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“OSPITARE PROFUGHI IN CASA? MAI”: Quasi 100 vip e intellettuali pro-accoglienza rifiutano la proposta di una finta Ong

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Il quotidiano Il Tempo, per tentare di smascherare quella che definisce l’ipocrisia dei radical chic, ha effettuato un esperimento a poca distanza dalla giornata di sabato 7 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza con una maglietta rossa per esprimere solidarietà ai migranti.
Tra queste, anche moltissimi vip, da Gad Lerner a Roberto Saviano. Due giorni prima, moltissime celebrità e personaggi del mondo dello spettacolo avevano sottoscritto un manifesto contro il ministro dell’Interno.
“Noi non stiamo con Salvini”, recitava la copertina del magazine. Nell’editoriale firmato dal direttore della rivista, Massimo Coppola, si faceva riferimento in particolare al tema dei migranti.
Il Tempo, allora, ha deciso di mettere alla prova molte delle celebrità che, negli ultimi tempi, hanno espresso solidarietà nei confronti dei rifugiati, attaccando al tempo stesso Salvini e le sue politiche di chiusura.
Fingendosi una finta Ong, la “International Open Blue Sea”, il quotidiano romano ha contattato uno per uno ben cento personaggi del mondo dello spettacolo e della politica.
La richiesta era la seguente: sarebbe disposto ad ospitare un solo rifugiato a casa sua per un periodo limitato di tempo?
“Badate bene – scrive il giornalista Alessandro Migliaccio – non abbiamo chiesto di aprire la casa a una famiglia intera di migranti bensì, per qualche tempo, ad uno solo di loro in difficoltà. Abbiamo spiegato a tutti che si sarebbe trattato di un gesto utile non solo alla persona ospitata ma anche a tutti gli italiani e che ci avrebbe aiutato ad avviare una campagna di sensibilizzazione sulla delicata tematica dei migranti”.
Il quotidiano romano riporta che solo quattro tra i cento personaggi contattati hanno dato risposta positiva: si tratta, nello specifico, di Stefano Fassina, Erri De Luca, Daria Bignardi e Paolo Cento.
Circa la metà non ha voluto rispondere alla richiesta, mentre molti altri hanno rifiutato esplicitamente per diverse ragioni.
“Linus di Radio Deejay figura tra i firmatari dell’appello di Rolling Stone contro la politica di Salvini sui migranti, eppure dopo aver ascoltato con attenzione la nostra proposta di mandargli a casa un immigrato per qualche mese, ha preferito attaccarci il telefono in faccia per poi non risponderci più”, scrive il Tempo.
“Gad Lerner non ci ha risposto dando la colpa al treno, dicendo di non sentire bene anche se i problemi alla conversazione si sono manifestati soltanto nel momento in cui avrebbe dovuto risponderci con un sì o un no”.
Hanno detto no, o hanno comunque tergiversato rinviando la questione, anche lo stilista Ennio Capasa, l’attore Marco D’Amore (il Ciro Di Marzio di “Gomorra”), il conduttore televisivo Costantino della Gherardesca, e ancora David Parenzo, il senatore Pd Nicola Latorre, il deputato dem Emanuele Fiano, Leo Gullotta, Dario Vergassola, Pupi Avati, Piero Fassino, Giusepe Fioroni, Cesare Damiano, Massimo Ghini, Paolo Ruffini.
Alcuni hanno spiegato di avere al momento una situazione familiare complessa, altri hanno parlato di una casa troppo piccola, altri ancora si sono rifiutati senza fornire particolari motivazioni.
L’elenco continua. Ne fanno parte anche Valeria Fedeli, Massimo Cacciari, Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati, Valeria Fedeli, Giancarlo Magalli e molti altri.
“Lo stesso direttore della rivista Rolling Stone, Massimo Coppola – scrive ancora il tempo – non ci è parso molto disponibile, ha rimandato il tutto a futuri scambi di e-mail ma ha precisato che se andiamo in edicola ed acquistassimo la rivista che dirige, ci accorgeremmo che lui sta già facendo molto per i migranti. Certo, tuttavia ospitarne uno sarebbe ancora meglio”.
Anche il direttore di Radio Deejay, Linus, è stato contattato da Il Tempo, che, secondo quanto riportato dal giornale, ha riattaccato.
Linus ha però voluto chiarire il suo comportamento, spiegando di aver capito che l’identità del suo interlocutore era falsa: “Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco”.
Il direttore di Radio Deejay si è anche scagliato contro la campagna della rivista Rolling Stone, prendendo le distanze dall’iniziativa.

