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MASSONERIA, ALCHIMIA E MESMERISMO IN “COSÌ FAN TUTTE” DI MOZART


Di Annalisa Stancanelli

Traendo spunto da scritti di Robbins Landon, Napoletano, Basso e Bramani, la musicologa Marilena Crucitti ha realizzato un’approfondita analisi dell’opera Così fan tutte, rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1790 e considerata “la più sostanzialmente esoterica delle tre scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte, alla cui composizione Wolfgang Amadeus Mozart attese nell’anno della Rivoluzione Francese”.
Vi si possono, infatti, riconoscere i segni del patrimonio ermetico a partire dai temi peculiari delle nozze e della doppia coppia, con l’intervento di Don Alfonso leggibile come l’esperimento di un alchimista. Le interpretazioni più attuali dell’opera insistono sul potere trasfigurativo della musica, una “nuova” perfezione sonora che accompagna la stilizzazione descrittiva con sottintesi, al posto di violente sottolineature di affetti, invitando a considerarla come un vertice della produzione mozartiana di pura poesia.
Tuttavia alla struttura e ai suoi simboli nascosti, ai suoi modelli tematici, secondo la Crucitti, deve essere mirato lo studio di chi non crede più “nell’immagine di un Mozart poco interessato alle vicende politiche e culturali del suo tempo, chiuso e distratto nel suo universo di genio, che ha alimentato la fantasia popolare fino ai più recenti studi sul musicista che ribaltano lo stereotipo”.
Mozart_2Mozart, al contrario, era un uomo coltissimo inserito nei circoli intellettuali più avanzati della sua epoca, un uomo immerso nel secolo dei Lumi. Di queste sue frequentazioni e dei suoi interessi è efficace testimonianza proprio l’opera lirica presa in esame, che è ricordata come la più discussa fra le opere del grande musicista. Così fan tutte presenta molteplici livelli di lettura e mostra influenze diverse; proprio il suo polimorfismo la rende capace di trasportare gli appassionati in un’altra realtà, di far vivere loro un sogno.
“Io non so se questo è un sogno” s’interroga Despina, e un sogno letterario-filosofico-alchemico è celato nel coltissimo libretto di Da Ponte, che risente di influenze ariostesche e shakespeariane, così come si richiama alle Mille e una notte, alla vicenda di Lucrezia tramandata da Tito Livio e alla novella El curioso impertinente di Cervantes. L’equilibrio fra la raffinatezza della musica e la situazione teatrale deve essere sempre tenuto presente per la comprensione delle opere di Mozart e ancor di più di questa, nella quale si coniugano alchimia e massoneria servendosi del tema delle nozze, come nella migliore tradizione rosacrociana.
I documenti dell’epoca testimoniano inequivocabilmente l’appartenenza di Mozart alla Loggia Massonica “La Beneficenza” dove fu iniziato il 14 dicembre 1784 a Vienna. “Non si trattò” ha ribadito Marilena Crucitti “come spesso è stato scritto, di un’adesione puramente formale, dettata solo dalla necessità di avvicinare i ricchi mecenati dell’alta società; i contatti di Mozart con affiliati alla Massoneria risalgono ben prima del suo ingresso formale che fu il punto di arrivo di un lungo processo di assimilazione delle spinte ideali del tempo”.
Poiché in campo musicale la Massoneria non aveva ancora delle regole proprie, Mozart creò un simbolismo musicale che venne poi ripreso da altri musicisti massoni come Beethoven (come le note legate a due a due a significare il legame fraterno fra gli affiliati). L’adesione di Mozart alla Massoneria fu convinta ed entusiastica; essere massone significò per lui vivere sentendosi partecipe di un percorso condiviso. Il grande compositore risentì anche dell’ondata di irrazionalismo mistico nel quale si ritrovarono l’ermetismo, i culti misterici, il rosacrocianesimo, e delle finalità e dei riti dei “Fratelli Asiatici”, movimento scismatico nato dal grembo dei Rosacroce, che manifestavano prevalenti interessi per l’alchimia.
Ma sono le opere a parlare per l’autore, che in Così fan tutte inserisce simbologie massoniche intrecciate a molti altri piani rappresentativi che si innestano nel flusso dinamico dell’opera buffa italiana. E così il momento simbolico fondante nella trattatistica alchemico-massonica, il congiungersi delle forze motrici dell’universo maschile e femminile, le nozze, giungono alla fine dell’opera, dopo l’esperimento di guarigione mesmerica attuato da Despina; non solo un esperimento affettivo condotto tra le due coppie, Fiordiligi e Guglielmo, Ferrando e Dorabella, innescato dal vecchio filosofo Don Alfonso seguendo le tappe della trasformazione alchemica (nigredo, separazione, rubedo, scambio, e albedo, ricongiunzione), ma anche occulti riferimenti ad antichi riti iniziatici come il “katapontismós”, il salto nelle acque evocato nel terzetto “Soave sia il vento” che sancisce l’inizio della trasformazione in riferimento alla mutazione degli elementi in acqua nella prima fase dell’opus alchemica.
Ultima nota meritevole di approfondimento, la riflessione sull’esperimento condotto da Despina-medico, basato sulla teoria di Anton Mesmer del “magnetismo animale”, che assegnava un ruolo importante all’erotismo e all’induzione di stati di coscienza alterati che sembrano precorrere gli sviluppi dell’ipnosi, della psicologia del profondo e della psicoterapia. I tanti temi innovativi di Così fan tutte, come anche la perdita dell’identità, la fedeltà non più principio incontestabile ma continua ricerca di un punto d’incontro, ancora una volta rivelano in Mozart non solo il raffinato “architetto” musicale ma anche l’intellettuale al passo, o forse più avanti, dei suoi tempi, un genio “illuminato” e illuminista.
FOTO: Olio su tela di autore anonimo, Historisches museum der Stadt, Vienna. Rappresenta una riunione di Loggia Massonica a Vienna agli inizi del 1790. La prima persona seduta a destra è Mozart, in conversazione forse con Emanuel Schikaneder.

