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11 settembre, il video inedito e restaurato della tragedia delle Torri gemelle 17 anni dopo: l’attacco, il crollo, i soccorsi


Fatto Quotidiano

A distanza di 17 anni dall’attacco alle Torri gemelle, sono usciti i video restaurati dell’ex cameraman della Cbs, Mark LaGanga. Durante il filmato LaGanga incontra soccorritori, poliziotti e vigili del fuoco al lavoro, e riprende i feriti portati via in barella. 

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Quasi 30 minuti per uno documento storico straordinario.

Torri gemelle, spunta un video inedito dell'attentato

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Di Francesca Bernasconi
A pochi giorni dal 17esimo anniversario dell'attentato alle Torri gemelle, spunta un nuovo video, che mostra l'esplosione e il crollo di quell'11 settembre del 2001, che ha cambiato la storia mondiale.
A diffonderle è l'autore del video, un operatore della Cbs che, subito dopo l'attentato, è corso sul posto, documentando i terribili minuti che seguirono l'impatto dei due aerei.
Un denso fumo bianco si leva dalla strada e avvolge il sito delle Torri gemelle, rendendole invisibili. "Cosa succede?", chiede Mark LaGanga ai soccorritori che incontra. "Sta collassando tutto, è un inferno", risponde uno di loro, attonito di fronte all'immane scenario che si disegna di fronte ai suoi occhi. Poliziotti, vigili del fuoco e soccorritori sono ricoperti dalla polvere bianca, tossiscono, accasciandosi a terra nel tentativo di riprendere le forze. L'operatore cattura la disperazione di una coppia, due afroamericani, sconvolti che si allontanano dal luogo dell'attentato: lei piange ininterrottamente, mentre neglio occhi dell'uomo si coglie quel senso di vuoto, di chi si ritrova impotente di fronte a qualcosa di troppo grande per lui.

Mentre tutti corrono via, Mark LaGanga va incontro al disastro. I soccorritori gli dicono di allontanarsi, perché la torre sta per crollare, ma lui entra, riuscendo a catturare con la sua videocamera le ultimi immagini degli interni: facciata in vetro, scale mobili ricoperte di cenere, porte girevoli bloccate dai detriti causati dall'esplosione e dal crollo della della Torre 2. Poi esce e riprende lo scenario intorno: polvere ovunque, macerie degli edifici danneggiati e tutto intorno i grattacieli ancora in piedi.

Poi, all'improvviso, si vede una nube di fumo ancora più densa e un gruppo di persone corre disperatamente verso il reporter, il più velocemente possibile, ma LaGanga non si muove. Il fumo lo invade e le immagini diventano nere. In sottofondo, si sente l'uomo ansimare e tossire e una serie di voci concitate. Quando la polvere si dirada appare la mano dell'operatore, che pulisce l'obiettivo e chiede a un uomo in camicia e cravatta cosa sia successo. "È crollata! La torre è crollata", gli risponde lui, quasi incredulo. Le Torri gemelle non esistono più.

Trump commemora le vittime dell'11 Settembre

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Di Orlando Sacchelli

L'America si ferma, come ogni anno l'undici Settembre. Alle 8.46 del mattino New York si raccoglie in un minuto di silenzio per ricordare le vittime degli attentati.
Nello stesso momento alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in compagnia della moglie Melania, osserva un momento di raccoglimento. Poi il presidente, si reca al Pentagono, dove, insieme al segretario alla Difesa Jim Mattis, partecipa alla commemorazione iniziata alle 15.37.
Al Memoriale dell’11 Settembre, a Ground Zero, vengono letti i nomi delle vittime di quel giorno: un elenco interminabile di quasi tremila persone. Gli orari delle commemorazioni non sono scelti a caso: sono quelli in cui gli aerei dirottati da Al Qaeda si schiantarono contro le Torri Gemelle ed il Pentagono. L’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Haley, esprime il proprio ricordo su Twitter: "I nostri cuori provano lo stesso dolore di sedici anni fa. Non dimenticheremo mai le vittime di quel giorno e la forza e l’unità che seguirono agli attacchi". Nei quattro distinti incidenti, due alle Twin Towers di New York, uno al Pentagono e uno a Shankville, in Pennsylvania, morirono 2974 persone, oltre ai 19 attentatori. Sono 24 le persone che, ancora oggi, risultano ufficialemente disperse.
"Se l’America è unita, nessuno potra distruggerla", ha dettoTrump nel suo discorso al Pentagono. Il presidente ha poi ricordato che da allora "7.000 soldati Usa sono morti per combattere il terrorismo. Piangiamo le vittime, le onoriamo e ci impegnamo a non dimenticare mai".

