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La sovrappopolazione mondiale , tra mito ideologico e realtà

Di Salvatore Santoru Al giorno d'oggi si fa un gran parlare del problema della " sovrappopolazione " . Stando alla teo...


Di Salvatore Santoru

Al giorno d'oggi si fa un gran parlare del problema della " sovrappopolazione " . Stando alla teoria più in voga del momento , l'umanità non sarebbe più sostenibile per il pianeta e occorre fare in modo che venga dimezzata . Questa teoria non è nient'altro che una nuova variante delle idee di Thomas Malthus , il quale affermava che la crescita della povertà e della fame nel mondo è dovuta quasi solamente alla crescita demografica mentre non indagava gli aspetti relativi alle contraddizioni economiche e sociali del problema .

Malthusianesimo e eugenetica

Il malthusianesimo è stata un'ideologia molto popolare nell'Ottocento e nel primo Novecento  e influenzò profondamente Herbert Spencer , il fondatore del darwinismo sociale  , ideologia che costituì un fondamentale supporto teorico alla teoria e alla pratica dell' eugenetica .

A partire dal 1899,  negli USA furono avviate  politiche eugenetiche che consistevano perlopiù nella sterilizzazione coatta delle persone considerate deboli o " inadatte " : sopratutto disabili fisici o mentali , persone affette da disturbi psichici , appartenenti a minoranze etniche e addirittura epilettici .
In seguito le pratiche eugenetiche si diffusero sempre di più oltre i confini statunitensi e raggiunsero l'apice in Germania con il famigerato programma dell' Aktion T4 , basato sulla sterilizzazione coatta e sull'uccisione sistematica di individui disabili fisici e mentali e affetti da problematiche psichiche e sociali .

Finita  la II guerra mondiale l'eugenetica era ormai  caduta in disuso , ma nonostante ciò continuò ad essere applicata nella Svezia sino al 1975 e gli ultimi esperimenti diretti di tal tipo furono eseguiti in Svizzera nel 1985 .

Questione ambientale 

Tra i cosiddetti neomalthusiani è molto diffusa l'idea che l'essere umano rappresenta in quanto tale un pericolo per l'ambiente nel suo insieme e per questo bisogna al più presto dimezzarne radicalmente la diffusione , e ambire alla " crescita zero " demografica  .  Alcuni sostengono che bisogna adottare politiche radicali di controllo delle nascite per questo , anche di stampo autoritario prendendo esempio della " politica del figlio unico " cinese .
Queste proposte , tanto semplicistiche quanto pericolose , non rappresentano la soluzione al problema , le quali cause vanno ricercate perlopiù negli estremi squilibri e danni causati dal modello di sviluppo economico attuale  , incentrato sulla crescita economica sregolata e sul disprezzo verso la natura e l'ecosistema nel suo complesso .  Inquinamento , urbanizzazione selvaggia , deforestazione , specie animali in via di estinzione  e molto altro sono l'altra faccia dello sviluppo e del progresso economico ottenuto a scapito del benessere ecologico e della stabilità ambientale .

Questione economica

Ultimamente con l'avvento della cosiddetta " rivoluzione verde "  , che al di là del nome portò a un'aumento vertiginoso di sfruttamento ambientale , inquinamento e distruzione delle biodiversità , e sopratutto con l'adozione su vasta scala dello stile di vita consumista la situazione è gravemente peggiorata .
E qua entra in gioco anche  la stessa sovrappopolazione  : infatti dall'adozione dell'attuale modello di sviluppo in soli cent'anni la popolazione mondiale è aumentata di quasi 6 miliardi  .
Visto in quest'ottica il problema stesso della sovrappopolazione risulta diverso e la sua versione ideologica corrente si dimostra un mito .  Il problema non è tanto o solo la crescita demografica in sè , ma è l'attuale modello di sviluppo che è del tutto instostenibile e che sta distruggendo l'ambiente e gli equilibri ecologici .

