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Prof Università Siena elogia Hitler. Il rettore (dopo le polemiche) annuncia provvedimenti


Di Susanna Picone

“Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto i veri mostri che oggi vi governano e dominano il mondo”: è quanto si legge in un tweet, corredato dalla foto di Hitler, che un docente dell’Università di Siena ha pubblicato il 30 novembre scorso col suo account. Ma è solo uno dei tweet che hanno fatto scatenare una polemica intorno a Emanuele Castrucci, professore universitario di Filosofia del diritto e filosofia politica. Un professore che nel tempo ha pubblicato una serie di post antisemiti e a favore di Adolf Hitler sul suo profilo Twitter. E che ha risposto anche alle critiche dei tanti che nelle ultime ore lo hanno segnalato con parole del genere: “I gentili contestatori del mio tweet non hanno compreso una cosa fondamentale: che Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l'intera civiltà europea”.

La replica del rettore di Siena – Qualcuno ha anche segnalato i post di Castrucci 

– Qualcuno ha anche segnalato i post di Castrucci direttamente al rettore dell’Università di Siena Francesco Frati, che inizialmente ha dato una risposta che a molti è sembrata ancor più sconcertante. “Il prof. Castrucci scrive a titolo personale e se ne assume la responsabilità. L'università di Siena, come dimostrato in molteplici occasioni, è dichiaratamente antifascista e rifugge qualsiasi forma di revisionismo storico nei confronti del nazismo", ha replicato il rettore a Marco Congiu che chiedeva spiegazioni.

La polemica su Twitter – Ma basta leggere qualche risposta arrivata dopo il tweet del rettore per capire che la polemica non è rientrata con questa sua “spiegazione”: “Quindi, quando questo signore si trova davanti una studentessa ‘negra’ (come li chiama lui) siete sicuri che la tratterà alla pari di uno studente di pura razza ‘ariana’? Ma la vera domanda è: come ha fatto ad avere una cattedra? Non è diventato nazista una settimana…”, ha scritto un utente. “Quindi l’Università di Siena tollera che un suo docente ordinario faccia pubblicamente apologia di nazismo?”, ha chiesto un’altra utente. E in tanti chiedono il licenziamento di Emanuele Castrucci.

Poi la condanna dell'università di Siena – Dopo le polemiche sui social, il rettore ha annunciato provvedimenti nei confronti del docente. Il rettore dell'università di Siena Francesco Frati ha dato mandato agli uffici di "attivare provvedimenti adeguati alla gravità del caso" nei confronti del docente Emanuele Castrucci per i contenuti filonazisti pubblicati su Twitter. "Il rettore – si legge in una nota dell'ateneo – personalmente e in nome e per conto dell'università di Siena, condanna con fermezza tali contenuti". E ancora: "L'Ateneo che ho l'onore di rappresentare si è sempre caratterizzato per il forte impegno anti-fascista e combatte con forza tesi revisioniste neonaziste e ogni forma discriminatoria nei confronti di qualsiasi popolo. Le vergognose esternazioni del professor Castrucci offendono la sensibilità dell'intero Ateneo", è il parere di Frati. Che ribadisce anche con un nuovo tweet la sua posizione: "Trovo vergognose le esternazioni revisioniste e neonaziste del Prof. Castrucci. Tali affermazioni infangano il nome di USiena, che ho intenzione di difendere. Ho dato mandato agli uffici di attivare i provvedimenti conseguenti alla gravità del caso".

E in tanti, su Twitter, sottolineano come sia stata necessaria la copertura mediatica della vicenda per "far cambiare idea" al rettore. "Bene. È un peccato constatare che ci sia voluta una copertura mediatica sulla vicenda per far scattare i provvedimenti, e che non siano bastate le segnalazioni da dentro e da fuori l’università che si stanno facendo da mesi. La dice lunga su tante cose. Ma meglio tardi che mai", la risposta al rettore da parte di un utente.

La replica di Castrucci: ho espresso un giudizio storico

Emanuele Castrucci ha poi cercato di replicare alle polemiche parlando con il Corriere della Sera: "Posso solo dire che mi sono limitato a esprimere un giudizio storico personale avvalendomi, al di fuori della mia attività didattica, del principio di libertà di pensiero che è tutelato costituzionalmente". Poi il professore di Filosofia del diritto all'università di Siena, ha commentato il suo tweet su Adolf Hitler: "Sono meravigliato da tanto interesse suscitato".

