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Ecotassa a 160 grammi di CO2: Panda salva, ma non colpirà solo Suv e “macchinoni”


Quale sarà il limite di emissioni inquinanti di un’auto oltre il quale scatterà il malus, cioè l’ecotassa da scontare in fase di acquisto, prima annunciata poi smentita e infine ripresentata con modifiche? L’ultima versione fornita dal governo salverà la Panda, promette di penalizzare solo Suv e “macchinoni” di grande cilindrata ma il limite imposto di 160 grammi prodotti di CO2 per km si applicherà anche ad altre utilitarie o auto di media cilindrata come per esempio la Fiat 500L benzina.
Su Twitter il sottosegretario alle Infrastrutture Michele Dell’Orco suggerisce un limite di 160 grammi di CO2, poco più alto di quello che aveva scritto il Sole 24 Ore (che parlava di 155 grammi), ma insomma siamo lì. In ogni caso l’asticella è stata spostata più in alto dei 110 grammi di CO2 della prima versione che aveva suscitato la contrarietà non solo dei molti preoccupati dalla nuova tassa, dei produttori di auto (Fca minacciava piani industriali alternativi) ma anche della Lega, uno dei due contraenti del patto di governo.
A compensare il malus, la nuova versione del provvedimento prevede un tetto anche per il bonus (fino a 6mila euro di sconto), cioè l’incentivo all’acquisto di auto non inquinanti (elettriche, metano, ibride, diesel di ultima generazione) probabilmente da fissare a 40mila euro. 
Taglio delle emissioni di Co2 per le automobili del 37,5% in dieci anni. Intanto sul piano politico a livello comunitario è arrivato il risultato dell’accordo raggiunto ieri sera dalle istituzioni europee, che fissa nuovi standard per i costruttori di auto europei. Secondo l’intesa, arrivata dopo 9 ore di colloqui e che dovrà ora essere formalizzata dal Consiglio e dell’Europarlamento, le emissioni di auto nuove dovranno ridursi del 37,5% dal 2020 al 2030 con un obiettivo intermedio del 15% al 2025. Per furgoni e pulmini il taglio per il 2025 è lo stesso (15%), mentre è fissato al 31% entro il 2030.

Jaguar I-Pace, ecco l'auto elettrica che avvisa i pedoni del suo arrivo



Di Salvatore Santoru

Recentemente Jaguar ha lanciato un interessantissimo strumento tecnologico sul suv Jaguar I-Pace. 
Più specificatamente, riporta un articolo di Investire Oggi(1), con tale tecnologia sarà possibile aumentare la sicurezza stradale e aiutare a salvare la vita dei pedoni.



Andando maggiormente nei dettagli, è notorio che nelle auto elettriche sia presente un powertrain silenzioso e ciò, se è indubbiamente piacevole per passeggeri e guidatore, può essere un pericolo per i pedoni. 
Al fine di eliminare tale problematica, la stessa Jaguar ha diffuso un sistema di allarme acustico per automobili elettriche chiamato AVAS.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) https://www.investireoggi.it/motori/jaguar-i-pace-introduce-lallarme-acustico-per-pedoni/

Auto, sicurezza dei bambini: è legge l'obbligo dei seggiolini salvabebè

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LIBERO

Il Senato ha approvato in via definitiva con 261 si', nessun voto contrario e un solo astenuto, il provvedimento sui seggiolini salvabebè (conosciuta come legge Meloni). Il testo, che ha già ricevuto il via libera della Camera, diventa quindi legge. Tutti i seggiolini installati in macchina per i bambini dovranno dunque avere un sensore che suonerà ad auto spenta avvertendo il genitore della presenza del bambino nel seggioliino. La misura è stata adottata dopo che negli ultimi tre anni altrettanti bambini sono morti in Italia dopo essere stati abbandonati per errore dai genitori nell'auto al sole.

Una Volvo V60 di muschio con le impronte di orsi, alci e lupi


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Di Donne in Auto

Nello stesso giorno in cui Volvo ha presentato 360c, la nuova concept carcon guida autonoma, gioiello di tecnologia, Volvo Car Italia presenta al Volvo Studio Milano una Volvo V60 in versione “green”. A dimostrazione del fatto che auto, tecnologia e ambiente possono andare a braccetto, la casa svedese ha promosso un’iniziativa che ha l’obiettivo di evidenziare il proprio impegno per la difesa del pianeta e la sensibilizzazione del pubblico rispetto alla necessità di una tecnologia applicata all’auto rispettosa dell’ambiente. E’ Chiara Angeli, Direttore Sales and Marketing di Volvo Car Italia, che spiega la filosofia dietro The Agreenment, il patto fra Volvo e l’ambiente: “Un progetto un po’ provocatorio, per il quale serviva una comunicazione che fosse compresa da tutti”. E quali interpreti migliori per questo progetto se non i giovani?