Sarebbe troppo facile dare la colpa di tutto questo a  tutti gli esser umani indistintamente e non menzionare per esempio il ruolo delle multinazionali e dei poteri economici in generale .
Infatti , dalla metà del XX secolo  in poi , il potere delle corporations si è fatto praticamente assoluto e onnipresente , ed è stata avviata una gigantesca campagna propagandistica ( la pubblicità commerciale con cui siamo " bombardati " ogni giorno  )  per giustificare e imporre lo stile di vita consumista in Occidente , e oggi sempre di più nel mondo intero .

Conflitti d'interesse

Un fatto interessante è che ora le stesse corporations che per anni e anni hanno devastato , inquinato , sfruttato l'ambiente e contributo al massacro di animali e alla deforestazione selvaggia , propagandato l'uso di energie non rinnovabili e dannose come il carbone , il petrolio e il nucleare e tanto altro , ora si " tingano " di verde e propongano una forma molto ambigua di " sviluppo sostenibile "  .

Interessante anche il fatto che il gruppo dei Rockfeller  , proprietario della compagnia petrolifera più inquinante e distruttiva del mondo , la Exxon ( un tempo chiamata " Standard Oil " )  e finanziatore della rivoluzione verde ( che contribuì ad aumentare  la popolazione mondiale )  , sia impegnato da tempo sulla lotta alla sovrappopolazione mondiale , e sia arrivato negli anni 70 a finanziare il Club di Roma .
Oggi più che mai David Rockfeller , uno tra gli uomini più ricchi e potenti del mondo , è uno dei principali sostenitori della teoria della sovrappopolazione ( su Youtube si può vedere un suo " memorabile "   discorso all'ONU su questo tema ) ... molto interessante la sua " carriera "  : un passato come amministratore della Chase Manhattan Bank , azionista della già citata Exxon e della General Elettric ,  e infaticabile lobbista e membro fisso di organizzazioni elitarie come il Council on Foreign Relations , la Trilateral Commision e il Bilderberg .

Sviluppo sostenibile e  "decrescita felice" come possibili soluzioni

Il modello di sviluppo economico selvaggio oltre ad aver portato a innumerevoli danni ambientali ,  ha contribuito enormemente alla diffusione di malattie fisiche ( diabete e obesità in primis ) e al malessere in generale . Oggi come non mai viviamo in uno stato di opulenza , ma d'altro canto il cancro è diffuso come non mai ( e la sua causa principale al giorno d'oggi è l'inquinamento )  , le diseguaglianze economiche e sociali son diventate enormi , l'insoddisfazione e lo stress regnano sovrani ,  le dipendenze (  da fumo , alcool , cibo , gioco d'azzardo , prodotti tecnologici ,  sostanze stupefacenti ecc )  son aumentate vertiginosamente , ed inoltre ci si è imbarcati in un circolo vizioso di guerre combattute per il controllo delle risorse .

Questo sistema basato sull'illusione della crescita economica illimitata  è totalmente insostenibile e urge un forte cambiamento del sistema economico e sociale dominante , e di conseguenza degli stili di vita dipendenti da esso .

Una soluzione a ciò potrebbe essere l'applicazione di alcuni principi della cosiddetta decrescita felice,  la teoria elaborata dall'economista e filosofo Serge Latouche secondo cui la società deve transitare dal modello attuale di sviluppo economico basato sulla quantità , sullo spreco  e sulla massificazione totale a uno basato sull' abbondanza frugale  , la qualità e il benessere umano nel rispetto dell'ecosistema e dei suoi limiti .

Un nuovo paradigma

Latouche da anni sostiene che la decrescita deve essere volontaria e sopratutto felice ,  e come questa sia l'alternativa maggiormente praticabile alle inevitabili crisi economiche e finanziarie su cui il nostro sistema attuale è basato .

Decrescita felice e consapevole quindi piuttosto che decrescita traumatica e  infelice  come avverrà se non si cambia paradigma e si rimette in discussione l'intero sistema dominante a partire dalle sue basi .

Tutto ciò non significa assolutamente  tornare al Medioevo , ma anzi proiettarsi verso un futuro migliore dove il benessere umano  conterrà più degli standard economici e dell'avidità commerciale eretta a norma .