Presunti fondi russi alla Lega, l'avvocato Meranda e il suo passato tra massoneria e Malta


Di Salvatore Santoru

Tra i tre individui indagati per il "Russiagate tricolore", vi è anche l'avvocato Gianluca Meranda. Come riportato da 'Business Insider', Meranda è il fondatore dello studio legale SQLaw e in passato è stato coinvolto nella liquidazione della società assicurativa maltese, la European Insurance Group con lo studio MPLegal

Inoltre, c'è da dire che nel 2015 Meranda fu espulso dall'obbedienza massonica della Serenissima Gran Loggia d'Italia. In seguito, stando a quanto riportato dal magazine massonico diretto dal Gran Maestro della Serenissima Massimo Criscuoli Tortora 'Acacia Magazine', Meranda avrebbe trovato una "protezione massonica" presso il Grande Oriente della Francia. 

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/russiagate-lega-meranda-aveva-in-passato-legami-con-banche-e-logge-massoniche-002951071.html

La massoneria italiana sbarca su Instagram, aperto l'account del Grande Oriente d'Italia


Di Salvatore Santoru

La massoneria italiana è su Instagram
Come riporta l'Adnkronos(1), sul noto social è stato ufficialmente aperto l'account social Grande Oriente d'Italia.

Inoltre, il Goi ha sostenuto che su Instagram sono presenti decine di migliaia di foto contenenti #Massoneria e #Freemason e molte di esse conterebbero messaggi fuorvianti.

NOTA:

I MISTERI DELLA MASSONERIA- LE ORIGINI

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Via La Mistica Dell'Anima

La massoneria è un ordine iniziatico che ha per scopo il “perfezionamento dell’individuo”.

Tale definizione viene spesso modificata sostituendo “uomo” (o talvolta “umanità”) alla parola “individuo”, portando così la finalità della massoneria a una dimensione sociale e collettiva in genere, anziché puramente individuale.





I membri della massoneria (i massoni) sono chiamati anche frammassoni, forma italianizzata del francese franc-maçon (in inglese freemason), ovvero “libero muratore”.


Il nome deriva dalla pretesa discendenza della massoneria dall’associazione di operai e muratori che si rifà alla leggenda di Hiram Abif, architetto del Tempio di Salomone.




Nella sua veste operativa, la massoneria sarebbe nata come associazione di mutuo appoggio e perfezionamento morale tra artigiani muratori, mentre in seguito adottò l’attuale veste speculativa, trasformandosi in una confraternita di tipo iniziatico caratterizzata dal segreto rituale, con un’organizzazione a livello mondiale.


I suoi affiliati condividono gli stessi ideali di natura sia morale che metafisica e la comune credenza in un essere supremo, chiamato “Grande Architetto dell’Universo” o G.A.D.U.

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GRADI SCOZZESI

Per la complessità e la varietà dei gradi attraverso cui evolve il suo cammino di perfezione, il Rito Scozzese Antico e Accettato può definirsi la massima espressione iniziatica dell’età moderna, depositaria di una tradizione che appare dall’esterno (exotericamente) come "un coacervo di Riti o parti di riti preesistenti" mentre all’interno persegue (esotericamente) la conoscenza armonica delle "verità più sublimi" del passato.

Giustifica un giudizio così categorico il fatto che tra le organizzazioni iniziatiche - organizzazioni, cioè, che si pongono come scopo intrinseco il miglioramento interiore dell’uomo nella sua globalità - è quella che più da vicino appare rivolta a realizzare "la santa ambizione di non accontentarsi delle cose mediocri ma di ricercare le più alte, sforzandosi di raggiungerle, perché è cosa possibile" (Pico della Mirandola, Sulla dignità dell’uomo). 

Tale ricerca nasce d’altronde dall’esigenza, diffusa nella Libera Muratoria del XVIII secolo, da poco transitata dalla fase storica operativa a quella speculativa, di sovrapporre ai tre gradi tradizionali di Apprendista, Compagno e Maestro una serie ulteriore di momenti iniziatici tendenti a realizzare la Grande Opera mediante l’assimilazione di una ritualità proveniente dalle maggiori correnti di pensiero della tradizione occidentale, come ad esempio la cabala, l’alchimia, il rosacrocianesimo, il templarismo, il cristianesimo stesso e l’ermetismo nelle sue fattispecie più variate. 



LA PIRAMIDE

La struttura del Rito si configura come una piramide che poggia su di una piattaforma costituita dai tre gradi simbolici della Libera Muratoria, procedendo verso superiori livelli di conoscenza attraverso una successione di altri trenta gradi, contrassegnati da una numerazione progressiva dal 4° al 33°.

La loro molteplicità si spiega con l’intreccio di elementi di diversa connotazione filosofica, leggendaria, storica e simbolica, tendenti nell’insieme ad esprimere realtà e misteri differenti, bisognosi di una specifica interpretazione rituale.