11 settembre: 16 anni dopo a New York la commemorazione delle vittime

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Di Manuela Di Vietri

A New York, come è consuetudine fare ormai ogni anno dal tragico evento del 2001, si terrà la commemorazione delle vittime dell’attentato alle Torri gemelle. L’evento, riferisce Abc7 New York, è aperto solo alle famiglie che hanno perso dei propri cari negli attentati del 2001, nonché nell’attacco al World Trade Center del 1993, quando un furgone-bomba esplose nel parcheggio sotterraneo della struttura (causando sei morti e oltre mille feriti). Presenzieranno alla commemorazione i vigili del fuoco, la polizia di New York e Port Authority Police. 


Fonte e articolo completo:http://www.meteoweb.eu/2017/09/11-settembre-16-anni-dopo-a-new-york-la-commemorazione-delle-vittime/965695

11 settembre 2001, l’Fbi diffonde le immagini inedite dell’attacco al Pentagono

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A 16 anni dall’11 settembre, l’Fbi ha diffuso una serie di foto inedite che mostrano gli effetti dell’attacco di Al Qaeda al Pentagono in cui morirono 189 persone, 125 delle quali lavoravano all’interno dell’edificio: un aereo dell’American Airlines, con a bordo 64 persone, si schiantò contro la sede del quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America.
Si tratta di 27 immagini pubblicate nella sezione FBI Records: The Vault del sito web del Bureau, con il titolo “9/11 Attacks and Investigation Images“. Vi si possono vedere, tra le altre cose, i rottami del Boeing 757 partito da Washington e diretto a Los Angeles. Le foto mostrano il buco lasciato dal velivolo a seguito dello scontro contro il Pentagono, l’area collassata e distrutta sotto la quale morirono oltre cento persone.
Infine gli scatti pubblicati dal Federal Bureau of Investigation illustrano il lavoro degli investigatori accorsi sul posto e varie scene di distruzione dell’area militare. L’aereo che colpì al cuore la Difesa americana fu dirottato tra le 08:51 e le 08:54, pochi minuti dopo che un altro velivolo dell’American Airlines si era schiantato contro il World Trade Center. L’attentato di New York provocò in totale 2.996 morti e il ferimento di oltre seimila persone.

11 SETTEMBRE: OBAMA PONE IL VETO ALLA LEGGE CHE CONSENTE AI FAMIGLIARI DELLE VITTIME DI CHIEDERE UN RISARCIMENTO ALL'ARABIA SAUDITA

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Di Salvatore Santoru

Recentemente la Camera e il Senato statunitense hanno approvato una legge che consente ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 di chiedere un risarcimento(1) al governo dell'Arabia Saudita, sospettato di essere implicato in qualche modo nella vicenda.
La posizione di Camera e Senato non è stata mai condivisa dal presidente statunitense Obama, il quale ha recentemente deciso di porre il veto alla stessa legge(2)

NOTE:

(1)http://informazioneconsapevole.blogspot.com/2016/09/11-settembre-camera-usa-vota-legge-che.html

(2)http://www.corriere.it/esteri/16_settembre_23/11-settembre-veto-obama-legge-le-cause-all-arabia-saudita-d19d70a8-81cc-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml

11 SETTEMBRE, CAMERA USA VOTA LEGGE CHE PERMETTERA' DI FARE CAUSA ALL'ARABIA SAUDITA


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Di Raffaello Binelli

A due giorni dal quindicesimo anniversario dell strage delle Torri Gemelle la Camera dei rappresentanti vota una legge che consente ai familiari delle vittime dell'11 settembre di far causa all'Arabia saudita per il suo presunto sostegno al terrorismo.
La misura, adottata dal Senato americano a maggio malgrado il parere contrario della Casa Bianca, e che verrà probabilmente approvata dalla Camera in tempo per l'anniversario, finirà poi sul tavolo del presidente Barack Obama, che a maggio aveva annunciato l'intenzione di porvi il veto.
Il provvedimento è sostenuto con forza dalle famiglie delle vittime dell'11/9, decise a perseguire quei funzionari sauditi sospettati di sostenere istituzioni benefiche ed organizzazioni legate ai gruppi terroristici. Accuse che sono state e continuano ad essere negate dall'Arabia Saudita, che ha portato avanti un'intensa campagna contro la legge.

Il dossier sull'11 settembre che rischia di compromettere le relazioni tra USA e Arabia Saudita

Di Salvatore Santoru
Negli ultimi tempi le relazioni diplomatiche e geopolitiche tra USA e Arabia Saudita si sono fatte sempre meno concilianti, ciò soprattutto dopo dell'accordo e l'apertura all'Iran da parte del governo statunitense.
Per via di questi cambiamenti nella politica estera statunitense, si può ben dire che si sta arrivando ad una vera e propria svolta nei rapporti tra States e Arabia Saudita,da sempre basati su accordi alquanto "utilitaristici" che da una parte garantivano il petrolio e dall'altra il consolidamento della teocrazia degli Al Saud, mentre gli States facevano in modo di "chiudere gli occhi" sull' alquanto evidente deficit di diritti e libertà regnante nella teocrazia saudita.
Ora, ad incrementare notevolmente la crisi tra USA e Arabia arriva anche un dossier riguardante l'11 settembre 2001, e che rivelerebbe verità scottanti e retroscena su quei tragici fatti, chiamando anche causa presunti finanziatori di origine saudita e eventuali legami di essi con la rete di Al Qaeda. 
C'è da segnalare che il dossier fa parte di un più vasto report governativo stilato nel 2002 dalla Commissione d'inchiesta parlamentare congiunta sull'attività dei servizi segreti, e che venne secretato per volere del presidente George W. Bush.
PER APPROFONDIRE:

Massoud, l'Arabia Saudita e le Torri Gemelle

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Di Matteo Carnieletto
C’è un ulteriore filo che collega l’Arabia Saudita alle Torri Gemelle. Passa per l’Afghanistan, via Moleenbek, il quartiere islamista nel cuore dell’Europa. Come abbiamo avuto modo di raccontare su Gli Occhi della Guerraquesta roccaforte dell’islamismo si forma alla fine degli anni ’60: re Baldovino ha bisogno di nuovi alleati in Medio Oriente e spalanca le porte a re Faisal, che subito inizia a inviare imam wahabiti (quindi estremisti) a Bruxelles. È così che si formano i nuovi Salah Abdeslam.
Negli anni ’60 comincia la “colonizzazione” saudita. Nel 1962 viene fondata la Lega islamica mondiale che, come riporta Gilles Kepel, “apre gli uffici in ogni regione del pianeta dove vivono musulmani e svolge un ruolo esploratore, censendo associazioni, moschee, progetti. (…) Per la prima volta in quattordici secoli di storia del mondo musulmano si possono trovare da un angolo all’altro della Umma gli stessi libri, le stesse cassette, provenienti dai medesimi circuiti di diffusione: un unico corpo dottrinale si materializza in contemporanea – racchiuso in una manciata di titoli, appartenenti a una sola obbedienza ad esclusione di tutte le altre correnti di pensiero che hanno fatto il pluralismo dell’islam”. Si tratta dell’obbedienza wahabita, una delle più radicali del mondo islamico.
Il quartiere di Molenbeek piano piano si radicalizza: i sauditi versano parecchi milioni di dollari per costruire moschee e foraggiare gli imam. Negli anni ’90 il quartiere di Bruxelles diventa il centro del jihadismo in Europa: è qui che si formano e trovano rifugio i terroristi del Gia, il Gruppo Islamico Armato.
Da Molenbeek passa anche Mehdi Nemmouche, l’attentatore del museo ebraico di Bruxelles e pure Ayoub  El Khazzani, colui che aveva il compito di compiere una carneficina sul treno Parigi – Bruxelles.
Non solo: a Molenbeek vengono reclutati i terroristi che colpiranno il Leone del Panshir, Ahmad Shah MassoudCome ha scritto Alberto Negri, “uno degli assassini, Abdessatar Dahmane, aveva frequentato il centro islamico di Molenbeek, così come Hassan El Haski, pianificatore degli attentati di Casablanca nel 2003 e di Madrid nel 2004”. Un regalo ai talebani, che Massoud contrastava, oppure un atto per indebolire l’Afghanistan? Difficile rispondere.