The Agreenment: cos’è
Il progetto, sviluppato in collaborazione con Grey Italia, vede il coinvolgimento del POLI.design, realtà fondata nel 1999 che, insieme alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e al Dipartimento di Design forma il Sistema Design del Politecnico. Volvo Car Italia ha affidato agli studenti del Master di Laboratoriominiera in Art Direction & Copywriting del POLI.design una Volvo V60 con il compito di realizzare un’opera che fosse espressione dell’integrazione tra auto e natura, simbolo stesso della filosofia di Volvo. La tecnica utilizzata è stata quella della Moss Art (che utilizza ingredienti naturali per applicarlo, generalmente sui muri), del muschio che vive sull’auto, ed è proprio questa la chiave che ha permesso di trovare il connubio.
L’idea vincitrice è quella della studentessa Federica Croce che, partendo dal concetto di carbon footprint, ha accomunato il rapporto tra le auto Volvo e la natura a quello degli animali che attraversano il loro ambiente lasciando solo impronte che non ne alterano l’equilibrio. Sulla Volvo V60 il muschio è interrotto solo dalle impronte di orsi, alci e lupi. Tutto il progetto si rifà al concetto di Omtanke, più volte espresso da Volvo Cars e che in svedese significa “prendersi cura” e sintetizza l’attenzione e l’impegno sul fronte della sostenibilità e del rispetto ambientale che si concretizzano in una serie di iniziative e di progetti globali e nazionali, come quello ospitato al Volvo Studio Milano. Belli anche gli altri progetti proposti: al secondo posto Raffaele Cortese, che ha creato disegni di circuiti e transistor sulla Volvo V60, mentre al terzo posto Nicola Barbato che ha ricreato sull’auto, con delle strisce di muschio verticali, l’effetto di attraversamento di un viale alberato, un’idea che mi è piaciuta moltissimo.

Auto: dieci consigli su come inquinare di meno

Auto: dieci consigli su come inquinare di meno
L'Anci, Associazione nazionale dei Comuni italiani, ha messo insieme un breve vademecum con dieci consigli per ridurre l'impatto che il nostro utilizzo dell'automobile ha sull'ambiente. E ha proposto questo vademecum con un video d'animazione.

Dovremo organizzarci tutti, con il massimo del'impegno, per non utilizzare le automobili e dovremmo anche fare in modo di muoverci il più possibile con mezzi collettivi con basso impatto ambientale.
In alcuni casi però, se ciò non è ancora possibile, è importante imparare a usare meglio questo mezzo per ridurre il suo impatto sull’aria e l’ambiente e di conseguenza anche sulla salute di tutti noi.
Naturalmente si tratta di accorgimenti che non devono in nessun modo "lavarci la coscienza" e sdoganare il traffico veicolare laddove invece è possibile individuare un'alternativa. Soprattutto in città questa alternativa è veramente alla portata di tutti, tra mezzi pubblici e biciclette.

Archimede solar car 1.0, l’auto a emissioni zero è made in Italy

Archimede solar car 1.0 2

Quattro metri e mezzo che sfrecciano, sulle strade cittadine, senza inquinare, a 75 km/h. Si chiama Archimede ed è un nuovo prototipo di auto elettrica a energia solare tutto made in Italy.




 Un concept che, si spera, possa incontrare presto il favore delle case automobilistiche ed entrare, in un prossimo futuro, nella produzione di serie. Presentata al polo Bioscentifico dell’Università di Catania, Archimede solar car 1.0 è frutto dell’impegno e dello studio di Futurosolare Onlus con il sostegno del Comune di Siracusa e dell’azienda torinese Enecom Power Hf.
“Il progetto è la prova – ha detto il professor Rosario Lanzafame dell’Università catanese – che è possibile soddisfare il desiderio di mobilità ecologica in ambito urbano attraverso la conversione fotovoltaica ‘on board’ dell’energie elettrica necessaria per la trazione del veicolo che raggiunge anche un’autonomia illimitata anche attraverso l’innovativa frenatura recuperativa”.
Archimede solar car 1.0
Archimede, la cui carrozzeria è totalmente ricoperta di pannelli solari, ha dalla sua anche costi molti contenuti ed è su questo punto, unitamente alle emissioni zero, che gli ingegneri puntano per rendere il prototipo commercializzabile.

