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LA SIMBOLOGIA DELL'OTTAGONO

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Di Giovanni Francesco Carpeoro
L’ottagono è un poligono regolare formato da otto lati della stessa lunghezza e un pari numero di angoli della stessa ampiezza (pari a 135°). Una delle radici simboliche della figura geometrica in oggetto è l’Ottoade, o Ottonario, l’entità numerica e simbolica rappresentata dal numero Otto. 



Il numero otto, in effetti è un doppio quadrato, ma non è un raddoppio del quadrato per motivazioni analoghe a quanto prima esposto in ordine al raddoppio del cubo.
Se immaginiamo in un doppio quaternario, la rappresentazione di un polo attivo ed uno passivo, l’otto finisce per riassumere l’equilibrio costruttivo delle forme e delle forze del cosmo; quindi l’impossibilità di trarre dalla coppia un unico quadrato rappresenta per analogia l’impossibilità nella dimensione materiale di annullare gli opposti. Ma, nella traduzione dell’ottonario nell’ottagono, la portata simbolica speculare trova anche profondamente riposto un altro significato: nel percorso esistente, indipendentemente se in ascesa o in discesa, tra la manifestazione divina del cerchio e quella materiale, terrena o umana del quadrato, l’ottagono è la fase intermedia più perfetta, anche in ragione delle sue misure, e quindi diventa automaticamente simbolo della trasformazione di divino in umano o viceversa a secondo della sua collocazione spaziale e temporale. Nelle chiese cattoliche il fonte battesimale è generalmente ottagonale proprio in ragione di tale rappresentazione, a simboleggiare, relativamente al sacramento in oggetto, una parziale restituzione di divinità al neonato, quantomeno sotto il profilo della potenzialità del ritorno in una condizione superna. Il battesimo è un rito fondamentale del credo cristiano fortemente connesso con l’acqua. Oltre tutte le considerazioni simboliche sulla purezza e sulla fonte di vita, non bisogna dimenticare, come chiave di lettura nascosta, che l’acqua è anche associata ai riti di fertilità ed ai culti della Grande Madre. La Dea è tradizionalmente associata al pianeta Venere che compie il suo ciclo di fasi in otto anni terrestri. Per questo, uno dei suoi attributi più frequenti è la Stella Polare, che presenta otto punte e che sempre dall’ottagono deriva. Quindi in tal senso va sottolineato questo rapporto di correlazione con l’acqua, con riferimento sempre allo schema simbolico del sacramento in esame, in quanto l’acqua medesima assume un po’ in tutte le tradizioni, ma anche in numerose teorie scientifiche, il ruolo di luogo o elemento originario della creazione. Ma il numero 8 richiamato dalla forma ottagonale dei battisteri trova significato anche nelle parole del IV secolo d.C. di Sant’Ambrogio: … era giusto che l’aula del Sacro Battistero avesse otto lati, perché ai popoli venne concessa la vera salvezza quando, all’alba dell’ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte.
Nell’antico cristianesimo il battistero aveva forma ottagonale ed era situato fuori dalla chiesa in modo che solo chi avesse ricevuto il battesimo potesse essere ammesso a entrare nel luogo sacro; quindi si trattava effettivamente della rappresentazione di un luogo di passaggio o di transizione, o meglio di rigenerazione. L’Ottagono è ottenuto graficamente rappresentando due quadrati sovrapposti e ruotati l’uno rispetto all’altro di 45°, come nell’immagine 2. Altri simboli derivati dall’Ottonario sono la Croce delle Beatitudini (immagine 3), la Stella Polare (immagine 4), la Clavicola di Phu-Hi (immagine 5), e le già viste nei precedenti articoli Ruota ad Otto Raggi , Ruota della Fortuna, Rosa dei Venti. Nell’architettura antica la forma ottagonale trovò frequente utilizzo proprio per la sua capacità di rappresentare significati simbolici specifici, fin dal periodo romanico. Un esempio famosissimo e di grande importanza è Castel Del Monte (vicino ad Andria, in Puglia), che, rappresentato anche sulle monete da un centesimo di Euro, è un edificio di pianta ottagonale, come ottagonali sono anche le torrette presenti ad ogni vertice. Anche la torre che affianca la simbolica Abbazia di Collemaggio, fatta realizzare da Celestino V a L’Aquila, è di forma ottagonale, e tutti i battisteri cristiani presentano la stessa forma. Anche i Cavalieri Templari, nel loro complesso simbolismo, avevano particolare predilezione per il numero otto: la sopracitata Croce delle Beatitudini, che soprattutto nei primi tempi fu il loro emblema ufficiale, è evidentemente derivata dall’ottagono, ma d’altro canto il richiamo del medesimo ordine al San Giovanni, primo istitutore del battesimo, non fa altro che rafforzare quanto affermato. Altri esempi di costruzioni basate sulla simbologia dell’ottagono sono la Cappella Palatina di Aquisgrana (di forma ottagonale con ambulacro e galleria, dove Federico II fu incoronato nel 1215 re di Germania), o nel medio oriente la Qubbat al-Sakhra a Gerusalemme, più nota come moschea di Omar o Cupola della Roccia, o in Cina il Ming tang, oppure, infine, per tornare alla tradizione templare, la Chiesa del Tempio di Londra costruita a partire dal 1160. Ma la portata simbolica del simbolo è ulteriormente confermata da utilizzazioni moderne quali la segnaletica stradale. In molte nazioni infatti il segnale stradale di stop ha la forma di un ottagono regolare, perché in tal modo ne è assicurata una migliore riconoscibilità anche da tergo. Ciò, se si supera l’aspetto pragmatico, pur importante, non richiama forse alla memoria la collocazione del simbolo in questione sul percorso tra il cerchio e il quadrato, indipendentemente dal senso di marcia ascendente o discendente, ponendo come giustificazione della sua maggiore visibilità ante e retro, proprio la sua natura di condizione intermedia tra una superiore e una inferiore? Concludendo, quindi, il percorso dal quadrato al cerchio parte dalla valenza simbolica per cui il quadrato simboleggia la Terra, mentre l’ottagono è l’Uomo ed il cerchio, il Cielo: quindi si tratta di una via ascensionale verso il cielo nella quale l’ottagono, ma anche il numero otto, sono la tappa a metà strada tra quadrato e cerchio, tra terra e cielo ed a rappresentare, quindi, un mondo intermedio. Una prospettazione che aprirebbe inediti scenari sarebbe quella di considerare questo mondo intermedio solo come proiezione della nostra immaginazione, o illusione
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Nota:
[1] Castel del Monte fu costruito da Federico II nel 1240 circa in Puglia nel territorio del comune di Andria. Il tracciato di pianta è rigorosamente impostato sull’ottagono regolare, le otto torri hanno forma ottagonale; due ottagoni concentrici disegnano il cortile interno ed il perimetro esterno dei muri, la corona tra il cortile ed il muro esterno è tagliata in vani trapezoidali che si ripetono uguali su due piani. Nel rispetto di una tradizione esoterica il castello è un concentrato di simboli cosmici; l’analisi del tracciamento geometrico della pianta e del dimensionamento dell’alzato hanno indicato una base di conoscenze geometriche che sembrano legarsi a quelle conoscenze matematiche ed astronomiche che l’occidente andava allora recuperando dalla civiltà araba, erede della tradizione scientifica ellenistica. Non si può dire nulla sulla sua destinazione, ma così isolato, posto su una bassa collina tondeggiante, era forse destinato a luogo di meditazione collettiva, lo testimonierebbero tutte le sue stanze, nessuna che abbia la parvenza di essere state adibite mai a cucine, dispense o cantine. (da Wikipedia).

