Breaking News

3/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta Odio. Mostra tutti i post

L'AMORE UNISCE? CERTO, MA ANCHE L'ODIO SE SUBLIMATO E COSTRUTTIVO

Risultati immagini per HATE LOVE

Di Salvatore Santoru

Nella nostra società ogni giorno ci si riempie la bocca di parole che riguardano l'amore e che considerano il provare indignazione,rabbia e odio come il più grande errore e pericolo dell'essere umano.
Niente di più falso, l'odio e la rabbia non sono di per sé sentimenti del tutto negativi ma possono essere costruttivi se sapientemente sublimati per migliorare se stessi e migliorare la società.
D'altronde è giusto e naturale essere indignati e odiare chi commette ingiustizie,i peggiori criminali e chiunque faccia del Male e così via... ciò che conta è che tali naturali sentimenti non bisogna farli dominare dentro di sé e vanno gestiti e non utilizzati a livelli negativi/distruttivi ma a scopo costruttivo per sé stessi e per gli altri.

Difatti, l'utilizzo costruttivo e la sublimazione dell'odio e della rabbia possono portare e portano spesso a un costruttivo cambiamento e miglioramento e servono ad avvicinare le persone molto di più delle retoriche mielose e fintobuoniste sull'amore che si sentono ogni giorno.
Almeno così funziona in un mondo imperfetto come il nostro e bisogna dire che le emozioni e le sensazioni di indignazione,rabbia e odio non vanno demonizzate a prescindere ma accettate,sublimate e superate per migliorare individualmente/socialmente e proseguire la strada verso il Vero Amore.

Non demonizziamo troppo l'odio,l'indignazione e la rabbia(personale,politica,culturale ecc)ma utilizziamoli costruttivamente in modo da sublimarli a fini positivi,di Bene e di Vero Amore.

L'Odio, antico trucco usato dal Potere per il controllo sociale



Di Fausto Carotenuto

E' impressionante come sia facile far accettare qualsiasi cosa dopo aver infatuato una massa di persone lanciandola contro qualcuno.
In Italia si è creato un nemico “casta”, ma non perchè fosse corrotta. Quello per certi oscuri poteri certo non è un problema... Lo si è fatto solo per bloccare con campagne di odio le libere coscienze e per favorire una “supercasta” che quella casta ormai inutile ai suoi disegni mondialisti voleva eliminare…
I nazisti condizionarono un intero popolo con l'odio per gli ebrei, trasformandolo per qualche anno in una macchina di morte.
Gruppi oscuri islamici, spinti da centrali internazionali, alimentano da decenni l’odio per l’Occidente nelle masse islamiche, generando schiere di fanatici.
La minaccia terrorizzante islamica, così costruita, genera campagne di odio emergenziale in occidente contro islamici, immigrati, ecc…
E si possono fare nuove guerre con il sostegno delle masse.Non si scherza con l'uso dell'odio.

Uno dei metodi principali per il controllo delle masse è  proprio quello dell'odio. Importante per condizionare e contemporaneamente enorme ostacolo alla costruzione di una societá armoniosa, basata su coscienze libere. Veramente capaci di fare il bene e di dare del filo da torcere agli antichi poteri di dominio.
Odiare fa male prima di tutto a chi odia: toglie serenità, lucidità, libertà...
In politica e nella società ci vogliono soluzioni intelligenti ed energiche dettate dal coraggio dell'Amore. Diffondere idee, conoscenze, consapevolezza, verità, libertá. Giustizia, anche inflessibile. Ma accompagnata da vera compassione...
Alle onde di odio nelle quali ci vogliono coinvolgere opponiamo la ricerca della consapevolezza ed una genuina voglia di Bene, per tutti.

