta. Di questi rapporti inviati nel 2008 solo 222 sostanze sono state autorizzate fino ad oggi. Questo mette in pericolo tutta l’industria degli integratori alimentari, della cosmetica naturale e, ovviamente, della medicina naturale.

Diversi membri della EFSA sono ex-impiegati di imprese di biotecnologie, pesticidi, industrie chimiche e multinazionali dell’alimentazione, sarà un caso?

I nostri governanti ci stanno lasciando senza scelta, per questo è arrivato il momento di agire, di esigere i nostri diritti. In tanti hanno utilizzato e utilizzano prodotti naturali, sono rapidi, economici, fanno parte delle nostre tradizioni, e adesso sono illegali.

Da quando in qua si devono dimostrare le proprietà benefiche del rosmarino, solo per citare un esempio tra migliaia, quando in Europa è utilizzato fin dall’epoca dell’Impero Romano? È disconoscere la storia, la scienza, tutto. È una violazione dei diritti di tutti i cittadini europei.

Sono diversi i collettivi che stanno portando avanti azioni per impedire che ciò accada. L’IPSN (Istituto per la Protezione della Salute Naturale) sta cercando di raccogliere le firme necessarie per presentare una petizione al Parlamento Europeo, per frenare questa pazzia e fornire un nuovo approccio alla questione. Servono un milione di firme provenienti da sette stati membri dell’Unione.

Non lasciamo che un’autorità controlli perfino quello che mangiamo, o che crema usiamo, o se utilizziamo delle erbe digestive.

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

Fonte:http://ecocosas.com/salud-natural/medicina-prohibida/

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di Silvia Soccio

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11417&mode=&order=0&thold=0

Le Mille Proprietà dell'Aloe Vera

Papiro Ebers, la prima prova dell'uso dell'Aloe Vera.
Una tavola di argilla sumera trovata in Mesopotania, nella città di Nippur, e databile attorno al 2000 avanti Cristo, include l'Aloe Vera in un elenco di piante medicamentose. Questa è la prima testimonianza che si ha dello impiego farmacologico dell'Aloe, e risulta essere antecedente alle date egiziane, che vengono comunemente citate come la prima fonte conosciuta dell'Aloe Vera e dei suoi impieghi come medicamento.

Attorno al 1500 avanti Cristo, durante il regno del faraone Amen-Hotep I, nel Papyrus Ebers gli egizi effettuarono una prima analisi dettagliata del valore medicamentoso dell'Aloe. Questo papiro porta il nome dello egittologo tedesco Georg Ebers che, nell'inverno del 1872, insieme a un ricco tedesco di nome Gunther, lo acquistò da un egiziano che lo aveva rinvenuto nel 1858 fra le ginocchia di una mummia in una tomba presso El Assassif, vicino a Tebe.

Il Papyrus Ebers venne donato intatto all'università di Lipsia, dove si trova ancora oggi in condizioni quasi perfette. Questo papiro non è un testo coerente, ma piuttosto un insieme di documenti medici e folcloristici sulle cause e la cura delle malattie e i suoi riti religiosi che ne conseguono. Secondo Ebers, si trattava di uno dei libri ermetici degli antichi egizi, un formulario contenente oltre 800 prescrizioni e la citazione di circa 700 droghe di orgine vegetale, minerale e animale. Vi si trovano anche numerose ricette che insegnano come preparare decotti, infusi, unguenti, suffumigi.

Vi sono testimonianze delle virtù dell'Aloe presso i Sumeri, i Greci, i Romani e tanti altri popoli. Ma è interessante constatare come già dalla definizione che da questi ne è stata data nel corso dei secoli sia implicito l'interesse ed addirittura la venerazione per questa pianta:

"Pianta dell'Immortalità", presso gli Egiziani, e sul "papiro Ebers" del 1550 avanti Cristo c'è uno dei resoconti egizi più dettagliati sull'Aloe. Le regine Nefertiti e Cleopatra usavano l'Aloe per accrescere la loro bellezza e leggiadria. Anche gli Ebrei, dopo anni di schiavitù in Egitto, ne appresero i segreti dai loro padroni, tanto che il Re Salomone la coltivava per le sue proprietà aromatiche e terapeutiche.

