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15 casi in cui cibo e arredamento si fondono in perfetta armonia

pizza bed

Di Carly Ledbetter

Cosa succede quando si unisce l'ossessione per il cibo alla passione per l'arredamento? Succedono cose fantastiche, gente. Cose fantastiche.
Colpo di scena: c'è un'intera industria che si dedica alla creazioni di complementi d'arredo dall'aspetto delizioso che valorizzeranno ogni stanza (o perlomeno faranno ridere di gusto i vostri ospiti).
Carta da parati Big Mac, pannocchie tende per la doccia e cuscini burrito sono solo l'inizio. Date un'occhiata a questi 15 casi in cui cibo e arredamento si uniscono in perfetta armonia, qui sotto.
1. Cuscini e lenzuola hamburger
Acquistabili per 80 dollari su Emotional Rainbow.
pillow
2. Carta da parati Big Mac McDonald's
88 dollari, potete acquistarlo dallo shop online McDonald's Big Mac.
big mac
3. Cuscino burrito
Per maggiori informazioni visitate laurenvenell.com.
burrito pillow
4. Letto pizza
Tutti i dettagli sul sito pizzabed.cool.
pizza bed
5. Arazzo da muro sandwich
$79, in vendita sul sito di Society 6.
society
6. Asciugamani sushi
Per saperne di più visitate ototodesign.com.
sushi pillow
7. Stampa artistica incorniciata "Parks & Rec"
In vendita a 35 dollari sul sito Society 6.
society
8. Tende da doccia con caramelle pannocchia
Acquistabile a 68 dollari dal sito Etsy.
society
9. Orologio vegetale
Potete accaparrarvelo sul sito di Etsy per 30 dollari a questo link.
veggies
10. Cuscini ciambella
22 dollari e 86 centesimi, potete trovare anche questo sul sito di Etsy.
etsy
11. Candele muffin al mirtillo
Venduti da Keystone Candle Company a $5.50 sul sito ufficiale della compagnia.
candle
12. Cuscino sottaceto gigante.
Anche questo prodotto è venduto da Etsy al costo di 115 dollari..
etsy
13. Lampada gelato
$19.41, potete trovarlo a questo link sul sito di Etsy.
etsy
14. Bicchiere da drink ananas
In vendita da Urban Outfitters a 8 dollari qui.
urban
15. Calamite macaron
In vendita a 19.90 dollari sul sito di Etsy.
etsy

Senza Nome: a Bologna il primo bar gestito da sordi


Di Daniela Bella
Si chiama Senza nome ed è un accogliente bar situato nel centro di Bologna, in via Belvedere 11/b. Si tratta di un locale molto speciale perchè a servire la clientela sono dei ragazzi sordi.
Il bar nasce circa due anni fa, da un’idea di Alfonso Marrazzo e Sara Longhi, i due gestori del Senza Nome appunto. L’intento, infatti, era quello di far interagire i sordi con gli udenti, di metterli in qualche modo allo stesso piano in un luogo in cui l’interazione è davvero possibile. Basti pensare che ad oggi il bar, oltre ad essere un importante luogo di riferimento e di incontro per i non udenti, è anche frequentatissimo dagli udenti.

Come effettuare un’ordinazione al Senza Nome?

Se si vuol fare un’ordinazione le soluzioni non mancano: si può utilizzare il linguaggio dei segni, si possono usare i numerosi bigliettini posti in bacheca, si può scrivere su dei foglietti, si può ricorrere ai gesti più comuni. Insomma, in un modo o in un altro la soluzione si trova.
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La parola dei due ideatori e gestori del Senza Nome

Alfonso Marrazzo, ideatore e gestore del locale, è originario di Salerno e laureato in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Presentando il suo locale ha spiegato:
“Abbiamo pensato che questo fosse uno spazio per fare diverse attività, per cercare appunto un luogo che avesse l’obiettivo di integrare sordi e utenti. Un’attività lavorativa, ma anche culturale, per far in modo che mondi diversi, situazioni diverse si incontrassero, diversi punti di vista si confrontassero, e quindi gli udenti potessero conoscere il mondo dei sordi e viceversa insomma. Se manca l’udito vuol dire che gli occhi devono essere pronti a tutte le possibilità, dunque aprire gli occhi a 360°, ma è una cosa che ti viene naturale…”
Sara Longhi, la sua collega in quest’avventura, aggiunge:
“Ma anche per esempio come si chiama una persona sorda da un punto all’altro del bancone: si utilizzano le luci. Proprio perchè se io sono di spalle per chiamarci era importante muovere il lampadario, così che io possa comprendere che mi stanno chiamando. Questo significa che si possono creare, inventare, delle forme di comunicazione diverse. E’ anche stimolante e divertente. Gli udenti hanno scoperto che ci si può sforzare di diventare ‘sordi’ e noi viceversa. All’inizio chiaramente avevamo molti dubbi su come fare, quando abbiamo aperto il bar, i primi due mesi, pensavamo che gli udenti non sarebbero entrati, che si sarebbero spaventati, che avrebbero pensato che noi non li avremmo capiti, che ci sarebbe stata una forma di vergogna a bloccare la comunicazione. E invece col passare del tempo molti si sono affezionati, si sono appassionati al mondo dei sordi, e quindi ora a distanza di due anni e mezzo siamo molto tranquilli, abbiamo azzerrato ogni preoccupazione…”
L’intento è promuovere la Lingua dei segni italiana, che oltre ad essere diversa da quella degli altri Paesi può avere delle diverse usanze da una regione e all’altra, così come accade con i dialetti. In questo modo, se un udente incontra un sordo anche al di fuori del bar, ha modo di imparare a comunicare con lui piacevolmente.
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Un bar che è anche promotore di molti eventi culturali