Fonte:http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/2135-l-odio,-antico-trucco-del-potere-da-dissolvere-con-un-consapevole-amore

La società dell'Odio


Di Salvatore Santoru

La nostra società viene considerata libera,aperta e tollerante.Ciò è vero solo in apparenza.Infatti,dietro questa maschera  si cela il vero volto di essa:una società fondata sull'odio verso "l'altro",su un'egoismo sfrenato,sulla competizione selvaggia.Il sistema dominante,che alimenta l'odio,provvede alla creazione di "capri espiatori" da dare in pasto alla società ,appunto,dell'Odio :così emarginati,deboli,disabili, " matti ",omosessuali,immigrati,stranieri , diventano tutti dei "pericoli" per la presunta "integrità" di essa.Quest'odio  porta alla creazione di vere e proprie leggende metropolitane ,che costituirebbero la "prova" dei presunti pericoli rappresentati dai capri espiatori di turno:così gli stranieri  e gli immigrati ,diventano un pericolo per la "sicurezza", per la nostra cultura e le tradizioni,i disabili  e i "pazzi" per la "sanità" mentale e morale ,per la "sana competizione" e per la "normalità" quotidiana , gli omosessuali per "l'integrità morale" , gli emarginati  e i disperati per la "sicurezza" sociale e così via.

Per proteggersi da questi presunti "pericoli ",la società invoca la  repressione preventiva e il securatismo garantito dal controllo autoritario.Fenomeni come il nazionalsocialismo tedesco(ma anche il fascismo italiano e il leninismo-stalinismo russo e molti regimi "democratici")riuscirono a ottenere consenso grazie a questi meccanismi e ai capri espiatori di turno,così come anche l'imperialismo statunitense con la strumentalizzazione dell'11 settembre 2001 e del "pericolo terrorista".Poco importa se i capri espiatori siano ebrei,bianchi,neri,asiatici,rom,persone con disagio fisico o mentale,arabi e musulmani,omosessuali o eterosessuali  e via di questo passo : l'importante per la società dell'Odio è avere  sempre un "nemico"(anche immaginario)che sia necessario per la sua conservazione e per la stabilità del sistema dominante.

La società dell'Odio sta alla base di fenomeni come il bullismo, il mobbing, il razzismo e lo specismo, il sessismo e l'omofobia , il militarismo e il terrorismo e in generale tutte le discriminazioni e le ideologie dell'odio . Smascherando i meccanismi che ne fungono da base,possiamo  sconfiggere la società dell'Odio e il sistema che ne sta a fondamento , per una nuova società fondata sulla libertà individuale e collettiva ,sulla solidarietà e la cooperazione e sul rispetto reciproco tra esseri umani e non .

Il Calderone dell’Odio

Di Pispax

Dopo gli attentati in Norvegia non si fa altro che parlare di quello che c'è "dietro". Solo che a forza di parlare di quello che c'è "dietro", ci si dimentica di guardare quello che c'è davanti.

Perché la catena di eventi che ha portato alla strage di Utoya è qualcosa che parte molto da lontano.

C'è sempre stata - e ancora c'è - una precisa strategia politica, che per guadagnare una manciata di voti in più spinge con forza sul tema "le nostre sane e belle tradizioni vanno difese da quelli che vogliono inquinarle".

Questa strategia nel corso del tempo ha coinvolto tutti i cosiddetti "pericolosi": i giudei, i “terroni”, i “musulmani mangiamerda”, i “ricchioni”, gli zingari, i “musi neri puzzolenti”, ecc. ecc. (Dove per "pericoloso", naturalmente, si intende una persona che teoricamente potrebbe persino rischiare, un giorno o l'altro, di mettere anche solo lievemente in discussione l'ultima virgola delle nostre belle e sane tradizioni, decidendo di adottare per se stessa uno stile di vita diverso. Oppure semplicemente una persona che non ci piace).



E' da tanto che lo sappiamo: manipolare il popolo è molto più semplice se gli diamo "qualcuno" su cui scaricare la colpa. Quando c'è un obiettivo preciso da incolpare ...


... si sopportano meglio i sacrifici, e non si fa quasi più caso alle diverse questioni. I governanti questo lo sanno da sempre: la Storia ci mostra come più è duro un regime, più venga incanalato l'odio verso un obiettivo qualunque. Il popolo, felice, abbocca sempre.