Johnny Bravo e il (presunto) riferimento all'11 settembre nella puntata "Chain Gang Johnny"


Di Salvatore Santoru

Nel web si possono trovare molti video e articoli cospirazionisti che sostengono che gli attacchi dell'11 settembre sarebbero stati "previsti" in film,serie tv e in altri prodotti del mondo dell'intrattenimento.
Interessante e poco conosciuto è il caso di un'episodio del cartone animato Johnny Bravo, specificamente la puntata "Chain Gang Johnny" (Fuga dalla prigione Johnny)", come riporta il blog "Tutt'uno"(1).
In esso si vede un'edificio in fiamme che ricorda le Twin Towers accompagnato dalla scritta "Coming Soon", e c'è da notare che sempre come riportato da "Tutt'uno" la puntata risulta essere stata trasmessa il 27 aprile 2001, e più specificamente si tratta della 68esima della terza stagione del cartone(2).

 https://www.youtube.com/watch?v=O5IyLisDffk

Secondo i teorici della cospirazione tale episodio dimostrerebbe che gli attacchi dell'11 settembre erano già stati ampiamente "previsti" e/o secondo molto di essi anche "architettati", mentre secondo altri potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza.

Detto questo, ognuno si faccia l'idea che vuole e c'è da dire che l'unica cosa certa e sicura della questione è indubbiamente che si tratta di un'interessante e curioso particolare.

NOTE:

Attentati dell'11 settembre 2001, nuovi elementi del Consensus 9/11 sostengono che organi del governo USA sapevano prima



Il Comitato "Consensus 9/11" rende pubblici due nuovi "punti di consenso" che dimostrano una conoscenza anticipata degli attentati da parte degli organi di governo USA.

Il primo di questi tratta di "Able Danger", nome in codice di un'operazione di Intelligence di primaria importanza guidata dai generali Hugh Shelton e Peter Schoomaker, comandanti in capo del Dipartimento delle operazioni speciali (SOCOM).








"Able Danger" aveva permesso di scoprire che l'uomo identificato come Mohamed Atta si trovava sul territorio dei Stati-Uniti fin dal gennaio-Febbraio 2000, cioè 18 mesi prima degli attentati, mentre la versione ufficiale data il suo arrivo a giugno 2001. [...]

Le dichiarazioni ufficiali affermarono di non sapere che Mohamed Atta si trovava negli USA prima dell'11/9, mentre un settore essenziale dei servizi segreti USA sapeva perfettamente che egli si trovava negli Stati Uniti a gennaio-febbraio 2000.

Malgrado questo, "Able Danger" è stata costantemente ignorata dai responsabili del governo prima degli attentati; la Commissione ufficiale non fa cenno a questi dati nel suo rapporto; l'Ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha messo nel cassetto l'intera faccenda.

Louis Freeh, ex-direttore dell'FBI, si dichiarò "stupefatto" dell'affermazione della Commissione Ufficiale, la quale aveva definito queste circostanze come "storicamente insignificanti".

Il secondo punto di consenso evidenzia il fatto che l'attacco contro il Pentagono era previsto in diversi uffici governativi prima che esso si verificasse. Diverse esercitazioni militari, effettuate prima dell'11/9, implicavano aerei che avrebbero dovuto schiantarsi contro il Pentagono. Il che dimostra come questo tipo di attacco non fosse affatto inatteso.

Inoltre, esistono rapporti pubblicati da diversi giornali, che fanno riferimento a numerose fonti dei servizi di sicurezza che avvertivano alti ufficiali del Pentagono e altri funzionari affinché non volassero esattamente in quel giorno 11 Settembre.

