Il simbolismo dell'Acacia nella Massoneria

giu 7, 2015 0 comments


Il simbolismo dell'acacia si perde nella notte dei tempi e questo dimostra, anche in termini antropologici, come sia naturale, cioè connaturato nell'animo umano, questo atteggiamento di "simpatia" nei confronti della pianta, capace di stimolare nel nostro inconscio particolari sensazioni e suggestioni. E così, troviamo riferimenti all'albero dell'acacia nelle antichissime iscrizioni sacre sulle tavolette di argilla scoperte a Nippur in Babilonia. Nell'Antico Testamento, nel libro dell'Esodo, si legge che: "Besalcel fece l'Arca di legno di acacia, lunga due cubiti e mezzo, larga e alta un cubito e mezzo. La ricoprì d'oro puro di dentro e di fuori e le fece intorno una corona d'ora". E più avanti: "Preparò due stanghe di legno di acacia e le ricoprì d'oro e le fece passare negli anelli ai lati dell'Arca, per poterla portare". Ed ancora: "Fece pure la mensa di legno di acacia, lunga due cubiti, larga un cubito e alta un cubito e mezzo; la ricoprì di oro puro e le fece un bordo d'oro all'intorno... Fece anche le stanghe di legno di acacia per portare la mensa e le ricoprì d'oro". Va ricordato inoltre che, secondo la leggenda, il roveto ardente attraverso il quale Dio si presentò a Mosè, era un'acacia. Appare chiaro così il valore sacro che, già migliaia di anni fa', gli Ebrei attribuivano al legno di acacia ("shittah" nella loro lingua), legno incorruttibile, l'unico degno di contenere le Tavole della Legge, ossia il patto fra Dio e l'uomo, e con il quale era pure costruito il Tabernacolo e l'Altare. Va osservato in proposito che il Libro dell'Esodo racconta l'uscita degli Ebrei dall'Egitto e questo ci fa dedurre che la particolare considerazione del legno dell'acacia era stata ereditata dalle ancora più antiche tradizioni della civiltà dei Faraoni. Gli antichi Egizi, infatti, tributavano all'acacia onori divini ed un esempio emblematico lo si ritrova nel culto di Osiride. Nel mito osirideo Iside, sorella-sposa di Osiride, ricerca il corpo dell'amato sposo che era stato ucciso dal fratello Seth e quindi fatto in pezzi. Ritrovate le membra disperse le ricompone in una bara di legno d'acacia facendolo così rivivere. Questo mito è particolarmente vicino alla simbologia del 3° Grado Massonico nel cui rituale di iniziazione ha, appunto, un posto predominante il ramoscello di acacia, simbolo di resurrezione. Infatti la morte iniziatica non rappresenta il disfacimento dell'essere ma una trasformazione che conduce alla Luce, così come il ramoscello di acacia che germogliando dal disfacimento organico della terra si innalza verde e rigoglioso rifiorendo con i suoi profumati fiori gialli ("le grandi ciocche dell'acacia" per usare le parole di Giovanni Pascoli), simbolo di luce.





Va ricordato che il nome stesso "acacia" è di origine egizia e lo ritroviamo identico nel greco antico e in numerose lingue, fino alla nostra. Per riferire ancora dell'importanza dell'acacia nella tradizione massonica va ricordata la leggenda secondo la quale, dal tronco dell'albero dell'acacia, si irradiano tre rami: uno di fico, uno di quercia ed uno di acacia, che rappresentano rispettivamente la Massoneria Egizia (il fico), la Massoneria Svedese (la quercia) e la Massoneria Scozzese (l'acacia), quest'ultima, pertanto, come più diretta e immutata trasmissione del messaggio iniziatico. Va anche ricordato che i fuochi sacri venivano fatti con il legno di acacia e di acacia erano fatte le pire sulle quali, nell'antichità, venivano cremati i cadaveri dei re e dei sacerdoti. Questa tradizione è rimasta saldamente radicata nella tradizione massonica.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.massoneriascozzese.it/simbologia_e_mito/il_simbolo_dell_acacia.pdf

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