MOGOL: 'In Italia non c'è rischio per la democrazia, bisogna fermare gli sbarchi e aiutare l'Africa con un Piano Marshall'

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Di Salvatore Santoru

"In Italia non è in pericolo la democrazia, non è minacciata la libertà, non è in discussione la Costituzione. È il solito effetto gregge..."
Lo ha affermato Giulio Rapetti in arte Mogol, lo storico paroliere di Lucio Battisti.

Inoltre, come riporta Libero(1), Mogol ha ricordato che "Cinquanta anni fa a me e a Battisti davano dei fascisti perché non giocavamo alla rivoluzione, non so se mi spiego. Oggi, io non vedo motivi di allarme per il futuro del nostro Paese". 
Mogol ha criticato il cosiddetto 'manifesto anti-Salvini' di Rolling Stone Italia(2) e ha dichiarato che bisogna risolvere l'attuale crisi migratoria, aiutando l'Africa con un 'Piano Marshall'.

NOTE:

(1) http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13357832/mogol-difende-matteo-salvini-italia-nessun-rischio-democratico-fascismo-immigrazione-bene-politica-aiuti-africa-.html

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/07/manifesto-anti-salvini-di-rolling-stone.html

'MANIFESTO ANTI-SALVINI' DI ROLLING STONE ITALIA, NUOVE SMENTITE: Gipi, Zerocalcare, Petrini, Lipperini, Mannoia e altri affermano di non avervi mai aderito

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Di Salvatore Santoru

A quanto pare sarebbero in pochi(o forse nessuno) coloro che avrebbero 'aderito' al 'manifesto anti-Salvini' lanciato da Rolling Stone Italia(1).
Difatti, recentemente sono arrivate anche le smentite dei fumettisti Zerocalcare e Gipi, delle giornaliste Valentina Petrini e Loredana Lipperini nonché della cantante Fiorella Mannoia e di altri.

Sembrerebbe proprio che il magazine avrebbe utilizzato le note posizioni critiche verso Salvini di alcuni importanti esponenti del mondo culturale/artistico e dell'intrattenimento italiano per portare avanti l'idea di tale progetto, al massimo contattando alcuni di essi ma non specificando la loro inclusione nel cosiddetto 'manifesto'.

D'altronde tale versione sembrerebbe confermata dallo stesso direttore dell'edizione italiana di Rolling Stone, Massimo Coppola.
Difatti, recentemente Coppola aveva risposto alla critica di Mentana(anch'egli incluso nel manifesto, a sua totale insaputa) sostenendo che nel manifesto erano state utilizzate alcune sue prese di posizione critiche verso l'operato di Salvini(2).

NOTE:

(1) http://www.affaritaliani.it/cronache/rolling-stones-la-sinistra-contro-salvini-ma-i-vip-smentiscono-la-rivista-549583.html

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/07/rolling-stone-massimo-coppola-risponde.html

CASO ROLLING STONE ITALIA, Michele Serra: 'Non ho firmato alcun appello'

Risultati immagini per Rolling Stone Italia MICHELE SERRA

Di Salvatore Santoru

Anche Michele Serra afferma di essere finito a sua insaputa nel 'manifesto VIP' anti-Salvini di Rolling Stone Italia.
Come scritto dallo stesso giornalista su Repubblica(1), Serra è stato contattato dal magazine ma ha anche sostenuto di non aver firmato 'alcun appello'.

Prima di Serra, anche Mentana e Robecchi avevano sostenuto di essere stati inseriti a loro insaputa nel manifesto.

NOTA:

(1) http://www.repubblica.it/politica/2018/07/06/news/serra_non_ho_firmato_alcun_appello_-201027844/

Rolling Stone Italia, Massimo Coppola risponde a Mentana: "Usate le tue dichiarazioni pubbliche su Salvini"

Risultati immagini per Massimo Coppola risponde a Mentana:

Libero

Il direttore di Rolling Stone Massimo Coppola risponde a Enrico Mentana che in pratica l'ha accusato di taroccamento del Manifesto anti Salvini. In questi casi di dice: "Quando la toppa è peggio del buco...". 