La mattina dell'11/9, il ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, aveva preannunciato un attacco contro il Pentagono. Nel suo ufficio, mentre osservava le immagini televisive dell'attentato a New York, avrebbe pronunciato questa frase: "Credetemi, non è finita. Ci sta per essere un altro attentato, e potrebbe benissimo toccare a noi."

Nel frattempo, malgrado "condizioni di traffico estremamente difficili", l'FBI arrivò sul posto in meno di 5 minuti, e sequestrò i nastri delle telecamere di sorveglianza che si trovavano in molti punti intorno all'edificio, e che inquadravano la sezione del Pentagono che era stata colpita poco prima. 

Il corrispondente della NBC al Pentagono, Jim Miklaszewski, fu avvertito in anticipo da un ufficiale dell'intelligence militare che gli avrebbe detto: "Se fossi in lei me ne starei al di fuori dell'anello E (quello esterno, dove si trovavano gli uffici della NBC) per tutta la giornata, perché siamo i prossimi."

Ricordiamo che diversi punti pubblicati in precedenza da "Consensus 9/11" in merito alla conoscenza anticipata degli avvenimenti includono : 1) il crollo dell'edificio WTC7; 2) le prove di "insider trading" nelle borse prima dell'11/9; 3) il ruolo del vice-presidente Dick Cheney e quello dell'allora sindaco di New York, Rudy Giuliani.

Il Comitato del 9/11 Consensus utilizza una metodologia usata in medicina per individuare convergenze di consensi tra i ricercatori su temi precisamente individuati, partendo dalle "migliori prove disponibili".
Durante questo procedimento di elaborazione, gli esperti rispondono senza conoscere preventivamente le opinioni degli altri, e questo durante 3 cicli di revisione e di feedback.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.consensus911.org/press-release-new-evidence-of-foreknowledge-of-the-911-attacks/

Traduzione di http://megachip.globalist.it

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=123647&typeb=0&attentati-dell-11-9-nuovi-elementi-rivelano-sapevano-prima

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4792

11 settembre, dopo 14 anni resta segreto report sui finanziatori sauditi dell’attacco



Di Enrico Piovesana

C’è un lungo filo rosso che lega gli attentati dell’11 settembre di 14 anni fa negli Stati Uniti e la guerra civile in Siria che dal 2011 ad oggi ha causato 300mila morti e 4 milioni di profughi. Due tragedie nelle quali un potente e ricco alleato dell’Occidente, lamonarchia saudita, ha giocato un ruolo molto ambiguo: ieri per le sue relazioni con gli attentatori del World Trade Center, oggi come principale sostenitrice dei gruppi jihadisti responsabili del bagno di sangue siriano, Isis incluso. Un ruolo troppo imbarazzante per essere reso pubblico, ieri come oggi.





