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ANCHE CINA E RUSSIA HANNO CONDOTTO ESPERIMENTI CONTROVERSI CHE HANNO MODIFICATO L'ATMOSFERA TERRESTRE


Di Peter Dockrill

La Cina e la Russia hanno condotto congiuntamente un’opinabile serie di esperimenti per modificare l’atmosfera terrestre con onde radio ad alta frequenza.
Da un impianto russo chiamato Sura Ionosferic Heating Facility, nei pressi della città di Vasilsursk a est di Mosca, gli scienziati hanno generato onde radio ad alta frequenza per manipolare la ionosfera, mentre il satellite China Seismo‐Electromagnetic Satellite (CSES)(1)ha misurato dall’orbita gli impatti sul plasma [particelle di gas ionizzate] in perturbazione.
Non è la prima volta che viene condotta una ricerca come questa, ma le notizie sugli sviluppi Cina-Russia – trasmesse attraverso un documento pubblicato sugli esperimenti e un recente articolo sul South China Morning Post – hanno accresciuto le preoccupazioni sulle potenziali applicazioni militari di questo tipo di scienza.
Questo perché la ionosfera, e il gas ionizzato (plasma) che ivi risiede, è cruciale per le comunicazioni radio. Perturbando selettivamente le particelle cariche che costituiscono questa parte dell’alta atmosfera, gli scienziati o addirittura i governi potrebbero teoricamente aumentare o bloccare i segnali radio a lungo raggio.
Anche questi esperimenti preliminari – condotti a giugno e apparentemente concepiti come un precedente per la futura ricerca correlata sulla ionosfera – hanno avuto effetti estremi.
In uno degli esperimenti, l’area interessata dalle perturbazioni della ionosfera ha coperto a quanto si dice 126.000 chilometri quadrati (49.000 miglia quadrate). In un altro test, il gas ionizzato nell’atmosfera è aumentato in calore di 100 gradi Celsius (212 gradi Fahrenheit).
Da parte loro, le persone coinvolte affermano che la ricerca è puramente scientifica e innocua per l’atmosfera.
“Non ci atteggiamo ad essere Dio”, ha detto al South China Morning Post un ricercatore non identificato che ha chiesto di rimanere anonimo.
“Non siamo l’unico Paese che fa squadra con i Russi, altri Paesi hanno fatto cose simili”.
Su questo punto, almeno, non c’è nessuna disputa.
La base Sura è stata fondata dall’Unione Sovietica nei primi anni ’80, ma si dice che sia stata d’ispirazione per un impianto di riscaldamento atmosferico ancora più grande negli Stati Uniti, chiamato HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), costruito in Alaska circa un decennio dopo.
HAARP – che è un impianto a pompa ionosferica notevolmente più potente di Sura – inizialmente è stato in parte finanziato dall’esercito americano, ma ora  è gestito dall’Università dell’Alaska Fairbanks.
L’US Air Force non ha rinunciato alla manipolazione atmosferica e, tra gli altri progetti, negli ultimi tempi ha investigato sullo sganciamento nell’atmosfera superiore di bombe al plasma di particelle cariche, per vedere come ciò influisce sulla ionosfera.
Non è da escludere che la Cina stia anche costruendo un riscaldatore ionosferico avanzato, nella città di Sanya, nella provincia dell’isola di Hainan nel sud della Cina, che il [South China MorningPost insinua che manipoli la ionosfera su tutto il Mar Cinese Meridionale.
Non ci sono prove che sia in corso qualcosa di nefasto – anche se la Russia è stata accusata da varie parti, quest’anno, di interferire con i segnali GPS, e gli esperimenti di manipolazione ionosferica potrebbero essere stati ipoteticamente implicati.
Tuttavia, a questo punto dobbiamo stare attenti; come hanno detto molti ricercatori, questo campo della scienza è stato per lungo tempo tormentato da teorie cospirative, destate da una blogosfera paranoica.
Detto questo, anche alcuni nella comunità di ricerca sulla manipolazione della ionosfera hanno trovato un po’ strani i recenti annunci sugli esperimenti di giugno.
“Tale cooperazione internazionale è molto inusitata per la Cina”, ha detto al [South China MorningPost il fisico e ingegnere Guo Lixin della Xidian University cinese, che non è stato coinvolto negli esperimenti.
“La tecnologia implicata è troppo delicata.”
Le risultanze sono riportate su Earth and Planetary Physics.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88
Nota a cura del traduttore
  • CSES, acronimo di China Seismo-Electromagnetic Satellite, è una missione spaziale congiunta sino-italiana composta da un satellite per lo studio del campo magnetico, del plasma e dei flussi di particelle nell’orbita terrestre. 