FONTE: https://www.fanpage.it/attualita/bufera-su-emanuele-castrucci-il-professore-delluniversita-di-siena-che-elogia-hitler/

Quando La Bayer(al tempo parte del conglomerato della IG Farben) acquistava "Lotti Di Donne" da Auschwitz per usarle come cavie per testare nuovi farmaci


Sotto il regime nazista, Bayer, allora sussidiaria del consorzio chimico IG Farben, condusse molti esperimenti medici sui deportati che riusci' a ottenere dai campi di concentramento.

Ecco alcuni estratti da cinque lettere inviate dalla Casa Bayer al comandante di Auschwitz, pubblicate sul Resistant Patriot nel Febbraio 1947:

Le lettere, trovate alla liberazione di Auschwitz dall'Armata Rossa, risalgono all'Aprile-Maggio 1943. 

Prima lettera: "Stiamo progettando di sperimentare un farmaco soporifero, sarebbe possibile metterci a disposizione alcune donne? E a quali condizioni, comprese le formalita' concernenti il trasporto nel caso queste donne facciano al caso nostro?".

Seconda lettera: "Abbiamo ricevuto la vostra lettera. Considerando esagerato il prezzo di 200 marchi ve ne offriamo 170 per capo. Ci servono 150 donne".

Terza lettera: "D'accordo per il prezzo convenuto. Preparateci un lotto di 150 donne sane che noi manderemo a prelevare quanto prima".

Quarta lettera: "Abbiamo a disposizione il lotto di 150 donne. La vostra richiesta e' stata soddisfatta nonostante i soggetti siano indeboliti e smunti. Vi terremo informati sui risultati degli esperimenti".

Quinta lettera: "Non e' stato possibile concludere gli esperimenti. I soggetti sono morti. Vi scriveremo presto per chiedervi di preparare un altro lotto".

Anche IG Farben, il consorzio Bayer, forniva ai nazisti lo Zyklon B e sfruttava in maniera massiccia la forza lavoro dei campi di concentramento nelle sue fabbriche.

Condannato per crimini contro l'umanita' a Norimberga e poi sciolto, IG Farben ha ancora uno status legale, nonostante il suo smantellamento tra Bayer, BASF e Hochst. 


Al Lucca Comics vestiti da nazisti: scattano le indagini della Digos


Di Annalisa Cangemi

Caos al Lucca Comics, no dei più importanti appuntamenti europei per gli appassionati di fumetti e videogiochi in corso fino al 3 novembre, dove ieri due visitatori si sono travestiti da soldati delle SS. I giovani, come ha documentato anche il ‘Fatto Quotidiano' con un video, ha curato il costume in tutti i dettagli e ha sfilato con un finto carro armato, fascia con la svastica al braccio e bandiere con le croci celtiche in mano.

Alcuni tra i presenti, vedendo la scena, li hanno attaccati: "Vergognatevi il nazismo non è un gioco. E questa è apologia del nazismo, che è vietata". La Digos ha avviato accertamenti per identificarli. Secondo quanto appreso, la Digos è intervenuta dopo aver ricevuto una segnalazione ma, anche per la notevole presenza di persone, non è riuscita a rintracciare i due, che intanto si erano allontanati. La Digos li avrebbe comunque individuati in un secondo momento e valuterà se nel loro comportamento è ravvisabile un'ipotesi di reato.

Sul posto, inoltre, gli agenti hanno rintracciato altri giovani, presenti nella stessa installazione, dove c'era pure montata una tenda da campo, i quali indossavano divise ma di altre formazioni militari, forse degli alpini. Questi avrebbero spiegato alla polizia che loro intenzione era realizzare una sorta di simulazione storica di epoca bellica. Dagli accertamenti è anche emerso che la performance non faceva parte di quelle previste dalla manifestazione ma, come molte altre durante Lucca Comics, nasceva esclusivamente dalla spontaneità dei visitatori, decine di migliaia ogni giorno. In un comunicato diffuso stasera, il Comune di Lucca e Lucca Crea per Lucca Comics "prendono le distanze e condannano il comportamento dei due ragazzi apparsi nel video caricato oggi in rete, offensivo – si legge nella nota – non solo per il festival e tutto il suo pubblico, ma soprattutto per la memoria storica del nostro territorio".

"L'accaduto – prosegue il testo – non è in alcun modo in relazione con il festival né con le community cosplay (che si mascherano emulando nell'apparenza personaggi di film, fumetti, ecc., ndr), né con alcuna rievocazione storica. Nessun evento della manifestazione, nessun partner, nessuna attività collaterale è coinvolta in questo gesto dei due ragazzi. Il pubblico presente ha immediatamente condannato il gesto e la security li ha prontamente allontanati dall'area".