E quando serve c’è anche l’interprete, per le questioni commerciali e aziendali del bar stesso, ma anche sopratutto per gli eventi che organizzano.
Il Senza Nome, infatti, promuove ed organizza diverse iniziative culturali, come mostre, concerti, djset, presentazioni di libri, corsi di yoga o shiatsu, e quant’altro in collaborazione con Nunzia Vannuccini dell’associazione culturale Farm, che ne cura la programmazione artistica.
Il bar, inoltre, dispone della connessione wi-fi gratuita.
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Insomma, il Senza nome è un ambiente davvero molto accogliente, un luogo in cui difficilmente sordi e udenti potrebbero annoiarsi. Poggia due piani, è presente una saletta fumatori e dispone di tavolini all’aperto d’estate.

Sadabike: la prima bicicletta che diventa uno zaino inventata da un italiano



Di Salvatore Santoru

"Sadabike", dal nome del suo inventore Gianluca Sada, è la prima bicicletta senza raggi e d entrerà in commercio entro la fine del 2015.  È realizzata in alluminio e non arriva ai 10 chili di peso. 
La sua funzione più innovativa è indubbiamente rappresentata dalla possibilità di piegarla con un solo movimento trasformandola in uno zaino.

Per approfondire:http://www.caffeinamagazine.it/tecnologia/13682-leggera-innovativa-e-senza-raggi-arriva-dall-italia-la-prima-bicicletta-che-diventa-uno-zaino