Tesla presenta Model 3: 346 Km con singola carica e prezzo di 35.000 Dollari

Di Matteo Rubboli
Elon Musk ha presentato ieri sul palco del Tesla Model Studio di Hawthorne la nuova Tesla Model 3, l’autovettura statunitense che punta a rivoluzionare il mondo e il mercato dell’auto. La nuova berlina made in California ha una serie di caratteristiche peculiari che la rendono un’automobile completamente nuova, sotto molti punti di vista. Il progetto di Musk era quello di rendere accessibili le autovetture motorizzate esclusivamente con motori elettrici e, visto il successo di pubblico e di stampa ottenuto, è probabile che l’obiettivo non sia lontano dall’essere raggiunto.
Tesla Model 3 3
La nuova Model 3 è la sintesi della grande tecnologia resa disponibile ad un mercato di massa. Musk ha ripercorso durante l’evento di ieri la storia dell’azienda fondata nel 2003, considerata oggi la più innovativa al mondo, e ha spiegato come sia riuscito a portare Tesla da piccolo costruttore a fenomeno di massa, raggiungendo l’obiettivo di commercializzare un’autovettura “abbordabile” dal consumatore medio.
La nuova Model 3 costa infatti come una berlina media, 35.000 dollari, ma è dotata al proprio interno di tecnologia e sistemi di controllo e sicurezza degni di vetture di diverse classi superiori. Consci del limite delle auto a motore elettrico, gli ingegneri Tesla hanno studiato tutti i dettagli per realizzare un’automobile con ben 346 chilometri di automonia con una sola ricarica, distanza che viene percorsa anche con 5 passeggeri a bordo. Tesla ha inoltre integrato dei sistemi di sicurezza automatici che rendono l’auto simile a quelle viste nei concept con auto-pilota, e non è escluso che, al momento della commercializzazione, l’auto non sarà dotata proprio di un navigatore automatico.
La Model 3 sarà commercializzata durante il 2017, probabilmente verso la seconda metà dell’anno, e avrà lo scopo di portare su strada quante più vetture a inquinamento zero possibile.

Auto usate, in Italia quelle più economiche. Prezzo medio 12.835 €euro

Auto usate, in Italia quelle più economiche. Prezzo medio 12.835 €

http://www.askanews.it/altre-sezioni/motori/auto-usate-in-italia-quelle-piu-economiche-prezzo-medio-12835-euro_711704928.htm

L'auto usata più conveniente d'Europa si trova in Italia. E' quanto emerge dal Report 2015 di Autoscout24, sito leader nel Vecchio Continente per la compravendita di veicoli online.
Lo scorso anno l'Agpi italiano, ovvero l'indice che misura il costo medio di tutte le inserzioni presenti (oltre 415mila), ha raggiunto la cifra di 12.835 euro, con un incremento rispetto al 2014 del 2,6%. Interessante il confronto con gli altri grandi Paesi europei: il 2015 si è chiuso, infatti, con l'incremento record del prezzo dell'usato in Francia (+9,1%) dove l'Agpi ha superato, anche se di poco, i 18 mila euro (18.077 per l'esattezza). Appena dietro la Germania: qui il prezzo dell'usato si è fermato a 17.082 euro con un leggerissimo aumento (+1,3%). Terza la Spagna: gli annunci iberici hanno registrato nel 2015 un prezzo medio di 15.074 euro in forte crescita rispetto al 2014 (+5,4%).
Secondo Autoscout24 l'Italia è il Paese giusto dove coronare il proprio sogno automobilistico a prescindere dal tipo di auto desiderata. Il prezzo medio delle city-car nel Bel Paese è di 8.859 euro, contro i 9.673 della Spagna, i 10.285 della Germania e gli 11.560 della Francia. Le utilitarie, invece, hanno registrato un costo medio di 12.720 euro, appena 100 euro in più di quanto evidenziato in Spagna, ma nettamente meno rispetto a Francia (15.729 euro) e Germania (15.767). Le berline medie nello Stivale hanno registrato un costo di 17.343 euro. Anche in questo caso il prezzo è leggermente più "salato" di quello spagnolo (16.831 euro) ma lontanissimo comunque da Germania (19.916 euro) e Francia (20.820 euro). Le berline di grandi dimensioni hanno messo a segno un costo medio di 23.520 euro contro i 23.403 in Spagna, i 26.457 in Germania e i 29.880 euro in Francia. L'Italia è di certo la più economica quando si sale di categoria e si prendono in considerazione le vetture di lusso: in questo caso il prezzo medio è di 36.269 euro. In Spagna il costo è di 37.983 euro. Lontanissime Germania e Francia dove si registra un Agpi rispettivamente di 44.641 euro e di 51.768 euro.
Identico discorso per le auto sportive: in Italia il prezzo medio è stato nel 2015 di 43.406 euro contro i 44.872 euro della Spagna, i 44.257 della Germania e addirittura i 53.855 euro della Francia. Bassissimo il costo dei monovolume, sempre più difficili da avvistare sulle strade del Bel Paese. Questi veicoli hanno registrato un prezzo di appena 11.471 euro mentre in Spagna di 12.014 euro. In questo segmento la Germania batte la Francia con un prezzo di 16.482 euro contro i 13.776 registrati oltralpe. Infine i fuoristrada: ancora una volta l'Italia è quella con i prezzi migliori, con un Agpi nel 2015 di 21.616 euro. In Spagna nello stesso periodo si è registrato un prezzo medio di 24.037 euro, in Francia di 27.514 euro e in Germania di 27.794 euro.