Mentana ha precisato di non aver aderito, e ha mostrato i messaggini privati con cui rispondeva a Coppola. Adesso il direttore di Rolling risponde: "Caro Enrico, non essendo un appello non ci sono firmatari. Abbiamo deciso di includere i post pubblici sul tema dopo che molti ci hanno detto “ci sto, ma ho già detto quel che penso, non potete pubblicare il mio post?”". Diciamo che giornalisticamente la mossa di Coppola lascia a desiderare.
"I post sono pubblici e quindi mi pare una scelta legittima pubblicarli. Se decido di raccogliere tutte le dichiarazioni pubbliche su questo o quel tema, non devo certo chiedere a tutti coloro che le hanno espresse se posso farlo", prosegue Coppola. Che poi si scusa: "Mi scuso per non averti detto che lo avrei fatto, una dimenticanza, anche se ripeto, abbiamo ripreso una tua dichiarazione pubblica, cosa per la quale non è necessaria un’autorizzazione, a differenza di una conversazione privata su whatsapp - non era fondamentale pubblicarla, credo, per sostenere la tua posizione".  Mentana risponderà?

NON SOLO MENTANA, NEL 'MANIFESTO VIP' ANTI-SALVINI DI ROLLING STONE ITALIA SAREBBE STATA 'INVENTATA' ANCHE L'ADESIONE DI ROBECCHI?. Lui: 'Sono contro Salvini ma anche contro i furbetti che si fanno pubblicità utilizzando il mio nome'

Risultati immagini per Alessandro Robecchi ‏ MANIFESTO ROLLING STONE ITALIA

Di Salvatore Santoru

Recentemente ha fatto discutere 'l'invenzione dell'adesione' di Mentana al 'manifesto VIP' anti-Salvini di Rolling Stone Italia.
Lo stesso giornalista ha smentito la sua adesione e ora si avrebbe un nuovo caso di 'adesioni false'.

Questa volta si tratta del giornalista e scrittore Alessandro Robecchi, il quale ha sostenuto di essere contro Salvini ma anche contro 'i furbetti che si fanno pubblicità' utilizzando il suo nome.

NOTA:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/07/manifesto-rolling-stone-italia-contro.html

'MANIFESTO VIP' ROLLING STONE ITALIA CONTRO SALVINI, 'INVENTATA' L'ADESIONE DI MENTANA?. Lui: 'Non ho mai firmato quel manifesto'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente il noto magazine 'Rolling Stone Italia' ha lanciato un 'manifesto' contro Salvini firmato da noti personaggi dello spettacolo e dell'intrattenimento.
Nelle ultime ore lo stesso manifesto è al centro di un 'piccolo scandalo' legato a delle 'adesioni false' e più precisamente a quella del celebre conduttore del tg di La7 Enrico Mentana.

Difatti, nel manifesto di 'Rolling Stone Italia' compare la firma dello stesso giornalista ma è lo stesso Mentana che ha affermato di non avere mai aderito ad esso.
Più specificatamente, come riporta il Messaggero(1), l'autorevole giornalista ha precisato di aver rifiutato l'adesione al manifesto e di non credere negli appelli e nelle 'prese di posizione perentorie'.



NOTA:

(1) https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/rolling_stone_salvini_mentana-3838360.html

ROLLING STONE ITALIA, 'manifesto VIP' contro Salvini: 'Da adesso chi tace è complice'

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Di Salvatore Santoru

"Noi non stiamo con Salvini". 
Recentemente il magazine Rolling Stone Italia ha chiamato a raccolta i principali esponenti del mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento italiano.

L'obiettivo dell'iniziativa è quello di creare un 'manifesto VIP' contro lo stesso ministro dell'Interno e leader della Lega.

NOTE:

(1) https://www.rollingstone.it/rolling-affairs/news-affairs/noi-non-stiamo-con-salvini-da-adesso-chi-tace-e-complice/419240/

(2) https://www.huffingtonpost.it/2018/07/05/rolling-stone-copertina-contro-matteo-salvini_a_23475096/