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Omicidio del collaboratore ONU Mario Paciolla- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani si stringe attorno alla
famiglia di Mario Paciolla, il giovane napoletano collaboratore ONU, assassinato il 15 luglio scorso
in Colombia dove lavorava a un progetto umanitario per la pacificazione interna tra governo locale
ed ex ribelli delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc).

Era dal 2018 che Paciolla lavorava alla missione ONU per il reinserimento dei guerriglieri Farc nel
tessuto sociale colombiano. Sia il distretto, dove lavorava il giovane operatore umanitario, che la
città venivano considerati dalle autorità colombiane e italiane ad alto rischio. E questo rischio,
pochi giorni prima della sua morte, Mario lo aveva compreso tutto. Accanto a pericoli che ormai
sapeva di correre, c’era qualcosa in più che lo turbava e lo metteva in uno stato di grande
sofferenza e agitazione. Ne è sicura la madre, che racconta l’angoscia di suo figlio avvertita nelle
ultime telefonate.

“Mamma devo tornare a Napoli, devo assolutamente venire a bagnarmi nelle acque di Napoli, a
casa”, dopo il desiderio di ritorno al proprio tetto, alle proprie radici, Mario comunica finalmente a
sua madre, nel giro di pochissimi giorni, che ha trovato un biglietto aereo per tornare. Sarà a casa
il 20 luglio. Ma in Italia, nella sua amata Napoli, dalla sua famiglia non tornerà più. La famiglia
Paciolla alle ore 18 del 15 luglio riceverà soltanto una telefonata da una avvocatessa del Sud
America la quale comunicherà che il figlio si è impiccato nella sua casa a 650 km circa da Bogotà.
Ovviamente l’ipotesi di suicidio, avanzata in un primo momento, non convince le autorità italiane.
Troppi elementi non tornano. A cominciare dal biglietto aereo prenotato per il ritorno in patria
così tanto atteso. Il ragazzo aveva inoltre comunicato a diversi amici di sentirsi in pericolo. Era
certamente piena di insidie la sua attività lavorativa finalizzata alla riqualificazione di aree
utilizzate dal narcotraffico. In quei giorni, aveva inoltre accompagnato il sindaco di San Vincente e
il governatore della regione di Caquetà in alcuni villaggi del luogo per incontrare ex guerriglieri
pronti ad aderire al programma di pacificazione dell’ONU. Ma sono soprattutto le condizioni in cui
è stato trovato il suo corpo a destare i maggiori sospetti e a far emergere tutte le incongruenze di
questa morte misteriosa già diventata un caso internazionale: i numerosi tagli sono incompatibili
con l’ipotesi del suicidio. Solo i risultati dell’autopsia, che tra pochi giorni arriveranno, potranno far
luce su questa orribile storia piena di ombre, dove si salva solo il sogno di un giovane sostenitore e
collaboratore dell’ONU “totalmente votato alla legalità”, come afferma con dolore e orgoglio sua
madre.
Al CNDDU sta a cuore far conoscere la storia bella, poi diventata dramma, di un ragazzo perbene,
di un nostro connazionale partito con uno zaino sulle spalle pieno solo di quel che per lui
veramente contava: una laurea in Scienze Politiche con indirizzo in Relazioni internazionali per
operare con le giuste competenze, la sua sincera vocazione di cancellare le ingiustizie in un Paese
bisognoso di stabilità civile e politica, e soprattutto l’attaccamento viscerale all’Onu, ai suoi valori,
ai suoi progetti di Pace. Ed era per le Nazioni Unite che Mario si trovava nel paese sudamericano in
qualità di osservatore per la verifica dei risultati dei progetti.

