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"Chiarimenti", ecco il nuovo singolo di Metal Carter con Davide Toffolo


I “Chiarimenti” di Metal Carter con Davide Toffolo, il nuovo singolo punta dritto verso “Fresh Kill”

“Chiarimenti” è il titolo del nuovo singolo e video dell’eclettico rappresentante della scena Hip-Hop nazionale Metal Carter, che per l’occasione ha coinvolto una figura di riferimento dell’alternative italiano quale Davide Toffolo, frontman della formazione Tre Allegri Ragazzi Morti.

Il sodalizio, come racconta Carter, nasce da una spontanea amicizia e stima reciproca: Davide si è sempre dichiarato suo fan, mentre Carter ammira la sua visione della musica a 360 gradi e la sua carriera di fumettista. Sulla produzione di Akira Beats scorrono rime dove violenza fa rima con coerenza, vicende che raccontano episodi di vita reale in prima persona, dove il tipico scenario death rap che ha sempre contraddistinto la carriera del Sergente di Metallo emerge prepotentemente. Se per primo in Italia ha sviscerato i meandri più oscuri del death rap, in questo nuovo corso si evolve addentrandosi anche su territori gangsta rap più street. 

Beat ed elettronica si mescolano con un pianoforte che riecheggia tutta la carica solenne ed emotiva del pezzo, contrappuntata dal ritornello quasi mistico di Toffolo. Un nuovo capitolo del prossimo album, che acquisirà ulteriore significato quando sarà svelata l’intera tracklist, dove ogni capitolo di “Fresh Kill” è pensato e concatenato in una sequenza di significati e ospiti.

Il singolo è accompagnato dall’omonimo videoclip realizzato da Federico Bensi e verte su una scenografia squisitamente urban. Il playback di Carter e Toffolo è ambientato in un tipico quartiere periferico della Capitale ed è incentrato sulla presenza di decine di ragazzi che rappresentano un’ampia gamma di gruppi sociali, dai dark ai b-boy, dai metallari alle persone qualsiasi.
Con la pubblicazione di “Chiarimenti”, finalmente il Death Lord annuncia la pubblicazione del nuovo album “Fresh Kill” subito dopo l’estate per Time to Kill Records, diventando il primo rapper italiano a firmare per un’etichetta metal.
Il singolo è disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da martedì 26 maggio 2020.

VIDEO



Luca Bramanti
Ufficio Stampa Nextpress

'SPUTO SOPRA IL VOSTRO MONDO, QUI COMANDO IO', spopola sul web il baby rapper Rom 500Tony



Di Salvatore Santoru

Da diverse settimane si sta parlando sempre di più del 'baby rapper' 500Tony(1).
500Tony ha solo 9 anni e ha già composto diverse canzoni, anche in collaborazione con rapper molto noti come Vacca e i più giovani Jamil e Nerone.



Andando maggiormente nei particolari, il giovanissimo rapper è di etnia gipsy e vive in un campo Rom ed è stato recentemente protagonista di un servizio de Le Iene(2).
Le canzoni di 500Tony stanno facendo molto discutere per via di alcuni testi molto duri e difficilmente adatti a un bambino.
Per andare maggiormente nello specifico, i testi del giovanissimo rapper sono quelli tipici del gangsta rap e ina sua canzone 500Tony sostiene di non andare a scuola e che sarà 'il prossimo capo' del territorio.

Le Iene hanno intervistato anche il padre di 500 Tony, il quale ha sostenuto che non credeva si potesse arrivare al successo che sta avendo il figlio.

NOTE:

(1) https://tvzap.kataweb.it/news/238196/le-iene-chi-e-500tony-il-baby-rapper-rom/