I gradi del Rito sono raggruppabili in quattro categorie, ordinate secondo una successione che pone nuovi obbiettivi più avanzati al tradizionale cammino della maestria muratoria quale si configura nei tre gradi simbolici o primitivi (Massoneria azzurra) su cui poggia la piramide scozzese. 



GRADI DI PERFEZIONAMENTO

Sono detti gradi di Perfezionamento (e praticati in Logge di Perfezione) gli undici gradi dal 4° al 14°, così denominati:

4° Maestro Segreto,
5° Maestro Perfetto,
6° Segretario Intimo,
7° Prevosto o Giudice,
8° Intendente agli Edifici,
9° Maestro Cavaliere Eletto dei Nove,
10° Illustre Eletto dei Quindici,
11° Sublime Cavaliere Eletto,
12° Gran Maestro Architetto,
13° Cavaliere dell’Arco Reale,
14° Grande Eletto della Volta Sacra o Grande Eletto Perfetto e Sublime Muratore. 

Tali gradi ripropongono nella piramide scozzese lo spirito della iniziazione ai misteri minori, dall’apprendistato alla prima fase di maturazione, contrassegnata dal passaggio a compagno.

Costituiscono insieme ai successivi quattro gradi, fino al 18°, la Massoneria Rossa. 



GRADI CAPITOLARI

Sono detti Capitolari dal Capitolo, dove vengono praticati, e ripropongono l’esperienza muratoria di compagno fino all’elevazione alla maestria. Essi sono:

15° Cavaliere d’Oriente o della Spada,
16° Principe di Gerusalemme,
17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente,
18° Principe Rosa+Croce, Cavaliere dell’Aquila e del Pellicano. 

A questo punto, con l’accesso al Capitolo rosacrociano, l’adepto scozzese acquisisce gli strumenti propri di una nuova maestria, rapportati ai superiori livelli di conoscenza cui è approdato. 



GRADI FILOSOFICI

L’evoluzione della condizione di Maestro procede fino al 30° grado, dove ha infine luogo l’iniziazione ai misteri maggiori. I dodici gradi attraverso cui si compie questo itinerario estremo di perfezione sono detti Filosofici e praticati in Areopaghi o Consigli. Eccoli: 

19° Gran Pontefice della Gerusalemme Celeste o Sublime Scozzese,
20° Venerabile Gran Maestro a vita,
21° Noachita o Cavaliere Prussiano,
22° Cavaliere dell’Ascia Reale,
23° Capo del Tabernacolo,
24° Principe del Tabernacolo,
25° Cavaliere del Serpente di Bronzo
26° Principe di Grazia o Scozzese Trinitario,
27° Gran Commendatore del Tempio,
28° Cavaliere del Sole o Principe Adepto,
29° Grande Scozzese di Sant’Andrea, 30° Grande Eletto Cavaliere Kadosh, Cavaliere dell’Aquila Bianca e Nera.

Il Kadosh è il "santo", il "puro" che ha valicato la soglia dell’iniziazione suprema portando alle estreme conseguenze il tema del distacco da qualsivoglia fattore di condizionamento psicologico, spirituale, filosofico.

E’ "il soldato dell’Eterno che deve avere reciso ogni cordone ombelicale con il mondo", ovvero il massone che ha realizzato in termini assoluti l’obbiettivo di una totale liberalizzazione mentale e spirituale, ottenuta mediante una pratica rituale che "in pieno spirito d’indipendenza lo svincola da ogni sudditanza rispetto alle idee che possa avere in precedenza acquisito per fede religiosa, o per formazione culturale o socio-politica".

I dodici gradi Filosofici costituiscono nel loro insieme la Massoneria Nera. 



GRADI SUBLIMI

Sono detti Sublimi i tre gradi al vertice della piramide scozzese, che investono le massime responsabilità connesse alla gestione del RSAA: la giustizia, la ritualità, l’impegno categorico di rimettere ordine nel caos, come sancito dal motto del Supremo Consiglio (Ordo ab chao), che per estensione esprime spirito e intenti dell’intero corpo rituale. 

A ciascuna di tali funzioni compete una sede specifica, vale a dire il Tribunale (nel quale siedono i membri dei tre gradi), il Concistoro (riservato al 32° e 33°) e il Supremo Consiglio (esclusivo del 33°).

Quest’ultimo è l’organo volitivo, cioè "la massima autorità del Rito", alla quale uno specifico Regolamento riconosce "esclusivi poteri rituali, legislativi, amministrativi, giudiziari e disciplinari", nonché la prerogativa di custode del "patrimonio iniziatico raccolto dai fondatori".

 Al Gran Concistoro nazionale competono invece "la salvaguardia della ritualità massonica e la conservazione della dottrina, nonché funzioni consultive, di studio e di attività culturali". Completa la terna dei massimi organi nazionali del RSAA il Sovrano Tribunale nazionale, al quale è affidato il compito di gestire "la giustizia massonica rituale", oltre che di "vigilare sull’osservanza dei doveri propri di ogni grado".

Questi ultimi tre gradi dell’itinerario scozzese, cui solo chi ha superato la soglia dei misteri maggiori può accedere, sono così denominati:

31° Grande Ispettore Inquisitore Commendatore,
32° Sublime Principe del Real Segreto,
33° Grande Ispettore Generale. 

Costituiscono nell’insieme la Massoneria Bianca. 



