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L'ISIS, il terrorismo islamista e i miliziani esteri che stanno distruggendo la Siria e l'Iraq

Di Salvatore Santoru Ultimamente nei mass media si è parlato molto dell' ISIS , il famigerato gruppo fondamentalista islamico che ...



Di Salvatore Santoru


Ultimamente nei mass media si è parlato molto dell'ISIS, il famigerato gruppo fondamentalista islamico che sta terrorizzando l'Iraq e la Siria.


L'organizzazione terroristica si sta rendendo responsabile di molti crimini e violenze nell'area.
 Il 16 agosto, l'Osservatorio dei diritti umani siriano ha reso noto che i jihadisti hanno ucciso nelle ultime due settimane oltre 700 persone, e in Iraq è in corso da tempo una forte persecuzione verso Yazidi,curdi e cristiani.


Dal 29 giugno 2014 l'ISIS forma anche uno stato non riconosciuto al confine tra la Siria e l'Iraq, retto dal califfato guidato da Abu Bakr al-Baghdadi.

Al–Baghdādī parla alla Grande Moschea di al-Nuri a Mosul il 4 luglio 2014.

Secondo alcuni ricercatori, l'avanzata dell'ISIS non è un'evento completamente frutto del caso, ma rientra in un'orchestrata campagna di destabilizzazione della Siria e dell'Iraq, e una buona parte di combattenti presenti in essa non sono altro che miliziani di origine straniera.

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Se questa ipotesi può apparire di primo acchito un pò assurda, approfondendo un pò la questione si scopre che in realtà corrisponde al vero.

Passiamo ai fatti: uno dei più importanti miliziani dell'ISIS è Denis Mamadou Cuspert, in passato esponente di spicco del gangsta rap in Germania conosciuto come Deso Dogg.



Deso Dogg non è un caso isolato: secondo il rapporto annuale dei servizi segreti tedeschi sono più di 2000, perlopiù migranti di seconda generazione, i miliziani che dall'Europa sono andati a combattere in Siria nelle fila dei terroristi islamici (ISIS e Al-Quaida), e circa 320 di questi, compreso "Deso Dogg", provengono dalla Germania.
Inoltre, secondo una lista recentemente consegnata dai servizi segreti occidentali alle autorità turche, sarebbero circa 5000 gli aspiranti jihadisti che dall'Europa e dagli USA premono per andare a combattere in Siria.



Hanno causato scalpore le immagini che il miliziano e terrorista dell'ISIS Abdel-Majed Abdel Bary, anch'egli, come Deso Dogg, un passato da rapper discretamente conosciuto e noto per le sue recenti efferatezze.



Come Deso Dogg, anche Abdel è uno dei tanti miliziani provenienti dall'estero andati a combattere per il jiadhismo internazionale.
Più precisamente Abdel-Majed Abdel Bary proviene dalla Gran Bretagna, in cui tra l'altro riscuoteva un discreto successo musicale, tanto che le sue canzoni venivano trasmesse regolarmente anche dalla nota emittente radiofonica di proprietà della BBC, BBC Radio 1 .



Come riportato in un articolo del Daily Mail datato 9 marzo, in passato Abdel era stato torturato da parte di altri terroristi islamisti, durante una faida tra l'ISIS a cui apparteneva e altri gruppi.

Difatti, in Siria la cosiddetta area islamista dei gruppi ribelli armati è fortemente spaccata al suo interno, e a parte l'obiettivo comune di far cadere il regime di Assad, in essa vi sono fortissimi conflitti tra i vari gruppi, che spesso hanno portato a stragi e faide interne ( per intendersi, un pò come certi clan mafiosi o le gang in lotta tra di loro).




Purtroppo c'è da segnalare che le barbari e disumane "gesta" di Abdel non sono le uniche.
Pochi giorni fa su Twitter un'altro miliziano e terrorista dell'ISIS combattente in Siria e arrivato dall'Australia, Khaled Sharrouf, aveva postato una foto in cui raffigurava il figlio di sette anni ( vestito all'americana, con capellino da baseball e orologio di plastica al polso), con in mano la testa mozzata di un'individuo che il criminale aveva appena ucciso.


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Questi atti barbari sembrano essere la "normalità" per molti terroristi dell'ISIS e degli altri gruppi violenti che stanno destabilizzando la Siria da ben tre anni.

Pochi giorni fa, a Raqqua i miliziani ISIS hanno occupato una base dell'esercito siriano situata nella periferia della città , decapitandone gli occupanti e diffondendo le immagini sui social network.
Come se non bastasse, i terroristi hanno infilzato le teste delle loro vittime in un cancello come "trofei di guerra".


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Un'altro metodo usato da questi terroristi è quello di crocifiggere gli avversari, specie se cristiani.
Difatti ISIS,Al-Quaida e gli altri gruppi terroristi che stanno massacrando la Siria da tempo, si pongono come obiettivo principale quello di sterminare cristiani,drusi,islamici non fondamentalisti e chiunque si opponga alla loro visione totalitaria del " grande califfato".



