Il quesito approvato dal Consiglio dei ministri è questo:
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?
ed è identico al testo che era stato proposto dai promotori del “No” e in seguito ammesso dalla Corte di Cassazione.
Nel proprio comunicato, il governo dice di avere recepito l’ordinanza e di avere deciso di proporre al presidente della Repubblica di «precisare il quesito relativo al referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026». La precisazione del quesito e la firma di Mattarella fanno sì che siano confermate le date già scelte, riferite alla riforma portata avanti dal governo e non alla richiesta formulata in seguito dai promotori del “No”, proprio per guadagnare tempo e provare a recuperare un po’ di sostegno.
Per diventare effettiva, una riforma costituzionale deve essere approvata con lo stesso testo due volte dalla Camera e due dal Senato. Nel caso di un’approvazione con meno di due terzi dei voti dei parlamentari, come è successo con l’attuale riforma, c’è la possibilità di chiedere l’indizione di un referendum per confermare o bocciare la riforma.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.ilpost.it/2026/02/07/referendum-giustizia-consiglio-dei-ministri-date

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