Quando nel 2002 il presidente George W. Bush esaminò ilrapporto della Commissione d’inchiesta parlamentare congiunta sull’attività delle agenzie e dei servizi segreti statunitensi prima e dopo gli attacchi dell’11 settembre, decise di secretare un intero capitolo dedicato a quello che Cia ed Fbi sapevano all’epoca delsostegno finanziario straniero agli attentatori. Nonostante le ripetute richieste dei parenti delle vittime, di molte associazioni e di diversi politici americani, Obama non ha ancora autorizzato la pubblicazione di quelle 28 pagine.
Pagine che “puntano il dito contro l’Arabia Saudita comeprincipale finanziatore dell’11/9”, ha dichiarato in una conferenza stampa l’ex senatore Bob Graham, che di quella Commissione era co-presidente e che continua a chiedere la declassificazione del capitolo. “La pubblicazione di quelle pagine non costituirebbe una minaccia alla sicurezza nazionale, mentre lo è il loro occultamento. I Sauditi sanno cosa hanno fatto e sanno che il governo Usa lo sa e lo vuole tenere segreto: questo ovviamente li induce a continuare a fare lo stesso. Al Qaeda è stata una creatura saudita, così come lo sono i gruppi regionali tipo al Shabaab (in Somalia, ndr) e l’Isis è la loro ultima creatura”.
Terry Strada, rappresentante dell’associazione Famiglie e Vittime dell’11/9 Unite per la Giustizia contro il Terrorismo: “Nascondendo la verità sui finanziatori dell’11/9 si è garantita impunità ai responsabili che quindi si sentono liberi di continuare a finanziare organizzazioni terroristiche con il conseguente sviluppo allarmante di ramificazioni di Al Qaeda, come l’Isis”.
Tutti i parlamentari che hanno letto quelle 28 pagine ritengono che la loro pubblicazione non solo farebbe luce su un aspetto fondamentale dell’11 settembre, ma sarebbero importantissime per capire e affrontare i nuovi drammi del Medio Oriente. Walter Jones: “Sono rimasto scioccato da quel che ho letto: ci sono informazioni critiche per la direzione futura della nostra politica estera”. Thomas Massie: “Leggere quelle pagine mi ha irritato e costretto a ridefinire la mia percezione della storia e di quello che accade in Medio Oriente”. John Lehman, ex capo di stato maggiore della Marina e membro della Commissione sull’11/9: “Quelle pagine sarebbero di grande aiuto ai nostri governanti per capire meglio le minacce che oggi ci troviamo a fronteggiare”.
Quelle 28 pagine, secondo gli studiosi dell’11 settembre, trattano i rapporti finanziari tra Arabia Saudita e l’organizzazione diOsama bin Laden (rapporti che ancora nel 2009 verranno denunciati in un memo segreto dall’allora Segretario di StatoHillary Clinton), con particolare attenzione al supporto finanziario fornito ai 19 dirottatori (di cui 15 sauditi) e al ruolo svolto da principe Turki bin Faisal, allora capo dell’intelligence, e dal principe Bandar bin Sultan, all’epoca ambasciatore saudita aWashington e amico personale dei Bush.
Lo stesso principe “Bandar Bush” che nel 2012 diventa capo dell’intelligence saudita con la missione di finanziare la ribellione antigovernativa in Siria, dove subito – con la collaborazione diQatarEmirati e Turchia, e il placet degli Stati Uniti – inizia l’escalation dei combattimenti e l’inarrestabile avanzata militare dell’Isis e degli altri gruppi antigovernativi jihadisti legati ad Al Qaeda.

New York, la commemorazione dell'11 settembre

Il ricordo dell'11 settembre a New York (Lapresse)


http://www.quotidiano.net/foto/11-settembre-new-york-commemorazione-1.1289103

Ricorre oggi il 14esimo anniversario della caduta delle Torri Gemelle di New York, e Barack Obama ha indetto tre giorni di preghiera in ricordo delle vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre. "Io, Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, in virtù dell'autorità conferitami dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo da venerdì 11 a domenica 13 settembre giornate nazionali di preghiera e commemorazione nazionale", ha dichiarato il presidente Usa in un comunicato.






 "Invito gli americani a onorare e ricordare le vittime dell'11 settembre 2001 e i loro cari attraverso la preghiera, la contemplazione, i rintocchi delle campane, le fiaccolate e altri attività di questo genere", ha aggiunto, sottolineando che tutto il mondo è invitato a partecipare alla commemorazione. "Quattordici anni fa, la pace si ruppe una bella mattina. Gli eventi dell'11 settembre del 2001 hanno lasciato un segno indelebile nella mente di tutti gli americani, e la nostra nazione è cambiata per sempre. Quasi 3.000 vite preziose sono andate perdute, e i loro cari hanno dovuto affrontare un dolore inimmaginabile", ha affermato ancora Obama.

Il mistero della copertina dell'album "Party Music" dei The Coup ritraente gli attacchi alle Torri Gemelle e disegnata tre mesi prima degli stessi


Di Salvatore Santoru

Nel 2001 aveva fatto un modesto scandalo la copertina dell'album "Party Music" del gruppo political hip hop statunitense "The Coup".

https://en.wikipedia.org/wiki/Party_Music
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Coup

Difatti, la copertina realizzata nel giugno del 2001 raffigurava i due rapper Raymond "Boots" Riley e E-Roc davanti alle Torri Gemelle colpite da un attacco terroristico.
Come riporta Wikipedia, l'uscita sul mercato dell'album prevista a settembre fu rimandata di due mesi a causa dell'inquietante somiglianza con gli attacchi del 9/11 e alla fine "Party Music" venne pubblicato con una copertina diversa.