GRADI "DISSUETI"

Soltanto sette dei trenta gradi della piramide scozzese (il 4°, il 9°, il 18°, il 30° e i tre gradi Sublimi) sono effettivamente operanti, ovvero esercitati mediante una costante pratica rituale nelle rispettive officine.

iò non significa che gli altri gradi, comunemente detti "dissueti" o intermedi, debbano considerarsi una pura virtualità. Al contrario, essi rappresentano una continuità esistenziale indispensabile alla coerenza filosofica dell’itinerario iniziatico scozzese, essendo ciascuno depositario di uno specifico patrimonio di simboli e storia.  La loro conoscenza anche rituale è dunque richiesta per l’accesso ai gradi successivi.

Ne consegue che l’iniziazione al 9° grado, al 18° e al 30° debba presupporre una investitura propedeutica di titoli e dignità dei gradi antecedenti. Né si tratta di una effimera formalità, poiché tra i doveri di ogni loggia rientra l’approfondimento del significato di questi gradi meno esplorati nella loro ritualità, storia e leggenda.



IL "SECRETO" MASSONICO

Riportiamo ora una sintesi essenziale del percorso iniziatico scozzese attraverso schede riassuntive dei sette gradi praticati, riservandoci di fornire in seguito un’analoga informativa su quelli intermedi.

E’ importante sottolineare che con questo non viene svelato alcun arcano, poiché il mistero massonico è incomunicabile.

Non perché esista uno specifico veto in tal senso, ma perché il contenuto della ritualità muratoria rimane incomprensibile nella sua profonda essenza spirituale a quanti non ne abbiano avuto percezione diretta: come il sapore di una mela per chi non l’abbia mai provato - diceva il massone Giacomo Casanova, solitamente restio a fornire delucidazioni sulle sue esperienze di loggia — o l’azzurro del cielo per un cieco dalla nascita.  In quest’ottica il "segreto" dei massoni ha una valenza del tutto diversa da quella che il medesimo termine riveste all’esterno del mondo iniziatico muratorio.

E’ qualcosa di più di una misura dettata dalla prudenza o dal timore di svelarsi: è il participio passato del verbo secernere, cioè il secreto (il distillato, l’estratto, la secrezione) che solo il lavoro delle officine massoniche può produrre.

Per questo non è recepibile all’esterno, nemmeno attraverso una informazione particolareggiata e la lettura stessa dei rituali.  Ciò premesso, si può fornire una veritiera immagine dell’itinerario iniziatico scozzese e dei gradi che ne scandiscono il percorso informando ch’esso inizia laddove la Parola è perduta (la Parola perduta simboleggia la Tradizione interrotta con l’assassinio di Hiram) e procede nell’intento di ritrovarla. Il che richiede una nuova fase di apprendistato, sia pure ad uno stadio magistrale.

Tale fase inizia al 4° grado, dove i Maestri prescelti (per cooptazione dall’alto, non per loro richiesta) ricevono le insegne di Maestri Segreti.

Fonte: http://www.ritoscozzese.it/it/presentazione-rito-scozzese/organizzazione/gradi-scozzesi 


ARTICOLO VISTO SU http://lamisticadellanima.blogspot.com/2014/01/i-misteri-della-massoneria-le-origini.html

Il Mistero Massonico

Proseguiamo in questo nostro approfondimento relativo a un fenomeno, tanto interessante quanto oscuro, qual è quello della massoneria.
La Loggia non è solo il luogo del magistero, della spiegazione, dell’insegnamento, ma è anche il luogo dove si amministra il tanto sospirato mistero, rivelato gradualmente attraverso l’allegoria (figura retorica per mezzo della quale l’autore esprime e il lettore ravvisa un significato riposto, diverso da quello letterale); è il luogo dove attraverso lo spettacolo, la scenografia, gli effetti ottici, si fa presa sull’emotività degli adepti. 

Da notare che troviamo, in questo modo, e ancora una volta, l’intreccio e la fusione delle due maggiori componenti del ‘700 illuministico: quella razionalistica e quella mitico-religiosa, attraverso le quali il mistero massonico si configura come un processo di illuminazione e di rigenerazione spirituale. Nella Loggia tanto l’iniziazione (ovvero la ricezione dell’adepto) quanto il passaggio di grado si compiono, come detto nel precedente articolo, attraverso il consueto schema: peccato-espiazione-rigenerazione.

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Il momento dell’espiazione, della sofferenza, si configura attraverso il viaggio di un uomo bendato, che nel rito dell’iniziazione viene rappresentato con una scenografia terrificante. Da questa situazione di dolore si esce soltanto dopo aver sostenuto alcune prove, superate le quali l’adepto presta il suo giuramento e, tolte le bende, vede la luce: è questo il momento supremo della rigenerazione. Secondo il catechismo di Venezia del 1788 si fanno balenare innanzi agli occhi dell’adepto diverse figure simboliche: i compagni puntano le loro spade verso di lui; il neofita vede gli astri, il firmamento, il Tempio, il globo. Il globo e gli astri stanno a rappresentare la concezione newtoniana (meccanica e deistica) dell’Universo; il Tempio è il simbolo della libertà e della giustizia. Tali parole risultano essere tuttavia innocue, in quanto spetta all’Oratore l’estrarre dall’ovvietà retorico-moralistica di questi termini il loro significato riposto, avvicinare l’adepto ai misteri. Ciò avviene per mezzo di un linguaggio allusivo e allegorico che solo i più capaci possono penetrare e che, attraverso un discorso per “coincidentia oppositorum” (il negativo non coincide con il nulla, in quanto da esso può estrarsi il positivo, il negativo può realizzarsi nel suo contrario; come nel discorso dell’Oratore: dalla morte nasce la vita), rivela con potente ambiguità che compito della Massoneria è quello di realizzare sulla terra l’uguaglianza reale e non meramente giuridica.