(2) https://www.iene.mediaset.it/video/bambino-rapper-rom-500tony_184700.shtml

CONDANNATO IL "GANGSTA RAPPER" ROMANO BIG SKIZO, AVEVA RAPINATO FARMACIE E NEGOZI PER PRODURRE IL SUO DISCO

Cinque anni a Big Schizo, il rapper che rapinava farmacie per produrre il suo disco
Cinque anni di carcere per Big Schizo, il rapper che rapinava farmacie e negozi alla periferia di Roma per trovare i soldi per produrre il suo disco. Al termine delle indagini il gup lo ha condannato per 10 rapine in negozi dell'Appio e del Tuscolano a fronte delle 19 che la procura gli contestava. Armato di un coltello avrebbe messo a segno colpi in profumerie, negozi di intimo, abbigliamento e farmacie. Il ragazzo è stato arrestato già nel 2014 e nel carcere di Rieti, dove si trova, ha intrapreso un percorso di recupero attraverso la musica. Così rende noto il Messaggero. "Il mio assistito sta svolgendo un progetto all’interno del carcere di Rieti soprattutto attraverso l’aiuto fondamentale della direttrice, degli educatori e degli operatori di polizia penitenziaria, chiamato Music in the wall. Questo percorso si sta rivelando molto utile sotto il profilo educativo e rieducativo della pena", ha dichiarato il suo avvocato.
Gli investigatori sono risaliti a lui grazie alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza degli esercizi commerciali. Per la polizia è stato facile confrontare i video con quelli pubblicati dal rapper su YouTube. Tra i suoi brani più cliccati su YouTube c'è "Omertà". "E' una vita fatta d'omertà, dalla gente che non ce voi sta, una parola giù in questura e te fa carcerà, ma io sto ancora qua, a quaquaraqua", è il testo. Big Schizo ha prodotto anche un cd intitolato "628", cioè l'articolo del codice penale in cui si parla del reato di rapina.

Gangsta rap e Jihad: l'identikit di una buona parte dei miliziani jiadhisti operanti in Europa, prodotto dell'incontro tra certa subcultura degli USA e il salafismo

Deso Dogg, noto miliziano e musicista ufficiale dell'Isis recentemente ucciso, in passato esponente di spicco del gangsta rap in Germania, http://www.thegatewaypundit.com

Di Sebastiano Caputo

Il profilo dei responsabili delle stragi in Francia è più o meno sempre lo stesso. Mohamed Merah, autore nel 2013 degli attentati di Tolosa, aveva 23 anni, di nazionalità franco-algerina, era cresciuto in uno di quei quartieri degradati dove la delinquenza è imperante.
Legato infatti alla piccola criminalità si era avvicinato al dottrina salafita (corrente dell’Islam) che lo portò a radicalizzarsi nei suoi viaggi in Pakistan e in Afganistan. Già noto ai servizi segreti, scriveva canzoni rap e un video su Youtube lo immortala con la sua auto di lusso mentre tra una sgommata e l’altra, fa il segno della pistola con le dita. Così anche Chèrif Kouachi, uno degli attentatori della redazione parigina del settimanale Charlie Hebdo, appena ventenne, era cresciuto in periferia e prima di essere arrestato nel 2008 in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basata nel 19esimo arrondissement di Parigi, sognava come tanti suoi coetanei di fare il rapper. Nel 2004 appare in un video trasmesso dalla televisione in francese mentre canta e gesticola come i suoi idoli musicali. Tutto torna, ancora una volta. Tra gli stragisti del Bataclan di Parigi, la sala di concerti dove venerdì sera si è svolto uno dei vari attacchi terroristici, c’era un certo Omar Ismail Mostefai, 29enne, l’unico ad aver sempre vissuto in Francia, il quale prima di convertirsi alla Jihad dopo l’incontro con un predicatore belga, girava video in cui “rappava” in lingua francese.
Insomma l’identikit è più o meno sempre lo stesso. Più che fedeli attenti ai precetti delCorano – che predica un messaggio di pace e non di guerra a differenza di quanto affermano i teologici dell’ultima ora – questi kamikaze assomigliano ai teppisti tipici delle metropoli occidentali. Proprio a Parigi, nei sobborghi come in alcuni centri urbani, è dilagata la figura del racaille o del banlieusard, giovane di quartiere connesso alla delinquenza, culturalmente sradicato, parassitario (una buona parte non lavora e vive di sole sovvenzioni statali), iper-consumatore, cresciuto nell’insegnamento trotskista dell’odio verso le tradizioni francesi, pura imitazione del gangster bling bling americano. E se pensiamo che nella musica hip hop d’Oltralpe lo slogan preferito dei cantautori è Nique la France, che in italiano vuol dire "Fotti la Francia”, tutto torna.
In realtà questi giovani che inneggiano alla Jihad sono il prodotto se non il riflesso di un’Europa priva di cultura e identità: vestono Nike o Adidas, ascoltano rap, hanno il culto delle armi e della prigione, consumano stupefacenti, ostentano beni materiali e macchine di lusso, girano con donne che si credono delle star del cinema, usano un linguaggio violento e apologeta di una cultura ghettizzata, inseguono il mito eroico hollywoodiano. Di sicuro passano più tempo davanti al computer e alla televisione che alla Moschea o sul Corano, che probabilmente non hanno mai aperto.
Loro sono i soggetti perfetti da indottrinare, arruolare, addestrare ed infine sacrificare negli attentati terroristici. Ma questo progetto più ampio finanziato dai petro-dollari del Qatar e dell’Arabia Saudita, grandi alleati della Francia sul piano internazionale, rientra in una strategia ben precisa che va dall’acquisto della squadra di calcio del Paris Saint Germainfino alla costruzione di moschee desacralizzate nelle banlieues con la nomina di “Imam di regime”. L’obiettivo è quello di abbruttire e “ri-salafizzare” (radicalizzare) i giovani musulmani francesi e non. Così quegli “investimenti stranieri” caldeggiati dalla destra liberale francese e quel multiculturalismo esaltato dagli intellò goscisti non fa altro che rinsaldare il cerchio della Jihad globale nella grande civiltà occidentale dei consumi.
TITOLO ARTICOLO ORIGINALE:"Dal rap al Jihad: i kamikaze sono un prodotto della subcultura occidentale"