La società prospettata da Latouche e dai sostenitori della decrescita è basata sulla valorizzazione dell'essere umano in quanto tale , sulla tutela dell'ambiente e degli animali non umani e la difesa delle biodiversità , e non sulla demonizzazione della tecnologia o dello sviluppo umano in sè , come spesso si pensa .

Difatti la tecnologia e lo sviluppo economico non verrebbero cancellati ma , anzi , migliorati e portati a un'indispensabile maturazione dove non ci sia più spazio per la cultura dello spreco , che è stata  la base del modello di sviluppo moderno e a cui ci siamo abituati dopo anni e anni di " lavaggio del cervello " da parte della pubblicità commerciale .

Il modello di sviluppo moderno che viene criticato dai sostenitori della decrescita  si è basato totalmente sulla promozione di tutto ciò che è dannoso per l'ambiente e per lo stesso essere umano .

Il cambio di paradigma dovrà essere prima di tutto un cambiamento individuale del proprio stile di vita : ad esempio , optare qualche volta per un'alimentazione sana e naturale invece del classico cibo spazzatura  ,  optare per una scelta etica e sana dal punto di vista alimentare come il vegetarianismo o il veganismo , non farsi ipnotizzare dalle illusioni vendute dalle pubblicità commerciali e dai mass media in generale e tanto altro .

La questione è un pò più complicata e da approfondire , comunque è chiaro che il problema principale non è amputabile  alla  crescita demografica o solo ad essa , ma sopratutto al modello di sviluppo o alla degenerazione di esso portata , cose che tra l'altro anche lo stesso Latouche ha affermato .

20 commenti

  1. Ci sono così tante argomenti sulla brace che è difficile fare un unico commento includendoli tutti con le relative spiegazioni.
    Di certo la teoria della sovrappopolazione vacilla
    ( che poi, in base ai dati attuali, il tasso di crescita della popolazione mondiale è rallentata di anno in anno
    https://www.google.it/#q=terra+popolazione ).

    Oggi, grazie alle grandi industrie, si crea una così varietà di cibi di varie grandezze e qualità, che la sovrappopolazione non sembra neanche un problema. Basta vedere lo spreco che ancora oggi c'è in molti Stati industrializzati ( nonostante la crisi in atto dal 2007 ).
    Mettiamo il caso che gli abitanti della Terra siano sempre 7 miliardi, ma non fossimo industrializzati, ma ancora allo stadio primitivo. L' uomo di cosa si ciberebbe?
    Mettiamo che ognuno inizi a puntare gli animali, prima o poi dovrebbero finire se si pensa solo a cibarsi e a non eliminare tutta una specie. Si passerebbe poi alla coltivazione, ma come sappiamo, senza la tecnologia ed i mezzi di trasporto odierni, se in una nazione del cibo coltivato si distrugge per un motivo naturale, c'è la carestia, e poi la morte delle popolazioni.

    Ecco che la tecnologia e le grandi aziende permettono lo scambio di merci, le popolazioni colpite da cataclismi naturali, dopo la perdita dei raccolti, hanno sempre del cibo a disposizione ( vedi barattoli di legumi o altro che può esser facilmente trasportato, conservato e mangiato ).

    Quindi il propblema non è la sovrappopolazione, ma forse lo spreco e il monopolio economico. Oggi manca più il denaro per acquistare cibo che il cibo stesso..

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    1. Un consiglio: tra le reazioni potresti mettere anche "scarso" o roba del genere? Non mi sembra utile porre una scelta fra giudizi solo e tutti positivi.
      :)

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    2. le risorse sono l'ultimo dei problemi, alla gente non gliene frega una ceppa di quello che muore di fame, e la conferma sta proprio nel fatto che oggi ci sono piu di 3 miliardi di morti di fame, il problema vero è l'avanzare della tecnologia e l'inquinamento, il primo perchè toglierà sempre piu posti di lavoro e il secondo perchè avvelenerà sempre di piu terra e acqua. tra una cinquantina di anni, forse cento, basteranno 500 milioni di esseri umani per poter vivere su un vero e proprio paradiso terrestre

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    3. Appunto ho concluso dicendo che tra i veri problemi c'è lo spreco.
      Acquistare parecchio cibo, anche se non lo si butta,.. è spreco!
      Perché mangiare come bufali alle feste? Non è uno spreco?