Dopo gli attentati del 2001 l'America, e Bush in particolare, per giustificare con gli elettori il proprio intervento armato contro i paesi arabi ha pompato alla grande contro "i musulmani cattivi che fanno gli attentati". La spinta in questa direzione è stata talmente forte che molti hanno incolpato Bush di aver creato l'anti-islamismo tutto da solo.

Questo non è vero. La forte campagna anti-islamica voluta dall'America del post attentato si è limitata a ravvivare un sentimento che già esisteva, e che potenzialmente era devastante. Per fare un esempio noto, non è vero che la Germania nazista fosse “antisemita”. In realtà l’intera Europa era già antisemita, con la Polonia in testa. Dopo la rivelazione delle atrocità del nazismo però si sono tutti dimenticati di questo, fingendo di essere sempre stati ottimi amici degli ebrei.

In realtà questo sentimento antisemita, che era fortissimo già all'epoca, non si è affatto spento. Ha solo cambiato bersaglio, e ha cercato altri modi per attaccare. In molti casi l'antisemitismo si è limitato a cambiare etichetta, ed è diventato “antisionismo”, che è una formula molto comoda per continuare indisturbati nell'antisemitismo.

In altri casi invece gli obiettivi su cui incanalare l’odio sono stati diversi.

In particolare dopo il 2001, con il martellare incessante proveniente dall'America sugli "arabi cattivi che ci attaccano" - che è andato a unirsi a quello che già in molti portavano avanti - è aumentata la parte della popolazione che iniziava a nutrire sentimenti anti-arabi.

A seguito di questo fatto i partiti di estrema destra si sono ritrovati di fronte un insperato paradiso. Erano anni che loro portavano avanti i discorsi sulla "minaccia araba". Quindi sono restati a crogiolarsi al sole, al suono di "noi ve l'avevamo detto". E intanto vedevano le proprie percentuali di voto salire. Questa situazione ha allettato una serie di altri partiti: e anche loro si sono uniti al coro di "musulmani mangiamerda che vogliono rovinare le nostre belle e sane tradizioni".

Anche i media dal canto loro non hanno smesso un attimo di suonare la grancassa su questi argomenti. Prima durante e dopo. Questo riguarda sia i media di destra (che su questo argomento hanno speso oceani d'inchiostro) sia i media di sinistra. Anche loro avevano il proprio tornaconto, in questo caso economico.

Ora, quello che succede quando un discreto numero di partiti, unito ad un discreto numero di media, battono insistentemente e continuamente sui soliti tasti, è che le idee della gente cambiano realmente. Una certa massa di persone (e di voti) si sposta su queste argomentazioni. Di conseguenza la cosa più logica da fare per un partito politico è di aumentare ancora il volume della grancassa su questi temi, introducendo competizioni del tipo "votate-me-perché-io-proteggo-i-nostri-valori-tradizionali-belli-e-sani-molto-meglio-di-lui".

A questo punto il circolo diventa vizioso, e lo spostamento delle opinioni "della massa" inizia ad avere un certo rilievo. Dopo un po' diventa difficile distinguere se sono i partiti a trascinare la "massa" o se è la massa a trascinare i partiti.

Solo che la "massa" non è composta interamente da impiegati bancari con moglie e due figli e cane e giardino, che quando vedono passare un marocchino si limitano a pensare "oh, cielo, un altro extracomunitario! Speriamo che non sia un delinquente!"

La massa è un gruppo enormemente eterogeneo di persone. Ci sono quelle tranquille e quelle agitate; ci sono i matti e i morti di sonno; ci sono gli onesti e ci sono i disonesti. E ci sono anche gli estremisti.

Ognuna di queste persone, singolarmente, reagisce a modo suo agli stimoli che riceve. La massa è anche un insieme di individui, ognuno dotato della propria singolarità.

La reazione degli estremisti, per l'appunto, tende ad essere una reazione estrema.

Mentre il bancario si limita a borbottare "oh, cielo", l'estremista può decidere di mettere finalmente a frutto tutti quei campi di addestramento paramilitare ai quali ha partecipato, e di tirar fuori dall'armadio tutte quelle belle e luccicanti armi automatiche che non vede l'ora di usare.