"Simili manifestazioni richiamano spettri di intolleranza e barbarie, e non ci appartengono in alcun modo", concludono Comune e organizzatori.

FONTE: https://www.fanpage.it/attualita/al-lucca-comics-vestiti-da-nazisti-scattano-le-indagini-della-digos/

LIBRO: Misteri del Nazismo, i segreti occulti del Terzo Reich


Di Salvatore Santoru
Sabato 12 ottobre 2019 ho pubblicato un nuovo ebook basato sull'ideologia e sulla storia del nazismo e, più specificatamente, su i suoi aspetti occulti e misterici chiamato 'Misteri del Nazismo'.
Entrando nei dettagli, in tale ebook si parla sinteticamente di alcune società segrete (Thule, Vril ecc) e personaggi che furono fondamentali per lo stesso 'nazismo occulto', come Rudolf von Sebottendorff, Guido Von List e Lanz Von Liebenfels.
  Nello stesso ebook sono presenti scritti che avevo già pubblicato su Informazione Consapevole e Misteri del Nazismo e riunendoli in tal modo ora danno, nei naturali e ovvi limiti, una parziale visione d'insieme dell'argomento.
Con questo breve ebook spero di contribuire a dare uno spunto d'approfondimento per gli appassionati dell'argomento trattato e, più in generale, a tutti i curiosi di queste tematiche.

Comunismo come nazifascismo: anche l’Anpi contro la risoluzione del Parlamento europeo



C’è una risoluzione approvata pochi giorni fa, il 19 settembre, dal Parlamento europeo che sta facendo discutere. Un lungo testo nel quale regime nazista e comunismo vengono sostanzialmente equiparati (e condannati), nel ricordo delle «vittime di tutti i totalitarismi».
Una risoluzione votata – sebbene con qualche distinguo – anche dal Partito democratico, con il gruppo dei Socialisti e democratici di cui fa parte. E dal Ppe di cui è parte Forza Italia, da Fratelli d’Italia e dal gruppo Identità e democrazia, di cui è parte la Lega. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto. Da Italia, Polonia, Austria e Ungheria nessun voto contrario.

Le critiche dell’Anpi

Una decisione su cui si esprime negativamente oggi l’Anpi: «Profonda preoccupazione per la recente risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo», si legge in una nota. «Per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018».
Per l’associazione nazionale partigiani «in un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa».
Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, «si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità». L’Anpi si augura che al più presto «giunga dal Parlamento Europeo, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, il chiaro segnale di un radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la creazione di un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti e frutto del pensiero dei confinati a Ventotene proprio dal regime fascista».

La risoluzione

Il titolo del documento è «Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa». La Seconda Guerra Mondiale «è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti». E i regimi nazisti e comunisti, si legge nel testo, «hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità, e si rammenta l’orrendo crimine dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista».
Quindi la condanna agli «atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari». Nella risoluzione non manca «inquietudine per l’uso continuato di simboli di regimi totalitari nella sfera pubblica e a fini commerciali».

Polemiche sui social

Le polemiche non mancano, online, e sono indirizzate anche a chi, tra gli europarlamentari italiani, ha votato a favore, come Giuliano Pisapia e Pietro Bartolo.
Questa mozione revisionista votata dal Parlamento Eu equipara comunismo a nazismo, dimenticando tra il resto il ruolo dell’URSS nella sconfitta del nazismo. Si segnala per squallore il voto di Giuliano già parlamentare di Rifondazione COMUNISTA https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html?fbclid=IwAR2E3DR4lLbEjPlFI8TzHFKTAFZmG_9Er-aANUnhU38u-pP1K-ZHYiA5Fwk 

318 utenti ne stanno parlando
Per il deputato Nicola Fratoianni la risoluzione è figlia di profonda ignoranza. «Ignoranza o malafede?», dice in un tweet. «Delle due l’una. La risoluzione votata dal Parlamento europeo nei giorni scorsi che equipara nazismo, fascismo e comunismo e che attribuisce al patto Ribbentrop-Molotov l’inizio della seconda guerra mondiale, non può avere alcuna altra radice», dice Fratoianni.
Dico che sono contro l'equiparazione banale tra e che fa piangere sul piano storico innanzitutto. E da ieri mi trovo a dover spiegare che PERÒ detesto lo stalinismo, i gulag, la repressione dell'Ungheria e compagnia terrificante.
Tempi moderni.

