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Madrid revoca l’autonomia alla Catalogna. Rajoy: “Elezioni in sei mesi”. Puigdemont evoca Franco

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http://www.lastampa.it/

Il premier spagnolo Mariano Rajoy, alla presenza di tutti ministri del suo governo per fare il punto sul referendum indipendentista, ha annunciato la decisione di applicare l’articolo 155 della Costituzione, prima volta nella storia della Spagna. «Il governo ha dovuto applicare l’articolo 155 della Costituzionale, anche se non era un nostro desiderio. Questo è un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro». «Voler imporre ai governanti che si violi deliberatamente la legge non è una richiesta di dialogo, ma un’imposizione» ha detto il premier, aggiungendo che assumerà le competenze del presidente catalano Carles Puigdemont per convocare nuove elezioni. Il governo spagnolo ha infatti deciso di proporre al senato la destituzione di Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Governo.


Puigdemont convoca il Parlament: «Il peggior attacco dall’epoca di Franco»  
La risposta del presidente catalano Carles Puigdemont è arrivata nella serata, quando ha accusato il premier spagnolo Mariano Rajoy di avere portato contro le istituzioni catalane «il peggiore attacco» da quando il dittatore Francisco Franco le abolì dopo la guerra civile del 1936-39. «Non accetteremo l’umiliazione da parte di Madrid». Ha quindi chiesto che il Parlament di Barcellona si riunisca la settimana prossima per esaminare «le misure da prendere» in risposta all’attivazione dell’articolo 155 da parte del governo spagnolo. Questa presa di posizione da parte di Madrid è per Puigdemont «una porta in faccia» alle offerte di dialogo del governo della Catalogna, «non possiamo accettare questo attacco». 

La reazione della piazza catalana  
Secondo la polizia urbana di Barcellona circa 450mila persone hanno partecipato alla grande manifestazione convocata in Paseig de Gracia per chiedere la liberazione dei «detenuti politici» Jordi Sanchez e Jordi Cuixart e denunciare le misure decise questa mattina contro la Catalogna dal premier spagnolo Mariano Rajoy. In un appello rivolto all’Ue i manifestanti hanno denunciato il «colpo di stato» del premier spagnolo e hanno chiesto all’Unione di «aiutare la Catalogna, salvare la Spagna, salvare l’Europa». 
Un testo letto dal palco ha avvertito che «oggi non è morta l’autonomi catalana, è morta la democrazia in Spagna». 

Gli obiettivi del Governo spagnolo  
Al termine del consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna Rajoy ha spiegato gli obiettivi del governo spagnolo: «Abbiamo attivato l’articolo 155 per ottenere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità». «La mia volontà è di andare a elezioni il prima possibile, non appena sarà ripristinata la normalità istituzionale - ha aggiunto -. Lo vuole la maggioranza, dobbiamo aprire una nuova fase». Poi la precisazione: «Con queste iniziative non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge». 

Controllo su polizia, radio e tv  
Madrid prevede di prendere il controllo fra l’altro dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya), grazie all’art. 155. Il governo spagnolo, attraverso i delegati che nominerà in Catalogna, potrà destituire e sostituire i dirigenti di polizia e radio-tv catalane. 


Madrid revoca l’autonomia alla Catalogna. Rajoy: “Recuperare legalità, economia e nuove elezioni entro sei mesi”



http://www.lastampa.it/2017/10/21/esteri/madrid-verso-la-revoca-dellautonomia-alla-catalogna-da-puigdemont-disobbedienza-sistematica-ebVvCDLwo8Q98XnE6Q4doL/pagina.html

Il premier spagnolo Mariano Rajoy, alla presenza di tutti ministri del suo governo per fare il punto sul referendum indipendentista, ha annunciato la decisione di applicare l’articolo 155 della Costituzione, prima volta nella storia della Spagna. «Il governo ha dovuto applicare l’articolo 155 della Costituzionale, anche se non era un nostro desiderio. Questo è un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro». «Voler imporre ai governanti che si violi deliberatamente la legge non è una richiesta di dialogo, ma un’imposizione» ha detto il premier, aggiungendo che assumerà le competenze del presidente catalano Carles Puigdemont per convocare nuove elezioni. Il governo spagnolo ha infatti deciso di proporre al senato la destituzione di Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Governo. 

