Wilhelm Reich credeva di sparare agli Ufo ma in realtà erano aerei spia U-2, la rivelazione del figlio Peter

lug 5, 2015 0 comments
Wilhelm Reich con il "Cloudbuster", il cannone che usava per sparare a quelli che riteneva essere dischi volanti extraterrestri, http://www.bibliotecapleyades.net

http://www.ufoonline.it/2014/06/17/wilhelm-reich-sparava-agli-ufo-ma-in-realt%C3%A0-erano-aerei-spia-u-2/

Ad alcuni il nome Wilhelm Reich non dirà molto, ma si tratta di un famoso psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud noto non solo per le sue ricerche sul ruolo sociale della sessualità, ma soprattuto per la discussa scoperta d"energia orgonica", un' ipotetica forma di energia che descrisse in alcuni esperimenti pubblicati alla fine degli anni trenta. Egli affermò che l'energia dell'orgone (o energia orgonica) permeava tutto lo spazio, era di colore blu e che certe forme di malattia erano la conseguenza dell'impoverimento o del blocco dell'energia all'interno del corpo. Reich nell'ultima parte della sua vita divenne noto negli ambienti ufologici per il suo interessamento sui dischi volanti. Dopo aver letto alcuni libri sull'argomento si convinse della loro esistenza e della loro provenienza da altri pianeti. Dapprima li considerò come amichevoli, ma, successivamente, li ritenne responsabili del processo di desertificazione del pianeta attraverso la deliberata immissione nell'atmosfera di Dor (Deathly ORgone) energia letale, e finì con il considerarli il prodotto di una civiltà dor-funzionante.
Ritenne anche che la loro propulsione fosse dovuta ad una tecnologia altamente avanzata in grado di utilizzare l'energia orgonica, cosa che, secondo lui, in base ai suoi studi sulla gravitazione, spiegava le stupefacenti capacità di volo di questi velivoli.  Oggi il figlio Peter Reich rivela che gli Ufo che il padre credeva di vedere erano in realtà gli aerei spia U-2.



Di quegli anni prima che lo scienziato finisca in carcere fino alla morte nel 1957, racconta il figlio Peter nel volume un libro dei sogni di Tre Editori.
Peter, che aveva allora 12 anni, era stato nominato ufficiale dei Genieri Cosmici perchè aiutava il padre con il ‘cannone spaziale’, insieme al quale bombardava il cielo per abbattere gli Ufo, colpevoli di avvelenare l’atmosfera. Nel suo libro ora in italiano, Peter racconta della sua esperienza di adolescente vicino al padre, e del suo modo di vivere -o sognare-, l’arrivo delle navi spaziali aliene. E svela un particolare importante: Il ‘cannone spaziale’ con il quale, a suo dire il celebre scienziato sottraeva energia orgonica alle navi spaziali aliene erano i mitici U-2, aerei spia americani. 

Ecco la testimonianza del figlio di Reich, in occasione della presentazione del suo libro in Italia.



Alle origini del progetto
Nei primi anni '50 gli Stati Uniti furono contagiati dalla paura di un'imminente guerra nucleare con l'Unione Sovietica ed i vertici delle forze armate non sapevano se i loro uomini ed i loro mezzi sarebbero stati sufficienti (per numero e per addestramento) a fermare i loro avversari sovietici perché di quello che accadeva aldilà della Cortina di ferro non si sapeva nulla. Anche l'infiltrazione di alcune spie si rivelò inutile in quanto tutte le installazioni militari sovietiche erano rigorosamente off-limits. Fu in questo clima che ebbe origine lo sviluppo del Lockheed U2, dopo che la USAF bandì un concorso per la costruzione di un nuovo ricognitore ad alta quota. Tra i velivoli presi in considerazione ci furono l'X-16 sviluppato dalla Bell, l'M-195 sviluppato dalla Fairchild ed il RB-57D sviluppato dalla Martin. Solo successivamente anche la Lockheed presentò un proprio progetto elaborato da Kelly Johnson, che portava la sigla CL-282. Il progetto di Johnson si basava sul caccia intercettore F-104 opportunamente modificato, del quale venne inizialmente riutilizzato anche il motore jet successivamente sostituito da un Pratt & Whitney J57.  Inizialmente ignorato, il progetto di Johnson fu in seguito al centro delle attenzioni della USAF ma anche da parte di molti membri civili della commissione incaricati di scegliere il migliore tra i progetti presentati perché il più economico e meno rischioso. L'idea di base era semplice: costruire un aereo lento che quindi consumasse poco per avere il massimo dell'autonomia disponibile ma che volasse talmente alto da non poter essere intercettato in alcun modo. Primo tra tutti a prestare notevoli attenzioni al progetto di Johnson fu Edwin Herbert Land che presentò il progetto al direttore della CIA Allen Dulles. Dopo aver ricevuto l'approvazione anche dal presidente Eisenhower la Lockheed ricevette l'incarico di fornire un primo lotto di 20 velivoli per il valore di 22,5 milioni di dollari (interamente pagati dalla CIA). Il progetto di Johnson, essendo classificato Top Secret, richiedeva un luogo appropriato per lo sviluppo e le prime prove in volo. Da qui comincia una lunga storia che arriva fino a noi che potete leggere interamente qui.

Declassificazione dei documenti
La storia delle missioni del celebre velivolo spia nato per contrastare i sovietici è pubblica da circa un anno nei dettagli grazie alla de-classificazione del lavoro di due impiegati della CIA, che crearono per i servizi segreti il volume “The Central Intelligence Agency and Overhead Reconnaissance: The U-2 and OXCART Programs, 1954-1974", ora disponibile integralmente nei National Security Archives statunitensi.

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