L’intervento dell’FMI in Argentina è stato agevolato da HAARP?


Di Peter Koenig

HAARP – High Frequency Active Auroral Research Program – è un’installazione militare, nata come programma di ricerca ionosferico, nata nel 1993 a Gakona, in Alaska, e gestito dall’Università dell’Alaska Fairbanks. Era ed è finanziato dall’Aeronautica e dalla Marina statunitense, dall’Università di Alaska Fairbanks e da DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Il suo presunto scopo era quello di “analizzare la ionosfera e studiare il potenziale per lo sviluppo di una tecnologia di potenziamento ionosferico per comunicazioni radio e di sorveglianza. HAARP è un trasmettitore ad alta frequenza e ad alta potenza, utilizzato per lo studio della ionosfera”.
Questa la versione ufficiale. Il progetto avrebbe dovuto chiudere nel maggio 2014, ma in séguito è stato deciso che la struttura sarebbe stata trasferita nell’università dell’Alaska. In realtà, questo sofisticato progetto di ricerca, di proprietà dei militari, e con molto probabilmente lo zampino della CIA sopra, continua in qualche luogo segreto, al lavoro su “tecnologie di miglioramento ionosferico”, per poter influenzare i modelli meteorologici – in pratica, per rendere il meteo un’arma.
Il primo caso conosciuto di uso di trasmettitori ad alta frequenza e ad alta potenza da parte della US Navy risale alla guerra del Vietnam. Doveva influenzare la durata e l’intensità dei monsoni. L’idea era quella di rendere ancor più ardua, tramite le fitte piogge, la transizione dei Vietcong dal nord al sud del paese, che avveniva lungo sentieri forestali. In che misura questo tentativo abbia avuto successo non è noto.
Da allora, la ricerca si è notevolmente evoluta. Ora in tutto il mondo è possibile influenzare i modelli meteorologici. In altre parole, creare inondazioni, siccità, tempeste, uragani – ovunque tali fenomeni siano convenienti ai fini dell’impero e dei propri vassalli. Cambiamenti climatici provocati dall’uomo, quindi. Immaginate la quantità di denaro generabile da tali insospettabili modifiche del tempo – per non parlare della quantità di carestia, disperazione, sofferenza umana. Interi segmenti di popolazione potrebbero essere facilmente spazzati via. E tutti i fenomeni sarebbero attribuibili ai “cambiamenti climatici” causati dalle eccessive emissioni di CO₂ della nostra civiltà.
Cambiamenti estesi e prolungati nei modelli meteorologici possono avere effetti economici devastanti. La Pampa, che si estende per circa 750.000 km², è una delle regioni più fertili del Sud America. Copre la parte nord dell’Argentina, dall’Atlantico alle Ande, nonché l’Uruguay e parte del Brasile meridionale. L’area è stata colpita nel 2017/2018 da una delle siccità più dure degli ultimi 10 anni, che ha fortemente penalizzato i principali prodotti del paese: carne bovina, grano, mais e soia. È il terzo esportatore mondiale di mais e soia.
L’Argentina contava di avere rendimenti agricoli record, che avrebbero contribuito in modo significativo alla prevista crescita del PIL del 3,5% nel 2018. Le esportazioni agricole del 2018 dovrebbero invece essersi ridotte di circa 3,5 miliardi di dollari. Si prevede che ciò comporterà un calo della crescita del PIL di almeno l’1-1,5%. Senza contare le perdite che subiranno le industrie legate all’agricoltura, molte delle quali potrebbero dover chiudere, causando quindi anche un aumento della disoccupazione.