La linea di confine che separa l'estremista da tutti gli altri è che l'estremista a un certo punto decide di agire. Agisce perché secondo la sua mentalità distorta lui è assolutamente nel giusto. Agisce perché è l'ora che finalmente qualcuno faccia qualcosa per porre rimedio a questa vergogna. Agisce perché deve Salvare il Mondo.

Quanto più estreme sono le sue idee, tanto più estremo sarà il suo modo di agire.

L'"effetto grancassa" inoltre non si limita a spostare i numeri delle persone. Prima c'erano 100 persone che credevano nell'anti-islamismo, fra cui magari 2 estremisti; adesso per via della grancassa ci sono 200 persone che credono all'anti-islamismo e di conseguenza gli estremisti sono diventati 4.

Anzi, di più. Questa forte pressione sui temi, infatti, oltre a essere quantitativa è anche qualitativa. Nel senso che non si limita ad attirare nuovi numeri, ma incide in modo sempre più significativo sulla mentalità degli individui. Quello che si limitava a dire "oh, cielo", magari dopo un pò all'islamico gli sputa addosso, quello che gli sputava magari gli dà due pugni, quello che gli dava due pugni diventa ancor più incazzato nero, quello che era già incazzato nero diventa un estremista. Su 200 persone gli estremisti non sono diventati 4: sono diventati 10.

Domanda: e quei due che erano già estremisti prima, che cosa diventano?

La strage di Utoya è nata proprio così. E su questo meccanismo ci sono responsabilità ben precise. C'è stata una campagna martellante, ossessiva, penetrante per spostare il più possibile i valori delle persone in direzione "anti". In questo caso in direzione anti-islamica. Ma non solo.

Questa campagna ha avuto precisi sponsor politici. Potremmo parlare dei più conosciuti: Le Pen, Haider, Bossi, Fini. Anche Bush, ovviamente. Tutta gente che ha deciso di aumentare incredibilmente la pressione sull'odio e sulla diffidenza verso gli islamici solo per avere un tornaconto elettorale, o per raccogliere consensi sulle loro scelte.

Però non tutti i politici e non tutti i media hanno portato avanti la campagna solo per fini elettorali o per fini economici.

Non ci dimentichiamo che molti di loro, in particolare gli esponenti della destra più tradizionale, queste cose le sostenevano con forza già da tempo. Era da parecchio che stavano tentando in tutti i modi di attirare seguaci al loro credo.

Tutta questa campagna di seguaci ne ha portati parecchi. L'effetto più devastante che ha avuto la grancassa sull'anti-islamismo è stato di rendere legittime le idee di chi proneva la Superiorità Razziale, sdoganandole sotto la pudica versione del "difendiamo le nostre belle e sane tradizioni dall'Invasore". (Inutile dire che grattando sotto ai luccichini si ritrova sempre la vecchia Superiorità Razziale di una volta.)

In Internet il numero di blog, forum e pagine facebook che sostengono queste teorie è impressionante. Come sono impressionanti le idee che emergono.

E qui viene la parte più preoccupante: indipendentemente dalle motivazioni che hanno spinto a portare avanti la campagna anti-islamica, la conseguenza è stata che si sono pienamente legittimate agli occhi di tutti le idee basate sull'odio.

Peggio: si è nuovamente legittimata l'idea stessa di odio. Se tu puoi odiare gli arabi, perchè io non posso odiare i negri? Perché tu puoi odiare i comunisti, ma io non posso odiare i tramvieri?

E così abbiamo ravvivato il nostro grande Calderone dell’Odio, e tutti quanti cercano di buttarci dentro il loro ingrediente. Ora si può fare impunemente: dopo lo sdoganamento non c'è più vergogna. Ce lo buttano i fanatici anti-islamisti, che in questa fase storica sono l'ingrediente principale. Ma ce lo buttano anche tutti gli altri: i fanatici sionisti, i fanatici antisionisti, i fanatici musulmani, i fanatici antisemiti antisionisti, i fanatici comunisti, (che ultimamente sembrano essere pochini) i fanatici anticomunisti, i fanatici cristiani, eccetera eccetera.