The Coup Party Music.jpg

La copertina dell'album "Pyromania" dei Def Leppard e l'ipotetico riferimento all'11 settembre 2001



Di Salvatore Santoru

Nell'ambito delle teorie della cospirazione, si è parlato molto di presunti segnali "premonitori" presenti nell'ambito della cultura di massa sugli attacchi dell'11 settembre 2001, a volte in modo alquanto azzardato e altre in maniera più ragionata, si pensi alle famigerate "Illuminati Card Game" del 1995.

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/03/il-gioco-illuminati-card-e-certe.html




Nel campo musicale, risulta indubbiamente molto interessante la copertina dell'album "Pyromania" della band hard rock/heavy metal Def Leppard, album uscito nel lontano 1983.
In esso è disegnata quella che sembra una delle due torri ( anche se potrebbe rappresentare un semplice grattacielo) mentre prende fuoco a causa di un'esplosione causata da un'attentato.

https://it.wikipedia.org/wiki/Def_Leppard
https://en.wikipedia.org/wiki/Pyromania_(album)



Molto probabilmente tutto ciò è assolutamente casuale, eppure la cosa rimane alquanto intrigante e base di spunti per alcune teorie della cospirazione incentrate sul 9/11.

L'Arabia Saudita è il principale sponsor del terrorismo islamista nel mondo, parola del giornalista statunitense Geraldo Rivera


Di Salvatore Santoru

Durante un'intervista a Fox News, il giornalista e commentatore statunitense Gerardo Rivera ha affermato che l'Arabia Saudita è il principale sponsor del terrorismo di matrice islamista nel mondo, e che ha avuto un decisivo ruolo negli attentati dell'11 settembre 2001.
Al presentatore Eric Bolling che sosteneva che l'Iran appoggia gruppi terroristici ed è il principale nemico degli States, Rivera ha risposto che "quella che hai appena descritto è la propaganda che i sauditi hanno insinuato nella tua testa”, affermando praticamente che non è l'Iran il maggior problema per Washington, ma gli stessi sauditi.
Nell'intervista, Rivera ha fatto appello al governo statunitense per la declassificazione delle 28 pagine dell’inchiesta sugli attentati dell’11 Settembre che provano il coinvolgimento saudita negli attentati terroristici.