Il neoliberista Mauricio Macri, giunto al potere a dicembre 2015 da pupazzo di Washington, ha già devastato il paese con drastici programmi di austerità, combinati con severi aumenti tariffari per servizi pubblici e sociali, come approvvigionamento idrico, elettricità, trasporto, nonché istruzione e salute. Il paese è in balia di un tasso di disoccupazione che ufficialmente si aggira attorno al 10%, ma che verosimilmente è più vicino al 20% o 25%. Il tasso di povertà è aumentato a circa il 35%, da circa il 15% di novembre 2015. Proteste e scioperi abbondano. Non passa settimana senza disordini sociali – il che spinge il paese ancor più a fondo. Come i gilet gialli in Francia vogliono cacciare Macron, così gli argentini vogliono sbarazzarsi di Macri.
E qui entra in scena il FMI. Il Fondo ha di recente pubblicato un devastante report sullo stato dell’economia argentina. Prevede un cupo scenario, con aumento dei tassi di interesse sul debito, per lo più denominato in dollari. La cosa innescherebbe un’eccessiva produzione di moneta locale ed un’inflazione prevista del 40% – una continua perdita di potere d’acquisto, a scapito soprattutto di ceti medio e povero.
Nel giugno 2018, il FMI, invitato in soccorso da Macri, ha impostato la solita ricetta di più austerità e più debito. Lo scenario sembra molto simile a quello visto dal 2010/2011 in Grecia, solo su scala molto più ampia, almeno di un fattore 5 su un periodo di 3 anni. In Argentina, il FMI “ha accettato” un credito di riserva di 50 miliardi di dollari – il più grande nella storia del Fondo – con una quota di 15 miliardi di dollari da prelevare immediatamente. Nel settembre 2018, la moneta locale si è tuttavia schiantato sotto il peso del debito e dell’inflazione, ed il paese ha dovuto affrontare l’insolvenza. Nessun problema. Il FMI è venuto in soccorso con ulteriori 13,4 miliardi di dollari, portando il totale per il 2018 a 28,3 miliardi di dollari (la prima tranche di salvataggio della Grecia nel 2010 era stata di 20 miliardi di euro, ossia 22,6 miliardi di dollari all’odierno tasso di cambio).
Che il FMI ripeta l’errore “greco” in Argentina, è, ovviamente, una barzelletta. Non è un errore. È avidità calcolata, amministrata alla popolazione con la peggiore delle usurpazioni. L’Argentina è molto più grande e ricca della Grecia. Si può sottrarre molto di più dalla sua economia. Ed il paese è stato incastrato prima da un presidente compiacente, poi dai soliti oligarchi finanziari.
Sarebbe quindi fuori del mondo pensare che il disastro economico argentino, e di conseguenza l'”intervento di soccorso” dell’FMI, sia stato un po’ spinto dal “cambiamento climatico” à la HAARP?

TRADUZIONE per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Il nuovo radar della Cina che può cambiare il clima


Di Lorenzo Vita
La Cina sta costruendo un nuovo sistema radar a Sanya, sul Mar Cinese Meridionale, che preoccupa Stati e scienziati.
Il motivo della preoccupazione è che, tra i vari possibili impieghi, sia civili che militari, potrebbe esserci anche la manipolazione del clima e la capacità di causare disastri naturali. 
Si potrebbe pensare a teorie cospirazioniste o a film di fantascienza. Ed in molti casi è vero. Ma, come spiega il South China Morning Post, i rischi non sono pochi. E sono molti i critici del progetto che temono un suo utilizzo che possa creare disagi alle telecomunicazioni così come al clima.