Scandalo emissioni “truccate” negli Stati Uniti, Volkswagen sospende le vendite e crolla in Borsa


Terremoto Volkswagen per il caso delle emissioni «truccate» negli Stati Uniti. L’amministrazione Obama accusa la casa automobilistica tedesca di aver ingannato le autorità americane violando le norme antismog in vigore. Il gruppo ammette le violazioni e paga subito un prezzo salatissimo: il titolo in Borsa crolla del 17% (dopo che in giornata aveva toccato -22%). 







STANGATA IN ARRIVO  
Per il gruppo tedesco è in arrivo una maxi-multa. Il Wall Street Journal la quantifica in 18 miliardi di dollari (in realtà, grazie alla «collaborazione» sulla vicenda, è probabile che saranno molti meno). Oltre all’onere di ritirare dal mercato americano circa mezzo milione di auto vendute dal 2008 ad oggi, tra modelli Volkswagen ed Audi. Un ritiro che è stato ordinato dall’Epa (Eviromental Protection Agency), l’agenzia federale per la protezione ambientale. 

IL SOFTWARE E LA PRESUNTA TRUFFA  
L’Epa, nel dettaglio, accusa Volkswagen di aver intenzionalmente utilizzato un sofisticatissimo software progettato per aggirare i controlli sulle emissioni inquinanti dei propri veicoli. Software installato sulle centraline dei motori 4 cilindri diesel in grado di attivarsi automaticamente solo quando l’auto sta effettuando un test anti-smog, e in grado di abbattere drasticamente le emissioni. 
L’accusa dell’Epa è quindi quella di aver violato le norme del Clean Air Act. Wolfsburg ha ammesso di aver utilizzato il software.  

“BRUCIATI” 13 MILIARDI DI EURO  
Sarà il prosieguo delle indagini a rivelare l’entità delle violazioni del gruppo di Wolfsburg. In particolare i modelli nel mirino sono tutti diesel: dalla Volkswagen Jetta, alla Beetle, alla Golf, passando per la Passat. Ma anche l’Audi 3. Volkswagen ha inoltre annunciato la sospensione delle vendite dei modelli dei motori quattro cilindri diesel Vw e Audi negli Stati Uniti. In attesa della multa, il crollo dei titoli Volkswagen alla borsa di Francoforte costa 12,9 miliardi di euro ai soci della casa automobilistica tedesca. Le azioni ordinarie hanno perso il 17,14%, a 133,7 euro, mentre le privilegiate il 18,6%, a 132,2 euro. Dai 76,24 miliardi di venerdì la capitalizzazione di borsa è scesa a 63,33 miliardi di euro. 

TRADITA LA FIDUCIA  
La drammatica giornata sul mercato azionario riflette bene anche il “trauma” nazionale. Sono tanti i tedeschi esterrefatti, nell’apprendere di questo eclatante aggiramento delle norme. A nulla sono valse infatti le scuse dell’amministratore delegato Martin Winterkorn, che ancora una volta - dopo esser sopravvissuto alla guerra di potere con il patron Ferdinand Piech - rischia di perdere il posto: «Io personalmente sono profondamente dispiaciuto che abbiamo spezzato la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Coopereremo pienamente con le agenzie responsabili, con la trasparenza e l’urgenza, necessarie, per stabilire tutti i dettagli del caso». Il gruppo ha ordinato una indagine esterna sull’accaduto. «La fiducia dei nostri clienti e del pubblico - ha aggiunto Winterkorn - è e continua ad essere la nostra risorsa più importante. Noi di Volkswagen faremo tutto ciò che deve essere fatto in modo da ristabilirla». 

SI MUOVE ANCHE BERLINO  
L’indignazione è generale: la Casa Bianca si dice «abbastanza preoccupata» per le azioni del gruppo. Il Governo tedesco ha chiesto ai costruttori automobilistici di fornire informazioni per verificare che non ci siano state anche in Germania manipolazioni dei dati anti-inquinamento, simili a quelle ammesse da Volkswagen negli Stati Uniti. «Ci attendiamo dai costruttori automobilistici informazioni affidabili, affinché la Kba, l’autorità competente, possa verificare se manipolazioni comparabili abbiano avuto luogo anche in Germania o in Europa», ha detto Andreas Kubler, portavoce del ministero dell’Ambiente. In Italia Rete Consumatori ha già annunciato una class action ed il Codacons si è detto pronta ad azioni collettive e richieste di danni miliardarie, se si riscontreranno anomalie anche sul mercato italiano. 

LA MULTA  
Un calcolo teorico - in base alla cifre disponibili - porta poi Spiegel on line a concludere che Vw potrebbe essere chiamata a pagare fino a 18 miliardi di dollari di sanzioni (se si seguisse il criterio di dover versare 37.500 dollari per ogni auto venduta). La collaborazione mostrata da Winterkorn dovrebbe però ridurre di molto l’importo: secondo alcuni analisti Vw potrebbe essere chiamata a pagare 1 miliardo di dollari. È chiaro che l’emersione di queste violazioni mette nuovamente a rischio le sorti di Winterkorn, che secondo alcuni osservatori tedeschi dovrebbe presentare le sue dimissioni: sia che fosse a conoscenza di quanto avveniva o no; in entrambi i casi si tratta di buone ragioni per fare un passo indietro. C’è però chi ritiene che l’opera di Winterkorn sia stata talmente importante per la casa tedesca che gli si darà la chance di chiarire ogni responsabilità.  

Elon Musk, le auto elettriche e quelle inquinanti prima della Tesla Motors

Elon Musk sapete chi è. Se non lo sapete, dovete assolutamente leggervi questo libro uscito da pochi mesi, editore italiano cercasi: “Elon Musk: Tesla, Space X, and the Quest for a Fantastic Future“, firmato da Ashlee Vance.





 In breve, Musk è un imprenditore che vuole portarci su Marte per salvare l’umanità (Space X), nell’attesa produce e vende direttamente auto elettriche (Tesla) e pannelli solari (Solar City), in un passato remoto ha co-inventato il sistema di pagamento PayPal. Ha appena 44 anni, dal 28 giugno scorso. Benvenuti nella Musk Land.
Per questo blog, mi fermo a Tesla. Anzi: Tesla non c’entra nulla, perché prima di fare soltanto auto a batterie, Musk è stato una specie di inquinatore seriale, automobilisticamente parlando.
Ventenne, è il 1994, Musk compra a mezzi con il fratello una vecchia Bmw 320i del 1970. A seguire, man mano che fa i soldi (oggi è miliardario, ma tutte le sue società hanno corso spesso sull’orlo della bancarotta) acquista un’antica Jaguar E-Type. Magnifica, certo non “verde”, meno che mai in California.
Ma Musk supera ogni fantasia quando si compra una McLaren Formula 1 per un milione di dollari, una delle 67 in giro sui mercati mondiali. E il bello è che ci va in ufficio ogni giorno, a Palo Alto. Eccentrico è dir poco.
Nel 2008 vende la McLaren per fare cassa in uno dei suoi momenti bui, Tesla in quell’anno perde 4 milioni di dollari al mese. Poi si salva e rilancia. Da allora c’è solo Tesla nei suoi progetti a quattro ruote, anche se colleziona Porsche 911 Turbo, Hamann Bmw M5 e cose così.
Nel libro, Musk sostiene che l’auto elettrica (e tutto il resto) ce l’ha in realtà nel sangue fin da piccolo. Da poco arrivato negli Stati Uniti via Canada da Pretoria, il giovanissimo Elon un giorno conosce una ragazza, Christie, oggi scrittrice (lo racconta lei all’autore del libro). A Musk piace e al primo incontro le chiede una cosa fondamentale: “Che ne pensi dell’auto elettrica?”.

FONTE:http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/17/elon-musk-le-auto-elettriche-e-quelle-inquinanti-prima-di-tesla/2043008/

Thunder Power, auto elettriche ad alte prestazioni

Di Andrea Bressa

Non solo Porsche o Youxia: arriva da Taiwan una nuova generazione di auto elettriche ad alte prestazioni, pronte a sfidare l’egemonia di TeslaThunder Power, compagnia tecnologica taiwanese, ha presentato al Salone di Francofortei primi due modelli della sua gamma di veicoli pronti ad attaccare il mercato globale nel prossimo futuro.
L’ammiraglia si chiama Thunder Power Sedan, una berlina a trazione posteriore che sarà disponibile a partire dal 2017 in due configurazioni, da 230 o 320 kW (circa 312 e 430 cavalli). L’auto promette oltre 650 chilometri di autonomia a carica completa o 300 con appena 30 minuti di ricarica. La versione più potente è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi, raggiungendo i250 km/h di velocità massima.