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L’Oratore afferma che il male e la corruzione non sono elementi eterni, che possono essere distrutti, che la situazione del mondo si può ribaltare distruggendo l’esistente, negando il negativo. Ed è proprio questa quella coincidentia oppositorum che giustifica la positività della distruzione come elemento necessario per la ricostruzione della vita.
L’Oratore parla sempre per allegorie, e il suo discorso è contraddistinto da una voluta gradualità; l’incognita del mistero sarà per cui rivelata a mano a mano, e potrà essere colta solo dai più capaci, dalle menti più sagaci (selettività dei grandi massonici). Nel catechismo veneto l’Oratore accoglie con tono di trionfo, di gioia, il nuovo fratello ed esprime la certezza che tutto si capovolgerà, che a poca distanza di tempo ci sarà un ribaltamento radicale, quasi apocalittico: ogni valore cambierà segno, il mondo vecchio crollerà a pezzi e tutto ciò darà origine a nuova vita, ad un sistema effettivamente giusto, alla ricostruzione del Tempio. Dalla morte nascerà la vita. Attraverso la divisione dei beni, le sperequazioni sociali scompariranno. Le figure diverse (linee, superfici, corpi simboleggianti le differenze economico-sociali) attraverso la divisione dei beni diventeranno quantitativamente eguali (angoli retti).
Il Maestro, il più alto grado della gerarchia massonica di struttura semplice, assimila a sé il mistero del leggendario maestro della Massoneria, Hiram (è il nome del re della città fenicia di Tiro che inviò a David e a Salomone materiali per la costruzione del Tempio), l’architetto che conosceva il mistero, la formula della costruzione del Tempio. Hiram venne ucciso, portando con sé il segreto della ricostruzione, ovvero della rigenerazione dell’umanità. Il rito per l’accettazione del Maestro si svolge secondo lo stesso schema generale dell’accettazione dell’adepto, anche se il segreto che l’Oratore svela al nuovo Maestro è più specifico ed arduo di quello rivelato al semplice adepto. A questo era stato rivelato il mistero dell’uguaglianza (reale, non giuridica), al Maestro si rivela, invece, la formula per porre in atto il progetto, sempre tramite allegorie.
Nel catechismo veneziano il rito si svolge in tre momenti: il primo va a descrivere la desolazione del mondo dopo la morte di Hiram e la distruzione del Tempio; il secondo formula il messaggio di salvezza, la speranza della ricostruzione del Tempio, la possibile rinascita di Hiram. Dalla morte può rinascere la vita; attraverso il terzo momento si insegna nella pratica come è possibile ricostruire il Tempio. Il nuovo mondo di eguali e liberi deve essere costruito attraverso la lotta, eliminando i vecchi gruppi dirigenti.
Nelle più antiche costituzioni massoniche si legge che la setta deve rispetto alla religione e obbedienza allo Stato. Ma con altrettanta decisione la Massoneria si pone al di sopra di entrambe le istituzioni. L’adepto può professare la religione nazionale, la al di sopra di essa egli rispetta i principi di tolleranza insegnati dalla setta. La dottrina e la regola della Loggia si pongono, dunque, al di sopra di quelle della Chiesa e dello Stato, riducendone logicamente l’efficacia. Sembra quasi che nella setta circoli uno spirito che potrebbe definirsi latamente liberal-democratico, che si manifesta in una struttura associativa che ricorre al diritto di rappresentanza, all’abitudine delle votazioni, alla elezione delle cariche, al diritto di ricorrere contro le deliberazioni considerate inique… Ma questa apertura democratica è limitata alla struttura verticale e gerarchica della setta, dalle attribuzioni del Maestro. L’impianto mistico-religioso, gerarchico della setta si riflette nella concezione stessa della Loggia. Questa è considerata come un mondo ordinato, un microcosmo, nel quale si rispecchia l’ordine universale del mondo newtoniano: ogni cosa ha il suo posto, ogni rito ha il suo cerimoniale. L’adepto entra a far parte di un Ordine divino. Entrare nella Loggia vuol dire entrare in un mondo armonioso, dove l’adepto sente le sue forze centuplicarsi. Tale sensazione si avvale, comunque, della riduzione dell’individualità del singolo: fa sì che l’uomo si senta più grande solo in quanto fa parte di un tutto, è membro della comunità, voce del coro. La Massoneria è, dunque, un’esperienza totalizzante in ogni suo aspetto.
La seconda linea dei sistemi massonici, quella a struttura complessa, sorse intorno al 1737 come forma di protesta dell’aristocrazia (francese, stuardista e cattolica) contro l’egemonia borghese della setta. Contro i borghesi che monopolizzavano i tra gradi massonici, i nobili si arroccarono in nuovi gradi più alti, che presero il nome di gradi scozzesi (viste le tendenze stuardiste dei promotori). Questi al principio furono cinque. Ma proprio perché la funzione che gli alti gradi vantavano era quella di conservare il segreto sepolto nelle rovine del Tempio (il mistero della rigenerazione), proprio per l’estrema latitudine e ineffabilità (molto verosimilmente per l’inconsistenza) dell’incognita, gli alti gradi si moltiplicarono vertiginosamente. In essi si annidarono nobili, cavalieri, sovrani, occultisti, teosofi, imbroglioni, millantatori. La Massoneria degli alti gradi si organizzò come una galassia di corpi settari dai nomi cavallereschi e fantasiosi, magico-burocratici, ordinati secondo una gerarchia di mistero e di direzione che culminava nell’inaccessibile firmamento dei superiori misteriosi. Questa concezione di una dirigenza altissima e inconoscibile rimarrà come un elemento portante nella mentalità dei settari. La latitudine del mistero e la moltiplicazione dei gradi rende amplissimo lo spettro della Massoneria scozzese; le sue ramificazioni vanno dalla destra ispirata dai Gesuiti e dalle correnti teosofico-reazionarie, alla sinistra nella quale il radicalismo anarchico di Weishaupt (di provenienza scozzese) confluisce, con la Massoneria azzurra, nella organizzazione delle Logge che prepareranno la Rivoluzione francese.