Quanta più roba ribolle nel calderone, tanto più facile è ottenere un risultato. Il risultato che abbiamo ottenuto questa volta si chiama Anders Breivnik.

Perché un fatto è sicuramente chiaro: Breivnik è un fanatico estremista di destra, alimentato riccamente da questo clima di odio, che con l'aiuto di altri fanatici estremisti di destra, alimentati altrettanto riccamente da questo stesso clima, ha fatto quello che riteneva opportuno per "salvare la Norvegia".

Ma tutto questo, coloro che hanno provocato il fenomeno lo sapevano già.

Non è un caso che tutti quelli che hanno alimentato i vari Breivnik per tutto questo tempo, oggi si comportino con aria indifferente. Cercano disperatamente di far dimenticare il loro ruolo in questa tragedia.

La loro prima linea di difesa è quella di distorcere ad arte l'interpretazione degli avvenimenti. Ecco i due canali principali:

1) "E' STATA LA FOLLE AZIONE DI UN PAZZO CRIMINALE".
Di conseguenza, se era un "pazzo" allora non può essere colpa di nessuno. Era pazzo: mica vorrai dare la colpa a me per le sue azioni? No? Giusto? Che potevo farci io?

2) "BREIVNIK AGIVA PER CONTO DI QUALCUNO"
Di conseguenza, perché quardi nella mia direzione? Non lo vedi che era solo un sicario? Come può essere stata colpa mia? Era pagato/plagiato dai servizi, chissà poi quali, e dunque io che c'entro?

Ambedue le strade sono solo patetici tentativi per cercare di far dimenticare le proprie responsabilità. La prima, quella del "pazzo", quella della "lucida FOLLIA", viene utilizzata principalmente dai canali mainstream; la seconda sta dilagando principalmente su internet, dove per spiegare questo fatto è nata tutta una serie di assurde teorie del complotto. Complotto israeliano, complotto USraeliano, complottone sionista, l'NWO, la CIA, ecc.

Nessuno di questi in realtà crede pienamente alle cose che sta dicendo. Né che Breivnik sia pazzo né che dietro ci sia una particolare macchinazione. Lo scopo principale, in entrambi i casi, è quello di salvarsi il culo solo per poter continuare a mettere il proprio ingrediente nel Calderone dell'Odio.

Senza stare a sottilizzare su chi siano gli attori coinvolti, e sono davvero tanti, io ritengo che non dovremmo permettere a queste persone di proseguire nella propria azione.

Perché una cosa dev'essere ben chiara: chiunque spinga all’odio contro il "diverso", identificandolo in modo preciso, cercando di alimentare questo sentimento sempre e comunque e utilizzando i suoi discorsi per far si che anche gli altri condividano queste sue idee, in realtà non sta facendo altro che mettere la sua quota per costruire il prossimo Breivnik.

E chi ci garantisce che il prossimo Breivnik non sarà proprio il nostro vicino di casa? E che noi non saremo i prossimi a cadere sotto ai suoi colpi?

Di Breivnik già innescati in giro sembrano essercene parecchi. Ci sono i Breivnik criminali e ci sono anche i Breivnik malati di mente, che sono tutti quanti nati dai soliti genitori. E' bene che quelli che li hanno fomentati inizino a porsi il problema di come levargli un po' di terreno sotto i piedi.

Allora avanzo la mia proposta: quando troviamo qualcuno che sta cercando di buttare il proprio ingrediente nel Calderone dell'Odio, noi di solito ci mettiamo a controllare se quell'ingrediente ci piace o no: se non ci piace partono gli strali, se invece ci piace, insomma, possiamo anche far finta di niente.

Tocca a noi cambiare atteggiamento: quando vediamo qualcuno che solo si avvicina al Calderone dell'Odio con qualcosa in mano, proviamo un attimo a entrare nel suo ordine di idee, e cerchiamo di fermarlo. Prima di diventarne dei complici anche noi.

Pispax

Da Luogocomune

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *