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Rimborsi elettorali: ecco quanto incasserà ogni partito. M5S escluso



Di Antonio Palma

Finita la campagna elettorale i partiti che hanno partecipato alla consultazione elettorale per il rinnovamento del Parlamento sono pronti ad incassare i rimborsi elettorali previsti per legge. Attenzione non si tratta di veri e propri rimborsi per i costi sostenuti in questi mesi, ma di un finanziamento a forfait in base al numero dei voti ricevuti alle elezioni politiche. La torta da spartirsi nel 2013 si aggira intorno ai 160 milioni di euro, e considerando che il numero di senatori e deputati  eletti è stato pari a 945, il rimborso medio sarà di oltre 169mila euro per ogni parlamentare. Una cifra enorme comparata con i costi effettivamente sostenuti ma che impallidisce di fronte ai rimborsi percepiti dai partiti nella passata legislatura.

Al Pd la cifra maggiore - Dopo la riforma varata lo scorso anno con una legge bipartisan che ha limitato l'erogazione dei fondi pubblici ai soli partiti che eleggono almeno un parlamentare, la somma complessiva infatti è significativamente diminuita rispetto ai 407 milioni del 2008, che equivaleva  al record di  430 mila euro di rimborso per ogni parlamentare. Nel dettaglio e sulla base dei risultati elettorali il partito che dovrebbe intascare i rimborsi maggiori è il Pd con una cifra che si aggira intorno ai  45,8 milioni di euro, seguito dal Movimento Cinque Stelle con 42,7 milioni di euro, dal Pdl con 38 milioni di euro e da Scelta Civica con Monti che intasca “solo” 15 milioni di euro.


Anche i partiti al di sotto dell'1% avranno i rimborsi - In questa classifica dei guadagni per essere semplicemente entrati in Parlamento troviamo poi La Lega Nord con 7,3 milioni di euro, Sel con 5,1 milioni di euro, Fratelli d'Italia che intasca 1,6 milioni di euro e l'Udc a cui toccheranno 1,5 milioni di euro. Ma fette più piccole della torta dei rimborsi elettorali spettano anche alle formazioni più piccole da Grande Sud di Miccichè che intasca 350mila euro a SVP che ne prende 366mila, passando per i 398mila euro che invece spettano al lista di Crocetta e i 422mila euro del Centro Democratico.

Il Movimento Cinque Stelle rinuncerà al rimborso - In realtà il Movimento Cinque Stelle come da programma elettorale ha già annunciato che rinuncerà al rimborso previsto, come già accaduto in Sicilia dopo le elezioni regionali per il parlamento dell'Isola. Del resto uno dei punti cardine del programma politico del M5S è proprio l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti o rimborsi elettorali come ribadito dallo stesso Beppe Grillo dopo il voto. Vedremo se l'esempio del M5S potrà convincere qualche altro partito a rinunciare al suo rimborso.

Fonte:http://www.fanpage.it/rimborsi-elettorali-ecco-quanto-incassera-ogni-partito-m5s-escluso/

LA CRISI UCCIDE MA LA CASTA SI PAPPA ALTRI 200 MILIONI

 Di Gianluca Marchi
Ci era stata spacciata come una riforma lampo. Una roba sulla quale il governo si era detto pronto a intervenire per decreto. Parliamo della nuova normativa sui rimborsi elettorali e sulla trasparenza dei bilanci dei partiti, dopo gli scandali che hanno travolto Lega e Margherita e messo in imbarazzo l’intera casta della politica, ammesso che ce ne fosse ulteriormente bisogno, visto che la fiducia nei partiti in questi giorni è sprofondata intorno al 2 per cento. Poi i partiti hanno incominciato a dire che il governo doveva tenersi alla larga, che insomma ci avrebbero pensato loro con una legge di iniziativa parlamentare. Poi, quando l’ABC della politica italica, il nuovo Trio Lescano formato da Alfano, Bersani e Casini hanno strombazzato al mondo intero che avevano trovato un accordo è apparso chiaro che esso verteva solo su misure di trasparenza, non prevedendo alcun taglio alla cascata di quattrini che ogni anno ricade sui partiti appunto, ben 503 milioni di euro per le sole elezioni politiche del 2008 a fronte di spere reali documentate per poco più di 150 milioni di euro. Il Paese si sta sempre più impoverendo, ma loro di tirare la cinghia proprio non ne vogliono sapere.
Alla fine anche questa legge minore sembra già finito su un binario morto. D’altra parte era difficile credere che Alfano Bersani Casini & Co. avrebbero risolto in tempi rapidi una questione che dura ormai da quasi vent’anni e che i partiti si sarebbero negati da soli l’ultima tranche di rimborsi che devono incassare entro il 31 luglio. E infatti il disegno di legge si è già impantanato nelle secche delle commissioni e se va bene richiederà almeno un anno per essere approvato. E nel frattempo sarà sempre più annacquato per concludersi con l’ennesima presa per i fondelli nei confronti dei cittadini.
Figurarsi se la Casta si sarebbe data la zappa sui piedi, troncando di netto e nel giro di qualche settimana la sua fonte di finanziamento privilegiata: i soldi di tutti i cittadini. Ma c’è anche di peggio: ci è stato fatto credere che la quota di rimborso elettorale  che i partiti devono ancora incassare quest’anno sarebbe di “soli” cento milioni di euro. E invece non è nemmeno così, ma in realtà sono molti di più. Perché non c’è da rimborsare solo la quota annua per le elezioni politiche del 2008, ma ci sono anche le frazioni per  le elezioni europee del 2009, le regionali del 2010, più altre varie consultazioni elettorali in regioni autonome. Il totale fa circa 200 milioni di euro.
La Casta dei palazzi romani non ci pensa proprio a rinunciare a 100 milioni di euro, figuriamoci se è disposta a fare a meno del doppio. Salvo la Lega, per il momento, che ieri attraverso il capogruppo alla Camera Giampaolo Dozzo ha annunciato di rinunciare alla tranche e ha invitato gli altri a devolvere la rispettiva quota in beneficienza, cercando di recuperare qualcosa dopo la tremenda caduta di immagine delle ultime settimane.

Fonte:L'Indipendenza

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