Thunder Power Race è invece il modello sportivo, a trazione integrale, sul quale però ci sono ancora scarsi dettagli in merito a caratteristiche tecniche ed eventuale messa in commercio.
La strategia di produzione vede combinati il meglio del know-how ingegneristico europeo con il design italiano. Gli eleganti e originali esterni, per esempio, sono stati disegnati da Zagato, mentre la collaborazione con diversi specialisti europei, come Bosch o Dallara, ha portato alla realizzazione delle componenti tecnologiche.

Presentato al Salone di Francoforte 2015 l'Audi e-tron quattro concept, il nuovo crossover elettrico della casa automobilistica tedesca



Di Claudio Schirru

Presentato al Salone di Francoforte 2015 l’Audi e-tron quattro concept, il nuovocrossover elettrico della casa automobilistica tedesca. Sebbene si tratti ancora di un prototipo, la vettura presentata oggi è a tutti gli effetti una concreta anticipazione di quello che sarà il SUV che i vertici di Ingolstadt lanceranno sul mercato nel 2018.







L’Audi e-tron quattro concept risulta lunga 4,88 metri, con 1,93 m. di larghezza e un’altezza di 1,54. Una delle prime note interessanti del prototipo presentato daAudi è il sistema di propulsione, basato sulla combinazione di tre motori elettrici: uno influenza l’asse anteriore mentre ai restanti due il compito di agire su quello posteriore. La potenza massima è pari a 435 CV, estendibile a 503 CV con il sistema boost, mentre la coppia massima tocca gli 800 Nm.
Per quanto riguarda le prestazioni in termini di scatto alla partenza ilcrossover Audi viene presentato come in grado di passare da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi. Lavelocità di punta è fissata invece a 210 km/h autolimitati. Ampia l’autonomia garantita dallabatteria agli ioni di litio integrata nel pavimento dell’abitacolo, stimata dall’azienda tedesca in 500 km con una sola carica.
Dal punto della ricarica i vertici Audi sottolineano come sia possibile rifornire di energia l’Audi e-tron quattro concept sia attraverso le comuni prese elettriche domestiche che tramite le colonnine di ricarica classica a 150 kW (tempo di ricarica 50 minuti). Possibile infine ricaricare il crossover anche in modalità wirelessattraverso sistemi a induzione.

Immortus, l’auto solare che non ha bisogno di fare il pieno

http://inhabitat.com

Di Rudi Bressa
Un’auto sportiva capace di raggiungere i 160 km orari e di funzionare esclusivamente con l’energia prodotta dal sole. È questa l’idea che sta dietro aImmortus, la prima auto solare al mondo che potrebbe funzionare all’infinito.
Pensata dalla Evx, azienda australiana con sede a Melbourne, l’auto è progettata per montare 8 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che andrebbero a ricaricare una batteria agli ioni di litio da 10 kW/h. L’auto sarebbe in grado di percorrere più di 500 km alla velocità media di 100 km/h, mentre – ed è questo che la rende veramente speciale –potrebbe funzionare all’infinito se si procedesse alla velocità di 60 km/h e il sole continuasse a splendere.





Certo si tratta di un’esagerazione, ma posta per spiegare le potenzialità del prototipo, che “sarà pronto entro il 2016”, conferma l’azienda. Il progetto è avviato, tanto che lo scorso agosto la Evx ha fatto sapere che parteciperà al Salone Internazionale dell’auto di Las Vegas a novembre, con un modello in scala.
La notizia ha fatto il giro del mondo: “Immortus è la pirma vettura sportiva in edizione limitata alimentata dal sole”, ha dichiarato Barry Nguyen, uno dei due fondatori della società. “Ispirata al mondo ritratto nei film post-apocalittici, Immortus è stato progettata per mostrare una particolarità che nessun’altra auto ha: la durate”.
Siamo ancora al concept certo, e alcune testate come il sito ufficiale stesso, riportano che le auto costruite non saranno più di un centinaio, vendute alla cifra di ben 330 mila euro. Inarrivabile quindi.
Progetti di questo tipo servono, più che per produrre auto, per far muovere gli investimenti verso le tecnologie utilizzate nei prototipi, così da renderle industrializzabili e commerciabili.
Ne è un esempio il kit per rendere le auto a benzina dei modelli ibridi plug-in progettato dall’azienda stessa, il cosidetto retrofit, che come riporta lo stesso Nguyen “ha già attirato l’attenzione di un produttore di ricambi auto di Melbourne”. Da tenere d’occhio.


http://systemfailureb.altervista.org/immortus-lauto-solare-che-non-ha-bisogno-di-fare-il-pieno/

Smartphone in auto, la sbornia del terzo millennio


Di Pino Pignatta


La nuova emergenza si chiama "distrazione": alle cause degli incidenti concorrono sempre più l'alta velocità e l'utilizzo di smartphone e tablet mentre si è al volante. Roberto Sgalla, direttore della Polizia Stradale: «Siamo connessi 24 ore su 24 e non accettiamo più di non esserlo quando siamo alla guida». Un fenomeno in crescita tra i giovani. Giordano Biserni, fondatore dell'Asaps: «Le multe e la perdita dei punti non spaventano. Dovremo proporre il sequestro per un mese del cellulare?».