LA SIMBOLOGIA DELLA LIBELLULA: GIOIA, VERITA’, TRASFORMAZIONE



Di Valeria Bonora
E’ uno strano insetto la libellula, appartenente all’ordine degli Odonati, il suo nome deriva dal latino “libra“, ovvero bilancia, proprio perché durante il volo tiene le ali orizzontali. Da sempre considerata un essere magico grazie alle sembianze da fatina, e con le ali cangianti che cambiano colore a seconda dei riflessi della luce; capace di volare velocemente cambiando spesso direzione in modo da ingannare i predatori ai quali, muovendo le ali rapidamente ed elegantemente, riesce a sfuggire.



La libellula ha una particolarità intrinseca della sua natura che è quella di trascorrere la sua vita da giovane sul fondo degli stagni sotto forma di larva e poi quasi magicamente a trasformarsi, una volta adulta, in quell’insetto elegante che tutti conosciamo; grazie a questa sua trasformazione il significato più profondo che si può associare alla libellula è quello della “trasformazione”, di passaggio dalla vita spensierata di adolescente alla vita da adulti, incoraggiando ad andare oltre le apparenze e cercare la propria identità e personalità.
Quindi è legata ai cambiamenti della vita e all’introspezione di se stessi e della propria coscienza; la sua vista a 360° può simboleggiare la ricerca della verità e il superamento delle illusioni e ad un viaggio dentro se stessi, spesso anche attraverso a percezioni e a sogni.
Una leggenda narra che la libellula fu una volta un drago molto saggio, che volando portava di notte la luce grazie al suo respiro di fuoco. Il suo magico respiro creò l’arte della magia e l’illusione della forma cangiante. Poi il drago finì prigioniero della sua forma illusoria per imbrogliare il coyote, rimanendo prigioniero nel corpo della libellula. [David Carson].
Oltre ad essere un simbolo di libertà, pace, consapevolezza ed equilibrio, ogni cultura, attraverso gli anni, ha da sempre dato un significato differente a questo insetto:
Per i nativi americani era il simbolo della trasformazione, della rivelazione di una verità nascosta e rappresenta le anime dei morti; iSamurai usavano incidere una libellula sui propri elmi per simboleggiare la vittoria sul nemico, chiarezza mentale, controllo, forza e coraggio. In Cina simboleggia la prosperità, la fortuna e l’armonia; in Europa era associata alle streghe, mandate da Satana in persona per causare caos e confusione e fu per questo che si possono trovare leggende in cui vengono chiamate “tagliatrici d’orecchi” o “uncino del diavolo”.
In Australia, alcune tribù attribuivano alle libellule il potere di risvegliare dalle illusioni terrene, ma anche di disseminare il seme della pazzia pungendo i cavalli.
Nella cultura giapponese questo animale è il simbolo del coraggio, della forza e della gioia.
In Italia si possono trovare luoghi in cui ancora oggi vengono chiamate “aghi del diavolo” a causa del loro addome lungo e sottile e forse per lo stesso motivo in Galles pensano che siano “serve dei serpenti” che ricuciano le loro ferite. In Portogallo, furono additate come “scippatrici d’occhi”, mentre in Svezia le libellule sono legate alla verità e alla luce, infatti una leggenda popolare narra che possano riconoscere chi mente e cucire loro gli occhi, la bocca e le orecchie.
In diverse letture ricorre la simbologia del cambiamento ma anche dell’illusione, probabilmente data dal suo corpo dai colori cangianti, e da qui il suo insegnamento per superarla per trovare la verità; la sua magia porta a riscoprire i sogni e le speranze e soprattutto a trovare dentro di se la forza per effettuare i cambiamenti e vivere la realtà senza credere a tutto quello che vediamo o sentiamo, è un simbolo di saggezza.
Molte persone si tatuano sul corpo una libellula per segnare il passaggio da una condizione ad un altra, come l’ingresso nell’età adulta, oppure la scoperta di una verità, o la scoperta di se stessi e di una nuova maturità interiore, o anche l’accettare e l’abbracciare la vita lasciandosi alle spalle schemi e paure.
Come ho scritto in precedenza la libellula è maestra di illusioni e se a volte aiuta a superarle, spesso chi ne è attratto rischia di rimanerne vittima, è anche il simbolo dei giocatori d’azzardo, ma come il fato, anche la libellula è incostante può essere benevola o meno.
Quando appare all’improvviso nella vita di qualcuno, sotto forma di insetto o sotto forma di immagine o simbolo o ciondolo, può indicare che c’è qualcosa che rimane nascosto alla vista, che c’è in arrivo un cambiamento e che bisogna prestare attenzione.
Simbolo dell’acqua, della terra e del vento viene spesso associata anche alla creatività, alla naturalezza e alla spontaneità e portatore di bellezza.  oltre ad essere un’insetto che aiuta a costruire un giusto equilibrio.
Infine chi si avvicina alla libellula come animale spirituale avrà una vita passionale ed emotiva in gioventù ma crescendo e maturando acquisirà equilibrio, chiarezza mentale e controllo.
Significati positivi:
• prosperità, vittoria
• equilibrio
• trasformazione
• apertura mentale, creatività
• misticismo
• sincerità
Significati negativi:
• azioni avventate
• amicizie ambigue
• dubbi sul proprio io
Se vedete una libellula preparatevi perché molto probabilmente sta per cambiare qualcosa nella vostra vita, state per scoprire una verità o molto semplicemente state maturando la consapevolezza di voi stessi.

I colori: la simbologia e il loro impiego a scopo terapeutico

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Di Laura De Rosa
Cosa sono i colori e qual è il loro significato simbolico?
Dal punto di vista scientifico il colore è una percezione visiva delle onde elettromagnetiche riflesse dai corpi, come riporta il dizionario.





 In realtà possiamo percepire solo una piccola parte di questo spettro, e quindi una porzione limitata di colori, ovvero quello compreso tra 400 e 790 Terahertz. Ma occhio, si tratta pur sempre di moltissime sfumature.
L’espressione “spettro” venne introdotta per la prima volta da Isaac Newton, ricercatore che dimostrò che la luce è formata dalla somma delle frequenze dei colori. Newton individuò 7 colori principali: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola, anche se oggigiorno siamo soliti individuare i 3 colori primari, rosso, giallo e blu, che non si generano a partire da altri colori, e i 3 colori secondari, quelli derivanti dalla combinazione dei primari, ovvero arancione, viola e verde. Si distinguono inoltre colori caldi, rosso, arancione e giallo, e colori freddi, azzurro, indaco e violetto. Mentre il verde occupa una posizione centrale tra colori freddi e caldi, corrispondendo pertanto all’equilibrio.
La simbologia dei colori
A livello simbolico i colori sono importantissimi tant’è vero che esistono diverse discipline che se ne occupano, a partire dalla celebre cromoterapia, terapia del colore, secondo la quale i colori hanno la capacità di influenzare il nostro stato d’animo. Difatti si ricorre spesso ad alcuni principi della cromoterapia nella scelta dei colori degli ospedali e degli ambienti domestici. Ogni colore infatti si caratterizza per alcune proprietà specifiche e, quindi, può essere impiegato per intervenire su alcuni disturbi favorendo il benessere psicofisico.
Esistono però delle differenze di significato a seconda delle varie culture: se il bianco in Occidente è associato alla purezza e alla luce limpida, in Cina per esempio è considerato colore del lutto, della morte e del decadimento. Il nero invece ha spesso accezione negativa sebbene sia considerato anche come assenza di colori e quindi, associato al caos primigenio, al nulla da cui la vita ha inizio. Il rosso, colore utilizzato fin dai primordi, ha un valore duplice, perché se da un lato si ricollega alla vita, dall’altro indica aggressività, violenza e morte.
La cromoterapia
cromoterapia
La cromoterapia, o terapia del colore, utilizza i colori per curare alcuni disturbi fisici e psicologici, partendo dal presupposto che essi favoriscano l’equilibrio tra psiche e corpo. Ma di fatto cosa fa la cromoterapia? Studiando il significato dei colori, ne sfrutta le proprietà di tipo terapeutico per intervenire su disturbi ad ampio spettro. Per esempio aiuta a riequilibrare i chakra, allevia disturbi di tipo psicosomatico, contribuisce a influenzare l’umore e per questo viene spesso utilizzata anche nell’arredamento. Ma non è la sola disciplina a sfruttare il potere terapeutico dei colori, ne esistono molte altre, basti pensare alla curiosa cromodieta, alimentazione basata su cibi di colori specifici, e ancora alla cromopuntura, che prevede l’irradiazione di determinati colori attraverso lampade o filtri su specifiche parti del corpo da trattare, l’Aura Soma.