Gli obiettivi del Governo spagnolo  
Al termine del consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna Rajoy ha spiegato gli obiettivi del governo spagnolo: «Abbiamo attivato l’articolo 155 per ottenere quattro obiettivi: ritornare alla legalità; recuperare la normalità e la convivenza comune, elementi che si sono deteriorati; continuare con il recupero economico, indire le elezioni in una situazione di normalità». «La mia volontà è di andare a elezioni il prima possibile, non appena sarà ripristinata la normalità istituzionale - ha aggiunto -. Lo vuole la maggioranza, dobbiamo aprire una nuova fase». Poi la precisazione: «Con queste iniziative non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge». 

“Il 6 e 7 settembre sono stati negati i diritti dell’opposizione”  
«Il governo spagnolo l’11 ottobre ha presentato una richiesta alla Generalitat di rispondere se era stata dichiarata l’indipendenza. Il governo poteva farlo prima, ma abbiamo deciso di agire con prudenza, responsabilità, cercando di produrre una rettifica, ma questa cosa che non è successa - ha chiarito Rajoy -. Qualcuno potrebbe pensare che quello che volevano alcuni era arrivare all’applicazione dell’art. 155». «La cosa più antidemocratica e impressionante è ciò che è successo il 6 e 7 settembre nel parlamento catalano, un evento senza precedenti - ha aggiunto - : sono stati negati i diritti dell’opposizione e nel giro di un quarto d’ora è stato approvato un progetto di legge». 

Impoverimento economia catalana  
Per il premier spagnolo «un altro problema è la contrazione del credito, si produrrebbe un’inflazione sproporzionata che porterebbe ad un impoverimento dell’economia catalana pari al 25-30 per cento del pil che darebbe luogo a una congiuntura insostenibile. Inoltre la Catalogna uscirebbe dall’Ue e dall’organizzazione internazionale per il commercio». «Vogliamo raggiungere la normalità, la concordia tra tutti e lavoreremo perché tutti i catalani, a prescindere dalle loro idee, possano tornare a sentirsi uniti e partecipi di un progetto condiviso di futuro, un progetto che da molti secoli si chiama Spagna».  

Puigdemont responsabile di “disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole” 
Per il governo spagnolo il president catalano Carles Puigdemont si è reso responsabile di una «disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole» degli obblighi previsti dalla legge e dalla costituzione e ha «gravemente attentato» all’interesse generale dello stato. Lo affermano le motivazioni della richiesta di attivazione dell’articolo 155 (che revoca l’autonomia della Catalogna) all’esame della riunione straordinaria del consiglio dei ministri a Madrid. 

Puigdemont rischia denuncia per ribellione  
La procura generale dello stato spagnolo ha già pronto il testo della denuncia per «ribellione» che presenterà contro il President Carles Puigdemont se nei prossimi giorni sarà dichiarata l’indipendenza della Catalogna, riferisce la stampa di Barcellona. Secondo La Vanguardia la denuncia potrebbe essere accompagnata da una richiesta di arresto per il President. Il codice penale prevede pene fino a 30 anni per questo reato, di cui potrebbero essere accusati anche i ministri catalani. 

FOTO:REUTERS

A Barcellona sfila il popolo unionista: “Siamo un milione”. Rajoy: “Non vi lasciamo soli”


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http://www.lastampa.it/2017/10/08/esteri/a-barcellona-sfila-il-popolo-unionista-siamo-un-milione-rajoy-non-vi-lasciamo-soli-Fm20dDp3BLOhbUjJPCLb7L/pagina.html

La piattaforma unionista Società Civile Catalana (Scc) che ha organizzato la manifestazione di Barcellona contro la secessione ha stimato in circa 950mila i partecipanti alla marcia che si è svolta fra piazza Urquinaona e la stazione di Francia. Per la polizia urbana di Barcellona sono 350mila le persone che hanno partecipato oggi alla grande manifestazione contro l’indipendenza che si è svolta nella capitale catalana.  