La sicurezza stradale, com'era prevedibile, e come più volte abbiamo segnalato su questo sito e sulle pagine cartacee di Famiglia Cristiana, sta pagando un prezzo molto alto alle nuove tecnologie, agli smartphone, ai tablet, alle connessioni a tutti i costi anche in auto, soprattutto tra i più giovani (e pure questo l'abbiamo più volte testimoniato). E persino nell'uso della cintura di sicurezza, che sembrava ormai un'abitudine consolidata tra gli italiani, stiamo facendo come i gamberi, torniamo indietro verso comportamenti sempre meno responsabili. La nuova emergenza (che poi tanto nuova non è) si chiama DISTRAZIONE. E l'allarme arriva direttamente dalla Polizia Stradale: quest'estate sono aumentati gli incidenti su strade e autostrade (13.501 nel 2014, 14.120 nel 2015, +4,6%) e i feriti: 10.456 contro 10.124, con una crescita percentuale del 3,3. «Dopo decenni, da gennaio a luglio di quest'anno abbiamo riscontrato un aumento di morti sulle strade», spiega il direttore del servizio di Polizia Stradale, Roberto Sgalla. «E alle cause degli incidenti concorrono l'alta velocità e l'utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è al volante. Siamo connessi 24 ore su 24 e non accettiamo di essere disconnessi quando siamo alla guida. Ragioneremo sulle terapie da mettere in atto».

Nei due mesi estivi 2015 sono aumentate del 39,1% anche le contravvenzioni per non aver utilizzato viva voce o auricolari al volante. E forse è questo il dato che fa più riflettere. Il direttore della Polizia Stradale sottolinea che non accettiamo di "non essere connessi neppure alla guida". Ma almeno si potrebbero usare le tecnologie possibili all'interno delle tecnologie stesse: per esempio, collegare il proprio smartphone, via bluetooth, all'automobile. Un'operazione di una facilità disarmante, che basta fare una volta e poi la vettura tiene l'abbinamento - come si dice in termini tecnici, pairing - in memoria. E dunque, appena si (ri)sale in auto è pronto il collegamento con il telefono, in modo da poter chiamare, e ricevere chiamate, in tutta sicurezza senza lasciare neppure per un attimo le mani dal volante. E invece no: aumentano le multe per chi viene beccato con il telefono in mano mentre guida. 

L'inserto del periodico "Polizia Moderna" di agosto-settembre, ha un titolo inequivocabile: "Distrazioni fatali". Scrive il giornale della Polstrada: «Basta farsi un giro sulle nostre strade per notare che gli italiani al volante non sono tra i più disciplinati: cinture spesso “dimenticate”, quando non allacciate dietro la schiena per evitare quel fastidioso e insistente “beep” proveniente dal cruscotto, contorsioni varie per tenere il cellulare vicino all’orecchio invece di usare l’auricolare o il vivavoce e, sempre più spesso, flashate improvvise di allegre comitive su quattroruote che si scattano selfie a ripetizione per poi postare fotografie improbabili sui social network». Commenta Giordano Biserni, direttore dell'Asaps: «Nell’estate in cui si è parlato meno di sicurezza stradale e incidenti (forse perché è mancata la solita sostanziosa modifica del Codice della strada come avvenuto in diversi trascorsi mesi d’agosto) la sinistrosità stradale ha subito una brusca inversione della positiva tendenza degli ultimi anni. La stessa Polizia Stradale ci ha risvegliato dal torpore agostano: gli incidenti sono tornati a crescere 972 le vittime nei primi sette mesi contro le 952 dello scorso anno. Un dato preoccupante e ancora da analizzare è l’impennata della mortalità notturna nel periodo estivo con un incremento intorno al 200%. Crescono anche le vittime fra i motociclisti».