LA GRANDE STORIA, l'interessante puntata del 13 luglio 2018 sui misteri del nazismo e del fascismo

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Di Salvatore Santoru

Ieri 13 luglio 2018 è andata in onda una puntata molto bella e interessante del programma 'La Grande Storia'(Rai 3), condotto da Paolo Mieli.
La puntata, iniziata alle 21:15 e finita verso le 23:30, è stata incentrata sui misteri del Terzo Reich e del fascismo.

In essa si è parlato dell'interesse di alcuni teorici e gerarchi nazisti nei riguardi di certo occultismo, del simbolismo utilizzato dai nazisti(tra cui quello del Sole Nero usato dalle SS nel castello di Wewelsburg) così come degli 'squadroni della morte' noti come gli 'Einsatzgruppen'.



Inoltre, nella trasmissione si è parlato delle controverse relazioni tra massoneria e fascismo.
Su ciò, c'è da dire che nella trasmissione si è parlato molto della storia della massoneria italiana dal 1861 e dell'iniziale appoggio che una parte importante delle stesse logge massoniche diede a Mussolini.
Oltre a ciò, si è dettagliatamente parlato della politica anti-massonica durante il Ventennio fascista e della sempre forte avversione di Mussolini verso la 'libera muratoria'.

-------------------PS: la puntata intera si può vedere qua,
 https://www.raiplay.it/video/2018/07/La-grande-storia---Regimi-e-segreti-502a57d0-b287-4ed1-9626-331c23dc1f74.html .

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE SUL TEMA, CONSIGLIO DI DARE UNO SGUARDO A QUEST'ARTICOLO: 'Le Origini Occulte dell'ideologia nazionalsocialista', https://www.informazioneconsapevole.com/2015/08/le-origini-occulte-dellideologia.html..

E QUESTI DUE BLOG:
https://misteridelnazismoblog.wordpress.com/

https://misteridelfascismo.wordpress.com/

MOVIMENTO 5 STELLE: i vertici vogliono ritirare la candidatura di Vitiello per il suo passato nella Massoneria

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Di Salvatore Santoru

I vertici dei 5 stelle vogliono ritirare la candidatura di Catello Vitiello.
Il motivo è il fatto che lo stesso Vitiello, candidato alla Camera dei Deputati e avvocato di professione, era iscritto in una loggia massonica, chiamata 'La Sfinge'.

Tale passato massonico è stato considerato incompatibile con il ruolo politico e lo stesso Vitiello ha sostenuto che non ritirerà la candidatura.

PER APPROFONDIRE,
http://it.blastingnews.com/politica/2018/02/movimento-5-stelle-un-candidato-faceva-parte-della-massoneria-002360071.html .

"La massoneria non c'entra con il crac Mps". I pm di Siena in Commissione banche: "Bankitalia? Leale, Vigilanza ingannata"