http://www.sadabike.it/

Come preparare un tè a regola d’arte



Di Stefania Rossini
Conosco Elena ad un suo evento: la  vedo dietro a brocche e foglie secche. Curiosa come sono non ho potuto far altro che avvicinarmi e chiedere cosa stesse preparando: lei gentile e con molta passione mi porta come un fiume in piena nel meraviglioso mondo del tè.
Prima di quel giorno il tè per me era quello in bustina che acquistavo al supermercato senza nemmeno farci troppo caso. Da quel giorno però non è più così…
Profumi, foglie attorcigliate e arrotolate, colori e sapori ora come non mai li noto e li apprezzo. E voglio portarvi anche voi nell’incredibile mondo del tè: ho deciso di farlo nel modo migliore, attraverso le parole di Elena!
1 – Elena ci racconti un pò di te?
Sono una donna non più giovane che dopo anni di varie esperienze lavorative, non sempre soddisfacenti ma soprattutto precarie vista la situazione nel mondo del lavoro e del commercio, ho deciso che era giunta l’ora di inseguire un sogno e cercare di migliorare la mia vita. Ho ripreso un hobby abbandonato a causa del poco tempo libero che mi lasciava il mio ultimo lavoro: cucire è una mia grande passione e oggi a distanza di un anno mi ha portata a creare una piccola collezione di capi unici interamente fatti a mano da me, con tessuti che avevo raccolto negli anni  durante i miei viaggi… oggi è un lavoro che mi porta qua e là nei mercati e nelle fiere handmade.
Un’ altra mia grande passione è il tè. Da idea a progetto: oggi ho finalmente una piccola azienda, importo tè in foglia dalla Cina e lo vendo on line tramite T. E preziosi tè dalla Cina.
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2- Come ti sei avvicinata al tè?
Mi sono avvicinata al tè durante i miei viaggi in Oriente. Ho iniziato a bere tè in foglia e ad appassionarmi sempre di più a questa bevanda. Il rito del tè mi ha da sempre affascinato, mi sono poi documentata e durante un mio viaggio a Pechino ho finalmente avuto il piacere di conoscere le tradizioni millenarie , le lavorazioni, mille sapori e colori. In Cina nasce la pianta del Tè Camelia Sinesis e ancora oggi la Cina è il maggiore produttore al mondo di tè. I tè più preziosi al mondo non solo si producono in Cina ma spesso non vengono neppure esportati in Europa.
Da oltre 10 anni io ho sostituito l’acqua con il tè , ovviamente questi tè in foglia e puri, e quando finivo le mie scorte recuperate nei viaggi non riuscivo a trovare questi tè particolari nemmeno nei negozi specializzati.
3- Ci racconti le tipologie di tè che proponi?
Ho selezionato sei tipi di tè uno per ciascuna categoria, molto diversi tra loro come sapori e storie. Sono questi:
BIANCO white Peony
GIALLO huo shan huang ya
VERDE dragon well
VERDE Jasmine dragon pearl
OOLONG  tie guan yin
NERO  bai lin gong fu
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4- La raccolta , l’essicazione che ruolo hanno nel prodotto finale?
Come ho già detto tutti i tipi di tè vengono da un unica pianta, una Camelia, sono poi i terreni, le condizioni atmosferiche, le differenti raccolte e infine le lavorazioni che differenziano le categorie dei tè in foglia.
La mia selezione di tè proviene da varie regioni della Cina, i raccolti avvengono a mano in quanto le categorie dei tè si diversificano dal periodo in cui vengono raccolti, per esempio il tè bianco è il primo raccolto quando mani esperte raccolgono solo le gemme prima che la primavera le schiuda. Ecco perche è un tè costoso, talmente prezioso che viene semplicemente essicato senza subire altre lavorazione e questo permette di mantenere inalterate le ottime qualità della pianta del tè.
Il tè giallo e verde sono successivi raccolti primaverili e dopo l’essicatura al sole subiscono una leggera ossidatura che dà il colore giallo e verde alle foglie e le caratteristiche del sapore.
Il tè verde al gelsomino viene ottenuto aggiungendo alle foglie fresche raccolte fiori di gelsomino che dopo qualche giorno, quando le foglie hanno preso tutto il profumo dei fiori questi vengono tolti e il tutto si arrotola formando perle di tè, da qui il nome Jasmine dragon pearl.
Oolong invece è sempre un tè verde leggermente fermentato che oltre a dare un sapore molto particolare aumenta il grado di caffeina.
Nero è l’ultimo della categoria: dopo il raccolto, l’essicatura e la fermentazione viene infine tostato. E’ tra tutti il tè più forte come gusto e naturalmente il più carico di caffeina.
In pratica più lavorazioni subiscono i tè maggiormente si caricano di sapori a discapito però delle ottime proprietà che la pianta del tè ci regala, e ovviamente aumentando la caffeina, da tè energizzanti come nel caso dei tè bianchi, gialli e verdi si passa a tè eccitanti.
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5- Come preparare un tè a regola d’arte?
Per preparare un ottimo tè non serve molto, io consiglio di utilizzare acqua a basso contenuto calcareo poichè quest’ultimo purtroppo altera il sapore. La temperatura non deve mai superare i 95 gradi, quindi non bollite mai! Meglio utilizzare un bollitore, una teiera o un filtro capiente, va bene anche un colino ma non utilizzate i filtri a pallina poichè le foglie hanno bisogno di spazio per aprirsi e rilasciare tutto l’aroma.
Per una tazza di tè da 200 ml si consiglia 2/ 3 gr di tè, infusioni brevi soprattutto per i tè verdi, massimo 2 minuti per la prima infusione.
Questi tè che io amo definire preziosi in quanto sono di ottima qualità si possono, anzi  si devono, utilizzare più volte. Sarebbe uno spreco buttarli alla prima infusione, si consigliano 4 /5 infusioni aumentando i tempi per ogni seduta.
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6 Che differenza c’è tra in tè in bustine che tutti conosciamo ed il tè che proponi?
Ho parlato molto di tè in foglia, per allontanare ogni dubbio dal tè in bustina.
Ovviamente il tè in bustina è comodo ma pochi sanno che all’interno di queste vi sono polveri di scarti di tè senza nessuna categoria e spesso provenienza. Pare che anche le bustine stesse siano trattate con sbiancanti chimici che a contatto con l’acqua calda si sprigionano.
La qualità del tè sta nella foglia: tanto è più integra più significa che è non è stata manipolata ma solo essicata e tostata. I migliori tè son puri e quindi senza aggiunta di aromi di dubbia provenienza
7- Quali sono i benefici del tè? Insomma perchè dovremmo berlo?
Ben sapendo che ad altri più esperti  è meglio lasciare il compito di descrivere gli effetti sulla salute di questa  antica bevanda, è giusto però ricordare alcune tra le principali proprietà della pianta del tè riconosciute oggi dalla comunità scientifica internazionale oltre che dalla Medicina tradizionale Cinese.
Molti sono i benefici del tè e proprio per questo rimane ancora oggi la bevanda più bevuta al mondo dopo l acqua: ha proprietà di antinvecchiamento poichè combatte il normale processo di ossidazione dei tessuti umani causato dai radicali liberi; ha la capacità di aumentare la velocità del metabolismo e quindi la velocità con cui il corpo riesce a bruciare i grassi e ha una effettiva proprietà idratante, bevendo del tè si beve più acqua fondamentale per il buon funzionamento e l’equilibrio di tutto l organismo .
Il tè aiuta a rendere questo gesto essenziale (bere acqua) piu gradevole e piacevole. “Quando bevi il tè …stai bevendo le nuvole “ cit  Thic Nhat Hahn.
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8 Dove possiamo trovare io tuoi tè?
www.nuvoledite.it è il sito dove si possono trovare maggiori informazioni. T.E preziosi tè dalla Cina è anche su facebook
Oltre alla vendita on line, mi piacerebbe fare piccole riunioni dove posso fornire la possibilità di far conoscere il mondo fantastico del tè con le sue sfumature di colori e sapori. Un viaggio da una terra lontana…