"Pianta Miracolosa", presso i monaci dei conventi che nel medioevo hanno tramandato fino ai nostri giorni il segreto delle proprietà medicinali di questa pianta.

"Magiche Virtù", presso i Sumeri come riportato con caratteri cuneiformi su una tavaletta di argilla risalente al 2100 avanti cristo, uno dei primi esempi di uso farmacologico dell'Aloe.

"Elisir di Gerusalemme", presso i Templari che formavano una miscela di polpa di Aloe, polpa di Canapa e vino di palma.

"Giglio del Deserto", presso i Tuareg del deserto, gli Arabi, i Beduini. Alessandro Magno conquistò l'isola di Socotra (vicino al corno d'Africa) per assicurarsi una continua fornitura di aloe per curare le ferite dei propri soldati durante le campagne militari. La coltivava nei carri in modo di poterla portare, sempre fresca, durante le sue campagne di guerra non solo per guarire le ferite dei propri soldati ma anche per ritemperarli in battaglia! L'uso dell'Aloe Vera è anche menzionato nella Bibbia (Numeri 24:6, Giovanni 19:39 e Salmi 45:8).

"Guaritrice Silenziosa", presso gli Indù.

"Rimedio Armonioso", presso i dottori dell'antica Cina.

"Elisir della Longevità", presso i Russi.

"Fontana della Giovinezza", presso gli indiani Seminole della Florida, che credevano nel suo potere di ringiovanimento, ed invano cercata dall'esploratore Ponce de Leon.

Il medico greco Dioscoride (41-68 d.C.), al seguito dell'esercito romano, nel suo "Erbario Greco" descrive dettagliatamente le applicazioni dell'Aloe per la cura di numerosi disturbi interni ed esterni.

Plinio il Vecchio nella sua "Storia Naturale" confermò ed ampliò le affermazioni di Dioscoride. Successivamente, man mano che i centri della civiltà si spostarono verso climi più freddi, l'utilizzo di questa insolita pianta declinò ed i suoi benefici furono dimenticati.

"Pianta del Miracolo" o "Guaritore Naturale", spesso così chiamata da molti, l'Aloe Vera sopravvive dove altre piante appassirebbero o morirebbero e ciò grazie alla capacità delle sue foglie di trattenere l'umidità.  Questa pianta non è una panacea, ma il suo succo, quando usato fresco direttamente dalla foglia oppure dopo una lavorazione e stabilizzazione, possiede eccezionali proprietà terapeutiche, antinfiammatorie e nutritive, sia per gli uomini che per gli animali.

Molta gente si chiede come sia possibile che una singola pianta presenti una cosi vasta gamma di benefici effetti. Come fa l'aloe vera ad essere uno dei più potenti agenti disintossicanti, uno dei più efficaci stimolanti del sistema immunitario, un forte agente antifiammatorio, un analgesico, uno stimolante della crescita cellulare, un acceleratore di recupero dei tessuti, un antisettico, una ricca fonte di nutrienti ed un valido aiuto per la digestione tutto simultaneamente? 

Secondo uno dei più affermati nutrizionisti americani, il dottor Bruce Hedendal, dell'Hedendal Chiropratic and Nutrition Center, la chiave del potere dell'aloe vera consiste nel suo ricco contenuto di una classe di zuccheri a lunga catena conosciuti come mucopolisaccaridi (MPS). Egli ritiene che gli MPS siano fondamentali per l'organismo come i mattoni per una casa. Normalmente si trovano in ogni cellula del nostro corpo, e siamo in grado di fabbricarli da soli nei primi dieci anni della nostra vita. In seguito dobbiamo affidarci a fonti esterne, e poche piante rappresentano una fonte più ricca dell'Aloe Vera. 