I motivi di questo aumento degli incidenti? Servirà una analisi approfondita per certificarli, ma l'Associazione sostenitori e amici della polizia Stradale propone alcune considerazioni: «Intanto la stagione è stata particolarmente buona e questo - lo abbiamo visto – ha incentivato la mobilità turistica e quella generale per i deboli bagliori di ripresa che si sono intravisti. Questo si è tradotto in più veicoli in circolazione, più moto impegnate nelle escursioni dei week end (nell’ultimo fine settimana di agosto mentre Valentino saliva sul podio di Silverstone con Petrucci e Dovizioso, e sventolavano tre bandiere tricolori, in Italia morivano in incidenti stradali addirittura 14 motociclisti! Un preoccupante record negativo». Va anche ricordato a questo proposito che mettersi davanti alla Tv per vedere le "battaglie" tra valentino Rossi e Lorenzo, e poi inforcare la moto per tentare di emularli è un grave rischio: primo, la strada non è una pista, dove ci sono vie di fuga e ambulanze pronte; secondo, l'ultimo in classifica dei piloti della MotoGp è infinitamente più bravo di un qualsiasi "centauro della domenica". Imitarlo sui tornanti di una gita, per far bella figura con la fidanzata, non ha nessun senso ed è un'idiozia.

Va poi ribadita una considerazione finale su quella che Giordano Biserni definisce la  nuova "sbornia del terzo millennio": la distrazione da cellulare alla guida e utilizzo delle varie forme della messaggistica. Aggiunge il presidente dell'Asaps: «Nonostante alcuni servizi di contrasto effettuati dalla polizia i conducenti non sembrano spaventarsi della sanzione di 161 euro e della perdita di 5 puntiDovremo proporre il sequestro per un mese del cellulare...? Anche il contrasto all’alcol fra allentamenti dei servizi e ricorsi in serie ai giudici che vanificano l’operato delle forze di polizia con motivazioni assurde e risibili sembra più debole. Credo che nel 2015 non avvicineremo la quota di quasi 2 milioni di soffi come nel 2013. Aggiungiamo poi la demonizzazione degli autovelox e misuratori di velocità in genere. Insomma sull’albero della sicurezza stradale, dove abbiamo ottenuto risultati molto buoni negli ultimi anni, sembra che le ciliegie basse siano finite. Ora servirebbe una maggiore determinazione, più presenza di divise su strada, strumenti specialistici adeguatamente distribuiti come i narco test, controlli costanti al trasporto pesante e la legge sull’Omicidio stradale. Insomma bisogna salire più in alto sulla pianta, ma questa estate non si sono visti grandi arrampicatori».

Eppure, nonostante i dati, nonostante gli allarmi, i numeri dei morti e l'evidente fenomeno (in crescita) di chi messaggia mentre guida, o smanetta sul navigatore satellitare in pieno traffico, nulla sembra indurre gli automobilisti italiani a comportamenti più responsabili. Anche in questo sito di Famiglia Cristiana, quando affrontiamo questi argomenti di sicurezza stradale, i commenti sono rarisssimi e il dibattito inesistente. Forse è scomodo guardare in faccia la realtà e le fotografie drammatiche degli incidenti danno fastidio. Ma forse tra i tanti (troppi) giovani che insistono a mandarsi messaggi Whatsapp o a farsi i "selfie" ai 130 all'ora in autostrada (quando va bene), perché alla guida si sentono onnipotenti, ci sono anche i nostri figli o i nostri nipoti.

FONTE:http://www.famigliacristiana.it/articolo/smartphone-in-auto-la-sbornia-del-terzo-millennio.aspx

L’industria dell’auto è sempre più green


Petrolio e trasporti. Ovvero benzina e automobili. Un legame apparentemente indissolubile che oggi, tuttavia, sembra indebolirsi progressivamente. Lo segnala l’ultima analisi di Bloomberg New Energy Finance (BNEF). Per decenni, nota l’indagine, la domanda di combustibile per i trasporti è cresciuta di pari passo con l’espansione economica raggiungendo il suo picco nel 2004. Da allora, tuttavia, la richiesta è diminuita di fronte all’innovazione tecnologica che ha aperto la strada a veicoli più efficienti (minori consumi) e a nuove prospettive da parte del comparto rinnovabili.
 
L’anno scorso, evidenzia BNEF, i veicoli elettrici venduti nel mondo sono stati 288.500. Un numero ancora esiguo (lo 0,5% del totale dei nuovi veicoli) ma pur sempre cinque volte superiore rispetto al dato rilevato nel 2011. A trascinare al rialzo il comparto è lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica che si accompagna ad un calo dei costi di alcune componenti (le batterie in primis). Profondamente ridimensionato, al contrario, il settore dei biofuels. Gli investimenti in questo campo, nota ancora BNEF, sono calati del 90% dal 2007, quando il controvalore di questi ultimi aveva sfiorato i 30 miliardi di dollari.
 

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