      L' inquinamento è l' arma che accellererà ancor di più la velocità verso la catastrofe..

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  2. Sono d'accordo in buona parte con il tuo commento . Nell'articolo in modo più semplicistico viene detta più o meno la stessa cosa , che il problema non sta tanto nella crescita demografica in sè , ma nell'attuale modello di sviluppo , o meglio nella degenerazione di esso , e per questo l'adozione dell decrescita economica risulta una seria alternativa a questo sistema . Dici bene quando affermi che il problema forse più che la crescita demografica di per sè , è lo spreco e il monopolio , e direi gli oligopoli economici , e per ciò nemmeno la tecnologia e lo sviluppo in sè , che infatti non vanno aboliti , ma vanno usati in modo positivo per arrivare a una società dove ci sia più attenzione alla qualità , al benessere dell'uomo , degli animali e dell'ambiente , piuttosto che alla quantità e allo spreco come avviene oggi .

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    1. Esattamente. Con la nostra tecnologia e denaro delle grandi multinazionali si potrebbe portare acqua e cibo anche nei Paesi ancora indietro...
      Il problema è che non lo si vuole perché c'è solo spesa e non guadagno, e come si sa le grandi multinazionali cercano il profitto, e non il raggiungimento di un obiettivo volto ad eliminare il problema della carenza di cibo ed acqua nei PAesi sottosviluppati.

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  3. L'articolo è pieno zeppo di amenità, elenchiamone qualcuna:

    "Stando alla teoria più in voga del momento", ma quando mai? La teoria più in voga è proprio quella dell'articolo, crescete et moltiplicorum. Oggi impera sovrana la scienza dello "struzzismo", come ingegnarsi a negare il problema. Potremmo essere 100 miliardi, non è mai problema di sovrappopolazione. La rete è piena di queste tragiche barzellette.

    "Questa teoria non è nient'altro che una nuova variante delle idee di Thomas Malthus , il quale affermava che la crescita della povertà e della fame nel mondo è dovuta quasi solamente alla crescita demografica mentre non indagava gli aspetti relativi alle contraddizioni economiche e sociali del problema"

    L'autore ha letto Malthus? Se dice così è chiaro che non lo ha letto, avrà letto il solito commentino dei catto-popolazionisti, uno dei tanti.

    "Tra i cosiddetti neomalthusiani è molto diffusa l'idea che l'essere umano rappresenta in quanto tale un pericolo per l'ambiente nel suo insieme"

    Neanche per niente. Sono malthusiano, convintamente: l'uomo non rappresenta *in quanto tale* un pericolo. Rappresenta un pericolo in quanto capace di riprodursi come una bestia (con tutto il superiore rispetto dovuto alle bestie).

    "per questo bisogna al più presto dimezzarne radicalmente la diffusione"

    E questo forfait da dove salta fuori? Forse i neomalthusiani hanno una voce ufficiale che si è espressa per tutti? Mettiamo da parte questa facile approssimazione, dimezzamento è una parola scritta senza pensare. Vorrebbe dire scendere a 3,6 mld, sempre troppi sono, a meno di non vivere peggio di come già facciamo oggi, no grazie. Se mi vuoi convincere che devo rinunciare a qualcosa del poco che ho, perché un africano/asiatico/ispanico deve continuare a procreare tanti schiavetti di cui ha bisogno per vivere (la cosa più schifosa del mondo -vera ragione della sovrappopolazione- l'egoismo di chi ha bisogno dei suoi figli per potere vivere egli stesso, sparpagliandoli sul territorio a lavorare, mendicare, arrangiarsi per portare a casa qualcosa, condannandoli fin dalla nascita alla povertà), allora ti sbagli di grosso.