Tunisia: il rapper "Emino" si arruola nell'ISIS

Risultati immagini per Emino ISIS

Di Salvatore Santoru

Come rivelato dal Daily Mail, il rapper tunisino Maurouane Douiri, nome d'arte "Emino", si è arruolato da poco nell'ISIS, per combattere nel nome del Califfato.

Risultati immagini per Emino rap

Emino, esponente di punta del gangsta rap tunisino, non è certo il primo dell'ambiente ad essersi avvicinato all'ISIS, basti ricordare a tal proposito, per citare solo i casi più famosi e noti anche nei mass media, la storia di Abdel-Majed Abdel Bary, che prima di partire per la Siria e diventare noto per i selfie su Twitter che lo raffiguravano mentre tagliava teste degli avversari, era un rapper abbastanza conosciuto in Gran Bretagna, tanto che i suoi pezzi venivano anche trasmessi dalla nota emittente radiofonica di proprietà della BBC,BBC Radio 1 .



 O a Deso Dogg, esponente di spicco del gangsta rap in Germania e uno dei "combattenti storici" dell'ISIS.

German rapper Denis Cuspert is the best known of the three known rappers to have been part of Islamic StateRisultati immagini per deso dogg terrorist

Oltre a questi casi che in un modo o nell'altro hanno avuto eco internazionale, ce ne sarebbero anche diversi, trattati parzialmente anche da Wikipedia.

L'ISIS, il terrorismo islamista e i miliziani esteri che stanno distruggendo la Siria e l'Iraq



Di Salvatore Santoru


Ultimamente nei mass media si è parlato molto dell'ISIS, il famigerato gruppo fondamentalista islamico che sta terrorizzando l'Iraq e la Siria.


L'organizzazione terroristica si sta rendendo responsabile di molti crimini e violenze nell'area.
 Il 16 agosto, l'Osservatorio dei diritti umani siriano ha reso noto che i jihadisti hanno ucciso nelle ultime due settimane oltre 700 persone, e in Iraq è in corso da tempo una forte persecuzione verso Yazidi,curdi e cristiani.


Dal 29 giugno 2014 l'ISIS forma anche uno stato non riconosciuto al confine tra la Siria e l'Iraq, retto dal califfato guidato da Abu Bakr al-Baghdadi.

Al–Baghdādī parla alla Grande Moschea di al-Nuri a Mosul il 4 luglio 2014.

Secondo alcuni ricercatori, l'avanzata dell'ISIS non è un'evento completamente frutto del caso, ma rientra in un'orchestrata campagna di destabilizzazione della Siria e dell'Iraq, e una buona parte di combattenti presenti in essa non sono altro che miliziani di origine straniera.

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Se questa ipotesi può apparire di primo acchito un pò assurda, approfondendo un pò la questione si scopre che in realtà corrisponde al vero.