Francoforte è la città più vivibile del mondo

Di Elisa Murgese
Non esistono città utopiche”, è il verdetto. “In tutto il mondo le città stanno fallendo nel compito di rispondere ai bisogni dei loro abitanti”. A dirlo è il nuovo rapporto Arcadis – Sustainable Cities Index 2015, che ha valutato sostenibilità evivibilità di quelle ha ritenuto le cinquanta più importanti e strategiche città al mondo. Un mix di opportunità per i cittadini e rispetto dell’ambiente che non premia l’Italia, capace di guadagnarsi solo una posizione in elenco, lontana dalla top ten. A Roma, infatti, tocca il posto 24 nella classifica generale. Meglio di noi fa Madrid (9), ma anche Boston (15) e Tokyo (23), solo per citarne alcune.
L’indice, elaborato dal Center for Economics and Business Research (Cebr), è calcolato in base a tre parametri: rispetto dell’ambiente, vantaggi economici e bisogni dei cittadini. Ogni città, quindi, ha valori diversi in base ai tre valori…
Francoforte “guida” la classifica generale, seguita da Londra e Copenhagen. Primo posto per Francoforte anche per quanto riguarda gli indici di “sostenibilità ambientale” e “possibilità economiche”, mentre diventa nona per la capacità di soddisfare i bisogni dei cittadini. Ed è proprio quest’ultimo parametro a segnalare Rotterdam come migliore città al mondo, grazie a un elevato tasso dialfabetizzazione e un buon equilibrio vita-lavoro. Sono invece due centri tedeschi (Francoforte e Berlino) a guidare la classifica eco friendly, premiati per la gestione dei rifiuti e i bassi livelli di inquinamento atmosferico.
Ma cosa manca a Roma – e in generale all’Italia – per conquistare posizioni più alte in classifica? Lo si può dedurre da un confronto con la prima classificata. Tra i punti forza di Francoforte, infatti, “il suo ruolo di centro finanziario e un lungo passato di sostenibilità ambientale – si legge sul report – che dal 1990 la impegna attivamente a ridurre le emissioni di CO2 del 10% ogni cinque anni”. Entro il 2050, “il 100% dell’energia di Francoforte sarà provenire da fonti rinnovabili (e locali), per una diminuzione del 95% delle emissioni di gas serra”. Una città capace di combinare non solo rispetto dell’ambiente, ma anche avanguardia tecnologica e leadership economica che si originano proprio nelle politiche green, standard che Arcadis non ha evidentemente trovato nelle principali città italiane…
Dando uno sguardo generale al rapporto la maggior parte delle città hanno risultati migliori per quanto riguarda indici di profitto economico e sostenibilità ambientale. Un trend che porta numerose big del pianeta a diventare sempre meno attrattive per i cittadini, ad esempio a causa del costo degli immobili, come succede a New York, Londra, Parigi e Tokyo. Altre megalopoli, come Hong Kong, mostrano uno squilibrio tra un forte sistema educativo e un pessimo bilanciamento tra qualità della vita e lavoro.
Ma cosa si nasconde dietro tre parametri secondo cui sono classificate le città mondiali? Per “bisogni del cittadino” si intende “qualità della vita”, ovvero educazione, salute, spazi verdi, trasporti. L’indice della sostenibilità ambientaleriguarda rischi per salute e inquinamento. Non ultimi, i “vantaggi economici” corrispondono a costo della vita, livello degli stipendi e importanza finanziaria della città a livello globale. Fattori che, con un’analisi incrociata, vanno a determinare la vivibilità o meno di ogni città per i suoi abitanti, oltre a tracciare “una road map per i settori che dovrebbe essere migliorati in futuro”, commenta Eugenie Birch, a capo della Wolrd Urban Campaign.

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