Il clima e i militari

Non è la prima volta che si parla di manipolazione del clima come arma. Molto spesso il confine tra l’informazione e il cospirazionismo è labile. Ma è anche difficile comprendere il limite fra sistema scientifici che studiano la meteorologia e sue applicazioni in campo bellico. Specialmente se la tecnologia e i finanziamenti sono forniti in larghissima parte dalle Difese nazionali.
Gli scienziati tendono a evitare allarmismi. La tecnologia non sembra ancora arrivata a questi livelli. Tuttavia anche le forze armate statunitensi hanno lavorato su tecnologie geo-ingegneristiche simili. E così hanno fatto anche altre potenze militari, tra cui la Russia.
Nel momento in cui si utilizzano queste tecnologie a scopo civili, è difficile capire poi se possano essere sfruttate anche per scopi militari, colpendo gli altri Stati e giocando, in fin dei conti, ad essere Dio.

Il progetto cinese

La Cina possiede già un sistema simile nella provincia sud-occidentale dello Yunnan. Il dispositivo, situato a Qujing, viene utilizzato per studiare la ionosfera e rilevare bersagli estremamente piccoli come satelliti e frammenti di detriti.
Il nuovo progetto ha una componente sia civile che militare. Ed è importante che la sede sia Sanya, base navale della Cina che ospita una flotta di sottomarini nucleari.
Secondo le fonti del South China Morning Post, il nuovo dispositivo, noto come High-powered Incoherent Scatter Radar, “sarebbe in grado di influenzare il flusso e riflusso di particelle subatomiche fino a Singapore, una distanza di oltre 2mila chilometri“.
Questo fattore, renderebbe il radar il sistema più potente di tutto il Mar Cinese Meridionale. E se anche non andasse a modificare i fenomeni climatici, la sua capacità desta allarme soprattutto per i risvolti in chiave strategica.
Gli Stati Uniti, proprio per questo motivo, sono preoccupati dai disastri naturali, quanto dalla possibilità che questo radar possa creare un vero e proprio “buco nero” atmosferico che colpisca tutta la rete di comunicazioni militari, in particolare per i sottomarini. Dando un vantaggio strategico enorme in un’area del Pacifico che è fondamentale.
“La macchina lavora generando impulsi di energia elettromagnetica e li irradia nella ionosfera, uno strato dell’atmosfera che può riflettere le onde radio grazie ad un’alta concentrazione di ioni ed elettroni”, spiegano al quotidiano di Hong Kong. “Analizzando le onde radio che rimbalzano sulle particelle, i ricercatori possono misurare con precisione il disturbo nella ionosfera causato dall’attività cosmica”.
In quel caso, le onde potrebbero essere utilizzate per colpire le immagini radar o dei satelliti. Ma soprattutto, spiegano, queste onde potrebbero percorrere distanze lunghissime nelle profondità oceaniche. In questo caso, gli scopi potrebbero essere due. Il primo, inviare istruzioni ai sottomarini senza bisogno che questi si avvicinino alla superficie dell’acqua. Il secondo, è quello di colpire le istruzioni inviate ai sottomarini nemici.

Il parallelo con il progetto Haarp

L’impianto Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) di Gakona, in Alaska, nasce per uno scopo simile. 
L’impianto invia onde radio nella ionosfera studiandone le reazioni dopo l’impatto con lo strato dell’atmosfera. Anche in questo caso, lo scopo principale è quello di studiare metodi per migliorare le prestazioni dei satelliti ma anche la comunicazioni con la flotta di sottomarini.
Ma anche per Haarp, le critiche su un possibile utilizzo come “superarma” che potesse influenzare il clima ma anche la salute delle persone sono state molte.  Alcune di alto profilo scientifico, altre molto più complottiste. Ma la differenza è che, mentre la Difesa Usa ha registrato dei tagli, il ministero della Difesa cinese ha dato un forte impulso finanziario a questo tipo di progetti. E il Pentagono vuole vederci chiaro.