Ma cosa fanno questi MPS? Quale funzione svolgono nel nostro organismo? Probabilmente agiscono da lubrificanti per nostre articolazioni, ricoprono il colon evitando il riassorbimento delle materie di scarto tossiche ed inoltre, tra gli svariati altri benefici, formano una barriera contro le invasioni microbiche delle nostre cellule. Tutti però sono d’accordo nello attribuire le proprietà dell’Aloe Vera non ad un singolo principio attivo contenuto nella pianta, ma che sia l'effetto sinergico della pianta in toto a stimolare alcuni meccanismi naturali, già presenti nel nostro organismo, e magari indeboliti per fattori diversi, in particolare di alcune sostanze. E’ noto infatti che l’Aloe Vera contiene una vasta gamma di vitamine, sali minerali, enzimi e sostanze biochimiche uniche.


Proprietà in breve (maggiori dettagli nel sito linkato in coda al post).
L'Aloe Vera potenzia e riattiva le difese immunitarie;

- disintossica e depura l'organismo;

- è un potente antinfiammatorio;

- è un coagulante e cicatrizzante;

- è un antibiotico naturale;

- ha proprietà antibatteriche;

- ha proprietà anti-invecchiamento;

- rigenera le cellule;

- idrata i tessuti:

- è un antipiretico naturale;

- è un anestetico; attutisce ogni dolore;

- è un equilibratore intestinale sia in caso di dissenteria che di stitichezza;

- è un alimento altamente nutritivo;

- stimola la produzione di endorfine; esercita un'azione antidolorifica e analgesica;

- ha uno spiccato effetto ipoglicemico e contribuisce alla risoluzione di svariate complicanze del diabete;

- stimola il metabolismo e la crescita cellulare.
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Sintesi di due articoli pubblicati ai seguenti link:

Come la Cannabis Può Rivoluzionare la Nostra Economia: Intervista a Doug Fine


Di Francesco Simoncelli
«Tutte le nostre libertà – la libertà di religione e di riunione, la libertà di parola, il diritto di portare armi, il diritto di essere liberi da inutili ricerche di governo e dalla confisca – derivano dal precetto che siete voi i possessori ed i responsabili delle vostre scelte . Le leggi sul Proibizionismo negano il possesso di sé stessi e sono un affronto assoluto ai principi di libertà. Non sono d'accordo con l'uso ricreativo della droga, ma al tempo stesso, se le persone sono solo libere di prendere le decisioni giuste, non sono veramente libere. In ogni caso, gli stati dovrebbero decidere autonomamente come gestire questi problemi e il governo federale dovrebbe rispettare le loro scelte.»

~ Ron Paul

"Come è possibile avere il 56% degli Americani a sostegno della fine della guerra alla droga, e lo 0% dei senatori che appoggiano tale scelta?" si chiede Doug Fine, giornalista investigativo ed autore del nuovo libro, Too High To Fail.

Fine ha rilasciato questa intervista a Tracy Oppenheimer di Reason TV in cui discute del suo tempo trascorso nella capitale della cannabis in California, Mendocino County, e perché pensa che questa sostanza possa aiutare a salvare l'economia Americana. E non si tratta solo di raccogliere tasse.

"Un giorno, gli usi industriali potrebbero superare quelli psicoattivi. Se iniziassimo ad utilizzarla per la fermentazione dei nostri bisogni energetici, potremmo produrre enormi quantità di biocarburanti," dice Fine, "la cannabis viene già utilizzata per fare i paraurti delle Viper Dodge."

Ma, ahimé, a qualcuno il fascismo piace; quindi spunterà sempre il pinco pallino di turno pronto a regolamentare "per il nostro bene" la prossima cosa che leda determinati interessi privilegiati. Nel nostro caso, proteggere il monopolio delle narco-mafie e fare gli interessi delle case farmaceutiche censurando qualunque associazione tra cannabis e medicinale, principalmente. Soprattutto quando spuntano notizie sorprendenti come questa.

C'è differenza fra le sostanze stupefacenti. Ci sono quelle più pericolose e quelle meno. La cannabis è fra le più innocue. Per esempio fa meno male della nicotina. Fra quelle più pericolose in assoluto c'è l'alcool. Causa più dipendenza fisica e causa molti più danni di qualsiasi oppiaceo. Per esempio, un individuo assuefatto all'eroina che cerca di disintossicarsi può avere episodi sporadici di delirium tremens (anche se non è detto che li possa avere), un alcolista li sperimenta molto più spesso e di maggiore durata. Inoltre, per approssimazione, la dose mortale di marjiuana era stimata intorno a 20 kg. Mentre l'intossicazione d'abuso di cannabinoidi si può ottenere solo con dosaggi che l'uomo non può e non potrà mai raggiungere. Diciamo che ci sono modi di suicidarsi molto meno complicati. La cannabis, infine, non produce dipendenza fisica di rilievo. Dal punto fisico è una cosa estremamente blanda; dal punto di vista psicologico è una compulsione come qualunque altra.

DIPENDENZA - Non è dimostrata con l'uso di cannabis una vera e propria dipendenza fisica. Sul problema si è così pronunciata l'O.M.S. nel 1965:

"[...] assenza di dipendenza fisica, così che non esiste una definita e caratteristica sindrome dì astinenza" (W.H.O., 1965)."

La questione della dipendenza psichica è stata così riassunta dalla Commissione Canadese del 1972:

"...Molti consumatori trovano evidentemente la cannabis desiderabile e piacevole, e spesso escono per acquistarla, a rischio di severi provvedimenti legali ...tuttavia, non sembra si sviluppino l'insaziabilità e l'urgenza della dipendenza da oppiacei, barbiturici, alcool e tabacco..." (Canad. Comm.1972,p.124)."

Se dovessimo elencare l'assuefazione da tic nervosi dell'uomo potremmo srotolare un papiro.

Prendiamone atto: ancora oggi quello che viene detto sulla cannabis è composto da emerite cazzate. Si millanta una pericolosità inesistente. Prendiamo ad esempio la presunta tossicità.

La tossicità complessiva della cannabis è una delle più basse fra le sostanze medicinali e non: "Nonostante la lunga storia del suo uso e il numero eccezionalmente alto di consumatori, non esistono reperti medici credibili da cui risulta che t'uso della cannabis abbia provocato un solo caso di morte. Al Contrario, una medicina di uso comune come l'aspirina determina ogni anno centinaia di morti" (D.E.A. 1988, p.57).

Tessuti cerebrali. Le ipotesi di danni permanenti al tessuto cerebrale (si è parlato sulla stampa addirittura di "atrofia cerebrale") sono state rifiutate dai Rapporti nazionali USA e Canadese, (1972), dal Rapporto della N.A.S. e da quello dell'A.C.M.D. (1982). Analoghe conclusioni sono state tratte circa la psicosi da cannabis, intesa come malattia mentale permanente.

A titolo di curiosità, va segnalata una ricerca eseguita in USA nel 1986 molto citata dalle autorità come "prova" della intrinseca nocività della cannabis sui tessuti cerebrali. Due gruppi di topi sono stati sottoposti a forti dosaggi di THC, equivalenti (per il I gruppo) al consumo di 54 spinelli al giorno per 30-40 anni e (per il II) a 136 spinelli al giorno; danni cerebrali sono stati riscontrati soltanto nel II gruppo, ma non nel I, che pure era stato sottoposto a un dosaggio equivalente a consumi praticamente irrealizzabili negli umani (cit. da Hìgh Times, Jan 1987).

Si invocano interventi mirati e punitivi per gli utilizzatori di cannabis. Controlli periodici per evitare la pericolosità dei fumatori di oppiacei. Ma guarda caso, ogni volta che guardo un telegiornale sento parlare, per esempio, di vittime di pirati della strada uccise da gente ubriaca o impasticcata. Di cannabis neanche l'ombra.

Da sbellicarsi dalle risate quando i giornalisti, per dimostrare la tossicità della cannabis, citano documenti che ne spiegano i meccanismi di effetto. Tante grazie al cazzo che ha effetto! Però mi piacerebbe vedere ogni tanto qualcuno che citi i meccanismi di effetto dello Xanax, tanto per dirne una, visto che oltretutto dà una dipendenza peggiore.

Si dice che tutti i drogati hanno iniziato la loro "carriera" con la marijuana. Può anche essere vero, ma ciò non significa nulla, e in particolar modo non significa che chiunque fumi, beva, mangi, inspiri marjiuana debba per forza di cose passare a roba più pesante. Anzi, questo passaggio è molto raro.

Cazzate, quindi. Cazzate col botto.