«In difesa della democrazia, della Costituzione e della libertà. Preserveremo l’unità della Spagna. Non siete soli». È il tweet del premier spagnolo Mariano Rajoy nel giorno della mega marcia a Barcellona contro la secessione. 

La manifestazione di piazza organizzata oggi a Barcellona per dire no alla secessione dalla Spagna è «la miglior dimostrazione» del fatto che un settore «molto ampio di catalani» è contrario al «colpo di stato» perpetrato con il referendum del 1 ottobre. A spiegarlo oggi in un’intervista alla televisione pubblica lo scrittore premio Nobel per la Letteratura Mario Vargas Llosa, anche lui tra i manifestanti perché, pur essendo peruviano, ha passato diversi anni della sua vita a Barcellona. «Ci sono molti catalani che non si sentono rappresentati dagli indipendentisti», ha detto, «che non vogliono il colpo di stato voluto dal governo locale e che, semmai, pensano che Spagna e Catalogna, unite da cinque secoli, non potranno essere divise da niente e da nessuno». Lo scrittore ha guidato il corteo in cui migliaia e migliaia di persone hanno sfilato dietro lo striscione «Basta! Recuperiamo il buon senso». 

REFERENDUM CATALOGNA, il premier spagnolo Rajoy contro l'indipendenza: "Impediremo che si realizzi"

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Di Salvatore Santoru

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha ribadito la sua contrarietà all'indipendenza catalana in un'intervista al quotidiano "El Pais".

Come riporta l'ANSA(1), il premier spagnolo ha sostenuto che "il governo impedirà che qualsiasi dichiarazione di indipendenza possa concretizzarsi in qualcosa", e che "La Spagna continuerà ad essere la Spagna e sarà così per molto tempo".

NOTA:

(1)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/07/catalogna-teste-cuoio-a-siti-sensibili_40454bd6-e46c-4aae-a012-d18f5a3ecb7a.html

Il capo della polizia catalana e i vertici indipendentisti interrogati a Madrid



Di Francesco Olivo

Dalla piazza al tribunale e viceversa. La battaglia tra Spagna e Catalogna vive un’altra giornata di tensione. Il maggiore dei Mossos d’Esquadra, Josep Lluis Trapero, è stato interrogato per un’ora dai giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid. L’accusa è gravissima: sedizione, per non aver garantito la sicurezza dei colleghi della polizia spagnola impegnati, lo scorso 20 settembre, in un’operazione contro il referendum indipendentista. Pena massima: 15 anni. Al termine della deposizione il capo della polizia catalana non ha rilasciato dichiarazioni. 

Prima del maggiore, sempre a Madrid, sono stati ascoltati anche Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, leader dei due principali movimenti secessionisti, protagonisti assoluti della mobilitazione di questi mesi. A loro si imputa la manifestazione sotto l’assessorato all’economia, il cui svolgimento impediva di fatto ai poliziotti spagnoli di uscire dalle sedi perquisite. 

Difficile che i giudici possano chiedere misure cautelari per il maggiore dei Mossos, al massimo, ipotizzano i giuristi, si può arrivare al ritiro del passaporto. I giudici non hanno chiesto misure cautelari per il maggiore Trapero. Mentre i due Jordi qualche rischio di arresto lo corrono.  

REFERENDUM CATALOGNA, il re Felipe contro Barcellona: "Slealtà inaccettabile"

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Di Salvatore Santoru

Nel discorso alla nazione(1) il re spagnolo Felipe ha attaccato le autorità della Catalogna.

Il re spagnolo ha sostenuto che con il referendum sarebbe stato violato lo stato di diritto e spezzata l'unità del paese.

Inoltre, secondo Felipe i governanti catalani si sarebbero macchiati di "slealtà inaccettabile" e "avrebbero violato i principi democratici".