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AFP/GETTY IMAGES
Lo strumento per occultare le perdite furono i derivati ma il fine era quello di mantenere la presa della Fondazione sulla banca e garantirsi una posizione personale di prestigio. L'audizione dei magistrati di Siena in Commissione banche non si discosta dalla linea accusatoria e portata avanti anche dalla Banca d'Italia: non c'entra la massoneria e non, in modo diretto, la politica sull'acquisizione di Antonveneta. I vertici di Mps hanno mentito più volte alla vigilanza e nascosto le operazioni con Alexandria e il Fresh, nate per coprire il maxi esborso dell'acquisizione dell'istituto padovano.
"La chiave di volta" delle indagini della Procura di Siena, come ha spiegato il pm Nastasi fu il rinvenimento nell'autunno 2012 del contratto originale su Alexandria nella cassaforte dell'ex dg Vigni dai nuovi vertici. Un documento di cui sapevano solo pochissimi all'interno della banca (fra cui il dg Vigni e il capo finanza Baldassarri) e che era stata nascosto alle ispezioni prima nel 2010 e poi nel 2012.
Con Banca d'Italia quindi la procura ha avuto sempre una "collaborazione proficua, leale e approfondita" e non condivide la tesi secondo cui Via Nazionale poteva sapere prima di quella data il meccanismo dell'operazione.
Anche sul Fresh, ovvero l'obbligazione che Jp Morgan organizzò per disfarsi del rischio dell'aumento a lei riservato da 1 miliardo, Mps mentì più volte a Bankitalia che "non ha i poteri di autorità giudiziaria". Prima sottoscrivendo lettere di garanzia segrete alla banca americana che annullavano le richieste della vigilanza (di par condicio con i soci) e poi negando i pagamenti eseguiti.
Conoscendo i documenti Banca d'Italia, sostiene il pm, non avrebbe autorizzato l'acquisizione non avendo la banca i requisiti patrimoniali sui quali, nelle riunioni annotate nell'agendina sequestrata a Vigni, insisteva tanto. Una tesi che era stata messa in dubbio dal consulente della Procura di Milano secondo cui, già prima del 2012, si doveva capire la natura delle operazioni Alexandria e Btp 2034 non potendo classificarle, come fu la tesi di Mps, semplici 'carry trade'.
E se i magistrati di Siena escludono rapporti con la massoneria dei vertici del Monte, un tema che ritorna quasi sempre nelle vicende della banca, sottolineano come il groviglio fra politica, enti e istituzioni locali, la fondazione e la banca ci fosse ma non ha portato a "nulla di penalmente rilevante". Certo i politici locali contavano. L'aggregazione con il BBva nel 2006 sfumò a un passo dalla firma quando si era già dal notaio proprio per il dietrofront delle istituzioni locali, o almeno questo è il racconto dei vertici della Fondazione. E anche con il Santander fu Mussari a fare e disfare dopo una cena con il banchiere spagnolo Botin. Se il prezzo di Antonveneta fosse alto, come effettivamente fu (e oltretutto stabilito due diligence) i magistrati non possono stabilirlo e anche le considerazioni "a montè ha spiegato il Procuratore spetta ad altri farle.
Fin qui l'audizione dei magistrati. La cronaca dei lavori della Commissione parla di problemi sollevati da diversi parlamentari nella disponibilità e consultazione dei documenti in tempo per le audizioni. Un problema espresso dal senatore Andrea Augello che ha chiesto al presidente Casini di valutare una lettera di biasimo alla Banca d'Italia per non aver fornito la comunicazione nella quale Consob chiedeva info a Via Nazionale sulla Banca Popolare di Vicenza.
Casini ha risposto che mediterà sulla proposta. Venerdì è il turno dell'audizione del nucleo speciale di polizia valutaria mentre la prossima settimana sarà il turno di Banca d'Italia e Consob oltre che dall'attuale ad di Mps Marco Morelli.

Perché venivano spiati i politici e che c’entrano la Westlands Securities e la massoneria

Perché venivano spiati i politici e che c'entrano la Westlands Securities e la massoneria

http://www.fanpage.it/perche-venivano-spiati-i-politici-e-che-c-entrano-la-westlands-securities-e-la-massoneria/

Le indagini del Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale hanno portato all’arresto di due persone, Giulio Occhionero e Francesca Maria Occhionero, accusati di aver messo in piedi una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto informazioni e dati sensibili su un numero molto ampio di politici, imprenditori e uomini delle istituzioni. Tra gli spiati, anche il segretario del Pd Matteo Renzi, il senatore a vita Mario Monti e il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

I due fratelli operano da anni nel campo della finanza e dei “servizi” alle imprese, per il tramite di una serie di società, che ruotano intorno alla denominazione Westlands Securities. In Italia la prima iscrizione della Westlands srl alla Camera di Commercio di Roma è del 2001. La società ha un capitale sociale di 50mila euro e dichiara di occuparsi di “raccolta, trascrizione, elaborazione e verifica dei dati di gestione aziendali”, oltre che di consulenza direzionale, pianificazione strategica, marketing, produzione di software operativo per l’accesso alle reti telematiche e problem solving. Una società di consulenza per le imprese, attiva anche nel campo della pianificazione operativa sui mercati finanziari, nella raccolta di macrodati e di informazioni sensibili. La società italiana è partecipata per il 60% dalla Westlands Securities Limited, compagnia registrata a Malta all’indirizzo “Suite F, Block A, Dolphin Court, Embassy Way, Ta’ Xbiex”, e per il 40% da Marisa Ferrari Occhionero.

La società cessa la sua attività nel gennaio del 2009, per poi riprenderla nel maggio dello stesso anno, con qualche cambiamento nella composizione societaria. La Ferrari Occhionero scende al 2%, lasciando il 49% nella mani della Westlands Securities Limited e l’altro 49% alla Owl Investments Limited, gruppo con sede legale a Norwich, nel Regno Unito, che fa riferimento a un grosso fondo di “venture capital”. Il capitale sociale dell’azienda sale a 1,5 milioni di euro e l’amministratore unico è John Galea, di nazionalità maltese (la stessa Francesca Maria Occhionero aveva ricoperto la carica dal 2008 in poi). Nel 2015, infine, la società si trasferisce a Londra, al 207 di Regent Street, quartier generale della società “madre”, la Westlands Securities Limited, appunto, che risulta però cancellata dal registro delle imprese britannico nel 2014.
L'attività della famiglia Occhionero ruota intorno alla società britannica, che risulta legata anche a una banca di investimento statunitense. L'ingegnere e la sorella, come scrive il gip, "al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici". Quel per sé o per altri ha un rilievo particolare, perché chiarisce come sia ancora sconosciuta la "matrice" dell'attività di spionaggio, nonché il suo fine ultimo.