Come si può ben dimostrare facendo qualche buona ricerca sul web o sui quotidiani, una buona parte dei miliziani dell'ISIS e di altri gruppi islamisti radicali che stanno combattendo in Siria provengono dall'estero.
Su questo fatto si potrebbero avanzare molte ipotesi, e c'è da segnalare che secondo alcuni ricercatori  l'avanzata dell'ISIS è da ascriversi a una "destabilizzazione programmata" in Siria e Iraq, destabilizzazione che si sostiene abbia fatto o faccia comodo a certi paesi, come l'Arabia Saudita e altri paesi del Golfo ( tra i maggiori finanziatori dei gruppi islamisti in Siria) e a certi gruppi di potere occidentali di stampo "mondialista", i quali vedono negli stati sovrani e laici un forte pericolo per i loro progetti di dominio e controllo nell'area.

Come già detto, sono molte le storie di miliziani e terroristi che si sono arruolati per combattere in Siria e in Iraq nelle fila dell'ISIS o di altri gruppi simili, tanto che si può pensare che lo stesso ISIS in realtà non sia altro che un mero gruppo di "mercenari" o simili.

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Tra le tante storie che si possono leggere nei quotidiani o ricercando nel web di terroristi islamisti, vale la pena di segnalare quella di Mohamed Merah, che nel marzo 2012 compì una tremenda strage in una scuola ebraica di Tolosa, uccidendo quattro civili, tra cui tre bambini, e quattro militari.
Poco tempo prima della strage, Merah aveva combattuto tra le fila degli islamisti radicali in Siria contro il governo di Assad.



O quella dell'ex calciatore in Germania Burak Karan, andato a combattere probabilmente nelle fila degli islamisti(si pensa Al-Quaida) in Siria, e sembra rimasto ucciso durante una battaglia.



O ancora, quella di Anas El Abboubi, che dall'Italia è andato a combattere nelle fila dell'ISIS con il nome di Anas Al Italy l'anno scorso, e a cui il Corriere della Sera ha dedicato un articolo ( datato 22/11/2013) dove l'avanzata degli islamisti radicali viene definita come "una nuova «guerra di Spagna» per la liberazione" (sic).

Nell'articolo viene ripreso anche un'estratto dei testi di Anas":

«Il martirio mi seduce, voglio morire a mano armata, tengo il bersaglio sulla Crociata…».

Anas aveva una relativa notorietà nel panorama hip hop bresciano, tanto che era stato anche intervistato da Mtv, quando si faceva chiamare "Mc Khalifh".



Se si ricerca storie di miliziani esteri arruolatisi nelle fila del terrorismo islamista, risulta interessante e più un particolare e bizzarro legame con alcune frange minoritarie della sottocultura del mondo del gangsta rap, piuttosto che questioni spirituali.
Difatti, oltre ai già citati Deso Dogg e Abdel Bary, non è raro imbattersi in storie di miliziani islamisti legati a tale tipo di sottocultura, come Omar Hammami, legato ai miliziani di Al-Shabaab ( i quali tra l'altro, hanno una bandiera quasi identica a quella dell'ISIS).




Sembra proprio che di "islamico" in senso stretto questi miliziani non sanno e/o non hanno poi granché e ne sposino solo le versioni più radicali ed estremiste, e inoltre pare che il loro "ideale" sia più che altro di stampo chiaramente distruttivo, e che il richiamo all'Islam in sé,che spesso i miliziani dell'ISIS fanno, sia più che altro una mera giustificazione per legittimare le loro azioni criminali,antisociali e perverse.


In questo senso il fatto che una buona parte di appartenenti a tali gruppi terroristi siano stati o siano legati ( o fortemente appassionati, come è stato il caso di Merah) a un certa frangia minoritaria, e estrema e abbastanza violenta del filone del gangsta rap forse può apparire meno bizzarro.


Sul gangsta rap, c'è da segnalare che la storia di questo sottogenere è costellata da diversi crimini,omicidi e stragi, e addirittura molti esponenti importanti del giro si sono macchiati di svariati omicidi (una cosa del tutto impensabile in altri generi musicali, sia mainstream che underground), tanto che negli USA ormai il fatto di appartenere a quest'ambiente è diventata un'attenuante per crimini.

Sembra proprio che buona parte dei miliziani e dei terroristi dell'ISIS o di altri gruppi simili siano specializzati nel sovvertire e destabilizzare determinati paesi per precisi interessi, e non siano altro che il braccio armato del "lato oscuro" del cosiddetto "progetto mondialista".


E su questo punto, storicamente c'è da ricordare che il moderno fondamentalismo islamico tanto diffuso al giorno d'oggi è stato ampiamente utilizzato anche come "manovalanza sovversiva" per destabilizzare e distruggere quei paesi e stati che rappresentano un'ostacolo a certi progetti imperialisti.


Comunque sia, risulta chiaro che la Siria e l'Iraq sono sotto attacco del terrorismo internazionale, terrorismo internazionale e di matrice islamista radicale che purtroppo si sta espandendo sempre di più.

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