    "danni causati dal modello di sviluppo economico attuale , incentrato sulla crescita economica sregolata e sul disprezzo verso la natura e l'ecosistema nel suo complesso"

    Eh già, perché quella parte del mondo che si ostina a fare un mare di figli, e poi pretende di rientrare di sponda sulla strada del nostro modello di sviluppo, ha un grande rispetto per il pianeta.
    Che poi la crescita economica infinita sia una follia, o che gli stili di vita vanno cambiati è sacrosanto. Anche fare 4 figli come niente fosse è uno di questi stili da cambiare.

    "comunque è chiaro che il problema principale non è amputabile alla crescita demografica"

    L'unica cosa chiara, e "amputabile" allo scrivente, è che batte ben bello sulla tastiera senza sapere ciò di cui parla.
    Per voi che commentate: prendete la torta della biocapacità massima, dividete per queste e le altre miliardate di umani in arrivo, e vedrete che misera fettina toccherebbe a voler dare lo stesso a tutti, senza sperequarazioni. Quando la crescita è fuori misura, il problema è la crescita in sé (anche se "fa figo" dire: non è la crescita in sé, lo riconosco). Portare acqua e cibo a miliardi di persone che non hanno come pagarla per fare aumentare l'impronta ecologica globale e mandare l'ecosistema a ramengo ancora più velocemente di quanto non stia già accadendo è una genialata da Nobel. Tombola, sia sul piano economico che ecologico.
    -

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    1. Non ho capito il senso del messaggio
      "Per voi che commentate". Scusa sarò deficiente io, ma siccome ho commentato solo io, penso il messaggio sia rivolto
      solo a me ( oltre che all' admin del blog ).

      Intende dire che non si deve dividere la "biocapacità totale"
      equanimamente?

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    2. No, non hai commentato solo tu ed il messaggio è rivolto ad entrambi: "solo a me ( oltre che all' admin del blog )" voi dunque, quel "solo a me" non ci sta. Te e lui.

      No, di nuovo, non è quello che intendo. Parliamo di divisioni, hai un dividendo (la capacità ecologica) ed un divisore (la popolazione globale) che è già di suo troppo alto, e che continua a crescere di un mld ogni 12-13 anni per il comportamento di una parte del mondo. Questo è equanime per te? Oppure questi figli seminati a bizzeffe sono un regalo della cicogna, un dato metafisico, piombatoci sulla testa, che non è discutibile, nè criticabile, non imputabile alla responsabilità umana?
      Perché la divisione risulti equanime, il divisore deve essere equanime.

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    3. Grazie del chiarimento.
      Il punto è che la matematica non funziona così. Mi spiego.

      Se uguagliamo ( come senso stesso del valore ) ogni unità del dividendo a quella del divisore, è come se avessimo
      1 abitante = 1 razione di cibo minima necessaria. Ok?
      Condizione necessaria per rendere la divisione ( seppur a grandi linee ed ovviamente non matematicamente accettabile ) più sensata possibile.

      Se il dividendo è inferiore al divisore, un risultato lo abbiamo sempre. Ed è sempre EQUANIME! Ognuno avrà, anziché
      la razione di "1 unità" quella da "0,5 unità" ( il numero è un mero esempio ).
      A questo punto la divisione è sempre PERFETTA. Ognuno ha la sua parte. Il problema è che la razione è inferiore a quella minima sufficiente.

      Il problema di fondo che ho anche esposto nel commento di cui sopra non è - a mio modesto parere - l' insufficienza di risorse alimentari, né la crescita della popolazione, ma
      l' utilizzo del territorio e delle risorse.
      Un esempio?
      Prendiamo un intero campo verdeggiante adatto alla coltivazione di - chessò - ortaggi. Se questo campo non viene usato per codesto scopo e si preferisce estrarre il greggio presente nel sottosuolo distruggendo l' ambiente, il terreno ed inquinando anche i terreni non inclusi nei lavori di estrazione,... ecco lì che c'è un errore di gestione dell' utilizzo del territorio e risorse.