Terrorismo e Arabia Saudita: quello che non ci hanno detto sull’11 settembre

Di Salvatore Recupero
È già passato un mese dai tragici fatti di Parigi. Infatti, il sette gennaio scorso i fratelli Kouachi compivano un attacco al giornale satirico Charlie Hebdo. Nell’attentato sono morte dodici persone e undici sono rimaste ferite. Dopo il primo attentato, il nove gennaio un complice degli attentatori si è barricato in uno dei supermercati Kosher della catena Hypercacher a Porte de Vincennes, prendendo alcuni ostaggi e uccidendo quattro persone.
I due fratelli Kouachi (Saïd e Chérif) sono stati uccisi nel pomeriggio del nove gennaio durante l’irruzione nella tipografia presso la quale si erano barricati dopo un conflitto a fuoco nella cittadina di Dammartin-en Goele. Nello stesso giorno Amedy Coulibaly è stato ucciso, a Porte de Vincennes, nella zona est di Parigi, durante la simultanea irruzione delle forze speciali francesi all’interno del supermarket Kosher dove teneva gli otto ostaggi, quattro dei quali hanno perso la vita. Si è parlato dell’undici settembrefrancese. Il mondo si è stretto attorno alle vittime. Ma a proposito di terrorismo islamico qualcosa di molto importante avveniva negli stessi giorni dall’altra parte dell’oceano.
A Washington si teneva un’importante conferenza stampa sulla necessità di rendere pubbliche le 28 pagine della relazione d’inchiesta del Congresso americano del 2002 che rivelerebbero i finanziamenti dell’Arabia Saudita ai terroristi dell’11 settembre. Queste pagine furono secretate dal presidente George Bush. In Italia non si è parlato affatto dell’argomento. Il solo quotidiano a darne notizia è stato Italia Oggi. Il tema era ed è assai importante. Nel dicembre del 2002 venne redatto un rapporto di oltre 800 pagine. Quando però, sei mesi dopo, tale documento fu declassificato, cioè reso pubblico, si scoprì che 28 pagine mancavano. Proprio quelle che spiegavano il ruolo dell’Arabia Saudita nel finanziamento dei terroristi e dell’attentato dell’11/9.
I democratici hanno fatto numerosi appelli a Bush affinchè rendesse pubbliche quelle pagine. Ma non si sono mosse con la stessa risolutezza con Obama. Oggi, infatti, è l’unico che può render pubblico il contenuto di quegli atti. Certo, c’è qualche lodevole eccezione. Ad esempio l’ex senatore democratico Bob Graham insieme a due deputati, il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch, e alla co-presidente dell’Associazione delle Famiglie e dei Sopravvissuti dell’11/9, la signora Terry Strada che hanno tenuto questa conferenza stampa. Alla conferenza i deputati Jones e Lynch hanno annunciato di aver presentato alla Camera una risoluzione, la H Res. 14, per richiedere al Presidente Obama di togliere il segreto alle suddette 28 pagine. Sia il testo della legge che il video della conferenza stampa sono disponibili sui siti dei due parlamentari, www.jones.gov www.lynch.gov.
Basterà riportare quanto ha detto l’ex senatore Graham: “I Sauditi sanno quello che hanno fatto. Non sono persone che non conoscono le conseguenze delle azioni del loro governo. I Sauditi sanno che noi sappiamo quello che hanno fatto. Persone del Governo americano hanno letto le 28 pagine e hanno letto anche tutti gli altri documenti che sono stati fino ad oggi secretati. E i Sauditi lo sanno.  Essi hanno continuato, e forse accresciuto, il loro sostegno allo wahabismo, una delle forme più estremiste dell’Islam, a livello mondale ed in particolare nel Medio Oriente. In secondo luogo, hanno sostenuto il fervore religioso delle organizzazioni che portavano avanti queste forme estreme di Islam con appoggi finanziari e di altro tipo. Queste comprendono moschee, madras e strutture militari. Al Qaeda era una creatura dell’Arabia Saudita e gruppi regionali come quello di Shabaab (la cellula somala di Al Qaeda) sono stati in gran parte creature dell’Arabia Saudita; e adesso l’Isis è l’ultima creatura. L’Isis è una conseguenza non una causa, è una conseguenza dell’espandersi dell’estremismo in gran parte sostenuto dall’Arabia Saudita. La conseguenza della nostra passività nei confronti dell’Arabia Saudita ha fatto anche tollerare una moltiplicazione di organizzazioni violente, estreme e fortemente dannose per la regione mediorientale e una minaccia a tutto il mondo, come abbiamo visto questa mattina a Parigi”.
Alla luce di queste parole ci si aspettava quantomeno una risposta da parte del Presidente Obama. Lui certo non è tipo da tirarsi indietro. Infatti neanche quindici giorni dopo ha lanciato il guanto di sfida alle monarchie saudite. In particolare durante i funerali del re Abd Allāh bin Abd al-Azīz Āl Saaūd, per gli amici Abdullah. Qui con sprezzo del pericolo ha definito il monarca “un uomo di pace” e anzi ha aggiunto “In patria, la sua visione era dedicata a educare la popolazione”. Certo i suoi metodi sono poco montessoriani. Di recente il blogger Raif Badawi è stato condannato a mille frustate (50 a settimana), 10 anni di carcere e 260 mila dollari di multa.
Ricostruendo gli eventi rimane un dubbio. O gli occidentali sono così ingenui da non capire chi è il vero nemico o gli attentati sono solo un piccolo effetto collaterale de l’esprit de Monsieur de Voltaire. Chi può dirlo. Intanto facciamo un bel minuto di silenzio per dimostrare la nostra vicinanza con chi è stato vittima dell’odio religioso. Almeno questo lo sappiamo fare bene.

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