NOTA:

(1)http://tg24.sky.it/mondo/2017/10/03/catalogna-discorso-re-felipe-spagna.html

REFERENDUM CATALOGNA: vince il Sì con il 90% dei voti, 2,2 milioni i cittadini votanti

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Di Salvatore Santoru

Il referendum per l'indipendenza della Catalogna è stato vinto dai sostenitori del Sì(1).

Come riportato da "Repubblica", i sostenitori dell'indipendenza catalana hanno ottenuto il 90% dei voti.

Alle urne hanno votato 2,2 milioni di cittadini.

NOTA:

(1)http://www.repubblica.it/esteri/2017/10/02/news/referendum_catalogna_hanno_votato_in_2_2_milioni_90_dice_si_a_indipendenza-177111545/

CATALOGNA, JULIAN ASSANGE: 'E' la prima guerra mondiale di Internet'

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Di Salvatore Santoru

Secondo Julian Assange in Catalogna è iniziata la "prima guerra mondiale di Internet".
Come riportato dall'Huff Post(1), Assange ha sostenuto che "La prima guerra mondiale del web è iniziata in Catalogna, dove popolo e autorità locali hanno utilizzato internet per organizzare il referendum e l'intelligence spagnola ha attaccato, oscurato i network di telecomunicazione, occupato i palazzi delle compagnie telefoniche, ha censurato siti e protocolli", e che "Quello che accade è il più significativo conflitto tra il popolo e lo Stato dalla caduta del Muro di Berlino a oggi, ma con i metodi del 2017, Vpn, proxy, chat criptate per sorvegliare e censurare il web".

NOTA:

(1)http://www.huffingtonpost.it/2017/09/30/in-catalogna-la-prima-guerra-mondiale-del-web_a_23228115/

Voto Catalogna, polizia nazionale carica gli elettori e spara: “761 feriti”. Rajoy: “Non c’è stato nessun referendum, ma una messa in scena”

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La polizia nazionale e la guardia civil intervengono per bloccare il referendum per l’indipendenza della Catalogna. Dopo che questa mattina i catalani si erano presentati ai seggi sotto la pioggia, sono iniziati gli interventi degli agenti. Le forze di polizia hanno caricato i cittadini concentrati a protezione delle scuole e degli edifici. Una volta entrati nei seggi hanno sequestrato le urne e cercato di impedire il voto. Un voto che il premier Mariano Rajoy a seggi chiusi ha detto: “Non c’è mai stato. Quella alla quale abbiamo assistito oggi è stata una messa in scena. Il nostro stato di diritto mantiene la sua forza e resta in vigore, reagisce di fronte a chi vuole sovvertirlo”.
In alcune zone ci sono stati scontri e la folla è stata spostata con la forza. Alcuni video mostrano come la polizia abbia persino sparato contro le persone usando proiettili di gomma. Una persona è stata colpita a un occhio e un’anziana è rimasta ferita. La polizia ha inoltre caricato una folla di civili usando anche i lacrimogeni in un comune vicino a Girona, Aguiviva, riferisce T3. In immagini diffuse dall’emittente la Guardia Civil in tenuta antisommossa attacca a manganellate decine di persone fra cui persone anziane pacificamente sedute per terra in difesa del seggio. Secondo un testimone, Albert Contrada, gli agenti spagnoli hanno sequestrato un’urna. In tutto, i feriti nella giornata di scontri sono 761. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha aggiunto su Twitter di “esigere la fine immediata delle cariche della polizia contro la popolazione indifesa“.
Il ministro dell’Interno di Madrid annuncia che ci sono anche nove poliziotti e due agenti della guardia civil feriti e parla di un’azione “proporzionale”. Per il governo catalano invece si tratta di una “repressione franchista“. “Una “vergogna per lo Stato”, ha detto il presidente Carles Puigdemont. Il portavoce della Generalitat ha informato i cittadini che in ogni caso il 73% dei seggi è aperto e funziona normalmente. Alle ore 15 lo stesso Turull ha riferito a La Vanguardia che ha votato la metà degli aventi diritto.

Catalogna, la polizia manganella i vigili del fuoco



Di Franco Grilli

In Spagna è ormai tutti contro tutti. La Guardia Civil ha messo nel mirino anche i vigili del fuoco catalani.