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  4. Io ti ringrazio per la lezioncina di matematica, in effetti le elementari le ho finite da un pezzo e posso aver dimenticato parecchio. Che il risultato sia inferiore all'unità quando il divisore è maggiore del dividendo, o che comunque, anche così, ognuno avrà una parte uguale a quella dell'altro, è chiaro, fino a lì ci arrivo. Ma se rileggi quanto ho scritto sopra, vedrai che non mi sto sognando di negare queste ovvietà.
    Ti ho solo detto che il nostro divisore, il numero degli essere umani, continua a crescere, e lo fa perché *una parte* della popolazione mondiale continua a fare un mare di figli. E questo non è equanime. Confondi l'uguaglianza aritmetica delle parti originate da una divisione con l'equanimità. Il risultato di una divisione non è sempre equanime, come dici tu, per niente.
    Esempio: tu, tua moglie e tuo figlio costituite la famiglia "Nord ricco"; io, con la mia consorte e i miei quattro figli, siamo i "Sud povero". Tu dovresti dividere per 3 quanto hai, io per 6 quanto ho. Ma, e questo è il punto, io per un verso continuo a fare figli (cioè crescita continua di paesi poveri, sovrappopolati, che lamentano l'ingiustizia della loro condizione) e per un altro pretendo di unificare i conti con te ed i tuoi (presunta, assurda, soluzione dell'ingiustizia, fantomatica equanimità).
    Alla fine arrivo a 10 figli più 2 genitori, 12; tu sei rimasto a 3, rapporto di 4 a 1 (esattamente quello che c è fra i paesi di più antico sviluppo e gli altri, mentre al 1960, quando i ricchi del mondo avevano esaurito il loro boom demografico, il rapporto era circa di 2 a 1).
    Quindi ogni volta che a me è nato un figlio, non è diminuita solo la parte che tocca a me, alla mia signora o agli altri miei figli; è diminuita anche la tua, e quella dei tuoi. E non sono venuto prima da te, non ti ho chiesto: caro amico, adesso faccio altri 6 figli, e tu devi concorrere al loro mantenimento come se fossero anche tuoi, ti va? No, li faccio e basta. I pugni li batto alla fine. E tu scopri che adesso hai diritto solo a 1/15, chiamala equanimità. La divisione sarà anche perfetta, equanime neanche per sogno.

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    1. Su questo concordo. Su tutta la linea.

      Io mi incazzo da paura quando vedo, ascolto o leggo di coppie che,
      nonostante senza un impiego, facciano figli. Anche 12-13.
      Pazienza quando perdi il lavoro dopo che hai un figlio,
      ma fare un figlio prima di trovare un impiego o una stabilità economica.... è da decerebrati mentali.

      Molte associazioni umanitarie sono riuscite, nei Paesi sottosviluppati, a cercare di ridurre le nascite.
      In un Paese africano ricordo di un volontario che raccontava come
      lì si facessero tanti figli perché "un numero considerevole di prole allontanava la casa dagli spiriti maligni".
      Lì c'è l' ignoranza. Noi - come Paesi sviluppati - abbiamo la religione e l' ignoranza mentale.