Come hanno spiegato gli inquirenti, del resto, “l’indagine è appena cominciata” e sussiste “una rete di contatti che ha consentito agli Occhionero di acquisire informazioni riguardo l'inchiesta in corso, come ha ampiamente dimostrato l'attività di intercettazione da ultimo registrata, e una precisa volontà degli stessi e in particolare di Giulio, di conoscerne i particolari e di influenzarne gli esiti”. Particolare interesse riveste anche un riscontro preciso legato all'utilizzo del malware che ha permesso di "spiare" politici e imprenditori: come ha spiegato il Gip, tale strumento "era stato già riscontrato in vecchie inchieste giudiziarie ma non era stato mai possibile risalire al suo utilizzatore". L’uso dell’EyePiramid e dei suoi aggiornamenti sarebbe collegato “a operazioni di controllo effettuati da parte dall'uomo d'affari Luigi Bisignani”, già coinvolto nell’inchiesta sulla loggia massonica P4.

Occhionero, infatti, è legato ad alcuni ambienti della massoneria, come membro della loggia ‘Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, facendo parte delle logge del Grande Oriente d'Italia”. Un’attività che, secondo il gip, potrebbe essere “coerente” con l’attività illecita di raccolta dati su persone e società. Insomma, secondo i giudici l’appartenenza alla massoneria gioca un ruolo chiave, come si evince dalla presenza negli archivi “Bros” di numerosi “fratelli di loggia” dell’ingegnere, che avrebbe avuto intenzione di usare i dati raccolti per anticiparne le mosse e contrastarne il peso all’interno della loggia.

Le informazioni raccolte, poi, avrebbero potuto rappresentare un enorme patrimonio per una società impegnata nel campo delle consulenze in materia finanziaria. Sul punto, però, gli inquirenti non si sbilanciano, anche se molto potrebbe cambiare con il prosieguo dell'attività di informazione e con la catalogazione dei circa 18mila account spiati dai fratelli Occhionero.

Spionaggio ai danni di Renzi e Monti, i due arrestati e quei rapporti con una certa massoneria



È un esponente della massoneria Giulio Occhionero, l’ingegnere nucleare arrestato oggi a Roma insieme alla sorella Francesca Maria con l’accusa di aver creato una centrale di cyperspionaggio per monitorare istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditori, politici di primo piano e «fratelli massoni».  

A quanto scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, l’attività di dossieraggio messa in piedi da Occhionero «risulta essere del tutto coerente» con i suoi «interessi personali così come scaturiscono dal contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione e dall’indubbio legame con gli gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia “Paolo Ungari - Nicola Ricciotti Pensiero e Azione” di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge di Grande Oriente d’Italia». 

In particolare, tra gli “hackerati” da Occhionero «risultano elementi di vertice della massoneria italiana», compreso il Gran Maestro Stefano Bisi, oltre a membri di logge del Goi del Lazio. Un interesse che il gip ritine possa essere «legato a giochi di potere all’interno del Grande Oriente d’Italia, come d’altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni» intercettate.  

Cyberspionaggio. Renzi, ex ministri dell’Economia, comandanti della Gdf, massoni: tutti i nomi degli spiati

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“Un elenco di 18327 username univoche” 1793 delle quali “corredate da password“, “catalogate in 122 categorie“. Tutti riportati all’interno di una cartella contenente un database denominato “InfoPyramid accdb“. E’ lo scrigno all’interno del quale, secondo gli inquirenti, Giulio e Francesca Maria Occhionero custodivano le chiavi per spiare politici, capi d’industria e istituzioni, che gli uomini della Polizia postale sono riusciti a ricostruire.
Qualche esempio: la cartella “BROS“, che in inglese è il diminutivo di “brothers” e significa “fratelli” contiene “524 differenti account di posta elettronica relativi a 338 nominativi
univoci verosimilmente appartenenti a membri della massoneria” alla quale lo stesso Occhionero appartiene, tra i quali spicca quello di Stefano Bisi, Gran Maestro della Massoneria del Grande Oriente d Italia.
La cartella “POBU” contiene “674 account 29 dei quali corredati dalla relativa password”. Alcuni di questi si riferiscono a domini istituzionali, altri sono “riconducibili ad importanti esponenti politici”: Maurizio Scelli, ex parlamentare del Pdl; Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania; Domenico Gramazio, ex parlamentare del Pdl; Claudio Barbaro (Pdl); Roberto Spinelli, ex ambasciatore in Messico; Vincenzo Mario D’Ascola, presidente Commissione permanente II Giustizia del Senato, prima Pdl poi AP; Carla Angelica Maffi, ex dirigente amministrativo della Procura Generale di Brescia; Maria Gabriella Marsullo, funzionaria del ministero dell’Interno; Armando Forgione, dirigente della Polizia di Stato.
Il database contiene inoltre gli indirizzi email di alcuni esponenti politici di primissimo livello: Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio; Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Banca Centrale Europea; Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia del governo Letta; Mario Monti, ex presidente del Consiglio. E poi Piero Fassino, ex sindaco di Torino del Pd; Paolo Bonaiuti, ex portavoce del Pdl; Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo nel quarto governo Berlusconi; Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa del Pdl; Fabrizio Cicchitto, parlamentare ex Pdl ora AP; Vincenzo Scotti, ex ministro Dc; Daniele Capezzone, ex portavoce del Pdl; Mario Canzio, ex ragioniere generale dello Stato; Saverio Capolupo, ex comandante generale della Guardia di Finanza e ora membro del Consiglio di Stato.
Ancora: Risultano essere compromessi i pc in uso a due collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,  di Antonio Pulcini, titolare del colosso delle costruzioni.

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