Il significato dei colori
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Come premesso, le simbologie dei colori variano di cultura in cultura, prenderemo quindi in considerazione i significati più comuni in Occidente.
Nero
E’ solitamente associato al male, alla morte, a ciò che non conosciamo e, quindi, temiamo. Ma anche al caos primigenio, grazie al quale si genera la vita. Era anche associato a Saturno, il Signore del tempo.
Bianco
Considerato come opposto del nero, qui in Occidente è associato allapurezza, alla luce, alla nascita, alla verginità. Nei racconti simboleggia le forze benefiche, anche gli angeli vestono di bianco e le piume di questo colore sono considerate di buon auspicio.
Rosso
Il rosso è un colore ambivalente, molto usato anche nei disegni rupestri. In generale viene associato alla vita in quanto colore del sangue, ma è anchecolore del sacrificio, come si può notare nell’ambito dell’Eucarestia che ricorre al vino rosso come sostituto del sangue di Cristo. Ma il rosso è anche legato all’elemento Fuoco, che è al tempo stesso buono e cattivo poiché scalda e porta la luce ma può anche distruggere. Come d’altronde il sangue che, se scorre nel corpo, è vitale, se fuoriesce dal corpo indica morte. In astrologia è associato al dio Marte, che com’è noto simboleggia la guerra, ed è infatti associato all’aggressività e per questo evitato, per esempio, in camera da letto ove non concilia il buon sonno.
Viola
E’ il colore in cui gli opposti coincidono, associato alla trasformazione, allamagia, al mistero e alla spiritualità. Simboleggia anche l’arte e la fantasia, l’occultismo e gli aspetti arcani dell’esistenza.
Blu
E’ un colore che simboleggia la pace, la tranquillità, la serenità, molto diffuso in ambito religioso, basti pensare a molte Moschee e in ambito cristiano, alla Madonna, il cui blu simboleggia le qualità compassionevoli, devote e materne, poiché è anche colore dell’acqua di cui siamo composti e da cui prendiamo vita. Difatti è anche un colore purificatore.
Giallo
Simboleggia l’ottimismo, la positività, la serenità, l’energia, è il colore della luce, del calore, è generatore di vita e principio creativo.
Verde
E’ il colore dell’equilibrio e della perseveranza ma anche della natura, degli spiriti dell’acqua, del mondo popolato da folletti, fate e altre creature magiche. E’ associato alla libertà, basti pensare all’abito indossato da Peter Pan. Nelle sue tonalità più scure assume un’accezione più tenebrosa, ricordando le foreste ombrose e spaventose.
Arancione
E’ un colore equilibrato che simboleggia l’altruismo, l’energia fisica e mentale, la creatività. I buddisti ne fanno uso nell’abbigliamento perché a quanto pare indica il distacco dalle passioni di tipo carnale e terreno.

Laura De Rosa

FONTE:http://www.eticamente.net/50242/i-colori-la-simbologia-e-il-loro-impiego-a-scopo-terapeutico.html

Segni e simboli

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Di Luciana Mologni

Con l’espressione “simbolo” si indica l’insieme di segni che rappresentano e mettono in particolare evidenza aspetti importanti. La parola simbolo deriva dal greco sun-ballein che significa mettere insieme, unire. Anche la parola Yoga  ha come significato unire ma è pure simbolo di posizioni come nel Hata Yoga o come nelle posture della ginnastica Pilates. In realtà qualsiasi cosa su qualsiasi piano è una creatura esistente: in ultima analisi la possiamo ritenere il pensiero pensato da Dio, cioè il pensiero dello Spirito, della coscienza suprema; noi stessi siamo il sogno di Dio, cioè siamo simboli nati da una volontà di essere. Hegel distingue il simbolo dal segno perché mentre  il contenuto del segno è del tutto diverso dalla sua rappresentazione, nel primo caso invece il contenuto è simile alla sua espressione simbolica.










 Il linguaggio simbolico è universale e permette di unire la conoscenza interiore con quella esteriore.  All’inizio della sua storia sulla Terra l’uomo primitivo si esprimeva con parole che erano simili a versi  e urla incomprensibili, ma sapeva disegnare: i “graffiti” che troviamo nelle grotte sono i primi simboli, datati migliaia di anni fa. L’esistenza di graffiti nel paleolitico superiore è confermata da una recente scoperta avvenuta in Egitto nel villaggio di Qurta, a circa 640 km a sud del Cairo. Alla stessa epoca appartengono i graffiti della Val Camonica, che costituiscono la collezione più ampia di arte rupestre in Europa, mentre i graffiti rupestri di Alta, nella contea di Finnmark, in Norvegia, sono databili tra il 4200 a.C. ed il 500 a.C. Numerosi esempi di graffiti ci sono giunti dall’antichità: come ad esempio nella Valle dei Re in Egitto. I geroglifici, come quelli di queste iscrizioni, rivestono talvolta un’importanza storica immensa.  foto_articolo  Ancora oggi  troviamo graffiti e murales (che non sono altro che l’evoluzione  dei primi simboli, generalmente rupestri)  sui muri delle case, sui ponti ma anche come ornamento in qualche residenza o come segno di ribellione ad un potere oligarchico. Quello che nel passato era  probabilmente un modo di comunicare, oggi è segno del malessere e della insoddisfazione di una generazione al limite dei valori primari.  I simboli proteggono la loro essenza e  si rivelano nel quotidiano,  in politica e  nelle religioni: sono ovunque, sono eterni.  Il simbolo parla direttamente all’anima dell’uomo, senza schermi. Il linguaggio del simbolo si rivolge direttamente all’inconscio, alla parte destra del cervello. Il simbolo va oltre la parte razionale e analitica, il messaggio va direttamente al cuore; i simboli vivono nell’anima, oltre i limiti culturali, oltre le strutture mentali e le abitudini. Anche il corpo umano  è un simbolo, è il mezzo attraverso il quale ci esprimiamo e comunichiamo con il mondo: può essere considerato come il contenitore dell’anima o gli si può attribuire un’ importanza ancora maggiore, ovvero può essere identificato con “la Persona” stessa.  Attraverso il nostro portamento ci manifestiamo con degli atteggiamenti  o segni che definiscono quello che realmente siamo. Il corpo umano parla per simboli a chi li sa decifrare. Saper decifrare i simboli nei sogni, saper cogliere il significato che essi celano, significa ricavare dalle possibilità che la Vita ci offre attraverso l’esperienza, un’opportunità preziosa di conoscenza e trasformazione. Ad esempio: se sogno un mare in tempesta significa che dall’inconscio sta emergendo rabbia e desiderio di rivalsa; il mare calmo, fa prevedere   una prossima ricorrenza felice o può indicare che le nostre emozioni sono tranquille ecc…

FONTE:http://www.yogavitaesalute.it/2012/11/02/sogni-e-simboli-2-7662.html

La simbologia dell'Esagrama, la stella a 6 punte nota anche come Stella di David e/o Sigillo di Salomone



Di Ottavio Bosco
L'Esagramma è costituito da due triangoli: uno con il vertice rivolto verso l’alto, che ha il significato di principio spirituale, e l’altro (sovrapposto) con il vertice verso il basso che rappresenta il principio corporale.

Questo simbolo è conosciuto anche come "Sigillo di Salomone" o "Stella di David" (il padre di Salomone) è ed uno dei più potenti e utilizzati nella Magia Cerimoniale Salomonica.