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  5. 2. Tu hai calcolato questa biocapacità? Per esempio, quanto può darci il pianeta in termini di risorse alimentari, in modo sostenibile? (I popolazionisti non vogliono ammettere che la crescita delle rese del XX sec. è stata ottenuta in modo insostenibile. Credono che si possa per sempre andare avanti con dosi massicce di fitofarmaci, fertilizzanti azotati e con le arature intensive. Al 2012 la FAO indicava la necessità di aumentare del 60%(!) la produzione agricola mondiale per risolvere il problema della fame. Non vogliono capire che la fame si vince solo con meno mangianti, non con più cibo per rincorrere follemente la marea dei nuovi nati. Così non ce la faremo mai, è'un po' come dire che dobbiamo tenere a galla la barca buttando fuori più acqua di quella che entra dalla falla, una follia. Dato lo stress cui i terreni agricoli sono sottoposti con la conseguente e incalzante desertificazione, dobbiamo produrre meno cibo, non di più).
    Allora, il tuo ed il tuo parere saranno modesti, guarda un po' i calcoli del Worldwatch Institute, di Mathis Wackernagel o di qualsiasi istituzione o scienziato degni di questo nome che si sono presi questa briga. Se invece sei un ammiratore di Gotti Tedeschi, Gaspari, Cascioli e roba del genere, allora ti chiedo di accostare e scendo immediatamente. Se riporti l'agricoltura in termini di sostenibilità, e dividi per i 7 mld attuali e tutti quelli a venire, non puoi pensare che le risorse siano sufficienti.
    Il tuo esempio: non dico sia per forza sbagliato, capitalismo e relative speculazioni sono fra le cose peggiori sotto il cielo. Non estraiamo più greggio? O ne estraiamo di meno o ci affidiamo al famoso mix? Va bene, vediamo quanto riesce a reggere questa ipertrofica popolazione mondiale. Se siamo arrivati a 7 miliardi è proprio perché abbiamo distrutto l'ambiente, in primis con l'uso dei combustibili fossili. Non è che adesso rinunci e ti porti appresso questo carrozzone umano con un altro sistema. Ancora i grandi dottori devono capire con cosa sostituire il petrolio.

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    1. " i grandi dottori devono capire con cosa sostituire il petrolio."
      ottima frase. Ed è quello il punto.

      Il problema sta tutto nella durata della vita umana.
      Se un uomo vivesse per 300 anni, coloro che deturpano l' ambiente
      incapperebbero loro stessi nelle conseguenze delle loro azioni volte a creare guadagno a discapito dell' ambiente e delle future generazioni.
      Un uomo, vivendo meno di 100 anni, non subirà le conseguenze delle sue azioni, e quindi se ne sbatte di cosa accadrà in futuro.
      Quello è il punto!

      Il petrolio è collegato ai veicoli, agli spostamenti, all' energia...
      abbiamo creato prima delle tecnologie, e poi abbiamo cercato
      la fonte per utilizzarlo.

      Forse - per riprendere il discorso della sovrapopolazione mondiale - bisognerebbe iniziare a livello nazionale.
      Se io fossi al governo, toglierei tutti gli incentivi e denaro a chi fa un figlio. Tutti. Questo è incentivare a fare figli. Il mio ragionamento è:
      se tu fai un figlio, è perché devi mantenerlo TU, e NON la società!.

      E' questo l' errore dei governi e cattogoverni...

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  6. Daniele: sono sempre Francesco, problema di login.
    "il tuo ed il tuo parere saranno modesti", il tuo ed il mio, intendevo, me ne accorgo solo adesso. Ti chiedo scusa.

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  7. E' innegabile l'incidenza della sovrappopolazione. Qualcuno ha citato i tre miliardi di morti di fame, dimenticando che se essi avessero tutti la pancia piena o addirittura l'automobile il mondo sarebbe finito da un pezzo. Sarà cinico dirlo ma siamo in lotta per la sopravvivenza e come in ogni situazione naturale, vince il più forte. Solo che certi politicanti da strapazzo buonisti e mondialisti sembrano aver perso di vista questo aspetto, non perdendo occasione per fare il gioco dei nostri rivali. Ma si certo, aiutiamoli tutti, non facciamo morire più nessuno...peccato che gli "altri" non avranno questi riguardi verso di noi, quando saranno loro ad avere il coltello dalla parte del manico. Altra prova lampante della sovrappopolazione mondiale è il fatto che, ognuno dovrebbe aver diritto ad un pezzo di terra tutto suo, e questo non lo considera mai nessuno, ma provate a dividere il solo territorio italiano per il numero dei suoi abitanti, e vedrete che la terra pro capite, sarebbe del tutto insufficiente, e lo sarebbe ancor di più sottraendovi le aree non coltivabili. Togliendo dalla topografia mondiale, deserti, steppe, paludi, montagne, terreni rocciosi, foreste impenetrabili e quant'altro, di umanamente sfruttabile rimarrebbe ben poco, ma ripeto queste considerazioni non le fa nessuno, esistono solo pietismo, banalizzazione e pressappochismo totali...

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