Haarp e Muos : passato, presente e futuro della guerra ambientale planetaria


Di Luca Tomberli
Haarp  viene messo in pensioneIl nuovo che avanza è il Muos. Lo annuncia il Pentagono con la solita malcelata tracotanza, tanto che potrebbe essere tradotta così: “cari” inferiori ogni resistenza è inutile, nonostante le vostre rimostranze abbiamo il diritto di decidere per voi, entro il 2017 il Muos sarà operativo. La Nato ha fatto valere il silenzio assenso, quindi contando sulle italiche debolezze ha imposto la costruzione in Sicilia di una delle basi operative del sistema Muos. Guarda caso in concomitanza con l’inizio dell’attività del Muos la Air Force ha annunciato che, entro l’estate, si appresta a smantellare Haarp.

Dopo aver pettinato tantissime nuvole e averle acconciate alla “veneziana”, Haarp viene messo a riposo. La sua storia è costellata da una serie di attività per controllare il clima e l’ambiente. Ma non è finita qui. Con l’aiuto dell’irrorazione chimica nei cieli, secondo fonti autorevoli, il programma di Haarp  ha raggiunto lo scopo per cui era stato progettato. Così ha affermato in Senato David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria. “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”


Haarp,dopo aver preso la “medaglietta” al valor militare viene messo da parte. Visti gli ingenti capitali occorsi per controllare la ionosfera, e sapendo che i militari rinunciano ad un’arma soltanto quando sono consapevoli di possederne un’altra più potente, si può ipotizzare che il progetto a stelle e strisce di realizzare l’arma finale sta prendendo altre strade ancora più redditizie. La futura guerra ambientale sarà combattuta tramite 4 satelliti geostazionari, più uno di scorta, e quattro stazioni terrestri posizionate in modo strategico alle Hawaii, in Virginia, in Italia e in Australia. Tutto ciò costituisce il sistema del Muos.  Le quattro stazioni radio garantiscono la copertura di tutto il pianeta. Si legge che l’obiettivo consiste nel portare la connessione digitale tra i mezzi militari, perlopiù droni,  presenti in qualsiasi luogo. In modo da formare un’ unità da guerra in grado di muoversi all’unisono come uno sciame di api nonostante distanze considerevoli.
scie 2
Il sistema terrestre del Muos riesce quanto meno a trasferire dati, gestire la rete globale e controllare i satelliti. Secondo alcuni il progetto Muos, visto che può lavorare alle frequenze caratteristiche dell’esperimento Haarp, estende a livello globale le stesse potenzialità di controllo del clima e ambientale sviluppate  dal progetto precedente. Alcuni giorni fa, secondo fonti dell’esercito statunitense, l’Artico è stata la sede prescelta di un esperimento di trasferimento di un grande quantitativo di dati, il cui esito positivo ha confermato la potenza di questa arma ambientale. Quindi il Muos è pronto per fare la sua parte nella guerra planetaria e le scie chimiche costituiscono l’elemento di continuità tra Haarp e il Muos. L’irrorazione chimica, rilasciando nell’aria metalli pesanti, rende conduttiva l’atmosfera che diviene così un ambiente favorevole alla trasmissione delle frequenze. Prima con Haarp e successivamente con il Muos  l’obiettivo dei militari rimane sempre lo stesso : dominare il pianeta e i suoi abitanti attraverso delle frequenze veicolate con l’ausilio delle scie chimiche. Quindi se vogliamo interrompere la guerra planetaria in atto che viene combattuta sulla nostra pelle, possiamo iniziare a smascherare l’irrorazione clandestina nei cieli.