Secondo la leggenda è l'anello con cui Salomone piega i demoni al proprio volere, imprigionandoli in un vaso di bronzo sigillato con simboli magici e obbligati a servirlo (Clavicula Salomonis).

Nella concezione cabalistica assume il significato di unione e armonia tra il microcosmo e il macrocosmo. In particolare la metà esagonale che ne deriva, nell’albero della vita corrisponde al Sephirah del sole.
La bandiera dello Stato d'Israele con l'esagramma al centroSecondo alcune tradizioni (quella alchemica) il simbolo è l'unione dell'elemento fuoco con l'elemento Acqua.

Esistono alcune varianti di esagramma in cui al centro è raffigurata la parola Yod He Vau He che dalla Bibbia sappiamo essere il nome di Geova.

L'Esagramma è diffuso e usato anche in altre antiche religioni orientali come il Giainismo, l'Induismo e il Buddismo.

Esiste una variante molto simile ma a dodici punte, tetragramma, in cui i dodici campi indicano i dodici mesi dell’anno solare. 


FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=312#sthash.l4PCVoc5.dpuf

FOTO:http://sullealidellemozione.forumcommunity.net

Alcuni Indizi di una Antica Civiltà Globale



Di Ancient Code
Traduzione di Anticorpi.info

Uno dei misteri più affascinanti della storia riguarda l'estrema somiglianza che caratterizza molte antiche civiltà mai entrate in contatto (secondo le dottrine ufficiali). Ad esempio, praticamente tutte le antiche civiltà di ogni parte del mondo realizzarono edifici piramidali. Se tali civiltà non entrarono mai in contatto, come mai i rispettivi lontani costruttori aderirono uniformemente a tutta una serie di precisi canoni estetici ed architettonici? Ebbero lo stesso istruttore?

Di seguito elencheremo alcune di tali incredibili somiglianze, le quali dimostrano che in passato il pianeta condivise una conoscenza globale.

raffronto piramidi

Piramidi Dappertutto.
Questi maestosi antichi edifici sono disseminati in tutti gli angoli del mondo; quasi tutte le antiche civiltà costruirono piramidi che sembrano suggerirci l'esistenza di un incredibile segreto riguardante il nostro passato.

mappa delle piramidi

Gli antichi egizi, cinesi, pre-inca, inca, aztechi, maya e innumerevoli altre culture eressero piramidi in pietra, molte delle quali giunte quasi intatte fino ai nostri giorni. Nessun ricercatore - tuttavia - è stato in grado di comprendere quale fosse l'autentica funzione di tali costruzioni. Erano realmente delle gigantesche tombe? Erano usate come camere di stoccaggio? Come monumenti per onorare gli dei? E' possibile che - come molti oggi ipotizzano - furono costruite per sfruttare l'energia naturale del pianeta e dell'universo? Il mistero si infittisce realizzando che alcune di esse - dalla Cina alla Piana di Giza - sono accomunate anche daun'identica dislocazione nello spazio, studiata in funzione di precisi allineamenti astronomici. In realtà, si sa ben poco di sicuro circa le piramidi; non abbiamo ancora compreso a quali tecniche si ricorse per la loro costruzione, e non abbiamo ancora idea di quale fosse la loro funzione.

Corrispondenze Astronomiche.
Già il fatto che antiche culture vissute in ogni parte del mondo abbiano costruito sontuosi monumenti che condividono incredibili somiglianze architettoniche è qualcosa di bizzarro; se a ciò si aggiunge il rapporto che lega la dislocazione di alcune di esse ad alcuni elementi astronomici, anch'essi comuni, il dato è addirittura sconvolgente. Se esaminiamo le piramidi di Giza, quelle diTeotihuacan e le piramidi cinesi (illustrazioni in basso), scopriamo che sono tutte dislocate in funzione della posizione astronomica di una particolare costellazione; si tratta della Costellazione di Orione, che a quanto pare doveva ricoprire un'importanza fondamentale non solo per gli antichi egizi, ma anche per gli aztechi ed i loro antenati, e per gli antichi cinesi.

dislocazione piramidi egitto mesoamerica
Piramidi in Egitto ed America Centrale
dislocazione piramidi cinesi
Piramidi in Cina
Tecniche di Costruzione.
Un altro indizio dell'esistenza di una comune sapienza presente nell'antichità è dato dalla tecnica di costruzione per mezzo dimorsetti in metallo. Tracce di questa tecnica possono essere riscontrati su templi e monumenti megalitici e preistorici sparsi in tutto il mondo. Quale fu il vero scopo di queste antiche fascette metalliche? Ma soprattutto: come fece tale tecnica a diffondersi in angoli del globo separati dagli oceani? La tecnica è riscontrabile in diverse strutture preistoriche presenti in Egitto, Grecia, America Centrale, Mesopotamia, Cambogia.

antiche fasce in metallo

Alcuni hanno ipotizzato che fossero utilizzate a scopi cerimoniali mentre secondo altre ipotesi erano usate per assemblare enormi massi.

Il Simbolo della Svastica.
La svastica, nota anche con il nome di gammadion, è uno dei simboli più antichi e diffusi del pianeta Terra. Se credete che rappresenti cose come il male o la morte, siete in errore. Prima di essere strumentalizzato per fini politici il simbolo della svastica era molto positivo, sinonimo di pace e prosperità. Fu utilizzato da numerose culture e civiltà antiche nel corso della storia.

simbolo svastica

'Svastica' è un termine in sanscrito che significa 'ciò che è buono' o 'tutto va bene', ma al di là del significato del nome, il simbolo è sempre stato accostato alla fortuna e al buon auspicio (e al sole - ndt). Nell'Induismo è un simbolo sacro, profondamente legato alla fortuna e alla prosperità, e sì, c'è molto da imparare su questo antico simbolo defraudato della sua dignità, durante il XX Secolo.

Gli archeologi hanno molto dibattuto sull'origine di questo simbolo incredibilmente diffuso nell'antichità. Recenti ricerche hanno appurato che il più antico oggetto conosciuto decorato con una svastica sia una zanna di mammut rinvenuta nell'insediamento paleolitico di Mezine, Ucraina, e risalente ad un periodo compreso tra il 10.000 e il 12.000 aC. La civiltà Vinca fu tra le prime ad utilizzare il simbolo della svastica.

Il Simbolo della Pigna.
Quello della pigna è senza dubbio uno dei simboli più misteriosi riscontrabile nell'arte ed architettura antiche in ogni parte del mondo. Si trova incorporato in monumenti e manufatti indonesiani, babilonesi, egizi, greci, romani.

simbolo della pigna

La cosa più strana è che tanto in Indonesia quanto nelle altre culture citate, la pigna simboleggiava sempre la stessa cosa, cioè il 'segreto organo rudimentale': la ghiandola pineale, nota anche come Terzo Occhio.

Come sia possibile che simboli come la pigna e la svastica, tecniche come i morsetti metallici e strutture come le piramidi si siano diffuse in antiche culture mai entrate in contatto, è un mistero che nessun ricercatore è ancora riuscito a svelare.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Ancient Code
Link diretto:
http://www.ancient-code.com/shocking-similarities-between-ancient-civilizations-a-hidden-pattern-that-explains-it-all/

Traduzione a cura di Anticorpi.info

http://www.anticorpi.info/2016/01/alcuni-indizi-di-una-antica-civilta.html

FOTO:http://www.ancient-code.com

Significato esoterico e simbologia dei Numeri

Il numero Uno è il principio divino. Ogni cosa nasce dall’UnoIl numero Uno è il tutto, l’Eterno Infinito Essere, che non ha forma e possiede tutte le forme, che non ha nome e possiede tutti i nomi. Essendo indivisibile, indica principalmente l’unità, la sua forza sta nel suo valore qualitativo di unire e di origine, per questo motivo è un numero sacro venerato dall’antichità. 

