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“Marchionne curato per grave malattia”. Fca: “Non era noto”

Di Emilio Randacio Sei giorni di silenzio assoluto. Di rispetto per la privacy, di stretta tutela del paziente e dei suoi familiari...

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Di Emilio Randacio

Sei giorni di silenzio assoluto. Di rispetto per la privacy, di stretta tutela del paziente e dei suoi familiari. Fino a ieri, quando l’Ospedale universitario di Zurigo (Usz) decide di rompere il riserbo. Poche righe per respingere ogni potenziale polemica, per allontanare qualsiasi critica sull’operato dei propri medici e di tutti i dipendenti. «La fiducia dei pazienti nei confronti del ricorso alle migliori terapie possibili e nella discrezione è cruciale per un ospedale». Questo l’inizio del «comunicato stampa» da Zurigo, 24 ore dopo la scomparsa di Sergio Marchionne. Professionalità e discrezione, sono i due pilastri su cui rivendica di basarsi l’ospedale, in cui ogni anno vengono curati 42 mila pazienti. In Svizzera, l’ospedale «attribuisce enorme importanza al segreto professionale, e questo vale in egual misura per tutti i pazienti». Ecco spiegato nel comunicato il riserbo che ha accompagnato, da sabato scorso, il decorso post operatorio dell’ex numero uno di Fca, ricoverato a Zurigo da fine giugno.  
«Lo stato di salute è materia del paziente», rivendica l’Usz. «Per questo finora non è stata presa posizione in merito all’ospedalizzazione e al trattamento del signor Sergio Marchionne».  
L’ospedale, per mettere a tacere «diverse voci tendenziose da parte dei media relativamente alla sua cura», ma, anche «al fine di frenare il susseguirsi speculazioni», svela solo come «il signor Marchionne da oltre un anno si recasse a cadenza regolare presso l’ospedale al fine di curare una grave malattia. Nonostante il ricorso a tutti i trattamenti offerti dalla medicina più all’avanguardia, il signor Marchionne è venuto a mancare. Addolorati oltremisura per la sua scomparsa», l’Usz rivolge «alla famiglia il più accorato cordoglio». Il messaggio che arriva dall’ospedale di Zurigo dimostra che il richiamo mediatico creato dal ricovero dell’ex ad di Fca ha spinto ad assumere iniziative alle quali non erano abituati, abbandonando l’abituale silenzio che accompagna il lavoro della clinica.  

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