L'US Air Force è pronta a smantellare HAARP : il suo lavoro è stato completato e ora sono già oltre


Di Massimo Rodolfi
La notizia che l’Aviazione Americana si prepara a smantellare Haarp entro l’estate prossima, è stata data dall’Anchorage Daily News, un quotidiano on-line attivo in Alaska, il 14 maggio scorso.
“FAIRBANKS — The U.S. Air Force gave official notice to Congress Wednesday that it intends to dismantle the $300 million High Frequency Active Auroral Research Program in Gakona this summer.” Ossia: “Fairbanks — L’Aviazione degli Stati Uniti ha dato notizia ufficiale al Congresso mercoledì che intende smantellare il programma da 300 milioni di dollari High Frequency Active Auroral Research Program (Haarp) a Gakona quest’estate.” Così inizia l’articolo che ci mette al corrente della vicenda.
Il quotidiano ci informa anche che lo shutdown di Haarp, inizierà dopo un ultimo esperimento che si terrà verso la metà di giugno. In realtà l’ADN, non fa altro che informarci di un’audizione tenutasi presso il Senato americano, durante la quale, è stata particolarmente significativa una risposta data da David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria.
Questi, rispondendo alle domande della senatrice Lisa Murkowski, ha testualmente affermato: “We’re moving on to other ways of managing the ionosphere, which the HAARP was really designed to do, to inject energy into the ionosphere to be able to actually control it. But that work has been completed.” Ossia: “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”
Considerando che, anche in Italia, c’è un gran dispendio di energie e risorse, per tentare di dimostrare che le scie chimiche non esistono e che la geoingegneria è solo un probabile, futuro progetto, secondo sedicenti scienziati nostrani,bisogna dire che questa semplice frase dice molto di più di qualsiasi cazzata il Cicap possa inventare, pubblicandola magari anche su Le Scienze.
Capite? La U.S. Air Force è già oltre Haarp. Per un quarto di secolo si sono divertiti, con questi mezzi, a iniettare energia nella ionosfera, per poterla controllare, ma ormai la controllano già. Il lavoro è già stato completato!! Hanno fatto la malora già con quello che avevano, ma adesso hanno ben altro. Complimenti!
E noi possiamo stare tranquilli, perché tanto le scie chimiche non esistono e la geoingegneria non è applicata. Certo che devono pensare che siamo proprio stupidi, e magari hanno anche ragione, visto che in pratica ci dicono che loro controllano l’atmosfera, che vuol dire che ne fanno quello che vogliono, ma al tempo stesso ci raccontano che noi che denunciamo questo fenomeno diciamo bufale. Mah… e c’è chi ci crede.
Non credo che personalmente starò più tranquillo, anche perché osservo il cielo da tanti anni, ed è peggiorato progressivamente, per arrivare al delirio quotidiano. Ormai non passa giorno che non ci porti la sua massiccia irrorazione. Inoltre, in tutti questi anni, ho fatto ormai eseguire un numero sufficiente di analisi di tutto quello che ci è ricaduto, e ricade, continuamente sulla testa, per poter credere alle menzogne che, personaggi compiacenti,rinnegati della scienzagiornalisti e politici senza scrupoli ci raccontano, coperti dal segreto militare. Stiamo respirando un sacco di schifezze!
Stanno modificando il clima, usandolo come arma, stanno modificando geneticamente il pianeta e gli esseri che lo popolano, stanno manipolando le coscienze umane, con l’intenzione di ridurci ad appendici di un processo produttivo governato da oscuri interessi. Ma chi sono? Che cosa vogliono? Ma soprattutto: perché non ce ne liberiamo e restituiamo il mondo alla sua naturalezza?
Per farlo dobbiamo essere una maggioranza consapevole, in grado di far inceppare questo meccanismo perversoche chiamano sviluppo, e dobbiamo fare tutto questo pacificamente, nonostante i nostri carnefici usino qualsiasi forma di violenza nei confronti delle popolazioni mondiali, ma è ora, il mondo ha bisogno di amore e altruismo, perché l’odio e l’egoismo lo stanno distruggendo.

La geoingegneria, la modificazione del clima e le teorie su HAARP e scie chimiche


Di Salvatore Santoru

Con il termine geoingegneria, stando a Wikipedia, si intenderebbe comunemente e non correttamente l'ingegneria climatica e l'applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull'ambiente fisico.