Ogni tanto lo stato interviene per "proteggerci da noi stessi." Se si entra nell'ottica che lo stato fa bene a "proteggerci da noi stessi" per le sostanze dannose che ingeriamo, prima o poi arriverà qualcuno che legge un bel manuale medico ed inizierà a sfornare in sequenza divieti su divieti. Proibirà l'alcol, le sigarette, i grassi animali, le carni rosse, ecc. Infine, se gli avanzano 5 minuti, e queste battaglie sono già avanti, inizierà a occuparsi della roba meno dannosa come le gomme da masticare, le bibite gassate ed i programmi televisivi. Già: ma con che diritto lo fa?

Il diritto chi governa ce l'ha, e se non ce l'ha se lo prende. Noi non siamo in grado (evidentemente) di badare a noi stessi e quello che ci danneggia deve esserci impedito. Meraviglioso, no? Ceeeeerto, come una risata a pieni denti di Giovanardi.

E' strano, comunque, come nessuno faccia caso al fatto che i criteri che fanno definire una cosa pericolosa sono abbastanza arbitrari e riguardano un po' tutto; dagli alimenti alle droghe, ai comportamenti al volante, ai comportamenti sociali. Le "regolamentazioni" (specie quando sono accompagnate da controlli, schedature, monitoraggi, ecc.) trovano sempre campi di applicazione molto più vasti. Come poi dimostrano gli storici carri bestiame, la fantasia statalista che porta a definire il concetto di "abusivo" e proporre la "cura" non conosce limiti. Da far impallidire lo stesso 1984 di Orwell...

Di seguito il video dell'intervista a Doug Fine.


Fonte: http://johnnycloaca.blogspot.it/2012/08/come-la-cannabis-puo-rivoluzionare-la.html

Aspartame, zucchero o Stevia rebaudiana?

Di Paolo Della Sala
Può esistere qualcosa di più dolce dello zucchero?
Risposta: sì. Per esempio ci sono i dolcificanti artificiali come l'aspartame. Ma contro l'aspartame si è eretta una Muraglia cinese fatta di studi scientifici (e altri meno scientifici), i quali ne sostengono la tossicità, con danni possibili persino a livello tumorale.
Lo zucchero -va detto altrettanto chiaramente- è dannoso. Oltre a ingrassare, produce infiammazione, è un fattore del diabete. Infine è il miglior alleato del vostro dentista.
Io non uso zucchero uso il miele, che è anticariogeno, al contrario dello zucchero, e il mio dentista è andato in crisi economica dura...
Vi possono essere dolcificanti industriali meno calorici dello zucchero e meno dannosi dell'aspartame?
Risposta:sì.
C'è la Stevia rebaudiana. La Stevia è una pianta perenne di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae (Compositae), originaria delle montagne fra Paraguay e Brasile.
A quanto leggo, anche se è una pianta poco resistente al freddo, si presta ad essere coltivata in Italia.
Il rilancio della nostra agricoltura potrebbe avvenire con l'impianto di piante medicinali, cosmetiche, o utili come la Stevia. Servirebbe a renderci più produttivi e con più reddito in un settore economico che rimane strategico e non dev'essere affatto sottovalutato. Ad esempio ci sarebbe il tea tree oil, e molte altre piante.
La Stevia è conosciuta come dolcificante in tutto il Sud America da millenni. E' utilizzata anche come farmaco dalle popolazioni indigene. In Brasile è un farmaco contro il diabete.
Le foglie essiccate hanno un potere dolcificante 250 volte più alto dello zucchero. Inoltre la Stevia contiene anche altri princìpi nutritivi ed è un prodotto stabile e naturale.
Anche sulla Stevia sono sorti dubbi sulla tossicità. A mio avviso si tratta di problemi frapposti dalle lobby locali della barbabietola. Ad esempio la UE ne aveva vietato l'uso per una presunta cancerogenicità. Idem per la Food and drugs administration americana.
In seguito la UE, gli USA, la Svizzera e praticamente tutte le altre nazioni ne hanno ammesso l'uso industriale, pur fissando quantità massime.

Fonte: http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2012/04/aspartame-zucchero-o-stevia-rebaudiana.html

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