Passiamo ai fatti: uno dei più importanti miliziani dell'ISIS è Denis Mamadou Cuspert, in passato esponente di spicco del gangsta rap in Germania conosciuto come Deso Dogg.



Deso Dogg non è un caso isolato: secondo il rapporto annuale dei servizi segreti tedeschi sono più di 2000, perlopiù migranti di seconda generazione, i miliziani che dall'Europa sono andati a combattere in Siria nelle fila dei terroristi islamici (ISIS e Al-Quaida), e circa 320 di questi, compreso "Deso Dogg", provengono dalla Germania.
Inoltre, secondo una lista recentemente consegnata dai servizi segreti occidentali alle autorità turche, sarebbero circa 5000 gli aspiranti jihadisti che dall'Europa e dagli USA premono per andare a combattere in Siria.



Hanno causato scalpore le immagini che il miliziano e terrorista dell'ISIS Abdel-Majed Abdel Bary, anch'egli, come Deso Dogg, un passato da rapper discretamente conosciuto e noto per le sue recenti efferatezze.



Come Deso Dogg, anche Abdel è uno dei tanti miliziani provenienti dall'estero andati a combattere per il jiadhismo internazionale.
Più precisamente Abdel-Majed Abdel Bary proviene dalla Gran Bretagna, in cui tra l'altro riscuoteva un discreto successo musicale, tanto che le sue canzoni venivano trasmesse regolarmente anche dalla nota emittente radiofonica di proprietà della BBC, BBC Radio 1 .



Come riportato in un articolo del Daily Mail datato 9 marzo, in passato Abdel era stato torturato da parte di altri terroristi islamisti, durante una faida tra l'ISIS a cui apparteneva e altri gruppi.

Difatti, in Siria la cosiddetta area islamista dei gruppi ribelli armati è fortemente spaccata al suo interno, e a parte l'obiettivo comune di far cadere il regime di Assad, in essa vi sono fortissimi conflitti tra i vari gruppi, che spesso hanno portato a stragi e faide interne ( per intendersi, un pò come certi clan mafiosi o le gang in lotta tra di loro).




Purtroppo c'è da segnalare che le barbari e disumane "gesta" di Abdel non sono le uniche.
Pochi giorni fa su Twitter un'altro miliziano e terrorista dell'ISIS combattente in Siria e arrivato dall'Australia, Khaled Sharrouf, aveva postato una foto in cui raffigurava il figlio di sette anni ( vestito all'americana, con capellino da baseball e orologio di plastica al polso), con in mano la testa mozzata di un'individuo che il criminale aveva appena ucciso.


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Questi atti barbari sembrano essere la "normalità" per molti terroristi dell'ISIS e degli altri gruppi violenti che stanno destabilizzando la Siria da ben tre anni.

Pochi giorni fa, a Raqqua i miliziani ISIS hanno occupato una base dell'esercito siriano situata nella periferia della città , decapitandone gli occupanti e diffondendo le immagini sui social network.
Come se non bastasse, i terroristi hanno infilzato le teste delle loro vittime in un cancello come "trofei di guerra".


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Un'altro metodo usato da questi terroristi è quello di crocifiggere gli avversari, specie se cristiani.
Difatti ISIS,Al-Quaida e gli altri gruppi terroristi che stanno massacrando la Siria da tempo, si pongono come obiettivo principale quello di sterminare cristiani,drusi,islamici non fondamentalisti e chiunque si opponga alla loro visione totalitaria del " grande califfato".



Come si può ben dimostrare facendo qualche buona ricerca sul web o sui quotidiani, una buona parte dei miliziani dell'ISIS e di altri gruppi islamisti radicali che stanno combattendo in Siria provengono dall'estero.
Su questo fatto si potrebbero avanzare molte ipotesi, e c'è da segnalare che secondo alcuni ricercatori  l'avanzata dell'ISIS è da ascriversi a una "destabilizzazione programmata" in Siria e Iraq, destabilizzazione che si sostiene abbia fatto o faccia comodo a certi paesi, come l'Arabia Saudita e altri paesi del Golfo ( tra i maggiori finanziatori dei gruppi islamisti in Siria) e a certi gruppi di potere occidentali di stampo "mondialista", i quali vedono negli stati sovrani e laici un forte pericolo per i loro progetti di dominio e controllo nell'area.

Come già detto, sono molte le storie di miliziani e terroristi che si sono arruolati per combattere in Siria e in Iraq nelle fila dell'ISIS o di altri gruppi simili, tanto che si può pensare che lo stesso ISIS in realtà non sia altro che un mero gruppo di "mercenari" o simili.

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Tra le tante storie che si possono leggere nei quotidiani o ricercando nel web di terroristi islamisti, vale la pena di segnalare quella di Mohamed Merah, che nel marzo 2012 compì una tremenda strage in una scuola ebraica di Tolosa, uccidendo quattro civili, tra cui tre bambini, e quattro militari.
Poco tempo prima della strage, Merah aveva combattuto tra le fila degli islamisti radicali in Siria contro il governo di Assad.



O quella dell'ex calciatore in Germania Burak Karan, andato a combattere probabilmente nelle fila degli islamisti(si pensa Al-Quaida) in Siria, e sembra rimasto ucciso durante una battaglia.



O ancora, quella di Anas El Abboubi, che dall'Italia è andato a combattere nelle fila dell'ISIS con il nome di Anas Al Italy l'anno scorso, e a cui il Corriere della Sera ha dedicato un articolo ( datato 22/11/2013) dove l'avanzata degli islamisti radicali viene definita come "una nuova «guerra di Spagna» per la liberazione" (sic).

Nell'articolo viene ripreso anche un'estratto dei testi di Anas":

«Il martirio mi seduce, voglio morire a mano armata, tengo il bersaglio sulla Crociata…».

Anas aveva una relativa notorietà nel panorama hip hop bresciano, tanto che era stato anche intervistato da Mtv, quando si faceva chiamare "Mc Khalifh".



Se si ricerca storie di miliziani esteri arruolatisi nelle fila del terrorismo islamista, risulta interessante e più un particolare e bizzarro legame con alcune frange minoritarie della sottocultura del mondo del gangsta rap, piuttosto che questioni spirituali.
Difatti, oltre ai già citati Deso Dogg e Abdel Bary, non è raro imbattersi in storie di miliziani islamisti legati a tale tipo di sottocultura, come Omar Hammami, legato ai miliziani di Al-Shabaab ( i quali tra l'altro, hanno una bandiera quasi identica a quella dell'ISIS).




Sembra proprio che di "islamico" in senso stretto questi miliziani non sanno e/o non hanno poi granché e ne sposino solo le versioni più radicali ed estremiste, e inoltre pare che il loro "ideale" sia più che altro di stampo chiaramente distruttivo, e che il richiamo all'Islam in sé,che spesso i miliziani dell'ISIS fanno, sia più che altro una mera giustificazione per legittimare le loro azioni criminali,antisociali e perverse.


In questo senso il fatto che una buona parte di appartenenti a tali gruppi terroristi siano stati o siano legati ( o fortemente appassionati, come è stato il caso di Merah) a un certa frangia minoritaria, e estrema e abbastanza violenta del filone del gangsta rap forse può apparire meno bizzarro.


Sul gangsta rap, c'è da segnalare che la storia di questo sottogenere è costellata da diversi crimini,omicidi e stragi, e addirittura molti esponenti importanti del giro si sono macchiati di svariati omicidi (una cosa del tutto impensabile in altri generi musicali, sia mainstream che underground), tanto che negli USA ormai il fatto di appartenere a quest'ambiente è diventata un'attenuante per crimini.

Sembra proprio che buona parte dei miliziani e dei terroristi dell'ISIS o di altri gruppi simili siano specializzati nel sovvertire e destabilizzare determinati paesi per precisi interessi, e non siano altro che il braccio armato del "lato oscuro" del cosiddetto "progetto mondialista".


E su questo punto, storicamente c'è da ricordare che il moderno fondamentalismo islamico tanto diffuso al giorno d'oggi è stato ampiamente utilizzato anche come "manovalanza sovversiva" per destabilizzare e distruggere quei paesi e stati che rappresentano un'ostacolo a certi progetti imperialisti.


Comunque sia, risulta chiaro che la Siria e l'Iraq sono sotto attacco del terrorismo internazionale, terrorismo internazionale e di matrice islamista radicale che purtroppo si sta espandendo sempre di più.

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