120 utenti ne stanno parlando

I MISTERI PAGANI DI EXTERNSTEINE: DAL PALEOLITICO AL NAZISMO

EXTERNSTEINE: MISTERI PAGANI DAL PALEOLITICO AL NAZISMO

Di Mila Fois
https://arda2300.wordpress.com

Nel cuore della foresta di Teutoburgo, a nord del Reno, in Germania, si trovano delle conformazioni rocciose piuttosto singolari, che nel corso dei secoli hanno acceso la fantasia e creato numerosi miti e leggende che si collegano alle avventure degli eroi scandinavi dell’Edda e alle radici ariane della cultura che tanto affascinava Adolf Hitler.

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Si riteneva che si trattasse di un antico luogo di culto pagano, dove sorgeva il grande pilastro solare caro alle dottrine dell’irminismo (secondo cui la religione cristiana sarebbe stata una rielaborazione tardiva della mitologia germanica) o persino che quello fosse il luogo esatto in cui affondavano le radici di Yggdrasil, il grande albero del mondo.

A causa di questo alone di mistero e antichità, dal 1920, il partito nazista utilizzò le Externsteine come simbolo di identità germanica, andando alla ricerca del loro passato pagano.

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Wilhelm Teudt, membro delle SS e dell’Ahnenerbe, la Società per la ricerca dell’eredità ancestrale, si dimostrò molto interessato a questo sito, che chiamava “La Stonehenge germanica”. Fu sempre lui che, affascinato dalle teorie irministe, ipotizzò che fosse proprio qui che le antiche popolazioni teutoniche si trovassero per adorare il sole in coincidenza dei solstizi, attorno al grande pilastro chiamato Irminsul. Sarebbe stato poi Carlo Magno a distruggere la maestosa colonna e a lasciare solo rovine.
I racconti popolari che parlano di queste pietre sono però molto più antichi rispetto alle ideologie naziste: secondo la popolazione del luogo, le rocce sarebbero state posizionate da giganti. In seguito il diavolo in persona avrebbe acceso un grande fuoco lì dentro, conferendo ai picchi aguzzi il loro aspetto grottesco e spaventoso.
Si tratta certamente di un luogo sacro, con pilastri appuntiti alti circa 30 metri e rivolti al cielo, e fu territorio di scontro tra i seguaci del paganesimo ed i monaci cristiani.
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Nel dettaglio, le Externsteine sono una formazione naturale di grandi pietre estesa per parecchie centinaia di metri. Inizia nel cuore della foresta e termina con una serie di 13 alti pilastri, che sono stati numerati dagli studiosi dall’I al XIII. La numero I è la roccia più larga, conosciuta anche come Grottenfels a causa della caverna che si apre al suo interno. La II si chiama invece Turmfels (Turm in tedesco significa Torre) perché è alta 37,5 metri. La III viene invece denominata Treppenfels, ovvero Pilastro delle Scale, a causa di una scalinata di pietra che la percorre. Vi è poi un largo divario per arrivare alla pietra successiva, la IV.
La loro origine si situa nel Cretaceo, quando in quest’area c’era un vasto oceano, e circa 70 milioni di anni fa ottennero la loro posizione verticale a causa di spostamenti nelle placche tettoniche. Nel corso dei secoli la mano umana le modificò scolpendo scale, porte e rilievi, e creando una sorgente ai piedi della conformazione rocciosa.

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Il pilastro I contiene una grotta artificiale di tre camere connesse da passaggi. Sopra l’entrata vi è un’incisione che, a differenza delle altre, non è un bassorilievo ma un semplice taglio nella pietra per dar forma a una misteriosa creatura alata. Sembrerebbe lo spazio in cui poi inserire una figura fatta di altro materiale. In una delle stanze vi è un’iscrizione del 1115 che si riferisce alla consacrazione di un altare in quello stesso luogo. Vicino all’entrata esterna vi è una nicchia con un rilievo eroso dal tempo: mostra una figura umana con in mano una chiave e perciò si ritiene essere San Pietro.