I pompieri hanno deciso di schierarsi dalla parte degli elettori e di fatto hanno cercato di mettere al riparo i votanti dalla polizia. In alcune città catalane i vigili del fuoco di fatto hanno creato dei veri e propri cordoni umani per difendere gli elettori e permettere loro l'accesso al seggio. La polizia ha deciso di manganellare anche i vigili del fuoco. Questo è forse l'episodio più rappresentativo della tensione che si sta vivendo in queste ore in tutta la Catalogna e in tutta la Spagna. Gli agenti hanno allontanato i pompieri con colpi di manganello e con alcuni calci come mostrano alcune immagini mostrate sui social. Le violenze e gli scontri si sono susseguiti per tutto il corso della giornata. In 319 seggi non è stato possibile votare proprio per l'intervento della Guardia Civil. Ormai tra Barcellona e Madrd è muro contro muro. Il Re Felipe ha annullato tutti gli impegni per la prossima settimana. Gli scenari dopo la consultazione di fatto sono imprevedibili. Va ricordato che il referendum catalano di fatto è illegale perché va contro la Costituzione spagnola. Ma di certo dopo questa giornata "storica" per la Spagna è probabile che gli equilibri nel Paese possano cambiare.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/catalogna-polizia-manganella-i-vigili-fuoco-1448089.html

Catalogna al voto, blitz e cariche della polizia nazionale nelle scuole



Di Francesco Olivo

Cariche e blitz della polizia nazionale nelle scuole della Catalogna per impedire il referendum. A Barcellona, alla scuola Jaume Balmes, a due passi dal centro sono arrivati una trentina di poliziotti antisommossa e con un blitz hanno portato via le urne. Gli elettori che aspettavano di votare hanno fatto resistenza passiva, ma sono stati scavalcati e in qualche caso caricati dagli agenti. Ci sarebbero quaranta feriti secondo la tv pubblica. Forti tensioni anche a Girona nel seggio dove dovrebbe votare il presidente della Generalitat Carles Puigdemont. 

Alle sei sarebbe dovuto scattare la chiusura delle istituti da parte dei Mossos d’Esquadra, ma la polizia catalana non è intervenuta. I pochi agenti sono rimasti fermi anche quando sono arrivate le urne, qualche minuto prima delle otto in quasi tutte le sezioni di Barcellona. All’arrivo dei contenitori bianchi scattano applausi e cori: «Votarem». La passività dei Mossos indigna Madrid che reagisce mobilitando la polizia nazionale. Le tante camionette escono dal porto, dove sono state ferme più di dieci giorni e si disperdono per tutta la Catalogna. La polizia spagnola starebbe usando proiettili di gomma contro le persone che protestano. Sui social network girano numerosi filmati in questo senso. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.lastampa.it/2017/10/01/esteri/la-catalogna-al-voto-sfida-madrid-lunghe-file-ai-seggi-m1HyfrXpsXUXvOpFfNO6ZP/pagina.html

Madrid sigilla i seggi, la Catalogna alla sfida finale



Di Francesco Olivo

I preparativi per il referendum catalano proseguono nell’ombra. Le urne mostrate ieri andranno portate in qualche modo all’interno dei seggi e non sarà facile, visto il dispositivo di polizia. Protagonisti della notte i cittadini che hanno occupato le scuole di tutta la Catalogna, dal centro di Barcellona fino all’ultimo paesino ai piedi dei Pirenei. Genitori e figli sono entrati negli istituti ieri pomeriggio e non se ne sono più andati. Madrid sbarra i seggi (sono quasi tutti chiusi, ha annunciato in serata il ministero degli Interni di Madrid) e ordina alle forze dell’ordine di chiudere i centri e impedire le operazioni di voto. Agenti della Guardia Civil sono andati nel Centro delle Tlc del governo catalano per far eseguire la decisione di chiudere il sistema di raccolta dati.  