Tutte le tradizioni parlano di un origine in cui regnava l’unità, il non-manifesto senza divisione, l’unificazione delle energie e la totalità. Da questa origine sono nate tutte le cose e la manifestazione. Dal numero Uno scaturiscono due energie uguali e contrarie che formano la materia. L’unione di queste due energie, maschile e femminile, dentro l’Uno, creano la nuova vita. 
L’unità è il principio armonizzante, ma se questa unità si rompe lascia il posto alla molteplicità. Il pantheon della mitologia antica contemplava una molteplicità di elementi naturali, governata da una divinità suprema, ricordo dell’unità fondamentale. Simbolo dell’Uno è il Cerchio essendo senza inizio e senza fine. Il numero Uno, in quanto simbolo unificante, ha un grande capacità evocatrice, permette di creare legami riunendo gli elementi separati, come la terra e il cielo, il macrocosmo e il microcosmo. L’Uno nella simbologia esoterica non è considerato un numero avendo una valenza principiale come unità, da cui si originano e fanno ritorno tutti i numeri. 
Il numero Due deriva dalla divisione dell’unità ed è il simbolo della separazione, perché da un punto di vista sacro, l’unità è per essenza una e unica.Il Due, come diade, è l’espressione della dualità. In una visione dualistica del mondo si ha la separazione del principio materiale dal principio spirituale, e il numero Due è l’incarnazione degli opposti: maschile/femminile, giorno/notte, terra/cielo, ecc. Essendo un principio duale, indica sia il contrasto, la polarità, sia il tentativo di conciliazione. Quindi il Due può essere considerato un numero ambivalente: nella sua funzione positiva cerca di riconciliare gli opposti, per ritornare all’unione ed è indice di saggezza, come ricerca attiva di una perduta armonia, oppure ha un carattere negativo se porta alla rottura dell’unità con la netta divisione dei contrari. Il numero Due, ci porta all’interno di una differenziazione, non multipla, bensì fondata su un conflitto binario che comporta un’esclusione e una spaccatura: vero o falso, bianco o nero, ecc. La linea è la figura geometrica raffigurante il due; infatti si ha un collegamento con il simbolismo della croce nella coppia della verticale e dell’orizzontale: la linea orizzontale indica lo sviluppo materiale, mentre quella verticale l’elevazione spirituale. Inoltre il Due essendo un numero pari, incarna le energia femminile e la passività. Infatti, nell’Antichità il numero Due era attributo della Grande Madre Terra.
Il Numero Tre è il simbolo del ternario, la combinazione di tre elementi. Il ternario è uno dei simboli maggiori dell’esoterismo. Primo numero dispari, poiché l’uno non è considerato un numero, il Tre è profondamente attivo e possiede una grande forza energeticaÈ il simbolo della conciliazione per il suo valore unificante. Infatti tanto il Due separa quanto il Tre riunisce. La sua espressione geometrica è il Triangolo, simbolo esemplare del ritorno del multiplo all’unità: due punti separati nello spazio, si assemblano e si riuniscono in un terzo punto situato più in alto. 
Inoltre il rapporto della triade con l’unità può essere espresso da un triangolo equilatero, ovverodall’identità del Tre, dove in ognuno dei tre angoli diversamente indicati è data ogni volta la triade intera. È il primo numero di armonia, di soluzione del conflitto dualistico, ed è per questo considerato un numero perfetto. Il Tre apre la strada della mediazione e permette di uscire dall’antagonismo, superando la visione parziale e riduttiva del dualismo, poiché due elementi non possono essere conciliati che con l’ausilio di un terzo elemento. La triade sintetizza i poli opposti della dìade. Il Tre è dunque numero simbolo di vitalità e radice di ogni ulteriore estrinsecazione delle operazioni dell’Uno nell’alterità del molteplice. Nella mitologia e nel culto è l’espressione della Trinità (una riunione di dèi in gruppi di tre), come simbolo dell’unità sostanziale. 
Il numero Quattro è il più perfetto tra i numeri essendo la radice degli altrinumeri e di tutte le cose. Esso rappresenta la prima potenza matematica, e la virtù generatrice da cui derivano tutte le combinazioni. Il numero Quattro è l’emblema del moto e dell’infinito, rappresentando sia il corporeo, il sensibile, sia l’incorporeo. Il Quattro è scomponibile in 1 + 3, la monade (l’uno) e ilTriangolo, e simboleggia l’Eterno, e l’uomo che porta in sé il principio divino. Il quaternario era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai discepoli l’ineffabile nome di Dio, che per esso significava l’origine di tutto ciò che esiste. 
È nel quaternario che si trova la prima figura solida, simbolo universale dell’immortalità, ovvero laPiramide. Secondo Pitagora, dalla monade derivò la dìade indeterminata, dalla loro unione tutti i numeri, dai numeri i punti, dai punti le linee, dalle linee la superficie, da questa i solidi, dei quali gli elementi sono quattro: il Fuoco, l’Acqua, l’Aria e la Terra; e dai solidi i corpi, la Decade o l’Universo. Il Quattro è considerato dalla simbologia il numero della realtà e della concretezza, dei solidi così come delle leggi fisiche, della logica e della ragione. Il Quattro come manifestazione di ciò che è concreto, immutabile e permanente ha la sua espressione geometrica nel Quadrato, che ben rende tutte le sue caratteristiche. E’ il numero della materia: i 4 elementi della terra: fuoco–acqua–terra–aria, della concretezza, dell’ordine, dell’orientamento: la croce cosmica riunisce i punti solari dell’orizzonte (nord-sud, est-ovest). 
Il numero Cinque simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e la genialità. Il Cinque simboleggia anche l’evoluzione verticale, il movimento progressivo e ascendente. Essendo il numero dell’uomo, come mediano tra terra e cielo indica la possibile trascendenza verso una condizione superiore. Si tratta di un numero eminentemente umano, e come tale simbolicamente suscettibile di deviazione dall’ordine spirituale che gli conferisce invece valenze positive. Tale deviazione ha luogo allorché l’individualità e la vitalità, deducibili dal riferimento ai Cinque sensi ed all’articolazione quinaria dell’essere umano nella raffigurazione leonardesca (uomo vitruviano, stella a cinque punte), pretendono di staccarsi dall’Uno per diventare autocentriche. 
Il Cinque diviene allora un quaternario eccentrico, o falsato da un doppio centro, ovvero un simbolo iterativo della natura dissociata o decaduta. Lo squilibrio potenziale tipico del numero Cinque si rileva anche nella sua scomponibilità in due più tre, così come le sue valenze creative possono essere lette nella somma 1 + 4, indicatrice della discesa immediata dell’Unità nel Quaternario, una discesa imprevedibile che produce l’ispirazione e la genialità. Riassumendo, il numero Cinque, come tutti i numeri dispari genera attività, nella forma positiva di evoluzione, di movimento progressivo di elevazione, oppure in quella negativa di involuzione, di discesa e di degradazione. Il quinario collega l’alto con il basso, e può far tendere verso uno di questi poli. Il suo valore positivo o negativo è bene rappresentato dalla figura geometrica del pentagramma: quando il pentagramma è dritto si identifica con l’uomo (stella a cinque punte), nella sua valenza positiva; quando invece è capovolto assume un valore negativo, attributo delle forze del male.
Il Sei è un numero mistico e ambivalente nel suo significato, in quanto è il numero dell’equilibrio e dell’ordine perfetto. Può ben predisporre all’unione con il divino, ma allo stesso tempo può generare confusione, turbamento e illusione. La sua ambivalenza è rappresentata graficamente dalla Stella a sei punte (Sigillo di Salomone) che permette di comprendere la contraddizione insita nel numero Sei. La stella a sei punte è formata dall’unione di due triangoli: quello con la punta verso il basso, indica la materialità; quello con la punto verso l’alto, invece la spiritualità. 
Mentre la Stella a cinque punte corrisponde alla dimensione microcosmica, all’uomo individuale, la Stella a Sei punte corrisponde alla dimensione macrocosmica, all’uomo universale. L’interazione dei due triangoli è l’incarnazione dell’unione tra cielo e terra, tra la polarità maschile e la polarità femminile, generando l’armonia degli opposti; ma allo stesso tempo indica l’oggetto e il suo riflesso, l’immagine speculare deformante. Il numero Sei evoca la prova iniziatica, la scelta fondamentale che implica l’impegno attivo dell’iniziato a seguire la via dell’elevazione spirituale, senza disperdersi in illusioni. Il numero 6 che nell’antichità era consacrato a Venere è considerato simbolo della bellezza e della perfezione. Negli antichi Misteri era importante perché offriva le Sei dimensioni di tutti i corpi più quelle di altezza e profondità, ovvero i quattro punti cardinali sommati allo Zenit e al Nadir.
Il numero Sette esprime la globalità, l’universalità, l’equilibrio perfetto e rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Considerato fin dall’antichità unsimbolo magico e religioso della perfezione, perché era legato al compiersi del ciclo lunare. Gli antichi riconobbero nel Sette il valore identico della monadein quanto increato, poiché non prodotto di alcun numero contenuto tra 1 e 10. Presso i Babilonesi erano ritenuti festivi, e consacrati al culto, i giorni di ogni mesemultipli di Sette. Tale numero fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici. I Greci lo chiamarono venerabile, Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita. 
Il numero Sette rappresenta il perfezionamento della natura umana allorché essa congiunge in sé il ternario divino con il quaternario terrestre. Essendo formato dall’unione della triade con la tetrade,il numero Sette indica la pienezza di quanto è perfetto, partecipando alla duplice natura fisica e spirituale, umana e divina. É il centro invisibile, spirito e anima di ogni cosa. Il Sette è il numero dellaPiramide in quanto formata dal triangolo(3) su quadrato(4). Quindi il Sette è l’espressione privilegiata della mediazione tra umano e divino.
L’infinito: è questo il primo significato attribuito al numero Otto. E l’infinito è indissolubilmente legato al Karma, alla fecondità e alla prosperità. Il numero Otto, quindi, come simbolo dell’infinito, del riflesso dello spirito nel mondo creato, dell’incommensurabile e dell’indefinibile. Dal punto di vista prettamente esoterico, il numero 8 simboleggia la Giustizia rappresentata da una bilancia con due piatti e trasposta nell’intelletto che si eleva oltre ciò che è terreno. Il numero Otto indica l’incognito che segue alla perfezione simboleggiata dal numero Sette che incita alla ricerca e alla scoperta della trascendenza. Essendo un numero pari,l’Otto è formato dall’energia femminile e passiva. L’Otto è anche il numero che simboleggia la morte, in termini di transizione e di passaggio.
La rappresentazione del numero Otto si palesa anche nell’archeologia sacra dato che l’Otto viene universalmente considerato il numero “difensore” dell’equilibrio cosmico. Nella cultura orientale, soprattutto quella legata alla religione, troviamo templi costruiti su pianta a base ottagonale, ovvero sulla figura che fa girare la ruota del centro stesso dell’universo. Sin dai tempi antichi, il numero Otto è considerato sacro nel paese del Sol Levante rappresentando una quantità immensa ma allo stesso tempo non definibile. Lo stesso territorio nipponico veniva rappresentato dal numero Otto dato che, come ben sappiamo, è costituito, oltre che dalle quattro isole maggiori, da un numero enorme di isole e isolotti. Continuando sulla nostra dissertazione sulla simbologia del numero Otto possiamo dire che, nella dottrina cristiana, l’ottavo giorno rappresenta la trasfigurazione e il Nuovo Testamento. Dopo i sei giorni della creazione e il settimo di riposo, l’ottavo simboleggia la resurrezione del Cristo e dell’uomo stesso annunciando quindi l’eternità. Nella filosofia orientale, l’interazione cosmica dello Yin e dello Yang realizza le cosidette “Otto forze della natura” e queste, nel loro insieme, danno forma agli otto trigrammi del bagua (o pakua) che, a loro volta, danno origine ai sessantaquattro esagrammi dell’I Ching.
Il numero nove è il numero della generazione e della reincarnazione.Numero dispari è dinamico e attivo nella sua natura e nei suoi effetti. Indica il periodo della gestazione, nove mesi per la nascita di una nuova vita. 
Il numero nove seguendo all’Otto, che indica uno stato limite, è il superamento nella creazione. Il nove ha come proprietà la permanenza. Infatti il numero nove torna sempre al suo stato antecedente e non si trasforma mai veramente, conservando uno stato fisso e immutabile. 
Questa caratteristica lo accomuna al numero Uno, diventando una sua manifestazione, nella sua funzione di unicità. Il simbolo grafico del numero Nove è il cerchio, come per il numero Uno. Anche secondo Pitagora il 9 è un numero che si riproduce continuamente, in ogni moltiplicazione, e simboleggia pertanto la materia che si scompone e si ricompone continuamente. Composto da tre volte il numero Tre(la perfezione al quadrato), con l’aggiunta di un quarto tre genera il Dodicisimbolo della Perfezione assoluta. Il nove serve da dissolvente per tutti i numeri, senza che mai si associ a qualcuno, né per somma né per moltiplicazione. Il 9 è l’ultimo numero delle cifre essenziali che rappresentano il cammino evolutivo dell’uomo. E’ dunque il simbolo della realizzazione.
Il numero Dieci simboleggia la perfezione, come anche l’annullamento di tutte le cose. 10 = 1+0 = 1 illustra l’eterno ricominciare. Il Dieci è il totale dei primi quattro numeri e perciò contiene la globalità dei principi universali. Corrisponde alla Tetraktys pitagorica, che insieme al sette lo considerava il numero più importante, in quanto è formato dalla somma delle prime quattro cifre (1+2+3+4=10), esprime la totalità, il compimento, la realizzazione finale. Il numero Dieci è divino poiché perfetto, in quanto riunisce in una nuova unità tutti i principi espressi nei numeri dall’uno al nove. Per questo motivo il numero Dieci è anche denominato Cielo, ad indicare sia la perfezione che il dissolvimento di tutte le cose, per il fatto che contiene tutte le possibili relazioni numeriche. 
La comparazione della simbologia numerica e geometrica fa scoprire un’analogia tra il Dieci ed il punto entro il cerchio: nella tradizione esoterica il valore numerico di un centro o punto è uno, mentre quello di una circonferenza è nove, numero che moltiplicato per qualsiasi altro dà, per addizione delle cifre costituenti il risultato, sempre e soltanto sé stesso, esattamente come una circonferenza perpetuamente ritornante sul proprio tracciato. Tale simbologia suggerisce l’ipotesi che la decade rappresenti la perfezione relativa allo spazio-tempo circolare, ovvero la divina immanenza. Il Dieci indica il cambiamento che permette all’iniziato di evolvere, di crescere e di elevarsi spiritualmente. 
Il numero Undici, insieme al Ventidue e al Trentatre è un numero maestro erappresenta la potenza, la giustizia e il potere acquisito per meriti e valori in senso positivo. In senso negativo il numero Undici rappresenta, invece, la paura e la decadenza morale. Considerato come la via della maturità spirituale e della conoscenza oltre il limite della comprensione umana, è associato a una forte intuizione e una grande apertura mentale. Idealismo e visione d’insieme sono aggettivi propri del numero Undici che è armonizzato con i ritmi del suo numero base, cioè il 2 (11 = 1+1=2). In questo modo si fondono sia la geniale ispirazione propria del numero Undici che le forti capacità intuitive tipiche del numero 2. Questa combinazione erge il numero 11 a simbolo visionario e profetico. Caratterizzato dalla uguale presenza sia di proprietà maschili che femminili è sovente associato a segreti, legami e vincoli. E’ il numero degli amori clandestini, degli affari loschi e dei segreti personali. Il numero Undici è numero primo ed è palindromo di se stesso. Nell’alfabeto ebraico la 11esima lettera è la kaf (la lettera K, C dell’alfabeto latino), con valore numerico di 20 e rappresenta la corona e la realizzazione.
Nella mitologia greca gli dèi principali del monte Olimpo sono dodici come dodici sono le “fatiche” di Eracle (Ercole per la mitologia romana) e il numero dei Titani e delle Titanidi. Nella letteratura medievale, dodici sono i Paladini diCarlo Magno e dodici sono i Cavalieri della Tavola Rotonda alla corte di re Artù.Il numero Dodici viene considerato il più sacro tra i numeri, insieme al Tree al SetteIl numero Dodici è in stretta relazione con il Tre, poiché la sua riduzione equivale a questo numero (12 = 1 + 2 = 3) e poiché è dato dalla moltiplicazione di 3 per 4. Il numero Dodici indica la ricomposizione della totalità originaria, la discesa in terra di un modello cosmico di pienezza e di armonia. Infatti indica la conclusione di un ciclo compiuto. Il Dodici è il simbolo della prova iniziatica fondamentale, che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro. Il Dodici possiede un significato esoterico molto marcato in quanto è associato alle prove fisiche e mistiche che deve compire l’iniziato. Superate le prove induce ad una trasformazione, in quanto il passaggio si compie su prove difficili, le uniche che portano ad una vera crescita. 
In molte culture i riti iniziatici si compiono all’età di Dodici anni, dopo di che si entra in un’età adulta. Per concludere, citiamo un passo di Corinne Morel pubblicato nel Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze (Giunti Editore, 2006): «Il dodici segna l’ingresso nella pubertà e dunque induce l’idea di una trasformazione radicale [...che] si fonda su un passaggio molto difficile e faticoso che è il solo che davvero porta a crescere. È per questo che il dodici traduce implicitamente gli ostacoli, i passaggi difficili, gli enigmi da risolvere. Nella maggior parte delle società, i riti iniziatici, destinati a far accedere allo stato di adulto, si praticano nel dodicesimo anno di età».
Il numero Tredici indica la rottura dell’armonia, incarnando il disordine. Infatti, è il numero che con l’aggiunta di una unita al Dodici, interrompe la ciclicità, obbligando ad una trasformazione radicale. 
Il significato del Tredici è negativo: infatti è detto aritmico, rompendo la legge dell’equilibrio e della continuità.
L’unità, aggiunta al Dodici, costituisce causa di destabilizzazione all’armonia ottenuta. Dalla riduzione del numero Tredici (13 = 1 + 3 = 4) si ottiene ilQuattro, che indica stabilità, solidità e certezza, mentre il Tredici al contrario indica l’instabilità e l’incertezza. Nella numerologia il 13 rappresenta l’Alchimista e risulta in stretta relazione con l’universo dei sensi e delle forme. Contiene in sé il principio dell’ineluttabilità del cambiamento, il significato di questo concetto, è un monito a non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l’evoluzione. Il numero karmico Tredici, quindi, rappresenta la morte, la trasformazione e la rinascita. Chi vive sotto l’influenza del numero Tredici avrà la concreta possibilità di riparare o di completare ciò che nelle vite passate è rimasto incompiuto.
Il numero Quattordici rappresenta la libertà, l’esplorazione e il costante cambiamento. L’energia del Quattro educa a vivere nel mondo materiale e sensuale senza smarrire il legame con le radici trascendentali e spirituali dell’essere. Le persone influenzate dal numero Quattordici hanno la grande occasione di apprendere l’uso del libero arbitrio con saggezza ed equilibrio. 
Per imparare la “lezione” è richiesto all’individuo un gran lavoro sia fisico che psicologico e un alto senso di responsabilità per tener fede alle promesse senza avere l’insana illusione di sperperare tempo e risorse. In altre parole, si tratta semplicemente di valorizzare le qualità del numero Cinque, evitando gli eccessi e le fasi altalenanti in cui si imbatte ilQuattordici: eccessi e squilibri dovuti a gravi limitazioni, subite o autoimposte in vite passate, della propria libertà. La capacità di indagare e di adattarsi proprie del numero Cinque non faranno altro, quindi, che portare giovamento al Quattordici che tenderà così a mantenere sempre chiari i propri obiettivi e a coltivare la saggia visione della natura spirituale dell’esistenza umana come fondamentale punto di riferimento.
Il numero 14 rappresenta anche l’esilio, la prigionia, la debolezza, e tutte quelle cose e situazioni che redono schiavi le persone. Esprime l’impotenza anche sotto l’aspetto sessuale. Il numero Quattordici è legato all’alternarsi delle situazioni attive a quelle passive, delle attività faticose e impegnative in genere. Il numero 14 è legato agli oggetti che imprigionano altre cose, oppure a tutto quello che è utile per calmarsi e rilassarsi. Infine il 14 è anche il numero delle reazioni violente e delle offese, di coloro che vivono in esilio o che sono costretti ad emigrare.
Il numero Sedici ha il suo corrispondente grafico nella svastica. Pur essendo un numero pari, che nella simbologia numerica ha una valenza passiva, quindi di stasi, rappresenta un eccezione esprimendo lo straordinario dinamismo proprio della svastica. Il Sedici è un numero ambivalente, simboleggia le avversità, che possono essere benefiche quando portano ad un cambiamento costruttivo, mentre sono negative quando portano l’individuo alla caduta verso la distruzione. 
La riduzione del Sedici lo mette in rapporto con il numero Sette (16 = 1+6 = 7) e dunque con la perfezione. Mentre come prodotto della moltiplicazione del numero Quattro per se stesso (16 = 4 x 4) è il numero della realtà concreta e della terra. Può portare al pericolo un accestivo attaccamento e radicamento. In questo caso il Sedici incarna l’orgoglio, le prove della vita, la formazione attraverso gli insuccessi e le disillusioni.
Il Diciassette è considerato il numero del Tempio e dei Cavalieri Templariassumendo così  un forte significato sia iniziatico che esoterico. Scindendo ilnumero 17 in 1 e 7 (17=1+7) avremo per il numero 1 il significato di Essere Unico o Cosa Unica che viene posta in relazione con la Potenza Suprema, il Polo Radiante e il Centro mistico. Il 7 invece, è il numero della Conoscenza e della Sapienza: simboleggia quindi la profonda saggezza e la ricerca della verità ma anche introspezione e meditazione. Secondo la Kabbalah ebraica il 17 ottobre dell’anno 3761 a.C. avvenne la creazione dell’Universo e la somma dei numeri che compongono l’anno (3+7+6+1) da il numero 17Altre corrispondenze per il numero 17 le possiamo trovare nel Vangelo di Giovanni nei versi che citano la pesca miracolosa: “Ascendit Simon Petrus et traxit rete in terram plenum magnis piscibus, centum quinquaginta trium”, “Simon Pietro, sali sulla barca e porta a terra la rete piena di 153 grossi pesci”. Il numero 153 è dato dalla somma di tutti i numeri interi da 1 a17
I nomi degli angeli che si possono invocare sono 17 come il numero dei demoni evocabili. La stella a 8 punte posta sul capo della Vergine Maria ha 16 lati più 1 centro che sommati fa 17.
Secondo un’antica credenza popolare il 17 simboleggia anche l’arrivo di eventi funesti. Ma com’è nata questa superstizione che ha portato questo numero a essere considerato portatore di sfortuna? L’ipotesi forse più rispondente alla realtà si può far risalire al tempo dell’antica Roma: se, infatti, consideriamo il diciassette scritto in numero romano VXII, anagrammandolo abbiamo questo risultato: VIXI che il latino significa “vissi” quindi “sono morto”.
Il Diciotto è un numero composto e ha come divisori i numeri 1, 2, 3, 6 e 9. E’ un numero piramidale pentagonale considerato nefasto al tempo dell’antica roma. Al ricorrere del 18 di ogni mese, infatti, nessuna azione, sia pubblica che privata, era possibile compiere a meno che non fosse strettamente necessaria. In epoche più recenti il numero Diciotto, nella Francia rivoluzionaria, rappresentava una data molto importante: il 18 Brumaio, infatti, segnò il passaggio dal Direttorio al Consolato. Il numero 18, anche se non sembra, è molto ricorrente ed è stato usato per indicare diverse quantità.
Nel calendario Maya un anno era composto da diciotto mesi ognuno dei quali aveva una durata di 20 giorni con un resto di 5 giorni. I Druidi utilizzavano l’alfabeto degli alberi, denominato Ogham, per riti divinatori. Questo alfabeto si componeva di diciotto lettere (5 vocalie e 13 consonanti); ciascuna di queste lettere prendeva il nome dell’albero del quale è l’iniziale. Le anime dei Giusti, citate nella Bibbia, giungono su diciotto colonne profumate mentre la letteratura buddhista menziona le diciotto condizioni di Buddha. Restando in ambito buddhista, sono diciotto i capitoli del Bhagavad-Gita mentre i Bonzi, durante le loro preghiere, usano un rosario composto da 18 grani. Oltre a queste curiosità, il numero Diciotto, essenzialmente femminile, nella simbologia esoterica rappresenta il carattere ricettivo, creativo e intuitivo dell’individuo. 
La riduzione del Diciotto è il nove (18 = 1 + 8 = 9), con il quale condivide un’energia simile, essendo un numero femminile rappresenta la donna, nel senso di madre che genera una nuova vita. 
Il 21 è indubbiamente un numero che negli ultimi tempi ha avuto un forte impatto simbolico a causa dell’ormai famosa profezia Maya che vedeva nel21/12/2012 la fine de mondo o un nuovo inizio. Generalmente, il significato del numero Ventuno è la fortuna, la stabilità economica, successo nella vita e un maggiore soddisfazione ed elevazione personale. 
Un significato simile possiamo riscontrarlo nei tarocchi come ad esempio il successo, poi la sicurezza e il “lieto fine”. Nella numerologia (21 = 7 x 3) rappresenta la terna del cammino umano il quale si conclude appunto col numero 21 ed è il suo simbolo è la spirale. In ambito religioso, essendo il prodotto di due numeri sacri, il numero Sette e ilnumero Treil Ventuno viene considerato il numero della perfezione. È La ventunesima lettera dell’alfabeto ebraico, la “shin”, il cui valore numerico è 300 ed esprime il potere divino e nello stesso tempo la corruzione. 
Il significato cabalistico del numero 21 è: “L’amicizia sincera da un lato aiuta a sopravvivere, dall’altro difende da tutti i nemici”. Viene abbinato ad una serie di figure come ad esempio la donna, la fattoria, il barbiere, l’età, il naso, il panico, l’epidemia, la guida, il rapimento, la carezza, la cinghia e lo zoo. 
Il Ventuno è il numero della fedeltà, della fiducia e della lealtà; del coraggio, delle amicizie vere, delle leggi e dei diritti civili. Al numero Ventuno sono collegate anche le azioni coraggiose; la difesa dei più deboli e il mantenimento delle promesse. È anche il numero dei libri, dei codici, delle tasse, dei testamenti, del padrino, del tutore e delle leggi del branco. Alcune curiosità legate al numero Ventuno sono: gli animali abbinati ad esso come l’aquila, il lupo, il leone. È l’ottavo numero della serie di Fibonacci; è il numero di volte che viene intonato il Mantra Om durante l’Aumkara, un’antica pratica induista. Il numero 21 come le lettere dell’alfabeto italiano e infine nella smorfia rappresenta la donna nuda.
Il numero 22 ha molti riferimenti alla tradizione biblica. Infatti possiamo ritrovare il numero 22 nelle lettere dell’alfabeto ebraico. Ventidue sarebbero, secondo la tradizione ebraica, i libri del Vecchio Testamento; come 22sono gli elementi che l’onnipotente creò durante i 6 giorni della creazione. Al momentio della creazione, Dio in effetti si limitò solo a nominare tutte le cose create e che immediatamente, tramite l’invocazione del loro nome preciso, si manifestarono e vennero così create dal nulla. questo perchè il nome contiene in sè l’essenza stessa della cosa creata. In virtù del fatto che Dio è l’artefice di tutto il creato, i 22 nomi si riferiscono dunque a “tutto ciò che esiste”. Così proprio nel numero 22 è racchiuso il segreto della creazione dell’universo da parte di Dio. L’individuo 22 si configura come un dominatore, ed emerge tra tutti quelli che gli stanno intorno distinguedosi in modo definito e singolare, come allo stesso modo Dio è separato e distinto dalla stessa creazione. 
L’interpretazione cabalistica del numero 22 e il suo significato nascosto indica che tale nuneroè associato sia agli scontrosi e iracondi che alle persone serie e rispettose ma nello stesso tempo rigide. Nelle circostanze e negli ambienti in cui si riscontra il numero ventidue, la sensazione è quella di un crescente nervosismo e un aumento della tensione in generale. Inoltre il 22 è legato a soggetti che spesso richiamano al dovere e alle persone maleducate.
Il numero maestro Trentatre raffigura l’amore profondo e incondizionato. Simbolo di impegno totale il Trentatre tende a conservare le tradizioni, soprattutto quelle che riguardano il nucleo familiare. Ha cura del benessere delle altre persone addossandosi spesso grandi responsabilità. Da tempo considerato ilnumero di Cristo, il possiede un’innata capacità di amare in maniera assoluta e senza riserve. 
La potente energia del numero Trentatre, se non viene compresa e indirizzata, corre il fondato rischio di trasformarsi in forza esplosiva: questo può avvenire perché la naturale capacità si espande nei casi della doppia cifra e la persona agisce seguendo l’ispirazione di una fonte superiore. 
Quindi, per utilizzare al meglio questo genere di energia, le persone sotto l’influenza del numero maestro Trentatre dovrebbero seguire tutti i principi di una corretta vita all’insegna dell’elevazione spirituale. 
l’interpretazione del Numero Trentatre è legata anche alle passioni, ai sentimenti dei nonni o degli anziani in generale; non solo ma è anche alle relazioni extraconiugali e influenza la capacità di sognare o avere un rapporto sessuale con una persona anziana. In generale il numero 33 esprime tutta una serie di azioni che normalmente si compiono da giovani invece che in età avanzata. Simbolicamente il numero 33 è rappresentato dalla monaca, dalla pensione o dai recipienti in genere. E’ il numero che rappresenta la Cabala stessa con tutti i suoi segreti mistici che essa contiene.
Il numero Quaranta, nella letteratura ebraica indica, in modo generale, la quantità di tempo spesa alla presenza di Dio. Infatti, più di una volta, sia nel Nuovo che nel Vecchio Testamento troviamo il numero 40: Il popolo ebraico trascorse 40 anni nel deserto prima di raggiungere la Terra Promessa e lo stesso Mosè, che guidò la traversata, trascorse quaranta giorni e quaranta notti sul monte Sinai. Anche Gesù trascorre 40 giorni nel deserto prima di iniziare la sua opera di predicazione. Il profeta Elia, perseguitato dalla perfida regina Gezabele, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al Monte Oreb (Monte Sinai), dove il Signore gli rivolse la parola. Tra l’altro, il numero Quaranta rappresenta, sempre per gli ebrei, il tempo di una generazione. In termini prettamente esoterici, il numero Quaranta partecipa allo stesso significato delnumero Tredici, rappresentando, quindi, la morte simbolica. Infatti, il numero 40 indica la prova iniziata, il trapasso che permette una seconda nascita, quella spirituale.

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