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I MISTERI DELLA MASSONERIA- LE ORIGINI

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Via La Mistica Dell'Anima

La massoneria è un ordine iniziatico che ha per scopo il “perfezionamento dell’individuo”.

Tale definizione viene spesso modificata sostituendo “uomo” (o talvolta “umanità”) alla parola “individuo”, portando così la finalità della massoneria a una dimensione sociale e collettiva in genere, anziché puramente individuale.





I membri della massoneria (i massoni) sono chiamati anche frammassoni, forma italianizzata del francese franc-maçon (in inglese freemason), ovvero “libero muratore”.


Il nome deriva dalla pretesa discendenza della massoneria dall’associazione di operai e muratori che si rifà alla leggenda di Hiram Abif, architetto del Tempio di Salomone.




Nella sua veste operativa, la massoneria sarebbe nata come associazione di mutuo appoggio e perfezionamento morale tra artigiani muratori, mentre in seguito adottò l’attuale veste speculativa, trasformandosi in una confraternita di tipo iniziatico caratterizzata dal segreto rituale, con un’organizzazione a livello mondiale.


I suoi affiliati condividono gli stessi ideali di natura sia morale che metafisica e la comune credenza in un essere supremo, chiamato “Grande Architetto dell’Universo” o G.A.D.U.

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GRADI SCOZZESI

Per la complessità e la varietà dei gradi attraverso cui evolve il suo cammino di perfezione, il Rito Scozzese Antico e Accettato può definirsi la massima espressione iniziatica dell’età moderna, depositaria di una tradizione che appare dall’esterno (exotericamente) come "un coacervo di Riti o parti di riti preesistenti" mentre all’interno persegue (esotericamente) la conoscenza armonica delle "verità più sublimi" del passato.

Giustifica un giudizio così categorico il fatto che tra le organizzazioni iniziatiche - organizzazioni, cioè, che si pongono come scopo intrinseco il miglioramento interiore dell’uomo nella sua globalità - è quella che più da vicino appare rivolta a realizzare "la santa ambizione di non accontentarsi delle cose mediocri ma di ricercare le più alte, sforzandosi di raggiungerle, perché è cosa possibile" (Pico della Mirandola, Sulla dignità dell’uomo). 

Tale ricerca nasce d’altronde dall’esigenza, diffusa nella Libera Muratoria del XVIII secolo, da poco transitata dalla fase storica operativa a quella speculativa, di sovrapporre ai tre gradi tradizionali di Apprendista, Compagno e Maestro una serie ulteriore di momenti iniziatici tendenti a realizzare la Grande Opera mediante l’assimilazione di una ritualità proveniente dalle maggiori correnti di pensiero della tradizione occidentale, come ad esempio la cabala, l’alchimia, il rosacrocianesimo, il templarismo, il cristianesimo stesso e l’ermetismo nelle sue fattispecie più variate. 



LA PIRAMIDE

La struttura del Rito si configura come una piramide che poggia su di una piattaforma costituita dai tre gradi simbolici della Libera Muratoria, procedendo verso superiori livelli di conoscenza attraverso una successione di altri trenta gradi, contrassegnati da una numerazione progressiva dal 4° al 33°.

La loro molteplicità si spiega con l’intreccio di elementi di diversa connotazione filosofica, leggendaria, storica e simbolica, tendenti nell’insieme ad esprimere realtà e misteri differenti, bisognosi di una specifica interpretazione rituale.

I gradi del Rito sono raggruppabili in quattro categorie, ordinate secondo una successione che pone nuovi obbiettivi più avanzati al tradizionale cammino della maestria muratoria quale si configura nei tre gradi simbolici o primitivi (Massoneria azzurra) su cui poggia la piramide scozzese. 



GRADI DI PERFEZIONAMENTO

Sono detti gradi di Perfezionamento (e praticati in Logge di Perfezione) gli undici gradi dal 4° al 14°, così denominati:

4° Maestro Segreto,
5° Maestro Perfetto,
6° Segretario Intimo,
7° Prevosto o Giudice,
8° Intendente agli Edifici,
9° Maestro Cavaliere Eletto dei Nove,
10° Illustre Eletto dei Quindici,
11° Sublime Cavaliere Eletto,
12° Gran Maestro Architetto,
13° Cavaliere dell’Arco Reale,
14° Grande Eletto della Volta Sacra o Grande Eletto Perfetto e Sublime Muratore. 

Tali gradi ripropongono nella piramide scozzese lo spirito della iniziazione ai misteri minori, dall’apprendistato alla prima fase di maturazione, contrassegnata dal passaggio a compagno.

Costituiscono insieme ai successivi quattro gradi, fino al 18°, la Massoneria Rossa. 



GRADI CAPITOLARI

Sono detti Capitolari dal Capitolo, dove vengono praticati, e ripropongono l’esperienza muratoria di compagno fino all’elevazione alla maestria. Essi sono:

15° Cavaliere d’Oriente o della Spada,
16° Principe di Gerusalemme,
17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente,
18° Principe Rosa+Croce, Cavaliere dell’Aquila e del Pellicano. 

A questo punto, con l’accesso al Capitolo rosacrociano, l’adepto scozzese acquisisce gli strumenti propri di una nuova maestria, rapportati ai superiori livelli di conoscenza cui è approdato. 



GRADI FILOSOFICI

L’evoluzione della condizione di Maestro procede fino al 30° grado, dove ha infine luogo l’iniziazione ai misteri maggiori. I dodici gradi attraverso cui si compie questo itinerario estremo di perfezione sono detti Filosofici e praticati in Areopaghi o Consigli. Eccoli: 

19° Gran Pontefice della Gerusalemme Celeste o Sublime Scozzese,
20° Venerabile Gran Maestro a vita,
21° Noachita o Cavaliere Prussiano,
22° Cavaliere dell’Ascia Reale,
23° Capo del Tabernacolo,
24° Principe del Tabernacolo,
25° Cavaliere del Serpente di Bronzo
26° Principe di Grazia o Scozzese Trinitario,
27° Gran Commendatore del Tempio,
28° Cavaliere del Sole o Principe Adepto,
29° Grande Scozzese di Sant’Andrea, 30° Grande Eletto Cavaliere Kadosh, Cavaliere dell’Aquila Bianca e Nera.

Il Kadosh è il "santo", il "puro" che ha valicato la soglia dell’iniziazione suprema portando alle estreme conseguenze il tema del distacco da qualsivoglia fattore di condizionamento psicologico, spirituale, filosofico.

E’ "il soldato dell’Eterno che deve avere reciso ogni cordone ombelicale con il mondo", ovvero il massone che ha realizzato in termini assoluti l’obbiettivo di una totale liberalizzazione mentale e spirituale, ottenuta mediante una pratica rituale che "in pieno spirito d’indipendenza lo svincola da ogni sudditanza rispetto alle idee che possa avere in precedenza acquisito per fede religiosa, o per formazione culturale o socio-politica".

I dodici gradi Filosofici costituiscono nel loro insieme la Massoneria Nera. 



GRADI SUBLIMI

Sono detti Sublimi i tre gradi al vertice della piramide scozzese, che investono le massime responsabilità connesse alla gestione del RSAA: la giustizia, la ritualità, l’impegno categorico di rimettere ordine nel caos, come sancito dal motto del Supremo Consiglio (Ordo ab chao), che per estensione esprime spirito e intenti dell’intero corpo rituale. 

A ciascuna di tali funzioni compete una sede specifica, vale a dire il Tribunale (nel quale siedono i membri dei tre gradi), il Concistoro (riservato al 32° e 33°) e il Supremo Consiglio (esclusivo del 33°).

Quest’ultimo è l’organo volitivo, cioè "la massima autorità del Rito", alla quale uno specifico Regolamento riconosce "esclusivi poteri rituali, legislativi, amministrativi, giudiziari e disciplinari", nonché la prerogativa di custode del "patrimonio iniziatico raccolto dai fondatori".

 Al Gran Concistoro nazionale competono invece "la salvaguardia della ritualità massonica e la conservazione della dottrina, nonché funzioni consultive, di studio e di attività culturali". Completa la terna dei massimi organi nazionali del RSAA il Sovrano Tribunale nazionale, al quale è affidato il compito di gestire "la giustizia massonica rituale", oltre che di "vigilare sull’osservanza dei doveri propri di ogni grado".

Questi ultimi tre gradi dell’itinerario scozzese, cui solo chi ha superato la soglia dei misteri maggiori può accedere, sono così denominati:

31° Grande Ispettore Inquisitore Commendatore,
32° Sublime Principe del Real Segreto,
33° Grande Ispettore Generale. 

Costituiscono nell’insieme la Massoneria Bianca. 



GRADI "DISSUETI"

Soltanto sette dei trenta gradi della piramide scozzese (il 4°, il 9°, il 18°, il 30° e i tre gradi Sublimi) sono effettivamente operanti, ovvero esercitati mediante una costante pratica rituale nelle rispettive officine.

iò non significa che gli altri gradi, comunemente detti "dissueti" o intermedi, debbano considerarsi una pura virtualità. Al contrario, essi rappresentano una continuità esistenziale indispensabile alla coerenza filosofica dell’itinerario iniziatico scozzese, essendo ciascuno depositario di uno specifico patrimonio di simboli e storia.  La loro conoscenza anche rituale è dunque richiesta per l’accesso ai gradi successivi.

Ne consegue che l’iniziazione al 9° grado, al 18° e al 30° debba presupporre una investitura propedeutica di titoli e dignità dei gradi antecedenti. Né si tratta di una effimera formalità, poiché tra i doveri di ogni loggia rientra l’approfondimento del significato di questi gradi meno esplorati nella loro ritualità, storia e leggenda.



IL "SECRETO" MASSONICO

Riportiamo ora una sintesi essenziale del percorso iniziatico scozzese attraverso schede riassuntive dei sette gradi praticati, riservandoci di fornire in seguito un’analoga informativa su quelli intermedi.

E’ importante sottolineare che con questo non viene svelato alcun arcano, poiché il mistero massonico è incomunicabile.

Non perché esista uno specifico veto in tal senso, ma perché il contenuto della ritualità muratoria rimane incomprensibile nella sua profonda essenza spirituale a quanti non ne abbiano avuto percezione diretta: come il sapore di una mela per chi non l’abbia mai provato - diceva il massone Giacomo Casanova, solitamente restio a fornire delucidazioni sulle sue esperienze di loggia — o l’azzurro del cielo per un cieco dalla nascita.  In quest’ottica il "segreto" dei massoni ha una valenza del tutto diversa da quella che il medesimo termine riveste all’esterno del mondo iniziatico muratorio.

E’ qualcosa di più di una misura dettata dalla prudenza o dal timore di svelarsi: è il participio passato del verbo secernere, cioè il secreto (il distillato, l’estratto, la secrezione) che solo il lavoro delle officine massoniche può produrre.

Per questo non è recepibile all’esterno, nemmeno attraverso una informazione particolareggiata e la lettura stessa dei rituali.  Ciò premesso, si può fornire una veritiera immagine dell’itinerario iniziatico scozzese e dei gradi che ne scandiscono il percorso informando ch’esso inizia laddove la Parola è perduta (la Parola perduta simboleggia la Tradizione interrotta con l’assassinio di Hiram) e procede nell’intento di ritrovarla. Il che richiede una nuova fase di apprendistato, sia pure ad uno stadio magistrale.

Tale fase inizia al 4° grado, dove i Maestri prescelti (per cooptazione dall’alto, non per loro richiesta) ricevono le insegne di Maestri Segreti.

Fonte: http://www.ritoscozzese.it/it/presentazione-rito-scozzese/organizzazione/gradi-scozzesi 


ARTICOLO VISTO SU http://lamisticadellanima.blogspot.com/2014/01/i-misteri-della-massoneria-le-origini.html

Il Mistero Massonico

Proseguiamo in questo nostro approfondimento relativo a un fenomeno, tanto interessante quanto oscuro, qual è quello della massoneria.
La Loggia non è solo il luogo del magistero, della spiegazione, dell’insegnamento, ma è anche il luogo dove si amministra il tanto sospirato mistero, rivelato gradualmente attraverso l’allegoria (figura retorica per mezzo della quale l’autore esprime e il lettore ravvisa un significato riposto, diverso da quello letterale); è il luogo dove attraverso lo spettacolo, la scenografia, gli effetti ottici, si fa presa sull’emotività degli adepti. 

Da notare che troviamo, in questo modo, e ancora una volta, l’intreccio e la fusione delle due maggiori componenti del ‘700 illuministico: quella razionalistica e quella mitico-religiosa, attraverso le quali il mistero massonico si configura come un processo di illuminazione e di rigenerazione spirituale. Nella Loggia tanto l’iniziazione (ovvero la ricezione dell’adepto) quanto il passaggio di grado si compiono, come detto nel precedente articolo, attraverso il consueto schema: peccato-espiazione-rigenerazione.

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Il momento dell’espiazione, della sofferenza, si configura attraverso il viaggio di un uomo bendato, che nel rito dell’iniziazione viene rappresentato con una scenografia terrificante. Da questa situazione di dolore si esce soltanto dopo aver sostenuto alcune prove, superate le quali l’adepto presta il suo giuramento e, tolte le bende, vede la luce: è questo il momento supremo della rigenerazione. Secondo il catechismo di Venezia del 1788 si fanno balenare innanzi agli occhi dell’adepto diverse figure simboliche: i compagni puntano le loro spade verso di lui; il neofita vede gli astri, il firmamento, il Tempio, il globo. Il globo e gli astri stanno a rappresentare la concezione newtoniana (meccanica e deistica) dell’Universo; il Tempio è il simbolo della libertà e della giustizia. Tali parole risultano essere tuttavia innocue, in quanto spetta all’Oratore l’estrarre dall’ovvietà retorico-moralistica di questi termini il loro significato riposto, avvicinare l’adepto ai misteri. Ciò avviene per mezzo di un linguaggio allusivo e allegorico che solo i più capaci possono penetrare e che, attraverso un discorso per “coincidentia oppositorum” (il negativo non coincide con il nulla, in quanto da esso può estrarsi il positivo, il negativo può realizzarsi nel suo contrario; come nel discorso dell’Oratore: dalla morte nasce la vita), rivela con potente ambiguità che compito della Massoneria è quello di realizzare sulla terra l’uguaglianza reale e non meramente giuridica.

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L’Oratore afferma che il male e la corruzione non sono elementi eterni, che possono essere distrutti, che la situazione del mondo si può ribaltare distruggendo l’esistente, negando il negativo. Ed è proprio questa quella coincidentia oppositorum che giustifica la positività della distruzione come elemento necessario per la ricostruzione della vita.
L’Oratore parla sempre per allegorie, e il suo discorso è contraddistinto da una voluta gradualità; l’incognita del mistero sarà per cui rivelata a mano a mano, e potrà essere colta solo dai più capaci, dalle menti più sagaci (selettività dei grandi massonici). Nel catechismo veneto l’Oratore accoglie con tono di trionfo, di gioia, il nuovo fratello ed esprime la certezza che tutto si capovolgerà, che a poca distanza di tempo ci sarà un ribaltamento radicale, quasi apocalittico: ogni valore cambierà segno, il mondo vecchio crollerà a pezzi e tutto ciò darà origine a nuova vita, ad un sistema effettivamente giusto, alla ricostruzione del Tempio. Dalla morte nascerà la vita. Attraverso la divisione dei beni, le sperequazioni sociali scompariranno. Le figure diverse (linee, superfici, corpi simboleggianti le differenze economico-sociali) attraverso la divisione dei beni diventeranno quantitativamente eguali (angoli retti).
Il Maestro, il più alto grado della gerarchia massonica di struttura semplice, assimila a sé il mistero del leggendario maestro della Massoneria, Hiram (è il nome del re della città fenicia di Tiro che inviò a David e a Salomone materiali per la costruzione del Tempio), l’architetto che conosceva il mistero, la formula della costruzione del Tempio. Hiram venne ucciso, portando con sé il segreto della ricostruzione, ovvero della rigenerazione dell’umanità. Il rito per l’accettazione del Maestro si svolge secondo lo stesso schema generale dell’accettazione dell’adepto, anche se il segreto che l’Oratore svela al nuovo Maestro è più specifico ed arduo di quello rivelato al semplice adepto. A questo era stato rivelato il mistero dell’uguaglianza (reale, non giuridica), al Maestro si rivela, invece, la formula per porre in atto il progetto, sempre tramite allegorie.
Nel catechismo veneziano il rito si svolge in tre momenti: il primo va a descrivere la desolazione del mondo dopo la morte di Hiram e la distruzione del Tempio; il secondo formula il messaggio di salvezza, la speranza della ricostruzione del Tempio, la possibile rinascita di Hiram. Dalla morte può rinascere la vita; attraverso il terzo momento si insegna nella pratica come è possibile ricostruire il Tempio. Il nuovo mondo di eguali e liberi deve essere costruito attraverso la lotta, eliminando i vecchi gruppi dirigenti.
Nelle più antiche costituzioni massoniche si legge che la setta deve rispetto alla religione e obbedienza allo Stato. Ma con altrettanta decisione la Massoneria si pone al di sopra di entrambe le istituzioni. L’adepto può professare la religione nazionale, la al di sopra di essa egli rispetta i principi di tolleranza insegnati dalla setta. La dottrina e la regola della Loggia si pongono, dunque, al di sopra di quelle della Chiesa e dello Stato, riducendone logicamente l’efficacia. Sembra quasi che nella setta circoli uno spirito che potrebbe definirsi latamente liberal-democratico, che si manifesta in una struttura associativa che ricorre al diritto di rappresentanza, all’abitudine delle votazioni, alla elezione delle cariche, al diritto di ricorrere contro le deliberazioni considerate inique… Ma questa apertura democratica è limitata alla struttura verticale e gerarchica della setta, dalle attribuzioni del Maestro. L’impianto mistico-religioso, gerarchico della setta si riflette nella concezione stessa della Loggia. Questa è considerata come un mondo ordinato, un microcosmo, nel quale si rispecchia l’ordine universale del mondo newtoniano: ogni cosa ha il suo posto, ogni rito ha il suo cerimoniale. L’adepto entra a far parte di un Ordine divino. Entrare nella Loggia vuol dire entrare in un mondo armonioso, dove l’adepto sente le sue forze centuplicarsi. Tale sensazione si avvale, comunque, della riduzione dell’individualità del singolo: fa sì che l’uomo si senta più grande solo in quanto fa parte di un tutto, è membro della comunità, voce del coro. La Massoneria è, dunque, un’esperienza totalizzante in ogni suo aspetto.
La seconda linea dei sistemi massonici, quella a struttura complessa, sorse intorno al 1737 come forma di protesta dell’aristocrazia (francese, stuardista e cattolica) contro l’egemonia borghese della setta. Contro i borghesi che monopolizzavano i tra gradi massonici, i nobili si arroccarono in nuovi gradi più alti, che presero il nome di gradi scozzesi (viste le tendenze stuardiste dei promotori). Questi al principio furono cinque. Ma proprio perché la funzione che gli alti gradi vantavano era quella di conservare il segreto sepolto nelle rovine del Tempio (il mistero della rigenerazione), proprio per l’estrema latitudine e ineffabilità (molto verosimilmente per l’inconsistenza) dell’incognita, gli alti gradi si moltiplicarono vertiginosamente. In essi si annidarono nobili, cavalieri, sovrani, occultisti, teosofi, imbroglioni, millantatori. La Massoneria degli alti gradi si organizzò come una galassia di corpi settari dai nomi cavallereschi e fantasiosi, magico-burocratici, ordinati secondo una gerarchia di mistero e di direzione che culminava nell’inaccessibile firmamento dei superiori misteriosi. Questa concezione di una dirigenza altissima e inconoscibile rimarrà come un elemento portante nella mentalità dei settari. La latitudine del mistero e la moltiplicazione dei gradi rende amplissimo lo spettro della Massoneria scozzese; le sue ramificazioni vanno dalla destra ispirata dai Gesuiti e dalle correnti teosofico-reazionarie, alla sinistra nella quale il radicalismo anarchico di Weishaupt (di provenienza scozzese) confluisce, con la Massoneria azzurra, nella organizzazione delle Logge che prepareranno la Rivoluzione francese.

LA GRANDE STORIA, l'interessante puntata del 13 luglio 2018 sui misteri del nazismo e del fascismo

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Di Salvatore Santoru

Ieri 13 luglio 2018 è andata in onda una puntata molto bella e interessante del programma 'La Grande Storia'(Rai 3), condotto da Paolo Mieli.
La puntata, iniziata alle 21:15 e finita verso le 23:30, è stata incentrata sui misteri del Terzo Reich e del fascismo.

In essa si è parlato dell'interesse di alcuni teorici e gerarchi nazisti nei riguardi di certo occultismo, del simbolismo utilizzato dai nazisti(tra cui quello del Sole Nero usato dalle SS nel castello di Wewelsburg) così come degli 'squadroni della morte' noti come gli 'Einsatzgruppen'.



Inoltre, nella trasmissione si è parlato delle controverse relazioni tra massoneria e fascismo.
Su ciò, c'è da dire che nella trasmissione si è parlato molto della storia della massoneria italiana dal 1861 e dell'iniziale appoggio che una parte importante delle stesse logge massoniche diede a Mussolini.
Oltre a ciò, si è dettagliatamente parlato della politica anti-massonica durante il Ventennio fascista e della sempre forte avversione di Mussolini verso la 'libera muratoria'.

-------------------PS: la puntata intera si può vedere qua,
 https://www.raiplay.it/video/2018/07/La-grande-storia---Regimi-e-segreti-502a57d0-b287-4ed1-9626-331c23dc1f74.html .

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE SUL TEMA, CONSIGLIO DI DARE UNO SGUARDO A QUEST'ARTICOLO: 'Le Origini Occulte dell'ideologia nazionalsocialista', https://www.informazioneconsapevole.com/2015/08/le-origini-occulte-dellideologia.html..

E QUESTI DUE BLOG:
https://misteridelnazismoblog.wordpress.com/

https://misteridelfascismo.wordpress.com/

MOVIMENTO 5 STELLE: i vertici vogliono ritirare la candidatura di Vitiello per il suo passato nella Massoneria

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Di Salvatore Santoru

I vertici dei 5 stelle vogliono ritirare la candidatura di Catello Vitiello.
Il motivo è il fatto che lo stesso Vitiello, candidato alla Camera dei Deputati e avvocato di professione, era iscritto in una loggia massonica, chiamata 'La Sfinge'.

Tale passato massonico è stato considerato incompatibile con il ruolo politico e lo stesso Vitiello ha sostenuto che non ritirerà la candidatura.

PER APPROFONDIRE,
http://it.blastingnews.com/politica/2018/02/movimento-5-stelle-un-candidato-faceva-parte-della-massoneria-002360071.html .

"La massoneria non c'entra con il crac Mps". I pm di Siena in Commissione banche: "Bankitalia? Leale, Vigilanza ingannata"

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AFP/GETTY IMAGES
Lo strumento per occultare le perdite furono i derivati ma il fine era quello di mantenere la presa della Fondazione sulla banca e garantirsi una posizione personale di prestigio. L'audizione dei magistrati di Siena in Commissione banche non si discosta dalla linea accusatoria e portata avanti anche dalla Banca d'Italia: non c'entra la massoneria e non, in modo diretto, la politica sull'acquisizione di Antonveneta. I vertici di Mps hanno mentito più volte alla vigilanza e nascosto le operazioni con Alexandria e il Fresh, nate per coprire il maxi esborso dell'acquisizione dell'istituto padovano.
"La chiave di volta" delle indagini della Procura di Siena, come ha spiegato il pm Nastasi fu il rinvenimento nell'autunno 2012 del contratto originale su Alexandria nella cassaforte dell'ex dg Vigni dai nuovi vertici. Un documento di cui sapevano solo pochissimi all'interno della banca (fra cui il dg Vigni e il capo finanza Baldassarri) e che era stata nascosto alle ispezioni prima nel 2010 e poi nel 2012.
Con Banca d'Italia quindi la procura ha avuto sempre una "collaborazione proficua, leale e approfondita" e non condivide la tesi secondo cui Via Nazionale poteva sapere prima di quella data il meccanismo dell'operazione.
Anche sul Fresh, ovvero l'obbligazione che Jp Morgan organizzò per disfarsi del rischio dell'aumento a lei riservato da 1 miliardo, Mps mentì più volte a Bankitalia che "non ha i poteri di autorità giudiziaria". Prima sottoscrivendo lettere di garanzia segrete alla banca americana che annullavano le richieste della vigilanza (di par condicio con i soci) e poi negando i pagamenti eseguiti.
Conoscendo i documenti Banca d'Italia, sostiene il pm, non avrebbe autorizzato l'acquisizione non avendo la banca i requisiti patrimoniali sui quali, nelle riunioni annotate nell'agendina sequestrata a Vigni, insisteva tanto. Una tesi che era stata messa in dubbio dal consulente della Procura di Milano secondo cui, già prima del 2012, si doveva capire la natura delle operazioni Alexandria e Btp 2034 non potendo classificarle, come fu la tesi di Mps, semplici 'carry trade'.
E se i magistrati di Siena escludono rapporti con la massoneria dei vertici del Monte, un tema che ritorna quasi sempre nelle vicende della banca, sottolineano come il groviglio fra politica, enti e istituzioni locali, la fondazione e la banca ci fosse ma non ha portato a "nulla di penalmente rilevante". Certo i politici locali contavano. L'aggregazione con il BBva nel 2006 sfumò a un passo dalla firma quando si era già dal notaio proprio per il dietrofront delle istituzioni locali, o almeno questo è il racconto dei vertici della Fondazione. E anche con il Santander fu Mussari a fare e disfare dopo una cena con il banchiere spagnolo Botin. Se il prezzo di Antonveneta fosse alto, come effettivamente fu (e oltretutto stabilito due diligence) i magistrati non possono stabilirlo e anche le considerazioni "a montè ha spiegato il Procuratore spetta ad altri farle.
Fin qui l'audizione dei magistrati. La cronaca dei lavori della Commissione parla di problemi sollevati da diversi parlamentari nella disponibilità e consultazione dei documenti in tempo per le audizioni. Un problema espresso dal senatore Andrea Augello che ha chiesto al presidente Casini di valutare una lettera di biasimo alla Banca d'Italia per non aver fornito la comunicazione nella quale Consob chiedeva info a Via Nazionale sulla Banca Popolare di Vicenza.
Casini ha risposto che mediterà sulla proposta. Venerdì è il turno dell'audizione del nucleo speciale di polizia valutaria mentre la prossima settimana sarà il turno di Banca d'Italia e Consob oltre che dall'attuale ad di Mps Marco Morelli.

Perché venivano spiati i politici e che c’entrano la Westlands Securities e la massoneria

Perché venivano spiati i politici e che c'entrano la Westlands Securities e la massoneria

http://www.fanpage.it/perche-venivano-spiati-i-politici-e-che-c-entrano-la-westlands-securities-e-la-massoneria/

Le indagini del Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale hanno portato all’arresto di due persone, Giulio Occhionero e Francesca Maria Occhionero, accusati di aver messo in piedi una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto informazioni e dati sensibili su un numero molto ampio di politici, imprenditori e uomini delle istituzioni. Tra gli spiati, anche il segretario del Pd Matteo Renzi, il senatore a vita Mario Monti e il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

I due fratelli operano da anni nel campo della finanza e dei “servizi” alle imprese, per il tramite di una serie di società, che ruotano intorno alla denominazione Westlands Securities. In Italia la prima iscrizione della Westlands srl alla Camera di Commercio di Roma è del 2001. La società ha un capitale sociale di 50mila euro e dichiara di occuparsi di “raccolta, trascrizione, elaborazione e verifica dei dati di gestione aziendali”, oltre che di consulenza direzionale, pianificazione strategica, marketing, produzione di software operativo per l’accesso alle reti telematiche e problem solving. Una società di consulenza per le imprese, attiva anche nel campo della pianificazione operativa sui mercati finanziari, nella raccolta di macrodati e di informazioni sensibili. La società italiana è partecipata per il 60% dalla Westlands Securities Limited, compagnia registrata a Malta all’indirizzo “Suite F, Block A, Dolphin Court, Embassy Way, Ta’ Xbiex”, e per il 40% da Marisa Ferrari Occhionero.

La società cessa la sua attività nel gennaio del 2009, per poi riprenderla nel maggio dello stesso anno, con qualche cambiamento nella composizione societaria. La Ferrari Occhionero scende al 2%, lasciando il 49% nella mani della Westlands Securities Limited e l’altro 49% alla Owl Investments Limited, gruppo con sede legale a Norwich, nel Regno Unito, che fa riferimento a un grosso fondo di “venture capital”. Il capitale sociale dell’azienda sale a 1,5 milioni di euro e l’amministratore unico è John Galea, di nazionalità maltese (la stessa Francesca Maria Occhionero aveva ricoperto la carica dal 2008 in poi). Nel 2015, infine, la società si trasferisce a Londra, al 207 di Regent Street, quartier generale della società “madre”, la Westlands Securities Limited, appunto, che risulta però cancellata dal registro delle imprese britannico nel 2014.
L'attività della famiglia Occhionero ruota intorno alla società britannica, che risulta legata anche a una banca di investimento statunitense. L'ingegnere e la sorella, come scrive il gip, "al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici". Quel per sé o per altri ha un rilievo particolare, perché chiarisce come sia ancora sconosciuta la "matrice" dell'attività di spionaggio, nonché il suo fine ultimo.

Come hanno spiegato gli inquirenti, del resto, “l’indagine è appena cominciata” e sussiste “una rete di contatti che ha consentito agli Occhionero di acquisire informazioni riguardo l'inchiesta in corso, come ha ampiamente dimostrato l'attività di intercettazione da ultimo registrata, e una precisa volontà degli stessi e in particolare di Giulio, di conoscerne i particolari e di influenzarne gli esiti”. Particolare interesse riveste anche un riscontro preciso legato all'utilizzo del malware che ha permesso di "spiare" politici e imprenditori: come ha spiegato il Gip, tale strumento "era stato già riscontrato in vecchie inchieste giudiziarie ma non era stato mai possibile risalire al suo utilizzatore". L’uso dell’EyePiramid e dei suoi aggiornamenti sarebbe collegato “a operazioni di controllo effettuati da parte dall'uomo d'affari Luigi Bisignani”, già coinvolto nell’inchiesta sulla loggia massonica P4.

Occhionero, infatti, è legato ad alcuni ambienti della massoneria, come membro della loggia ‘Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, facendo parte delle logge del Grande Oriente d'Italia”. Un’attività che, secondo il gip, potrebbe essere “coerente” con l’attività illecita di raccolta dati su persone e società. Insomma, secondo i giudici l’appartenenza alla massoneria gioca un ruolo chiave, come si evince dalla presenza negli archivi “Bros” di numerosi “fratelli di loggia” dell’ingegnere, che avrebbe avuto intenzione di usare i dati raccolti per anticiparne le mosse e contrastarne il peso all’interno della loggia.