Un esempio di applicazione di essa è il "cloud selling", una tecnica che consiste nel modificare la quantità e il tipo di precipitazione tramite la dispersione nell'atmosfera di sostanze chimiche.

La modificazione intenzionale del clima è considerata fondamentale per sconfiggere i cambiamenti climatici ma secondo alcune teorie, spesso di stampo cospirazionista, essa potrebbe avere effetti collaterali e, inoltre, nascondere altri fini.


In generale, tali considerazioni rientrano nella teoria delle cosiddette "chemtrails" o scie chimiche, che secondo tali teorie si differenzierebbero dalle scie di condensa in quanto la loro permanenza in cielo sarebbe più lunga e spesso tenderebbero ad incrociarsi tra loro a forma di " X " o " # ", creando dei veri e propri reticolati.




La teoria delle scie chimiche ha dato avvio ad un ampio dibattito, specialmente in rete, tra i suoi critici e i sostenitori.

Per i critici e/o scettici le scie chimiche non sarebbero altro che delle normali scie di condensa, mentre per i sostenitori e/o i cospirazionisti vi è differenza tra le due forme di scie ed essi ritengono che esse siano collegate al progetto HAARP, un programma di ricerca del Dipartimento della Difesa statunitense coordinato dalla Marina e dall'Aviazione  che ha la sua base nell'omonimo impianto militare con sede in Alaska .

Risultato immagini per haarp system"

Lo scopo di HAARP è quello di studiare gli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera ma, a detta di alcuni critici del progetto, esso potrebbe essere usato anche come arma militare e per modificare le condizioni climatiche .

Il fisico Bernard Eastlund, considerato autore del brevetto su cui si baserebbe lo stesso progetto, avrebbe affermato che HAARP avrebbe la capacità, tra le altre, di modificare il clima e neutralizzare i satelliti stando ad un articolo del 2008 pubblicato nel mensile "Popular Science".


HAARP è stato avviato nel 1993 e le prime segnalazioni delle cosiddette "scie chimiche" risalgono al 1996 , mentre la prima protesta contro di esse sarebbe avvenuta nel 1998 ad Espanola ( Ontario ).

I critici e/o scettici fanno sapere che i primi a parlare di "scie chimiche" e a crearne la teoria sono stati  Richard Finke e Larry Wayne Harris, quest'ultimo membro dell'organizzazione neonazista e separatista/suprematista bianca "Aryan Nations".

Tornando ad HAARP, c'è da segnalare che i teorici della controinformazione di stampo cospirazionista spesso citano un famoso una famosa e controversa relazione del Parlamento Europeo del 1999.


Tra le altre cose, in essa si sostiene che  :


" il sistema militare USA di manipolazione ionosferica, HAARP, con base in Alaska - che è solo una parte dello sviluppo e dell'impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna - un esempio della più grave minaccia militare emergente per l'ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare; invita inoltre la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad esercitare pressioni sui governi degli Stati Uniti, della Russia e di qualsiasi altro Stato impegnati in tali attività affinché vi pongano fine e si giunga ad una convenzione globale contro questo tipo di armi "


Sulla "manipolazione climatica" esisterebbe anche un manuale della NATO ( di cui ha parlato il blogger, giornalista e fotografo Gianni Lannes, il quale sostiene la teoria), e che è possibile scaricare qui .



Inoltre, l'ex militare  della NATO Fabio Mini ha dichiarato che la manipolazione climatica esiste e che sa vi sarebbe in corso una vera e propria "guerra ambientale", mentre secondo un articolo di Barbara H Peterson del 2010 nel presunto progetto sarebbe coinvolta anche la nota multinazionale Monsanto.




Recentemente l'emittente televisiva sarda "Videolina" aveva fatto un servizio, favorevole alla teoria delle scie chimiche, sulla questione.



Oltre a ciò, c'è da segnalare un documentario prodotto da History Channel e intitolato "La Guerra del Clima".


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