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In questo rilievo vi è un particolare interessante: guardate lo strano pilastro a due braccia che si piega sotto il peso della croce, nel lato destro della figura. Alcuni hanno intravisto in quella figura il pilastro caro ai pagani che veneravano il sole, altri ancora una versione stilizzata di Yggdrasil. In ogni caso, il fatto che si pieghi alla venuta del Cristo, indica che le popolazioni pagane vennero sottomesse e convertite al cristianesimo.
Questa è un’immagine dell’Irminusl, considerato talvolta lo stesso albero del mondo, mentre altre uno dei suoi rami.

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Sotto una delle stanze vicino alla sorgente, vi è un’alcova con un sarcofago di pietra aperto. La cima della roccia I è stata trasformata in una piattaforma da cui accedere tramite una scala di pietra. Nella II è presente una camera rettangolare con un’abside e un altare che si può raggiungere tramite una scalinata di pietra che parte dalla III. Ci sono tracce di costruzioni in legno. Nella parete a nord est vi è una scultura di un uomo barbuto.

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Infine, la roccia IV è stata decorata con lo stemma della casata dei Conti di Lippe.
Nella tradizione spirituale germanica, le Externsteine hanno un ruolo simile a quello di Stonehenge in Inghilterra: secondo alcuni studiosi si tratta infatti di un osservatorio astronomico molto antico. Un foro praticato sopra l’altare sarebbe orientato verso il punto in cui, all’alba del solstizio d’estate, sorgerebbe il sole.
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Nell’area attorno al sito sono stati trovati utensili risalenti al periodo Paleolitico, ma non è certo che i popoli preistorici si riunissero già attorno a queste pietre per dar luogo a qualche antico culto. Più certe sono invece le fonti medievali, che fanno risalire il complesso almeno all’VIII secolo d.C. Sappiamo inoltre che nel 1229 vi sorgeva un’abbazia e che l’altare era utilizzato per la messa.
L’intera foresta di Teutoburgo è costellata di misteriosi ritrovamenti preistorici e le Externsteine non fanno eccezione. Tra le alte rocce affilate sono stati intravisti strani volti umani e persino la sagoma di un drago, tali conformazioni sembrano tuttavia essersi formate accidentalmente tra le crepe e fessure delle rocce.
Oltre al tempio circolare, dotato di finestrelle allineate con i solstizi, il complesso conta anche camere, caverne e passaggi, nicchie, piattaforme e persino scale che (attualmente) non conducono da nessuna parte. Non si sa quando le pietre furono levigate e modificate per assumere questi aspetti, anche se in alcune stanze furono trovate maschere mortuarie datate 700 d.C., in un periodo in cui il sito era ancora utilizzato dalle popolazioni pagane teutoniche.

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Dall’apertura situata in una camera, il giorno del solstizio d’estate, un raggio di sole penetra ed illumina direttamente una faccia spaventosa incisa nel muro opposto. Coloro che hanno visto questo volto lo collegano a rituali situati molto indietro nel tempo.
Purtroppo questa bizzarra faccia non riesce ad essere collocata in un periodo preciso, mentre altri indizi confermano che i Celti e successivamente i Teutonici passarono di qui e lasciarono qualche elemento della loro cultura.
Si chiamano Externsteine non solo perché sono in effetti Pietre Esterne, ma anche perché sorgono vicino a un’area montuosa chiamata Egge, quindi sarebbero le Pietre di Egge. Un antico testo germanico del 1093 le chiama però Agisterstein e afferma che nel complesso ci sarebbe stata anche una misteriosa “caverna del drago”.
I nazisti, sotto la guida di Himmler, fortemente affascinato da questi antichi misteri, crearono persino una fondazione chiamata “Externsteine Foundation”, che vedeva proprio Himmler come presidente. Wilhelm Teudt venne incaricato di costruire qui un santuario pagano per le SS, stanziate non troppo lontano, nel castello di Wewelsburg.
Per saperne di più su questo misterioso castello voluto dai nazisti e pieno di riferimenti occulti, ecco l’articolo al riguardo.
Nel libro Black Camelot – La Camelot Nera, i protagonisti si trovano invischiati nelle folli ricerche dei nazisti, tra luoghi colmi di antichi misteri e sacre reliquie.

CamelotFRONTE

Per concludere questo articolo, vi lascio un video della pagan folk band tedesca Faun, girato proprio nella mistica foresta di Teutoburgo, tra le antiche rupi delle Externsteine.



FONTE: https://arda2300.wordpress.com/2017/03/05/externsteine-misteri-pagani-dal-paleolitico-al-nazismo/

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU https://misteridelnazismoblog.wordpress.com/2019/05/06/i-misteri-pagani-di-externsteine-dal-paleolitico-al-nazismo/

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