Unico momento di tensione, ieri sera verso le 22 a Manlleu (80 chilometri a nord ovest di Barcellona), quando uno sconosciuto ha esploso colpi di pistola ad aria compressa contro gli occupanti di un istituto. Vicenda inquietante e ancora tutta da chiarire, ma il bilancio è molto lieve: 4 feriti, nessuno dei quali si è fatto medicare in ospedale.  

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.lastampa.it/2017/09/30/esteri/in-catalogna-spari-contro-un-seggio-quattro-feriti-lievi-uPJP7BLmHw39UDn3XSlrUO/pagina.html

Il referendum catalano per chi ha 3 minuti

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Domani dovrebbe tenersi il referendum sull’indipendenza della Catalogna, la regione a statuto speciale della Spagna. La votazione però è stata ritenuta illegale dallo stato spagnolo, e non è chiaro se si terrà davvero. Il governo catalano ha annunciato che i seggi elettorali saranno aperti dalle 9 alle 20, ma non si sa bene se e come avverranno le operazioni di voto perché i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, hanno ricevuto l’ordine di bloccare le operazioni di voto. Le persone che secondo il governo catalano hanno diritto al voto sono 5,3 milioni; in totale gli abitanti della Catalogna sono 7,5 milioni e sono pari al 16 per cento della popolazione spagnola. Il governo catalano ha detto che i seggi sono 2.315, di cui 207 a Barcellona, e che 7.235 persone lavoreranno come volontari per evitare incidenti.
La situazione in Catalogna è piuttosto tesa. Ieri, a conclusione della campagna elettorale, decine di migliaia di persone favorevoli all’indipendenza hanno manifestato in vista del referendum a Barcellona e in altre città catalane. Sempre ieri Google ha eliminato On Votar 1-Oct, una app che era stata realizzata per aiutare gli aventi diritto al voto a trovare il proprio seggio, obbedendo a un ordine della Corte Superiore di Giustizia della Catalogna; l’app non si può più scaricare, ma le persone che l’avevano già scaricata prima che venisse rimossa da Google possono ancora usarla.
Come siamo arrivati a questa situazione, in breve
Da diversi anni la Catalogna chiede con insistenza una sempre maggiore autonomia dal governo centrale, motivando la sua richiesta con ragioni storiche e sociali. Nel 2012 il Parlamento catalano approvò una risoluzione che chiedeva di tenere un referendum sull’autodeterminazione della Catalogna, proposta appoggiata dall’allora presidente catalano Artur Mas. Dopo molti negoziati tra i vari partiti, Mas convocò una votazione solo consultiva per il 9 novembre 2014, ma l’iniziativa fu fermata dal Tribunale costituzionale, che sospese la legge del Parlamento catalano che avrebbe dovuto permettere lo svolgimento delle operazioni di voto. Mas fece comunque organizzare una specie di referendum “informale”: votò il 36 per cento degli aventi diritto, l’80 per cento dei votanti si espresse a favore dell’indipendenza. Tuttavia la consultazione non ebbe alcun valore legale, visto che era stata definita illegittima dal Tribunale costituzionale.
Nel 2015 le elezioni catalane furono vinte da una coalizione indipendentista, Junts pel Sí (Uniti per il sì). Il 6 settembre Junts pel Sí e Candidatura d’Unitat Popular-Crida Constituent (CUP-CC), un’altra coalizione elettorale che rappresenta la sinistra indipendentista catalana, hanno votato in favore di una legge per organizzare il referendum chiamata “Ley del referéndum de autodeterminación vinculante sobre la independencia de Cataluña”, pensata, come dice il suo nome, per essere vincolante. Il 7 settembre però il Tribunale costituzionale spagnolo ha sospeso questa legge e il giorno dopo il Tribunale superiore di giustizia della Catalogna ha ordinato alle varie forze di sicurezza che agiscono nella regione – Guardia civile, Polizia nazionale, Mossos d’Esquadra e polizia locale – di cominciare le operazioni per sequestrare il materiale per il referendum. Il 20 settembre 14 persone legate al governo catalano, membri del governo e direttori di agenzie governative, sono state arrestate in relazione al referendum.

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