Mario era un ragazzo semplice ed estroverso, che aveva giocato a basket nel Rione Alto, nella
Napoli bene dove era cresciuto, e che aveva viaggiato da sempre per missioni umanitarie. Aveva
vissuto per parecchi anni tra Francia, Giordania, India e Argentina. Dal 2018 era in Colombia, dove
era rimasto nonostante l’avvento della pandemia di Coronavirus. Era cauto, Mario. Era esperto,
Mario. Addolora tutti sapere che è stato trovato senza vita in un poverissimo quartiere
colombiano, ricoperto di strani tagli e lesioni che fanno pensare alle peggiori torture. Per tale
ragione l’Ambasciata italiana e l’ONU sono in costante contatto con la famiglia che addolorata
attende, insieme alle notizie del figlio, un volo per poter raggiungere la Colombia.
La Farnesina vuol vederci chiaro, e per questo insieme all’ambasciatore italiano Gherardo
Amaduzzi, ha chiesto l’intervento dello Scip, il Servizio di cooperazione internazionale della Polizia
che già in passato ha collaborato con le autorità colombiane. Sempre la Farnesina ha predisposto
un volo per Bogotà con il quale i familiari del volontario potranno rivedere il corpo del giovane
prima del rimpatrio in Italia. Intanto, associazioni umanitarie, parenti ed amici hanno lanciato una
petizione su Change.org, insieme all’Hashtag #IOSTOCONMARIOPACIOLLA, per chiedere verità
sulla morte di Mario. Anche la Rete Accademica Europea per la Pace in Colombia chiede verità e
giustizia invitando ad aderire all’iniziativa.
Il CNDDU si unisce al coro di chi è impegnato a debellare la sistematica violazione dei Diritti Umani
in molti paesi, per tale ragione attende di conoscere la verità sulla morte del giovane volontario
impegnato per la libertà e per i diritti degli oppressi, e auspica, quindi, un intervento efficace da
parte delle autorità italiane, in collaborazione con quelle colombiane, affinché venga fatta
chiarezza sull’accaduto, svolgendo le opportune indagini e battendosi in favore dei diritti della
persona per conoscere la causa della morte di un giovane, impegnato nel sociale come pochi, che
rappresenta davvero l’orgoglio della gioventù italiana e non solo.

Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

Giornata internazionale delle Pmi- COMUNICATO CNDDU


Giornata internazionale delle piccole e medie imprese 2020

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani celebra la Giornata internazionale
delle micro, piccole e medie imprese del 27 giugno 2020 per riflettere sul rapporto tra scuola e rilancio
economico.
Istituita dall'Assemblea generale dell’ONU con la risoluzione A/RES/71/279 del 6 aprile 2017, la giornata
vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sul contributo delle micro, piccole e medie imprese in vista del
raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
Esse costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico e soddisfano la maggior parte dei bisogni delle
famiglie italiane e sono un settore strategico per promuovere il lavoro dignitoso, la partecipazione ai mercati
interni e internazionali, l’accesso al credito, le pratiche commerciali sostenibili e gli investimenti
responsabili.
Nelle micro, piccole e medie imprese - per prassi abbreviate in PMI – rientrano tutte le imprese con meno di
250 dipendenti, con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro e un totale di bilancio inferiore ai 43 milioni di
euro.
Secondo i dati Istat pubblicati nel 2019, il 95% delle nostre imprese sono di piccole dimensioni e danno
lavoro all’82% degli occupati contribuendo alla produzione per il 57% del PIL.
Anche a livello internazionale v’è una corrispondente incidenza economica: secondo i dati forniti dal
Consiglio internazionale per le piccole imprese (ICSB), esse costituiscono oltre il 90% di tutte le imprese
mondiali e sono fonte, in media, del 70% posti di lavoro e del 50% del PIL.
Questi dati sono confermati anche dal rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)
pubblicato ad ottobre 2019 sulle PMI e dal titolo “Global evidence on the contribution to employment by the
self-employed, micro-enterprises and SMEs”, secondo il quale sette lavoratori su dieci sono lavoratori
autonomi o di piccole imprese. Sempre l’ILO ha valutato che entro il 2030 saranno necessari 600 milioni di
posti di lavoro in più per assorbire la crescente forza lavoro globale.
È di tutta evidenza che lo sviluppo delle PMI costituisca una priorità assoluta per i governi di tutto il mondo
al fine di soddisfare le esigenze occupazionali e garantire la giustizia sociale. Nelle imprese, infatti, trovano
impiego i lavoratori più fragili come donne, giovani e persone appartenenti a famiglie povere e talvolta,
specie nelle aree rurali, costituiscono l'unica fonte di occupazione.
In occasione del lockdown per il contenimento della Covid-19, le PMI hanno avvertito gravissime
contrazioni degli affari.
I dati ISTAT rilevati durante la fase 1 (tra il 9 marzo e il 4 maggio) sono allarmanti:
-il 45,0% delle imprese con 3 e più addetti (458 mila, che assorbono il 27,5% degli addetti e realizzano il
18,0% del fatturato) ha sospeso l’attività;
-il 41% delle imprese ha dichiarato un calo di fatturato di oltre il 50%;
-il 51,5% delle imprese (che occupa il 37,8% dei lavoratori italiani) prevede una mancanza di liquidità per
far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020;
-il 38,0% (con il 27,1% di occupati) segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8%
ha richiesto il sostegno per liquidità e credito disposto dai DL 18/2020 e DL 23/2020.
Un simile panorama esige accurati ed efficaci interventi economici non solo a sostegno delle performance
aziendali ma anche a contrasto del rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale.
La crisi economica e sociale è infatti terreno fertile per il radicamento delle attività illegali come l’usura, il
riciclaggio e l’estorsione. Esse vengono perpetrate a danno degli imprenditori attraverso dei processi di
subordinazione sapientemente pianificati e realizzati con soggetti economici e risorse apparentemente lecite.
Il settore economico maggiormente colpito è la filiera delle piccole e medie imprese ricettive che
rappresentano l’asse portante del sistema turistico italiano. Queste hanno subito un duro colpo, sia in termini
economico-finanziari che occupazionali, a causa delle limitazioni nei trasferimenti e dell’annullamento delle
manifestazioni programmate con azzeramento degli incassi durante la primavera e pesanti condizionamenti
all’avvio della stagione estiva.
Secondo le stime preliminari dell'OCSE sull'impatto della COVID-19, il settore turistico mondiale potrebbe
registrare per il 2020 un calo complessivo del 45%, rischiando di salire al 70% se la ripresa non dovesse
avere gli effetti sperati.

Ma di cosa hanno bisogno le PMI per ripartire?
L’ILO ha stilato un elenco di 5 esigenze: miglior accesso ai finanziamenti, stimolo della domanda di prodotti
e servizi, programma di formazione per lavoratori, tutela del lavoro e assistenza sociale, sostegno alle
imprese durante la ripresa e dialogo sociale tra lavoratori e datori di lavoro per individuare soluzioni
equilibrate.
Le misure adottate a sostegno del settore italiano hanno previsto diversi interventi, tra i quali ricordiamo:
indennità straordinarie per i lavoratori del turismo e della cultura; ammortizzatori sociali; sostegno alle
imprese della cultura, dello spettacolo e del turismo; tax credit vacanze o bonus vacanze per incentivare il
turismo interno; esenzioni fiscali per le imprese; istituzione del Fondo turismo per sollecitare gli
investimenti azionari sul settore; accesso rapido e garantito alla liquidità bancaria; istituzione del Fondo
emergenze spettacolo e cinema; emissione di voucher per biglietti cinema, teatri, musei e concerti; emissione
di voucher per gli alberghi; istituzione del Fondo per la promozione del turismo in Italia.
Un altro aspetto su cui puntare è la digitalizzazione che oggi raggiunge livelli soddisfacenti solo per una
piccola parte delle PMI. Essa potrebbe costituire uno strumento utile per la promozione aziendale, per
l’accesso all’e-comerce e al mercato internazionale, aumentando il grado di competitività aziendale e gli
utili.
Tutto questo potrebbe non bastare se ogni cittadino italiano non si farà carico della cura del decoro del
territorio rispettando l’ambiente e l’arte, osservando le misure anticontagio e quindi partecipando attivamente
alla promozione dell’italianità nel mondo.
La scuola può dare un determinante contributo alla ripresa economica: essa costituisce un’importante risorsa
per la Nazione come incubatrice di idee innovative e valido canale di valorizzazione del settore delle PMI,
specie di quelle turistiche.
Il CNDDU propone ad ogni micro, piccola o media impresa di avviare o intensificare le sinergie con gli
istituti scolastici per l’innovazione del settore imprenditoriale, sia nell’ambito dei percorsi per le competenze
trasversali e per l'orientamento (PCTO) che attraverso la promozione di concorsi che possano, con regolarità,
dare occasione ai nostri studenti di esprimere le loro idee e creatività nell’ambito della promozione
aziendale, valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico, adeguamento della tecnologia alle
esigenze comuni, tutela della salute e dell’ambiente, individuazione delle tendenze della moda e del
gradimento dei prodotti agroalimentari e dei servizi in genere, con particolare attenzione al turismo
giovanile.
Sarebbe interessante avviare un capovolgimento del flusso formativo ed informativo, in cui non siano gli
alunni a ricevere informazione e formazione dalle imprese, bensì le imprese a ricevere idee creative e
innovative dagli studenti: una flipped company.
Per la giornata lanciamo l’hashtag #pmiperme come messaggio di stimolo alla creatività personale degli
studenti.

Prof. Veronica Radici
CNDDU

Giornata Mondiale del Rifugiato ONU, Bologna festeggia con Murubutu, Margherita Vicario e Rares


In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dalle Nazioni Unite, a Bologna si tiene un evento musicale e performativo per promuovere la cultura dell'accoglienza e riflettere sul valore dell’integrazione.

#NeverMoreFreezing è il titolo della manifestazione di quest'anno che ha come tema centrale il senso di attesa, l’impressione di esilio, ma anche la speranza e il desiderio di rinascita. L’emergenza coronavirus ha portato tutte le persone a sperimentare, forse per la prima volta, uno stato di freezing, di blocco e di attesa. Un presente congelato che è vicino ai giorni che vivono i richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e rifugiati, che arrivano in Italia e vivono nei progetti di accoglienza e integrazione dei territori.

Sabato 20 giugno dalle ore 20.30, in streaming e dal vivo al Mercato Sonato di Bologna, prenderà il via la kermesse che vedrà protagonisti artisti di spicco della scena italiana e internazionale. Murubutu, pseudonimo del rapper Alessio Mariani, sarà in prima linea con le sue rime dal sapore letterario, mentre l’attrice e cantante Margherita Vicario porterà sul palco le sue canzoni tra pop e cantautorato. Completano la line up Rareș, giovane promessa della scena alternativa italiana e gli interventi video dell’attrice e scrittrice Lella Costa, della musicista Mama Marjas, di Seun Kuti dalla Nigeria, del guru del reggae giamaicano Clinton Fearon, dei messicani Son Rompe PeraJunior V e molti altri.  

Il concerto sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di BolognaCares, sul canale Youtube LepidaTV On Air e sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103.1 FM. Sarà inoltre possibile seguire il concerto in televisione su Lepida TV (canale 118 DT e 5118 SKY).
L'evento è promosso e organizzato da ASP Città di Bologna e Comune di Bologna in collaborazione con BolognaCares e con i gestori del Progetto Metropolitano di Bologna SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati), la Città Metropolitana di Bologna e i Comuni che hanno aderito al progetto, oltre a Caritas Bologna.

Sabato 20 giugno
dalle ore 20:00 alle 23:00
Mercato Sonato
Via Tartini, 3 - Bologna
ingresso gratuito solo su prenotazione



Luca Bramanti

Giornata mondiale degli oceani 2020 e locandina


Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani intende ricordare la
Giornata mondiale degli Oceani (8 giugno). Il tema di quest’anno è l'Innovazione per un oceano
sostenibile;. Tale data ha origini inizialmente dalla dichiarazione fatta al Global Forum di Rio de
Janeiro dal Governo canadese e diventa giornata internazionale nel 2008 quando viene fissata
dall’Assemblea generale dell’ONU.

1,2 milioni le microplastiche presenti nel solo Mediterraneo per chilometro quadrato (Nature
scientific reports del 2016 a cura di Ismar – Cnr); circa 380 milioni di tonnellate prodotte ogni anno
di plastica (rapporto Science Advaces); la quantità di tonnellate di plastica che finisce negli oceani e
nei mari del pianeta è stimata mediamente intorno agli 8 milioni, la Great Pacific Garbage Patch
valutata oggi su un’estensione da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km², inquinamento
acustico costituiscono alcune criticità su cui riflettere ed intervenire per evitare la distruzione degli
ecosistemi.

Attualmente sia l’ONU con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che l’Ue con alcuni
documenti ufficiali (la comunicazione congiunta: Governance internazionale degli oceani: un'agenda
per il futuro dei nostri oceani (JOIN(2016); Sintesi dei risultati della consultazione sulla governance
internazionale degli oceani (SWD(2016); Sviluppare la dimensione internazionale della politica
marittima integrata dell'Unione europea, (COM(2009); Contributo della direttiva quadro sulla
strategia per l’ambiente marino (2008/56/CE) all’adempimento degli obblighi e degli impegni
nonché all’attuazione delle iniziative esistenti degli Stati membri o dell’Unione europea, a livello di
Unione o internazionale, in tema di protezione ambientale nelle acque marine (COM/2012/0662))
hanno avviato una serie di strategie per la salvaguardia marina.
Come ha ribadito il Segretario Generale dell’ONU António Guterres “gli oceani stanno diventando
più acidi, mettendo a repentaglio la biodiversità marina e le essenziali catene alimentari” e l’aspetto
più grave è costituito dalla probabile estinzione di un numero sempre più corposo di specie ittiche
dovuto alla pesca intensiva e all’inquinamento delle acque.

Così potrebbe capitare a breve di non vedere più lo squalo bianco, l’ombrina boccadoro, l’anguilla,
il palombo, il rombo chiodato, lo squalo mako, lo squalo angelo, la verdesca, la cernia, il tonno
rosso e il pesce spada, le acciughe, i cetacei ed altri ancora.
Il CNDDU propone ad ogni studente, supportato dal proprio docente, di adottare simbolicamente un
pesce in via di estinzione postandolo sui canali social scolastici e non, adottare pratiche che
consentano di limitare l’impatto dell’uomo sull’oceano e segnalare eventuali progetti sviluppati nel
corso dell’anno afferenti alla tematica.
“Noi facciamo affidamento sugli oceani per il cibo, il sostentamento, il trasporto e il commercio. E
come polmoni del nostro pianeta e i suoi più grandi pozzi di assorbimento del carbonio, gli oceani
hanno un ruolo vitale nel regolare il clima globale.” (Messaggio del Segretario Generale António
Guterres in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2020)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Giornata mondiale del vivere insieme in pace 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione del 16 maggio,
Giornata mondiale del vivere insieme in pace, istituita l’8 dicembre 2017 con documento A/72/L.26
dall’Assemblea generale dell’ONU, risoluzione presentata dal rappresentante algerino Sabri
Boukadoum, ricorda l’inestimabile valore della pace tra i popoli.

Negli atti di approvazione della ricorrenza il diplomatico citato, nel presentare il progetto, ha
sostenuto che l’Algeria è collocata al crocevia di una miriade di religioni, tradizioni e lingue e per
tal motivo l’obiettivo era promuovere la vita in pace attraverso la coesistenza armonica senza
distinzioni tra nazionalità, genere, lingua o religione. L’idea centrale è invitare gli Stati membri alla
riconciliazione per contribuire a garantire la pace e lo sviluppo sostenibile, collaborando con i
leader della fede comunitaria, la società civile e altri attori pertinenti.

In tale occasione non ci soffermeremo sulle ragioni della pace come traguardo prioritario per il
benessere collettivo; in realtà intenderemmo invitare i docenti di ogni ordine e grado a proporre una
tematica umanitaria da veicolare ai propri studenti sotto forma di lezione breve, attraverso la DAD,
da inviare al nostro Coordinamento (ccordinamentodirittiumani@gmail.com), segnalandoci il link
di riferimento, in modo da dedicare spazio alla tutela dei diritti umani e della cittadinanza attiva.
Il progetto nasce per sviluppare un percorso didattico tra docenti che hanno in comune le stesse
finalità e la creazione di una sorta di agorà virtuale dove condividere le sperimentazioni educative e
le novità del settore. L’hashtag è #interetipacifiche.

prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Giornata mondiale della Creatività e dell'Innovazione 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della World
Creativity and Innovation Day (WCID), adottato dall’Assemblea generale dell’ONU con documento A / 71 /
L.61 / Rev.1, che si tiene il giorno 21 aprile di ogni anno, intende far soffermare l’attenzione del mondo della
scuola sull’importanza del pensiero innovatore come sostanza e lievito vitale del progresso collettivo.

Nessuna scoperta, nessun cambiamento importante per l’umanità si è mai generato senza la scintilla “divina”
dell’intuito, dell’estro, del pensiero in qualche modo “divergente” che ha immaginato possibilità e traguardi
impensabili, utopistici e forse risibili per le persone comuni.
L’originalità del pensiero è la più grande risorsa che abbia consentito all’uomo, oltre naturalmente
all’adattamento, di sopravvivere, proprio attraverso le ricerca di soluzioni diverse e alternative.

Per creatività nell’immaginario collettivo si intende quasi sempre bizzarria ed eccentricità, che sono
componenti importanti di ogni nuovo esperimento; ma la più vera essenza di tale elemento è il cambiamento
rispetto a quanto era stato prodotto in precedenza. Un nuovo modello matematico, un nuovo vaccino, una
nuova sinfonia, una nuova moda; sono frutto di indagine paziente, a volte di casualità, ma sempre creature
dell’ingegno artefice dell’inusitato.
Ecco perché è dai banchi di scuola che la creatività deve essere incentivata, incoraggiata, premiata-La
diversità in natura rende possibile la sopravvivenza. Nell’organizzazione sociale umana molteplicità di
approcci mentali significa garantirsi la possibilità di immaginare e quindi costruire una realtà sempre più
vicina a quella che vogliamo.

La nostra epoca è caratterizzata da cambiamenti repentini che ci portano costantemente a riformulare
soluzioni e strategie operative; novità avveniristiche e impensabili fino a dieci / quindici anni fa sono state
introdotte anche nel corpus della scuola, con l’ingresso massiccio del registro elettronico, siti e portali,
comunicazione scuola—famiglia (noti come dematerializzazione dei servizi) e, ultima frontiera, oggetto di
dispute serrate tra i docenti, la famigerata DAD. Gli strumenti, in quanto tali, non hanno una valenza
“eticamente” accettabile o meno. Invece la metodologia e la disciplina con cui sono adoperati vanno invece
accuratamente ponderati perché l’esito finale dell’applicazione dei moderni mezzi tecnici sia sempre
costruttivo e proficuo.

Il PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) ha certamente condotto le scuole verso un’informatizzazione e
un adeguamento agli standard europei, ma ancora molto deve essere realizzato in termini di adeguamento
delle nuove tecnologie al rispetto dell’ambiente (eccessivo consumo di energia elettrica ricavata da forme
non alternative; riciclo delle strumentazioni obsolete (l’innovazione comporta rinnovamento continuo e le
scuole non dispongono spesso di mezzi adeguati ai tempi) e dei diritti delle persone (diritto alla privacy).

Il Coordinamento propone di regolamentare la didattica a distanza come uno degli strumenti fondamentali
per lo sviluppo di nuove soluzioni alternative ai fini della crescita della comunità educativa attraverso una
normativa appropriata che tenga in considerazione anche le competenze digitali degli insegnanti e la
valorizzazione del merito mediante un adeguamento della retribuzione.
Il Coordinamento propone per gli studenti appartenenti a istituzioni di ogni ordine e grado, guidati dai propri
insegnanti, di creare elaborati incentrati sull’importanza dell’innovazione come principio guida ispiratore del
progresso umano; inviateci segnalazioni inerenti le invenzioni dei vostri studenti, le migliori verranno
evidenziate sul sito del Coordinamento (coordinamentodirittiumani@gmail.com). L’hashtag è
#creopertrasformare.
“Sento in me una tal forza creativa che sono sicuro verrà il giorno in cui sarò in grado di produrre
regolarmente ogni giorno cose buone.” (Van Gogh, lettera al fratello Theo, 9 settembre 1882, Aia)

prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

GRETA IN LACRIME ALL'ONU: 'Avete rubato la mia infanzia' - VIDEO


Di Salvatore Santoru

Recentemente Greta Thunberg ha fatto un discorso al Palazzo di Vetro dell'Onu, durante il summit sul clima
In tale discorso, la giovane ragazza di origine svedese ha sostenuto che i 'grandi della terra' avrebbero rubato l'infanzia di lei e della sua generazione e non si starebbero impegnando abbastanza nella lotta contro i cambiamenti climatici.

I toni della giovanissima attivista ambientalista sono stati sia indignati che visibilmente emozionati e, inoltre, la stessa Greta ha pianto durante il discorso.
Il video del discorso è diventato virale e il mondo del web, così come dell'opinione pubblica in generale, si è diviso tra i sostenitori e i critici della Thunberg.

Cosa ha detto Greta Thunberg al summit Onu sul clima


Di Giulia Giacobini

Ieri, 23 settembre, si è svolto a New York il summit Onu sul clima. L’incontro era la ragione principale per cui Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha ispirato le proteste mondiali sul clima, si era recata negli Stati Uniti, affrontando un lungo viaggio nell’Atlantico in barca a vela.

Il discorso di Greta

Come di consueto, Thunberg è salita sul palco, ha ricordato gli allarmi degli scienziati a proposito del cambiamento climatico e ha rimproverato aspramente i leader mondiali, accusandoli di non prendere sul serio l’emergenza climatica. Contrariamente alle altre volte, però, non ha parlato con la solita calma. I suoi occhi erano lucidi, la sua voce più arrabbiata. “Avete rubato la mia infanzia e i miei sogni con le vostre parole vuote eppure io sono una delle persone più fortunate”, ha detto. “Le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi sono al collasso… e tutto quello di cui riuscite a parlare sono i soldi, le favole su una continua crescita economica. Come vi permettete?”.
Secondo Thunberg, i leader non la ascoltano. “Se davvero capiste la situazione e continuaste a non agire, significherebbe che siete persone malvagie. Io mi rifiuto di crederlo”. Questo non è però un motivo sufficiente per esonerarli dalle loro responsabilità, a detta dell’attivista. “Gli occhi delle generazioni future sono puntate su di voi. Se ci deludete, non vi perdoneremo mai”.
Il discorso che Thunberg ha pronunciato ieri a New York non era molto diverso da quello che aveva preparato per il vertice delle Nazioni Unite tenutosi lo scorso 12 dicembre a Katowice in Polonia, né da quello che ha recitato in piazza a Roma in occasione di una grande manifestazioneorganizzata il 19 aprile. Riflette però una maggiore frustrazione: è un anno che l’attivista porta avanti la sua battaglia, ma né le sue parole né gli appelli degli scienziati sembrano aver alcun impatto sulla politica. Lo stesso summit si è rivelato un fallimento.

Com’è andato il summit

Alcuni stati si sono impegnati a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2050 ma molti di loro non hanno chiarito come intendono farlo. La Cina ha dimostrato di non essere ancora disposta ad abbandonare i combustibili fossili, l’India di non voler rinunciare al carbone, e gli Stati Uniti di non avere intenzione di rispettare gli obblighi del trattato di Parigi (da cui hanno deciso di ritirarsi il 1° giugno del 2017).
Donald Trump non ha partecipato al meeting. Ha solo fatto una breve comparsa durante l’intervento di Thunberg, che ha poi commentato con un tweet molto sarcastico.
La scarsa stima sembra reciproca, tuttavia. In queste ore circola sui social una foto che ritrae Trump in primo piano e Thunberg, sullo sfondo, che lo guarda con rabbia.

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