Le informazioni raccolte, poi, avrebbero potuto rappresentare un enorme patrimonio per una società impegnata nel campo delle consulenze in materia finanziaria. Sul punto, però, gli inquirenti non si sbilanciano, anche se molto potrebbe cambiare con il prosieguo dell'attività di informazione e con la catalogazione dei circa 18mila account spiati dai fratelli Occhionero.

Spionaggio ai danni di Renzi e Monti, i due arrestati e quei rapporti con una certa massoneria



È un esponente della massoneria Giulio Occhionero, l’ingegnere nucleare arrestato oggi a Roma insieme alla sorella Francesca Maria con l’accusa di aver creato una centrale di cyperspionaggio per monitorare istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditori, politici di primo piano e «fratelli massoni».  

A quanto scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, l’attività di dossieraggio messa in piedi da Occhionero «risulta essere del tutto coerente» con i suoi «interessi personali così come scaturiscono dal contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione e dall’indubbio legame con gli gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia “Paolo Ungari - Nicola Ricciotti Pensiero e Azione” di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge di Grande Oriente d’Italia». 

In particolare, tra gli “hackerati” da Occhionero «risultano elementi di vertice della massoneria italiana», compreso il Gran Maestro Stefano Bisi, oltre a membri di logge del Goi del Lazio. Un interesse che il gip ritine possa essere «legato a giochi di potere all’interno del Grande Oriente d’Italia, come d’altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni» intercettate.  

Cyberspionaggio. Renzi, ex ministri dell’Economia, comandanti della Gdf, massoni: tutti i nomi degli spiati

Risultati immagini per cyber spionaggio
“Un elenco di 18327 username univoche” 1793 delle quali “corredate da password“, “catalogate in 122 categorie“. Tutti riportati all’interno di una cartella contenente un database denominato “InfoPyramid accdb“. E’ lo scrigno all’interno del quale, secondo gli inquirenti, Giulio e Francesca Maria Occhionero custodivano le chiavi per spiare politici, capi d’industria e istituzioni, che gli uomini della Polizia postale sono riusciti a ricostruire.
Qualche esempio: la cartella “BROS“, che in inglese è il diminutivo di “brothers” e significa “fratelli” contiene “524 differenti account di posta elettronica relativi a 338 nominativi
univoci verosimilmente appartenenti a membri della massoneria” alla quale lo stesso Occhionero appartiene, tra i quali spicca quello di Stefano Bisi, Gran Maestro della Massoneria del Grande Oriente d Italia.
La cartella “POBU” contiene “674 account 29 dei quali corredati dalla relativa password”. Alcuni di questi si riferiscono a domini istituzionali, altri sono “riconducibili ad importanti esponenti politici”: Maurizio Scelli, ex parlamentare del Pdl; Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania; Domenico Gramazio, ex parlamentare del Pdl; Claudio Barbaro (Pdl); Roberto Spinelli, ex ambasciatore in Messico; Vincenzo Mario D’Ascola, presidente Commissione permanente II Giustizia del Senato, prima Pdl poi AP; Carla Angelica Maffi, ex dirigente amministrativo della Procura Generale di Brescia; Maria Gabriella Marsullo, funzionaria del ministero dell’Interno; Armando Forgione, dirigente della Polizia di Stato.
Il database contiene inoltre gli indirizzi email di alcuni esponenti politici di primissimo livello: Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio; Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Banca Centrale Europea; Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia del governo Letta; Mario Monti, ex presidente del Consiglio. E poi Piero Fassino, ex sindaco di Torino del Pd; Paolo Bonaiuti, ex portavoce del Pdl; Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo nel quarto governo Berlusconi; Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa del Pdl; Fabrizio Cicchitto, parlamentare ex Pdl ora AP; Vincenzo Scotti, ex ministro Dc; Daniele Capezzone, ex portavoce del Pdl; Mario Canzio, ex ragioniere generale dello Stato; Saverio Capolupo, ex comandante generale della Guardia di Finanza e ora membro del Consiglio di Stato.
Ancora: Risultano essere compromessi i pc in uso a due collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,  di Antonio Pulcini, titolare del colosso delle costruzioni.

LA VERA STORIA DEGLI ILLUMINATI DI BAVIERA

Di Mario Arturo Iannaccone
Chi fu Johann-Adam Weishaupt, il fondatore degli Illuminati? In cosa consisteva la sua organizazione segreta?
L’Ordine degli Illuminati nacque dalla volontà e dall’ambizione di Johann-Adam Weishaupt (1748-1838), di Ingolstadt, figlio di Johann-Georg Weishaupt, professore universitario, e di una nipote del barone Johann-Adam von Ickstatt (1702-1776), potente amministratore e uomo di cultura bavarese esponente dell’Aufklärung, l’Illuminismo germanico. A differenza di quanto si legge spesso, la famiglia d’origine del fondatore degli Illuminati era di religione cattolica e non risulta fosse d’origine ebraica. Alla prematura morte del padre, Adam fu affidato all’educazione del barone Ickstatt che lo aiutò a seguire la carriera del padre, come professore di diritto canonico nella locale università di Ingolstadt. La Baviera era allora uno stato clericale, e Ingolstadt era un centro importante del potere culturale dei Gesuiti, che lì gestivano un importante collegio. La formazione di Weishaupt fu completata dalla lettura dei principali testi del pensiero illuminista francese che trovò nella ricca biblioteca del barone Ickstatt, il quale gl’instillò un odio atroce per tutte le religioni, ma soprattutto la Chiesa cattolica.
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Johann Adam Weishaupt (1748-1838), il fondatore dell’Ordine degli Illuminati di Baviera
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il barone Ikkstatt che si prese cura del giovane Weishaupt, alla morte del padre

La genesi

Adam condivideva la passione per le società segrete, così viva, paradossalmente, proprio nell’età dell’Illuminismo. L’idea lo affascinava e, quando ebbe la possibilità, pensò di fondarne una che lo aiutasse ad influenzare l’ambiente universitario, a “propagare i Lumi” e anche a crearsi una base di potere privato. Dopo un periodo di preparazione, il 1° maggio del 1776 – giorno dedicato in molte parti d’Europa alla celebrazione carnevalesca dei riti di fertilità – vincolò cinque giovani ad un solenne giuramento fondando una società segreta che chiamò dapprima Societa dei Perfettibili, poi Società delle Api e quindi Ordine degli Illuminati (Illuminatenorden). Poco dopo, consapevole di avere concorrenti temibili nelle società massoniche e rosacroce, si fece iniziare alla Massoneria, per studiare la fratellanza alla quale aveva già tentato di affiliarsi. La parola “illuminati” era di gran moda in quegli anni – soprattutto nella versione francese illuminés – e richiamava due concetti opposti: da un lato la luce interiore, la vittoria sulle tenebre della superstizione, la capacità d’autoevolvere basata sulla ragione; dall’altro la luce della gnosis. Curiosamente, dunque, i vocaboli “illuminati”, “illuministi”, “illuminés” erano usati tanto per indicare i razionalisti, – cioé gli illuministi nell’accezione comune – quanto i mistici, gli esoteristi o persino i ciarlatani. Weishaupt, da parte sua, sosteneva che la conoscenza fosse una conquista del raziocinio e della logica; tutto ciò che ci ha lasciato di scritto (e non è poco) ce lo descrive come un razionalista e un materialista, che non ammetteva la possibilità di accedere alla conoscenza usando l’ermetismo o la magia. Anzi, le pratiche esoteriche di qualsiasi genere erano, per lui, “chimere”, “, superstizioni”, come le religioni rivelate. Nonostante ciò, egli viene spesso indicato come un iniziato o un mago: è un curioso contrappasso, questo, che probabilmente non gli avrebbe fatto piacere. È però vero che giocava volentieri con simboli, immagini e terminologie misteriche. Per meglio impressionare gli iniziandi, ad esempio, studiò cerimonie ed elaborate formule di giuramento, che sfruttavano il senso del mistero. Ispirandosi a studi sui Misteri di Eleusi pensò persino di allestire un tempietto per emozionare gli adepti con effetti di fuoco e, addirittura, “di elettricità”, progetto che però dovette abbandonare per mancanza di denaro. Weishaupt studiò un complesso sistema di vigilanza reciproca degli iniziati cementato da una rigida disciplina del segreto. Abbozzò poi una gerarchia in cinque gradi, basata sulle rivelazioni graduali per la quale i membri dei gradi più bassi non sapevano nulla di ciò che veniva fatto o insegnato nei gradi più alti, e tantomeno conoscevano i veri scopi dell’organizzazione. I veri scopi, appunto; ma quali erano i veri scopi dell’Ordine? Innanzitutto, acquisire un’influenza sempre più capillare e profonda sul mondo della cultura e della politica in modo da influenzare tutta la società e farla “rischiarare dai Lumi”. Tra le varie attività era previsto anche lo studio e la pubblicazione di pamphlet e libri. In prospettiva, gli scopi ultimi erano d’imporre una società senza nazioni e senza religioni. Fino a quel momento, gli Illuminati avrebbero costituito un avamposto dell’umanità futura. Ad ogni candidato divenuto Novizio veniva imposto un nome “di battaglia”, durante una cerimonia d’iniziazione. Celebre il nome di battaglia che scelse per sè Weishaupt, Spartaco, dal nome dello schiavo ribelle. Inoltre, nella corrispondenza cifrata, le località venivano ribattezzate con nomi tratti dalla storia antica, per comporre una “geografia illuminata” (dove, significativamente, Ingolstad era Eleusi); mentre le date erano basate su un calendario persiano del VII° secolo. Fulcro del sistema erano le Accademie Minervali, circoli culturali di copertura, dove si leggeva, si discuteva, si studiava per “illuminarsi” e “illuminare”. I gradi, inizialmente, erano i seguenti: Novizio, Minervale, Minervale Illuminato e Aeropagita (il nome derivava dalla magistratura suprema dell’Antica Atene), ma Weishaupt considerava provvisoria questa gerarchia, (chiamata Classe Minervale) poiché ad essa avrebbe dovuto seguirne una completa, provvista di gradi superiori (Classe dei Misteri). I gradi più bassi svolgevano anche le funzioni di reclutamento di nuovi adepti. Mentre svolgevano questi incarichi i Novizi o i Minervali venivano chiamati Insinuanti e Arruolatori. Adepti della prima ora dell’Ordine, come Massenhausen e Zwack, si specializzarono in questa funzione riuscendo a reclutare, nel giro di un paio d’anni, un centinaio di membri suddivisi in una ventina di colonie. Ancora troppo pochi per garantire il successo all’impresa. L’Ordine cominciava a costare, soprattutto per l’allestimento delle Accademie Minervali e per il mantenimento della corrispondenza.
lo schema della gerarchia iniziatica dell’Ordine

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la dea Minerva. il grado minervale faceva parte della prima classe dell’Ordine
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il barone Adolf von Knigge, da alcuni definito “l’eremita di Bockheneim”.Portò potenza inaspettata all’Ordine

Un incontro fatale

Come si è detto, non risulta che gli Illuminati praticassero alcuna forma di magia. Le voci di un collegamento fra Illuminati e un oscuro gruppo, chiamato Fratelli d’Asia, sono molto vaghe, e su di esse non si può dire nulla di decisivo. Ci sono pervenute però numerose lettere in cui Weishaupt espone agli adepti i suoi insegnamenti – che molto dovevano a Jean-Jaques Rousseau – dove appare chiaro che mirava all’affrancamento dell’umanità dalla religione e dai poteri feudali. Secondo lui si doveva arrivare progressivamente all’ateismo, al comunismo e ad un governo mondiale retto da filosofi. Soltanto allora l’umanità sarebbe diventata “adulta” liberandosi dalla superstizione. Utopismo allo stato puro, dunque, inserito in una visione atea con sfumature panteistiche. Tuttavia – e questo inserisce una nota quasi comica nella vicenda – per Weishaupt i segreti più terribili, da custodire con cura, erano la giovinezza del suo Ordine, e il fatto che lui ne fosse il fondatore. Dopotutto, era impegnato ogni giorno nella trama di un inganno: avvicinare nuovi adepti, facendo loro credere che gli Illuminati fossero la società più potente e più antica del mondo. Dopo alcuni anni, nonostante gli sforzi profusi da Weishaupt e dal suo principale evangelista, Xavier Zwack, la gran parte degli Illuminati erano ancora studenti, spesso squattrinati, al punto che l’Ordine fu vicino alla consunzione (e alla bancarotta). Il caso volle, però, che nel 1781, l’illuminato Costanzo di Costanzo (1738-?) s’imbattesse a Monaco nel barone Adolph von Knigge (1752-1796), brillante libertino, sedicente alchimista, coltivatore, industriale, poeta, scrittore e persino musicista, che sognava di fondare un proprio ordine massonico. Knigge disponeva di ricchezza, fantasia e d’ottimi contatti con aristocratici e potenti. Lui e Weishaupt si conobbero, convincendosi che l’uno avrebbe potuto servire all’altro. Erano diversissimi, non furono mai amici, e probabilmente si detestavano. Ma il matrimonio d’interesse si fece. Weishaupt, mettendo da parte il proprio orgoglio, affidò la riforma del suo Ordine al vulcanico barone. Knigge si mise subito al lavoro, vacillando solo quando apprese che la società cui aveva aderito non era né antica né potente, ma un’invenzione di Weishaupt. Offeso, fu sul punto di mandare all’aria la collaborazione, ma superò la crisi. Diede una sterzata spiritualista all’organizzazione e completò anche i gradi, che divennero dodici (vedi schema). Gli allievi meno promettenti venivano fermati nei cinque gradi massonici, tre azzurri e due neotemplari, dove potevano “baloccarsi” “perdendo tempo dietro alle chimere della magia, dell’alchimia, dell’ermetismo”; gli altri venivano informati dell’esistenza degli ultimi, fino ai supremi, Mago e Uomo Re. Knigge portò all’Ordine il suo talento di uomo di teatro unitamente alla sua esperienza massonica, scrivendo i catechismi dei gradi, i testi dei giuramenti e le cerimonie d’iniziazione che divennero teatrali, sontuose e molto ben congegnate. Ogni affiliato, nei singoli gradi, poteva accedere a funzioni specializzate di tipo organizzativo o amministrativo. Gli Areopagiti, in questa riforma divennero una funzione del grado di Uomo-Re.
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rappresentazione del sistema di Weishaupt dall’opera Nachtrag von weiteren Originalschiftren der Illuminatensekte (1787)
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opera pubblicata nel 1798 a cura di John Robinson, che accusava gli Illuminati di cospirazioni contro le religioni e i governi d’Europa

Clima di sospetto
Una cosa è certa: gli Illuminati trovarono nel brillante Knigge, soprannominato “l’eremita di Bockenheim” (dove aveva impiantato per qualche anno un laboratorio alchimistico), il loro secondo fondatore che fece affluire centinaia di nuovi iscritti, spesso principi, avvocati, giudici, militari, facoltosi membri delle amministrazioni, professori, persino alti ecclesiastici. Le colonie si moltiplicarono, le casse dell’associazione si rimpinguarono. Furono fondate Accademie Minervali anche fuori dalla Baviera e dall’area tedesca, in Svizzera, Francia, Italia. Attorno al 1786 i membri totali erano circa 2500. Ma Weishaupt e Knigge non avevano ancora fatto i conti con alcune associazioni rivali – soprattutto la ricca Rosa-Croce d’Oro, che contava molti potenti, – insospettite per le strane attività delle Società di Lettura che facevano da copertura alle Accademie Minervali. In questi ambienti, l’Ordine cominciò ad essere molto chiaccherato soprattutto dopo il 1783. Molti illuminati scoprirono gli scopi sovversivi di Weishaupt soltanto al raggiungimento dei gradi più alti. Insomma, attorno all’Ordine s’addensò un clima di sospetto sempre più pesante, finché, dalle sue fila, spuntò un traditore, Joseph Utzschneider, che rivelò tutto ciò che sapeva alla principessa Anna di Baviera. Il caso divenne un affare di Stato, alimentato dalla stampa, dove gli oppositori degli Illuminati cominciarono a lanciare accuse terribili. La polizia politica della Baviera e degli Stati confinanti cominciò a raccogliere prove e confessioni. Nel 1786, il duca Carlo Filippo Teodoro, fece pubblicare in volume tutta la documentazione rinvenuta per mostrare al mondo la pericolosità della setta, sollevando contro di essa una riprovazione universale. Per di più, per un fato bizzarro, l’illuminato Jacob Lang morì colpito da un fulmine a Ratisbona, e nelle sue vesti furono trovati documenti che portarono ad ulteriori scoperte aggravando ulteriormente la situazione. Nel giro di pochi mesi, nel 1786, l’Illuminatenorden si sfaldò; alcuni dei suoi capi fuggirono, altri furono catturati. Weishaupt – ormai individuato come il capo – si rifugiò a Gotha, accolto dal principe, suo adepto. Alcuni patirono qualche mese di prigione e qualche anno d’esilio, ma poi tornarono in possesso della libertà e dei propri beni. Soltanto Knigge, Weishaupt e pochi altri ebbero a soffrire. Il barone fu espropriato ma, da gentiluomo intraprendente qual era, riuscì a cavarsela: scrisse ancora libri di successo e morì nel 1796. Un altro illuminato, Cristoforo Bode, tenne vivo fino al 1793 lo spirito dell’Ordine nella loggia Ernest zur Kompass di Weimar, dove in seguito fu trovato un giacimento di documenti sfuggito alla polizia.
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Weishaupt l’innovatore
Singolare, invece, il comportamento dell’esule Weishaupt: descritto in molti libri come un rivoluzionario pericolosissimo, divenne in realtà un devoto impiegato del duca di Sassonia-Gotha, al servizio del quale lavorò, nell’ombra, per oltre quarant’anni. Fu schiacciato dalla vergogna quando furono pubblicate le sue lettere dove rivelava che la società degli Illuminati non era antichissima e che lui ne era il fondatore. Scrisse ancora, ma poco, e sempre per chiedere perdono. Ricominciò a frequentare la locale chiesa. Ebbe cinque figli, tre dei quali fecero carriera nell’amministrazione della Baviera. Per decenni fu assalito dal terrore di essere ucciso da sicari. Guardava con sospetto gli ammiratori che andavano a fargli visita. S’astenne, persino, dal commentare le rivoluzioni che, a partire dal 1789, fecero trionfare le idee in cui aveva creduto. Gli ultimi decenni di Weishaupt sono talmente avari di notizie, che si è pensato a lungo fosse morto nel 1811, finché s’è scoperto che percepì sino al 1838 una pensione pagata dal duca di Baviera. La sua sepoltura è ignota. Se non fu un pensatore originale, Weishaupt fu comunque un innovatore dell’architettura delle società segrete. La sua attività restò platonica, culturale: non progettò azioni di tipo rivoluzionario, anche se incoraggiava la menzogna e il tradimento perché – diceva – “il fine santifica i mezzi”. Comunque, l’autoritario professore di Ingolstadt, che litigava con tutti coloro che non gli erano sottoposti (compreso Knigge) diverrà ispiratore di molti rivoluzionari futuri, da Mazzini a Liebknecht. La scoperta della setta degli Illuminati suscitò un vero terrore, che non fu sedato dalla repressione. Anzi, il panico si diffuse ancor più, raggiungendo l’intera Europa e persino gli Stati Uniti. La Rivoluzione francese sembrò provare che essi avevano seminato bene; nelle successive convulsioni rivoluzionarie, molti si convinsero che l’Ordine non era stato distrutto, ma che continuava ad agire nell’ombra ancora più segreto e ancora più potente. S’iniziò anche a sostenere che la vera dottrina degli Illuminati fosse rimasta nascosta e qualcuno asserì di conoscerla (non diversamente da quanto era successo ai Templari).
BOX: I simboli
La simbologia degli Illuminati si ricava dai rituali e dalle descrizioni degli arredi di loggia a noi pervenuti, e comprendeva l’immagine della dea Minerva con la civetta, simboli della sapienza e della sua capacità di vedere nell’oscurità. Minerva, del resto dava il nome alle Accademie Minervali, e ai gradi Minervale e Minervale Illuminato nelle due versioni della gerarchia, quella di Weishaupt (1776-1781) e quella di Knigge (1782-1786 vedi schema). Nell’arredo di loggia destinato ai gradi alti della gerarchia è descritta anche una piramide, e l’espressione “edificare la piramide” – variante del massonico “edificare il Tempio” – appare qua e là nella letteratura del gruppo, tuttavia in nessun luogo appare il celeberrimo simbolo dell’occhio sovrastante la piramide contenuto anche nel Gran Sigillo americano. Anche il numero 13, spesso associato alla simbolica del gruppo, non appare nei documenti degli Illuminati di Baviera che avevano 12 e non 13 gradi e non prevedevano, oltre ai 12, un grado di “superiore sconosciuto”. Il 13 e l’occhio con la piramide sono stati successivamente associati anche ad un leggendario gruppo elitario: gli “Illuminati” (confusi o sovrapposti agli Illuminati di Baviera).
Il terrore che dilagò nei principati tedeschi e nell’Impero degli Asburgo non si placò con lo scioglimento dell’Ordine degli Illuminati. Il gruppo di Weishaupt continuava a far paura. Ma perché? Dopotutto, non aveva organizzato veri complotti politici, e la sua attività s’era limitata al campo culturale. È vero che praticava la segretezza, ma ciò non costituiva una novità perché i gruppi segreti erano già numerosi in Europa, come non era una novità il suo radicalismo, espresso però più a parole che nei fatti. Dunque cosa differenziava il gruppo di Weishaupt da tutti gli altri? Due elementi hanno sicuramente influito: la strategia d’infiltrazione e lo scoppio della Rivoluzione francese. L’arrogante aggressione, praticata da Weishaupt, verso lo stesso mondo delle società segrete suscitò scandalo e stupore unito ad un vero e proprio terrore irrazionale. I membri delle società massoniche o rosacroce cominciarono a guardare con sospetto i propri compagni, temendo che facessero il doppio gioco. Neipamphlet pubblicati dopo il 1785 si leggeva che gli Illuminati erano inestirpabili poiché avevano infiltrato la maggior parte delle società segrete. Nella sua ansia di fare rivelazioni sempre più clamorose, Cagliostro affermò che centinaia di logge (oltre 250) dell’Oriente francese erano ormai controllate da migliaia di Illuminati. Non era vero, ma bastò ad appiccare l’incendio. Non a caso, tra i primi che si mossero contro gli Illuminati, al di fuori della Baviera, ci furono molti massoni, fra i quali Johann Christian Wöllner (1744-1797), ministro di Prussia. Ma fu soprattutto la Rivoluzione francese, deflagrata immediatamente dopo la fine dell’Ordine, a dare l’illusione che Weishaupt e i suoi associati avessero continuato ad agire nell’ombra. La Rivoluzione fu un evento epocale, la fine di un mondo. Alcuni polemisti, come il francese Augustin Barruel e gli americani John Robinson e Jedediah Morse – autori di celebri “allarmi” sugli Illuminati – scrissero, mentre gli avvenimenti incalzavano, che la Rivoluzione era opera degli Illuminati. Barruel con le sue celebri Mémoires pour servir à l’histoire du Jacobinism (1797, 4 voll.) e Robinson, con il più modesto Proofs of conspirancy (1798), ebbero un enorme successo all’epoca. L’opera di Barruel fu tradotta in una decina di lingue, persino in polacco. I sospetti che gettò sui legami fra Illuminati, Rivoluzione e massoneria (francese) si radicarono. L’opera, – che contiene un’analisi insuperata della psicologia di Weishaupt – tuttavia, non porta “prove” ma una serie di sospetti e indizi che non riescono a saldarsi in una teoria solida. È vero che un protagonista della Rivoluzione, il conte Gabriel R. Mirabeau (1749-1791), era affiliato all’Ordine, anche se in un rango basso (Minervale), ma è davvero troppo poco per spiegare la genesi di una Rivoluzione dove, tra l’altro, gli Illuminati non sono affatto necessari. In un certo senso, la Francia pullulava di Weishaupt poiché era la patria del vero ispiratore dell’Ordine, Jean-Jacques Rousseau. Molti intellettuali rivoluzionari avevano una mentalità simile a quella del professore bavarese, altri, come Danton o Robespierre, erano decisamente più radicali. Per non parlare di personaggi come De Sade. Weishaupt era stato soltanto il portabandiera d’idee che stavano fermentando ovunque.
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Augustin Barruel che accusò gli Illuminati di essere alla base della Rivoluzione Francese

Nei paesi tedeschi
Ma cosa era rimasto dell’Ordine, se tutti gli iniziati furono denunciati o si autodenunciarono? La traccia di una qualche sopravvivenza di cellule di Illuminati, in Baviera, dopo il 1793 (morte di Bode) si basa sulle rivelazioni di una spia di nome Armbruster (non si conosce il nome di battesimo), che lavorava per il cancelliere austriaco Metternich. In un rapporto del 1828, Armbruster affermava che la setta non era stata distrutta facendo anche il nome dei suoi tre capi occulti: l’alto prelato Johann-Casimir Häffelin (1737-1827), il conte Rudolf von Stengel (1772-1828) e Benjamin Thomson conte di Rumford (1753-1814). Si trattava di tre influenti personaggi della Baviera che godevano della personale fiducia del re. Secondo Metternich, i tre avevano agito indisturbati per molti anni riuscendo a riorganizzare la rete settaria con la complicità di Weishaupt. Una volta scoperta la loro attività sovversiva, sarebbero stati rimossi dai loro incarichi e pensionati per nascondere lo scandalo. È però difficile capire come questi personaggi potessero agire “da illuminati”, poiché vissero da sudditi fedeli, politicamente conservatori; il Rumford fu addirittura ricordato con una statua a Monaco, voluta dal re. Si trattò soltanto di calunnie? Bisogna ricordare che i rapporti fra l’Austria (di cui Metternich era cancelliere) e il Regno di Baviera (ex ducato) erano stati tesi per decenni, e non è escluso che Metternich abbia voluto mettere in cattiva luce la classe dirigente bavarese. È impossibile oggi dare risposte decisive sulle rivelazioni di Armbruster, a meno che non vengano alla luce documenti finora sconosciuti. Nel corso dei cento anni successivi, in Germania si conteranno alcune iniziative ispirate agli Illuminati: l’“Unione Germanica” di Karl F. Bahrdt (1741-1793), organizzata come una rete d’associazioni che dovevano spargere ideali radicali; il “Circolo di lettura” di Christian G. Neefe (1748-1798), un ex illuminato; la “Società per i Diritti dell’Uomo” di Georg Buckner e Ludwig Weidig (1834-1835) che organizzarono una fallita insurrezione nel 1835. Molti anni dopo, nel 1918, qualche richiamo a Weishaupt si ritrova anche nella Spartakusbund, la “Lega di Spartaco” che però apparteneva alla tradizione marxista. Nei primi decenni dell’Ottocento molte società giovanili universitarie – le Männerbunde – s’ispirarono a Weishaupt che divenne una specie di idolo giovanile, l’eroe maledetto, modello del cospiratore geniale. Molte società goliardiche adottarono i sistemi di segretezza degli Illuminati, assumendo un carattere “pseudo-illuminatico”, cioè simile a quello degli Illuminati. Tra le maggiori vi erano la Tugen-Bund (la Lega della Virtù) e gli Schwartzen Brüder (i Fratelli Neri) con centinaia d’adepti. Organizzavano cerimonie impressionanti, con giuramenti e duelli, canti e torce, tra bracieri, salsicce e birra; e sognavano il futuro glorioso della Germania. Con il procedere del XIX secolo s’orientarono verso posizioni politiche che potremmo definire “di destra”, confluendo poi nei movimenti ariosofici che daranno alimento alla cultura neo-pagana.
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il cancelliere austriaco Metternich
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Benjamin Thomson, conte di Rumford, uno dei tre capi occulti degli illuminati secondo la spia bavarese Armbruster
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Charles Genet Edmund, ingiustamente sospettato negli anni ’70 del XIII secolo di diffonfere l’Illuminatismo negli USA

Il terrore si estende agli Stati Uniti
A partire dal 1790, il terrore degli Illuminati si estese anche negli Stati Uniti, in particolare a Boston e nel New England. Allarmati pastori protestanti tuonavano dai loro pulpiti contro l’infezione arrivata dalla corrotta Europa per traviare le menti dei giovani americani, accusando i politici democratici di far da quinta colonna. In particolare, un plenipotenziario francese, Edmund Charles Genet (1763-1834), stabilitosi negli USA nel 1792, fu sospettato di diffondere l’illuminatismo attraverso la fondazione dei constitutional club filogiacobini. L’accusa era ingiusta, ma rende l’idea del clima che si era creato. Anche Thomas Jefferson (1743-1821) entrò nella lista dei filo-illuminati perché in una lettera esprimeva ammirazione e simpatia istintiva per un uomo che si era opposto al mondo clericale della Baviera. Jefferson fu uno dei padri fondatori della repubblica americana e si può allora comprendere perché, più tardi, lui e i simboli del Gran Sigillo (da lui voluto) sarebbero stati collegati all’Ordine di Weishaupt. Il terrore sarebbe durato, a diverse ondate, per decenni, coinvolgendo la stessa massoneria e trovando un’espressione istituzionale, fra il 1828 e il 1843, nel Partito Antimassonico (Anti-Masonic Party). Da allora, una parte dell’opinione pubblica americana rimase convinta che gli Illuminati fossero sbarcati negli U.S.A.

Le società segrete italiane

Più serio il caso italiano. Qui gli Illuminati lasciarono un’eredità indubbia. Ispirarono alcune società segrete che prepararono la strada alla Rivoluzione italiana. Milano, Bologna, Roma, Napoli furono sede di associazoni segrete basate sul modello degli Illuminati (struttura piramidale e rivelazione graduale). A Napoli esisteva una loggia fondata dal marchese Costanzo di Costanzo (1738-?), lo “scopritore” di Knigge. Questa loggia fu attiva sino al 1786 o 1787, poi si sciolse, ma alcuni dei suoi membri più radicali si dedicarono ad attività sovversive; fondarono gruppi occulti che trent’anni più tardi parteciperanno ai primi moti risorgimentali. Secondo gli storici, anche varie società segrete e sovversive italiane, come la Società dei Raggi, l’Alta Vendita, la Carboneria, la Società degli Adelfi, gli Apofasimeni, hanno subito influssi dagli Illuminati o per l’azione diretta di suoi ex membri o indirettamente, attraverso le opere di Weishaupt. I personaggi chiave di questa attività furono Filippo Buonarroti, il “grande vecchio” dei rivoluzionari italiani, e un nobile romano morto nel 1846 di cui non è mai stato scoperto il nome, soprannominato Nubius. Il carbonaro Giuseppe Mazzini adottò ilnom de guerre del luogotenente di Weishaupt, Xavier Zwack: Filippo Strozzi. Alla metà del secolo XIX, la situazione politica e ideologica era profondamente cambiata in tutta Europa. Difficile pensare che gli Illuminati abbiano potuto sopravvivere come organizzazione. Le loro idee e i loro metodi entrarono nel mercato delle idee. Intanto, socialismo, anarchismo e comunismo avevano soppiantato il radicalismo settecentesco di Weishaupt.